Verona. Oggi ultimo giorno di visita dell’anfiteatro Arena. Poi chiude per un mese per i lavori di restauro in vista delle olimpiadi Milano-Cortina 2026

L’anfiteatro Arena di Verona ospiterà la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici invernali e quella di apertura dei Giochi Paralimpici 2026 (foto comune di verona)
Quando a ottobre 2024 il Comune di Verona aveva annunciato la chiusura per due mesi (15 ottobre – 6 dicembre 2024) dell’anfiteatro Arena per i lavori di restauro in vista delle olimpiadi Milano-Cortina 2026, aveva anche spiegato che con il nuovo anno ci sarebbero state altre chiusure in seguito a nuove valutazioni (vedi Verona. L’Arena chiude quasi due mesi completamente, poi tre settimane parzialmente, per consentire i lavori di restauro e valorizzazione in vista delle olimpiadi Milano-Cortina 2026 | archeologiavocidalpassato), Ci siamo. Oggi, domenica 12 gennaio 2025, ultimo giorno di apertura dell’anfiteatro Arena, che dal 13 gennaio al 10 febbraio 2025 rimarrà chiuso per poter proseguire con i lavori di restauro in corso.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale e al museo di Antropologia e Etnologia prorogata la mostra “170.000 anni fa a Poggetti Vecchi. I Neanderthal e la sfida del clima”
Proroga straordinaria della mostra “170.000 anni fa a Poggetti Vecchi. I Neanderthal e la sfida del clima”. Nelle due sedi, al museo Archeologico nazionale di Firenze e al museo di Antropologia e Etnologia dell’università di Firenze, fino a domenica 2 marzo 2025 sarà possibile visitare la mostra che celebra i “primi Toscani” e i 70 anni dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, inizialmente prevista fino al 12 gennaio 2025. L’esposizione, curata da Biancamaria Aranguren, Silvia Florindi, Daniele F. Maras, Daniela Puzio e Anna Revedin è dedicata al sito preistorico di Poggetti Vecchi (Gr), che costituisce un laboratorio eccezionale per lo studio dei cambiamenti ambientali e per l’adattamento delle comunità umane in periodi di crisi climatica (vedi Firenze. Al museo Archeologico nazionale apre la sezione “Una tecnologia sostenibile” della mostra “170.000 anni fa a Poggetti Vecchi. I Neanderthal e la sfida del clima” | archeologiavocidalpassato). Quasi due mesi in più per poter ammirare da vicino gli straordinari e unici reperti lignei di Poggetti Vecchi, che ci offrono l’emozione di un contatto diretto con i nostri antenati e il loro stile di vita sostenibile. Fra i reperti eccezionali restituiti dal sito si ricordano i resti ossei riferibili a un’intera famiglia di elefanti antichi e soprattutto gli straordinari “bastoni di scavo” di legno appartenuti a un gruppo di Neanderthal, miracolosamente conservati per oltre 170.000 anni, grazie a condizioni ambientali stabili e in assenza di ossigeno, ed esposti per la prima volta al museo Archeologico nazionale di Firenze in anteprima mondiale. La mostra è organizzata da IIPP – Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria per il suo 70° anniversario, in collaborazione con il Sistema Museale di Ateneo dell’università di Firenze e con il museo Archeologico nazionale di Firenze, in accordo con la direzione regionale Musei nazionali Toscana, e con il con il contributo di Regione Toscana e di Fondazione CR Firenze.
Parco archeologico dell’Appia antica (Roma). A gennaio visite guidate andare alla scoperta del complesso di Capo di Bove e della sua area archeologica
A metà dicembre 2024 è stata inaugurata la nuova sistemazione del giardino del Complesso di Capo di Bove nel parco archeologico dell’Appia antica (vedi Parco archeologico dell’Appia antica (Roma). Inaugurazione della nuova sistemazione del giardino del Complesso di Capo di Bove, con vista guidata e conversazione-concerto | archeologiavocidalpassato); con le feste, sempre a capo di Bove, è stata aperta l’installazione immersiva “Appia Antica. La strada che ci ha insegnato a viaggiare” (vedi Parco dell’Appia Antica (Roma). Al complesso di Capo di Bove un’installazione immersiva permette di viaggiare sulla Regina Viarum da Roma a Brindisi. Ecco gli orari del parco nella prima settimana dell’anno | archeologiavocidalpassato). E ora il parco archeologico dell’Appia Antica propone per gennaio 2025 nuovi imperdibili appuntamenti per andare alla scoperta del complesso di Capo di Bove e della sua area archeologica, con le visite guidate condotte dal personale del Parco, inclusa la visita alla mostra “Via Appia. La strada che ci ha insegnato a viaggiare”. Questi gli appuntamenti con le visite guidate: domenica 12 gennaio 2025, ore 10.30; domenica 26 gennaio 2025, ore 10.30. Ingresso in via Appia Antica 222, Roma. Per partecipare seleziona il biglietto “Visita guidata | Complesso di Capo di Bove” e la tariffa: intero 8 euro / ridotto 2 euro / gratuito e scegli tra le date previste. L’ingresso è gratuito per i possessori di Appia Card previa prenotazione da app o portale Musei Italiani. Il biglietto può essere acquistato: online sul sito Musei Italiani al link: https://portale.museiitaliani.it/…/a62f7628-2b88-42c7…; da telefono con la app Musei Italiani disponibile su Google Play e su App Store; il giorno stesso dai totem posizionati all’ingresso del sito, esclusivamente con carta di pagamento elettronico. Il biglietto consente l’accesso, nell’arco della stessa giornata e senza prenotazione, ai siti di Antiquarium di Lucrezia Romana, Mausoleo di Cecilia Metella, Complesso di Capo di Bove, Villa dei Quintili-Santa Maria Nova.
Napoli. All’Ex Ospedale della Pace conferenza di Riccardo Partinico “I gesti parlano: i segreti nascosti nei movimenti, un viaggio nell’archeologia della gestualità” promossa dall’Archeoclub d’Italia Parthenope con il museo delle Arti Sanitarie
Sabato 11 gennaio 2025, alle 11, all’Ex Ospedale della Pace (via Tribunali 226), l’Archeoclub d’Italia sede di Napoli Parthenope, in collaborazione con il museo delle Arti Sanitarie di Napoli, presenta le ricerche ventennali dello studioso reggino Riccardo Partinico che tiene la conferenza “I gesti parlano: i segreti nascosti nei movimenti, un viaggio nell’archeologia della gestualità. Un’indagine archeologica per decifrare i significati nascosti nei movimenti antichi”. Direttore della testata giornalistica “Il Gazzettino di Reggio”, dottore in Scienze motorie e sportive con oltre 37 anni di insegnamento nella scuola pubblica come docente delle Scienze motorie e sportive; già istruttore di karate e preparatore atletico nonché presidente della SGS Fortitudo 1903 di Reggio Calabria, Riccardo Partinico è autore di diverse pubblicazioni tra le quali “Bronzi di Riace: Pericle e Temistocle” (2024); “Anatomia Archeostatuaria” (2017); “L’Identità Perduta” (2010). Saluti e introduzione di Antonio Arcudi, presidente di Archeoclub d’Italia sede di Napoli, e di Gennaro Rispoli, presidente del museo delle Arti Sanitarie di Napoli. Discussione e conclusioni di Mario Grimaldi, archeologo, docente e ricercatore universitario.
Padova. Al circolo culturale sardo “Eleonora d’Arborea” la conferenza “Nora la più antica città della Sardegna. Trent’anni di scavi e ricerche dell’Università di Padova” con il prof. Jacopo Bonetto

“Nora, la più antica città della Sardegna. Trent’anni di scavi e ricerche dell’Università di Padova” è il titolo della conferenza in programma sabato 11 gennaio 2025, alle 17, nella sede sociale del circolo culturale sardo “Eleonora d’Arborea” in via delle Piazze 22 a Padova. A presentare i trent’anni di scavi e ricerche condotti dall’università di Padova nell’antica città di Nora, in Sardegna, sarà il professor Jacopo Bonetto, professore ordinario dell’università di Padova. L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti. Nora è considerata la più antica città della Sardegna, con origini fenicie risalenti all’VIII secolo a.C. Grazie agli scavi e alle ricerche dell’università di Padova, sono emersi importanti ritrovamenti archeologici che gettano nuova luce sulla storia e sulla cultura di questa affascinante città. L’attenzione di importanti studiosi appartenenti a varie università, in particolare dell’università di Padova, è la testimonianza della grandezza dell’antica civiltà della nostra Isola.
L’università di Padova è attiva in Sardegna con un progetto di ricerca archeologica che ha come centro di attenzione la città antica di Nora, sita nel comune di Pula in provincia di Cagliari. Il sito, già noto ai viaggiatori ottocenteschi, è stato a lungo indagato nel corso del secolo scorso ed è oggetto di ricerche sistematiche da parte di un gruppo di Atenei italiani dal 1990. In questo ambito l’università di Padova si è occupata di indagare con scavi stratigrafici e rilievi architettonici il settore orientale della penisola su cui si trova la città antica, riportando alla luce edifici pubblici e privati di particolare importanza. Inoltre, negli ultimi anni, nuove attenzioni sono state rivolte ad una grande area funerarie attiva dall’età fenicia fino all’età romana e al pressante problema dell’erosione costiera che minaccia alcuni settori del Parco archeologico. Le ricerche hanno rivolto speciale attenzione anche agli aspetti della divulgazione e della valorizzazione in un sito che proprio nel 2024 ha superato la soglia dei 100mila visitatori annui.
Palma di Montechiaro (Ag). Al Palazzo Ducale si inaugura l’Antiquarium “Giacomo Caputo” con una mostra sul “Patrimonio ritrovato” da sequestri e il primo nucleo del futuro museo civico. Libro dell’IC “Tomasi di Lampedusa”

In Sicilia nasce un nuovo museo archeologico. Venerdì 10 gennaio 2025, alle 10.30, verrà inaugurato al Palazzo Ducale di Palma di Montechiaro (Ag) l’Antiquarium “Giacomo Caputo”, realizzato in collaborazione con il Comune di Palma di Montechiaro. L’esposizione sarà articolata in due sezioni, di cui la prima riservata alla mostra “Il Patrimonio ritrovato. Percorsi di legalità nella Terra del Gattopardo”, costituita da opere oggetto di sequestri e restituiti al demanio regionale; la seconda da reperti provenienti dal territorio di Palma di Montechiaro che vengono esposti per la prima volta, rappresentando così il primo nucleo del futuro museo civico di Palma di Montechiaro. Intervengono il sindaco di Palma di Montechiaro Stefano Castellino, e il soprintendente ai Beni culturali e ambientali di Agrigento Vincenzo Rinaldi. “La sinergia fra le Istituzioni Culturali e le Forze dell’Ordine”, spiegano alla soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Agrigento, “ha dato negli ultimi decenni importanti risultati, non solo con il recupero dei reperti, ma anche con la loro valorizzazione, restituendoli alla collettività, attraverso mostre e altre iniziative che hanno lo scopo precipuo di veicolare messaggi di legalità e sensibilizzazione alle problematiche legate alla tutela del patrimonio culturale”. L’iniziativa vede protagonista la scuola di Palma di Montechiaro, con la partecipazione attiva dell’istituto comprensivo statale “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” e l’istituto di istruzione superiore “Gian Battista Odierna” nell’ambito delle attività culturali promosse dalla Soprintendenza per favorire la partecipazione del mondo della scuola, nella consapevolezza del ruolo centrale che essa riveste nella diffusione dei valori della legalità, intesa in senso ampio, in un dialogo costante con le Istituzioni. Nell’ambito della manifestazione sarà presentato il libro “La Tutela del Patrimonio Culturale. Spiegata e illustrata dagli studenti dell’Istituto Comprensivo statale Giuseppe Tomasi di Lampedusa di Palma di Montechiaro”.
Locri (RC). Ultimo appuntamento del programma 2024 della rassegna “Un caffè… storicamente corretto” promosso dal museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri e dal Circolo di Studi Storici Le Calabrie presentazione del libro “Corpus della pittura monumentale bizantina in Italia”, vol. 2, di Lorenzo Riccardi
Al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri siamo al primo appuntamento dell’anno con “Un caffè…storicamente corretto”, in realtà l’ultimo del programma 2024, del ciclo promosso il giovedì dal museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri con il Circolo di Studi storici “Le Calabrie” e il patrocinio del Comune di Locri, curato da Elena Trunfio e Marilisa Morrone. Giovedì 9 gennaio 2025, alle 17.30, presentazione del libro “Corpus della pittura monumentale bizantina in Italia”, vol. 2, di Lorenzo Riccardi, soprintendente ABAP per le province di Frosinone Latina e Rieti. Introducono la direttrice del parco Elena Trunfio e della presidente del Circolo Marilisa Morrone, interviene Daniela Vinci, funzionario storica dell’arte della soprintendenza ABAP di Reggio Calabria e Vibo Valentia. L’evento è gratuito e non è necessaria la prenotazione.

Copertina del libro “Corpus della pittura monumentale bizantina in Italia”, vol. 2, di Lorenzo Riccardi (Rubettino editore)
Corpus della pittura monumentale bizantina in Italia, vol. 2 (Rubettino). Nel grande progetto europeo del “Corpus of Byzantine Monumental Paintings”, il volume sulla Calabria è il secondo dedicato all’Italia, dopo quello sull’Umbria. Vi sono studiati quaranta monumenti che conservano tracce, più o meno estese, di decorazioni databili tra l’VIII e il XV secolo. Dall’accurato censimento, che raccoglie accanto alle testimonianze note anche quelle meno conosciute e inedite, emerge un quadro finalmente unitario della produzione pittorica della regione più bizantina della penisola. Improntato a una rigorosa metodologia e supportato da un ricco apparato grafico e illustrativo, il Corpus della Pittura Monumentale Bizantina in Calabria è ora il nuovo punto di riferimento per conoscere, preservare e valorizzare questo ricco e prezioso patrimonio.
Vicenza. Al museo Naturalistico Archeologico al via la mini-rassegna “Giovani archeologi raccontano”: due dottorandi presentano i loro progetti di dottorato e illustrano materiali del museo utilizzati per le loro ricerche

Al via al museo Naturalistico Archeologico la mini-rassegna “Giovani archeologi raccontano” promossa da musei civici Vicenza, università di Trento, università di Ferrara, Amici dei Musei Vicenza, Gruppo Archeologico CRT. Infatti grazie alla collaborazione con i musei civici Vicenza, l’università di Trento, l’università di Ferrara e gli Amici dei Musei Vicenza sono state organizzate, a gennaio 2025, due conferenze aperte al pubblico nelle quali due dottorandi presenteranno i loro progetti di dottorato e illustreranno anche come siano stati utili per le loro ricerche i materiali presenti nel museo Naturalistico Archeologico di Vicenza. Si inizia giovedì 9 gennaio 2025, alle 18, con Marika Ciela (dottoranda università di Trento) su “Sotto un’altra lente. Raccontare le comunità neolitiche del Veneto Occidentale attraverso lo studio delle ceramiche”. Quindi martedì 28 gennaio 2025, alle 18, con Marzio Cecchetti (dottorando università di Ferrara) su “In Altopiano sessant’anni dopo. La riscoperta del sito paleolitico di Riparo Battaglia e la frequentazione preistorica dell’Altopiano di Asiago”.
A Capo di Ponte (Bs) sul versante orientale della Valle Camonica c’è una collinetta denominata “Dos dell’Arca” dove, nel 1957, l’alpinista e studioso Gualtiero Laeng per primo segnalò la presenza di strutture e reperti preistorici. Le indagini condotte dall’università di Pavia (Progetto Quattro Dossi, 2016-2023) hanno offerto nuovi spunti di riflessione sulla frequentazione di questo dosso e degli altri tre con cui era in relazione. Fino al 22 giugno 2025, al MUPRE – museo nazionale della Preistoria della Valle Camonica di Capo di Ponte (Bs), la mostra “4000 anni a Dos dell’Arca”, a cura di Paolo Rondini, Alberto Marretta, Maria Giuseppina Ruggiero, espone per la prima volta i reperti che, insieme alle incisioni rupestri, raccontano le vicende di Dos dell’Arca dal Neolitico fino alla romanizzazione, lungo 4000 anni di storia, e fa il punto sulle indagini archeologiche in corso a Dos dell’Arca che – insieme agli altri tre dossi vicini (Piè, Fondo Squaratti e Quarto Dosso) – presenta rilevanti tracce di frequentazione umana dal Neolitico all’età del Ferro ed è tra i contesti più interessanti per la ricerca archeologica e per l’arte rupestre del territorio camuno. L’esposizione, frutto della collaborazione tra la direzione regionale Musei nazionali Lombardia, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia e l’università di Pavia, è un viaggio alla scoperta di relazioni e contatti dentro e fuori la Valle Camonica e ruota attorno al binomio archeologia e arte rupestre. E non poteva essere diversamente in un territorio famoso in tutto il mondo per le sue incisioni, divenute patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1979.













Fino al 16 marzo 2025 si potranno ammirare al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia nella mostra “Miti greci per principi dauni”, per poi passare al Castello Svevo di Bari, in attesa di trovare sede nel costituendo museo Archeologico nazionale di Foggia. Sono i 25 reperti archeologici, un importante gruppo di vasi apuli e attici a figure rosse, recuperati nell’ambito di una riuscita operazione di diplomazia culturale condotta con i Carabinieri del Comando Tutela del Patrimonio Culturale e provenienti dalle collezioni di antichità classica dell’Altes Museum di Berlino.








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