Lipari. Il parco archeologico delle Isole Eolie presenta le novità del museo “Luigi Bernabò Brea” che si racconta in Braille e LIS a non vedenti e non udenti: dalle copie tattili destinate ai non vedenti un contributo al teatro di ricerca che può sperimentare la recitazione con le maschere, come nell’antica Grecia; le maschere teatrali greche tornano in scena per la tragedia classica “Prometeo incatenato” di Eschilo

L’Etera, maschera del museo Archeologico di Lipari (foto regione siciliana)

Prototipo tattile dell’Etera, maschera del museo Archeologico di Lipari (foto regione siciliana)

Da maggio 2025 il museo Archeologico “Luigi Bernabò Brea” di Lipari – che fa parte del parco archeologico delle Isole Eolie della Regione Siciliana, ente diretto dall’architetto Rosario Vilardo – “parla” in Braille e in LIS (Lingua Italiana dei Segni) ed è fruibile quindi da non vedenti e non udenti grazie a una serie di innovazioni tecnologiche realizzate con i fondi del PNRR per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive. “Vietato non toccare”, recita infatti un pannello: ecco copie tattili delle maschere della tragedia antica (come Paride e Filottete, IV a.C. figure riconducibili alla perduta tragedia di Sofocle “Filottete a Troia”) e della commedia nuova (come Pseudokore e l’Etera, prima metà III a.C.); statuette comiche (come il Satiro sconcertato, dalla pancia gonfia e l’inequivocabile citazione fallica, tipica della satira del IV a.C.); vasi delle culture preistoriche e un cratere attico a figure rosse (V a.C.). In tutto 35 reperti tattili, perfettamente uguali agli originali e realizzati in PLA (bioplastica ricavata da zuccheri vegetali) con tecnologie digitali e rilievi con laser scanner, che potranno essere toccati dai visitatori non vedenti (e non solo) restituendo loro la reale percezione della ricca collezione archeologica del Museo di Lipari, istituzione di altissimo valore storico e identitario che proprio lo scorso anno ha compiuto i suoi primi 70 anni di vita. Per i visitatori un’app, video descrizioni a tema e raccontate in LIS, didascalie e segnaletica in Braille (oltre a italiano e inglese) dentro e fuori il museo.

Le novità saranno presentate al Parco delle Eolie il 2 e il 3 di maggio 2025 nel corso di una due giorni che, oltre a un convegno e a un workshop con gli attori istituzionali coinvolti nel progetto – e fra questi gli interventi dell’assessore regionale dei BBCC Francesco Paolo Scarpinato e del direttore generale del dipartimento, Mario La Rocca –  prevede sabato sera 3 maggio, alle 21, il debutto di uno spettacolo straordinario allestito nel teatro di pietra della rocca di Lipari, realizzato nel 1978 su modello di quelli greci e che guarda il mare. Si tratta della tragedia greca “Il Prometeo incatenato” di Eschilo. La sua unicità sta nel fatto che gli attori sulla scena indosseranno maschere teatrali perfettamente riprodotte dai rilievi digitali sui reperti archeologici originali, miniature provenienti dai corredi funerari di Lipari ed esposti al Museo. Nel ruolo di Prometeo l’attore Christian Poggioni, regista dello spettacolo.

Digitalizzazione dei reperti del museo Archeologico “Luigi Bernabò Brea” di Lipari (foto regione siciliana)

“Rendere i luoghi della cultura quanto più accessibili possibile è tra le nostre mission”, spiega l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. “Grazie alle moderne tecnologie e ai sistemi più avanzati, la disabilità non può e non deve costituire un limite alla fruizione di Parchi archeologici, musei e gallerie. Stiamo lavorando alacremente in questa direzione affinché un numero sempre maggiore di siti sia accessibile a tutti”. Il progetto, finanziato dal PNRR con circa 500mila euro, è redatto dal Parco delle Isole Eolie ed è stato messo a punto in collaborazione con l’università Cattolica di Milano; l’università Mediterranea di Reggio Calabria e la società Naos Lab (azienda che opera tra Salerno, Catanzaro e Roma) che ha curato tutta l’elaborazione digitale. Il coordinamento scientifico del progetto è di Maria Clara Martinelli archeologa del parco Eolie; Francesca Fatta, docente di Disegno dell’architettura (UniRC) e Elisabetta Matelli, docente di Storia del Teatro Greco (UniCatt). “Con questo progetto”, commenta il direttore del Parco delle Eolie, Rosario Vilardo, “il museo Luigi Bernabò Brea diventa inclusivo, parla il Braille e la LIS, si apre a quote di visitatori che sinora non potevano fruire e apprezzare il grande patrimonio archeologico e la storia delle Eolie che qui sono custoditi. Siamo sinceramente orgogliosi delle innovazioni introdotte, frutto del grande lavoro di squadra di un team interdisciplinare con il coordinamento scientifico e gestionale del Parco”.

Satiro Cornuto, maschera del museo Archeologico di Lipari (foto regione siciliana)

Prototipo tattile del Satiro Cornuto, maschera del museo Archeologico di Lipari (foto regione siciliana)

Archeologia: le novità del museo di Lipari per non vedenti e non udenti. Cuore del progetto PNRR del parco archeologico delle Eolie è il Laboratorio Multisensoriale allestito al piano terra del primo edificio del complesso museale del Castello di Lipari. Qui i visitatori sono accolti in uno spazio espositivo con 35 riproduzioni tattili realizzate in PLA (acido polilattico, materiale usato nella stampa 3D). Fra cui: 26 maschere della commedia e della tragedia ricavate dalle miniature esposte al museo e provenienti dai corredi funerari rinvenuti nella necropoli di Contrada Diana dalla metà del secolo scorso e oggetto di numerose campagne di scavo coordinate dai grandi archeologi Luigi Bernabò Brea e da Madeleine Cavalier; sei statuette, due vasi delle culture preistoriche e un cratere attico nero a figure rosse. Tutti questi prototipi, realizzati fedelmente grazie ai rilievi con laser scanner, sono completati da didascalie trilingue: italiano, inglese e braille. Completano il percorso 3 totem con la mappa degli edifici del Castello, dell’accessibilità dei singoli piani e la mappa cronologica degli scavi iniziati il 20 ottobre del 1950. Anche qui in italiano, inglese, LIS e con testo speakerato per i non vedenti; tre video con storytelling tematici; infine un QR CODE per scaricare l’app che accompagna i visitatori anche con un video con la descrizione audiovisiva dei reperti e contenuti in LIS. Un’area è stata destinata al bookshop e alla caffetteria che sarà data in gestione a terzi mentre tra le novità per i “visitatori speciali” con ridotta mobilità sono stati rinnovati ascensori e montascale secondo le normative più recenti, pedane per facilitare l’accesso ai piani; segnaletica e mappe in Braille nell’area esterna e due golf car elettriche per raggiungere il Museo.

Christian Poggioni in Prometeo incatenato al teatro Pime di Milano (foto roberto bellu)

 

Christian Poggioni. attiore e regista del Prometeo Incatenato a Lipari (foto regione siciliana)

 

L’artigiano Andrea Cavarra al lavoro su una maschera del Prometeo di Lipari (foto regione siciliana)

Riproduzioni delle maschere teatrali del museo Archeologico di Lipari (foto alessandro villa)

Teatro: “Il Prometeo Incatenato” di Eschilo a Lipari. Conclude la due giorni dedicata alle novità del PNRR uno spettacolo originale: una tragedia classica, il “Prometeo Incatenato” di Eschilo, dove gli attori indosseranno come nell’antichità le maschere secondo il sistema recitativo del teatro classico. In questo caso si tratta delle maschere provenienti dalla necropoli di Lipari di Contrada Diana e oggi esposte nel museo Luigi Bernabò Brea: miniature provenienti dai corredi funerari e che, grazie ai rilievi in 3D, sono state ingrandite con precisione a misura umana e realizzate da un artigiano nel modo più simile possibile alle originali per essere usate da attori professionisti ed essere quindi restituite alla loro funzione originaria, la dimensione teatrale. La rappresentazione intende far emergere anche il potere sinestetico dei capolavori del teatro antico, composti in modo tale da creare ‘visioni’ anche solo ascoltando il testo, e percependo sonorità attraverso la sola vista. Lo spettacolo sarà messo in scena nel teatro all’aperto del Castello di Lipari, spazio straordinario con il mare a fare da scenografia e immerso nel complesso architettonico e museale che ospita il parco archeologico delle Isole Eolie e il museo Luigi Bernabò Brea, che nel 2024 ha compiuto 70 anni di storia. La ricostruzione artigianale delle maschere è stata curata da Andrea Cavarra e Chiara Barlassina, mentre Francesco Stilo ha realizzato i rilevamenti digitali delle miniature e la modellazione a grandezza naturale delle maschere.

La collezione: storia delle maschere del museo Archeologico di Lipari. Le terrecotte di soggetto teatrale sono state oggetto di un importante studio di Luigi Bernabò Brea (tra il 1981 e il 2001), tutt’oggi ritenuto di fondamentale rilevanza scientifica. Lo studioso ha curato personalmente la scelta dei reperti e la loro collocazione nelle vetrine del museo di Lipari a lui intitolato creando un percorso scenografico arricchito anche da miniature di palcoscenici teatrali. La collezione è composta da numerosi esemplari di statuette e maschere riconducibili ai generi teatrali in uso all’epoca: tragedia, dramma satiresco, commedia. Le terrecotte provengono, in massima parte, dai corredi funerari delle tombe di Contrada Diana e da fosse votive situate nell’area della necropoli. Si tratta di riproduzioni in miniatura delle maschere che gli attori portavano sul volto durante la recitazione sia per amplificare il tono della voce, sia per interpretare i diversi ruoli loro assegnati, compresi quelli femminili. Accanto alle maschere figurano statuette di danzatori e danzatrici, di attori comici, di giocolieri nonché di satiri e sileni, fedeli e allegri compagni di Dioniso (testi Maria Clara Martinelli, archeologa).

Pozzuoli (Na). Inaugurazione del nuovo percorso di fruizione dell’Anfiteatro Flavio dopo i lavori di restauro e valorizzazione

Mercoledì 30 aprile 2025, alle 16.30, sarà inaugurato il nuovo percorso di fruizione dell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli (Na) a seguito della conclusione dell’intervento “Anfiteatro Flavio – Interventi per il miglioramento dell’accessibilità e nuova fruizione – Pozzuoli – lavori di restauro e valorizzazione”, finanziato con risorse PON-FESR Cultura e Sviluppo 2014-2020 e completato a valere sul Programma Operativo di azione e coesione Complementare al PON. Seguirà, dalle 17, Pozzuoli International Jazz Day #12 a cura di Jazz and Conversation Aps, con performance musicali lungo il nuovo percorso di visita e nell’arena. Partecipazione a ingresso libero, fino a esaurimento posti. Per l’evento delle 19 all’interno dell’arena, prenotazione obbligatoria al seguente link: https://ddec1-0-en-ctp.trendmicro.com:443/wis/clicktime/v1/query?url=https%3a%2f%2fdocs.google.com%2fforms%2fd%2fe%2f1FAIpQLSfNTWRYNcl%5fiXivyHpqwFysr8UOwSAVC%5f7ldANMRz9h6p2yUQ%2fviewform%3fusp%3dheader&umid=83ec387e-f4ba-4602-82ac-6cb0309ed851&rct=1745490725&auth=9a7eb84306ff09492b875aff9750a37a56ee43be-b0b786e3ea8b765635df8a8f6503c7ccf3012629

Canosa di Puglia (BAT). 1° maggio di archeologia con il tour “La città degli ipogei” promosso dall’associazione Amici dell’archeologia e dalla Fondazione Archeologica Canosina

“I principi dauni narrano il passaggio dal mondo terreno a quello ultraterreno attraverso la tecnologia. Gli affreschi prendono vita, con i loro protagonisti, grazie alla realtà spaziale aumentata, nell’ipogeo del Cerbero. Storie di principesse, con i loro preziosi corredi, negli Ipogei Lagrasta. Antico e moderno si fondono nell’ipogeo di Vico San Martino”: così l’associazione Amici dell’archeologia e la Fondazione Archeologica Canosina annunciano le nuove visite guidate a Canosa di Puglia (Barletta-Andria-Trani) con il tour “La città degli ipogei” con il patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Canosa di Puglia. Appuntamento giovedì 1° maggio, alle 11 e alle 17, con un entusiasmante tour nel sottosuolo canosino con questo itinerario: Ipogeo D’Ambra (IV-III sec. a.C.); Ipogeo del Cerbero (III sec. a.C.) con affresco raffigurante il mitologico cane Cerbero e realtà spaziale aumentata; Ipogeo di Vico San Martino (V sec. a.C. – I sec. a.C.); Ipogeo Lagrasta I (IV sec. a.C. – I sec. a.C.). Il più importante complesso funerario di Canusium e dell’intera regione, composto da tre tombe a camera. Inoltre, il parco archeologico di San Leucio sarà aperto straordinariamente dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Per partecipare alla passeggiata è necessaria la prenotazione al 3338856300 dove è possibile, inoltre, richiedere ulteriori informazioni. I partecipanti potranno usufruire di menù convenzionati nei ristoranti aderenti all’iniziativa.

Cagliari. Nella Cittadella dei Musei lezione del prof. Gabriele Castiglia (Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana) su “Archeologia bizantina in Terra Santa: temi, problematiche e nuovi scenari”

Mercoledì 30 aprile 2025, nella Cittadella dei Musei di Cagliari, il prof. Gabriele Castiglia, docente di Topografia dell’Orbis Christianus Antiquus del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, terrà una lezione seminariale dal titolo “Archeologia bizantina in Terra Santa: temi problematiche e nuovi scenari”. L’incontro avrà luogo nell’aula Rossa dalle 11.50 alle 13.20 all’interno dell’insegnamento di Archeologia Barbarica e Bizantina tenuto dalla prof.ssa Rossana Martorelli e dal prof. Marco Muresu. La lezione è aperta a studenti, specializzandi e dottorandi.

Palermo. Alla Gipsoteca (unipa) giornata di studio sulle attività della Missione archeologica italo-tunisina al Teatro romano di Althiburos. L’incontro, in presenza e on line, segue di qualche giorno le due giornate di studio a Tunisi sulle missioni di scavo attive e i progetti di cooperazione nel 60.mo della prima missione archeologica italo-tunisina

Martedì 29 aprile 2025, alle 10, nella Gipsoteca del dipartimento Culture e Società, Edificio 15 di viale delle Scienze, 8° piano, a Palermo, giornata di studio sulle attività della “Missione archeologica italo-tunisina al Teatro romano di Althiburos”. Sarà possibile seguire i lavori anche on line sulla piattaforma Teams al link: https://tinyurl.com/Althiburos.

La squadra della missione italo-tunisina con l’università di Palermo al Teatro romano di Althiburos nella campagna 2023 (foto unipa)

La missione dell’università di Palermo, iniziata nel 2007 e diretta dal prof. Gilberto Montali, in collaborazione con l’Institut National du Patrimoine de Tunisie, ha come oggetto lo scavo, il rilievo, lo studio architettonico e dei materiali del Teatro romano di Althiburos (Governatorato di El Kef, Tunisia). La ricerca inoltre si prefigge di inserire il monumento nell’ambito dell’architettura teatrale romana della provincia dell’Africa proconsolare, per giungere ad una proposta di restauro del monumento, per la valorizzazione dell’intero sito. Il teatro romano di Althiburos è in uno stato di conservazione davvero eccezionale: costruito probabilmente alla fine del II secolo d.C. venne fortificato in età bizantina e rioccupato in età medievale.

La giornata di studi dell’università di Palermo segue di una settimana le due giornate di studio, dedicate ai risultati delle missioni di scavo attive e ai progetti di cooperazione in avvio, promosse al museo nazionale del Bardo a Tunisi, il 23 e 24 aprile 2025, dall’Institut National du Patrimoine, dall’Ambasciata d’Italia in Tunisia e dall’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi in occasione del sessantesimo anniversario della prima missione archeologica italo-tunisina. Le Journée d’ètude hanno consentito ai direttori delle 14 missioni di scavo congiunte italo-tunisine di presentare, anche in chiave divulgativa, il lavoro finora svolto presso importanti siti archeologici in tutto il Paese come Cartagine, Capo Bon, Thuburbo Maius, Althiburos, ecc. e gli obiettivi dei progetti in fieri. Si è parlato anche di rilevanti progetti di cooperazione in atto, come quello che vede collaborare l’Institut National du Patrimoine con il Parco archeologico del Colosseo sulla tutela e la valorizzazione del sito di El Jem. Uno spazio particolare è stato riservato ai progetti in fase di definizione, come un’articolata collaborazione che vedrà protagonisti l’Institut National du Patrimoine, l’Istituto centrale per il restauro, l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) di Tunisi e l’Istituto centrale per l’archeologia.

25 aprile: oltre 290mila gli ingressi nei musei e nei parchi archeologici statali aperti gratuitamente. Per la prima volta il Vittoriano in testa alla classifica assoluta con 21.723 ingressi seguito da Pompei (20mial ingressi) e per la prima volta dal Giardino di Boboli (18.330 ingressi)

Sono stati oltre 290mila gli ingressi nei musei e nei parchi archeologici statali aperti gratuitamente il 25 aprile 2025, in occasione dell’ottantesimo anniversario della Liberazione. E per la prima volta sul gradino più alto del podio dei siti più visitati d’Italia troviamo il Vittoriano – VIVE 21.723 ingressi, al secondo posto gli Scavi di Pompei con 20mila ingressi. Chiude il podio il Giardino di Boboli con 18.330 ingressi.

Visitatori alle Terme di Caracalla a Roma (foto graziano tavan)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 20.000; Pantheon 15.000: Anfiteatro Flavio 14.822; Foro Romano e Palatino 11.744; museo e area archeologica di Paestum 5.610; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.328; parco archeologico di Ercolano 4.979; Villa Adriana 3.616; Terme di Caracalla 2.867; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.012; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.933; museo Archeologico di Venezia 1.263; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.253; Terme di Diocleziano 1.196;  Palazzo Altemps 1.132; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.015; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 1.013; musei nazionali di Cagliari 950; museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 908; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 873; Palazzo Massimo 818; museo Archeologico nazionale di Aquileia 738; mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 727.

Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale cresce la collezione di Arte contemporanea con la donazione “L’Attesa” dell’artista Sergio Vecchio. Il direttore Tiziana D’Angelo: “L’opera porterà ancora una volta il suo sguardo nel Museo”. Ecco il programma della presentazione

Cresce la collezione di arte contemporanea dei parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa) con la donazione dell’opera “L’Attesa” dell’artista Sergio Vecchio, prematuramente scomparso nel 2018. L’appuntamento è per martedì 29 aprile 2025, alle 9.30, nella sala Spazio pubblico del museo Archeologico nazionale di Paestum. “La donazione di questa tela è un ritorno a casa per Sergio Vecchio, un artista che ha sempre vissuto Paestum in modo viscerale, segnandone con la sua pittura il paesaggio antico e quello contemporaneo”, dichiara il direttore dei Parchi, Tiziana D’Angelo. “Con grande emozione e gratitudine nei confronti della moglie Bruna Alfieri accogliamo “L’Attesa” all’interno della collezione pestana. L’opera porterà ancora una volta lo sguardo di Sergio Vecchio nel Museo, creando per i visitatori una nuova prospettiva sul passato di Poseidonia-Paestum”. Intervengono: Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia; Paolo Apolito, professore di Antropologia culturale all’università Roma Tre; Massimo Bignardi, professore di Storia dell’Arte contemporanea all’università di Siena; Renata Florimonte, dirigente scolastico liceo artistico “Sabatini-Menna”. Modera: Concita De Luca, vicepresidente della Commissione Pari opportunità dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Saranno presenti i docenti e i ragazzi del liceo artistico “Sabatini-Menna” (dove l’artista ha insegnato) con un’installazione dal titolo “Omaggio a Sergio Vecchio”. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.

Il quadro, realizzato con la tecnica della pittura a olio su tela, rappresenta un bue e un asino affrontati, inseriti in un paesaggio notturno in cui si riconosce il colonnato di un tempio dorico. Sergio Vecchio, pittore e scultore pestano, aveva intrapreso un proficuo dialogo tra arte e archeologia nella sua terra natale concretizzatosi in due importanti mostre presso i Parchi: “Sancta Venera. Arte contemporanea e archeologia a Paestum” (2016) nello stabilimento industriale dell’ex fabbrica della Cirio e nel luogo del racconto (2018) al museo Archeologico nazionale di Paestum. La tela, gentilmente donata dalla famiglia Vecchio, è stata acquisita al patrimonio dello Stato con numero di inventario 25.M267-1.1 e sarà esposta in modo permanente in uno spazio a essa dedicato nel Museo.

Ostia antica (Roma). Il parco archeologico presenta il progetto video “Per aspera ad Ostia”, un racconto in più capitoli, per andare a scoprire – in pillole – la storia di Ostia antica e di Portus, porta e porto di Roma

Panoramica dell’area archeologica di Ostia antica, la porta e il porto di Roma (foto parco archeologico ostia antica)

Il parco archeologico di Ostia antica presenta il progetto video “Per aspera ad Ostia”, che il Parco pubblica su YouTube e su Facebook: un racconto corale in più capitoli, per andare a scoprire – in pillole – la storia di Ostia antica e di Portus, porta e porto di Roma. Sul canale YouTube del Parco trovate al momento pubblicati i primi 4 capitoli. In questa clip Renato Sebastiani, già archeologo del parco archeologico di Ostia antica, spiega come funzionava il sistema Ostia-Portus, cioè la logistica e l’organizzazione degli spazi e dei lavori, connessi al trasporto delle merci via Tevere fino al porto fluviale di Roma, Emporium (Testaccio).

“Con la creazione dei porti marittimi imperiali – spiega Sebastiani – Ostia e Portus si legano indissolubilmente divenendo il fulcro del complesso sistema dei transiti commerciali diretti a Roma e una titanica manifestazione delle capacità organizzative romane. Con la grande riorganizzazione imperiale si crea un sistema, un sistema che diventa un sistema funzionale a scala della città e delle necessità della città. Perno di questo sistema è indubbiamente la capacità di stoccaggio e movimentazione delle merci, delle navi e delle merci. Quello che stupisce è la scala organizzativa. In questo caso della logistica. Questo spazio controllato da Roma è uno spazio dove si commercia, si vive, si cresce. Le élite locali trovano i loro spazi. Noi abbiamo una grande fortuna: Ostia è la più grande città romana visitabile che ci è rimasta. E qui noi in pochi chilometri abbiamo la possibilità di leggere un sistema. Che ha retto per secoli”.

Roma. Il corteo funebre di Papa Francesco ha ricalcato in parte, dopo secoli, la via Papalis dal Vaticano a San Giovanni in Laterano

In questo video del parco archeologico del Colosseo si vede il passaggio del corteo funebre di Papa Francesco lungo via dei Fori Imperiali, sotto il Colosseo, diretto a Santa Maria Maggiore. “Il tragitto – spiegano gli archeologi del PArCo – ricalca in parte, dopo secoli, la via Papalis ovvero l’itinerario che i pontefici percorrevano da San Pietro a San Giovanni in Laterano, sede del vescovo di Roma, per prendere possesso della cattedra episcopale. La via Papalis prevedeva l’uscita dal Vaticano di un lungo corteo composto da ecclesiastici e da tutti i componenti della corte e, a seguire, una simbolica ascensione al Campidoglio, la discesa verso il Foro Romano lungo la Via Sacra e la risalita nella valle del Colosseo costeggiando l’Anfiteatro. Infine, l’arrivo al Laterano”.

I parchi archeologici di Crotone e Sibari all’Expo di Osaka protagonisti del Padiglione Italia con immagini, suoni e colori della Magna Grecia. Workshop “La Calabria: esempio di sviluppo urbano e dei piccoli borghi attraverso la Cultura”. Demma: “Occasione per far conoscere le buone pratiche gestionali che il ministero della Cultura sta sperimentando proprio in Calabria”

Expo di Osaka: al Padiglione Italia immagini, suoni e colori della Magna Grecia (foto drm-calabria)

Il Padiglione Italia all’Expo di Osaka 2025 (foto drm-calabria)

Termina domenica 27 aprile 2025 la settimana della Calabria all’Expo di Osaka (Giappone) che al Padiglione Italia ha visto 10mila visitatori al giorno, animato da immagini, suoni e colori della Magna Grecia. L’obiettivo è raccontare una Regione diversa dagli stereotipi, un posto in cui natura e storia si fondono per offrire al visitatore un incantevole paesaggio culturale. I parchi archeologici di Crotone e Sibari – Istituto autonomo del ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli –  partecipano alla spedizione con un contributo decisivo all’immaginifica installazione che impreziosisce il padiglione, dove una serie di colonne video animate propongono ai visitatori le immagini di Sybaris e Kroton: il Parco del Cavallo, Capocolonna, la Fortezza Le Castella, mentre una “teca virtuale” presenta il modello 3d del cosiddetto tesoro di Hera Lacinia, col celebre diadema d’oro.

Expo di Osaka: la Settimana della Calabria al Padiglione Italia (foto drm-calabria)

Importante anche la serie di iniziative divulgative, come il workshop dal titolo “La Calabria: esempio di sviluppo urbano e dei piccoli borghi attraverso la Cultura” che si è tenuto il 24 aprile 2025, in cui il direttore dei Parchi, Filippo Demma, ha presentato il modello di gestione dinamico e innovativo dell’Istituto, parlando di “Patrimonio Archeologico e sviluppo locale su base culturale”, in un Seminario introdotto da Anna Barbara, che ha messo a confronto l’esperienza italiana con quella giapponese; Mario Cucinella la rigenerazione urbana su base culturale; Stefania Argenti gli aspetti della ricerca archeologica a Crotone e le ricadute sulla possibile riqualificazione urbana, con riferimento al caso di Antica Kroton; Giuseppe Mantella l’impatto culturale sullo sviluppo delle aree interne, con il caso di Gerace. Infine Hidenobu Jinnai ha offerto una prospettiva comparata tra borghi italiani e villaggi giapponesi, analizzando strategie di rigenerazione, mentre le conclusioni saranno affidate all’assessore Rosario Varì, della Regione Calabria.

Il diadema d’oro di Hera Lacinia conservato al museo Archeologico di Crotone (foto drm-calabria)

Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, a Osaka (foto drm-calabria)

“Una importante occasione per far conoscere le buone pratiche gestionali che il ministero della Cultura sta sperimentando proprio in Calabria”, dichiara Demma, “in un contesto in cui, grazie all’impegno organizzativo della Regione con la quale è da tempo in atto una proficua collaborazione, il mondo intero può finalmente assistere a quella che speriamo possa essere la rinascita, il rilancio definitivo di un territorio di importanza strategica fondamentale per il Paese. Una vetrina importante che ci permette di presentare una volta di più a una platea enorme la ricchezza e la profondità del nostro Patrimonio Culturale”.