archivio | Scoperte archeologiche RSS per la sezione

Paestum. Alla XXV Borsa mediterranea del Turismo archeologico il 3° Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa”: ecco tutti i premiati

paestum_bmta-2023_Premio Tusa 2023_archeologia-subacquea_locandinaSabato 4 novembre 2023, nell’ambito della XXV Borsa mediterranea del Turismo archeologico, a Paestum dal 2 al 5 novembre 2023, sarà conferito il 3° Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa”, nato nel 2019 per onorare la memoria di Sebastiano Tusa, grande archeologo, studioso, amico della Borsa, ma soprattutto dell’uomo del Sud, che ha vissuto la sua vita al servizio delle istituzioni per contribuire allo sviluppo locale e alla tutela del Mare Nostrum. Nel 2019 il premio fu consegnato alla consorte Valeria Li Vigni, alla quale fu proposto di inserire annualmente all’interno del programma della Borsa, una iniziativa di carattere internazionale, volta a ricordare l’impegno e le progettualità di Sebastiano Tusa e di condividerne contenuti e propositi con Luigi Fozzati, quale coordinatore scientifico, non solo per carisma e competenza, ma anche quale comune amico di Sebastiano e della Borsa. “Il Premio istituito dalla BMTA”, dichiara Valeria Li Vigni, presidente della Fondazione Tusa, “testimonia l’infaticabile lavoro di Sebastiano Tusa, che ha saputo trasmettere il metodo scientifico di ricerca, tutela e valorizzazione, dando professionalità alla figura dell’archeologo subacqueo, grazie alla sua lungimirante prospettiva di applicare la tutela e la valorizzazione al patrimonio sommerso in situ e alla creazione della prima Soprintendenza del Mare interdisciplinare. Il Premio intende riconoscere le eccellenze in quei campi che Sebastiano Tusa ha saputo valorizzare. Un particolare ringraziamento va a Luigi Fozzati con il quale abbiamo da subito condiviso il Premio e a Ugo Picarelli, che con la sua Borsa dà voce alle importanti realtà che divulgano il nostro patrimonio archeologico e le nostre eccellenze”.

Ekaterini-Caterina_Dellaporta_museo-bizantino-e-cristiano_atene

Ekaterini Dellaporta direttore del museo Bizantino e Cristiano di Atene (foto museo bizantino)

Il 3° Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” alla carriera andrà a Ekaterini Dellaporta già consigliere del ministro della Cultura greco in materia di archeologia subacquea, direttore generale del museo Bizantino e Cristiano di Atene. Motivazione: “Per il ruolo decisivo svolto, nel panorama mediterraneo, per l’affermazione dell’archeologia subacquea come ambito specifico di tutela, ricerca, valorizzazione. La sua esperienza ha supportato con successo le iniziative Unesco per l’archeologia subacquea in tutto il mondo. Il suo costante impegno ha riguardato le varie tipologie di siti sommersi: dagli insediamenti alle infrastrutture (porti), ai relitti sia antichi sia moderni, contribuendo allo sviluppo delle tecnologie d’indagine, studio e valorizzazione, ma anche dimostrando che la cooperazione internazionale nelle attività di archeologia subacquea è una delle strade più utili da intraprendere per far conoscere il patrimonio culturale che il Mediterraneo ha conservato e come vada preservato”.

arles_mostra_Trésors du fond des mers. Un patrimoine archéologique en danger_locandinaIl 3° Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” per la migliore mostra dalla valenza scientifica internazionale andrà a Romy Wyche, direttore museo dipartimentale dell’Antica Arles per la mostra “Trésors du fond des mers. Un patrimoine archéologique en danger” (22 ottobre 2022 – 20 febbraio 2023). Motivazione: “La mostra ha il merito importante di avere affiancato l’esposizione di reperti di straordinaria fattura artistica con la manifestazione esplicita e senza mezzi termini del problema irrisolto della tutela del patrimonio archeologico sommerso del Mediterraneo. Piacere e dolore affiancati nella stessa mostra, che evidenzia l’importanza di quello che il Mediterraneo ha conservato e nello stesso tempo ha perso, perde e rischia ancora di perdere in futuro. Non basta aprire gli occhi sulla bellezza, occorre anche sapere che questa bellezza è minacciata da pericoli vecchi e nuovi: dal furto al danneggiamento irreparabile dovuto all’intensificarsi dello sfruttamento dei fondali del Mediterraneo”.

procida_scavo-vivara_Ceramica+micenea+in+situ_foto-missione-vivara

Ceramica micenea in situ nello scavo archeologico di Vivara (foto archivio MCP Missione Vivara)

Il 3° Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” al progetto più innovativo a cura di Istituzioni, Musei e Parchi Archeologici andrà a Massimiliano Marazzi, ordinario Culture dell’Egeo e Anatolia dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli per il Progetto Vivara. Motivazione: “Un progetto innovatore per la metodologia interdisciplinare applicata per la prima volta in un’isola del Mediterraneo: Vivara (Comune di Procida). La novità progettuale si articola sia nella costituzione della “Biblioteca dei reperti” a favore di studiosi e studenti che nella costruzione di una nuova cartografia dei fondali marini attraverso rilevazioni ortofotogrammetriche. La nuova cartografia sarà in primis utilizzata dall’ente Parco che gestisce la Riserva Naturale di Vivara, quale mezzo essenziale per la protezione e la conservazione di tutta l’area marina oggi sommersa, nell’età del Bronzo tutta emersa e frequentata dagli abitanti dell’Isola di Vivara, della quale si ricostruirà anche la mappa dell’antico porto; archeologia subacquea ed ecologia marina lavorano insieme per la tutela del Mediterraneo”.

paestum_bmta-2022_alberto-angela_foto-bmtaIl 3° Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” al miglior contributo giornalistico in termini di divulgazione andrà ad Alberto Angela divulgatore scientifico. Motivazione: “Per il suo contributo straordinario alla conoscenza del patrimonio culturale sommerso e in particolare ai beni archeologici subacquei. L’archeologia subacquea del Mediterraneo, di laghi, fiumi e lagune, in particolare la Laguna di Venezia, devono ad Alberto Angela la corretta informazione su dove e come opera l’archeologo subacqueo, senza cedere al solo lato spettacolare e sensazionalistico. L’esauriente informazione, accompagnata da immagini, che oggi vanno ad arricchire la documentazione della storia dell’archeologia subacquea italiana, possono a buon diritto costituire un manuale di come rendere noto al grande pubblico cosa sia il patrimonio culturale italiano”.

barbara_davidde1

L’archeologa subacquea Barbara Davidde, soprintendente nazionale del patrimonio subacqueo

Inoltre, grazie al coordinamento scientifico di Ulrike Guérin Programme Specialist 2001 Convention on the Protection of the Underwater Cultural Heritage UNESCO, si svolgerà l’“UNESCO Meeting on the Access to Underwater Cultural Heritage” (venerdì 3 novembre 2023) sulla valorizzazione delle destinazioni mediterranee, con la partecipazione di Barbara Davidde soprintendente nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo.

Padova. A Palazzo Folco (aperto al pubblico per l’occasione) conferenza “Lo scavo tra via Tiepolo e via San Massimo nel quadro delle necropoli preromane di Padova”. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

padova_sabap_lo-scavo-tra-via-tiepolo-e-via-san-massimo_locandinaGiovedì 19 ottobre 2023, alle 17.30, in occasione dell’apertura straordinaria di Palazzo Folco, in via Aquileia, 7 a Padova – sede della soprintendenza ABAP di Belluno Padova e Rovigo – che sarà visitabile dalle 17 alle 21, con ingresso gratuito, si terrà alle 17.30 la conferenza “Lo scavo tra via Tiepolo e via San Massimo nel quadro delle necropoli preromane di Padova”. Nel consueto appuntamento relativo allo scavo della necropoli preromana di via Tiepolo e via San Massimo, condotto da anni dall’università Cà Foscari di Venezia in collaborazione con la Soprintendenza, verrà presentato un aggiornamento sull’ultima campagna di scavo 2023, su alcuni interventi di restauro in corso e sulle nuove prospettive nell’ambito di importanti progetti di ricerca. Interverranno Fiorenza Bortolami, archeologa; Giovanna Gambacurta, università Ca’ Foscari; Cecilia Moscardo, archeologa; Federica Santinon, funzionario restauratore SABAP VE MET; Angela Ruta Serafini, già soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto. L’ingresso alla conferenza è gratuito su prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti. Si prega di inviare la richiesta esclusivamente on line tramite il seguente link: https://forms.gle/emvH8rsXJCkqT9vk6. Per la visita a Palazzo Folco non è necessaria la prenotazione e l’ingresso è libero. Il Piano di Valorizzazione dei luoghi della cultura è un’iniziativa promossa annualmente dal ministero della Cultura.

Paestum. Al via la rubrica “Diari di Archeologia”: nel primo episodio il direttore Tiziana D’Angelo con gli archeologi Manuela Ferraioli e Francesco Mele alla scoperta del tempietto dorico

paestum_tempietto-arcaico_veduta-dall-alto_foto-pa-paeve

Veduta a volo d’uccello del tempietto dorico arcaico rinvenuto presso le mura occidentali di Paestum (foto pa-paeve)

Al via “Diari di Archeologia”, la rubrica del parco archeologico di Paestum e Velia che racconta le attività che si svolgono nei siti del parco attraverso lo sguardo e la voce di esperti e addetti ai lavori. Nel primo episodio, il direttore Tiziana D’Angelo, insieme agli archeologi Manuela Ferraioli e Francesco Mele, ci guidano alla scoperta del tempietto dorico di Paestum. I lavori di scavo stanno portando alla luce una notevole quantità di straordinari reperti che consentiranno di approfondire la storia del tempio e della città come mai prima d’ora.

“Siamo a Paestum”, spiega il direttore Tiziana D’Angelo, “sul cantiere di scavo del tempietto dorico. Parliamo di un tempio che si data all’inizio del V secolo a.C. ed è una scoperta incredibile per la ricostruzione della storia della città di Poseidonia-Paestum. Questo tempio è stato frequentato per circa mezzo millennio. Costruito all’inizio del V sec. a.C. ma utilizzato almeno fino al I sec. a.C., quindi attraversando tutta la fase greco-lucana della città e anche la fase coloniale, quando Paestum diventa una colonia latina e quindi una città romana. Quello che abbiamo fatto fino ad ora in questi mesi di scavo è stato indagare le ultime fasi di frequentazione del tempio, le fasi che si riferiscono al I, II e III secolo a.C. In particolar modo abbiamo lavorato sull’area tra il tempio e l’altare. E qui è stata rinvenuta una notevole quantità di materiali votivi. Un vero e proprio tappeto di oggetti votivi: un vero e proprio tappeto di oggetti votivi che ci stanno ora consentendo di comprendere a quale divinità fosse effettivamente dedicato questo tempio”.

paestum_parco_tempietto-dorico_d-angelo_ferraioli_foto-pa-paeve

Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, con l’archeologa Manuela Ferraioli (foto pa-paeve)

L’archeologa Manuela Ferraioli illustra alcuni particolari reperti rinvenuti negli ultimi mesi: “Tra i reperti rinvenuti durante lo scavo stratigrafico è emerso un grande quantitativo di statuette votive, ma non solo. Anche di modellini di altare in marmo: ne abbiamo due. E tre modellini invece in terracotta: modellini miniaturistici del nostro tempietto dorico e dell’altare”. 

paestum_parco_tempietto-dorico_mele_d-angelo_foto-pa-paeve

Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, con l’archeologo Francesco Mele (foto pa-paeve)

“E adesso stiamo andando avanti”, riprende D’Angelo, “e quindi stiamo indagando la fase precedente, il IV secolo a.C., una fase molto importante per lo sviluppo della città che vede una forte interazione tra la popolazione greca e quella lucana. Quello che stiamo per fare è spingerci proprio all’interno del tempio, varcarne la soglia e raggiungere la cella, quindi lo spazio all’interno del quale in antichità era conservata la statua di culto”. L’archeologo Francesco Mele, che supervisiona le attività di scavo, e dà alcune informazioni su come si svilupperanno le indagini nelle prossime settimane: “Nei prossimi giorni andremo a indagare all’interno della cella e ci aspettiamo di trovare dei materiali che si possono datare e quindi datare le prime fasi di fondazione di questa struttura che finora è stata datata solo stilisticamente e non diciamo cronologicamente con dei materiali coerenti al V sec.”. Quindi a questa fase importante tardo-arcaica, una fase di sviluppo e di monumentalizzazione della città di Paestum.

 

Licodia Eubea (Ct). Alla XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico la giuria di qualità premia il film “Askòs” e il pubblico “Il Rinascimento nascosto”. Al prof. Ieranò il premio Antonino Di Vita

licodia-eubea_festival-2023_lo-staff_foto-graziano-tavan

Lo staff della XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (foto graziano tavan)

Alla fine tutti sul palco per un grazie corale allo staff che dietro i vulcanici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttore artistici, hanno permesso che la XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico girasse al meglio in ogni suo aspetto, senza lasciare al caso il minimo dettaglio. E l’applauso tributato dal pubblico che ha assiepato il Teatro della Legalità di Licodia Eubea (Ct) ne è stato il riconoscimento, giunto al termine della cerimonia di premiazione, momento clou dell’ultima sera.

licodia-eubea_festival-2023_premio-archeoclub_foto-graziano-tavan

Il sindaco di Licodia Eubea Sandro Randone, al centro, con il premio Archeoclub. Da sinistra, Lorenzo Daniele, Angela Roberto, Santo Randone, Giacomo Caruso, Alessandra Cilio e l’assessore Giuliana Pepi (foto graziano tavan)

 

film_il-rinascimento-nascosto_presenze-africane-nell-arte_di-Cristian-Di-Mattia

Frame del film “Il Rinascimento nascosto. Presenze africane nell’arte” di Cristian Di Mattia

Premio Archeoclub d’Italia. Il pubblico ha mostrato di apprezzare molto i film proposti, e la classifica finale ha decretato il vincitore con pochi decimali di differenza. Il premio è stato assegnato al film “Il Rinascimento nascosto. Presenze africane nell’arte” di Cristian Di Mattia (Italia 2023, 90’), che ha ottenuto una votazione media di 9,4. Davanti al film “Sari, sei metri di eleganza” di Diego D’Innocenzo (Italia 2023, 40’) con voto medo 9.1, e terzi ex aequo “Isatis” di Alireza Dehghan (Iran 2021, 75’) e “Uomini e dei: il mare e il sacro” di Massimo D’Alessandro (Italia 2023, 42’) con voto medio 8.8. Il premio è stato consegnato da Angela Roberto, presidente dell’Archeoclub d’Italia di Agrigento.

licodia-eubea_festival-2023_premio-archeovisiva_foto-graziano-tavan

La consegna del Premio AudioVisiva 2023 per il film “Askòs. Il canto della sirena”. Da sinistra, Dionysia Kopana, Lada Laura, Francesco Mollo e Antono Martino (foto graziano tavan)

Premio Archeovisiva. Viene conferito dalla giuria internazionale di qualità, composta dalla regista greca Dionysia Kopana e dalla direttrice del Festival internazionale del cinema archeologico di Spalato Lada Laura, presenti in sala, e dalla regista bolognese Sabrina Monno collegata in video. Il premio è stato assegnato al film “Askòs. Il canto della sirena” di Antonio Martino (Italia 2023, 62’): dopo aver fatto il giro del mondo l’Askòs delle Murge, un prezioso reperto trafugato nel 1988, torna a casa nel museo Archeologico nazionale di Crotone. Quattro personaggi raccontano le loro vite trascorse insieme all’archeologia e il loro legame con questo difficile recupero. Il premio è stato consegnato da Lada Laura al regista Antonio Martino e allo sceneggiatore Francesco Mollo, presenti in sala.

film-Askòs-il-canto-della-Sirena_di-Antonio-Martino

Frame del film “Askòs, il canto della Sirena” di Antonio Martino

Ecco la motivazione: “È un film caratterizzato da un approccio registico sensibile e da una profonda conoscenza del linguaggio cinematografico. L’autore adopera con maestria e attenzione le immagini di repertorio e le integra nel racconto in un modo organico che valorizza il lato emozionale della storia. La musica, sapientemente scelta, completa l’atmosfera del film, aggiungendo profondità al racconto.

La regista greca Dionysia Kopana e la direttrice del Festival internazionale del cinema archeologico di Spalato Lada Laura, membri della Giuria internazionale di Qualità alla XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico, per archeologiavocidalpassato.com fanno un bilancio della loro esperienza di giurati. “Abbiamo visto molti film, film molto belli”, spiega Dionysia Kopana, “ecco perché per noi non è stato facile decidere qual è il migliore ecco perché abbiamo deciso di dare una menzione speciale a un cortometraggio e abbiamo deciso di dare il premio al film Askos perché abbiamo scoperto che si trattava di un tema molto molto speciale, e per me è stato moto interessante il modo in cui ha inserito nel film il materiale d’archivio. L’archivio è la mia materia. E mi è piaciuto molto che fosse così: un film su come la vita moderna cambia il vecchio modo di vivere”. Continua Lada Laura: “Sul film che doveva essere premiato quest’anno al Festival sono totalmente d’accordo con Dionysia. È un film che valorizza la tradizione e tutti gli sforzi della popolazione locale, degli abitanti, e mostra il loro attaccamento e il loro sentimento per il patrimonio culturale. E tutte le battaglie che devono affrontare. E alla fine dà loro la grande soddisfazione di avere ciò che appartiene a loro a casa loro”.

film-In-the-beginning_di-Shaun-Clark

Frame del “In the beginnig” di Shaun Clark

Come accennava Dionysia Kopana, per la prima volta la giuria di qualità ha assegnato anche una menzione speciale, andata al film “In the beginnig” di Shaun Clark (Gran Bretagna 2022, 11’): il grido rivolto al mondo di una donna avvolta dall’oscurità testimonia la ricerca senza tempo della propria identità e del proprio posto nel mondo nel susseguirsi delle epoche. La giuria ha apprezzato “l’immaginazione e l’approccio creativo”.

“Abbiamo anche deciso”, spiega Lada Laura, “perché ci sono film di durata diversa, argomenti diversi, approcci diversi, abbiamo avuto la libertà di assegnare una menzione speciale al film “In the beginnig” perché ha un approccio fantasioso, creativo e fresco, molto semplice, e noi pensiamo che se lo meriti, che sia giusto”.

licodia-eubea_festival-2023_premio-antonino-di-vita_foto-graziano-tavan

Maria Antonietta Rizzo Di Vita consegna il Premio Antonino Di Vita 2023 a Giorgio Ieranò dell’università di Trento (foto graziano tavan)

Premio Antonino Di Vita. Assegnato a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico artistico e archeologico. Il premio è stato consegnato da Maria Antonietta Rizzo Di Vita a Giorgio Ieranò, professore ordinario di Letteratura greca all’università di Trento, saggista e traduttore teatrale, ma anche giornalista e apprezzato comunicatore culturale per case editrici come Feltrinelli, Einaudi e La Terza. I suoi ambiti di ricerca spaziano dalla mitologia alla lirica corale greca e al teatro e alla sopravvivenza dell’antico nelle letterature moderne. Ecco la motivazione. “Per la grande capacità di raccontare con acutezza ed efficacia il mondo antico e i miti che lo popolano alla luce del nostro tempo, dando così vita a un fruttuoso dialogo fra epoche, offrendo spunti di riflessione inediti su quella pluralità di atteggiamenti, tensioni e sentimenti che caratterizzano da sempre l’animo umano”.

Licodia Eubea (Ct). Nella quinta e ultima giornata del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico protagonista la Sicilia, con l’Archeoclub e il documentario siciliano. In serata consegna dei premi ai film in concorso

film-Askòs-il-canto-della-Sirena_di-Antonio-Martino

Frame del film “Askòs, il canto della Sirena” di Antonio Martino

Il Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) giunge al gran finale con una giornata, quella di domenica 15 ottobre 2023, in cui insieme ai premi per i film selezionati dal pubblico o dalla giuria tecnica internazionale protagonista è la Sicilia, con lo spazio dell’Archeoclub d’Italia e quello del documentario siciliano. Le proiezioni al Teatro della Legalità iniziano alle 16 con il film in prima nazionale “Walking with Ancients” di Robin Bicknell (Canada 2023, 82’). Alle 17.20, in prima regionale, il film “The time they spent here” di Edward Owles (Regno Unito 2023, 10’). Alle 17.30, in prima internazionale, il film “Askòs, il canto della Sirena” di Antonio Martino (Italia 2023, 62’), che chiude i documentari in concorso.

licodia-eubea_festival-2023_l-archeoclub-si-racconta_locandinaAlle 18.30, per “L’Archeoclub si racconta”, incontro con Angela Roberto, presidente dell’Archeoclub d’Italia di Agrigento – luoghi di Empedocle. La sede si occupa di studio e ricerca, di riqualificazione urbana, del recupero delle tradizioni orali e della storia attraverso l’arte e lo spettacolo, con una particolare attenzione ai beni culturali e paesaggistici. Collabora con l’Ente parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi, con il giardino botanico del Libero Consorzio Provinciale di Agrigento, con l’Arcidiocesi di Agrigento e con i comuni di Agrigento, Porto Empedocle e Realmonte.

licodia-eubea_festival-2023_film-diario-di-uno-scavo_locandinaAlle 19, per la “Finestra sul Documentario Siciliano”, il film fuori concorso “Diario di uno scavo in Sicilia” di Amalda Ciani Cuka ed Eugenio Farioli Vecchioli (Italia 2023, 58’). In uno scavo archeologico lavorano professionisti che parlano uno stesso linguaggio. Ma cosa accade se a scavare con loro ci sono dei minori stranieri e italiani, ospiti di una comunità, giovani che tentano di costruirsi un futuro? Può uno scavo diventare occasione di socializzazione e l’archeologia tema del dialogo? Archeologi, medici, antropologi, studenti e i giovanissimi ospiti di una comunità si ritrovano in Sicilia alla necropoli di Chiaramonte Gulfi per condividere un’esperienza singolare.

Alle 20.30, al Teatro della Legalità, la cerimonia di premiazione. PREMIO “ARCHEOCLUB D’ITALIA”, al film più votato dal pubblico presente in sala. Consegna il premio Angela Roberto, presidente dell’Archeoclub d’Italia di Agrigento.

PREMIO “ARCHEOVISIVA”, al film migliore scelto dalla giuria internazionale di Qualità composta dalla regista greca Dionysia Kopana; Lada Laura direttrice del MFAF, il Festival internazionale del cinema archeologico di Spalato; la regista e sceneggiatrice bolognese Sabrina Monno. Consegna il premio Lada Laura.

PREMIO “ANTONINO DI VITA” – L’ORACOLO, assegnato a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storicoartistico e archeologico. Consegna il premio Maria Antonietta Rizzo Di Vita, docente di Etruscologia e Antichità italiche, università di Macerata.

Licodia Eubea (Ct). L’incontro con Giorgio Ieranò alla scoperta di Atene è il momento clou della quarta giornata del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico: sei film in programma con una prima internazionale di Massimo D’Alessandro

licodia-eubea_festival-2023_locandinaSei film e l’incontro con Giorgio Ieranò tutti concentrati nel pomeriggio e sera per sabato 14 ottobre 2023, la quarta giornata del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct), organizzato da ArcheoVisiva con la collaborazione dell’Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea. La mattina, infatti, la mattina è dedicata, con escursioni guidate a piedi e in bicicletta nell’hinterland di Licodia Eubea, alla scoperta di paesaggi e sapori locali, grazie alla collaborazione con le realtà produttive del territorio.

licodia-eubea_festival-2023_film-zakros_locandinaL’appuntamento con le proiezioni è alle 16 al Teatro della Legalità. Apre il film, in prima regionale, “Krošnja. Tree crown” di Predrag Todorovic (Serbia 2022, 15’). Alle 16.15, in prima nazionale, il film “Zakros” di Filippos Koutsaftis (Grecia 2023, 100’). Alle 18, in prima regionale, il film “Looking into Hellenistic Pergamon” di Serdar Yılmaz (Turchia 2020, 5’). Alle 18.15, chiude la sessione pomeridiana, in prima internazionale, il film “Uomini e dei. Il mare e il sacro” di Massimo D’Alessandro (Italia 2023, 43’).

licodia-eubea_festival-2023_incontro-con-ieranò_locandina“L’incontro con l’Autore”, alle 19, ci porta a conoscere Giorgio Ieranò, docente di Letteratura Greca all’università di Trento e fine narratore dell’Antico, che presenta il suo libro “Atene. Il racconto di una città” (Einaudi 2022). Un libro per chi vuole andare oltre la Grecia da cartolina: un arabesco di narrazioni storiche e mitologiche che delinea il ritratto di una città impareggiabile. Atene non è una città come le altre. Fin dall’antichità è stata trasfigurata in un mondo ideale, elevata a luogo dello spirito, e poi celebrata come la culla della democrazia, della filosofia, del teatro. Giorgio Ieranò racconta la millenaria avventura della città attraverso alcuni luoghi simbolo. Invita a guardare da prospettive inconsuete i monumenti più noti, ma guida anche alla scoperta di siti meno celebrati: l’antico cimitero del Ceramico, dove Pericle pronunciò il suo discorso per i caduti in guerra, o gli angoli più nascosti della Plaka, con le sue chiese bizantine e i suoi palazzi neoclassici.

giorgio-ieranò_foto-rdca

Giorgio Ieranò, grecista

Giorgio Ieranò lavora all’università di Trento dal 1994 dove ha insegnato discipline legate al mondo classico. Ha scritto per svariati periodici e quotidiani nazionali (Panorama, l’Europeo, Il Mondo, Carnet) e ha collaborato con i programmi di Radio 24 di Rai Storia. Attualmente collabora con le pagine culturali del quotidiano La Stampa e con l’inserto Tuttolibri.

Dopo l’Aperitivo in Badia, le proiezioni riprendono con il film in prima regionale “Stonebreakers” di Valerio Ciriaci (Stati Uniti-Italia 2022, 70’). Chiude la serata, alle 22.15, in prima regionale, il film “Malafede” di Chiara Borsini, Marialuisa Greco, Paolo Corazza (Italia 2023, 25’).

Licodia Eubea (Ct). Alla terza giornata del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico protagonista è “La Majara” con l’archeologa Anna Raudino. In teatro un ricco programma di proiezioni e la sera in Badia cinema archeologico muto musicato dal vivo

licodia-eubea_festival-2023_incontro-con-raudino_locandina

anna-raudino_foto-rdca

L’archeologa Anna Raudino

A Licodia Eubea è arrivato il giorno de “La Majara”. La terza giornata della XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) ci farà conoscere l’archeologa Anna Raudino, che si è occupata della gestione di progetti sui beni culturali ed archeologici sia in Italia che all’estero. La sua esperienza, nelle aree remote dei deserti australiani, le ha permesso di vivere e collaborare con le comunità aborigene del luogo raccogliendo testimonianze di una cultura ancora viva. L’esigenza di tutelare la storia del suo territorio e le esperienze in campo museale hanno giocato un ruolo essenziale nell’ideazione del MAT, il museo Antropologico di Testa dell’Acqua in Val di Noto (Sr). Appuntamento alle 19.30, al Teatro della Legalità, con “Incontro con l’autore”: sarà proprio Anna Raudino a spiegarci “La Majara, tra rito e ars herbaria”.

licodia-eubea_festival-2023_mostra-le-majare-in-sicilia_locandinaLa majara è una figura ancestrale la cui origine sembra perdersi nella notte dei tempi. La guaritrice esercitava forme di alchimia e sperimentava empiricamente le qualità degli elementi vegetali, animali e minerali. Un patrimonio che parla la lingua delle donne. Una cultura matriarcale le cui radici affondano nell’epoca preistorica dove la Sapienza femminile era legata ai cicli naturali lunari, connessa alla vegetazione e alla riproduzione stagionale delle risorse necessarie per la sopravvivenza della comunità. Le storie legate a questa guaritrice sono oggi tutelate tra le mura del MAT Museo.

licodia-eubea_festival-2023_vr-experience-la-majara_locandinaSulle Majare in Sicilia durante il Festival di Licodia è presente al Teatro della Legalità un’installazione artistica con la partecipazione attiva del pubblico, curata dal MAT con gli artisti Nicola Indaco, Marilù Cecchini, Salvatore Raudino. E al museo Archeologico “Antonino Di Vita”, su prenotazione al desk del Festival, c’è “VR EXPERIENCE – La Majara” di Sebastiano Deva (Italia 2023, 8’): esperienza immersiva in CG con oculos. Storie ancestrali, Natura e Magia raccontati attraverso la realtà virtuale. Un percorso fantastico guidato dalla Majara che svela le forze dell’umano e dell’universo. L’esperienza immersiva prevede che tutti gli elementi dello scenario, gli ambienti, gli attori e gli effetti vengano ricreati mediante tecniche di modellazione tridimensionale in Computer Grafica, con l’obiettivo di rendere il più possibile realistica la narrazione visiva.

licodia-eubea_festival-2023_film-in-the-beginning_locandinaAnche per la terza giornata, il programma di film in concorso è molto ricco. Si inizia alle 10, con il film in prima regionale “Faragola. Un mondo ritrovato” di Claudio D’Elia (Italia 2022, 19’); alle 1030, ancora in prima regionale, il film “Archaeology 3.0. Making the dead speak” di Stéphane Jacques (Francia 2022, 53’). Alle 11.30, il film in prima nazionale “In the beginning” di Shaun Clark (Regno Unito 2021, 11’). Chiude la mattinata, alle 11.45, il film, in prima nazionale, “The Spider’s Thread” di Yifan Yu (Cina 2022, 7’).

Nel pomeriggio, alle 16, si riprende con il film in prima regionale “Il bambino che sarà cavaliere” di Gianmarco D’Agostino (Italia 2021, 7’). Alle 16.15, il film in prima nazionale “Göbeklitepe Sakinleri / Gli abitanti di Göbeklitepe” di Sedat Benek (Turchia 2020, 69’). Alle 17.30, in prima regionale, il film “Néandertal, dans les pas d’une autre humanité / Neanderthal, in the footsteps of another humanity” di David Geoffroy (Francia 2022, 52’). Alle 18.30 chiude il pomeriggio il film, in prima regionale, “L’incantevole Lucrezia Borgia” di Marco Melluso e Diego Schiavo (Italia 2023, 62’).

licodia-eubea_festival-2023_muti-in-note_locandinaDopo l’incontro con l’Autore, e gli Aperitivi in Badia, alle 21 si passa alla Badia per un evento speciale: “Muti in Note” proiezione di film muti a tema storico e archeologico musicati dal vivo dal M° Salvino Strano. In programma “Gli ultimi giorni di Pompei” di Arturo Ambrosio e Luigi Maggi (1908, 17’); “Cabiria” di Giovanni Pastrone (1914, 15’); “Attraverso la Sicilia” di Piero Marelli (1910, 5’) e “Un amore selvaggio” di Raffaele Viviani (1912, 20’).

Trapani. Dopo il ricco carico, già in fase di studio e restauro, è stato recuperato il relitto “Marausa 2”, nave romana del III sec. d.C. Operazione complessa: è la prima volta in Sicilia. Dopo il restauro, al museo Baglio Anselmi, sarà musealizzata in una struttura da individuare nel Trapanese

trapani_relitto-marausa-2_in-fondo-al-mare-col-ricco-carico_foto-soprintendenza-del-mare

Il relitto Marausa 2 in fondo al mare ancora con il suo ricco carico (foto regione siciliana)

trapani_relitto-marausa-2_riportato-in-suprficie_foto-soprintendenza-del-mare

Il relitto Marausa 2 riportato in superficie (foto regione siciliana)

Un fortunale, diciotto secoli fa, soprese la nave a 100 metri dalla riva facendola naufragare. Il relitto di quella nave romana del III secolo d.C. era stato individuato nei fondali di Marausa, nel territorio di Misiliscemi, a pochi chilometri da Trapani, a due metri di profondità, con tutto il suo carico composto da contenitori da trasporto e una grande varietà di oggetti. Molti sono già stati recuperati, come numerose anfore e materiali di grande pregio e fattura, trasferiti al museo Archeologico regionale Baglio Anselmi di Marsala per il primo trattamento conservativo. E ora anche quel relitto, denominato “Marausa 2”, è stato riportato in superficie. I lavori di scavo e recupero del relitto Marausa 2 si sono conclusi in questi giorni. L’operazione, per un importo di circa 500mila euro a valere sul “Patto per il Sud 2014-2020”, iniziata alla metà del mese di giugno 2023, è stata affidata alla ditta Antonio Vullo di Favara (AG).

trapani_relitto-marausa-2_in-fondo-al-mare_foto-soprintendenza-del-mare

Il relitto Marausa 2 ripulito e pronto per l’operazione recupero (foto regione sicliana)

Il team di archeologi e tecnici subacquei, coordinati dalla soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, ha progettato e diretto l’intera operazione di recupero che rappresenta un evento di straordinaria importanza: per la prima volta in Sicilia viene effettuata una operazione complessa e delicata che ha consentito il trasporto via mare senza intaccare la struttura originaria dell’imbarcazione.

trapani_relitto-marausa-2_in-fondo-al-mare_pulizia_foto-soprintendenza-del-mare

Una fase della pulizia del relitto Marausa 2 (foto regione siciliana)

trapani_relitto-marausa-2_in-fondo-al-mare_gabbia_foto-soprintendenza-del-mare

Il relitto Marausa 2 assicurato alla gabbia progettata dalla Soprintendenza dl Mare e pronto per essere portato in superficie (foto regione siciliana)

Dopo la prima fase di scavo e documentazione, a cui sono seguite le operazioni di recupero del carico, è iniziata la procedura di messa in sicurezza e protezione del relitto effettuata con tessuto e reti metalliche appositamente modellate, per consentire il trasporto via mare dal luogo di ritrovamento fino al porto di Marsala. La gabbia, realizzata con tubi metallici e supporti a snodo in ferro e legno, è stata costruita sul posto e ha consentito di sollevare il relitto nella sua interezza, senza modificarne la struttura originaria. Il relitto è stato portato in superficie grazie a palloni di sollevamento e cassoni che hanno consentito di spostare la struttura al largo della costa di Marausa.

trapani_relitto-marausa-2_in-suprficie_traino_foto-soprintendenza-del-mare

Il relitto Marausa 2 agganciato e trainato dall’imbarcazione “El Merendero” del Blue Tek Diving di Marettimo (foto regione siciliana)

trapani_relitto-marausa-2_al-porto-di-marsala_foto-soprintendenza-del-mare

Il relitto Marausa 2 ormeggiato al porto di Marsala (foto regione siciliana)

La nave è stata quindi assicurata all’imbarcazione “El Merendero” del Blue Tek Diving di Marettimo che ha trainato la nave romana fino al porto di Marsala. Un tragitto impegnativo, scortato dai mezzi della Capitaneria di Porto di Trapani e di Marsala, durato circa 10 ore e seguito costantemente da imbarcazioni di appoggio con i subacquei che hanno monitorato la struttura durante tutta la traversata.

trapani_relitto-marausa-2_al-porto-di-marsala_sollevamento_foto-soprintendenza-del-mare

L’alaggio del relitto Marausa 2 al cantiere “Capriccio Mare” di Marsala (foto regione siciliana)

trapani_relitto-marausa-2_trasporto-speciale_foto-soprintendenza-del-mare

Lo spostamento del relitto Marausa 2 attraverso Marsala con un trasporto eccezionale (foto regione siciliana)

trapani_relitto-marausa-2_trasporto-speciale_arrivo-al-museo-baglio-anselmi_foto-soprintendenza-del-mare

L’arrivo al museo Baglio Anselmi di Marsala del relitto Marausa 2 (foto regione siciliana)

Lo scafo è stato depositato al cantiere “Capriccio Mare” di Marsala che ha provveduto alle operazioni di alaggio e di spostamento con un trasporto eccezionale che ha attraversato la città di Marsala fino al museo Baglio Anselmi di Marsala; qui il relitto è stato collocato in una vasca per il primo trattamento di desalinizzazione e le successive fasi di consolidamento e restauro del legno. Continua a leggere…

Licodia Eubea (Ct). Con la seconda giornata del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico due film in prima nazionale e uno in prima internazionale. E poi iniziano la sezione “Ragazzi e Archeologia” e il tributo alla regista Giovanna Bongiorno

licodia-eubea_festival-2023_locandina

licodia-eubea_festival-2023_ragazzi-e-archeologia_concetta-caruso_foto-rdca

L’archeologa Concetta Caruso segue la sezione “Ragazzi e Archeologia” del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (foto rdca)

Il Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct), in programma dall’11 al 15 ottobre 2023, organizzato da ArcheoVisiva in collaborazione con Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea, entra nel vivo con la sezione “Ragazzi e Archeologia”, al mattino, al Teatro della Legalità: i “matinée” sono dedicati a film d’animazione, docu-fiction e attività didattiche e per il pubblico più giovane, costituito da studenti delle scuole elementari, medie e superiori ai quali sarà data l’opportunità di partecipare a masterclass condotte da registi e operatori del settore. Il IV Istituto Comprensivo “Domenico Costa” di Augusta, inoltre, svolgerà delle attività specifiche nell’ambito del CIPS (Cinema e Immagini per la Scuola), piano nazionale promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo. Uno dei laboratori sarà organizzato dall’archeologa Concetta Caruso e ruoterà attorno all’antico mestiere del vasaio e alla manipolazione dell’argilla. I ragazzi scopriranno le tecniche di utilizzo di questo elemento e daranno vita a creazioni originali utilizzando la propria fantasia.

licodia-eubea_festival-2023_film-sari_locandinaGiovedì 12 ottobre 2023 al Teatro della Legalità in programma due prime nazionali e una prima internazionale. Le proiezioni iniziano alle 16 con il film, in prima nazionale, “Sheol” di Arnaud Sauli (Francia 2022, 88’); alle 17.30, ancora in prima nazionale, il film “Historias de una necrópolis / Stories of a Necropolis” di Javier Trueba (Spagna 2022, 56’). Alle 18.30, chiude la sezione pomeridiana il film “Isatis” di Alireza Dehghan (Iran 2021, 75’). Dopo l’aperitivo in Badia, le proiezioni riprendono alle 21.30, con il film in prima regionale “L’ultima bottega / Last shop” di Alessio Consorte (Italia 2023, 8’). Chiude la giornata il film in prima internazionale “Sari, sei metri di eleganza / Sari, six metres of elegance” di Diego D’Innocenzo (Italia 2023, 40’).

licodia-eubea_festival-2023_grazie-giovanna_locandina“Grazie Giovanna!”: dal 12 al 15 ottobre 2023, tributo alla regista Giovanna Bongiorno con proiezione di una selezione di film fuori concorso, per gentile concessione del RAM film festival – Fondazione Museo Civico di Rovereto. Appuntamento al museo Etnoantropologico “P. Angelo Coniglione” (9.30-12.30 / 16.30-19.30). Donna affascinante e molto colta, Giovanna Bongiorno ha lavorato come regista, giornalista, fotografa e documentarista, raccontando il patrimonio culturale siciliano e le sue storie. Ha scritto più di trenta documentari su temi storici, archeologici e naturalistici, utilizzando un linguaggio fine e uno stile classico. I suoi film, da lei stessa donati al Museo Civico di Rovereto, costituiscono un importante patrimonio cinematografico e un documento di grande rilevanza culturale. Nel 2013 il Festival di Licodia Eubea le assegnò il “Premio Antonino Di Vita” e nel 2018 fu membro della Giuria Internazionale di Qualità di questa manifestazione. La tredicesima edizione del Festival offre al pubblico un tributo alla sua memoria.

Padova. A Palazzo Folco (aperto al pubblico per l’occasione) conferenza “Un giogo del Bronzo recente dalla palafitta di Via Comuna a Este (Pd). Archeologia e restauro”. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

padova_palazzo-folco_conferenza-un-giogo-del-bronzo-recente-dalla-palafitta-di-via-comuna-a-este_locandinaGiovedì 12 ottobre 2023, alle 17.30, in occasione dell’apertura straordinaria di Palazzo Folco, in via Aquileia, 7 a Padova – sede della soprintendenza ABAP di Belluno Padova e Rovigo – che sarà visitabile dalle 17 alle 21, con ingresso gratuito, si terrà la conferenza “Un giogo del Bronzo recente dalla palafitta di Via Comuna a Este (Pd). Archeologia e restauro”. Saranno presentati i reperti lignei del sito palafitticolo di Este – via Comuna, rinvenuti nel 2015 durante le indagini archeologiche preliminari alla posa di un tratto di metanodotto. Tra i materiali organici databili al Bronzo recente spicca per rarità un giogo da corna con tracce di usura e riparazione in antico. Il complesso recupero sul campo e il successivo microscavo, coordinati dagli archeologi e dal personale tecnico della Soprintendenza, sono stati condotti con l’indispensabile apporto logistico e finanziario di SNAM, mentre il delicato intervento conservativo si deve all’Istituto Centrale per il Restauro, che nell’ambito dell’attività didattica di laboratorio ha garantito le necessarie competenze specialistiche. Interverranno Carla Pirazzini, funzionario archeologo SABAP VE MET; Sara Emanuele, funzionario restauratore SABAP VE MET. Restauri a cura di Antonella Di Giovanni, funzionario restauratore ICR. L’ingresso alla conferenza è gratuito su prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti. Si prega di inviare la richiesta esclusivamente on line tramite il seguente link: https://forms.gle/bu7Gj1sjm9q1hQReA. Per la visita a Palazzo Folco non è necessaria la prenotazione e l’ingresso è libero. Il Piano di Valorizzazione dei luoghi della cultura è un’iniziativa promossa annualmente dal ministero della Cultura.