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Venezia. Al via l’edizione 2024 degli “Aperitivi archeologici” di comunità allo scavo della villa romana di Lio Piccolo a cura dell’università Ca’ Foscari. Ma la prima visita guidata è riservata alla comunità di Lio Piccolo e Cavallino Treporti

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Al via gli “aperitivi archeologici” di comunità allo scavo di Lio Piccolo a Cavallino Treporti (Ve) a cura del dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia. Ma quella di sabato 25 maggio 2024, alle 16.30, la visita allo scavo della Villa Romana di Lio Piccolo, presso l’agriturismo Le Saline, con aggiornamento sulla campagna di ricerca archeologica, sarà un’anteprima speciale in esclusiva per la comunità di Lio Piccolo e Cavallino Treporti. La visita sarà accompagnata da un aperitivo a bordo scavo. L’incontro darà avvio alle tradizionali attività di condivisione dell’esperienza dello scavo che proseguiranno nel mese di giugno.

Valmontone (Rm). Durante le indagini archeologiche preliminari a un progetto PNRR, scoperto un tratto di strada romana perfettamente conservato che prosegue verso le Catacombe di Sant’Ilario

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Il tratto di starda romana perfettamwente conservato scoperto a Valmontone (foto sapab-met-rm)

Nell’ambito delle indagini archeologiche preliminari al progetto PNRR Valmontone (RM), Catacombe di S. Ilario, “Miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale attraverso la valorizzazione del parco archeologico Catacombe di S. Ilario”, è stato messo in luce un tratto di basolato di una strada romana. Lo annuncia la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti. Lo scavo è stato eseguito sotto la direzione scientifica del funzionario archeologo Gabriella Serio e coordinato sul campo dall’archeologa Maria Cristina Recco.

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Archeologia preventiva a Valmontone (Rm): scoperto un tratto di strada romana (foto sabap-met-rm)

Perfettamente conservato alla profondità di ca. 1 un metro e 70 centimetri dal piano di campagna, è stato portato alla luce un tratto di ca. 30 metri, della larghezza di 4 metri che prosegue verso le Catacombe di Sant’Ilario, antico cimitero paleocristiano alto medievale tra i più importanti nel Lazio. La strada, costituita da grandi pietre poligonali basaltiche e dalla caratteristica conformazione a “schiena d’asino”, conserva in alcuni tratti l’originaria crepidine sul limite nordorientale.

Ariano nel Polesine (Ro). Nel giardino delle scuole Silvia Paltineri (università di Padova) nella seconda conferenza sulle scoperte della campagna di scavo 2024 a San Basilio

ariano-nel-polesine_san-basilio_conferenza-17-maggio_paltineri_locandinaPer il “Venerdì archeologico” nuovo appuntamento con il ciclo di conferenze legate agli scavi archeologici di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro). Venerdì 17 maggio 2024, alle 18.30, nel giardino delle scuole di Ariano nel Polesine seconda conferenza sugli sviluppi della campagna di scavo 2024 tenuta dalla professoressa Silvia Paltineri dell’università di Padova. In caso di maltempo l’incontro si tiene nella vicina sala della Cultura in via Matteotti 42. “Nell’incontro – anticipa Paltineri – presenterò un bilancio dei risultati delle due precedenti campagne e i primi risultati di quella attuale. Quest’anno abbiamo formulato una spiegazione convincente per la grande stesura di blocchetti fittili su tutta la superficie dello scavo”. Al termine della conferenza sarà offerto un’apericena per tutti i partecipanti. È consigliata la prenotazione allo 392.9259875.

Torino. Al museo Egizio conferenza dell’egittologo Cédric Gobeil, curatore del museo, su “News from the Place of Truth. Some further considerations and thoughts about Deir el-Medina”. In presenza e on line

torino_egizio_conferenza-news-from-the-place-of-truth-some-further-considerations-and-thoughts-about-deir-el-medina_gobeil_locandinaIl lavoro svolto a Deir el-Medina, così come gli studi condotti sugli artefatti provenienti dal sito, continuano a portare a nuove scoperte. Martedì 14 maggio 2024, alle 18, appuntamento in sala conferenze del museo Egizio di Torino con la conferenza “News from the Place of Truth. Some further considerations and thoughts about Deir el-Medina” di Cédric Gobeil, curatore del museo Egizio. Conferenza in lingua inglese, ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.co.uk/…/some-further…. Live streaming sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Data l’impossibilità di dettagliarle tutte in una singola conferenza, le novità provenienti dal “Luogo della Verità” si focalizzeranno su tre argomenti principali attualmente in fase di studio da parte del museo Egizio. Inizieremo con un aggiornamento dall’ultima missione sul campo condotta nella tomba del custode Khawy (TT 214), per poi proseguire con una rivalutazione di una delle cappelle votive, con l’uso di nuove tecnologie, metodologia che costituisce anche un elemento centrale dell’ultimo argomento che farà luce su una promettente scoperta dalla collezione del nostro museo.

Cédric Gobeil, curatore del Museo dal 2019, è un egittologo specializzato in archeologia della vita quotidiana e cultura materiale del Nuovo Regno, con un focus primario su Deir el-Medina, argomenti per i quali sta portando avanti un lavoro sul campo in Egitto e Sudan. Dopo aver conseguito il dottorato in Francia (presso l’Université Paris IV-Sorbonne), ha lavorato in Egitto per l’Institut français d’archéologie orientale du Caire e nel Regno Unito per l’Egypt Exploration Society. Oltre all’attività curatoriale è anche professore a contratto presso il Dipartimento di Storia dell’Université du Québec à Montréal e ricercatore associato presso l’Unità di ricerca HiSoMA di Lione (CNRS).

Ariano nel Polesine (Ro). Al centro turistico culturale Jacopo Turchetto (università di Padova) nella prima conferenza sulle scoperte della campagna di scavo 2024 a San Basilio

ariano-nel-polesine_san-basilio_conferenza-10-maggio_turchetto_locandinaAd Ariano nel Polesine è tempo di anticipare qualche informazione sulle novità della campagna di scavo a San Basilio, iniziata da una decina di giorni. Venerdì 10 maggio 2024, parte ufficialmente il nuovo ciclo di conferenze legate agli scavi di San Basilio. Alle 18.30, al centro turistico culturale di San Basilio, Jacopo Turchetto dell’università di Padova terrà la prima conferenza sulle nuove scoperte a San Basilio. Alle 20, al termine della conferenza, sarà offerto un’apericena per tutti i partecipanti.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “Casi freddi. La “scure letterata” e le sue peregrinazioni: dalla Calabria al British Museum” di Gino Famiglietti

reggio-calabria_archeologico_libro-la-scure-letterata-e-le-sue-peregrinazioni-dalla-calabria-al-british-museum_presentazione_locandinaPatrimonio culturale violato, depredato, occultato, trafugato. La storia dell’archeologia italiana è ricca di casi irrisolti. Giovedì 9 maggio 2024, alle 17, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria presentazione del libro “Casi freddi. La “scure letterata” e le sue peregrinazioni: dalla Calabria al British Museum” di Gino Famiglietti. Introduce Fabrizio Sudano, direttore del MArRC. Interviene Gino Famiglietti, già direttore generale del Mibac. Dialoga con l’autore Massimo Cultraro, direttore di ricerca dell’Ispc-Cnr di Catania. Ingresso gratuito fino all’esaurimento dei posti.

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Copertina del libro “Casi freddi. La “scure letterata” e le sue peregrinazioni: dalla Calabria al British Museum” di Gino Famiglietti

Casi freddi. La “scure letterata” e le sue peregrinazioni: dalla Calabria al British Museum. Intorno alla metà dell’800 una “scure di bronzo, con greca iscrizione” viene rinvenuta in Calabria. L’importanza del reperto è notevole: addirittura, la sua restituzione grafica, pubblicata, insieme ad una dettagliata scheda di catalogo, su una nota rivista scientifica, è realizzata dal Primo disegnatore dei Reali Scavi di Pompei. In ragione del suo “merito”, la scure è quindi uno di quegli oggetti di cui, secondo le leggi dell’epoca, è proibita l’esportazione “fuori del regno”. E tuttavia, nel 1884, la scure viene venduta in asta a Parigi e viene acquistata da un emissario del British Museum. Ma come è arrivata la scure a Parigi? Fra i documenti ufficiali che la riguardano non c’è traccia di un eventuale permesso che ne abbia potuto consentire la legittima uscita dal territorio italiano. Eppure, l’indifferenza degli apparati amministrativi rispetto alla strana vicenda perdura nel tempo, nonostante le ripetute richieste di chiarimenti che, in merito all’accaduto, vengono rivolte, da parlamentari di ogni estrazione politica, appartenenti tanto alle forze di maggioranza quanto a quelle di opposizione, ai governi di volta in volta in carica. Un frastornante silenzio, che dura da troppo tempo. Ci sarà un modo per trarre la vicenda dall’oblio in cui è stata confinata?

Bologna. Al dipartimento di Storia e Culture dell’università la conferenza internazionale “L’archeologia dell’opulenza. Prospettive comparative sul surplus, la ricchezza e l’organizzazione sociale nell’Egeo, nel Mediterraneo centrale e nel Vicino Oriente nell’età del Bronzo e della prima età del Ferro”: due giorni di confronto per innescare un dibattito nell’archeologia delle società pre-moderne (dal Neolitico fino al primo periodo arcaico)

bologna_università_conferenza-internazionale-l-archeologia-dell-opulenza_locandinaPiù di mezzo secolo fa, in un’opera fondamentale “L’economia dell’età della pietra. Scarsità e abbondanza nelle società primitive” (1972), l’antropologo americano Marshall David Sahlins avanzò la sua definizione di “società benestante originale” introducendo il concetto di “ricchezza” e sfidando le opinioni consolidate sull’associazione ricorrente tra complessità, progresso e prosperità. Da allora, il rapporto tra disponibilità di risorse e organizzazione sociale è stato riconosciuto come un tema fondamentale per lo studio delle società pre-moderne, un dibattito che ora è riemerso e si è rafforzato all’indomani della pubblicazione di David Graeber e David Wengrow “L’alba di tutto. Una nuova storia dell’umanità” (2021). Tale dibattito deve ancora avere un impatto sostanziale nello studio dell’organizzazione politica nelle prime politiche, in particolare in Asia occidentale, nell’Egeo e nell’area circum-mediterranea, una regione che ha sperimentato le trasformazioni sociali più antiche, più rapide e più sorprendenti in tutto il mondo. Mercoledì 8 e giovedì 9 maggio 2024, nell’aula Prodi del dipartimento di Storia e Culture dell’università di Bologna in piazza San Giovanni in Monte 2, la conferenza internazionale “L’ARCHEOLOGIA DELL’OPULENZA. Prospettive comparative sul surplus, la ricchezza e l’organizzazione sociale nell’Egeo, nel Mediterraneo centrale e nel Vicino Oriente nell’età del Bronzo e della prima età del Ferro” a cura di Santo Privitera, Francesco Iacono, Palmiro Notizia si propone di innescare l’avvio di un dibattito di questo tipo nell’archeologia delle società pre-moderne (dal Neolitico fino al primo periodo arcaico).

Questo complesso enigma verrà esplorato in tutte le sue possibili sfaccettature, esaminando vari argomenti. Le radici del benessere: era l’agricoltura? L’eccedenza era disponibile per le comunità con scarse coltivazioni o situate vicino alle coste e/o alle zone umide? La zootecnia è stata la variabile chiave? Quali strategie stavano impiegando gruppi di pastori e agricoltori per superare la scarsità di risorse e, a loro volta, creare ricchezza? La relazione tra ricchezza individuale e comunità: quanto uniformemente è stata distribuita la ricchezza tra le popolazioni? Questo era collegato a uno squilibrio negli accordi sociali? Come si traduce questo squilibrio (o la sua mancanza) nella documentazione archeologica del mondo dei vivi o dei morti? In che modo l’opulenza è stata resa evidente e comunicata (ad esempio attraverso la disposizione di edifici e spazi monumentali, l’ampliamento di abitazioni private o l’arredamento di tombe?). La gestione dell’opulenza: l’opulenza è stata un moltiplicatore della complessità sociale? In che modo i gruppi gestivano il benessere? Attraverso le pratiche di banchetto e/o la distruzione della ricchezza? Quanto è stato esteso l’uso di strumenti amministrativi finalizzati alla contabilità (economie sacrificali o archivistiche)? In una prospettiva più ampia, qual è stato il ruolo svolto dall’accumulo e dallo stoccaggio di beni di prima necessità, da un lato, e dalla produzione di manufatti di alto rango e preziosi, dall’altro? La relazione tra ricchezza e tecnologia: quali sono stati i mezzi attraverso i quali la ricchezza è stata raggiunta e rigenerata nel tempo? (ad esempio, sfruttamento delle zone umide, pratiche agricole, zootecnia, estrazione di metalli, stoccaggio di materie prime, tecniche tessili speciali, relazioni commerciali) Quali sono le sue tracce nella documentazione archeologica (ad esempio, monumentalità architettonica, servizi da pranzo in metalli preziosi, scheuomorfi fittili, iconografia)?

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 8 MAGGIO 2024. SESSIONE MATTUTINA. Alle 9, accoglienza e registrazione; 10, saluti e introduzione al workshop; 10.15, lezione di apertura Paul Halstead (università di Sheffield) “Eccedenza, scarsità e ricchezza: questioni di definizione, riconoscimento archeologico e mutamento sociale”; 11, pausa caffè; 11.30, lezione principale di Marcella Frangipane (Sapienza Università di Roma, Accademia dei Lincei) “La produzione di eccedenza è di per sé un’indicazione di “ricchezza” e prosperità generale nelle società pre-statali e nei primi stati del Vicino Oriente?”; 12.15, Massimo Cultraro (CNR – ISPC) “Indagine sui modelli delle comunità benestanti e fluenti dell’Età del Bronzo nell’Egeo settentrionale: Poliochni su Lemno e le radici della complessità proto-urbana”; 12.35, Simona Todaro (università di Catania) “Tazze semplici per luoghi centrali? La distribuzione dei pasti e la gestione delle opere collettive a Creta al termine dell’EBA: nuove prospettive dall’EM III Festo”; 12.55, Massimo Perna (università di Sassari) “Sulle orme di Enrica Fiandra. Le cretule: un sistema contabile elementare tra l’Egeo e il Vicino Oriente antico”; 13.15, Q&A e discussione; 13.45, pranzo.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 8 MAGGIO 2024. SESSIONE POMERIDIANA.  Alle 14.45, Gabriele Giacosa (università di Bologna) “Preparati per tempi migliori: strategie di stoccaggio pubblico nella Karkemish della prima età del Ferro”; 15.05, Luca Girella (università UniNettuno di Roma) “Vivere con e senza i kouloures (fosse circolari sotterranee): il significato di una presenza e di un’assenza nella Creta Protopalaziale e Neopalaziale”; 15.25, Barbara Montecchi (università di Firenze) “La gestione dell’affluenza al tardo minoico IB Agia Triada”; 15.45, Q&A e discussione; 16, pausa caffè; 16.30, Maria Emanuela Alberti (università di Firenze) “Creare valore aggiunto: la gestione della produzione tessile nella Creta minoica (MM IB – LM IB)”; 16.50, Dario Puglisi (università di Catania) “I raccoglitori di crochi dello Xestè 3 ad Akrotiri: iniziazioni femminili e gestione della ricchezza nella tarda età del Bronzo I Egeo”; 17.10, Davide G. Aquini (università di Catania) “L’argento e l’oro si alternano. Indagare la dicotomia dell’opulenza nella gioielleria minoica”; 17.30, Emilia Oddo (università di Tulane) “Ricchezza dentro e fuori: ambiente costruito e organizzazione regionale di Cnosso Neopalaziale”; 17.50, Q&A e discussione.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 9 MAGGIO 2024. SESSIONE MATTUTINA. Alle 9.20, Sergio Cesaratto (università di Siena) “Il concetto di surplus nell’economia contemporanea e la sua applicazione alle civiltà antiche”; 9.40, Anastasia M.A. Vergaki (Irish Institute of Hellenic Studies) “La disuguaglianza sociale nella Creta della tarda età del Bronzo: origini, evoluzione e ruolo della moltitudine”; 10, Luca Bombardieri, Marialucia Amadio (università di Siena) “L’uomo non vivrà di solo pane. Esplorare i contesti socio-economici della Erimi della media età del Bronzo agli albori dell’urbanizzazione a Cipro”; 10.20, Francesca Porta, Jan Driessen, Joachim Bretschneider (università di Bologna, Université Catholique de Louvain, università di Gand) “Svelare Pyla-Kokkinokremos: esplorare le strutture socio-economiche di un insediamento tardo cipriota”; 10.40, Q&A e discussione; 11, pausa caffè; 11.30, Anna Simandiraki-Grimshaw (MOLA Londra) “Ecosistemi corporei di ricchezza nella Creta (minoica) dell’età del Bronzo”; 11.50, Elisabetta Borgna, Assunta Mercogliano (università di Udine) “Ricchezza, risorse e crescita sociale in una comunità rurale di lungo periodo dell’Acaia orientale: il Trapezio di Aigion, dall’MBA all’LBA finale”; 12.10, Francesco Iacono,  Maurizio Cattani (università di Bologna) “Società affluenti dell’età del Bronzo: disaccoppiamento tra ricchezza e gerarchia nel Mediterraneo centrale 2000-1000 a.C. ca”; 12.30, Agostino Sotgia, Luca Alessandri, Peter Attema (università di Groeningen, Sapienza Università di Roma) “Echi di prosperità: svelare antiche città attraverso il benessere. Il ruolo del surplus nello sviluppo del fenomeno urbano nel Centro Italia”; 12.50, Q&A e discussione; 13.15, pranzo.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 9 MAGGIO 2024. SESSIONE POMERIDIANA. Alle 14.15, Sveva Savelli (Saint Mary’s University) “Valutare la ricchezza tra le comunità indigene lungo la costa ionica della Basilicata (Italia): un’analisi diacronica dalla tarda età del Bronzo al VII secolo a.C.”; 14.35, Owain Morris (università di Londra) “Andare in bagno a Pontecagnano: surplus agricolo, formazione dello Stato e ricchezza in un contesto di frontiera”; 14.55, Cristiano Iaia (università di Torino) “Società dello spreco. Sacrificio delle ricchezze nell’Italia dell’inizio del primo millennio a.C.”; 15.15, Christos Giamakis (York Museums Trust) “Espressioni di ricchezza nei cimiteri macedoni del periodo arcaico: i casi di Archontiko, Sindos e Aegae”; 15.35, Q&A e discussione; 16, osservazioni finali.

Atleta Vittorioso o Atleta di Fano: “La Corte Strasburgo riconosce i diritti dello Stato italiano”. Il ministro Sangiuliano: “Impegnati per ritorno in Italia”

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Dettaglio dell’Atleta Vittorioso o Atleta di Fano, trafugato, oggi al Paul Getty Museum di Los Angeles (foto mic)

roma_ministero-cultura_sangiuliano-nuovo-ministro_foto-micSarà la volta buona che rivedremo in Italia l’Atleta di Fano? “La Corte europea di Strasburgo ha riconosciuto con una sentenza inequivocabile i diritti dello Stato italiano. I giudici sono stati chiari al riguardo della proprietà della statua Atleta vittorioso, ritrovata nelle acque vicine alla costa marchigiana e poi trafugata all’estero. Proseguiremo con rinnovata determinazione la nostra azione per riaverla presto in Italia”: lo ha dichiarato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano che continua: “Il MiC è costantemente impegnato nel recupero di opere d’arte trafugate, in piena cooperazione con le autorità giudiziarie e il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Da quando sono ministro sono rientrate in Italia diverse centinaia di opere dagli Stati Uniti e 750 dal Regno Unito. Inoltre, non cessano le attività per giungere alla restituzione dal museo del Louvre di diversi reperti trafugati, questione che ho portato all’attenzione delle Ministre della Cultura francesi Rima Abdul-Malak e Rachida Dati, così come per il ritorno in Italia del Doriforo di Stabia dal Museo di Minneapolis”.

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L’Atleta di Fano esposto al Paul Getty Museum di Malibù (Los Angeles) (foto wikipedia)

“Abbiamo interrotto ogni rapporto di collaborazione con quelle istituzioni culturali straniere che non rispettano le disposizioni di confisca emesse dall’autorità giudiziaria italiana per esportazione illegale di beni culturali”, sottolinea il ministro Sangiuliano. “Nella sentenza odierna, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha respinto il ricorso del Paul Getty Trust, riconoscendo che le azioni intentate dal governo italiano per ottenere la restituzione della statua in bronzo denominata Atleta Vittorioso, nota come Atleta di Fano, sono corrette e non violano le disposizioni della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo sulla tutela della proprietà privata”.

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L’Atleta di Fano (Atleta Vittorioso) com’era al momento del ritrivamento e prima dei restauri (foto wikipedia)

La statua, attribuita allo scultore Lisippo, fu rinvenuta nel 1964 da pescatori nelle acque del mar Adriatico prospicienti la costa marchigiana. Fu in seguito trafugata all’estero e dal 1978 è esposta nel museo Getty Villa di Malibu (California). Sul contenzioso, la Corte di Cassazione, con una pronuncia del novembre 2018, aveva confermato la correttezza del provvedimento di confisca del bene emesso dal Tribunale di Pesaro, sulla base degli elementi forniti dal ministero della Cultura e dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. A seguito della sentenza di aprile 2024 della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, il governo italiano riavvierà i contatti con le autorità statunitensi per l’assistenza nella attuazione del provvedimento di confisca.

Ariano nel Polesine (Ro). Con gli scavi archeologici a San Basilio riprende anche il “Progetto San Basilio. Alla riscoperta del passato”: si inizia con “Scavi aperti” al sabato, poi “Conferenze. Il venerdì archeologico” e “Laboratori didattici dagli etruschi ai romani”

ariano-nel-polesine_san-basilio_scavi-aperti_2024_sito-etrusco-unipd_locandinaA San Basilio di Ariano nel Polesine sono tornati gli archeologi per la campagna di ricerche 2024 (vedi Padova. Nella giornata di studio “Archeologia in Polesine tra protostoria e romanità” presentati i risultati e le anticipazione della stagione 2024 del progetto “Prima Europa. La protostoria nel Polesine” a Frattesina e Villamarzana, e del progetto “San Basilio”. Ecco le voci dei protagonisti | archeologiavocidalpassato), a cominciare dalla San Basilio preromana con il team dell’università di Padova coordinati da Silvia Paltineri (vedi Esclusivo. A pochi giorni dall’avvio della campagna 2024 al sito preromano di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro) l’archeologa Silvia Paltineri anticipa gli obiettivi delle nuove ricerche e fa il punto sulle scoperte fin qui acquisite nel centro del delta, primo grande approdo dei greci e luogo di incontro con Etruschi padani e Veneti tra VI e V sec. a.C. | archeologiavocidalpassato), e già tornano gli appuntamenti con un ricco programma di incontri con gli archeologi nei mesi di maggio e giugno. “Progetto San Basilio. Alla riscoperta del passato”: grazie al contributo della fondazione Cariparo, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, il museo Archeologico nazionale di Adria e il Comune di Ariano nel Polesine hanno dato vita a un progetto congiunto con le università di Padova e Venezia per la ripresa delle indagini archeologiche volte alla riscoperta del sito dell’antica San Basilio. Un luogo che fu in epoca antica importantissimo crocevia di genti e commerci trovandosi a breve distanza dal fiume Po e dal mare Adriatico.

ariano-nel-polesine_san-basilio_scavi-aperti_2024_locandinaSi comincia con “Scavi aperti”, la giornata dedicata al pubblico sullo scavo dell’antica San Basilio, realizzato in collaborazione tra il dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia e il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova. Un programma di cinque incontri, al sabato mattina dalle 10 alle 12, aperti al pubblico pensati per mostrare e raccontare le diverse attività di scavo che interessano il sito archeologico. Il primo appuntamento è in programma sabato 4 maggio 2024: sarà possibile accedere allo scavo etrusco condotto dall’università di Padova. L’appuntamento è alle 9.45 in via San Basilio 12, località San Basilio, Ariano nel Polesine (Ro). E per unire l’utile al dilettevole, oltre alla visita sarà offerta una degustazione di degustazione di prodotti tipici del territorio. Per info e prenotazioni contattare la proloco di Ariano del Polesine: cel. 392.9259875, mail presidente.prolocoariano@gmail.com. Gli altri appuntamenti sono: 10 maggio 2024, scavo etrusco condotto dall’università di Padova; 1° giugno 2024, scavo romano dell’università di Padova, scavo etrusco dell’università Ca’ Foscari di Venezia; 8 giugno 2024, scavo romano dell’università di Padova; 22 giugno 2024, scavo etrusco dell’università Ca’ Foscari di Venezia.

ariano-nel-polesine_san-basilio_conferenze-2024_locandina“Conferenze. Il venerdì archeologico”: si potranno ascoltare in prima persona i racconti dei protagonisti dalle 18.30 alle 20, al termine verrà offerto un’apericena organizzato in loco; è consigliata la prenotazione al 392.9259875. Si inizia il 10 maggio 2024 al centro turistico culturale San Basilio ad Ariano nel Polesine con l’incontro con il prof. Jacopo Turchetto dell’università di Padova. Per le altre conferenze ci si sposta nel giardino delle scuole di Ariano nel Polesine (in caso di maltempo si va nella vicina sala Cultura in via Matteotti 42 ad Ariano nel Polesine): il 17 maggio 2024, incontro con la prof.ssa Silvia Paltineri dell’università di Padova; il 7 giugno 2024, incontro con la prof.ssa Caterina Previato dell’università di Padova; il 21 giugno 2024, incontro con la prof.ssa Giovanna Gambacurta dell’università Ca’ Foscari di Venezia.

ariano-nel-polesine_san-basilio_laboratori-didattici-2024_locandina“Laboratori didattici dagli etruschi ai romani” per toccare con mano l’antica San Basilio. I laboratori didattici sono rivolti ai circoli didattici del territorio e prevedono sia un approccio diretto di manipolazione guidata con reperti originali si attività con riproduzioni di manufatti e contesti archeologici per sperimentare da vicino la storia del territorio.

Esclusivo. A pochi giorni dall’avvio della campagna 2024 al sito preromano di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro) l’archeologa Silvia Paltineri anticipa gli obiettivi delle nuove ricerche e fa il punto sulle scoperte fin qui acquisite nel centro del delta, primo grande approdo dei greci e luogo di incontro con Etruschi padani e Veneti tra VI e V sec. a.C.

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Ad Ariano nel Polesine (Ro) è tutto pronto per avviare la campagna di scavo 2024 del’università di Padova nel sito preromano di San Basilio (foto unipd)

Manca pochissimo alla ripartenza degli scavi di San Basilio 2024. Lunedì 29 aprile riapre lo scavo del sito etrusco diretto da Silvia Paltineri dell’università di Padova. È proprio l’archeologa del dipartimento dei Beni culturali dell’ateneo patavino ad anticipare ad archeologiavocidalpassato.com gli obiettivi della campagna 2024 e a fare il punto sulle indagini fin qui condotte che confermano l’importanza del sito di San Basilio che rappresenta il primo grande approdo a vocazione internazionale frequentato dai navigatori greci, che fra VI e V secolo a.C. trovarono nel Delta del Po e, più in generale, nell’Alto Adriatico, un luogo di incontro ideale con gli Etruschi padani e con i Veneti.

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San Basilio preromana: team della campagna di scavo 2023 (foto unipd)

 

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San Basilio preromana: team della campagna di scavo 2022 (foto unipd)

 

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San Basilio preromana: team della campagna di scavo 2021 (foto unipd)

“La campagna del 2024 dell’università di Padova nel sito di San Basilio”, spiega Paltineri, “riguarda in particolare l’insediamento preromano, un insediamento che inizia la sua vita intorno al 600 a.C. che è una data chiave per tutta l’Italia settentrionale perché è un momento nel quale nell’area del delta del Po le comunità locali si aprono ai commerci con il Mediterraneo. E San Basilio rappresenta il primo grande approdo a vocazione internazionale frequentato dai navigatori greci. Nell’area del Delta erano già stanziati gli Etruschi, principalmente di area padana, i quali, data la posizione geografica del Polesine, erano in strettissimo contatto con i vicini Veneti.

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La posizione del sito di San Basilio ad Ariano nel Polesine con la linea di costa antica (foto unipd)

Più antico di Adria e di Spina. “Il sito di San Basilio – continua -, un po’ come Adria e come Spina soprattutto, siti più noti ma rispetto ai quali San Basilio rimane comunque importante, proprio perché è il più antico, ha una vocazione internazionale fin dall’inizio della sua storia. Intorno al 600 a.C. questo centro, che si trovava in una zona retro-costiera lungo un cordone di dune, quindi protetto dal mare aperto però affacciato sul mare stesso, diventa un crocevia di scambi, ben testimoniato dagli scavi che stiamo conducendo nell’insediamento preromano a partire dal 2019 con campagne di indagine stratigrafica, precedute da una ricognizione che nel 2018 ho condotto insieme alla collega Giovanna Gambacurta dell’università Ca’ Foscari di Venezia. Negli anni questo progetto di indagine si è ulteriormente articolato, grazie a una stretta sinergia con il museo Archeologico nazionale di Adria, guidato da Alberta Facchi, alla Soprintendenza competente nella persona di Giovanna Falezza e grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che fin dal 2018 ha creduto in questa progettualità e attualmente ha investito in un ampio progetto culturale che si è allargato alla fase romana del sito di San Basilio, attualmente in corso di scavo da parte dei colleghi del mio dipartimento Jacopo Bonetto e Caterina Previato.

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Villaggio protostorico di Frattesina (Ro): l’area di scavo interessata dalla campagna 2023 (foto graziano tavan)

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Una delle aree di scavo della campagna 2023 del sito protostorico di Villamarzana (Ro) (foto graziano tavan)

Ma non solo. “Il Polesine è al momento al centro di importanti indagini archeologiche riguardanti fasi più antiche. Queste ricerche, grazie al finanziamento di Cariparo, sono attive nei siti di Frattesina di Fratta Polesine e di Villamarzana, dove attualmente sono impegnati il CPSSAE, l’università Sapienza di Roma e sempre l’università di Padova con le ricerche condotte da Michele Cupitò.

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Il posizionamento delle tre aree di scavo effettuati a San Basilio negli anni 1983-1987 (da Salzani, Vitali, 2002)

Prime indagini della soprintendenza negli anni ’80 del Novecento. “Quando abbiamo scelto di aprire saggi di scavo nell’insediamento preromano – ricorda Paltineri – in un certo senso non lavoravamo al buio, perché nell’area c’erano ricerche pregresse degli anni ’80 del secolo scorso condotte dalla soprintendenza Archeologica del Veneto sotto la direzione di Maurizia De Min prima, e di Luciano Salzani e di Daniele Vitali dell’università di Bologna poi.

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San Basilio (Ariano nel Polesine): scavi 1983 e 1987-1989, l’insediamento preromano (VI-V secolo a.C.) frequentato da Etruschi, Greci e Veneti, con le palificate lignee eccezionalmente conservate (foto unipd)

E queste indagini avevano già messo in luce un insediamento che presentava alcune evidenze eccezionali, tavolati e pali lignei ben conservati, e materiali di diversa provenienza e connotati culturalmente in maniera diversa, tra cui ceramica di produzione locale, cioè ceramica etrusca di produzione padana, ceramica greca di importazione – corinzia, ionica e soprattutto attica a figure nere -, e poi anche ceramica veneta decorata a fasce rosse e nere. Dunque queste erano un po’ le basi di partenza di un’indagine che attualmente ci vede impegnati e che anche quest’anno ci vedrà tornare sul campo proprio a partire da lunedì 29 aprile 2024. E per un mese saremo a San Basilio per proseguire le nostre ricerche.

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Lo scavo dell’università di Padova nel sito preromano di San Basilio (Ariano nel Polesine) visto da drone. Le frecce indicano l’andamento dell’antico canale ancora ben visibile (foto unipd)

Affacciato su un antico canale. “Cosa abbiamo fatto finora? Abbiamo aperto due trincee di scavo: una più grande di circa 15 x 15 metri, e una più piccola di 10 x 4 metri. In un punto strategico dell’area dell’insediamento preromano, un punto importante in quanto affacciato su un antico canale di cui rimane ancora una traccia evidente se si osservano le foto aeree, sia quelle degli anni Ottanta sia quelle effettuate grazie ai sorvoli con il drone condotti in collaborazione con il mio collega Jacopo Turchetto.

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San Basilio (Ariano nel Polesine): Battuto pavimentale in cocciopesto, con canalette basali per sostenere l’alzato in graticcio e buche di palo (foto unipd)

Edificio in graticcio con pavimentazione in cocciopesto. “Le evidenze che abbiamo rintracciato sul terreno – spiega l’archeologa – rispettavano l’orientamento del cordone e del canale. Abbiamo infatti rinvenuto resti di pavimentazioni costituite da uno straordinario battuto di cocciopesto che è stato anche analizzato dal collega Michele Secco, e questo battuto presentava canalette di fondazioni per le travi basali che sostenevano l’alzato e buche di palo, quindi un’edilizia deperibile, in graticcio, analogamente a quello che accade per esempio nel vicino sito di Spina. E l’orientamento di queste strutture asseconda la natura del luogo: quindi è ortogonale rispetto al canale e rispetto all’andamento della pendenza della duna.

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Frammento di ceramica greca da cucina ritrovato nel sito preromano di San Basilio nella campagna di scavo dell’università di Padova (foto unipd)

C’era una comunità di greci. “Orientato NW-SE, questo edificio di cui appunto abbiamo rinvenuto le tracce, restituisce materiali di grande interesse, in parte si tratta di produzioni già note, quindi ceramica etrusca di produzione padana, ceramica greca di importazione, ceramica veneta, però abbiamo avuto anche alcune sorprese. Per esempio abbiamo trovato la ceramica greca da cucina, cosa che accade ad esempio nel vicino sito di Spina. Questo rinvenimento testimonia che a San Basilio i Greci non arrivavano solamente come commercianti, come mercanti, ma con buona probabilità vi era nel sito una presenza greca, dal momento che la ceramica da cucina è un indicatore importante di certe abitudini alimentari.

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Applique in bronzo a forma di felino ritrovata nel sito preromano di San Basilio nella campagna di scavo dell’università di Padova (foto unipd)

Applique in bronzo a forma di felino. “E poi tra le altre sorprese – sottolinea Paltineri – vi è il rinvenimento di alcuni bronzetti configurati a forma di felino, a forma di quadrupede, produzioni di pregio che circolavano nel Mediterraneo occidentale in epoca tardo arcaica. Si rinvengono materiali analoghi in tutta l’Etruria ma anche nel Mediterraneo occidentale fino alla penisola iberica. Sono applique che con buona probabilità si trovavano sugli orli di patere bronzee, e che non sono in realtà una novità assoluta in Polesine, perché si conoscono anche esemplari da Adria

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Un vecchio documento che mostra il disegno del colino ritrovato a Pezzoli di Ceregnano (Ro) con un’applique uguale a quella rinvenuta a San Basilio (foto unipd)

e si sa di un vecchissimo rinvenimento, del ‘700 addirittura, da un contesto, di cui i materiali sono perduti, che è quello di Pezzoli di Ceregnano, sito nel quale erano stati rinvenuti materiali di provenienza funeraria tra i quali un infundibulum, cioè un colino, che aveva appunto una di queste applique, identica a quelle che abbiamo trovato noi. Il nostro rinvenimento di bronzetti è da riferire ad attività di rifusione. Quindi quando questi oggetti avevano perso la loro funzione primaria. Però rimane un rinvenimento importante.

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Panoramica delle cderamiche di importazione e di produzione locale rinvenute nello scavo nel sito preromano di San Basilio dall’università di Padova (foto unipd)

Dai buccheri alle ceramiche etrusco-padane decorate alla veneta. “Tra gli altri rinvenimenti significativi – continua – va segnalata ceramica meso-corinzia che data l’attivazione del sito almeno intorno al 590 a.C. e poi abbiamo bucchero attestato in notevole quantità, anche con forme che incominciano a comparire nella seconda metà del VII secolo e che poi hanno una evoluzione tipologica fino ai primi decenni del VI. Il fatto di aver trovato queste forme a San Basilio è importante, perché il range di nascita e morte del tipo ci consente di fissare il sicuro avvio del sito intorno al 600. E questo è un dato nuovo perché, rispetto ai rinvenimenti degli anni ’80 del secolo scorso, noi possiamo rialzare di un ventennio-un venticinquennio l’attivazione di San Basilio preromana, appunto a questa data chiave, al 600. Poi abbiamo rilevato altri aspetti molto interessanti nella tipologia dei materiali: per esempio, abbiamo forme che sono tipicamente etrusco-padane ma che presentano la decorazione veneta a fasce rosso nere. E questo è un fenomeno di ibridazione tipologica molto significativo, e che ha sicuramente a che fare con i gusti e le abitudini della committenza locale”.

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Un’attività dell’università di Padova nella campagna di scavo nel sito preromano di San Basilio (foto unipd)

“Queste indagini – conclude Paltineri – sono possibili – e voglio ricordarlo – grazie all’entusiasmo e all’impegno di tutti gli studenti, gli specializzandi e i dottorandi che ogni anno lavorano con noi nel sito”.