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Settembre 2025. Al via due campagne di scavo della scuola interateneo di specializzazione in Beni archeologici Or.Sa.: all’anfiteatro romano di Avella (Av) e nell’abitato etrusco-sannitico di Pontecagnano (Sa)

Scavi archeologici nel sito romano di Avella (Av) (foto orsa)

Col mese di settembre 2025 riprendono gli scavi archeologici promossi da Or.Sa., la scuola interateneo di specializzazione in Beni archeologici dell’università di Salerno e dell’università di Napoli L’Orientale. Nel mese di settembre 2025 la Scuola sarà impegnata in una nuova campagna di scavo ad Avella (Av), nell’area dell’anfiteatro romano, sotto la direzione scientifica della prof.ssa Eliana Mugione. L’attività si concentrerà in un contesto ricco di storia che rappresenta un laboratorio ideale per la formazione sul campo, la ricerca scientifica e l’esperienza diretta di cantiere. Un’opportunità unica per vivere da vicino il lavoro dell’archeologo, tra metodo, studio dei reperti e scoperta del passato.

Scavi archeologici nel sito etrusco-sannitico di Pontecagnano (Sa) (foto orsa)

Sempre nel mese di settembre 2025 la Scuola sarà impegnata in una nuova campagna di scavo presso l’abitato etrusco-sannitico di Pontecagnano (Sa) sotto la direzione scientifica del prof. Carmine Pellegrino. Un’occasione preziosa di formazione sul campo, ricerca attiva e confronto quotidiano tra studenti, docenti e professionisti dell’archeologia.

Canicattì (Ag). Al via la nuova campagna di scavo a Vito Soldano diretta da Johannes Bergemann (università di Gottinga) in collaborazione con il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi: obiettivo? ricostruire planimetria, funzione e cronologia degli ambienti

Una veduta del sito di Vito Soldano a Canicattì (Ag) (foto regione siciliana)

Al via lunedì 1° settembre 2025 a Vito Soldano, nei pressi di Canicattì (Ag), la nuova stagione di ricerche archeologiche condotta dall’università di Gottinga in collaborazione con il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi. Il sito di Vito Soldano custodisce una storia millenaria: dalle terme monumentali romane con calidarium, tepidarium e frigidarium, fino alle fornaci medievali per la produzione di terracotta. Un luogo che racconta secoli di vita e trasformazioni, oggi al centro di nuove indagini. Gli scavi si concentreranno sul pianoro sopra l’antiquarium, dove verranno effettuati saggi stratigrafici per indagare strutture murarie già individuate nelle campagne precedenti. L’obiettivo? Ricostruire planimetria, funzione e cronologia degli ambienti, arricchendo la conoscenza del passato dell’area. Il cantiere, guidato da Johannes Bergemann insieme a Rebecca Klug, Julius Roch e per il Parco dall’archeologa Maria Serena Rizzo, coinvolgerà studenti tedeschi e palermitani in una campagna che promette nuove scoperte. Come sempre, il cantiere sarà aperto al pubblico: i visitatori potranno osservare da vicino il lavoro degli archeologi e vivere l’emozione della ricerca sul campo.

Ischia (Na). A Lacco Ameno al via la seconda campagna di scavi archeologici nel quartiere artigianale di Mazzola a Pithekoussai, un’area di scavo chiave per la comprensione dell’economia, della società, delle attività artigianali, metallurgiche e ceramiche, delle manifestazioni sociali del più antico insediamento greco del Mediterraneo occidentale

Lunedì 1° settembre 2025 inizia la seconda campagna di scavi archeologici nel quartiere artigianale di Mazzola a Pithekoussai (Lacco Ameno, Ischia). E andrà avanti fino al 26 settembre 2025 con la direzione scientifica di Matteo D’Acunto (università di Napoli L’Orientale), Teresa Elena Cinquantaquattro (direzione generale Abap del ministero della Cultura), Maria Luisa Tardugno (soprintendenza Abap per l’area metropolitana di Napoli). Con le sue botteghe metallurgiche e abitazioni risalenti all’alba della Magna Grecia, Mazzola costituisce un’area di scavo chiave per la comprensione dell’economia, della società, delle attività artigianali, metallurgiche e ceramiche, delle manifestazioni sociali di Pithekoussai, il più antico insediamento greco del Mediterraneo occidentale. Responsabili della ricerca, che si svolge con la formula della concessione di scavo dal MiC, sono l’università di Napoli L’Orientale, la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici “Or.Sa.” dell’università di Salerno e dell’Orientale e la soprintendenza per l’Area Metropolitana di Napoli. “Il progetto – spiega il prof. D’Acunto – si svolge in collaborazione e col sostegno del Comune di Lacco Ameno: ringraziamo, in particolare, il sindaco Giacomo Pascale e il vice-sindaco e assessore alla Cultura Carla Tufano, che, come sempre, col loro impegno ed entusiasmo ci assicurano tutto il sostegno necessario e un prezioso aiuto e incoraggiamento. Responsabili scientifici dello scavo e delle attività sul campo saranno Francesco Nitti, Chiara Improta e Cristiana Merluzzo (università di Napoli L’Orientale). Protagonisti delle attività sul campo e di classificazione dei reperti saranno gli allievi della Scuola di Specializzazione “Or.Sa.” e gli studenti dell’Orientale. Come già l’anno scorso, gli studenti del liceo di Ischia “Giorgio Buchner”, con un PCTO, parteciperanno in prima persona alle attività, collaborando con i membri della missione al primo trattamento e classificazione dei reperti, impadronendosi così delle conoscenze fondamentali nel riconoscimento e nell’interpretazione della ceramica, vero pane quotidiano dell’archeologo. Ciò è reso possibile grazie all’impegno e all’entusiasmo della preside, prof.ssa Assunta Barbieri, e dei docenti del Liceo, che seguiranno gli studenti. Un ringraziamento, per il sostegno, va alle compagnie di navigazione Medmar e SNAV. Durante la campagna di quest’anno – conclude D’Acunto – prevediamo di effettuare nuovi interventi di scavo, assai promettenti in quanto localizzati in aree precedentemente non indagate, e di portare avanti il fondamentale studio sistematico dei reperti e delle strutture murarie già messi in luce”.

Un libro al giorno. “Prima dell’Arena. Ceramiche celtiche dall’area dell’anfiteatro di Milano. 1” a cura di Francesca Roncoroni con i risultati delle prime ricerche scientifiche sui resti ceramici quando l’insediamento milanese era probabilmente il principale oppidum dei Celti Insubri

Copertina del libro “Prima dell’Arena. Ceramiche celtiche dall’area dell’anfiteatro di Milano. 1” a cura di Francesca Roncoroni

È uscito per i tipi di Sap Libri il libro “Prima dell’Arena. Ceramiche celtiche dall’area dell’anfiteatro di Milano. 1” a cura di Francesca Roncoroni. Tra i setti radiali che sostenevano le strutture dell’arena di Milano si sono ritrovate porzioni di terreno che conservavano giaciture stratigrafiche precedenti (IV‐III secolo a.C.) alla costruzione del monumento romano. Le fondazioni di quest’ultimo non hanno infatti comportato lo sbancamento completo dell’area, ma solo lo scavo in corrispondenza delle trincee fondazionali, lasciando miracolosamente inalterate alcune “isole stratigrafiche” tra una trincea e l’altra, nei cosiddetti “interradiali”. I risultati degli scavi hanno dunque confermato una frequentazione antropica del sito risalente ad epoche più antiche. A partire dai ritrovamenti degli scavi della fine degli anni ’90 del secolo scorso, con le indagini condotte nel corso degli ultimi quattro anni (2019‐2023) si è avuta ampia riprova della frequentazione della zona nella seconda età del Ferro. Questo piccolo ma ricco volume presenta quindi i risultati delle prime ricerche scientifiche sui resti di contenitori ceramici del periodo in cui l’insediamento milanese era probabilmente il principale oppidum dei Celti Insubri. Grazie ad una paziente opera di ricomposizione bicchieri, vasi, olle, patere, mortai, ciotole, bacili e coperchi sono tornati in vita, con tutta la forza dei racconti che portano con sé: racconti di tecniche, di materiali, di mercati, di scambi commerciali, di usi, di stili, di decorazioni.

Farnese (Vt). Nella riserva naturale “Selva del Lamone” a Bottino la conferenza “Il nuovo tempio e il paesaggio urbano di Vulci”: presentazione dei risultati della quinta campagna di scavo 2025 di Vulci Cityspace

Venerdì 29 agosto 2025, alle 18, nella sala conferenze della riserva naturale “Selva del Lamone” in località Bottino di Farnese (Vt), “Il nuovo tempio e il paesaggio urbano di Vulci”: presentazione dei risultati della quinta campagna di scavo 2025 di Vulci Cityspace, su concessione del ministero della Cultura con importanti novità sul tempio monumentale urbano scoperto nell’ambito del progetto, sulla viabilità urbana e sulle trasformazioni di lunga durata della città etrusco-romana. Intervengono Mariachiara Franceschini (Albert Ludwigs Universität Freiburg) e Paul Pasieka (Johannes Gutenberg Universität Mainz), Giuseppe Ciucci (sindaco del Comune di Farnese), Liana Nucci (consigliere alla Cultura), Simona Carosi (soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio Etruria Meridionale), Carlo Casi (Parco di Vulci) e Luciano Frazzoni (museo civico “Ferrante Rittatore Vonwiller”). L’indagine, avviata nel 2020 e incentrata sulla comprensione dell’assetto urbano e dell’interrelazione tra diversi settori funzionali, ha già permesso l’identificazione di uno dei più grandi edifici templari etruschi finora noti e di un grande complesso sacrale posto al centro del pianoro urbano. I risultati della campagna 2025 offrono nuove prospettive non solo sulla struttura del tempio, ma anche sulle trasformazioni urbanistiche che interessarono Vulci per oltre un millennio. Le principali novità della campagna 2025, di cui si parlerà sono il rifacimento del tempio, le nuove informazioni sulla rete stradale, un cimitero tardoantico, una struttura ipogea.

Trento. Al Castello del Buonconsiglio presentazione al pubblico della scoperta della necropoli monumentale di epoca preromana messa in luce dagli archeologi in via Santa Croce, nel centro storico. Ecco il programma

L’assessore provinciale alla Cultura Francesca Gerosa in visita allo scavo di via S. Croce a Trento (foto provincia tn)

La scoperta della necropoli monumentale di epoca preromana messa in luce dagli archeologi in via Santa Croce, nel centro storico di Trento, è uno dei ritrovamenti più significativi effettuati negli ultimi decenni nel nostro territorio. L’eccezionale sito sarà presentato al pubblico mercoledì 27 agosto 2025, alle 18, al Castello del Buonconsiglio, in sala Gerola. All’incontro interverrà l’assessore alla cultura della Provincia autonoma di Trento Francesca Gerosa.

Ad illustrare le particolarità e il valore della scoperta saranno il soprintendente Franco Marzatico, dirigente generale dell’UMSt soprintendenza per i Beni e le Attività culturali della Provincia autonoma di Trento, con un intervento dal titolo “Oltre la vita, nel cuore delle Alpi”, ed Elisabetta Mottes, sostituta direttrice dell’Ufficio beni archeologici provinciale con un intervento dal titolo “Trento via Santa Croce. La necropoli monumentale della prima età del Ferro”.

Paestum (Sa). Al via lo scavo della Scuola di Specializzazione interateneo in Beni Archeologici OrSa nell’Athenaion (santuario settentrionale) e nell’insula 6-8 (terme). E a mezzogiorno cantiere aperto

Allievi di Or.Sa. al lavoro nello scavo all’Athenaion di Paestum (foto orsa)

Gruppo di lavoro della missione di Or.Sa. all’Athenaion di Paestum (foto orsa)

L’apodytherium del complesso termale nell’Insula 6-8 di Paestum (foto orsa)

Dal 25 agosto al 26 settembre 2025, la Scuola di Specializzazione interateneo in Beni Archeologici OrSa è impegnata in una nuova campagna di scavo, sotto la direzione scientifica del prof. Fausto Longo, al parco archeologico di Paestum, in collaborazione con i parchi archeologici di Paestum e Velia e in regime di concessione con il ministero della Cultura. Un’opportunità unica di formazione sul campo, ricerca e crescita professionale a stretto contatto con un sito straordinario e con un’équipe multidisciplinare.

Insula 6-8 di Paestum: restituzione del complesso termale e della fase che lo ha preceduto (elab. Campedelli 25) (foto orsa)

Gli scavi si terranno in due luoghi del Parco: nel santuario settentrionale, area dell’Athenaion, e nell’Insula In 6-8, dove c’è il complesso termale.

Ore 12, Athenaion: visite quotidiane del pubblico con cantiere aperto (foto orsa)

Ogni giorno dalle 12 alle 13 il cantiere si apre ai visitatori per vedere il progredire degli scavi e capire come si opera e come si legge la storia dalla terra.

Un libro al giorno. “La villa romana in località Monte a Mompeo. Oltre un ventennio di ricerche in Sabina”, edizione italiana e inglese, a cura di Federico Giletti e Stefano Fassone: ricerca storico-archeologica incentrata sulla Sabina antica

Copertina del libro “La villa romana in località Monte a Mompeo. Oltre un ventennio di ricerche in Sabina” a cura di Federico Giletti e Stefano Fassone

È uscito per i tipi di Edizioni Espera il libro “La villa romana in località Monte a Mompeo. Oltre un ventennio di ricerche in Sabina”, edizione italiana e inglese, a cura di Federico Giletti e Stefano Fassone. Interesse e amore per il territorio sabino sono il leitmotiv di una storia che ha inizio circa un ventennio fa. Passione e duro lavoro fanno da sfondo a una pluriennale attività di ricerca e tutela che permette di ricostruire importanti dinamiche storiche e di conoscere e interpretare molti degli aspetti e dei monumenti archeologici presenti sul suolo comunale di Mompeo (Ri) e nel comparto territoriale immediatamente limitrofo. Gli scavi ancora in corso presso la monumentale villa di località Monte e le indagini topografiche sul territorio permettono di elevare oggi Mompeo a caso studio per le attività di ricerca storico-archeologica incentrate sulla Sabina antica e di programmare e realizzare significativi progetti di valorizzazione del proprio patrimonio culturale.

Primo premio internazionale per il film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo d’Alessandro: il Best Documentary Award al Roshani International Film Festival Aurangabad INDIA

La cerimonia di premiazione del Roshani International Film Festival Aurangabad INDIA (foto asso)

Il premio ottenuto in India dal film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” (foto asso)

Di premio in premio. Il film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo d’Alessandro dopo il Firenze Archeofilm (del pubblico e della giuria) e della Rassegna internazionale del cinema archeologico di Cavriana (del pubblico) stavolta il riconoscimento viene dall’estero: dall’India. Prino riconoscimento internazionale. Il film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” ha infatti ottenuto il Best Documentary Award al Roshani International Film Festival Aurangabad INDIA, uno dei più importanti festival di cinema indiano che quest’anno ha presentato un programma di ben 1470 produzioni, assegnando numerosi premi. “Grazie a tutti coloro che hanno collaborato a questo importante lavoro”, commenta il regista Massimo D’Alessandro. “E soprattutto alla ASSO – Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione, principale produttore del documentario insieme all’associazione Campo della Fiera e alla consulenza scientifica, tra gli altri, del prof. Danilo Leone dell’università di Foggia”.

Cividate Camuno (Bs). Al via al parco archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro la prima edizione del “Civitas Camunnorum Archeofilm”, il festival internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente: 7 film in concorso per il “Premio Civitas Camunnorum Archeofilm” e 3 conversazioni con gli archeologi

Al via a Cividate Camuno (Bs) la prima edizione del “Civitas Camunnorum Archeofilm”, il festival internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente, organizzato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm, Comune di Cividate Camuno, Assocamuna imprenditori, con la collaborazione e il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Comunità Montana di Valle Camonica, direzione regionale Musei nazionali Lombardia, museo Archeologico nazionale della Valle Camonica, Comune di Breno, Comune di Capo di Ponte, Limes Farm. Appuntamento dal 21 al 23 agosto 2025, alle 20.45, nel parco archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno. Ingresso libero e gratuito. In caso di maltempo il festival si svolgerà al Cinema Teatro Giardino a Breno. In programma sette film che concorrono per il “Premio Civitas Camunnorum Archeofilm” assegnato al film più votato dal pubblico. E tre conversazioni con archeologi condotte da Piero Pruneti direttore di “Archeologia Viva”..

Il film “Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero” di Stephen Mizelas

PROGRAMMA GIOVEDÌ 21 AGOSTO 2025. Alle 20:45, apertura di “Civitas Camunnorum Archeofilm 2025” con un concerto di colonne sonore da classici cinematografici eseguito dalla Camunian Young Orchestra. Segue il film “Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero / Toutankhamon, les secrets du pharaon: un roi guerrier” di Stephen Mizelas (Regno Unito, 50’). Tutankhamon è uno degli ultimi faraoni della XVIII dinastia. Il suo favoloso tesoro, scoperto intatto quasi un secolo fa, ne ha fatto il faraone più famoso e più studiato della storia. Il corredo della sua tomba è una fonte inestimabile di informazioni sull’antico Egitto, ma anche su questo giovane re, il cui regno è ancora un mistero per gli archeologi. Chi era veramente? Un fragile re-bambino o un signore della guerra? Morì di malattia o venne ucciso in battaglia? Tre oggetti con cui il faraone riposa aiutano gli archeologi a rivelare il suo vero volto… Quindi la conversazione con Serena Solano soprintendenza ABAP BG BS e direttore parchi archeologici Valle Camonica romana. Chiude il film “L’uomo di Val Rosna” di Stefano Zampini (Italia, 19’). Un viaggio nelle ultime giornate dell’Uomo di Val Rosna, cacciatore paleolitico vissuto 14.000 anni fa. Il cortometraggio ne racconta la vita quotidiana, tra caccia, rituali di gruppo e momenti unici: il più antico intervento dentistico conosciuto, la trapanazione di una carie su un dente del giudizio. In un crepuscolo di luce e silenzio, il suo viaggio termina con una sepoltura onorata da una pietra dipinta, simbolo di rispetto e memoria ancestrale.

Frame del film “La Grotte Cosquer, un chef d’oeuvre en sursis / La grotta Cosquer, un capolavoro in pericolo” di Marie Thiry

PROGRAMMA VENERDÌ 22 AGOSTO 2025. Dalle 16 alle 20, apertura straordinaria con visite guidate a cura del Museo. Alle 20.45, apre il film “I misteri della grotta Cosquer / The Mysteries of Cosquer Cave” di Marie Thiry (Francia, 56’). A più di 35 metri sotto il mare, nel Parco Nazionale dei Calanchi, si nasconde l’ingresso di uno dei più grandi capolavori dell’arte rupestre: la grotta Cosquer. Poco nota, in quanto accessibile solo ai subacquei, questa incredibile grotta custodisce dipinti di 27.000 anni. Oggi è però minacciata dall’innalzamento delle acque. Il film ripercorre l’incredibile storia di una delle grotte dipinte più importanti d’Europa. Segue la conversazione con ArcheoMilla, archeologa e divulgatrice (@archeomilla). Quindi il film “The time they spent here” di Edward Owles (Regno Unito, 10’). Qual è la magia dell’arte rupestre? Due archeologi di lunga data con sede a Tanum, in Svezia, cercano di capire quale sia il metodo migliore per registrare e catalogare le incisioni rupestri svedesi risalenti all’età del Bronzo. Sotto esame anche le differenze tra documentazione digitale e analogica… Chiude il film “Pompei 3D, una storia sepolta” di Maria Chiffi (Italia, 26’). L’obiettivo del film-documentario è quello di ricreare in 3D, luoghi, ambienti e situazioni esattamente come erano in origine, allo scopo di condurre i visitatori/spettatori in una sorta di “viaggio nel tempo” e poter rivivere virtualmente uno dei siti archeologici più importanti della storia.

Frame del film “Al tempo dei dinosauri / Au temps des dinosaures” di Pascal Cuissot

PROGRAMMA SABATO 23 AGOSTO 2025. Alle 10, visita guidata a Cividate romana e medievale a cura di Guide Turistiche della Valle Camonica; alle 16, visita guidata al parco archeologico del Santuario di Minerva a Breno a cura del direttore Serena Solano. Alle 20.45, apre il film “Al tempo dei dinosauri / Au temps des dinosaures” di Pascal Cuissot (Francia, 52’). Negli ultimi vent’anni, la scoperta di nuove specie di dinosauri e mostri marini ha cambiato il panorama paleontologico. In un viaggio attraverso il pianeta, il pubblico imparerà a conoscere comportamenti e caratteristiche precedentemente inaspettati. Questa prova esclusiva è combinata con realistiche immagini 3D in un documentario ambizioso e spettacolare. Una visione elettrizzante ben lontana tuttavia dal mondo di Jurassic Park! Segue la conversazione con Emanuele Mariotti, archeologo direttore dello scavo di San Casciano dei Bagni (università per Stranieri di Siena e Comune San Casciano dei Bagni). Quindi il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia, 56’). Il racconto degli scavi del santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni (Si), premiati come la scoperta archeologica dell’anno. Dal 2020 al 2022, la vasca sacra, cuore del santuario, ha restituito oltre 200 manufatti in bronzo e più di 5000 monete, ma soprattutto ci ha consegnato il racconto fedele di un passato solo apparentemente lontano dal nostro presente, che ci parla ancora di salute e fede. Chiude la serata e il festival la cerimonia di premiazione con l’attribuzione del “Premio Civitas Camunnorum Archeofilm” al film più votato dal pubblico.