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Firenze. al museo Archeologico nazionale l’incontro “Conservazione in corso: visita al laboratorio di restauro” con Giulia Basilissi, restauratrice del museo, e Anna Consonni, curatrice della sezione museo Egizio, per il ciclo “SFIDA (Serate FIorentine di Archeologia) 2025”

Per il ciclo di incontri “SFIDA (Serate FIorentine di Archeologia) 2025”, apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale di Firenze mercoledì 25 giugno 2025, dalle 18 alle 22, con l’incontro “Conservazione in corso: visita al laboratorio di restauro” a cura di Giulia Basilissi, restauratrice del museo, e di Anna Consonni, curatrice della sezione museo Egizio. Previsti tre turni, con appuntamento all’entrata del Museo: alle 18.30, 19.30, 20.30. La prenotazione potrà essere effettuata in biglietteria fino al numero massimo di 10 partecipanti per ciascun appuntamento. Le attività sono comprese nel biglietto d’ingresso al Museo.

Milano. Al Politecnico conferenza “Il museo Egizio 200 anni dopo” di Christian Greco. Intervengono Stefano Della Torre e Corinna Rossi, docenti DABC

“Il museo Egizio 200 anni dopo” è il titolo della conferenza – aperta al pubblico – di Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, in programma nell’aula Rogers, edificio 11, del Politecnico di Milano in via Ampére 2. Alle 17, saluti istituzionali della rettrice Donatella Sciuto, e presentazione di Stefano Della Torre e Corinna Rossi, docenti DABC. Alle 17.15, conferenza di Christian Greco.

Pompei. All’auditorium degli Scavi presentazione del libro “Prima di Roma” di Luigi Malnati, Valerio Massimo Manfredi. Intervengono Paolo Giulierini e Gabriel Zuchtriegel

Il 25 giugno 2025, alle 17, all’auditorium degli Scavi, presentazione del libro “Prima di Roma” di Luigi Malnati, Valerio Massimo Manfredi, edito da Mondadori. Saranno presenti all’incontro e dialogheranno sul libro Luigi Malnati, archeologo, già direttore generale alle antichità per il ministero della Cultura; Paolo GiulierinI, direttore del MAEC, museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, già direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli; Gabriel Zuchtriegel, archeologo, direttore del parco archeologico di Pompei. Ingresso libero per i visitatori del Parco.

Copertina del libro “Prima di Roma. Storia dell’Italia da Enea ad Annibale” di Valerio Massimo Manfredi e Luigi Malnati

Prima di Roma. Scrivere una storia d’Italia prima che Cesare passasse il Rubicone e Augusto realizzasse la pax romana può sembrare un’impresa azzardata. Fino alla battaglia di Sentino e alla vittoria su Pirro, infatti, Roma non aveva ancora un ruolo predominante nel Mediterraneo e la ricostruzione di una storia della nostra penisola è stata tentata solo raramente. In realtà, molto ci sarebbe da dire su questi secoli poco esplorati, ricchi di testimonianze che riecheggiano ancora oggi. Dalle leggende su Enea e Diomede, che riportano ai secoli attorno al Mille a.C., alle imprese dell’etrusco Tarconte o a Servio Tullio, il sesto re di Roma, alle gesta di personaggi storici come Furio Camillo, Dionigi il Grande di Siracusa o Annibale, protagonista dell’ultimo disperato tentativo di fermare l’avanzata romana. È in questa cornice che prendono vita le vicende dei popoli italici e delle loro imprese mediterranee, che suggeriscono come la storia del nostro paese sia tanto complessa quanto interconnessa.

Valerio Massimo Manfredi e Luigi Malnati tornano a raccontare insieme la Storia in una nuova veste, con un approccio sia da storici dell’antichità che da scrupolosi archeologi. Un viaggio alla scoperta della nostra penisola prima del dominio romano, un racconto che fa luce su un’epoca ancora poco indagata, che rivela come l’idea di unitarietà geografica sia in realtà molto più antica di quanto pensassimo.

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale presentata la collezione archeologica di 88 reperti greci, magno greci ed etruschi (fine VII – prima metà II sec. a.C.) recuperata dai carabinieri TPC di Venezia e consegnati al MAN-Adria

Reperti sequestrati e consegnati al museo Archeologico nazionale di Adria. Da sx a dx: lekytos attica (460-450 a.C.); skyphos attico a figure nere (500-480 a.C.); punta di lancia con codolo in bronzo di età protostorica; pelike attica a figure rosse (380-360 a.C.); pisside siceliota con coperchio, 324-300 a.C. (foto sabap-pd)

Sul tavolo dei carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia, pronti per la repertazione, ecco una lekytos attica decorata con figura femminile alata in volo con fiaccole, 460-450 a.C.; uno skyphos attico a figure nere, decorato con scene dionisiache, 500-480 a.C.; una punta di lancia con codolo in bronzo di età protostorica; una pelike attica a figure rosse, decorata sul lato A con una grifomachia, sul lato B con tre figure maschili, 380-360 a.C.; una pisside siceliota con coperchio, 324-300 a.C. questi straordinari reperti sono solo alcuni della ricca collezione archeologica, formata da 88 pezzi, recentemente acquisita dallo Stato e consegnata ai museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) in seguito all’attività svolta dai Carabinieri TPC di Venezia. La presentazione ufficiale, come annunciato (vedi Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale presentazione degli 88 reperti recuperati dal nucleo TPC dei carabinieri e acquisiti dal museo | archeologiavocidalpassato), il 19 giugno 2025 da parte di Maria Cristina Vallicelli della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le Province di Belluno Padova e Treviso, in un incontro al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) promossa dalla direzione regionale Musei nazionali Veneto, dalla soprintendenza A.B.A.P. per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso, e dai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia.

Le autorità presenti alla presentazione dei reperti greci, magno greci ed etruschi, sequestrati dai carabinieri TPC e consegnati al museo Archeologico nazionale di Adria (foto sabap-pd)

La raccolta è composta principalmente da reperti vascolari in ceramica di notevole interesse culturale, provenienti da rinvenimenti sul territorio italiano, appartenenti a produzioni antiche attestate in Grecia, Magna Grecia ed Etruria, da inquadrarsi cronologicamente tra la fine del VII e la prima metà del II sec. a.C. La tipologia dei reperti e il loro ottimo stato conservativo suggeriscono una provenienza da ambiti funerari. I beni sono stati verificati e, successivamente sequestrati, nel luglio 2024 dal Nucleo Carabinieri T.P.C. di Venezia, nell’ambito di un’attività ispettiva della soprintendenza per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso, con cui i Carabinieri TPC collaborano strutturalmente. In particolare, a seguito dell’avvio del procedimento per la dichiarazione dell’eccezionale interesse culturale della raccolta dei beni, già nel maggio 2024 la Commissione regionale per il patrimonio culturale del Veneto aveva interessato il Nucleo TPC di Venezia per verificare i titoli di proprietà della collezione.

Kylix attica a figure rosse, bottega del pittore di Pentesilea, 460-450 a.C consegnata al museo Archeologico nazionale di Adria (foto sabap-pd)

La normativa vigente prevede sui beni archeologici provenienti certamente o presumibilmente dal territorio italiano una presunzione di appartenenza allo Stato. Il privato che intenda rivendicare la proprietà di reperti archeologici è tenuto a fornire la prova che gli stessi gli siano stati assegnati dallo Stato in premio per ritrovamento fortuito; o che gli siano stati ceduti sempre dallo Stato a titolo d’indennizzo, per l’occupazione d’immobili; o che siano stati in proprio, o altrui possesso, in data anteriore all’entrata in vigore della Legge n. 364 del 20 giugno 1909. Inoltre, per quanto previsto dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, le alienazioni, le convenzioni e gli atti giuridici in genere, compiuti in violazione delle previsioni in materia di tutela, proprietà e circolazione dei beni archeologici indicati nello stesso codice, sono nulli. Le indagini effettuate, coordinate dalla Procura della Repubblica di Padova, hanno permesso di accertare come mancassero tali titoli legittimanti la proprietà privata. Parte della raccolta è costituita da beni frutto di scavi clandestini e rinvenimenti fortuiti non denunciati, poi compravenduti da case d’asta; per un’altra parte dei reperti sono state raccolte informazioni, relativamente alla loro materiale detenzione, che arrivano sino agli anni ’70 del secolo scorso. Dirimente è stata la completa collaborazione alle indagini da parte dell’ultima detentrice in buona fede, una volta comprese lacune e criticità relativamente all’originaria provenienza clandestina dei reperti, in seguito confluiti nella raccolta. L’azione di polizia giudiziaria si è avvalsa necessariamente di esami tecnici sui beni, effettuati da funzionari archeologi della Soprintendenza suddetta, che hanno lavorato insieme ai Carabinieri TPC anche nella ricostruzione della storia della collezione.

Kylix tra gli 88 reperti recuperati dai carabinieri del nucloe TC ed acquisiti dal museo Archeologico nazionale di Adria (foto drmn-veneto)

A termine degli accertamenti, nel febbraio 2025 il Tribunale di Padova ha decretato il dissequestro della collezione e la sua consegna alla soprintendenza A.B.A.P. per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso. Come previsto dalla disciplina ministeriale, la direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio del MiC, interessata in merito, in marzo 2025 ha disposto l’assegnazione definitiva della collezione al museo Archeologico nazionale di Adria. Il recupero di reperti archeologici facenti parte del patrimonio culturale dello Stato rappresenta una delle direttrici investigative che il Nucleo CC TPC di Venezia persegue, attraverso verifiche costanti presso gli esercizi commerciali di settore, mediante l’attenta raccolta di segnalazioni da parte di studiosi e appassionati, grazie alla collaborazione degli uffici centrali e periferici del MiC. La restituzione al patrimonio pubblico di questi beni, testimonianze materiali aventi valore di civiltà, riporta alla fruizione collettiva oggetti che narrano la storia di territori e di comunità.

Archeologia subacquea. Scoperti nei fondali al largo di Acciaroli, nel comune di Pollica (Sa), due ceppi di ancora, probabilmente di epoca romana. e un’anfora romana, nell’ambito del progetto della Sabap di Salerno della mappatura e recupero di reperti di epoca greco-romana sommersi, col contributo di ASSO – Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione e il supporto operativo dei Carabinieri del Nucleo Subacqueo di Napoli

Il ceppo di ancora romana recuperata dai fondali al largo della costa di Acciaroli, nel comune di Pollica (Sa) (foto sabap-sa)

Carabinieri del Nucleo Subacqueo di Napoli e ASSO – Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione coinvolti nelle ricerche subacquee e monitoraggio dei fondali del Cilento (foto asso)

Il 19 giugno 2025, nei fondali al largo di Acciaroli, nel territorio comunale di Pollica (SA), sono stati recuperati due ceppi di ancora, probabilmente di epoca romana. e un’anfora romana. L’individuazione e il successivo recupero dei reperti sono il frutto di uno scrupoloso lavoro di monitoraggio che la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Salerno e Avellino svolge, da anni, lungo il litorale cilentano con il prezioso supporto operativo dei Carabinieri del Nucleo Subacqueo di Napoli. Le ricognizioni di questi giorni, coordinate dalla Soprintendenza, hanno visto anche l’importante contributo di ASSO – Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione, associazione specializzata nell’individuazione, studio e valorizzazione dei beni culturali e naturalistici sotterranei e sommersi. Proprio il Comune di Pollica ha firmato un protocollo d’intesa con l’associazione A.S.S.O., finalizzato alla promozione di attività di ricerca, formazione e divulgazione nel campo dell’archeologia subacquea. Il passo successivo sarà la valorizzazione di questi reperti per la quale la soprintendenza sta lavorando in accordo e in collaborazione con l’amministrazione comunale di Pollica.

Mappatura dei fondali della costa del Cilento e recupero di reperti archeologici sommersi risalenti all’epoca greco-romana (foto sabap-sa)

L’obiettivo dell’iniziativa è la mappatura e il recupero di reperti archeologici sommersi risalenti all’epoca greco-romana, in un’area notoriamente ricca di tracce della civiltà ellenica, che trova il suo epicentro nell’antica Elea-Velia. Le ricerche, coordinate dalla Soprintendenza, si concentrano in tratti di fondale già oggetto in passato di segnalazioni e studi preliminari. Il merito delle prime segnalazioni, che hanno dato impulso alle attuali ricerche, va ai subacquei Guglielmo Mazziotti, Gabriele Baratta e Stefano Antolini.

Il ceppo di ancora romana recuperata dai fondali al largo della costa di Acciaroli, nel comune di Pollica (Sa) (foto sabap-sa)

Il ceppo di ancora romana recuperata dai fondali al largo della costa di Acciaroli, nel comune di Pollica (Sa) (foto sabap-sa)

I subacquei – come si diceva – hanno riportato alla luce un ceppo d’ancora in piombo del peso stimato di circa 500 chilogrammi. Il reperto, probabilmente di epoca romana, è stato individuato e recuperato nelle acque antistanti “Torre La Punta”, area che il Comune di Pollica intende trasformare in zona marina protetta. Il ceppo è stato trasportato al porto di Acciaroli e sollevato con una gru messa a disposizione dalla Nautica La Greca. Attualmente si trova custodito in un locale comunale per i successivi accertamenti. Alle operazioni ha assistito il sindaco di Pollica, Stefano Pisani, che ha commentato: “Questo recupero dimostra come anche l’archeologia subacquea possa diventare una grande risorsa per il territorio. Il Cilento si conferma custode di un patrimonio storico e culturale straordinario”. Nel pomeriggio, le attività di immersione sono proseguite con il ritrovamento di un secondo ceppo d’ancora, di dimensioni minori ma dotato di contromarra, elemento strutturale funzionale all’ancoraggio. Insieme al ceppo, è stata recuperata anche un’anfora romana, probabilmente utilizzata per il trasporto di vino. L’anfora, in ottimo stato di conservazione, rappresenta un ulteriore indizio della vitalità commerciale e marittima di questa fascia costiera in epoca antica.

Sirmione (Bs). Alle Grotte di Catullo visita tematica con l’archeologa Lucia Notorio agli affreschi della villa romana, primo dei quattro “Appuntamenti d’estate”. Si chiude con un aperitivo al Bar della spiaggia

Alle Grotte di Catullo a Sirmione (Bs) martedì 24 giugno 2025, alle 17, parte il ciclo di incontri “Appuntamenti d’estate”: 4 visite tematiche, curati dall’archeologa Lucia Notorio, alle Grotte di Catullo nella magnifica cornice naturale della penisola di Sirmione. Il servizio è gratuito previo acquisto del biglietto d’ingresso alle Grotte di Catullo, il numero massimo di partecipanti per ciascun gruppo è di 25 persone. Per prenotarsi chiamare al numero 030 916157 oppure mandare una email all’indirizzo drm-lom.grottedicatullo@cultura.gov.it. In questo primo incontri l’archeologa Lucia Notorio condurrà i partecipanti alla scoperta degli affreschi che decoravano la grandiosa villa di età romana. A conclusione della visita, un momento di convivialità con aperitivo al Bar del Lido affacciato sulla splendida spiaggia Jamaica a un prezzo molto speciale (2 euro).

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Il filo del rito. Tessuti e vestiti nelle pratiche rituali etrusche dall’VIII al V secolo a.C.” della prof.ssa Audrey Gouy (università di Lille)

Martedì 24 giugno 2025, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Il filo del rito. Tessuti e vestiti nelle pratiche rituali etrusche dall’VIII al V secolo a.C.” della prof.ssa Audrey Gouy, docente di Archeologia e Storia dell’Arte antica all’università di Lille in Francia e attualmente Ricercatrice in Residenza all’École française de Rome. Ingresso gratuito in sala fortuna fino ad esaurimento posti. Per info e prenotazioni: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Saranno presentati i primi risultati delle ricerche condotte sul rapporto esistente tra i tessuti e le pratiche rituali nel mondo etrusco, partendo dai materiali conservati nel Museo. “Avrò il piacere di parlare di tessuti e pratiche rituali nell’Etruria tra l’VIII e il V secolo a.C.”, anticipa Audrey Gouy, “a partire dalle straordinarie collezioni del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Sarà per me una grande gioia intrecciare il mio lavoro di ricerca — attualmente in corso presso l’École française de Rome — con gli oggetti e le testimonianze materiali custoditi in questo luogo eccezionale”.

Vieste (Fg). Al via il Vieste Archeofilm, V edizione, che apre il calendario del “Festival diffuso” del Firenze Archeofilm. Tre serate di grande cinema con ospiti speciali e il premio Venere Sosandra al film più votato dal pubblico

Il Vieste Archeofilm 2025, festival internazionale del cinema di archeologia, arte e ambiente, giunto alla V edizione, apre la ricca stagione di eventi del “Festival diffuso” promosso da Firenze Archeofilm tra giugno e ottobre 2025. Appuntamento dunque al Castello Svevo di Vieste (Fg), alle 21.15. dal 24 al 26 giugno 2025, con ingresso libero: tre serate di grande cinema per raccontare l’archeologia, l’arte e l’ambiente. Interviste a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Ospiti speciali tra cui Eugenio Farioli Vecchioli, Giuliano Volpe, Edoardo Tresoldi, Lorenzo Scaraggi, Franco Cardini. Il film più votato dal pubblico si aggiudica il Premio Venere Sosandra – Vieste 2025”. Vieste Archeofilm è organizzato da Città di Vieste, Polo Culturale Vieste, ArcheoLogica srl, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm. Selezione filmi e archivio cinematografico: Firenze Archeofilm.

MARTEDÌ 24 GIUGNO 2025. Apre la serata il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2023, 56’). Il racconto degli scavi del santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni (Si), premiati come la scoperta archeologica dell’anno. Dal 2020 al 2022, la vasca sacra, cuore del santuario, ha restituito oltre 200 manufatti in bronzo e più di 5000 monete, ma soprattutto ci ha consegnato il racconto fedele di un passato solo apparentemente lontano dal nostro presente, che ci parla ancora di salute e fede. Segue l’incontro con l’ospite della serata, Eugenio Farioli Vecchioli regista e autore Rai, intervistato da Piero Pruneti. Quindi il film “Le donne del telaio” di Federico Ferrario (Italia, 23’). In un luogo remoto nel nord dell’Argentina, le donne portano avanti la tradizione dei manufatti creati con telai a mano. Il loro è un flusso di lavoro ispirato alla natura, scandito dal battito di un mondo totalmente al femminile. Chiude la serata il film “Il Serparo” di Alessio Consorte (Italia, 14’). Ogni primo maggio a Cocullo, un pittoresco borgo abruzzese, si celebra la festa di San Domenico Abate, il santo protettore dal morso dei serpenti. Questa tradizione, unica nel suo genere, vede i serpari catturare le serpi per rendere omaggio al santo, perpetuando un rito che si tramanda da secoli.

MERCOLEDÌ 25 GIUGNO 2025. Apre la serata il film “Diario di scavo. Archeologi a Siponto” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2025, 65′). A Siponto, tra polvere, strumenti e sguardi concentrati, una giornata di scavo diventa occasione per raccontare non solo un sito archeologico, ma un mestiere. “Diario di scavo. Archeologi a Siponto” è un documentario osservativo che segue da vicino il lavoro quotidiano degli archeologi, mettendo in luce la fatica, la precisione, la cura, ma anche l’umana quotidianità di chi riporta alla luce la storia. Attraverso il racconto del sito prende forma il mestiere dell’archeologo e si evidenzia il ruolo dell’archeologia pubblica come pratica civile, dialogo con il territorio e strumento di restituzione. Senza retorica né mediazioni, il film si muove nel tempo reale di una giornata, ascolta il linguaggio dei gesti, mostra il rapporto tra persone e terra, tra scienza e comunità. Una narrazione silenziosa, ma carica di senso. Segue l’incontro con gli ospiti della serata: Giuliano Volpe, ordinario di Archeologia all’università di Bari; Edoardo Tresoldi, architetto; Lorenzo Scaraggi regista, intervistati da Piero Pruneti. Chiude la serata il film “Atto d’amore” di Lorenzo Lo Muzio (Italia, 15’). Nel 2020 sono stati avviati i lavori di scavo, studio e valorizzazione della Cripta delle Clarisse di Monte Sant’Angelo (Foggia). Il film, frutto del progetto portato avanti sotto la direzione scientifica della Soprintendenza ABAP, ci trasporta nel solitario e spirituale mondo senza tempo della clausura.

Frame del film “Gargano Sacro” di Lorenzo Scaraggi

GIOVEDÌ 26 GIUGNO 2025. Apre la serata il film “Gargano Sacro” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2025, 28’). Gargano Sacro” segue il viaggio a piedi del regista Lorenzo Scaraggi, che attraversa l’intero promontorio del Gargano, in Puglia, percorrendo 120 chilometri da Rignano Garganico a Vieste. Il documentario esplora un paesaggio di forti contrasti, fra boschi secolari, eremi scavati nella roccia e abbazie millenarie affacciate sull’Adriatico. Le tappe centrali – San Matteo, Pulsano, Monte Sant’Angelo e Monte Sacro – rivelano la profonda sacralità di un territorio dove storia, natura e spiritualità si intrecciano. Ogni passo diventa esperienza intima, grazie al silenzio e alla lentezza che accompagnano il cammino, mentre lo sguardo si posa su antiche pietre e panorami sconfinati. “Gargano Sacro” mostra come la memoria di queste terre possa offrire una rilettura del presente, invitando a sostare e ad ascoltare i ritmi più profondi della Puglia garganica. È un racconto che riconnette con l’essenza del viaggio a piedi, fondendo fede, tradizioni e meraviglia in un’unica, intensa narrazione. Segue l’incontro con l’ospite della serata, Franco Cardini storico del Medioevo e divulgatore televisivo. Chiude la serata e la V edizione del Vieste Archeofilm l’atttribuzione del Premio “Venere Sosandra” – V edizione al film più votato dal pubblico.

AL CINEMA CON ARCHEOLOGIA VIVA. Ben nove location per il Festival diffuso di Firenze Archeofilm 2025: Vieste (Fg) 24-26 giugno 2025 col Vieste Archeofilm; Cabras (Or) 2-5 luglio 2025 col Sardegna Archeofilm Festival; Grosseto 17-19 luglio 2025 col Maremma Archeofilm; Aquileia (Ud) 29 luglio – 1° agosto 2025 con l’Aquileia Film Festival; Cividate Camuno (Bs) 21–23 agosto 2025 col Civitas Camunnorum Archeofilm; Varese 3-6 settembre 2025 col Varese Archeofilm; Ustica (Pa) 17–19 settembre 2025 con l’Ustica Archeofilm; Catania 25-27 settembre 2025 col Catania Archeofilm; Cuneo 2-4 ottobre 2025 col Cuneo Archeofilm.

San Casciano dei Bagni (Si). Iniziata la 10.ma campagna di scavo al Santuario etrusco-romano: partecipano in quattro turni di 3 settimane ciascuno ragazzi e ragazze dall’Italia e dall’Europa. Il sindaco Agnese Carletti: “Benvenuti a tutti e tutte, San Casciano è felice di accogliervi e vi ringrazia per quello che potrete fare nei prossimi mesi”

Al via la campagna di scavo 2025 al Santuario ritrovato di San Casciano dei Bagni (foto unistrasi)

Erano i primi di maggio 2025 quando si aprivano le candidature a partecipare alla decima campagna di scavo al Santuario Ritrovato di San Casciano dei Bagni (Si) (vedi San Casciano dei Bagni (Si). Annunciata la 10.ma campagna di scavo al Santuario etrusco-romano: sarà in quattro turni di 3 settimane ciascuno. Aperte le iscrizioni | archeologiavocidalpassato). Ora ci siamo. Il 23 giugno 2025: Pronti, partenza, via! Come si legge sulla tavoletta da scavo. La campagna 2025 è suddivisa in 4 turni di 3 settimane ciascuno: 1° turno: 23 giugno – 12 luglio, 2° turno: 14 luglio – 2 agosto, 3° turno: 25 agosto – 13 settembre, 4° turno: 15 settembre – 4 ottobre. Gli scavi sono in concessione al Comune di San Casciano dei Bagni dalla direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio del ministero della Cultura con la tutela della soprintendenza ABAP per le Province di Siena Grosseto e Arezzo. La direzione scientifica è del prof. Jacopo Tabolli, università per Stranieri di Siena, CADMO. La direzione sul campo è di Emanuele Mariotti.

Campagna di scavo 2025 al Santuario ritrovato di San Casciano dei Bagni: gruppo di lavoro con al centro Tabollli e Mariotti (foto unistrasi)

“Una nuova campagna di scavo, la decima e di nuovo tanti ragazzi e ragazze pronti a mettersi al lavoro per riportare alla luce un pezzo di storia che giorno dopo giorno diventa più affascinante e importante per il nostro futuro”, scrive il sindaco Agnese Carletti. “Arrivano dalle università di Firenze, Milano, Padova, Pisa, Torino, Trinity, Leiden, Istanbul, Sapienza e Sorbona, guidati come sempre dal direttore scientifico Jacopo Tabolli dell’università per Stranieri di Siena, dal direttore di scavo Emanuele Mariotti e dalla funzionaria della soprintendenza Ada Salvi. Benvenuti a tutti e tutte loro – continua il sindaco -, a chi è già qui e a chi arriverà nelle prossime settimane, San Casciano è felice di accogliervi e vi ringrazia per quello che potrete fare nei prossimi mesi. Come sempre racconteremo a tutti cosa accadrà sullo scavo, il primo momento di restituzione alla comunità è già fissato per il 3 agosto 2025, alle 21.30”.

Boscoreale (Na). Al campetto di calcio nei pressi dell’antica fattoria romana di Villa Regina il primo torneo di archeocalcio della Grande Pompei con i dipendenti del Parco archeologico, del Comune e del Quartiere. Zuchtriegel: “Ripartire dalla cura degli spazi comuni, per creare legami e valorizzare il territorio”

Calcio di inizio con il direttore del parco archeologico e il sindaco del Comune di Boscoreale per inaugurare il campetto di calcio nei pressi dell’antica fattoria romana di Villa Regina. Il campo è stato di recente riqualificato per restituirlo ai ragazzi del quartiere Piano Napoli e dal 23 giugno riprenderà ad essere attivo con il primo torneo di archeocalcio della Grande Pompei. L’appuntamento è quindi martedì 23 giugno 2025, alle 16.30 e giovedì 26 giugno 2025, per due pomeriggi all’insegna dello sport, dell’incontro e della partecipazione. E ovviamente, tutti sono invitati a venire, a tifare e partecipare. Perché qui si gioca insieme, dentro e fuori dal campo. Dipendenti del Comune di Boscoreale, del parco archeologico e cittadini del vicino Quartiere Piano Napoli giocheranno sul campo di calcio vicino alla antica villa romana, che Parco e Comune con il sostegno della ditta Angeloni hanno provveduto a ripristinare, per restituire alla comunità uno spazio sociale dove giocare, incontrarsi e stare insieme. Il torneo della Grande Pompei non vuole essere solo un evento sportivo che coinvolge i siti archeologici del Parco, ma un’occasione di incontro, di coinvolgimento e condivisione sociale tra persone, luoghi e territorio. In campo scenderanno otto squadre: tra queste, dipendenti del Parco e del Comune, la vigilanza, il personale della biglietteria e della manutenzione, la ditta Angeloni (che ha anche contribuito all’organizzazione del torneo e alla sistemazione delle aree verdi), la Giunta comunale e – soprattutto – una squadra formata dai ragazzi del quartiere, grazie all’associazione Piano Napoli. “È da qui che vogliamo ripartire”, spiega Gabriel Zuchtriegel, “dalla cura degli spazi comuni, per creare legami e valorizzare il territorio. Boscoreale ha un patrimonio archeologico incredibile, ma è fondamentale che chi ci vive tutti i giorni possa sentirlo proprio, viverlo e condividerlo. Il campetto è solo un piccolo segno, ma importante”. “Restituire questo campetto al quartiere significa affermare che il nostro territorio va vissuto, conosciuto e custodito”, commenta Pasquale Di Lauro, sindaco di Boscoreale. “Abbiamo il compito di far emergere l’anima di Boscoreale, fatta di storia, bellezza e persone. Riappropriarci di questi spazi è essenziale per rafforzare l’identità del territorio e costruire un vero senso di appartenenza. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata”.