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Vetralla (Vt). Per Cerealia Festival giornata speciale al Santuario di Demetra nel bosco di Macchia delle Valli: “Incontro con Demetra e Persefone: il ciclo delle stagioni”. Escursione guidata con gli archeologi della Sabap e teatralizzazione di “Donne Perse(phone)”: un dramma antico e una tragedia moderna, il femminicidio

Visita-escursione guidata al santuario di Demetra a Macchi delle valli di Vetralla (Vt) (foto sabap-etru-mer)

A Vetralla (Vt) in località Macchia delle Valli domenica 5 ottobre 2025, alle 15.30, c’è un appuntamento speciale nell’ambito della 15ma edizione di Cerealia Festival: “Incontro con Demetra e Persefone: il ciclo delle stagioni”, con una visita straordinaria al tempio di Demetra nel bosco di Macchia delle valli seguita dalla teatralizzazione del testo di Annalisa Venditti “Donne Perse(phone)”. Partecipazione gratuita su prenotazione al numero telefonico 329 8004420 o su WhatsApp al numero 3500119692. L’evento è organizzato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale, in collaborazione con l’associazione culturale “Music Theatre International – M.Th.I. ETS”, il Comune di Vetralla e l’associazione “La Lestra” di Tarquinia. I partecipanti saranno accompagnati dai funzionari della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale che ripercorreranno le vicende della scoperta e illustreranno il valore storico, archeologico e paesaggistico dell’area di Macchia delle Valli e del Santuario. Il sito archeologico è infatti immerso nel bosco di Macchia delle Valli, a ridosso di una fonte d’acqua, nel cuore della selva Cimina. Il luogo di particolare interesse è stato frequentato fin dall’antichità come documentato dalla presenza della viabilità antica, del santuario e da una serie di canalizzazioni e vasche utili alla raccolta dell’acqua.

Museo nazionale Etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo: ricostruzione del santuario di Demetra rinvenuto a Macchia delle Valli (foto drm-lazio)

Il sito archeologico. I resti del santuario etrusco-romano sono stati scoperti nel 2006 In località Macchia delle Valli, presso una sorgente d’acqua. Il complesso è costituito da una serie di ambienti rupestri, di aree cultuali all’aperto e da una piccola struttura costruita (cella) che conservava gli arredi di culto e la statua in terracotta di una divinità femminile. La dea è da identificare con la greca Demetra (etrusca Vei, romana Cerere) ed è raffigurata in trono con nella mano destra una patera umbilicata e nella sinistra, mancante di alcune dita, doveva sorreggere probabilmente un mazzo di spighe. Il culto ha carattere rurale, ctonio ed è legato alla presenza dell’acqua, a cui si attribuirono anche virtù terapeutiche come dimostrato dai numerosi votivi anatomici rinvenuti, che ne attestano il carattere propiziatorio per la fertilità e per la sanatio. La cella è posta entro un anfratto rupestre, dalle cui pareti sembrerebbe essersi staccato un lastrone che, adagiatosi in posizione orizzontale, è stato usato come “terrazza” cultuale. La cella è costruita in lastre di peperino ed ha il tetto a doppio spiovente con i timpani decorati con un disco rilevato. All’interno, sulla parete di fondo, si trova un banco di peperino monolitico su cui era stata adagiata la statua; al centro della parete destra si trovava un tavolino rituale sotto cui erano stati deposti in posizione rovesciata quattro reperti ceramici (tra cui due lucerne di età neroniana); accanto ad esso era un piccolo altare su cui si trovava una moneta bronzea imperiale, interpretabile come l’ultima offerta deposta prima dell’abbandono volontario del santuario. Nell’area di ingresso, coperta in origine da una tettoia, erano alloggiati alcuni apprestamenti per il rituale: una vasca in peperino di raccolta delle acque, un altare, una macina e un focolare. Nella grotta naturale, parzialmente lavorata dall’uomo e atta a ricevere un deposito votivo, è stata scoperta una seconda apertura che metteva in comunicazione l’antro con la vicina cella: in questa zona era una base di peperino con sopra un donario fittile. Altri depositi votivi si trovavano sotto la “terrazza”, nell’area aperta prospiciente e a ridosso della cella. I dati archeologici raccolti dimostrano che il santuario è stato frequentato dalla fine del III sec. a. C fino l’inizio del II d. C.

Teatralizzazione al santuario di Demetra a Macchia delle valli (foto sabap-etru-mer)

A seguire l’azione scenica del dramma “Donne Perse(phone)” di Antonella Venditti: l’occasione per immergersi nel culto ormai secolare di Demetra e Persefone. Il femminicidio è raccontato al santuario di Demetra attraverso una teatralizzazione proprio del testo drammatico di Annalisa Venditti, con Marisa Giampietro (Demetra), Giuseppina Carfora (Persefone), Gherardo Dino Ruggiero (Ade), Paola Sarcina (corifeo).

Copertina del libro “Donne Perse(phone)” di Antonella Venditti

Donne Perse(phone). Un dramma antico per raccontare una tragedia moderna – il femminicidio – attraverso storie realmente accadute, come quelle che affollano con frequenza allarmante notiziari e media. Vite perdute e spazzate via per mano di uomini aggressivi e quindi inadeguati a gestire un rapporto di coppia. Gli antichi greci ricorrevano al mito di Demetra, dea delle messi, e di sua figlia Persefone, rapita da Ade, per spiegare l’alternarsi delle stagioni: nel tempo in cui le due donne sono insieme, la terra fiorisce e fruttifica generosamente, mentre quando la fanciulla è negli inferi con il suo sposo la natura diventa sterile, piombando nel cupo inverno. Annalisa Venditti, attraverso questa opera teatrale, riscrive tale mito in chiave contemporanea per dar voce – phone, dal greco suono – a tutte le donne vittime di violenza di genere e alle madri che mai si rassegnano e invocano giustizia. Da questo dolore, ancora purtroppo così attuale, nasce una rappresentazione scenica di forte impatto emotivo.

#domenicalmuseo. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la Banda musicale della Marina Militare in “La Banda in… Folk. Musica popolare d’autore”

Domenica 5 ottobre 2025, alle 11.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, concerto della banda Musicale della Marina Militare Italiana in occasione di #domenicalmuseo, la prima domenica del mese ad ingresso gratuito. Il direttore Capitano di Vascello Maestro Antonio Barbagallo dirigerà la Banda Musicale della Marina Militare in “La Banda in… Folk. Musica popolare d’autore”. Ingresso gratuito senza prenotazione.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta l’installazione di Pietro Ruffo “Il Giardino Planetario”, opera site-specific che raffigura una foresta primordiale, che accompagna il progetto “La luce dei luoghi”

Sabato 4 ottobre 2025, in occasione della 21.ma edizione della Giornata del Contemporaneo, la grande manifestazione annuale promossa da AMACI con il sostegno della direzione generale Creatività contemporanea del ministero della Cultura e in collaborazione con la direzione generale per la Diplomazia pubblica e culturale del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta al pubblico l’installazione di Pietro Ruffo “Il Giardino Planetario”, opera site-specific che raffigura una foresta primordiale, immaginata dall’artista per inserirsi e dialogare con gli affreschi dell’emiciclo e il giardino storico di Villa Giulia. Sabato 4 ottobre 2025, a partire dalle 18, il pubblico potrà accedere gratuitamente agli spazi museali per ammirare l’opera e assistere al racconto dell’artista, introdotto dalla direttrice del Museo, Luana Toniolo. Prevista la performance musicale del controtenore Hugo Perina e lo spettacolo di videomapping nel cortile centrale con il suggestivo racconto della storia della villa e delle sue collezioni. Il Museo resterà aperto al pubblico fino alle 23.30 (ultimo ingresso alle 22.30) con la possibilità di visite guidate a cura del personale, per offrire un’esperienza completa che unisce antico e contemporaneo. Evento organizzato con il sostegno di Casale del Giglio e Galleria Lorcan O’Neill.

La Macchina del Tempio: videomapping sulle pareti rinascimentali del giardino centrale di Villa Giulia (foto etru)

“Con questa iniziativa il Museo conferma la propria apertura al dialogo fra antico e contemporaneo”, afferma la direttrice del Museo, Luana Toniolo. “L’opera di Pietro Ruffo offre al pubblico un racconto inedito e allo stesso tempo perfettamente integrato con l’armonia di Villa Giulia, in una trama di richiami continui tra la natura raffigurata nell’emiciclo, i giardini all’italiana e la natura contemporanea. La serata prevede inoltre la proiezione del nuovo progetto di video mapping La Macchina del Tempio realizzato per il cortile centrale di Villa Giulia e per l’interno del tempio di Alatri, e che sarà offerto al pubblico per tutti i fine settimana di ottobre (vedi Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia si inaugura “La Macchina del Tempio”: uno spettacolo di videomapping ideato per illuminare le pareti rinascimentali del giardino centrale di Villa Giulia e per animare l’interno del Tempietto di Alatri. Ecco il programma per il pubblico | archeologiavocidalpassato)”.

Realizzata per accompagnare scenograficamente il progetto La Luce dei Luoghi, finanziato con l’avviso pubblico per lo spettacolo dal vivo della direzione generale Spettacolo del ministero della Cultura (vedi Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia week end con “La Luce dei Luoghi”: il giardino rinascimentale di Villa Giulia diventa agorà di incontro e creatività con performance multidisciplinari di physical dance, contemporaneo e urban | archeologiavocidalpassato), “Il Giardino Planetario” è un’imponente installazione sospesa nella loggia della Villa che avvolge lo spettatore in un’esperienza immersiva, tra epoche e sensibilità diverse, un’eterea composizione capace di dialogare con l’arte e l’architettura circostante. Il grande disegno realizzato dall’artista con penna Bic su un leggero velo di tessuto crea un effetto visivo sorprendente ma estremamente delicato. L’opera mette in relazione la rappresentazione rinascimentale della natura – ordinata, regolata e simbolo di armonia – con una visione contemporanea della natura spontanea, rigogliosa e in continua trasformazione.

Pozzuoli (Na). Riapre il percorso archeologico del Rione Terra, un viaggio nella colonia romana di Puteoli tra le antiche botteghe, i cardi e i decumani. Sul fenomeno del bradisismo e sulle azioni intraprese interviene Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei

Il percorso archeologico del Rione Terra a Pozzuoli (foto pafleg)

A Pozzuoli riapre il percorso archeologico del Rione Terra. Lo comunica il parco archeologico dei Campi Flegrei. Tutti i weekend di ottobre 2025 sarà possibile visitare l’antica città di Puteoli situata sotto la rocca che svetta sul mare del Golfo di Pozzuoli (Na). Un’occasione da non perdere per camminare tra le antiche botteghe romane percorrendo i cardi e decumani dell’antico insediamento. L’ingresso è gratuito e non c’è bisogno di prenotazione. Orari sabato: dalle 16.15 alle 20, ultimo ingresso 19.30. Orari domenica: dalle 10.15 alle 14, ultimo ingresso 13.30.

Il percorso archeologico sotterraneo del Rione Terra è un viaggio nell’antica colonia romana, Puteoli, fondata nel 194 avanti Cristo e divenuta presto porto commerciale di Roma. Il percorso è situato sotto la rocca di tufo che domina il golfo di Pozzuoli, tra Nisida e Baia, e si sviluppa lungo gli assi principali della città romana, cardini e decumani. Il visitatore, passeggiando lungo le strade dell’antica Puteoli, viene affascinato dall’architettura dei numerosi edifici, dai depositi di grano, dal forno per la lavorazione e la cottura del pane (pistrinum) con le macine quasi intatte, dai criptoportici, dalle botteghe e dai magazzini.

La rocca del Rione Terra a Pozzuoli (foto mic)

Il bradisismo ha causato nel Rione Terra un’elevazione del suolo di circa 1,5 metri tra il 2000 e il 2023, con conseguente sommersione e impatto sulla morfologia del promontorio. Nonostante i rischi, l’area è un esempio di convivenza tra la comunità e i fenomeni vulcanici e bradisismici, con testimonianze storiche e archeologiche che testimoniano secoli di interazione con il suolo instabile. Del fenomeno bradisismo e delle azioni messe in campo dal parco archeologico dei Campi Flegrei ha parlato ad archeologiavocidalpassato il direttore Fabio Pagano, incontrato al RAM film festival di Rovereto.

“Il Parco archeologico dei Campi Flegrei – spiega Pagano ad archeologiavocidalpassato – sta cercando di convivere con un fenomeno che si è acuito negli ultimi anni, quello del bradisismo e quello delle sollecitazioni, e quindi dei terremoti. Cosa stiamo facendo? Stiamo applicando ormai da anni un modello di monitoraggio costante, fatto di sensori ma anche di attività umana e di controllo, palmo per palmo, dei nostri luoghi, che si ripete ogni volta che c’è un sisma di grande intensità, di intensità importante. Questo ci consente di avere la sicurezza di poter ospitare le persone e accoglierle dopo le verifiche che vengono fatte dopo un sisma, appunto, che potrebbe aver arrecato danni. E questo – conclude – ci ha consentito con molti cantieri di restauro e messa in sicurezza, per ora e speriamo sia così anche a lungo, di non avere grossi problemi strutturali, ma semplicemente lesioni che stiamo controllando e monitorando”.

#domenicalmuseo: il 5 ottobre ingresso gratuito a musei e parchi archeologici statali

Domenica 5 ottobre 2025 si rinnova l’appuntamento con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura, con accesso con prenotazione consigliata o obbligatoria, dove richiesta. La scorsa #domenicalmuseo, 7 settembre, ha registrato 250.741 ingressi.

Rovigo. Al museo dei Grandi Fiumi al via “Padusa incontri” promossi dal CPSSAE su “Le vie d’Acqua. Archeologia, viaggi e scambi nell’antico Polesine”. Ecco il programma

Quattro conferenze dedicate a “Le vie d’Acqua. Archeologia, viaggi e scambi nell’antico Polesine”: sono il programma di “PADUSA INCONTRI”, ciclo di conferenze per la valorizzazione del patrimonio dei beni archeologici, storici ed etnografici polesani, proposto dal CPSSAE per l’anno 2025. Appuntamento in Sala Flumina del museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, alle 16, sabato 4 ottobre, sabato 18 ottbre, sabato 15 novembre e venerdì 21 novembre 2025. Il tema di quest’anno sono dunque i fiumi e le vie d’acqua, visti come vettori e connettori attraverso i quali le comunità entravano in relazione con persone, beni materiali e idee anche di provenienze estremamente lontane. Gli incontri, realizzati in collaborazione con il Comune di Rovigo – Museo dei Grandi Fiumi, l’Accademia dei Concordi di Rovigo, e Aqua. Ambiente Cultura Turismo, saranno introdotti e moderati dai soci del CPSSAE Paolo Bellintani, Sandra Bedetti, Alessandra Marcante e dalla direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria, Alberta Facchi.

Primo appuntamento sabato 4 ottobre 2025: “Acque e terre emerse nel Polesine medievale” con Raffaele Peretto, già direttore del museo dei Grandi Fiumi, e Giorgio Osti, sociologo UniPD. Dal passato più prossimo e da Rovigo, dove sembra essersi persa la memoria del rapporto città/fiume che invece caratterizzò l’origine del capoluogo polesano.

Secondo appuntamento sabato 18 ottobre 2025: “Un fiume di soldi. Monete e traffici in età antica lungo il Po” con Andrea Stella (numismatico – UniPD) e da Raffaele Peretto (CPSSAE). Lungo vie d’acqua viaggiarono soldi (e soldati) in età romana. La monetazione è una fonte documentaria che ci parla non solo di scambi commerciali ma anche della mobilità delle persone da un capo all’altro dell’impero.

Terzo appuntamento sabato 15 novembre 2025: “Dal Nilo al Po: le origini del vetro in Europa” con Paolo Bellintani (archeologo – CPSSAE) e Ivana Angelini (archeometrista – UniPD). in occasione del Festival “Sulle vie dell’ambra 2025 – ambra e vetro trasparenze erranti”, sposteranno l’attenzione sulla tematica del vetro: dall’Egitto, una delle regioni originarie di questa piro-tecnologia, all’antico delta del Po, in particolare a Frattesina, dove ebbe avvio la prima manifattura vetraria d’Europa.

A conclusione del ciclo, venerdì 21 novembre 2025: “Insediamenti navigazione e portualità lungo l’arco alto Adriatico prima della romanizzazione” con Silvia Paltineri (archeologa – UniPD) e Giovanna Gambacurta (archeologa – UniVE) parleranno di navigabilità e delta padano al tempo di Adria etrusca.

Ostia Antica (Roma). Al parco archeologico, a conclusione della campagna di scavo alla Basilica Costantiniana due visite guidate con l’equipe di scavo

Visite speciali agli scavi della Basilica Costantiniana al parco archeologico di Ostia Antica (Roma). Appuntamento sabato 4 ottobre 2025. A conclusione della campagna di scavo alla Basilica Costantiniana, all’interno degli Scavi di Ostia, sono in programma due visite guidate: alle 10, visita guidata a cura dell’équipe di scavo; alle 12, visita guidata a cura di Dario Daffara e Norbert Zimmermann nell’ambito degli Itinerari Cristiani. In entrambi i casi la visita è compresa nel biglietto di accesso agli Scavi di Ostia, gratuita per i possessori di Ostia antica pass, ed è richiesta prenotazione obbligatoria via e-mail a pa-oant.didattica@cultura.gov.it

Grande Pompei. Ultimo spettacolo del progetto teatrale “POMPEII. VOX FEMINAE. Le parole segrete delle donne”: protagonista Asellina all’Odeion di Pompei

Arianna, Giulia Felice, Ifigenia, Eumachia, Poppea, Flavia Agatea, Fedra, Wilhelmina, Amaryllis, Asellina, sono i personaggi dell’inedito progetto teatrale POMPEII. VOX FEMINAE. Le parole segrete delle donne”, che accompagna e amplifica il racconto della mostra “Essere donna nell’Antica Pompei” (nella Palestra Grande, visitabile fino al 31 gennaio 2026), ambientato nei “teatri” della Grande Pompei. Tutti gli appuntamenti prevedono una replica alle 17.30 per il pubblico già presente nei siti archeologici (fino ad esaurimento posti) e due repliche serali, alle 20.30 e alle 22 (biglietto 7 euro + prevendita su www.tickteone.it selezionando POMPEI VOX FEMINAE). È importante presentarsi mezz’ora prima dell’orario indicato perché gli spettacoli saranno sempre puntuali. Non sarà possibile accedervi dopo che saranno iniziati, anche se si è in possesso di prenotazione. Prima di ogni spettacolo è prevista una breve visita didattica a cura de Le Nuvole teatro arte scienza, che illustrerà le caratteristiche e la storia dei luoghi che ospitano le performance. Asellina è la protagonista dell’ultimo spettacolo del progetto.

L’attrice Imma Villa (foto esopop)

Sabato 4 ottobre 2025, nell’Odeion di Pompei: 17.30, 20.30, 22, durata: 30′. “Asellina. Di fame fuoco e bordelli” con Imma Villa, Costanza Cutaia e Marianna Fontana, musiche dal vivo Facundo Quënce. Un canto che dà voce alle donne dimenticate di Pompei: schiave, libertae, cuoche, prostitute, madri. Attraverso i racconti di Asellina e delle sue “Aselline”, rivivono desideri, lotte, soprusi e sogni sepolti. Tra ricette antiche e battute taglienti, sensualità e denuncia si intrecciano in un viaggio nel ventre della città, dove la fame non è solo di cibo. Perché le donne parlano d’amore. Non di morte.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Nuovi approfondimenti sull’ecologia creativa di terrecotte in Italia Centrale: Antefixa project a Villa Giulia” di John Hopkins, Maria Pia Riccardi e Maya Musa, appuntamento speciale del ciclo “Chi (Ri)cerca Trova. I professionisti si raccontano al Museo”

“Nuovi approfondimenti sull’ecologia creativa di terrecotte: Antefixa project a Villa Giulia”: appuntamento speciale a cura dei Servizi Educativi del Museo con il ciclo “Chi (RI)cerca trova. I professionisti si raccontano al Museo”, in cui si presentano la ricerca scientifica e i progetti di studio che coinvolgono il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Venerdì 3 ottobre 2025, alle 16, John Hopkins (New York University), Maria Pia Riccardi e Maya Musa (università di Pavia) presenteranno l’Antefixa Project a cui ha preso parte anche il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it

Negli ultimi trentacinque anni, la ricerca sulla scultura architettonica in terracotta si è sempre più concentrata su contatti e scambi tra artigiani, che sembrano aver lavorato oltre confini politici, linguistici e sociali. Sculture replicate e strettamente emulate sono spesso state trovate sui tetti dei templi nel Lazio, in Etruria, Umbria, e negli spazi Falisci e Campani. Gli studiosi riconoscono ora che la mobilità era fondamentale per questo scambio, ma una domanda è rimasta: cosa si muoveva? Gli artigiani si spostavano con le loro conoscenze, con matrici, con materiali già pronti? O le matrici venivano spedite in giro per essere applicate in siti diversi da maestranze diverse? Come venivano scambiate le ricette per realizzare terracotte e cosa succedeva con i trattamenti superficiali: engobbi e policromie? Il dibattito deriva da una mancanza di fonti storiche sulla mobilità e da una generale mancanza di chiarezza dei legami tra le officine e le committenze pubbliche.

La presentazione illustrerà il progetto The Antefixa Project, iniziato con la collaborazione essenziale del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e nato per realizzare un nuovo archivio di dati archeologici su questi scambi. In tre anni, il team del progetto ha analizzato sculture architettoniche da vari siti attualmente presenti nella collezione del Museo, nella speranza di tracciare le conoscenze e le pratiche degli artigiani della terracotta, dalle cave all’installazione, e di recuperare alcuni resti dei contributi condivisi e differenziati tra il 550 e il 300 a.C. Saranno illustrati i motivi, lo scopo e l’ambito del progetto, presentando il team e la metodologia di lavoro, e mostrando un campione rappresentativo dei risultati dall’analisi di una serie di sculture utilizzate in templi da Falerii, Segni, Satricum, e oltre.