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Ariano nel Polesine (Ro). Lo scavo nell’abitato romano diretto da Caterina Previato apre la campagna 2026 del Progetto San Basilio (poi segue Silvia Paltineri nell’abitato etrusco) e con esso al via “Scavi aperti” e “Incontri di archeologia”. Ecco il programma

La prof.ssa Caterina Previato (UniPd) sullo scavo della villa romana di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro) (foto graziano tavan)

Gli archeologi tornano a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro) per la campagna di scavo 2026 curate dall’università di Padova e dall’università Ca’ Foscari di Venezia. Si inizia lunedì 18 maggio 2026 con lo scavo dell’abitato romano diretto dalla prof.ssa Caterina Previato (dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova) che si protrarrà fino al 19 giugno. Invece l’8 giugno 2026 inizia lo scavo dell’abitato etrusco diretto dalla prof.ssa Silvia Paltineri (dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova) fino al 3 luglio 2026. Invece lo scavo sempre dell’abitato etrusco diretto dalla prof.ssa Giovanna Gambacurta (dipartimento di Studi umanistici di Ca’ Foscari) quest’anno sarà a settembre. Con l’avvio della campagna di scavo 2026 riprendono anche gli appuntamenti del Progetto San Basilio, un’occasione unica per scoprire la storia di questo sito straordinario insieme a chi lo studia ogni giorno. Grazie alla collaborazione tra il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova e il dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari il passato torna a parlarci attraverso: Scavi Aperti, per vedere dal vivo il lavoro degli archeologi sul campo, e Conferenze dedicate, per approfondire le ultime scoperte.

Programma “Scavi aperti”: 30 maggio 2026, scavo dell’abitato romano (università di Padova); 6 giugno 2026, scavo dell’abitato romano (università di Padova); 27 giugno 2026, scavo dell’abitato etrusco (università di Padova). Le visite allo scavo si svolgono il sabato mattina dalle 10 alle 12, con ritrovo presso il Centro Turistico Culturale San Basilio alle 9.45. Per prenotazioni contattare il numero 3929259875.

Programma conferenze “Incontri di archeologia”: 29 maggio 2026, alle 18.15, al museo Archeologico nazionale di Adria, Jacopo Bonetto (UniPd) e Giovanna Falezza (Sabap-Vr-Ro-Vi) su “San Basilio: ricerca archeologica, tutela, spazio digitale e intelligenza artificiale”; 5 giugno 2026, alle 18.30, al Centro turistico San Basilio, Caterina Previato (UniPd) su “San Basilio in età romana: nuovi dati dai recenti scavi”; 12 giugno 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria, Noemi Ruberti (UniPd) e Vito Giuseppe Prillo (università di Siena) su “Lo sfruttamento delle risorse ambientali nel sito romano di San Basilio: dati preliminari”; 19 giugno 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria, Andrea Stella (UniPd) su “Il contributo della moneta alla storia di San Basilio”; 26 giugno 2026, alle 18.30, al Centro turistico San Basilio, Silvia Paltineri (UniPd) su “San Basilio etrusca: novità dallo scavo dell’università di Padova”. È consigliata la prenotazione al 3929259875.

Sedico (Bl). Al via la domenica alle visite gratuite al parco archeologico del Castelliere di Noal, piccola perla incastonata alle porte dell’area dolomitica con testimonianze dall’età del Bronzo al Medioevo. Ecco il programma maggio-settembre

Veduta d’insieme del parco archeologico del Castelliere di Noal a Sedico (Bl) (foto comune di sedico)

Visite gratuite al parco archeologico del Castelliere di Noal, nel comune di Sedico (Bl): tutte le domeniche dal 17 maggio al 27 settembre 2026. Piccola perla incastonata alle porte dell’area dolomitica, il parco archeologico del Castelliere di Noal, a Sedico (Bl), è da 3300 anni testimone dell’epoca dei grandi siti archeologici europei. Le ricerche attestano che i primi insediamenti a Noàl risalgono all’età del Bronzo (tra XIII e XII secolo avanti Cristo), poi dal nucleo originario prese vita un vero e proprio abitato fortificato, o castelliere. Dopo una lunga fase di abbandono del sito, si assiste nel Medioevo al sorgere di un castello con funzione strategica di controllo militare, con i resti murari dell’antica torre ancora oggi visibili.

Il Castelliere di Noal a Sedico di Belluno (foto comune di sedico)

Programma delle visite accompagnate: per visite singole e piccoli gruppi non è richiesta la prenotazione, e si procede per scaglioni. A maggio, giugno e settembre 2026, alle 14.30, 15, 15.30, 16, 16.30, 17, 17.30; a luglio e agosto 2026, alle 15.30, 16, 16.30, 17, 17.30, 18. Per visite di gruppo (dalle 10 persone in su) prenotazione obbligatoria scrivendo a giannidv42@gmail.com: visite con orari concordati. In caso di maltempo le visite saranno annullate. Dalla torre di Noal si ha una grandiosa veduta delle vallate bellunese e feltrina. Sulla torre si consiglia di portare una giacca a vento o una felpa.

Parco archeologico di Noal: la cartina realizzata dallo studio G. Manera – S. Andrich, elaborazione rendering M. Soppelsa (foto comune di sedico)

Attraverso una sinergia tra associazioni locali, Comune di Sedico e Soprintendenza sono state effettuate, nel corso degli anni, numerose ricerche archeologiche e si sono progressivamente realizzate strutture e dotazioni finalizzate alla visita. Per rivivere la storia di Noàl, all’interno del Parco si snoda infatti un percorso didattico attrezzato con pannelli che illustrano la storia del luogo, le ricerche, i ritrovamenti e che presentano la stratigrafia relativa alle diverse fasi del castelliere/castello. In cima alla torre, realizzata con altezza analoga a quella antica e per proteggerne i resti, con una vista panoramica a 360° sulla valle e le cime del Parco delle Dolomiti Bellunesi, si trova invece l’aula didattica, attrezzata con teche che custodiscono copie perfette di alcuni dei più significativi reperti rinvenuti, pannelli illustrativi e pannelli panoramici per traguardare e individuare l’antica rete di insediamenti databili dalla protostoria al Medioevo e le principali cime delle montagne intorno, i paesi, il Piave ed il Cordevole.

Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve), la visita guidata “Storie di volti: i notabili di Altino”, secondo appuntamento del ciclo di visite tematiche “Un viso familiare. Ritratti antichi e contemporanei nei Musei archeologici di Venezia e della Laguna”

Domenica 17 maggio 2026, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve), la visita guidata “Storie di volti: i notabili di Altino”, secondo appuntamento del ciclo di visite tematiche – tra aprile e dicembre 2026 – “Un viso familiare. Ritratti antichi e contemporanei nei Musei archeologici di Venezia e della Laguna” per esplorare l’arte della ritrattistica dalla Roma imperiale fino ai giorni nostri nei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna. In questo secondo appuntamento lo staff del parco archeologico di Altino condurrà i partecipanti alla scoperta dei ritratti conservati all’interno del Museo, cioè alla scoperta dei volti dell’élite locale, uomini e donne allora così influenti e potenti da plasmare la vita cittadina e da lasciare, a noi posteri, immagine di loro stessi. Prenotazione obbligatoria ai recapiti: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422 789443.

Ricordiamo il programma del ciclo “Un viso familiare. Ritratti antichi e contemporanei nei Musei archeologici di Venezia e della Laguna”: 17 maggio 2026, alle 15.30, “Storie di volti: i notabili di Altino”, al parco archeologico di Altino; 30 maggio 2026, alle 17, “I ritratti contemporanei di Amoako Boafo”, al museo di Palazzo Grimani (info.museogrimani@cultura.gov.it, 041 2411507); 3 ottobre 2026, alle 17, “Antonio, Domenico, Giovanni: i Grimani alla prova del ritratto”, al Museo di Palazzo Grimani; 8 novembre 2026, alle 15.30, “Storie di volti: vite comuni”, al parco archeologico di Altino; 15 dicembre 2026, alle 15.45, “Immagine e potere: la propaganda imperiale nei ritratti”, al museo Archeologico nazionale di Venezia.

Torino. Al museo Egizio, per Salone OFF 2026, presentazione del libro (graphic novel) “Tapum” di Leo Ortolani (Feltrinelli Comix) con Divina Centore, curatore del museo Egizio

Sabato 16 maggio 2026, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio di Torino (ingresso da via Maria Vittoria 3M), presentazione del libro graphic novel “Tapum” di Leo Ortolani (Feltrinelli Comix) nell’ambito del programma del Salone OFF 2026. Leo Ortolani, fumettista e autore tra i più noti in Italia, creatore di Rat-Man che si distingue per uno stile che unisce comicità, parodia e riflessione su temi anche profondi, converserà con Divina Centore, curatore del museo Egizio. Un graphic novel ambientato durante la Prima guerra mondiale che racconta, tra dramma e ironia, la vita dei soldati in trincea e l’assurdità del conflitto, offrendo uno sguardo umano e disincantato sulla guerra. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/tapum-leo-ortolani-e-divina… 

Copertina del graphic novel “Tapum” di Leo Ortolani

Tapum. Un progetto su cui Leo Ortolani medita da anni, e per il quale ha condotto un approfondito lavoro di ricerca, diventa un libro. Una storia di ampio respiro che si preannuncia, a detta dello stesso autore, come la sua opera più importante e ambiziosa. Ambientata al tempo della prima guerra mondiale, vede come protagonisti due soldati che hanno i volti di Leo Ortolani e dell’attore e scrittore Andrea Pennacchi. Una graphic novel che unirà l’irresistibile e inconfondibile umorismo nello stile di Rat-Man a dramma e ricostruzione storica, riallacciandosi alla tradizione della commedia all’italiana – troviamo infatti tra i riferimenti la grande guerra di Mario Monicelli. Ortolani torna con un capolavoro annunciato, in una fase di rilancio su più versanti (stampa, televisione, radio, podcast…), già inaugurata con zodiaco. Sono inoltre previste almeno 500 copie firmate dall’autore, da immettere sul mercato.

Portogruaro (Ve). Al museo nazionale Concordiese la conferenza “Piazza San Marco prima di Venezia: archeologia e trasformazioni di un luogo simbolo” con Sara Bini, funzionaria archeologa SABAP per la Città Metropolitana di Venezia, secondo appuntamento 2026 della rassegna di incontri di archeologia e storia “Nel segno di Clio”

Sabato 16 maggio 2026, alle 17, al museo nazionale Concordiese di Portogruaro (Ve), la conferenza “Piazza San Marco prima di Venezia: archeologia e trasformazioni di un luogo simbolo” con Sara Bini, funzionaria archeologa SABAP per la Città Metropolitana di Venezia, secondo appuntamento della rassegna di incontri di archeologia e storia “Nel segno di Clio” a cura della direzione regionale Musei nazionali Veneto, in collaborazione con il Gr.A.V.O. – gruppo archeologico del Veneto Orientale e l’associazione “Fondazione Antonio Colluto”. Ingresso libero.

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale visita guidata “Alla scoperta di Adria antica” a cura dello staff del museo

Sabato 16 maggio 2026, terzo sabato del mese, alle 15 e alle 17, visita guidata “Alla scoperta di Adria antica” a cura dello staff del museo. Attività compresa nel costo dell’ingresso, gratuito per gli abbonati. Prenotazione: 0426 21612; drm-ven.museoadria@cultura.gov.it

Comacchio (Fe). In attesa della “Notte dei Musei 2026, al museo Delta Antico l’incontro “Storie sepolte, vite narrate. Come la bio-archeologia dà voce al passato dell’uomo” con dell’incontro il prof. Alessandro Canci, antropologo fisico e bio-archeologo dell’università di Udine

In attesa della “Notte dei Musei 2026” (sabato 23 maggio 2026), il museo Delta Antico promuove una serata speciale sabato 16 maggio 2026, alle 21, dedicata alla bio-archeologia: “Storie sepolte, vite narrate. Come la bio-archeologia dà voce al passato dell’uomo”. Ospite dell’incontro il prof. Alessandro Canci, antropologo fisico e bio-archeologo dell’università di Udine, esperto di bio-archeologia e attivo in numerosi scavi archeologici nazionali ed internazionali. La serata si aprirà con una conferenza della durata di circa un’ora, durante la quale il professor Canci accompagnerà il pubblico alla scoperta delle informazioni che le ossa possono rivelare sulla vita, la salute e la storia delle persone del passato. A seguire, si terrà un laboratorio dimostrativo con osservazione dal vivo di alcuni reperti osteologici, per vedere da vicino tracce e indizi che lo studio delle ossa può offrire alla ricerca archeologica. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria: tel. 0533 311316 – info@museodeltaantico.com.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia visita guidata alla Villa e alle sue collezioni con Luca Mazzocco in collaborazione con Il Talento di Roma in occasione della Festa della Lettura

In occasione della Festa della Lettura, la manifestazione culturale e letteraria promossa dal II Municipio di Roma Capitale, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e Il Talento di Roma sabato 16 maggio 2026, alle 11.30, propongono una visita guidata alla Villa e alle sue collezioni, ad opera del funzionario archeologo Luca Mazzocco. Sarà l’occasione per riscoprire la storia centenaria di Villa Giulia e delle sue decorazioni, oltre ad approfondire le conoscenze sui capolavori che essa contiene. L’evento è gratuito per un massimo di 25 persone. Prenotazione obbligatoria al numero 334 7033728 oppure all’indirizzo mail festadellaletturaroma@gmail.com.

Appia antica (Roma). Visita guidata alla Villa dei Quintili, il più grande complesso residenziale del suburbio di Roma

Domenica 17 maggio 2026, alle 11, promossa dal parco archeologico dell’Appia antica (Roma) visita guidata nell’area archeologica centrale della Villa dei Quintili, un’occasione per andare alla scoperta del più grande complesso residenziale del suburbio di Roma. Ingresso in via Appia Nuova 1092 a Roma. Per partecipare selezionare il biglietto “Villa dei Quintili | Visita guidata” e la tariffa: intero 8 euro / ridotto 2 euro / gratuito. L’ingresso è gratuito per i possessori di Appia Card previa prenotazione da app o portale Musei Italiani.Il biglietto può essere acquistato: online sul sito Musei Italiani al link: https://portale.museiitaliani.it/…/a62f7628-2b88-42c7…; da telefono con la app Musei Italiani disponibile su Google Play e su App Store; il giorno stesso dai totem posizionati all’ingresso del sito, esclusivamente con carta di pagamento elettronico. Il biglietto consente l’accesso, nell’arco della stessa giornata e senza prenotazione, ai siti di Antiquarium di Lucrezia Romana, Mausoleo di Cecilia Metella, Complesso di Capo di Bove, Villa dei Quintili-Santa Maria Nova.

Cortona (Ar). Al MAEC e al monastero di Santa Chiara il convegno “Cortona in età Medievale. Tra impegno civico e fervore religioso”. Tavola rotonda sul libro “Le Sorelle povere di S. Chiara a Cortona”. Ecco il programma

Mappa di Cortona del 1634 di Piero Berrettini (Pietro da Cortona) (foto maec)

Cosa sappiamo della Cortona medievale? Tra istituzioni civiche, devozione e vita religiosa, il Medioevo cortonese racconta una storia ricca e ancora tutta da esplorare. Sabato 16 maggio 2026, a Cortona, il convegno “Cortona in età Medievale. Tra impegno civico e fervore religioso”, una giornata di studi tra il MAEC e il monastero di Santa Chiara, con studiosi e studiose provenienti da università e centri di ricerca, per approfondire la Chiesa cortonese e il tempo di frate Elia, il ruolo delle confraternite e il canto delle laude, il Medioevo cortonese di Girolamo Mancini, la vita religiosa femminile e il movimento damianita. Alle 10, al Maec, la prima sessione: quadri generali; alle 15, al monastero di Santa Chiara, seconda sessione: “La vita religiosa al femminile”. A seguire una tavola rotonda dedicata a una recente pubblicazione “Le Sorelle povere di S. Chiara a Cortona. Otto secoli di storia francescana al femminile (1225-2025)”. L’evento è realizzato con il contributo della Direzione generale Educazione, e istituti culturali.

Copertina del libro “Le Sorelle povere di S. Chiara a Cortona. Otto secoli di storia francescana al femminile (1225-2025)”

“Le Sorelle povere di S. Chiara a Cortona. Otto secoli di storia francescana al femminile (1225-2025)” con contributi di illustri studiosi e ricercatori: Rita Adreani, Simone Allegria, Cristina Carbonetti Vendittelli, Marco Guida, Maria Cristina Marano e Marco Vendittelli. Ciascun autore mette a disposizione la propria competenza storiografica e paleografica per restituire un quadro rigoroso e appassionante di otto secoli di vita clariana. La celebrazione dell’anno centenario della fondazione della primitiva comunità religiosa dalla quale l’attuale monastero clariano cortonese ha avuto origine (1225-2025), ci aveva fatto sognare la celebrazione di questo evento anche per fare luce sulle vicende storiche che hanno caratterizzato nel suo sorgere e lungo i secoli la vita della nostra comunità. Il desiderio era di chiarire le origini per dare nuovo impulso al presente. A questo sogno hanno fin da subito creduto gli studiosi che hanno scritto i contributi qui presentati, lavorando per oltre due anni con grande generosità. Le ricerche condotte hanno portato alla luce fonti documentarie finora trascurate dalla storiografia clariana e cortonese, come le pergamene dei secoli XIII e XIV dell’antico archivio monastico delle Clarisse di Cortona. Di questo cenobio si ricostruiscono le origini, nonché la storia delle tre diverse sedi del monastero, inserendo tali vicende nel più ampio quadro degli insediamenti femminili francescani tra Umbria e Toscana nel Duecento.