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Napoli. Al museo Archeologico nazionale per gli “Incontri di Archeologia” la conferenza “Donne e violenze di guerra nell’età antica” di Mariarosaria Barbera e Paola Miniero a due giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle Donne

Per gli “Incontri di Archeologia” al museo Archeologico nazionale di Napoli giunti alla XXXI edizione, l’appuntamento di giovedì 27 novembre 2025, alle 17, all’auditorium del Mann, che cade a due giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle Donne, propone la conferenza “Donne e violenze di guerra nell’età antica” di Mariarosaria Barbera e Paola Miniero. Le relatrici guideranno i partecipanti attraverso le evidenze archeologiche e storiche, per esplorare insieme come la violenza di genere si manifestasse nei contesti bellici dell’antichità, costruendo ponti e spunti di riflessione per il nostro presente. La violenza ha radici profonde e lo studio della Storia ci fornisce gli strumenti per conoscerle, analizzarle e superarle. La cultura è cura, la conoscenza è prevenzione. Gli oggetti che il Museo custodisce, traccia materiale delle culture del passato, ci ricordano come la condizione femminile sia stata da sempre oggetto di lotta e narrazione. Per non dimenticare e per far sì che la storia non si ripeta, ecco l’importante appuntamento del ciclo “Incontri di Archeologia”.

Musei. monumenti e aree archeologiche statali, nel 2024 record storico di visitatori e introiti: 60,8 milioni di ingressi

Il 2024 si è chiuso con un grande successo per musei, monumenti e aree archeologiche statali. Secondo i dati trasmessi dalla direzione generale Musei, e resi noti dal ministero della Cultura, nel corso dell’ultimo anno i siti statali hanno accolto oltre 60,8 milioni di visitatori, il dato più alto dal 2014. Gli introiti lordi raggiungono circa 382 milioni di euro, un risultato che il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, considera un segnale del consolidamento del sistema museale statale. Il percorso di crescita avviato nel 2022 e proseguito nel 2023 trova così ulteriore conferma nel 2024, con risultati che superano sia i livelli pre-pandemia sia quelli registrati nel periodo 2014-2019. L’evoluzione dell’ultimo triennio (47 milioni di visitatori nel 2022, 57,7 milioni nel 2023, fino ai quasi 61 milioni nel 2024), offre un quadro chiaro di un patrimonio culturale frequentato da pubblici diversi, sostenuto da un’offerta ampliata e da un generale rafforzamento delle modalità di visita. Nel complesso, il numero di visitatori è cresciuto del 29,4% tra il 2022 e il 2024, con una crescita media annua che si attesta intorno al 13,8%. L’andamento degli ultimi tre anni mostra dunque una crescita costante, attestata tanto dal numero di ingressi quanto dagli incassi riferiti al 2024.

Roma Eur. Al museo dell’Alto Medioevo visita guidata “L’opus sectile di Porta Marina” a cura di Stefano Pintor in occasione dell’apertura serale del MUCIV – museo delle Civiltà

Il leone: dettaglio della sala di rappresentanza in opus sectile di una villa (domus) monumentale fuori Porta Marina a Ostia, conservato al museo dell’Alto Medioevo (foto muciv)

Mercoledì 26 novembre 2025, in occasione dell’apertura serale, dalle 19 alle 22 (ultimo ingresso ore 21.30), del MUCIV – museo delle Civiltà, in piazza Marconi di Roma Eur, visita guidata “L’opus sectile di Porta Marina” a cura di Stefano Pintor al museo dell’Alto Medioevo. Ingresso con Biglietto Amico 5 euro. PRENOTA Una vista guidata per ammirare da vicino la straordinaria decorazione a intarsio di marmi colorati (opus sectile) che ornava la sala di rappresentanza di una ricca domus tardoantica, rinvenuta nell’area sud-occidentale di Ostia Antica, fuori Porta Marina. L’opera nasconde, tra motivi decorativi geometrici e floreali, figure enigmatiche legate alla misteriosa destinazione d’uso dell’edificio.

Venezia. Per “I mercoledì del museo Archeologico nazionale di Venezia” visita guidata “Il museo prima del museo”: un percorso attraverso i collezionisti che gli hanno dato vita

Per “I mercoledì del museo Archeologico nazionale di Venezia” sesto appuntamento con lo staff del museo mercoledì 26 novembre 2025, alle 15.30, con la visita guidata “Il museo prima del museo”: un percorso attraverso i collezionisti che gli hanno dato vita. La visita guidata è inclusa nel costo del biglietto e gratuita per gli abbonati. È necessaria la prenotazione. Ingresso dal Cortile del museo Archeologico nazionale di Venezia, civico 17 di piazzetta San Marco. Per info e prenotazioni: +39 041 299 7602, info.archeologicovenezia@cultura.gov.it.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale “Riscopriamo la Chimera”: due visite guidate alla nuova sala con la curatrice Barbara Arbeid in occasione dell’apertura serale straordinaria

Mercoledì 26 novembre 2025, la nuova apertura serale straordinaria del museo Archeologico nazionale di Firenze sarà dedicata alla nuova Sala della Chimera. Il museo sarà straordinariamente aperto dalle 18 alle 22, con ultimo ingresso alle 21-15. Per l’occasione la curatrice Barbara Arbeid, funzionario archeologo del MAF, sarà protagonista di due visite guidate alla nuova sala “Riscopriamo la Chimera”. alle 18.30 e alle 19.30, comprese nel costo del biglietto di ingresso al museo. Prenotazione consigliata scrivendo all’indirizzo man-fi@cultura.gov.it. Proprio Barbara Arbeid, in occasione della presentazione del nuovo allestimento della Sala della Chimera il 19 novembre 2025 (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2025/11/20/firenze-al-museo-archeologico-nazionale-aperta-la-nuova-sala-della-chimera-di-arezzo-il-capolavoro-in-bronzo-dellarte-etrusca-icona-e-simbolo-fin-dal-suo-ritrovamento-nel-1553-la-presenta/) ha illustrato il nuovo allestimento con al centro della sala la Chimera senza nessun altro elemento, salvo la presenza di tre bronzetti. E ne spiega il motivo: sono stati scoperti insieme alla Chimera nel 1553 e hanno sempre fatto parte delle collezioni granducali fin dal loro inizio. Ecco il suo intervento.

“Il nuovo allestimento – spiega Arbeid – mette al centro la Chimera come capolavoro della produzione etrusca, ma allo stesso tempo abbiamo voluto alludere al contesto in cui fu ritrovata nel novembre 1553. Sappiamo infatti dalle cronache dell’epoca che la Chimera non era sola ma era accompagnata da moltissimi altri bronzetti a cui si fa riferimento purtroppo solo in un modo generico. Vengono ricordati gli animali, in particolare un cavallo, insieme a figure di uomini barbati e a un giovane. Sappiamo anche che questi bronzi hanno seguito la Chimera a Firenze subito dopo la scoperta. Lo sappiamo perché ce ne parla sia il Cellini nella Vita sia il Vasari, e queste fonti ci dicono che Cosimo I stesso si era dilettato a rimestare questi bronzetti, a pulirli dalla terra e dalle incrostazioni, dalla ruggine che ancora avevano causata dall’acidità del terreno, per poi esporli nello Scrittoio di Calliope, uno dei luoghi aulici di Palazzo Vecchio, dove si è creata la prima formulazione della collezione granducale.

Sala della Chimera al museo Archeologico nazionale di Firenze: bronzetti, Tinia. grifo. giovane offerente (foto mario ciampi / maf)

“Purtroppo seguire poi il cammino di questi bronzetti nelle collezioni – continua Arbeid – non è semplice perché gli inventari più antichi sono molto parchi di informazioni, ma una guida importante è costituita proprio dalle dimensioni di cui parlano le fonti. I trenta centimetri – piede – di cui parlano è una mensura onorata, una misura che all’epoca degli Etruschi veniva dedicata, riservata ai doni di un certo valore, di una certa rilevanza che i devoti volevano offrire alle divinità, e non ce n’erano molti di doni di queste dimensioni. Noi nella presentazione di questo allestimento abbiamo seguito le ipotesi di studio di Adriano Maggiani, illustre etruscologo da poco scomparso, che ha riconosciuto nelle collezioni del nostro museo tre bronzetti, un Tinia barbato, il corrispettivo dello Zeus greco; un giovane imberbe che fa il gesto di offrire un’offerta con la phiale; e un grifo, che si trovano negli Inventari fin dal 1589 e si possono seguire nelle collezioni delle Gallerie fino all’arrivo del museo Archeologico.

La Chimera di Arezzo nella nuova sala allestita al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto graziano tavan)

“Quindi – conclude Arbeid – è un modo per alludere al fatto che la Chimera ha avuto le sue vite successive che abbiamo già raccontato dalla sua scoperta, ha avuto una vita precedente in cui è stata offerta a un santuario etrusco insieme a moltissimi altri doni che i devoti hanno riservato alle divinità. E a un certo punto, come era comune quando gli spazi del santuario erano troppo affollati di offerte, probabilmente è stata riposta in un deposito votivo, in un luogo chiuso in cui venivano riposti gli oggetti non più funzionali che dovevano essere conservati in un luogo autorizzato perché appunto doni, offerte spettanti alle divinità”.

 

Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del libro “L’antimito di Roma dalla Rivoluzione francese a oggi. Studi per Andrea Giardina” a cura di Paola S. Salvatori (edizioni Scuola Normale Superiore)

Martedì 25 novembre 2025, alle 16.30, in Curia Iulia, per iniziativa del parco archeologico del Colosseo presentazione del libro “L’antimito di Roma dalla Rivoluzione francese a oggi. Studi per Andrea Giardina” a cura di Paola S. Salvatori (edizioni Scuola Normale Superiore). Introducono Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale; Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Alessandro Campi, direttore Istituto per la Storia del Risorgimento italiano; Daniele Manacorda, già professore di Metodologia della ricerca archeologica all’università Roma Tre; Silvia Tatti, presidente Associazione degli Italianisti. Modera Simonetta Fiori, giornalista. ingresso libero da largo della Salara Vecchia con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti al link https://giardina25novembre.eventbrite.it. Diretta streaming sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo.

Copertina del libro del libro “L’antimito di Roma dalla Rivoluzione francese a oggi. Studi per Andrea Giardina” a cura di Paola S. Salvatori

L’antimito di Roma dalla Rivoluzione francese a oggi. Studi per Andrea Giardina. Il mito dell’antica potenza di Roma, della sua civiltà, dei suoi valori immortali ha avuto una durata ininterrotta dalla caduta dell’Impero romano d’Occidente all’età contemporanea. La Rivoluzione francese ha rappresentato uno spartiacque perché con essa si sono imposti nuovi modi di concepire il rapporto tra l’antichità e la costruzione della modernità. Da allora in poi, uno sguardo retrospettivo e insieme avveniristico avrebbe alimentato utopie rivoluzionarie, sogni di rigenerazioni patriottiche e di grandezze imperiali, modelli comunitari e totalitari. Questi processi furono accompagnati da una sorta di controcanto: l’antimito di Roma che dà il titolo a questo libro. Lo incontriamo sia nella competizione tra l’Italia e le altre nazioni, sia negli scontri politici e culturali che hanno riguardato, in Italia e fino ai nostri tempi, la legittimità morale e storica del ruolo di Roma capitale. Il tema, nella ricchezza trasversale delle sue risonanze, ha avuto la peculiarità di coinvolgere, in un ruolo di primo piano, anche scrittori italiani e stranieri, ben rappresentati in questo volume.

Pompei. Alla biblioteca del parco archeologico la lezione aperta al pubblico “Archeologia di carta. La Stamperia Reale e l’edizione di Antichità di Ercolano Esposte” a cura di Rosa Parlavecchia (UniSa)

Al parco archeologico di Pompei lezione aperta al pubblico, in collaborazione con il DISPAC dell’università di Salerno, “Archeologia di carta. La Stamperia Reale e l’edizione di Antichità di Ercolano Esposte” a cura di Rosa Parlavecchia (UniSa). Appuntamento martedì 25 novembre 2025, alle 10.30, alla biblioteca del parco archeologico di Pompei, in via Plinio 4. Introduce Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei. Un’occasione unica per scoprire da vicino la storia editoriale e scientifica degli straordinari volumi di Antichità di Ercolano Esposte (1757–1792), esposti in originale per l’occasione. Partecipano gli studenti del corso di Elementi di Storia del Libro. Ingresso gratuito.

Firenze. Nella Sala del Sarcofago delle Amazzoni del museo Archeologico la mostra personale dell’artista Luchadora “ECA SREN TVA” con tutte le sue opere ispirate alla collezione del museo

La sala del Sarcofago delle Amazzoni al museo Archeologico nazionale di Firenze con le opere in mostra dell’artista Luchadora (foto maf)

Il 25 novembre 2025 uscirà un nuovo poster di Luchadora per e con il museo Archeologico nazionale di Firenze, che celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, per la rubrica ECA SREN TVA “questa immagine mostra” in etrusco. Ora la rubrica ECA SREN TVA, è diventata mostra. E sarà presentata martedì 25 novembre 2025, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Firenze, con apertura fino alle 19, (ultimo ingresso 18.30). La mostra personale dell’artista Luchadora, al secolo Alessandra Marianelli, una grafica ed illustratrice con base a Firenze, con tutte le sue opere ispirate alla collezione del museo, sarà aperta nella Sala del Sarcofago delle Amazzoni, al secondo piano del museo Archeologico nazionale di Firenze. Ogni poster presentato è legato al mondo etrusco, ma anche alle donne, per questo è stato scelto il contesto dell’Eredità delle Donne OFF per presentare la mostra di Luchadora. In sala saranno presenti anche i manufatti che hanno ispirato il lavoro dell’artista. Ingresso gratuito su prenotazione da richiedere all’indirizzo man-fi@cultura.gov.it (fino ad un massimo di 50 persone). L’esposizione sarà aperta al pubblico e compresa nel percorso di vista fino a lunedì 9 marzo 2026.

Roma. Per la Giornata internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, il museo nazionale Romano promuove e organizza una serie di iniziative nelle tre sedi: Terme di Diocleziano, Palazzo Altemps, Palazzo Massimo. Ecco il programma

In occasione della Giornata internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, il 25 novembre, il museo nazionale Romano promuove e organizza una serie di iniziative per l’intera giornata del 25 novembre 2025 ma anche nel weekend successivo. “Crediamo molto in questo progetto che intende unire archeologia e psicologia per affrontare in modo multidisciplinare il tema della violenza di genere”, commenta Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano. “I miti classici presenti sui reperti della collezione del museo nazionale Romano, spesso raffiguranti rapimenti, adescamenti o atti predatori, saranno illustrati dagli archeologi del Museo con il supporto degli specialisti di ASL Roma 1 e dell’Ordine degli Psicologi del Lazio”. Ecco gli appuntamenti di martedì 25 novembre

10 – 12, Terme di Diocleziano, “La violenza tra mito e realtà”: percorso didattico per ripercorrere e interpretare i miti del mondo classico dedicato agli studenti del liceo ginnasio statale “Cornelio Tacito” e del polo liceale “Alighieri – Caravillani” liceo classico “Dante Alighieri” di Roma e del liceo artistico “Angelo Frammartino di Monterotondo”, con il supporto di psicologi della Asl Roma 1.

17, Palazzo Altemps, “Farzane Ludovisi”: performance di Farzane Vaziritabar, dell’Accademia Tedesca Roma Casa Baldi. Attraverso la presenza, il movimento e la voce dell’artista, la Iuno Ludovisi prende nuova vita: da simbolo di bellezza femminile idealizzata diviene una manifestazione della donna attiva, politica e viva, in un dialogo prolungato tra la pietra e la presenza, la storia e la voce di oggi. Attività inclusa nel costo del biglietto.

20.15 e 21.30, Palazzo Massimo: “E tutte gli afferrarono: alla ricerca delle origini della violenza di genere”: visite guidate, a cura dalle archeologhe del Museo e degli psicologi dell’Ordine degli Psicologi del Lazio per affrontare, attraverso le opere del Museo, il tema del rapimento nei miti fondativi di Roma, con uno sguardo agli amori forzati causa, anche nella realtà di oggi, di crimini e violenze ma anche di sottomissione e subordinazione. Le visite sono incluse nel prezzo del biglietto a 5 euro, massimo 25 persone. Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti al link https://AndiAmoalMuseodisera.eventbrite.it.

Al via il XV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea, il festival delle novità: doppia sede (si apre a Catania): 31 film (molti in prima nazionale); quattro premi; incontri con registi, divulgatori ed esperti; e poi visite guidate, workshop, laboratori del gusto, concerto e serata speciale. Ecco alcune anticipazioni del ricco programma

Manca solo una settimana. Il conto alla rovescia è iniziato per l’apertura della XV edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea, dal 2 al 7 dicembre 2025, che possiamo definire tranquillamente l’edizione delle novità. Leitmotiv dell’FCCA 2025 sarà l’ombra, ovvero ciò che sfugge alla luce della conoscenza, che resta ai margini della narrazione o che il tempo ha velato, ma non cancellato”, spiega Alessandra Cilio, direttore artistico con Lorenzo Daniele. “L’ombra come luogo di attesa, di rivelazione, di ritorno. Nel cinema, come nella ricerca archeologica, la luce è indispensabile, ma è l’ombra a dare profondità, a suggerire l’invisibile. Scavare tra le ombre del mondo antico significa cercare ciò che è rimasto nascosto: frammenti di memoria, voci dimenticate, sguardi che ancora ci osservano da lontano. Ma l’ombra – fa presente Cilio – non appartiene solo al passato. È anche quella parte di noi che fatichiamo a riconoscere: paure, desideri, pensieri rimossi, tutto ciò che la società tende a respingere o marginalizzare. È l’ombra delle differenze negate, delle identità relegate in un angolo, dei tabù che attraversano la storia e ancora oggi condizionano il nostro modo di vedere. Portare luce su queste zone oscure significa dare voce a chi, troppo a lungo, è rimasto confinato in una dimensione liminale”.

Trentun film. Il tema dell’ombra, magnificamente illustrato nell’affiche di Pierluigi Longo (il volto di una Kore greca che cela un Daimon, una creatura perturbante nascosta dietro una superficie di apparente tranquillità), trova piena espressione nelle trentuno opere cinematografiche selezionate (di cui 3 fuori concorso), tra documentari, cortometraggi e lungometraggi provenienti da tutto il mondo: un mosaico che attraversa epoche e contesti differenti, da quelli delle comunità preistoriche alpine alla civiltà nuragica, dal mondo greco e romano ai Longobardi, dall’America precolombiana ai centri di potere della cultura islamica,  ai riti di passaggio della tribù dei Maasai o a quelli che caratterizzano la Settimana Santa spagnola.  Molti, i film ad essere presentati per la prima volta in Italia, come: Chiribiquete. Amazonian Memory at Stake di Juan José Lozano (Colombia, 2025), Abiseo. El bosque cultural de los Chachapoya di Rosemarie Lerner (Perù, 2025), Army of Lovers di Lefteris Charitos, Brown. An Archaeological Perspective in Four Layers di Sophie Jackson (Regno Unito, 2025), La Festa di Mario Gutierrez Aragón e Pablo Mas Serrano (Spagna, 2025), La grande Histoire des végétariens di Martin Blanchard (Francia, 2025). Spazio anche all’anteprima assoluta de Il grande sogno. Monreale e il suo tesoro di Lorenzo Mercurio, dedicato al celebre monumento normanno e alla sua storia”.

Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio direttori artistici del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) (foto graziano tavan)

L’edizione delle novità, si diceva. A cominciare dalla doppia sede: non più solo Licodia Eubea ma anche Catania, in un dialogo simbolico tra città e territorio, università e comunità. Con la sua quindicesima edizione, “il Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico – sottolinea Cilio – conferma la propria identità di laboratorio culturale aperto, in cui il cinema diventa strumento di conoscenza e cittadinanza. Da Licodia Eubea a Catania, il festival rinnova un modello di partecipazione che unisce ricerca, arte e formazione, offrendo un racconto sempre nuovo del nostro rapporto con il tempo e con la memoria. Perché l’ombra, in fondo, non è assenza di luce, ma la misura della sua profondità. Ed è lì, tra chiaroscuro e rivelazione, che continua a muoversi questo festival: un patrimonio vivo, in trasformazione, che da quindici anni illumina il passato per far comprendere meglio il presente”.

La sala del Centro universitario Teatrale – CUT che ospita la sezione di Catania del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (foto fcca)

Catania 2-4 dicembre 2025. Grazie alla nuova collaborazione con l’università di Catania – in particolare con i dipartimenti di Scienze della Formazione e di Scienze umanistiche – l’edizione 2025 del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico elegge a suo quartiere generale il CUT – Centro Universitario Teatrale di Catania che ospiterà ben 13 proiezioni nelle prime due giornate. Altra novità è la traduzione nella lingua dei segni LIS. Perseguendo infatti l’intento di rendere il festival il più possibile inclusivo, quest’anno la serata inaugurale di martedì 2 dicembre 2025 vedrà la partecipazione della cooperativa Passo in Segni che si occuperà del servizio di interpretariato in LIS (lingua dei segni italiana), permettendo così anche al pubblico sordo di partecipare attivamente a incontri e proiezioni, coerentemente con la filosofia del festival di partecipazione condivisa.

Frame del film “Sotto le nuvole” di Gianfranco Rosi

La seconda giornata del festival si concluderà al Cinema King con un evento speciale (ingresso a pagamento, informazioni e prenotazioni su www.cinestudio.eu): la proiezione del documentario “Sotto le nuovole” di Gianfranco Rosi cui seguirà l’incontro con Donatella Palermo, produttrice cinematografica di documentari quali Notturno, Fuocoammare, In viaggio, firmati da Gianfranco Rosi e di lungometraggi come Tano da morire e Mi fanno male i capelli di Roberta Torre, Cesare deve morire o Meraviglioso Boccaccio dei fratelli Taviani.

Panorama di Licodia Eubea (foto fcca)

Licodia Eubea 5-7 dicembre 2025. Nel week-end, ovvero da venerdì 5 a domenica 7 dicembre, il Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico tornerà nella sua sede storica, il Polo Culturale della Badia di Licodia Eubea. Il legame con il territorio di Licodia Eubea, città-culla dell’archeologia preistorica e oggi roccaforte di un modo alternativo di fare cultura intorno al cinema e al patrimonio, è parte integrante del festival che in questi anni, in sinergia con alcune associazioni culturali del territorio, ha lavorato alacremente per valorizzare un luogo che può vantare bellezze archeologiche, naturalistiche e paesaggistiche. In un’ottica di scambio, anche quest’anno il Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico affianca al premio cinematografico, che prevede la proiezione di 18 film, un’attività di promozione del territorio. Una serie di attività collaterali che spaziano dalle visite guidate per i principali luoghi d’interesse di Licodia Eubea ai workshop dedicati agli studenti, dai laboratori del gusto fino ai nuovi workshop sulle eccellenze enogastronomiche della tradizione locale, fino alle proiezioni di cortometraggi d’autore e cine-concerto ed esperienze immersive.

Maurizio Bettini, classicista e scrittore

La manifestazione ospita da sempre registi, divulgatori ed esperti del mondo antico provenienti da tutto il mondo, costituendo nel proprio settore un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale. Tra gli ospiti in programma, accanto ai registi delle pellicole in concorso, spiccano i nomi di Donatella Palermo, Santino Alessandro Cugno, Giuseppe Carleo e Maurizio Bettini. Donatella Palermo, produttrice cinematografica di documentari, si racconterà al pubblico a Catania la sera del 3 dicembre 2025 al Cinema King, in occasione della proiezione del recente documentario di Rosi Sotto le nuvole (Italia, 2025). Tre gli incontri in programma a Licodia Eubea: venerdì 5 dicembre 2025 l’archeologo Santino Alessandro Cugno racconterà (e mostrerà) come i risultati di uno scavo archeologico possano essere tradotti in un racconto a fumetti; domenica 7 dicembre 2025 sarà la volta di Giuseppe Carleo che presenterà La bocca dell’Anima (Italia, 2024), suo esordio alla regia all’interno della sezione fuori concorso “Finestra sul cinema siciliano”, uno spazio dedicato alle più interessanti produzioni isolane fortemente voluto, nel lontano 2014, dall’amico Sebastiano Gesù. Conosciuto al pubblico teatrale per le sue interpretazioni intense e la scrittura scenica legata alle tradizioni popolari, Carleo con questo film traduce in immagini un racconto che fonde tradizione, magia e religiosità, restituendo un ritratto visionario e poetico della memoria collettiva siciliana. Tra gli incontri più attesi, quello con Maurizio Bettini, professore emerito dell’università di Siena, autore di testi scientifici e divulgativi, ma anche ideatore di trasmissioni radiofoniche come C’era una volta il mito, Sussurri di Hermes e Io sono l’altro (Rai Radio 2) e La Gorgone. Miti dell’occhio e dello sguardo (Rai Radio 3), dedicate all’interpretazione e alla rilettura del mondo classico. Bettini sarà a Licodia Eubea il 7 dicembre 2025 per presentare il suo ultimo libro, Arrogante umanità. Miti classici e riscaldamento globale (Il Mulino, 2025), una riflessione che lega mito, responsabilità e crisi contemporanea.

XIV festival della comunicazione e del cinema archeologico di Licodia Eubea: Massimo Frasca consegna il premio Antonino Di Vita a Tzao Cevoli (foto fcca)

I premi. La XV edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico vedrà l’attribuzione di più premi, assegnati ad opere e personalità meritorie.  E anche qui con una novità: il premio Studenti UniCt. Lo storico Premio “Antonino Di Vita” sarà conferito a chi abbia impegnato la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio culturale, attraverso la ricerca sul campo, il cinema o la letteratura. Il Premio “ArcheoVisiva”, affidato a una giuria internazionale di registi, studiosi, giornalisti e produttori, premierà l’opera che saprà coniugare rigore scientifico e valore cinematografico. Il Premio “Città di Licodia Eubea” verrà attribuito dal pubblico al film più apprezzato della rassegna. A partire da quest’anno una giuria di studenti universitari attribuirà, infine, il Premio “Studenti UniCt” al miglior cortometraggio in concorso: la sua istituzione rappresenta un passo significativo nel percorso di collaborazione con l’università di Catania, confermando il festival come spazio di confronto e formazione.

Non solo cinema. Il festival propone anche un articolato calendario di attività collaterali e di intrattenimento. A Catania, il 4 dicembre 2025, è prevista la visita guidata “Una città mille volti”, un percorso urbano costruito sullo storytelling dei protagonisti della città, tra luoghi simbolici e storie che ne definiscono l’identità. A Licodia Eubea, il 7 dicembre 2025, si terrà la visita “Alla scoperta di Licodia Eubea”, un’esperienza immersiva tra memoria, paesaggio e comunità. Il Laboratorio del Gusto, in programma nelle mattinate del 6 e 7 dicembre 2025, offrirà un viaggio enogastronomico tra le eccellenze agroalimentari del territorio ibleo: un workshop che unisce formazione e convivialità, trasformando il racconto dei prodotti in narrazione culturale. La sera del 5 dicembre 2025, spazio alla musica e al grande cinema con “Mirabilia. Oltre l’ordinario”: un cine-concerto in cui i capolavori della stagione del cinema muto e le produzioni sperimentali del cortometraggio animato del Novecento incontrano sonorità contemporanee. Le immagini dialogheranno con la chitarra elettrica di Mario Indaco e il barbytos di Giuseppe Severini, su brani inediti composti ad hoc dai Maestri Giovanna Albani e Daniele Maugeri.