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Aulla (Ms). Per Notti dell’Archeologia nel chiostro dell’abbazia di San Caprasio presentazione del libro “Mare Nostrum. Mistero e meraviglie, miti e leggende del Mediterraneo” di Paolo Giulierini

Lunedì 6 luglio 2026, alle 21.15, nel chiostro dell’abbazia di San Caprasio ad Aulla (Ms), nel cuore della Lunigiana, incontro con Paolo Giulierini per presentare il suo libro “Mare Nostrum, mistero e meraviglie, miti e leggende del Mediterraneo” (Giunti editore), organizzato dall’Associazione Amici di San Caprasio nell’ambito delle Notti dell’Archeologia, ciclo di conferenze serali dedicate all’archeologia, alla storia e al patrimonio del territorio apuano.

Copertina del libro “Mare Nostrum, mistero e meraviglie, miti e leggende del Mediterraneo” di Paolo Giulierini

Mare monstrum. Mistero e meraviglia: miti e leggende del Mediterraneo. Sulle rive del Mediterraneo sono fiorite le civiltà che hanno dato vita all’Europa, alla nostra cultura condivisa, a religioni, leggende, credenze che tuttora sopravvivono in varie forme: “mostri” nel senso originario di cose prodigiose, leggendarie, magiche, da vedere: animali e uomini dai poteri e dall’aspetto sovrannaturale, invenzioni di viaggiatori fantasiosi, pregiudizi di popoli verso altri popoli, invenzioni di menti talentuose, mondi paralleli irti di insidie. Aneddoti, scoperte, racconti e un’ampia documentazione visiva. Le storie raccolte in questo libro parlano – attraverso l’arte del mondo egizio, fenicio, greco, etrusco e romano – di curiosità, di vicende sorprendenti di viaggi e di esplorazioni svolte in tempi remoti, di migrazioni, di legami e inimicizie fra popoli, di come venivano visti e descritti gli “stranieri”, oppure flora e fauna “esotiche”, di luoghi immaginari, di riti misteriosi, di commerci di oggetti dai confini del mondo, di cibi, spezie e ricette.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale prorogata al 31 agosto la mostra “Parthenope. La Sirena e la città”, curata da Francesco Sirano, Massimo Osanna, Raffaella Bosso e Laura Forte

Francesco Sirano, direttore del mueo Archeologico nazionale di Napoli, co-curatore della mostra “Parthenope. La Sirena e la città” al Mann (foto mann)

Altri due mesi per andare alla scoperta delle Sirene e della sirena cara ai napoletani, Parthenope: è stata prorogata fino al 31 agosto 2026 la mostra “Parthenope. La Sirena e la città”, curata da Francesco Sirano, Massimo Osanna, Raffaella Bosso e Laura Forte, in programma al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 3 aprile al 6 luglio 2026. Oltre 250 opere, dall’VIII sec. a.C. sino alla contemporaneità, tracciano un percorso suggestivo che ha attraversato secoli e luoghi, rigenerandosi continuamente sino ai film di animazione e ai giocattoli dedicati (come Barbie Sirena). Allo stesso tempo, i manufatti esposti permettono di ricostruire storie e tradizioni legate alle origini della città di Napoli: emblematica, in tal senso, la presenza in mostra di reperti, in alcuni casi inediti, provenienti dagli scavi delle linee 1 e 6 della metropolitana, così come l’eccezionale concessione in prestito del busto in argento di Santa Patrizia.

Lucerna con Sirena su manico (fine VII-inizi VI sec. a.C.) dalla Collezione Borgia, conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto livia pacera / mann)

La mostra “Parthenope. La Sirena e la città” è dedicata allo straordinario e lunghissimo rapporto della Sirena Parthenope con la città di Napoli, il cui nome greco più antico, Parthenope appunto, rimanda a quello della mitica creatura che morì nel golfo di Napoli. Tra miti, archeologia, e antropologia culturale, l’esposizione ripercorre le origini e le trasformazioni di questo essere dalla profonda potenza simbolica. L’idea della mostra nasce da una riflessione sul radicamento plurisecolare della figura della Sirena nell’immaginario collettivo napoletano: tutti sanno che Parthenope è la mitica fondatrice della città e si riconoscono nel legame con questo essere ibrido, connesso al mare e alla navigazione, alla musica e alla seduzione. A fare da introduzione alla mostra, il visitatore trova nell’Atrio monumentale del Museo, davanti allo scalone, un grande telo bianco, della superficie di 45 metri quadri, con la rappresentazione del tuffo suicida della Sirena: l’opera è concepita e realizzata dall’artista argentino Francisco Bosoletti proprio per questa occasione e offerta in dono al Mann.

Fasano (Br). Al museo e parco archeologico di Egnazia si inaugura Opera Viva, itinerario culturale, archeologico e artistico allestito sul fondale marino e integrato con le strutture sommerse dell’antico porto romano. Il direttore Galeandro: “Il progetto trasforma l’esperienza di visita in una connessione autentica con il territorio”

Il progetto Opera Viva al museo e parco archeologico di Egnazia (Fasano, Br) (foto drm-puglia)

Un itinerario culturale, archeologico e artistico allestito sul fondale marino e integrato con le strutture sommerse dell’antico porto romano, esplorabile da sub e snorkelisti, e fruibile grazie alle più moderne tecnologie. Si chiama Opera Viva il progetto di valorizzazione che unisce la tutela del patrimonio biologico e storico all’emozione dell’esplorazione diretta, che sarà presentato e inaugurato domenica 5 luglio 2026, alle 10.30, al parco archeologico di Egnazia (Fasano, Br) con ingresso gratuito al museo e parco archeologico di Egnazia. In caso di condizioni meteo-marine avverse è prevista sull’Acropoli una installazione delle vele che, issate come sulle antiche naves romane, creeranno l’immaginario veliero di Opera Viva. Il varo di Opera Viva verrà dato dalle autorità presenti e l’artista Ely Phenix accompagnerà simbolicamente la prima vela sott’acqua. Nel corso dell’inaugurazione sarà presentato il calendario delle attività e delle immersioni da luglio a settembre, soggette a prenotazione obbligatoria, tramite i contatti del Museo di Egnazia: cs-ba.museoegnazia@cultura.gov.it, 080/4829056. Opera Viva è un viaggio multisensoriale unico nel suo genere, ideato e realizzato da archeologi subacquei e artisti multidisciplinari, che da una parte mette in dialogo l’arte contemporanea con il passato storico e archeologico e con l’ambiente che lo racchiude e protegge, dall’altra amplia il dialogo di conoscenza e creatività a nuove modalità di esplorazione e scoperta (immersioni subacquee) e a nuove fasce di pubblico (pubblico non vedente e non udente). Grande attenzione è stata dedicata a rendere le immersioni a misura di un pubblico più ampio possibile e in completa sicurezza, grazie alla presenza costante di un istruttore subacqueo. In alternativa al percorso di immersione, il pubblico avrà l’opportunità di scoprire le opere dalla superficie dell’acqua, con l’aiuto di acquascopi messi a disposizione dal Museo; inoltre, all’interno del museo, una seconda opera d’arte contemporanea, mostra una produzione audiovisiva attraverso una sfera di vetro, per restituire al visitatore la sensazione percettiva di cosa si provi sott’acqua durante un’immersione.

“L’innovatività di Opera Viva risiede nella capacità di unire archeologia e arte contemporanea nel pieno rispetto del paesaggio marino, trasformando l’esperienza di visita in un’immersione multisensoriale e interattiva”, commenta la direttrice del Castello Svevo di Bari – direzione regionale Musei nazionali Puglia, Anita Guarnieri. “Ancora una volta il mare diventa voce narrante per raccontare un viaggio nel tempo e nello spazio, attraverso la memoria di antichi popoli”. E il direttore del sito, Fabio Galeandro: “Gli elementi distintivi del territorio possono diventare bellezza e storia insieme, contribuendo a recuperare l’identità di un luogo. Il progetto Opera Viva rappresenta proprio questo, diventando motivo di orgoglio per il museo e il parco archeologico di Egnazia. Da oggi abbiamo ampliato l’offerta culturale, offrendo ai visitatori un percorso coinvolgente e accessibile che trasforma l’esperienza di visita in una connessione autentica con il territorio”.

Durante la mattina inaugurale saranno presenti la direttrice del Castello Svevo di Bari – direzione regionale Musei nazionali Puglia, Anita Guarnieri; la soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Bari, Francesca Paolillo; il soprintendente incaricato per il Patrimonio culturale subacqueo, Angelo Raguso; il sindaco della città di Fasano, Francesco Zaccaria; il comandante della Capitaneria di Porto di Savelletri, Vito De Mario; e il comandante della Capitaneria di Monopoli, Gennaro Moccia. Interverranno: il direttore del museo e parco archeologico di Egnazia, Fabio Galeandro, unitamente all’archeologa subacquea, Antonia Sciancalepore, ideatrice e curatrice di Opera Viva, in collaborazione con gli artisti Ely Phenix e Torrent Pagès, e il referente per le attività subacquee di Opera Viva Gianpaolo Colucci. Alle 12, subito dopo il taglio del nastro, direttamente nelle acque dell’antico porto di Egnazia avrà luogo la prima immersione nel percorso subacqueo. Sarà l’avvio di una serie di attività che da luglio a settembre 2026 si concretizzeranno in workshop creativi e laboratori di archeologia subacquea e biologia marina, con possibilità per i visitatori di esplorare l’antico porto di Egnazia e di visitare le Vele, opere d’arte sott’acqua realizzate con pigmenti naturali nell’ambito del progetto Opera Viva. Inoltre, per il percorso in immersione è stato sviluppato un prototipo di libri tattili con la Scuola di Robotica del CNR di Genova fondata dallo scienziato Gianmarco Veruggio, che verrà testato dall’Albatros progetto Paolo Pinto Scuba Blind International Disable Dive School.

#domenicalmuseo: il 5 luglio ingresso gratuito a musei e parchi archeologici statali

Il 5 luglio 2026 torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali.

Lagopesole (Pz). Al castello presentazione del libro “Il Vulture: tasselli di storia e di storie” di Marcello Romano: tre secoli fondamentali, dall’XI al XIII, quando il Vulture fu teatro di trasformazioni politiche, istituzionali, artistiche e demografiche di straordinaria portata

Il 4 luglio 2026, alle 18, nella Cappella Palatina del Castello di Lagopesole (Pz) presentazione del libro “Il Vulture: tasselli di storia e di storie” di Marcello Romano (edizioni Giannatelli), organizzata dalla Pro Loco Basilicata con la collaborazione della Direzione dei musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa e della Pro Loco Lagopesole. Il libro, realizzato con il sostegno della direzione generale Biblioteche e Istituti culturali del ministero della Cultura e col patrocinio della Regione Basilicata, dell’APT Basilicata – Basilicata Turistica, dei musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa e del parco regionale naturale del Vulture, è una narrazione incentrata su tre secoli fondamentali, dall’XI al XIII, durante i quali l’area del Vulture fu teatro di trasformazioni politiche, istituzionali, artistiche e demografiche di straordinaria portata.

Copertina del libro “Il Vulture: tasselli di storia e di storie” di Marcello Romano

Il Vulture: tasselli di storia e di storie. Il libro ricostruisce la storia del territorio del Vulture attraverso un percorso cronologico che, dalle testimonianze paleolitiche, attraversa l’età romana e giunge alla stagione medievale dei castelli normanno-svevi, strettamente legata alla figura di Federico II. Attraverso l’analisi integrata di fonti archivistiche, narrative, artistiche e archeologiche, il lavoro restituisce l’evoluzione storica, politica e culturale di un’area strategica del Mezzogiorno, evidenziandone il ruolo nei più ampi processi che hanno interessato il Sud Italia. Fondato su un rigoroso impianto metodologico, il volume si inserisce nel recente dibattito storiografico che riconosce nella microstoria uno strumento privilegiato per interpretare fenomeni di portata generale. Ne emerge una lettura innovativa del Vulture, capace di coniugare approfondimento scientifico e chiarezza divulgativa, offrendo nuove prospettive di ricerca sulla storia del territorio e delle sue relazioni con il contesto mediterraneo.

Roma. Due aperture serali straordinarie del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: visite alla tomba François e alla mostra “Il Ritorno degli Eroi”, spettacolo di videomapping

Aperture serali straordinarie del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Sabato 4 e 11 luglio 2026, dalle 20 alle 24, si può vivere il Museo in un’atmosfera magica e suggestiva, con un biglietto speciale al costo di 5 euro (salvo gratuità e riduzioni per legge). Una grande opportunità per visitare la tomba François e la mostra “Il Ritorno degli Eroi”, appena inaugurate, inserite in un allestimento contemporaneo ed evocativo che rende gli affreschi accessibili a tutti. E con l’estate tornano anche le videoproiezioni artistiche e immersive nel cortile centrale di Villa Giulia. Uno straordinario spettacolo di videomapping ideato per illuminare le pareti rinascimentali del giardino, che offrirà al pubblico un racconto multisensoriale coinvolgente. Spettacolo incluso nel biglietto. Orari: a partire dalle 21.30, ultimo spettacolo ore 23. Le visite alla tomba François e alla mostra sono comprese nel biglietto del Museo. Gli ingressi sono contingentati e la prenotazione obbligatoria.  Biglietti su https://bit.ly/ETRUdiSera. È possibile prenotarsi direttamente presso la biglietteria del Museo, salvo disponibilità di posti. Biglietteria aperta dalle 19.30. Ultimo ingresso ore 23. Chiusura sale espositive ore 23.30.

Altino (Ve). In occasione della festa del patrono Sant’Eliodoro, apertura prolungata del parco con visite guidate alla scoperta delle aree archeologiche e del museo

Sabato 4 luglio 2026 il parco archeologico di Altino (Ve) celebra Sant’Eliodoro, patrono di Altino, con apertura prolungata dalle 10 alle 19. Alle 10.30, “Alla scoperta delle Aree archeologiche”, visita guidata agli spazi esterni del Parco archeologico; alle 14.30, “Alla scoperta del Museo”, percorso guidato alle sale espositive. Entrambe le attività, a cura dello Staff e su prenotazione, sono comprese nel biglietto d’ingresso, gratuito per gli abbonati. In caso di caldo intenso, la visita alle aree archeologiche potrà essere sospesa dalle 12.30 alle 16 per garantire la sicurezza di visitatori e visitatrici; la visita al Museo, climatizzato, è sempre garantita. Info e prenotazioni: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422789443.

Ercolano. Al parco archeologico al via la nona edizione de “I Venerdì di Ercolano” dedicata al tema Amore e Guerra: sette performance di teatro, danza e musica animeranno le serate, in un percorso libero tra luoghi ed edifici illuminati per l’occasione

Tornano I Venerdì di Ercolano: le aperture straordinarie serali che, per la loro nona edizione, dedicata al tema Amore e Guerra, trasformano il Parco Archeologico di Ercolano in un palcoscenico a cielo aperto tra le rovine dell’antica città, sito patrimonio UNESCO. Sette performance di teatro, danza e musica animeranno le serate, in un percorso libero tra luoghi ed edifici illuminati per l’occasione. La rassegna si apre venerdì 3 luglio 2026 e prosegue nelle serate di venerdì 10, 17, 24 e 31 luglio 2026 e venerdì 7 agosto 2026, con un’ulteriore data sabato 26 settembre 2026, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. Ogni serata si articola in due turni, dalle 20 alle 21.30 e dalle 22 alle 23.30. Il progetto propone un percorso itinerante all’interno dell’area archeologica, aperta in orario serale e valorizzata da una speciale illuminazione artistica. Gli interventi performativi – ospitati in diversi punti del sito – sono ripetuti ciclicamente nel corso della serata, consentendo ai visitatori di costruire liberamente il proprio percorso tra spettacolo e archeologia. Il Parco sarà accessibile dalle 20 alle 24, con ingressi da corso Resina 187 e da via dei Papiri Ercolanesi 19. Bigliettazione online, max 600 visitatori per fascia oraria: primo turno, ore 20 – 21.30, uscita entro le 21.30, deflusso completo entro le 22; secondo turno, ore 22 – 23.30, uscita entro le 23.30, deflusso completo entro le 24.

Il parco archeologico di Ercolano illuminato per “I Venerdì” (foto paerco)

Amore e Guerra. Il filo conduttore dell’edizione 2026 esplora il legame profondo tra eros e polemos attraverso sette performance artistiche (tre di danza, due di musica, due di recitazione). Lucrezio nel De rerum natura descrive il rapporto amoroso richiamando la guerra; Kleist nella Pentesilea collega baci e morsi; Tucidide definisce eros la passione “amorosa” degli Ateniesi per la conquista della Sicilia. Amore e guerra, passioni che sconvolgono e trasformano, accompagnano l’uomo fin dalla sua comparsa sulla terra. “Con “I Venerdì di Ercolano” il Parco rinnova il proprio impegno nel rendere il patrimonio archeologico uno spazio vivo, aperto al dialogo con i linguaggi del presente”, interviene Federica Colaiacomo, direttrice del parco archeologico di Ercolano. “L’antica città diventa luogo di incontro tra memoria e creatività. Il tema di quest’anno, “Amore e Guerra”, invita a riflettere sulla complessità dell’esperienza umana attraverso il potere evocativo dell’arte, in un contesto unico al mondo come quello di Ercolano”.

Performance di teatro. Alfonso Postiglione / Casa del Contemporaneo: Pentesilea vs Achille. Che l’amore trafigga la morte. Due dialoghi “impossibili” in forma di intervista giornalistica: inviati di guerra dei nostri giorni incontrano Pentesilea e Achille sul loro scontro all’ultimo anno della guerra di Troia. Testi originali di Dario Postiglione; regia di Alfonso Postiglione. Costumi di Giuseppe Avallone. Con Rossella De Martino/Francesca Cercola (Pentesilea), Giampiero De Concilio (Achille), Monica Buzoianu (L’inviata), Antonio Elia/Gianluca Vesce (L’inviato).

Performance di danza. Cornelia Dance Company: Polis / Polemos. La guerra tra mito e storia. Tre interventi danzati site-specific ispirati all’immaginario classico del sito e al pensiero di Simone Weil che individua nella forza la capacità di ridurre l’essere umano a cosa: Tirocinium militiae (la formazione del corpo della polis; con Noemi Avino, Marika Pierri, Alessia Starace), Duellum (Ercole e Acheloo; con Alessandro Sodano ed Emanuele Esposito), Corpus in ruina (la trasformazione dell’umano; con Gioele Barrella).

Performance di musica. Associazione OTP – obeče teatro project: Intermezzi nella Casa di Telefo / Voci sotto la cenere. Una performance musicale e narrativa site-specific nella Casa del Rilievo di Telefo: tre anime senza tempo — Pizia, cantante-oracolo; Telefo, soldato disperso; Bronzo, musicista disertore dai poteri dionisiaci — si risvegliano ogni volta che la Storia ripete i suoi cataclismi. Canti antichi e capolavori della tradizione napoletana eseguiti dal vivo intrecciano la ferita mortale inflitta da Achille a Telefo, l’amore impossibile della guerra e il segreto della guarigione. Drammaturgia e regia di Maria Angela Robustelli; drammaturgia musicale e arrangiamenti di Salvatore Torregrossa. Con: Pizia – Maria Angela Robustelli; Telefo – Gennaro Di Biase; Bronzo – Salvatore Torregrossa. Massimo Cordovani e Mario Di Bonito: Conflitto e memoria tra la pietra e la storia. Performance live di voce, chitarra, sintetizzatori e percussioni: brani strumentali e canzoni originali in dialogo con l’archeologia circostante.

Ravenna. Al via il venerdì “Ti PORTO a colazione – estate 2026”: visita guidata, abbinata a cornetto e caffè, all’Antico Porto di Classe

Per il terzo anno consecutivo torna “Ti PORTO a colazione”, l’iniziativa promossa da RavennAntica e dal Comune di Ravenna con l’importante sostegno del Gruppo Hera, che unisce la scoperta dell’antico scalo portuale di Ravenna a un piacevole momento conviviale. L’evento rientra nell’ambito delle iniziative di Ravenna Capitale del Mare. A partire da venerdì 3 luglio 2026, alle 9, e per tutti i venerdì mattina fino al 4 settembre 2026 (con esclusione del 14 agosto 2026), sarà possibile partecipare a una visita guidata di 50 minuti all’Antico Porto di Classe, seguita da una gustosa colazione in pasticceria. Il costo di 10 euro a partecipante comprende l’ingresso all’Antico Porto, la visita guidata e il coupon colazione. Prenotazione obbligatoria: 0544 36136. Durante il percorso, i partecipanti potranno approfondire la storia dell’area portuale e immaginare come si presentava in origine: dalle merci che giungevano via nave a Ravenna, fino alle persone che accompagnavano i commerci e animavano questo luogo strategico per la città. Al termine della visita, la guida consegnerà a ciascun partecipante un coupon colazione, comprensivo di caffè o cappuccino e brioche a scelta, accompagnando poi il gruppo al “Bar pasticceria Michele Stella”, in via Romea Sud, a pochi passi dal sito archeologico. L’iniziativa rappresenta un’occasione originale per vivere il patrimonio archeologico in modo coinvolgente e informale, unendo cultura, storia e convivialità. Dopo la colazione, chi desidera completare la scoperta del parco archeologico di Classe – che comprende anche il Classis Ravenna – museo della città e del territorio e la basilica di Sant’Apollinare in Classe, inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO – potrà acquistare un biglietto cumulativo valido per tutti e tre i siti.

Marzabotto (Bo). Al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” l’incontro “Scavo aperto: metodi e pratiche della ricerca archeologica. Un’opportunità per conoscere l’andamento di scavi e ricerche nella città etrusca di Kainua” con Elisabetta Govi, professoressa ordinaria di Etruscologia e Archeologia italica e direttrice degli scavi, e il team di ricerca e gli studenti dell’università di Bologna

Giovedì 2 luglio 2026, alle 18, al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto l’incontro “Scavo aperto: metodi e pratiche della ricerca archeologica. Un’opportunità per conoscere l’andamento di scavi e ricerche nella città etrusca di Kainua” con Elisabetta Govi, professoressa ordinaria di Etruscologia e Archeologia italica e direttrice degli scavi, che insieme al team di ricerca e gli studenti dell’università di Bologna dialogherà con il pubblico per presentare i risultati della XXXIX campagna di scavo. Evento gratuito. Accesso al museo al prezzo ridotto di 2 euro, gratuito per minori, residenti a Marzabotto e gratuità di legge. L’incontro sarà l’occasione per raccontare non soltanto le scoperte emerse dal terreno, ma anche il lavoro complesso e interdisciplinare che rende possibile la comprensione di un sito archeologico. La ricerca archeologica, infatti, non passa solo dallo scavo: si compone di molte competenze, tutte indispensabili e strettamente connesse tra loro. Dalle indagini preliminari e dalle prospezioni geofisiche, utili a individuare le aree da esplorare, alla documentazione tridimensionale delle strutture e dei reperti durante lo scavo; dalla classificazione e dallo studio dei materiali alla loro corretta conservazione attraverso il restauro. Saranno inoltre presentate le attività di flottazione, fondamentali per il recupero e lo studio dei resti archeobotanici, e le prove di archeologia sperimentale, che aiutano a comprendere gesti, tecniche e processi produttivi del passato. Un appuntamento per scoprire come dati, materiali, tecnologie e competenze diverse contribuiscano, ciascuno in modo essenziale, alla ricostruzione della storia del sito e delle comunità che lo hanno abitato.