Venezia. Svelato dalla soprintendenza il giallo delle volte venute alla luce in piazza San Marco: non sono quelle del medievale Rio Batario ma un cunicolo del XIX secolo. “Lo ricercheremo a marzo”

Le volte del cunicolo del XIX secolo venute alla luce durante i lavori a piazza San Marco a Venezia (foto sabap-ve)

Le volte del Rio Batario a piazza San Marco a Venezia (foto storica dagli Atti della Deputazione di Storia Patria, 1892: Relazione degli scavi in Piazza San Marco, F. Berchet)
I lavori di sistemazione di piazza San Marco a Venezia coordinati dal Provveditorato hanno portato alla luce un pezzo di storia della Serenissima. Ma quei resti di strutture emerse non era quello che all’inizio aveva sollevato l’entusiasmo di molti, cioè le volte che ricoprivano l’antico Rio Batario, che attraversava la piazza medievale e che venne in seguito tombato per recuperare terreno. “Si tratta invece di un bel cunicolo con doppia volta, costruito nel corso del XIX secolo e che il Provveditorato, proprio nel corso di questi lavori, sta ripulendo per permettere il deflusso delle acque alte che interessano l’Insula Marciana”, spiegano alla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e la laguna. “Il Rio Batario è molto più avanti rispetto al punto dove attualmente insistono i lavori. Lo sappiamo grazie agli scavi di Federico Berchet, che è riuscito a intercettare le antiche strutture e a documentarle fotograficamente, oltre che a inserirle in una planimetria che ancora noi oggi utilizziamo per orientarci nel sottosuolo della Piazza”. E concludono: “Speriamo invece di intercettare il vero Rio Batario durante gli scavi archeologici che inizieranno a metà marzo contestualmente ai lavori di restauro dei masegni…”.
Viterbo. Prime immagini della mostra “SFINGI, LEONI E MANI D’ARGENTO. Lo splendore immortale delle famiglie etrusche di Vulci” al museo nazionale Etrusco di Rocca Albornoz. Il video dell’inaugurazione

Le mani d’argento esposte al museo nazionale Etrusco della Rocca Albornoz di Viterbo nella mostra “SFINGI, LEONI E MANI D’ARGENTO. Lo splendore immortale delle famiglie etrusche di Vulci” (foto drm-lazio)

Sfinge vulcente esposta al museo nazionale Etrusco della Rocca Albornoz di Viterbo nella mostra “SFINGI, LEONI E MANI D’ARGENTO. Lo splendore immortale delle famiglie etrusche di Vulci” (foto drm-lazio)
Mani d’argento, gioielli, preziose testimonianze della raffinata produzione vulcente stanno riportando al centro dell’attenzione il museo nazionale Etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo dove, dal 25 febbraio 2023 al 15 giugno 2023 è aperta la mostra “SFINGI, LEONI E MANI D’ARGENTO. Lo splendore immortale delle famiglie etrusche di Vulci”(vedi Viterbo. Al museo nazionale Etrusco di Rocca Albornoz apre la mostra “Sfingi, Leoni e mani d’argento. Lo splendore immortale delle famiglie etrusche di Vulci” con le raffinate produzioni vulcenti emerse dalle recenti campagne di scavo | archeologiavocidalpassato). Dopo l’anteprima a San Sisto a Montalto di Castro e l’esposizione al museo Archeologico di Francoforte sul Meno nel 2021 (vedi Al museo di Francoforte aperta la mostra “Leoni, Sfingi e Mani d’argento. Lo splendore immortale delle famiglie etrusche di Vulci”: esposte le ultime scoperte archeologiche dalla metropoli di Vulci e alcuni reperti dal Foro e dal Palatino della Roma dei re etruschi | archeologiavocidalpassato), l’aristocrazia vulcente ed i suoi tesori tornano a farsi ammirare dal pubblico.

Specchi in bronzo esposti al museo nazionale Etrusco della Rocca Albornoz di Viterbo nella mostra “SFINGI, LEONI E MANI D’ARGENTO. Lo splendore immortale delle famiglie etrusche di Vulci” (foto drm-lazio)

Preziose briglie di cavallo esposte al museo nazionale Etrusco della Rocca Albornoz di Viterbo nella mostra “SFINGI, LEONI E MANI D’ARGENTO. Lo splendore immortale delle famiglie etrusche di Vulci” (foto drm-lazio)
È un’occasione per immergersi nella bellezza dell’arte etrusca, attraverso reperti archeologici eccezionali. Le campagne di scavo condotte negli ultimi anni nella città etrusca di Vulci e nelle sue necropoli hanno permesso infatti di rileggere e integrare quanto emerso dalle ricerche, dalle indagini archeologiche e dai ritrovamenti fortuiti che dalla fine del Settecento hanno interessato quest’area. I nuovi dati emersi testimoniano la straordinaria raffinatezza delle produzioni vulcenti che rispondono alle esigenze di una aristocrazia locale in cerca di autocelebrazione. Dati archeologici che inoltre ci raccontano dei contatti commerciali e culturali con il Mediterraneo.

Sara De Angelis, direttrice del museo nazionale Etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo (foto drm-lazio)
Ecco il video di Tuscia Time Quotidiano dell’inaugurazione della mostra con Sara De Angelis, direttrice del museo nazionale Etrusco di Rocca Albornoz; Stefano Petrocchi, direttore regionale Musei del Lazio; e Margherita Eichberg, soprintendente Archeologia Belle arti Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale.
Bologna. Al museo civico Archeologico presentazione del libro “La situla della Certosa di Bologna. Alle origini della ritualità nell’Italia protostorica” di Luca Zaghetto: uno dei capolavori delle collezioni bolognesi, considerata la “regina delle situle”
La situla della Certosa è da tutti considerata uno dei capolavori del museo civico Archeologico di Bologna, quasi un “mostro sacro” delle collezioni bolognesi. Ebbene, lo studioso Luca Zaghetto non ha avuto timore reverenziale e ha messo in discussione la “regina delle situle” millimetro per millimetro, significato per significato. Sabato 25 febbraio 2023, alle 17, nella sala conferenze del museo civico Archeologico di Bologna, presentazione a cura di Anna Dore (museo civico Archeologico di Bologna) del libro “La situla della Certosa di Bologna. Alle origini della ritualità nell’Italia protostorica” di Luca Zaghetto, alla presenza dell’autore con la partecipazione del restauratore Stefano Buson. Ingresso libero, fino ad esaurimento posti disponibili. L’incontro fa parte del ciclo “Qui Etruria. Novità dagli scavi e dai musei”.

Copertina del libro “La situla della Certosa di Bologna” di Luca Zaghetto
La situla della Certosa (Ante Quem). Esattamente come il precedente, dedicato alla situla Benvenuti di Este, anche questo lavoro è profondamente originale: per il metodo di lettura delle immagini, architettato e perfezionato dall’Autore e che è ormai un suo preciso marchio di fabbrica; per la scrittura, pensata per accompagnare passo passo il lettore nell’indagine; e infine per i risultati, brillanti e non di rado totalmente inattesi. Dall’archeologia all’iconografia e da qui alla storia delle religioni, l’Autore ci propone ancora una volta un volume destinato a rimanere nel tempo, un cammino di alto profilo scientifico e di notevole fascinazione.

La situla della certosa, scoperta da Antonio Zannoni nella Tomba 68 della necropoli della Certosa, e conservata al museo civico Archeologico di Bologna (foto bologna musei)
Considerata la “regina delle situle” etrusche per la bellissima e complessa decorazione, questo vaso, i cui manici sono perduti, fu utilizzato come prezioso cinerario di una tomba femminile a pozzetto databile al primo quarto del V secolo a.C. (500-475 a.C.). Il corredo comprende un unguentario attico (lèkythos) a vernice nera, una ciotola di argilla di produzione locale e due fibule in bronzo; all’interno della tomba la situla era coperta da una lastra di arenaria. Il raffinato vaso, realizzato almeno un secolo prima della sua deposizione nella sepoltura, fu conservato a lungo nel tempo per la preziosità della sua decorazione. È il manufatto più importante recuperato da Antonio Zannoni negli scavi della necropoli della Certosa di Bologna, avvenuti tra 1869 e 1873. Si tratta di uno degli esempi più importanti della cosiddetta arte delle situle, una corrente artistica che ha la sua area di massimo sviluppo in zona veneto-alpina e che tra il VII e il VI secolo a.C. si caratterizza per le decorazioni a fasce con motivi vegetali, animali fantastici e scene di vita quotidiana tipiche della classe aristocratica. L’ipotesi più probabile è che questa situla abbia costituito un ricco dono destinato ad un personaggio di alto rango dell’Etruria padana. Il vaso è composto da un’unica lamina di bronzo, richiusa su se stessa e fissata con chiodi ribattuti, decorata a sbalzo e ad incisione. Le scene figurate si distribuiscono su quattro registri: dall’alto al basso si vedono una parata di uomini armati, una processione di personaggi che recano vari utensili per sacrificio e banchetto, una gara musicale tra scene di caccia e di aratura e infine una sequenza di animali reali e fantastici.
Viterbo. In Sala Regia il primo convegno “Tutela penale e crimini contro il patrimonio culturale” promosso dalla SAG del Centro studi criminologici con magistrati, avvocati, giornalisti, Sabap e Nucleo TPC

“Tutela penale e crimini contro il patrimonio culturale” è il tema del primo convegno organizzato dalla Scuola biennale di Alta formazione in Archeologia giudiziaria (SAG) del Centro Studi Criminologici (CSC) che approfondirà le delicate tematiche legate alla tutela del patrimonio culturale. Appuntamento il 24 febbraio 2023, alle 15.30, nella Sala Regia del Comune di Viterbo con al tavolo dei relatori tra i massimi esperti in materia di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, quali magistrati, avvocati, giornalisti, soprintendente ABAP per la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, il Comandante del Nucleo TPC di Roma – Comando Carabinieri Tutela Patrimonio. Dopo la pandemia che ha costretto ad un rallentamento delle attività in presenza, il CSC Viterbo è il primo ente di Alta formazione a organizzare nella provincia di Viterbo un evento ufficiale che gode del patrocinio di Consiglio della Regione Lazio, Comune di Viterbo, Provincia di Viterbo e Prefettura di Viterbo. L’occasione nasce dalla pubblicazione del libro “Lineamenti di tutale penale dei beni culturali. La transizione dal Codice Urbani alla Legge 22/2022”, scritto da Riccardo Nodari, avvocato penalista Patrocinante in Cassazione, docente in materia di Diritto penale applicato ai Beni culturali, editore CSC Viterbo.

La Sala Regia al Palazzo dei Priori di Viterbo ospita il convegno del Centro studi criminologici (foto artinvisitaguideviterbo.com)
PROGRAMMA. L’evento è presentato dal giornalista Gaetano Alaimo e moderato da Andrea Natali, esperto in conservazione e valorizzazione dei beni culturali e co-direttore SAG del CSC di Viterbo. Dopo i saluti istituzionali della sindaca di Viterbo Chiara Frontini, e di Fabrizio Ballarini presidente del comitato scientifico SAG, e di altre autorità presenti, alle 16 apre i lavori Riccardo Nodari sulla tutela penale dei beni culturali, alla luce della transizione dal Codice Urbani alla Legge 22/2022. Lo scopo è, citando la sua opera, “quello di offrire al lettore, anche non giurista, un valido strumento per meglio comprendere gli istituti trattati e apprezzare l’evoluzione normativa della tutela penale dei beni culturali dal Codice Urbani alla legge Franceschini-Orlando”. Seguono Margherita Eichberg, soprintendente ABAP per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, su “Il ruolo della soprintendenza nella tutela del patrimonio culturale nazionale”, e Alessandra Conforti, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale della Spezia, su “Il ruolo della Magistratura nella tutela del patrimonio culturale”. Alle 17 su “La comunicazione e la divulgazione nella lotta a traffico illecito di beni culturali” interviene Fabio Isman, giornalista e scrittore, e, infine, è la volta del Magg. Francesco Nicolò Pirronti, comandante del Nucleo TPC di Roma – Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, che illustrerà l’attività del Comando Tutela Patrimonio Culturale svolta nell’ambito della salvaguardia e repressione dei reati ai danni del patrimonio storico-artistico nazionale. Alle 17.40, la tavola rotonda con i relatori e le eventuali domande degli intervenuti fino alle 19, giungendo così alla conclusione del Convegno.
Viterbo. Al museo nazionale Etrusco di Rocca Albornoz apre la mostra “Sfingi, Leoni e mani d’argento. Lo splendore immortale delle famiglie etrusche di Vulci” con le raffinate produzioni vulcenti emerse dalle recenti campagne di scavo
Le campagne di scavo condotte negli ultimi anni nella città etrusca di Vulci e nelle sue necropoli hanno permesso di rileggere e integrare in modo sostanziale quanto emerso dalle ricerche, dalle indagini archeologiche e dai ritrovamenti fortuiti che dalla fine del Settecento hanno interessato quest’area coinvolgendo personalità e istituzioni locali e internazionali, quali la famiglia Campanari o il principe di Canino Luciano Bonaparte. I nuovi dati emersi testimoniano la straordinaria raffinatezza delle produzioni vulcenti, rispondente alle esigenze di una aristocrazia locale in cerca di autocelebrazione, e i contatti commerciali e culturali con il Mediterraneo: reperti e strutture hanno fornito importanti dati per la comprensione della religiosità etrusca, dell’architettura sacra e funeraria così come del gusto delle classi sociali più agiate. Per capire queste novità e queste ricerche ecco la mostra “Sfingi leoni e mani d’argento. Lo splendore immortale delle famiglie etrusche di Vulci” che apre il 24 febbraio 2023, alle 11, negli spazi espositivi del museo nazionale Etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo, dove il pubblico la potrà visitare dal 25 febbraio al 15 giugno 2023. Raffinate fibule di ambra, argento e bronzo; decorazioni con pendenti a scarabei, di chiara derivazione egiziana; una coppia di mani d’argento, certamente appartenenti ad una statua polimaterica come se ne vedevano in Grecia e che si diffusero in area vulcente; e poi vasi attici, di committenza etrusca ma di fattura greca: tanti gli oggetti rinvenuti, studiati, esposti provenienti dalle tombe scavate di recente, che offrono uno spaccato fortemente rappresentativo di quanto emerso negli ultimi anni di ricerche. La mostra, promossa e organizzata dalla soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale in collaborazione con la Fondazione Vulci e con la Direzione regionale Musei Lazio, arriva al museo nazionale Etrusco di Viterbo dopo il successo ottenuto nell’esposizione presso il museo Archeologico di Francoforte in Germania, rappresenta la ripresa di mostre di carattere archeologico nazionale al museo di Viterbo.
Baia. Al museo Archeologico dei Campi Flegrei al Castello presentazione del libro “Vedute incrociate sull’arredamento antico: omaggi a Nicole Blanc e Hélène Eristov”
Il parco archeologico dei Campi Flegrei promuove la presentazione del libro “Regards croisés sur le décor antique. Hommages à Nicole Blanc et Hélène Eristov”, a cura di A. Dardenay, N. Delferrière, D. Morana Burlot, L. Narès, una raccolta di contribuiti sugli apparati decorativi nel mondo romano, con due nuovi studi dedicati all’antica Baiae: L. Narès, Baïes à l’encre et au crayon: Charles-Louis Clérisseau dans les Champs Phlégréens, e P. Miniero, Le ville romane di Baia: la testimonianza delle fonti letterarie coeve. Appuntamento venerdì 24 febbraio 2023, alle 12, nella sala conferenze del Castello di Baia. Dopo i saluti di Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, e di Pierfrancesco Talamo, funzionario archeologo, intervengono le autrici Léa Narès, curatrice del volume, e Paola Miniero, già direttore del museo Archeologico nazionale dei Campi Flegrei. Ingresso libero senza obbligo di prenotazione.

La volta di Baia in un disegno di Clérisseau conservato al museo dell’Ermitage di San Pietroburgo (foto museo-ermitage-s-pietroburgo)

Rilievo della volta delle Terme di Baia (foto pa-fleg)
Regards croisés sur le décor antique. Hommages à Nicole Blanc et Hélène Eristov / Vedute incrociate sull’arredamento antico: omaggi a Nicole Blanc e Hélène Eristov. Questo libro raccoglie trentasette contributi di ricercatori francesi e stranieri che lavorano sulle decorazioni nel mondo romano. Amici, colleghi e studenti di Nicole Blanc e Hélène Eristov, hanno voluto esprimere la loro gratitudine per la loro disponibilità, la loro benevolenza e per il loro contributo alla storia e all’archeologia di dipinti e stucchi antichi. Nicole Blanc e Hélène Eristov, entrambe membri del laboratorio AOROC (UMR 8546), hanno lavorato insieme e fatto convergere le loro ricerche. Questo volume, articolato attorno a tre assi (la questione dell’iconografia, la contestualizzazione e la ricezione delle decorazioni romane nelle fonti antiche e moderne), riflette la grande diversità di temi e approcci sviluppati nel loro lavoro nonché un reale aggiornamento delle questioni.
Verona. Al museo di Storia naturale la prima delle tre giornate di studio “Il progetto Food and Wine in ancient Verona (FaW)” dalla preistoria al Medioevo, tutte in diretta streaming su Zoom. Si inizia con “Alimentazione e bevande nel territorio veronese nella preistoria e protostoria”
A Verona tre giornate di studio, in altrettante sedi della città, dal titolo “Il progetto Food and Wine in ancient Verona (FaW)”, dedicate alla presentazione e alla discussione dei risultati del progetto di eccellenza scientifica In Veronensium mensa. Food and Wine in ancient Verona, sostenuto dalla Fondazione Cariverona, anche nel confronto con altre ricerche in corso nel territorio e altrove (vedi Verona. Produzione e consumo di cibo e vino dall’età del Ferro al Medioevo al centro del progetto di ricerca “In Veronensium mensa. Food and Wine in ancient Verona” dell’università di Verona con la soprintendenza di Verona e il museo di Storia Naturale, il supporto della Fondazione Fioroni e l’accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere, e il finanziamento di Fondazione Cariverona | archeologiavocidalpassato). La prima giornata, “Alimentazione e bevande nel territorio veronese nella preistoria e protostoria”, si tiene venerdì 24 febbraio 2023 al museo di Storia Naturale di Verona (l’evento potrà essere seguito in streaming tramite piattaforma Zoom al seguente link: https://bit.ly/3YIRO8Z). La seconda giornata, “Archeologia dell’alimentazione romana”, venerdì 10 marzo 2023, verrà ospitata dal museo Archeologico nazionale di Verona (l’evento potrà essere seguito in streaming tramite piattaforma Zoom al seguente link: https://bit.ly/3RWbjsH) e infine, il 30 marzo 2023, con “Cibo e ambiente nel Medioevo”, i lavori si concluderanno all’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona a Palazzo Erbisti (l’evento potrà essere seguito in streaming tramite piattaforma Zoom al seguente link: https://bit.ly/3xjz1Wi).
Venerdì 24 febbraio 2023 il museo di Storia Naturale di Verona ospita, in sala conferenze “Sandro Ruffo”, la prima delle tre giornate di studio del progetto “Food and Wine in ancient Verona (FaW)”, organizzato dal Dipartimento di Culture e Civiltà dell’università di Verona, in collaborazione con la sezione di Preistoria del Museo e con la SABAP per le province di Verona, Rovigo e Vicenza. L’appuntamento, dal titolo “Alimentazione e bevande nel territorio veronese nella Preistoria e Protostoria” è a cura di Mara Migliavacca, Nicoletta Martinelli, Paola Salzani e Massimo Saracino. Archeologi preistorici e protostorici, insieme ai paleobotanici e ai paleoantropologi, andranno alla ricerca delle più antiche radici dell’alimentazione: dai cacciatori-raccoglitori del Paleolitico fino alle soglie della romanizzazione, per poi arrivare a conoscere le abitudini alimentari delle popolazioni celtiche che abitavano a Verona. La giornata di studi sarà l’occasione per integrare le ricerche condotte per il progetto FaW con altre indagini in corso da tempo nel territorio veronese e relative anche ai cambiamenti delle tecniche di produzione e preparazione del cibo, nonché il progressivo ingresso di nuove specie domesticate. Il museo di Storia Naturale di Verona presenterà le indagini a cui collabora nell’ambito del progetto FaW e di altri progetti di ricerca. Il Museo ha istituito con l’Università un’apposita convenzione per la collaborazione alle ricerche del progetto, cui partecipano anche il dipartimento di Biotecnologie dell’università, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, l’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona, il Centro Ambientale Archeologico Pianura di Legnago e l’università di York, con l’obiettivo di ricercare le radici storiche della produzione e del consumo di cibo e vino, per cogliere da un lato le continuità e quindi le tradizioni, dall’altro le innovazioni nelle diete degli abitanti nel corso dei secoli e in particolare nelle fasi pre e protostoriche, della romanizzazione, della fine dell’Impero e dell’affermarsi del Medioevo, che segnarono decisivi passaggi economici, sociali e culturali nella vita del centro urbano e del suo territorio.

Ciotole e vasi da ambienti palafitticoli dal museo di Storia naturale di Verona: contenevano tracce di cibo degli antenati preistorici (foto univr)
PROGRAMMA. Alle 10.30, saluti istituzionali. Alle 11, “Carne, semi e frutti: gli animali e le piante come fonte alimentare nel Paleolitico del territorio veronese” con U. Thun Hohenstein (università di Ferrara), M. Carra (Alma Mater Studiorum, università di Bologna), F. Fontana (università di Ferrara), M. Peresani (università di Ferrara); 11.20, “L’alimentazione vegetale nelle prime fasi del Neolitico: da Lugo di Grezzana all’Italia settentrionale” con A. Pedrotti (università di Trento), M. Rottoli (Laboratorio di Archeobiologia, Como); 11.40, “Non solo carne. Metodi e risultati preliminari nello studio della dieta degli individui della necropoli neolitica di Quinzano” con E. Cristiani (Sapienza università di Roma), M. Saracino (musei civici di Verona, museo di Storia Naturale), D. Borić (Sapienza università di Roma), I. Dori (università di Firenze), N. Martinelli (musei civici di Verona, museo di Storia Naturale), P. Salzani (SABAP Verona, Rovigo e Vicenza), A. Zupancich (CSIC, Institución Milá y Fontanals, Barcelona); 12, “Ambiente, economia e alimentazione nel sito preistorico delle Colombare di Villa (Negrar di Valpolicella, VR). Nuovi dati 2019-2023” con P. Salzani (SABAP Verona, Rovigo e Vicenza), U. Tecchiati (università di Milano); 12.20, discussione. Dopo la pausa pranzo, alle 14.30, “Alimentazione nelle palafitte del lago di Garda e della pianura veronese: le informazioni dalle analisi paleobotaniche” con G. Bosi (università di Modena e Reggio Emilia), L. Castelletti (università dell’Insubria, Como), S. D’Aquino (università di Padova), M. Dal Corso (università di Padova), A.M. Mercuri (università di Modena e Reggio Emilia), S. Motella De Carlo (università Cattolica-Milano), R. Perego (CNR-IGAG, Milano), B. Proserpio (Laboratorio di Archeobiologia, Como), M. Rottoli (Laboratorio di Archeobiologia, Como), A. Aspes (già museo di Storia Naturale di Verona), M. Baioni (museo Archeologico della Valle Sabbia di Gavardo, Brescia), F. Gonzato (SABAP Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini), N. Martinelli (musei civici di Verona, museo di Storia Naturale), C. Nicosia (università di Padova), L. Salzani (già SA Veneto), P. Torri (università di Modena e Reggio Emilia); 14.50, “Mangiare e bere a Fondo Paviani nella tarda età del Bronzo. Una prima sintesi integrata dei dati archeozoologici, archeobotanici e chimici” con M. Cupitò (università di Padova), C. Ambrosioni (università di Padova), M.S. Manfrin (università di Padova), S. Mileto (universitat de Barcelona), A. Pecci (universitat de Barcelona), M. Rottoli (Laboratorio di Archeobiologia, Como), U. Tecchiati (università di Milano); 15.10, “Trent’anni di ricerche nell’agricoltura protostorica del Veronese” con R. Nisbet (ricercatore indipendente, Torino). Dopo il coffee break, alle 16, “In cucina nell’età del Ferro: considerazioni a partire dalle analisi gascromatografiche” con M. Migliavacca, S. Bandera, V. Donadel, L. Pogietta (università di Verona); 16.20, “Cosa si mangiava nella Verona preromana? Un approccio isotopico allo studio della necropoli del Seminario Vescovile di Verona” con Z. Laffranchi, M. Milella (università di Berna); 16.40, discussione e conclusioni.
Roma. “ALL’ETRUSCA. La scoperta della cultura materiale e visiva etrusca nell’Europa premoderna e moderna”: tre giorni convegno internazionale di studi promosso da Istituto Svedese di Studi Classici a Roma, École française de Rome, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia
“ALL’ETRUSCA. La scoperta della cultura materiale e visiva etrusca nell’Europa premoderna e moderna” è il titolo del convegno internazionale di studi promosso a Roma dal 23 al 25 febbraio 2023 da Istituto Svedese di Studi Classici a Roma, École française de Rome, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con il patrocinio dell’istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici. Organizzatori: Ulf R. Hansson (Swedish Institute of Classical Studies in Rome), Julie Labregère (Université de Tours – CeTHiS), Christian Mazet (Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici). Comitato scientifico: Maurizio Harari (università di Pavia), Natacha Lubtchansky (université de Tours), Laura M. Michetti (Sapienza università di Roma), Valentino Nizzo (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia), Ingrid D. Rowland (University of Notre Dame), Cornelia Weber-Lehmann (Ruhr-Universität Bochum). Il convegno internazionale “All’etrusca. La scoperta della cultura materiale e visiva etrusca nell’Europa pre-moderna e moderna” sviluppa una riflessione globale sull’impatto delle espressioni materiali e visive della civiltà etrusca, dalla sua scoperta nel XV secolo fino alla fine dell’Ottocento, quando l’etruscologia si affermò come disciplina archeologica. Saranno evidenziati diversi aspetti interdisciplinari di tale fenomeno, rivolgendo una particolare attenzione al suo impatto sulle espressioni culturali europee, come le arti e l’artigianato, l’architettura e l’arredamento, la letteratura e il pensiero politico, in un ampio spettro cronologico. Si tratterà così di rivalutare e definire meglio le caratteristiche della cultura materiale e visiva etrusca nel processo di ricezione artistica e culturale in epoca moderna, guardando specificamente allo status, ancora non ben definito, della “materialità” etrusca, cercando di evidenziare e, se necessario, abbandonare categorie storiografiche predeterminate.
PROGRAMMA 23 FEBBRAIO 2023, alla biblioteca dell’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma, in via Omero 14. Alle 9, accoglienza e introduzione al convegno con Ulf R. Hansson, Julie Labregère, Christian Mazet. SEZIONE “Oggetti etruschi in scena”, presidente: Natacha Lubtchansky. Alle 9.30, Andrea Galdy “A Bargain as Bargaining Power: the Role of Etruscan Antiquities in the Collection of Cosimo I de‘ Medici”; 10.30, Susan Dixon “When the Etruscan gods were silent: a 17th-century interpretation of the Ripostiglio Bianchini”; 10.30, Laurent Haumesser “Le lit funéraire du guerrier de la collection Campana”. Dopo la pausa café, alle 11.30, Elena Pontelli “1892. Note d’Etruria a Rio Ralletta”; 12, Françoise Gaultier “La présentation des collections étrusques au Louvre entre le milieu du XIXe siècle et les années 1980”; 12.30, Stefano Bruni “La Chimera di Arezzo nell’immaginario del Secolo Breve”. Dopo la pausa pranzo, SEZIONE “Storie di collezioni e musei”, presidente: Ulf R. Hansson. Alle 14.30, Eliana Fileri “Non vantò mai Roma un Museo più ampio e copioso di vasi, simulacri e monumenti etruschi”. La collezione del cardinale Filippo Antonio Gualterio (1660-1728)”; 15, Daniela Williams “Un museo solo etrusco a Firenze? Pro e contra nel carteggio di Joseph Eckhel con Luigi Lanzi (1776)”; 15.30, Sabrina Batino “Etruscherie fiorentine a Perugia. Congetture su un enigmatico eroe con ascia dalla Villa del Colle del Cardinale”; 16, Gabriella Tassinari, Alessandra Magni “Collezionismo di gemme etrusche a Verona: la dattilioteca di Giacomo Verità”. Dopo la pausa café, SEZIONE “Letture e riproduzioni della pittura etrusca”, presidente: Cornelia Weber-Lehmann. Alle 17, Luca Di Franco, Silvio La Paglia “L’influenza dell’etruscheria nell’interpretazione delle pitture funerarie campane: un equivoco erudito dell’antiquaria napoletana tra Settecento e Ottocento”; 17.30, Rune Frederiksen “Presenting Reproductions of the Past: the history of the display of Etruscan Facsimiles in the Ny Carlsberg Glyptotek”; 18, presentazione del progetto ICAR 4D online http://icar.huma-num.fr/4D/ (Natacha Lubtchansky) e della collezione di acquarelli e lucidi Morani, con handling session all’archivio dell’ISVROMA (Astrid Capoferro, Gaia Gambari).
PROGRAMMA 24 FEBBRAIO 2023, nella Salle de conférence dell’École française de Rome, in piazza Navona 62. Alle 9, accoglienza con Ulf R. Hansson, Julie Labregère, Christian Mazet. Saluti di Nicolas Laubry e Giuseppe Sassatelli. SEZIONE “Storie di scavo ed oggetti in viaggio”, presidente: Christian Mazet. Alle 9.30, Micaela Lujan Capone “Nuove riflessioni su Domenico Venuti e il patrimonio etrusco delle collezioni borboniche”; 10, Simone Grosso “Tra scavo e dispersione. Meccanismi di vendita all’estero del materiale archeologico proveniente dagli Scavi Sermoneta a Caere”; 10.30 Marianna Craba “Pietro Manzi (1785-1839) erudito, collezionista e mercante di antichità etrusche nella Civitavecchia gentilizia dell’Ottocento”. Dopo la pausa café, SEZIONE “Falsi, pastiches e vicende del collezionismo”, presidente: Laura M. Michetti. Alle 11.30, Maria Stella Pacetti “Imitatio ed Aemulatio degli specchi etruschi tra XVIII e XIX sec.”; 12, Antonella Magagnini “Augusto Castellani e la collezione donata ai Musei Capitolini: preferire un cauto riserbo a pericolose informazioni”; 12.30, Hortense de Corneillan “Fashion victims ? Les vases d’Étrurie et leurs restaurations”. Dopo la pausa pranzo, SEZIONE “L’oggetto etrusco tra Scienze dell’antichità, arte e scopi politici”, presidente: Maurizio Harari. Alle 14.30, Julia Castiglione “Au-delà de la goffezza: écrire l’histoire matérielle des Toscani à Rome au début du XVIIe siècle”; 15, Massimiliano Di Fazio “Il (presunto) dualismo tra Etruschi e Italici nella storiografia italiana dell’Ottocento”; 15.30, Daniele Di Cola “Gustave Soulier: un contributo dimenticato alla teoria dell’empreinte étrusque nell’arte italiana”. Dopo la pausa café, SEZIONE “Sguardi incrociati dall’epigrafia alla letteratura”, presidente: Valentino Nizzo. Alle 16.30, Alberto Calderini, Riccardo Massarelli “Documentazione epigrafica etrusca nel XVI secolo. Il cortonese Tommaso Braccioli e i rapporti con Gubbio e Perugia”; 17, Enrico Benelli “L’arredo epigrafico del palazzo Bucelli a Montepulciano”; 17.30, Gennaro Ambrosino “Gli Etruschi nel Risorgimento: la rappresentazione di Viterbo nelle memorie archeologiche di Francesco Orioli”; 18, Marie-Laurence Haack “Amour étrusque de fin de siècle”; 18.30, Martina Piperno “Dante, the Etruscan: An Archeo-Biological Myth in Early 20th Century Italy”.
PROGRAMMA 25 FEBBRAIO 2023, in Sala della Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, in piazzale di Villa Giulia 9. Alle 9, accoglienza con Ulf R. Hansson, Julie Labregère, Christian Mazet. Saluti: Valentino Nizzo. SEZIONE “Cultura visiva etrusca e rinnovo artistico”, presidente: Ingrid D. Rowland. Alle 9.15, Maurizio Harari “La Pallade Etrusca di Sandro Botticelli”; 9.45, Eline Verburg “Etruscans for All: Etruscan objects as an inspiration for decorative and industrial arts”; 10.15, Iefke Van Kampen “Gli Etruschi in Olanda: dall’Etrurische Salon agli Etruskische Gezangen”; 10.45, Marjatta Nielsen “Hetrurians and the North: in search for alternative models for an artistic idiom in the Nordic countries”; 11.15, Francesca Mermati “(Ri)costruire l’antico. L’attività di illustratore di Ezio Anichini tra studi etrusco-italici, arte nuova e suggestioni littorie”. Alle 11.45, conclusioni del convegno. Alle 12, visita della Collezione Castellani del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, a cura di Maria Paola Guidobaldi.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale per “Lo scaffale del Mann” presentazione del libro “Pulsa de nura. La maledizione di Berenice di Cilicia” (Guida editori) di Fiorella Franchini
Nuovo appuntamento al museo Archeologico nazionale di Napoli della rassegna “Lo scaffale del Mann”: mercoledì 22 febbraio 2023, alle 16.30, in sala conferenze, presentazione del libro “Pulsa de nura. La maledizione di Berenice di Cilicia” (Guida editori) di Fiorella Franchini. Dopo i saluti del direttore del Mann, Paolo Giulierini, con l’autore intervengono Franco Valente, storico dell’arte; Patrizia Milone, scrittrice; Marco Perillo, giornalista. Modera Francesco Di Rienzo, giornalista. Letture di Adriana Carli. Segue la proiezione del video “Itinerari di musica sull’Appia Antica regina viarum” di Lotos Lab.

Copertina del libro “Pulsa de nura. La maledizione di Berenice di Cilicia” di Fiorella Franchini
Pulsa de nura. Il 24 giugno del 79 d.C. Tito Flavio, generale che aveva saccheggiato e distrutto il Tempio di Gerusalemme, diviene Imperatore di Roma e ripudia la regina Berenice di Cilicia, sua amante. Assunto il potere, Tito deve fronteggiare l’eruzione del Vesuvio, un’epidemia a Roma e il terribile incendio di Campo Martio, prima di morire in circostanze improvvise e poco chiare. Furono questi eventi, disastrosi e funesti, legati alla terribile maledizione ebraica, la pulsa de nura, invocata dai rabbini per placare la collera di Berenice? Su questa ipotesi si regge il romanzo che intreccia la cospirazione politica a una struggente storia d’amore, sullo sfondo della Campania felix e dei Campi flegrei, rappresentati nello splendore architettonico delle ville patrizie, nella magnificenza dei templi e nella vivace quotidianità di plebe e mercanti.
Focus su storia e archeologia di un suggestivo angolo della Tuscia che, anche grazie agli sforzi congiunti dell’amministrazione comunale e del parco regionale Marturanum, sta acquistando rinomanza a livello internazionale. Appuntamento venerdì 24 febbraio 2023, alle 16.30, in sala Sant’Angelo, nel centro storico di Barbarano Romano (Vt), per la presentazione del libro “San Giuliano e Barbarano Romano” di Stephan Steingräber.
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