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Pompei segna un nuovo record: già superati i 4 milioni di visitatori nel 2023. Il parco archeologico ha premiato il visitatore numero 4.000.000

A Pompei superati i 4 milioni di visitatori_ un record. E l’anno non è ancora finito. Nei giorni scorsi, infatti, il parco archeologico di Pompei ha dato il benvenuto al suo visitatore numero 4.000.000 nel 2023. Una cifra che rappresenta un record nella storia degli scavi, il numero più alto di presenze mai raggiunte nel sito archeologico. Il visitatore numero 4.000.000 è stato omaggiato del nuovo libro fotografico di Luigi Spina “Interno pompeiano” (Five Continents Editions). “Questo è un grande successo per il Parco, grazie al costante supporto del Ministro Sangiuliano e del Ministero, un lavoro di squadra di uno staff sempre più in sinergia con il territorio della Grande Pompei”, commenta il direttore Gabriel Zuchtriegel. “Questo grande afflusso di visitatori è molto importante non solo per il sito di Pompei, ma anche per l’economia di un territorio che dipende in buona parte dal turismo. Il nostro impegno costante è dunque un investimento in un contesto molto più ampio”.

Roma. Con “Natale nei Musei” attività didattiche, visite guidate e mostre: ecco alcune proposte culturali offerte dal Sistema Musei di Roma Capitale fino al 7 gennaio 2024

roma_capitale_Natale_nei_Musei_2023_locandinaA Roma è festa con “Natale nei Musei”. Le festività natalizie nella Capitale sono arricchite anche quest’anno dalle numerose proposte culturali offerte dal Sistema Musei di Roma Capitale, con una serie di appuntamenti tra attività didattiche, visite guidate e mostre rivolti a visitatori di tutte le età. Il programma Natale nei Musei è promosso da Roma Capitale, assessorato alla Cultura – sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Il 24 e il 31 dicembre 2023 tutti i Musei Civici e le aree archeologiche saranno aperti fino alle 14. Resteranno chiusi invece il 25 dicembre 2023, e riapriranno con orario ordinario il 26 dicembre 2023. Inoltre il 1° gennaio 2024, in occasione della terza edizione di Roma Capodarte, i Musei e le aree archeologiche saranno aperti a ingresso gratuito per tutti con i seguenti orari: dalle 11 alle 20, Musei Capitolini, Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Museo dell’Ara Pacis, Museo di Roma-Palazzo Braschi, Centrale Montemartini, Musei di Villa Torlonia (tranne Serra Moresca), Museo di Roma in Trastevere, Museo Civico di Zoologia, Galleria d’Arte Moderna; dalle 11 alle 16, Museo Napoleonico, Museo della Repubblica Romana e della Memoria garibaldina, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo Pietro Canonica, Museo delle Mura, Museo di Casal de’ Pazzi, Serra Moresca, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Villa di Massenzio, Area archeologica del Circo Massimo, Area Sacra di Largo di Torre Argentina; dalle 9 alle 16.30, Area Archeologica dei Fori Imperiali. L’ultimo ingresso è consentito un’ora prima dell’orario di chiusura. Il 24 e il 31 dicembre 2023 Circo Maximo Experience, la visita immersiva del Circo Massimo in realtà aumentata e virtuale, sarà fruibile dalle 10 alle 14 con ultimo ingresso alle 12.50. Ingresso ridotto per i possessori di MIC Card. All’interno dei musei, infine, in occasione delle festività natalizie saranno disponibili, gratuitamente, “Giochi in comune”, i “quaderni gioco” della Sovrintendenza Capitolina, pensati per bambine e bambini, alla scoperta delle aree archeologiche e delle collezioni museali dei Fori Imperiali, Musei Capitolini, Galleria d’Arte Moderna e Museo di Casal de’ Pazzi.

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I due ritratti di Augusto, scoperti rispettivamente a Roma e Isernia, protagonisti della mostra “Imago Augusti” ai Mercati di Traiano a Roma (foto roma capitale)

ATTIVITÀ DIDATTICHE. Fino al 7 gennaio 2024, l’iniziativa “Natale nei Musei” propone una ricca offerta di attività didattiche, giochi e laboratori adatti a tutta la famiglia, attraverso i quali scoprire in modo inusuale e divertente la storia di Roma e delle sue collezioni museali. Il 26 dicembre 2023: alle 10, al Museo di Casal de’ Pazzi, si gioca alla tombola pleistocenica con Ambo, Terno, Quaterna…rio!, attività che si ripete il 3 gennaio 2024, alla stessa ora; alle 11, appuntamento a piazzale Scipione Borghese per l’itinerario guidato “Villa Borghese: animali reali e animali fantastici, animali veri e animali di pietra”; alle 16 laboratorio ai Musei Capitolini: “C’erano una volta una lupa e due gemelli”, rivolto ad adulti e bambini 6-10 anni. Il 27 dicembre 2023: alle 15, “Scopriamo insieme i Mercati di Traiano” con una visita guidata che si terrà ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali. “Vivere in villa: storie di imperatori” è il titolo della visita proposta alla Villa di Massenzio il 28 dicembre alle 11, mentre alle 16, al Museo di Roma a Palazzo Braschi è in programma il laboratorio “Vis-à-vis. Ritratti di Pietro Tenerani”, per adulti e bambini (target consigliato dai 6 ai 10 anni). Il 29 dicembre alle 11, ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali per “Augusto sotto l’albero”, visita guidata alla mostra “Imago Augusti. Due nuovi ritratti di Augusto da Roma e Isernia”. Si prosegue il 30 dicembre 2023 alla scoperta di vie, vicoli, piazze, larghi e archi che raccontano di persone, mestieri, miti, leggende, aneddoti e segreti per l’itinerario guidato “Perché si chiama così?”, con appuntamento alle 11, a piazza Benedetto Cairoli; alle 16, invece la Centrale Montemartini propone “La bottega di Eraclito, Mosaicisti per un giorno”, attività didattica rivolta ad adulti e bambini di età consigliata 5-10 anni incentrata sulle tecniche di esecuzione dell’arte del mosaico.

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Camminamenti delle mura Aureliane di Roma (foto roma capitale)

I Musei Capitolini aprono l’anno nuovo il 2 gennaio 2024, alle 10.30, con l’attività “Dalle mani nella creta all’offerta agli dei”, con realizzazione di oggetti in terracotta al termine della visita ai reperti in mostra. Il 3 gennaio 2024, alle 11.30, appuntamento in piazza di Porta Metronia, lato giardini, per una passeggiata guidata alla scoperta delle Mura Aureliane dal titolo “Le mura di Roma da Porta Metronia a Porta Latina”. Il 5 gennaio 2024, si inizia con il Museo di Roma che, alle 10.30, propone “Vis-à-Vis. Affàcciati al Museo!”, attività per ragazzi dagli 8 agli 11 anni che potranno cimentarsi nell’arte del ritratto. Ale 11, al Museo dell’Ara Pacis con “Al museo si racconta. L’Ara Pacis”, letture a voce alta, immagini e filastrocche alla scoperta della Roma antica per bambini e famiglie (età consigliata 6-10 anni). Il 6 gennaio 2024, alle 16, “Divertirsi al Museo dell’Ara Pacis” con il laboratorio rivolto ad adulti e bambini dai 5 ai 10 anni. Chiude la ricca rassegna il 7 gennaio 2024: “Le mura di Roma da Porta Maggiore alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme”, itinerario guidato alla scoperta delle Mura Aureliane, con appuntamento alle 11.30 in piazza di Porta Maggiore, di fronte all’Hotel Porta Maggiore. Tutte le attività sono gratuite e con biglietto d’ingresso a tariffazione vigente, ove previsto. Ingresso gratuito nei Musei Civici con la MIC Roma Card, prenotazione obbligatoria allo 060608.

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Locandina della mostra “Fidia” a Villa Caffarelli (musei Capitolini) dal 24 novembre 2023 al 5 maggio 2024

MOSTRE IN CORSO NEL PERIODO NATALIZIO. Le tante mostre da visitare nei Musei durante le festività si aggiungono come sempre al grande patrimonio di collezioni permanenti. I Musei Capitolini, nella sede di Villa Caffarelli, ospitano la prestigiosa mostra su “Fidia”, la prima esposizione monografica dedicata al più grande e famoso scultore dell’età classica. C’è tempo fino al 7 gennaio 2024, per visitare la mostra “VRBS Roma”, ospitata nella Sala degli Arazzi di Palazzo dei Conservatori, che espone per la prima volta un prezioso frammento di età imperiale in vetro dorato raffigurante la Dea Roma. Nelle sale di Palazzo Caffarelli, al terzo piano, è in corso la mostra “La Roma della Repubblica. Il racconto dell’archeologia”, che ripercorre la storia della città dagli inizi del V alla metà del I secolo a.C. “L’eredità di Cesare e la conquista del tempo” è invece la mostra ospitata presso la Sala della Lupa e dei Fasti antichi nell’appartamento dei Conservatori, che racconta la storia di Roma dalla sua fondazione attraverso i Fasti Capitolini. In due sale di Palazzo Clementino è infine possibile ammirare “I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini”, una selezione di oltre 660 marmi policromi di età imperiale. Ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali due ritratti di Augusto, scoperti nel corso di recenti indagini archeologiche, “dialogano” idealmente nell’ambito della mostra “Imago Augusti. Due nuovi ritratti di Augusto da Roma e Isernia”. Al provocatorio fotografo berlinese è dedicata la retrospettiva Helmut Newton. Legacy al Museo dell’Ara Pacis con più di 200 scatti esposti, in parte inediti, oltre a riviste e documenti che raccontano la vita e lo stile di questo rivoluzionario protagonista del Novecento.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per il ciclo “Natale all’Etru” visita guidata “Etruria coast to coast: da Caere a Spina. Con lo sguardo rivolto alla Grecia” con Valeria De Scarpis

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Particolare del cratere a volute attico raffigurante Oreste davanti al dio Apollo, dalla tomba 6C Valle Pega, Spina, conservato al museo Archeologico nazionale di Ferrara (foto etru)

“Etruria coast to coast: da Caere a Spina. Con lo sguardo rivolto alla Grecia”: visita guidata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia nell’ambito del ciclo “Natale all’Etru”. Sabato 23 dicembre 2023, alle 16, e sabato 30 dicembre 2023, alle 11, con Valeria De Scarpis i visitatori scopriranno i due centri etruschi che ebbero maggiori rapporti con il mondo greco, al punto da poter dedicare un proprio thesauros nel santuario di Delfi. Si parte dalla sezione del Museo dedicata a Caere e alla sua proiezione sul mar Tirreno, Pyrgi, per poi affacciarci sull’Adriatico attraverso la mostra “Spina Etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”. La visita è compresa nel costo del biglietto. Per info e prenotazioni: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. È possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo il giorno della visita, salvo disponibilità.

Ercolano. “Le Schegge del PAE”: nella terza puntata il direttore del parco archeologico Francesco Sirano ci fa scoprire il larario della Casa del salone nero, esposto alla mostra “Materia. Il legno che non bruciò ad Ercolano” nella Reggia di Portici

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Il larario in legno della Casa del salone nero di Ercolano esposto nella mostra “Materia” alla Reggia di Portici (foto graziano tavan)

Terza puntata de “Le Schegge del PAE”, la nuova serie social del parco archeologico di Ercolano dedicata alla mostra “Materia. Il legno che non bruciò ad Ercolano” in esposizione al MUSA – musei della Reggia di Portici fino al 31 dicembre 2023, dal martedì alla domenica dalla 9.30 alle 18, ultimo ingresso in biglietteria alle 16.30. I biglietti sono acquistabili alle biglietterie fisiche della Reggia e del Parco oppure online su https://materiainreggia.okticket.it/i… Sottotitoli a cura dell’Herculaneum Conservation Project. Dopo aver avere descritto lo sgabello della Casa dei due Atri, e le tavolette di legno di Ercolano (vedi Ercolano. “Le Schegge del PAE”: nella seconda puntata il direttore del parco archeologico Francesco Sirano ci fa scoprire le tavolette di legno per la scrittura, esposte alla mostra “Materia. Il legno che non bruciò ad Ercolano” nella Reggia di Portici | archeologiavocidalpassato), il direttore del parco Francesco Sirano ci porta alla scoperta del larario della Casa del salone nero.

“La religione è nulla, vivere religiosamente è tutto” (Erich Fromm): il larario della Casa del salone nero è “illustrato” in mostra con una citazione di Erich Fromm che il direttore Sirano cita per introdurre la “Scheggia”: “L’uomo romano viveva religiosamente e la religione accompagnava tutti i momenti della sua giornata, a cominciare dal mattino, quando si facevano sacrifici e preghiere davanti al piccolo altare domestico in onore dei Lari divinità che proteggevano la casa e delle divinità a cui il padrone di casa era particolarmente devoto: in questo caso Ercole, eroe che ha dato il nome alla città di Ercolano, e la dea Minerva. A Ercolano la caratteristica è data dal fatto che spesso si tratta di larari di legno e sono mobili, come questo di fronte al quale ci troviamo. Si tratta di un vero e proprio tempietto in miniatura, addirittura i capitelli delle colonne sono fatti di marmo a imitazione di quelli reali”.

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Il larario con la maschera gorgonica nella Casa dello Scheletro a Ercolano (foto graziano tavan)

Sirano si sposta davanti alla casa del banchiere Ellicus, che “doveva confidare per le sue fortune – spiega – non solo sulla sua bravura ma anche sugli dei. Il larario in mostra alla Reggia di Portici non è stato trovato così ben conservato come lo abbiamo potuto apprezzare nella mostra: si trovava in frammenti tra il Salone nero, che dà il nome alla casa, dove era esposto, e il giardino, trascinato dai flussi piroclastici durante l’eruzione. Alle mie spalle un altro ambiente con un larario, quindi un altro momento di religiosità domestica, questa volta costruito in muratura. Questi tabernacoli ci ricordano molto da vicino quelli che ancora oggi noi troviamo in alcune case del Meridione più tradizionali, ma anche lungo le strade dove spesso il nume tutelare diventa un grande campione, per esempio del calcio. Voi cose ne pensate? Siamo davvero così lontani dall’antichità romana?”.

Parco archeologico di Ostia antica (Rm): riapre al pubblico il 21 dicembre 2023 il Serapeum, santuario e tempio di Serapide, dopo un lungo intervento di restauro e di messa in sicurezza eseguito dal personale

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Il Serapeum al parco archeologico di Ostia antica: iscrizione “Iovi Serapi” (a Giove Serapide) (foto parco ostia antIca)

Parco archeologico di Ostia antica: riapre al pubblico il 21 dicembre 2023 il Serapeum, dopo un lungo intervento di restauro e di messa in sicurezza eseguito dal personale Ales in forza al Parco. Il Serapeum, santuario e tempio di Serapide, fa parte di un intero complesso che comprende anche il caseggiato di Bacco e Arianna a nord e un secondo edificio a sud (trasformato in età tarda in una domus), che avevano sia funzioni legate al culto esercitato dai sacerdoti di Serapide che funzione residenziale e di ospitalità. L’intero complesso risulta nella sua prima fase infatti unitario e strettamente interconnesso. Il culto di Serapide, divinità egiziana ellenistica, si diffuse nel mondo romano in associazione al culto di Giove. A Ostia trova la sua sede di culto in un’area periferica della città, nella Regio III, in una traversa di via della Foce che prende il nome di via del Serapide. Il tempio fu inaugurato il 24 gennaio del 127 d.C., giorno del compleanno dell’imperatore Adriano: così è riportato infatti su uno dei frammenti dei Fasti Ostiensi, sorta di cronaca incisa su marmo dei principali fatti relativi a Ostia e a Roma. Sulla sua interpretazione come tempio di Serapide non sussiste dubbio alcuno, anche grazie al rinvenimento in situ dell’iscrizione dedicatoria Iovi Serapi (a Giove Serapide), posta in origine probabilmente sul frontone che coronava la facciata del tempio. Attraverso l’ingresso sulla strada, in un secondo tempo monumentalizzato da un protiro, si accedeva a un cortile inquadrato da un portico, il cui pavimento era decorato con un mosaico a soggetto nilotico, preciso riferimento all’Egitto da cui il dio proveniva. Il tempio vero e proprio sorgeva in fondo al cortile, a fronte tetrastila, cioè con 4 colonne in facciata.

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La pianta e la posizione del Serapeum a Ostia antica (foto parco ostia antica)

È Giusy Castelli di Ales Spa a raccontare sul sito web del Parco le varie fasi degli interventi di restauro che hanno interessato il monumento. Gli interventi, svolti dalla squadra Ales in forza al Parco, hanno inizialmente riguardato la ricomposizione e il consolidamento delle cortine dei lati N, W e S del tempio, il consolidamento e la realizzazione delle creste murarie dei muri e dei contrafforti del lato S, la ricomposizione del basamento del portico S e parte di quello N, la stuccatura del fronte E del podio del tempio, la risarcitura delle lacune nel pavimento in lastre di marmo del portico S. La parete N del tempio necessitava di interventi minimi di consolidamento delle cortine e solo in un caso di ricomposizione del nucleo; lungo tutta la facciata sono state realizzate stuccature interstiziali tra i laterizi e i blocchetti di tufo per ripristinare i giunti di malta erosi e parzialmente mancanti. Anche lungo la parete W si è intervenuti con puntuali stuccature di consolidamento. A S del tempio vi sono contrafforti in opera mista che si addossano sia alla sua parete S che al muro di recinzione del santuario. Questi, già restaurati in passato, presentavano lacune nella cortina muraria. In assenza di coperture, tra i contrafforti e i muri sono cresciute nel tempo piante con apparati radicali talvolta molto spessi, tanto da causare notevoli distacchi tra le due strutture. Si è pertanto proceduto col rimuovere la vegetazione infestante nei primi giorni dell’area, individuando la radice responsabile del distacco, dopodiché si è provveduto a rimuovere la radice e a consolidare le due murature, realizzando dei cordoli di malta in sottosquadro per evitare future infiltrazioni di apparati radicali. Nella porzione E del portico S, priva di rivestimento pavimentale, è stata rimossa buona parte della terra di riporto per livellare la sua quota con quella dei piani adiacenti, in modo da limitare futuri dilavamenti di terra e facilitare la manutenzione dell’area. La fondazione del colonnato è stata consolidata per ripristinarne la visibilità e limitare i dilavamenti di terra nell’aula centrale: non si conservano porzioni originali visibili, pertanto si è scelto di consolidare la sua versione restaurata. Sul podio del tempio, già interessato da interventi di messa in sicurezza conclusi a luglio 2023, è stata ripristinata con pozzolana la copertura del mosaico.

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La scalinata del tempio di Giove Serapide a Ostia, prima del restauro (foto parco ostia antica)

A Ottobre 2023 si sono conclusi gli interventi nel Serapeum: essi sono stati mirati principalmente al consolidamento della scala del tempio, delle murature e strutture esterne al perimetro del complesso fino a comprendere il lato SE dell’attuale pertinenza del Caseggiato di Bacco e Arianna; inoltre sono state risarcite le lacune della pavimentazione in graniglia moderna e sono state consolidate le porzioni di pavimento di restauro in opus sectile di reimpiego, al fine di evitare la perdita dei frammenti. Infine sono stati realizzati interventi puntuali di consolidamento nei punti in cui si è riscontrata la mancanza di malta nei giunti o il parziale distacco di piccole porzioni di paramento, a conclusione dell’intervento generale. L’intervento più impegnativo ha riguardato la scalinata di accesso al tempio, di cui non si conserva rivestimento ma solo il nucleo in muratura, poiché si presentava completamente ricoperta di vegetazione e terra con la malta fortemente impoverita e disgregata. Dalle foto conservate nell’Archivio Fotografico del Parco e relative al primo scavo del complesso e da quelle pubblicate dall’archeologo Ricardo Mar a seguito delle sue campagne di scavo, si desume che non sono state fatte operazioni conservative sostanziali sulla scala, pertanto si è rivelato necessario intervenire per preservarne la struttura, poiché questi anni di esposizione alle intemperie ne hanno già fortemente ridotto il volume. Secondo le ricostruzioni di R. Mar, nella sua prima fase costruttiva il tempio era corredato da una scala centrale, alla quale si sono aggiunti due corpi laterali per formare una scalinata ampia quanto la cella. Sono visibili le trincee di scavo realizzate per mettere in luce la scala centrale, che conserva ancora parte del rivestimento in intonaco, grazie alle quali si apprezza la sequenza stratigrafica delle costruzioni. Non si conservano elementi di rivestimento, sebbene il basso gradino inferiore che era ampio quanto tutta la larghezza del tempio sembra fosse rivestito in marmo, a giudicare dalle lastre conservate ma evidentemente riposizionate. La struttura delle scalinate è fortemente compromessa e non si intuiscono con precisione le altezze delle alzate, sebbene sia deducibile l’andamento generale dei gradini. Al fine di preservare al meglio le strutture, evitando di operare scelte eccessivamente ricostruttive, si è scelto di proteggere il nucleo a vista realizzando una superficie di sacrificio a imitazione del nucleo su tutte le estensioni che ne imitasse l’andamento e la composizione, senza definire arbitrariamente alcun profilo che non fosse visibile o intuibile nella struttura originale.

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La scalinata del tempio di Giove Serapide a Ostia, dopo il restauro (foto parco ostia antica)

Le vasche di raccolta delle acque poste nella porzione NE del complesso e relative a una sistemazione successiva rispetto all’impianto originale del complesso sono state consolidate e sono state ricomposte le creste sommitali a protezione dei muri perimetrali; in precedenza il fondo delle vasche era stato riempito con argilla espansa ma, con il tempo, questa si è parzialmente dispersa consentendo la crescita della vegetazione: si è, quindi, deciso di rimuovere argilla e vegetazione mettendo in luce il fondo delle vasche con parziale rivestimento originale in cocciopesto, il cui stato di conservazione sembra buono nelle parti conservate. Dopo aver rimosso i depositi e aver documentato fotograficamente le vasche, sul fondo si è steso uno strato di telo DeltaLite sul quale è stata stesa della graniglia di piccole dimensioni, con la finalità di ridurre al minimo la possibilità di crescita di vegetazione con una modalità che ne consente facilmente il monitoraggio e la manutenzione.

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Mosaico nilotico nel Serapeum di Ostia (foto parco ostia antica)

Le porzioni del rivestimento pavimentale si presentano già restaurate nel secolo scorso, quando il mosaico è stato staccato e riposizionato su massetto di cemento armato; il rivestimento in opus sectile è stato ricomposto e le lacune sono state risarcite con graniglia e cemento. Gli attuali interventi si sono limitati alla fermatura di alcune lastre di marmo distaccate, alla realizzazione di piccole porzioni di graniglia a risarcitura delle lacune e alle stuccature di finitura laddove necessario. Al termine del consolidamento generale, le superfici sono state pulite con acqua, spazzole a setole morbide e spugna, per rimuovere i residui dei frequenti dilavamenti di terra dovuti alle forti piogge autunnali.

Roma. In Curia Iulia presentazione, in presenza e on line, del Master di II livello in “Diritto e Nuove Tecnologie per la Tutela e la Valorizzazione dei Beni Culturali”

roma_curia-iulia_master_diritto-e-nuove-tecnologie-per-la-valorizzazione-dei-beni-culturali_locandinaMartedì 19 dicembre 2023, alle 15, la Curia Iulia ospita la presentazione del Master di II livello in “Diritto e Nuove Tecnologie per la Tutela e la Valorizzazione dei Beni Culturali”. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su www.eventbrite.it. Ingresso da largo della Salara Vecchia. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Ersilia Barbato, prorettrice alla Didattica di Sapienza Università di Roma; Giulia Silvia Ghia, assessore alla Cultura, scuola, sport e politiche giovanili del Municipio I di Roma Capitale; Gen. B. Francesco Gargaro, comandante Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale; Luigi Rinella, direttore del Servizio Polizia Scientifica della Polizia di Stato; Luigi Capogrossi Colognesi, Accademia dei Lincei. Segue la presentazione del lavoro di tirocinio sulla “Fondazione Giacomo Boni – Flora Palatina”. Coordinamento scientifico: Roberta Alteri (parco archeologico del Colosseo) e Alessandra Micali (responsabile del tirocinio per il Master). Tirocinanti: Mariana Coronel Gómez, Piergiorgio Monti, Giorgia Roma, Valeria Minisini, Marianna Nicolosi, Gianmarco Santoro, Edoardo Rosito. Conclude Elena Tassi, direttrice del Master.

Il Master nasce dalla sinergia di partner pubblici e privati nell’ambito del DTC – Centro d’Eccellenza della Regione Lazio. L’iniziativa vede il coinvolgimento del dipartimento di Scienze giuridiche di Sapienza Università di Roma, del parco archeologico del Colosseo, dell’Istituto di Scienze del Patrimonio culturale del CNR, nonché di docenti di elevata professionalità, provenienti dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, dal Servizio Polizia Scientifica della Polizia di Stato e da numerosi altri Enti ed Aziende di riconosciuta competenza nel settore. Il Corso, giunto ormai alla sua quinta edizione, ha come obiettivo la formazione di nuovi profili professionali capaci di interagire in modo efficace all’interno del settore multidisciplinare dei beni culturali, pubblici e privati, consentendo l’acquisizione di competenze che spaziano dal diritto al management, dall’impiego delle nuove tecnologie alla realizzazione e gestione di modelli integrati di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

Ercolano. Al parco archeologico partono i nuovi servizi di bigliettazione e di accoglienza 

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Il nodo di Ercole, logo del parco archeologico di Ercolano

Da martedì 19 dicembre 2023 partono i nuovi servizi di bigliettazione e di accoglienza del parco archeologico di Ercolano con una rete di customer services capillare. Il Servizio biglietteria, trasferito temporaneamente in un ufficio mobile, sarà attivo tutti i giorni dalle 8.30 alle 15.30, il sito per l’acquisto dei biglietti on line è https://ecm.coopculture.it/index.php?option=com_snapp&view=event&id=6B28C87A-72A3-F118-6B60-018C1FF9AF6B&catalogid=82CD9629-1EFA-01B4-1039-018C68FAB62F. Link per le scuole https://ecm.coopculture.it/index.php?option=com_snapp&view=event&id=F1870231-C58F-E131-3887-018C69024649&catalogid=669BF9FE-1F86-A346-33A8-018C691A99C0 Il Servizio Informazioni (081.0106490) multilingue sarà attivo dal lunedì al sabato dalle 9 alle 17. Il Bookshop, trasferito temporaneamente in un ufficio mobile, sarà aperto negli orari di apertura del sito.

Udine. A Palazzo Clabassi, sede della Sabap FVG, l’incontro “La messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale in casi emergenziali” per raccontare, ascoltare, illustrare la propria attività istituzionale, e sensibilizzare la collettività sui temi di protezione civile, resilienza e riduzione dei rischi

Udine_palazzo-clabassi_incontro-messa-in-sicurezza-e-salvaguardia-del-patrimonio-culturale_foto-sabap-fvgPer “Incontriamoci in Soprintendenza” appuntamento lunedì 18 dicembre 2023, alle 17, a Palazzo Clabassi di Udine, sede della soprintendenza, per l’incontro “La messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale in casi emergenziali. La formazione dei volontari di Protezione Civile nella messa in sicurezza di beni culturali a seguito di eventi calamitosi. Esperienze a confronto”. Prima dell’evento sarà possibile effettuare una visita guidata al “laboratorio di restauro” della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del FVG (a partire dalle 16.15 previa prenotazione al link sottostante e verifica della disponibilità dei posti). Ingresso libero sino ad esaurimento posti. PRENOTAZIONE CONSIGLIATA registrandosi al link https://forms.gle/ZHX6tNw9fPE1ATtS8. La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia apre le porte per raccontare, ascoltare, illustrare la propria attività istituzionale e i propri compiti di tutela del patrimonio culturale alla comunità con un incontro, in collaborazione con Protezione Civile della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia. L’incontro, per sensibilizzare la collettività sui temi di protezione civile, resilienza e riduzione dei rischi, riguarderà la messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale in casi emergenziali e della preventiva formazione dei volontari di Protezione Civile. Gli eventi alluvionali e geologici prodotti dai cambiamenti climatici in atto infatti rendono necessario gestire situazioni emergenziali sempre più frequenti. Tali eventi possono mettere in pericolo la conservazione di beni storico artistici, architettonici e trasformare i nostri paesaggi in maniere irreversibile.

Udine_palazzo-clabassi_incontro-messa-in-sicurezza-e-salvaguardia-del-patrimonio-culturale_1_foto-sabap-fvgLa soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio FVG e la Protezione Civile della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia hanno siglato, in occasione del 40° anniversario del terremoto del 1976, una convenzione che ha tra gli scopi principali la formazione dei volontari nello specifico settore della messa in sicurezza dei beni culturali in caso di eventi emergenziali. La convenzione è stata confermata una prima volta nel 2018 ed è al momento in fase di rinnovo. La formazione viene attuata tramite il “Corso di formazione di base per la messa in sicurezza di beni mobili a seguito di eventi calamitosi” che ha lo scopo di fornire ai volontari di protezione civile le nozioni fondamentali sulla normativa in vigore nel settore dei beni culturali e sulle operazioni di recupero, messa in sicurezza, imballaggio, trasporto di beni storico artistici colpiti da questi eventi. Alla formazione hanno collaborato nel corso del tempo i rappresentanti della Curia Arcivescovile, del Comando Provinciale Vigili del Fuoco, dei Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale; la formazione inoltre ha compreso esercitazioni pratiche coordinate dal personale tecnico-scientifico della Soprintendenza. Dal 2016 a oggi sono stati formati circa 250 volontari che hanno dato il loro contributo consapevole nell’alluvione che ha colpito il Friuli nell’ottobre 2018 (VAIA) ma anche nei recenti eventi calamitosi che hanno interessato la regione e il nord d’Italia nel 2023 con il maltempo nella bassa friulana e il recente fenomeno alluvionale in Emilia Romagna.

Udine_palazzo-clabassi_incontro-messa-in-sicurezza-e-salvaguardia-del-patrimonio-culturale_2_foto-sabap-fvgPROGRAMMA. Alle 17, i saluti istituzionali: Andrea Pessina, soprintendente ad interim Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia e direttore segretariato regionale del MiC per il Friuli Venezia Giulia; Riccardo Riccardi, assessore con delega alla Protezione Civile della Regione Friuli Venezia Giulia; Amedeo Aristei, direttore centrale della Protezione Civile della Regione Friuli Venezia Giulia. Seguono gli interventi di Morena D’Aronco, restauratrice, SABAP FVG, “La formazione dei volontari della Protezione Civile per la messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale in ambiti emergenziali”; Alessandro Volpini, comandante Nucleo carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale di Udine, “La messa in sicurezza del patrimonio culturale nei casi di calamità naturali o conflitti bellici”. L’impiego del personale dei TPC nella Task Force Caschi Blu della Cultura; Nazzareno Candotti e Maria Teresa Plet, Protezione Civile della Regione FVG – direttore servizio volontariato, Nue 112 e sistemi tecnologici e PO gestione e sviluppo del sistema di volontariato di protezione civile, “Le squadre di volontari di protezione civile della Regione FVG specializzate in gestione dei beni culturali nell’ambito della Colonna mobile regionale”. Modera Mirko Pellegrini, architetto, SABAP FVG – responsabile area funzionale “paesaggio”.

Ravenna. Al via “MicroDanze”: alla Domus dei Tappeti di Pietra nelle giornate della Trilogia arriva il progetto di Aterballetto che rinnova l’intreccio fra patrimonio storico-archeologico e spettacolo dal vivo

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La Domus dei Tappeti di Pietra a Ravenna ospita “MicroDanze”, il progetto di Aterballetto (foto fondazione ravennantica)

Manca pochissimo al primo appuntamento con “Intorno alla Trilogia – MicroDanze” alla Domus dei Tappeti di Pietra di Ravenna. Dal 16 al 22 dicembre 2023, la Domus dei Tappeti di Pietra, nelle giornate della Trilogia d’Autunno, ospiterà le MicroDanze, il progetto di Aterballetto ideato da Gigi Cristoforetti. Già applaudito anche ad Atene e Bruxelles l’evento arriva in città grazie alla collaborazione tra Fondazione RavennAntica e Ravenna Festival, rinnovando l’intreccio fra patrimonio storico-archeologico e spettacolo dal vivo. Le performances danzanti di sei-otto minuti, sono firmate da Diego Tortelli e verranno messe in scena il 16, 19, 20 e 22 dicembre 203, alle 17 e alle 18, mentre domenica 17 dicembre 2023 le esibizioni saranno, alle 12 e alle 12.30, alla Domus dei Tappeti di Pietra in via Barbiani. Un dono per gli spettatori della Trilogia, il cui biglietto è valido per tutte le MicroDanze in programma, ma anche un’occasione per visitare la Domus, il cui biglietto d’ingresso, nelle giornate indicate, include le performances.

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Il balletto “A Gig” di Aterballetto con Estelle Bovay e Leonardo Farina (foto andrea mazzoni)

Sabato 16 dicembre 2023, è il turno di “A Gig”: su un tappeto persiano i danzatori Estelle Bovay e Leonardo Farina diventano – suggerisce il coreografo Diego Tortelli – “voce spezzata e strumenti glamour di seduzione”. Nel gergo rock, un gig è solitamente un numero di apertura o chiusura che serve a scaldare il pubblico all’inizio di un concerto o prenderne congedo, una breve performance che cattura stile, vibrazioni e intensità della band; allo stesso modo, la MicroDanza di Tortelli diventa una piccola sorpresa in un contesto inusuale.

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Il balletto “Yes, Yes…” di Aterballetto con Vittoria Franchina ed Edoardo Brovardi (foto alberto mancini)

“Yes, Yes…” destinato alle altre giornate (17, 19, 20 e 22 dicembre) vede in scena Vittoria Franchina ed Edoardo Brovardi, sulle musiche che Dean & Britta hanno composto per accompagnare una serie di screen test, filmati nel 1960, da Andy Warhol. È infatti l’atmosfera della leggendaria “Factory” – lo spazio progressivo e libero dove Warhol favoriva incontri e collaborazioni fra artisti – ad aver ispirato il coreografo italiano.

Pomezia (Rm). Per “Lavinium: archeologia e territorio”, visita guidata all’area archeologica, conferenza sui “Santuari costieri” e donazione dell’opera “Enea24”

lavinium_civico-archeologico_archeologia-e-territorio_visite-guidate-e-incontri_locandinaSabato 16 dicembre 2023 torna l’appuntamento con “Lavinium: archeologia e territorio”, evento realizzato in collaborazione tra la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti, e il museo civico Archeologico Lavinium. Appuntamento, alle 15, al museo civico Archeologico Lavinium in via Pratica di Mare 4 a Pomezia (Rm) per la visita guidata all’area archeologica dei XIII Altari e del c.d. Heroon di Enea a cura dei funzionari della soprintendenza. Segue, alle 16.30, nella sala conferenze del museo, per il ciclo degli “Incontri con l’Archeologia”, la conferenza “I santuari costieri del territorio di Pomezia e Ardea: Sol Indiges e Castrum Inui” con Alessandro Maria Jaia e Francesca Licordari. Infine, alle 18, la cerimonia di donazione dell’opera “Enea24” dell’artista Ivan Caponecchi. L’opera scultorea, compresa in un progetto più ampio che mira a rivisitare in chiave contemporanea l’immagine di Enea, è ispirata al bassorilievo dell’Ara Pacis e rappresenta un ulteriore punto di congiunzione con la città di Çanakkale, con la quale la Città di Pomezia è gemellata.