Sarsina (FC). Al museo Archeologico nazionale l’iniziativa “Archeo aperitivo. Appuntamento con la storia e con il cibo dell’Antica Roma al museo Archeologico di Sarsina” a cura di ArkeoGustus®
Con giugno al via l’iniziativa “Arte, Storia e Gastronomia” all’interno del museo Archeologico nazionale di Sarsina (FC). Il primo appuntamento in calendario è per sabato 10 giugno 2023, dalle 17, con l’iniziativa “Archeo aperitivo. Appuntamento con la storia e con il cibo dell’Antica Roma al museo Archeologico di Sarsina”. Il progetto, a cura di ArkeoGustus®, rivolto a bambini, adolescenti e famiglie, si articola in quattro appuntamenti dove eventi, percorsi di visita tematici e laboratori didattici saranno legati alla promozione e alla conoscenza delle antiche tradizioni gastronomiche. L’evento si terrà con un minimo di 10 partecipanti. Prenotazione obbligatoria: 10 euro, adulti; 5 euro, dai 18 ai 12 anni; gratuito 0-12. Gli eventi sono prenotabili contattando ArkeoGustus su w.app al 3459911293 oppure via mail su arkeogustus@gmail.com. Il costo dell’evento, da saldare al momento della prenotazione esclusivamente online, non comprende il costo dell’ingresso al museo (3 euro, acquistabile direttamente in loco il giorno dell’evento) che è a parte. Le degustazioni saranno tematiche ed accompagnate da una parte divulgativa che ne racconterà la storia ed il contesto in un percorso strutturato sul gusto. “Con queste iniziative”, spiega Federica Timossi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Sarsina, “vogliamo dare risalto ad un aspetto importante della vita quotidiana in epoca romana, dando la possibilità di sperimentare i gusti della sua cucina mentre si scoprono le splendide sale da banchetto (triclini) conservate in museo”. ArkeoGustus® attraverso l’archeologia sperimentale ed esperienziale intende infatti promuovere l’archeo-gastronomia grazie alla proposta di antiche ricette recuperate dopo un lungo studio su fonti storiche e rielaborate per i palati moderni. Tutte le attività saranno precedute da una introduzione ai luoghi a cura del personale del museo.
Roma. In Curia Iulia presentazione del libro “Aedes Vestae. Archeologia, Architettura e Restauro” a cura di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi e Giulia Giovanetti. In presenza e on line. A seguire il progetto digitale di valorizzazione dell’area dell’Aedes Vestae
Venerdì 9 giugno 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la presentazione del libro “Aedes Vestae. Archeologia, Architettura e Restauro” (Gangemi editore) che riunisce gli atti della giornata di studio dedicata al monumento, tenutasi presso il parco archeologico del Colosseo il 9 giugno 2021. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Domenico Palombi, dipartimento di Scienze dell’antichità di Sapienza università di Roma. Saranno presenti le curatrici Alfonsina Russo, Federica Rinaldi e Giulia Giovanetti (parco archeologico del Colosseo). Conclude Pierre Gros, Académie des Inscriptions et Belles-lettres, Institut de France, Paris. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione su eventbrite.it. Diretta streaming sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo. Al termine della presentazione sarà illustrato il progetto digitale di valorizzazione dell’area dell’Aedes Vestae e dei reperti architettonici a cura di Roberta Altieri, Francesca Caprioli e Federica Rinaldi.

Smontaggio dei ponteggi del cantiere di restauro del Tempio di Vesta (foto PArCo)
Libro “Aedes Vestae. Archeologia, Architettura e Restauro”. L’intervento conservativo dell’aedes vestae nel foro romano, a quasi cent’anni dalla sua anastilosi, ha rappresentato un’occasione di ricerca, tutela e valorizzazione del monumento in un’ottica multidisciplinare. il coinvolgimento di differenti specialisti – archeologi, architetti, restauratori, rilevatori, ingegneri, strutturisti e archivisti – ha permesso l’acquisizione di una base di dati imprescindibile sia per la progettazione e l’esecuzione dell’intervento sia per un nuovo esame del bene. a due anni dal completamento del cantiere, questi atti rappresentano il raggiungimento di un duplice obiettivo, quello conservativo e quello della conoscenza, entrambi necessari per traghettare pienamente il passato nel futuro, nell’ottica della tutela e della valorizzazione.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale per la rassegna “Incontri al museo” conferenza di Daniele Federico Maras su “Miti greci e donne etrusche. Miti, riti e società in Etruria alla luce di un approccio di genere”
Per la decima edizione della rassegna “Incontri al museo”, venerdì 9 giugno 2023, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Firenze, conferenza di Daniele Federico Maras su “Miti greci e donne etrusche. Miti riti e società in Etruria alla luce di un approccio di genere”. Ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti. Daniele Federico Maras è funzionario archeologo alla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, professore universitario alla Sapienza Università di Roma, socio ordinario e segretario della Pontificia Accademia Romana di Archeologia. I suoi interessi di ricerca spaziano nell’intero campo della storia e della cultura dell’Italia preromana, con particolare riguardo ai temi dell’identità, degli scambi e dell’integrazione culturale greca e romana.
Al via Sardinia Archeo Festival: la quarta edizione è sul tema “Ritorno a Itaca”. Tre giorni di confronto (2 a Cagliari, 1 a Carloforte) tra 18 studiosi e studiose di archeologia, storia, geografia, architettura e antropologia
Il 9 e 10 giugno a Cagliari, negli spazi del Ghetto, e poi il 17 a Carloforte, all’ExMe, torna il Sardinia Archeo Festival sul tema “Ritorno a Itaca”: quarta edizione per il festival divulgativo di archeologia dedicato a storie e visioni del Mediterraneo. Tra gli ospiti gli archeologi Alfonso Stiglitz, Alessandro Usai, Fabio Pinna e Marco Minoja. Ingresso libero e gratuito. La tre giorni di Sardinia Archeo Festival metterà a confronto 18 tra studiosi e studiose di archeologia, storia, geografia, architettura e antropologia provenienti dal mondo dell’università e della ricerca che faranno il punto sulle indagini più affascinanti e aggiornate attorno alle nostre città. Gli incontri prenderanno il via venerdì 9 giugno 2023, alle 15.30 al Ghetto, e proseguiranno fino a sera con gli interventi di Giacomo Pozzi, Alessandro Usai, Francesca Desogus, Marco Milanese, Stefano Mais, Francesco Mascia; si prosegue sabato 10 giugno 2023, con la sessione del mattino, dalle 9 alle 12.30, che vedrà le relazioni di Marco Minoja, Consuelo Costa, Alessandro Cuccu, Francesco Bachis e Lidia Decandia; e quella pomeridiana, dalle 15.30 alle 20, con Marcello Schirru, Sergio Ribichini, Amedeo Feniello, Fabio Pinna, Alfonso Stiglitz. Entrambe le serate si chiuderanno in musica con “Da quale parte del mare”, concerto con i musicisti Roberto Tombesi (organetto), Davide Bonfanti (ghironda), Giovanni Floreani (cornamusa e cister). Terza e ultima serata sabato 17 giugno 2023, dalle 16.30 a Carloforte, con gli interventi degli storici Lorenzo Benedetti e Giampaolo Salice e in chiusura concerto del musicista Battista Dagnino.

La sala conferenze al Ghetto di Cagliari (foto il ghetto)
“Si dice spesso che l’Uomo sia un animale sociale, che rifugga da una dimensione di isolamento e che abbia sviluppato, nel tempo della sua presenza sulla Terra, un’attitudine al vivere collettivo, comunitario”, spiegano gli organizzatori associazione culturale onlus Itzokor nella presentazione. “Magari dandosi regole di convivenza che ne potessero indirizzare l’agire allo scopo del raggiungimento di un benessere di vita. Insomma, l’Uomo stanziale, almeno a partire dal neolitico, ha imparato a godere dei privilegi della comunità. Ma perché è stata scelta proprio questa via? Sarà questa la prima domanda a cui cercheremo di rispondere nella nuova edizione del Sardinia Archeo Festival. E poi a tutte le altre che, di conseguenza, derivano: quando nascono i primi centri di vita comunitaria? E cosa ne determina l’organizzazione sociale, politica, culturale, urbanistica, cui diamo il nome di “città”? Perché un centro assurge a tale dimensione, mentre quello accanto no? E cosa fa, veramente, di un gruppo ordinato di strade, architetture e servizi, una “città”? Cosa succede al territorio circostante: in che maniera interagisce con quel fermento umano che è racchiuso dai limiti della città? Ma proveremo a capire anche come muore una città, come si spopola un centro urbano, dove vanno a finire i suoi abitanti. Scaveremo nelle storie delle fondazioni di città famose come Cartagine, nelle dinamiche di potere delle città etrusche, cercheremo di capire cosa sia successo nella Sardegna nuragica o nel Mediterraneo all’arrivo dell’Islam. Ma il Festival diventerà occasione anche di rendere omaggio alla nostra città di Cagliari, che cercheremo di ricostruire nel racconto del suo sviluppo dal Cinquecento fino alle ricostruzioni dopo i bombardamenti del ’43. Anche attraverso la lettura dei preziosi documenti custoditi negli archivi cittadini. Volgeremo lo sguardo a realtà più piccole, capaci però di riproporre in dimensioni minori le dinamiche di un’organizzazione politico-sociale tipica dei grossi centri e ci chiederemo se davvero sia necessario parlare di “borghi quando si è paesi”. E forse arriveremo davvero, “cercando città, a trovare comunità”. Come al solito cercheremo di mettere in dialogo l’archeologia con le altre discipline che si interessano dell’essere umano, da una parte all’altra del nostro Mediterraneo, e nel tentativo di seguire un filo conduttore che dal passato giunga fino all’oggi”.
Padova. “Archeologia Urbana – Dallo scavo alla valorizzazione”: giornata di studi in onore di Marisa Rigoni promosso dalla Società Archeologica Veneta. Il programma
“Archeologia Urbana – Dallo scavo alla valorizzazione”: giornata di studi giovedì 8 giugno 2023, dalle 9.30, a Palazzo Zacco Armeni – Circolo Unificato dell’Esercito, in piazza Prato della Valle a Padova, evento promosso dalla Società Archeologica Veneta, con la partecipazione della nostra soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso e di quelle per le province di Verona Vicenza e Rovigo e del Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, ha lo scopo di far incontrare le varie realtà del panorama scientifico, istituzionale e ministeriale sul tema specifico dell’archeologia urbana, condividendo esperienze, progetti e riflessioni. Quest’anno l’evento è dedicato ad una persona significativa nella storia dell’ente organizzatore (Società Archeologica Veneta Odv): Marisa Rigoni. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria (posti limitati – scrivere a archeologicaveneta@gmail.com). Programma: alle 9.30, saluti istituzionali; 9.40, inizio lavori, chairman Vincenzo Tinè, soprintendente ABAP Padova. Interventi: Giulia Pelucchini su “Alle porte di Vicetia: dati archeologici recenti sulla cintura extraurbana”; Cinzia Rossignoli, Sara Emanuele e Federica Santinon su “Recupero e restauro di un gruppo di lamine in bronzo figurate da scavi di un metanodotto a Quinto Vicentino”; Chiara D’Incà, David J. Hosking su “Il battistero romanico della cattedrale di Feltre: i resti archeologici”; Maria Cristina Vallicelli, Claudia Pizzinato su “Oderzo, la necropoli romana di via Girardini e Tonello: dallo scavo alla valorizzazione”. Alle 11.15, coffee break. A seguire: Cristina Bassi su “La casa romana di via A. Rosmini a Trento. Tutela e valorizzazione di un sito dal 1954 ad oggi”; Patrizia Basso su “Aquileia: le mura e il mercato tardoantichi”; Simonetta Bonomi su “L’area archeologica di via dei Capitelli a Trieste”. Alle 13.15, lunch break. Alle 14.25, ripresa lavori, chair Simonetta Bonomi. Interventi: Elisa Possenti su “Le due civitates di Trincto.inia e Tredentem dell’Anonimo Ravennate”; P. Donat, L. Mandruzzato, F. Oriolo, S. Vitri su “La ripresa delle indagini nella basilica di Iulium Carnicum: dati per la restituzione delle ultime fasi di frequentazione”; Annachiara Bruttomesso su “Il Museo Zannato di Montecchio Maggiore e Sistema Museale Agno Chiampo”. Alle 16, .00 coffee break. A seguire: Emanuela Gilli su “Un museo e il suo territorio tra tutela, conservazione ed educazione. I primi 40 anni del Museo Civico di Montebelluna”; Viviana Frisone, Elena Marzola, Giulia Pelucchini su “L’antefissa fittile della Potnia Theron di Vicenza: un reperto restituito alla comunità”; Loretta Zega su “Riflessioni sul restauro, la valorizzazione e la manutenzione delle aree archeologiche: una questione di metodo”. Alle 17.45, Giulio Carraro, Arturo Zara su “La nuova collana editoriale R.I.S.A.”. Alle 18, chiusura lavori.
Roma-Eur. Al museo delle Civiltà aprono il museo delle Opacità, opere e documenti dell’ex museo Coloniale in dialogo con opere contemporanee, e la mostra “Bertina Lopes”. Ricco programma collaterale
Con il titolo di museo delle Opacità, il 6 giugno 2023 il museo delle Civiltà a Roma-Eur presenta il nuovo capitolo dedicato al riallestimento in corso delle collezioni e delle narrazioni museali: un nucleo di opere e documenti dalle collezioni dell’ex museo Coloniale di Roma, entrate a far parte delle collezioni del museo delle Civiltà nel 2017 e in corso di ri-catalogazione, vengono messe in dialogo con opere contemporanee che comprendono anche nuove acquisizioni rese possibili dal bando PAC-Piano per l’arte contemporanea del ministero della Cultura e nuove produzioni realizzate attraverso processi di residenza nel contesto di Taking Care-Ethnographic and World Cultures Museums as Spaces of Care, co-finanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea. E sempre il 6 giugno 2023 il museo delle Civiltà presenta la prima mostra che ricostruisce lo spazio di vita e di lavoro, al contempo privato e pubblico, dell’artista e attivista Bertina Lopes (Lourenço Marques, attuale Maputo,1924-Roma, 2012). In occasione della mostra “Bertina Lopes” a cura di Claudio Crescentini e Paola Ugolini, la casa e lo studio romani di Lopes, in via XX Settembre 98, saranno per la prima volta oggetto di una ricostruzione parziale, resa possibile da un’estensiva documentazione fotografica realizzata dal fotografo Giorgio Benni e commissionata dal museo delle Civiltà. Insieme ad una selezione di dipinti e disegni sono esposti in mostra anche libri, immagini fotografiche e strumenti di lavoro.
Inaugurazione martedì 6 giugno 2023, dalle 17 alle 21, al Palazzo delle Scienze: ingresso, scalone monumentale, mezzanini (primo piano) a cura di Gaia Delpino, Rosa Anna Di Lella e Matteo Lucchetti. Ingresso gratuito per tutta la durata dell’inaugurazione. Programma inaugurazione: 17.15 – 20, visite guidate alle mostre con le curatrici e i curatori; 17.15 – 18, “Bertina Lopes” con Claudio Crescentini, Paola Ugolini; 19.15 – 20, museo delle Opacità con Gaia Delpino, Rosa Anna Di Lella: collezioni storiche
Matteo Lucchetti: collezioni contemporanee; 18.30 – 19, presentazione del video “Identità sospese sull’artista Victor Fotso Nyie” a cura di Johanne Affricot per la serie Motherland di Spazio Griot; 19.15 – 20, visita guidata con i curatori.
Il nuovo allestimento del Museo delle Opacità è accompagnato da un programma di eventi pubblici. Giovedì 8 giugno 2023, ore 15 – 18.30, ATTIVAZIONE DELL’ENTE DI DECOLONIZZAZIONE BORGO RIZZA con Alessandro Petti (DAAR). Palazzo delle Scienze, Terrazzo (primo piano). Partecipazione aperta max 30 persone. Lingua: italiano. ISCRIVITI ALL’ATTIVAZIONE. Venerdì 9 giugno 2023, ore 15 – 18.30, PRESENTAZIONE FINALE DEL WORKSHOP DI CATERINA PECCHIOLI con Caterina Pecchioli e gli artisti Nosakhare Ekhator, Victor R. B. Abbey-Hart, Semhal Tsegaye e la ricercatrice/artista Leyla Degan. Progetto realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (IX edizione, 2022) programma di promozione internazionale dell’arte italiana della direzione generale Creatività contemporanea del ministero della Cultura. Palazzo delle Scienze, Sala Conferenze e Terrazzo (primo piano). Partecipazione libera. Lingua: italiano. Giovedì 15 giugno 2023, ore 10, DECOLONIALITÀ E ARTI, LECTIO MAGISTRALIS DI WALTER MIGNOLO in collaborazione con il gruppo Decolonizing Italian Visual and Material Culture della Bibliotheca Hertziana – Max Planc Institute, Roma. Palazzo delle Scienze, Sala Conferenze (primo piano). Partecipazione libera. Lingua: italiano. Giovedì 15 giugno 2023, ore 15 – 18, ATTIVAZIONE DELL’ENTE DI DECOLONIZZAZIONE BORGO RIZZA con Sandi Hilal e Alessandro Petti (DAAR). Palazzo delle Scienze, Sala Conferenze (primo piano). Partecipazione aperta max 30 persone. Lingua: italiano, inglese. ISCRIVITI ALL’ATTIVAZIONE. Giovedì 22, venerdì 23, sabato 24 giugno 2023, ore 10 – 17, CLASSICI E COLONIALISMO ITALIANO. Conferenza organizzata da Samuel Agbamu (RHUL/Reading), Elena Giusti (Warwick), in collaborazione con Gaia Delpino (museo delle Civiltà), Rosa Anna Di Lella (museo delle Civiltà). Palazzo delle Scienze, Sala Conferenze (primo piano). Partecipazione libera. Lingua: italiano, inglese. SCOPRI DI PIÙ
Ponte del 2 giugno 2023. Fine settimana da record per i musei e parchi archeologici italiani. Sangiuliano: “Pompei e Colosseo si confermano grandi attrattori”. Ecco i siti archeologici più visitati
“Un fine settimana da record per i musei e parchi archeologici italiani”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, commentando i primi numeri pervenuti sugli ingressi nei musei e parchi archeologici statali dal 2 al 4 giugno. “Nei tre giorni appena trascorsi abbiamo avuto due giornate con ingresso gratuito: il 2 giugno, istituito per la prima volta in occasione della Festa della Repubblica, e il 4 giugno, la prima domenica del mese. Pompei e il Colosseo si confermano grandi attrattori di cittadini e turisti, ma la fame di cultura riguarda tutta la Nazione e sono orgoglioso delle donne e degli uomini del MiC che hanno reso possibile tutto questo, garantendo l’apertura dei nostri siti”. Ecco l’elenco dei siti archeologici più visitati: parco archeologico di Pompei – area archeologica di Pompei 65314; parco archeologico del Colosseo – Colosseo Anfiteatro Flavio 58500; Pantheon 58464; parco archeologico del Colosseo – Foro Romano e Palatino 24944; museo Egizio di Torino 14.196; musei Reali di Torino 12739; museo archeologico nazionale di Napoli 11056; parco archeologico di Paestum e Velia – Museo e area archeologica di Paestum 10913; Parco archeologico di Ercolano 9915; Villae – Villa Adriana 8733; Terme di Caracalla 7453; MArRC – museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 6188; museo nazionale Romano – Terme di Diocleziano 5372.
Traffico internazionale illegale di beni culturali. Rientrati da Londra 750 reperti archeologici trafugati dall’Italia e presentati al museo nazionale di Castel Sant’Angelo, databili tra l’VIII secolo a.C. e l’epoca medievale. Valore stimato in 12 milioni di euro. Azione congiunta tra Ministero e Carabinieri TPC

Testa marmorea virile di personaggio di età matura, si tratta di un ritratto privato riferibile probabilmente a un contesto o monumento ufficiale in ambito urbano. Età imperiale (attorno al 280 d.C.) (foto mic-tpc)
Un tavolo tripode in bronzo proveniente da un contesto aristocratico dell’orientalizzante etrusco, due testiere equine da parata di ambito apulo-lucano, due pitture funerarie di area meridionale; per l’epoca romana, alcune teste virili in marmo di età imperiale, varie porzioni di statue e gruppi bronzei, o, ancora, il dipinto parietale con raffigurazione di tempietto strappato con ogni probabilità da una residenza vesuviana. Sono solo alcuni pezzi pregiati tra i 750 reperti archeologici rimpatriati da Londra il 19 maggio 2023 in seguito alle indagini del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, mirate a contrastare il traffico internazionale di beni culturali, sfociate anche in una procedura extragiudiziale e in una causa civile, condotta in stretta collaborazione con il ministero della Cultura attraverso l’Avvocatura generale dello Stato.

Presentazione del recupero di 750 reperti archeologico da Londra: da sinistra, Mario Turetta, Eleni Sourani, Gennaro Sangiuliano, Vincenzo Molinese, Lorenzo d’Ascia (foto mic-tpc)
Sono stati presentati ufficialmente il 31 maggio 2023, a Roma, al museo nazionale di Castel Sant’Angelo a Roma. Sono intervenuti Mario Turetta, segretario generale del ministero della Cultura; Lorenzo d’Ascia, avvocato dell’Avvocatura generale dello Stato; il generale B. Vincenzo Molinese, comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale; S.E. Eleni Sourani, ambasciatore di Grecia in Italia. Le conclusioni affidate a Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura.

Raro e ben conservato tavolino tripode in lamina bronzea, produzione etrusca del VII sec. a.C., con ogni probabilità proveniente da un contesto funerario di rango aristocratico (foto mic-tpc)

Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e il generale di Brigata Vincenzo Molinese alla presentazione del recupero di 750 reperti archeologici da Londra (foto mic-tpc)
“Il recupero del patrimonio culturale illecitamente sottratto è una delle priorità del mio programma, tutelare significa anche evitare che il nostro patrimonio sia depredato da trafficanti senza scrupoli”, ha dichiarato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “L’azione congiunta tra Ministero e Carabinieri TPC è un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale da preservare e consolidare anche con iniziative come questa, nella quale abbiamo lavorato fianco a fianco con la Grecia. Ringrazio l’Arma per il prezioso lavoro quotidiano, svolto in ogni parte del mondo”. E il Generale di Brigata Vincenzo Molinese, Comandante del TPC: “Il rimpatrio di questi preziosi reperti dal Regno Unito è l’ulteriore conferma della consolidata sinergia nell’azione di recupero tra il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e il Ministero della cultura. Il caso specifico ha visto inoltre il coinvolgimento fondamentale dell’Avvocatura Generale dello Stato e dell’Ambasciata d’Italia a Londra. Anche oggi celebriamo il costante impegno dei Carabinieri dell’Arte rivolto alla tutela del patrimonio culturale italiano”. “Quando le istituzioni fanno gioco di squadra i risultati arrivano sempre”, ha detto Mario Turetta, Segretario generale del ministero della Cultura.

Quattro fibule in lamina d’oro con arco sagomato e terminale a bottone, produzione dell’Italia meridionale (V sec. a.C.) (foto mic-tpc)

Kylix attica a figure rosse decorata all’interno con gorgoneion e all’esterno con raffigurazione di Dioniso assiso con corno potorio in mano, su di un lato, e di un cavaliere, sull’altro, inframmezzati da motivo ad occhioni e tralci (foto mic-tpc)
I ritrovamenti, provenienti da scavi clandestini sul territorio italiano, erano confluiti in una società inglese in liquidazione, la Symes Ltd, riconducibile a Robin Symes, importante trafficante di beni culturali. La società, che si era sempre opposta ai reiterati tentativi di recupero da parte dell’Autorità Giudiziaria italiana, sottoposta a procedura fallimentare nel Regno Unito, è stata citata in giudizio anche in Italia, tramite l’Avvocatura generale dello Stato, per la restituzione dei beni o il risarcimento civile del danno. La consegna è stata possibile grazie alle complesse trattative seguite dal ministero della Cultura (Ufficio III del Segretariato generale, ufficio Legislativo e direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio), in sinergia e stretta collaborazione con i Carabinieri dell’Arte che, con la fattiva collaborazione dell’ambasciata d’Italia a Londra, li hanno scortati in Italia. L’accordo per la restituzione è stato siglato l’11 maggio 2023.

Bronzetto raffigurante auleta con doppio flauto, produzione etrusca di età arcaica (foto mic-tpc)

Pendaglio in oro a forma di ghianda con doppio occhiello, di produzione tarantina o comunque magno greca (foto mic-tpc)
L’insieme dei reperti, databili complessivamente tra l’VIII secolo a.C. e l’epoca medievale, il cui valore è stimato in 12 milioni di euro, offrono uno spaccato delle molteplici produzioni dell’Italia antica e delle isole, riflettendo al contempo la lacerazione insanabile subita dai numerosi e diversificati contesti archeologici (funerari, cultuali, abitativi e pubblici) oggetto di depredazione, concentrati in particolare nell’Etruria e nella Magna Grecia. I materiali riacquisiti comprendono vasi fittili, sia di produzione locale che di fabbrica attica e corinzia, in bronzo e in pasta vitrea, elementi del vestiario e monili in oro, argento, bronzo, osso e ambra, tra cui 26 collane ricomposte nella prospettiva dell’immissione sul mercato, armi, utensili e suppellettili, elementi della bardatura equina, coroplastica votiva e architettonica, sarcofagi, di cui uno in piombo con decorazione a rilievo, e urne funerarie, oggetti votivi e rituali, elementi di statuaria in bronzo, in marmo e in calcare, elementi architettonici e arredi in bronzo e marmo, decorazioni musive e dipinte.
















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