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Bari. Successo di pubblico: nuova proroga della mostra “Antichi Popoli di Puglia. L’archeologia racconta” al Castello Svevo, oltre seicento reperti dall’VIII secolo a.C. fino all’epoca dell’imperatore Augusto

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Reperti apuli esposti nella mostra “Antichi Popoli di Puglia. L’Archeologia racconta” al Castello Svevo di Bari (foto drm-puglia)

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Videoinstallazione alla mostra “Antichi Popoli di Puglia. L’Archeologia racconta” al Castello Svevo di Bari (foto drm-puglia)

Prima fino al 31 marzo, poi al 14 maggio, ora fino al 23 luglio 2023. Non si ferma il successo della mostra “Antichi Popoli di Puglia. L’archeologia racconta”, a cura del direttore generale musei, Massimo Osanna e del direttore regionale musei Puglia, Luca Mercuri, al Castello Svevo. La nuova proroga in risposta al grande interesse del pubblico, con 55mila visitatori all’attivo in cinque mesi. Nell’esposizione sono presenti oltre seicento reperti, molti dei quali normalmente non esposti al pubblico e distribuiti lungo una linea temporale che va dall’VIII secolo a.C. fino all’epoca dell’imperatore Augusto. Tra le opere provenienti dai musei della direzione regionale, da musei civici, da depositi, soprintendenze e dalla direzione regionale Musei Basilicata, vi sono anche i 36 reperti del museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA, provenienti prevalentemente dall’area dell’acropoli di Saturo, dallo scavo tarantino di via Leonida e dalle tombe di Canosa. L’archeologia in Puglia racconta una lunga vicenda di incontri e scontri fra popoli e civiltà, dal processo di integrazione ed assimilazione della cultura degli Iapigi, abitanti della regione dal IX secolo a.C., e dei Greci diretti a fondare la colonia di Taranto, alla formazione delle tre culture locali, quella dei Messapi a sud, dei Peucezi al centro e dei Dauni a nord, fino alla radicale trasformazione del paesaggio e della società con l’arrivo dei Romani.

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Allestimento della mostra “Antichi Popoli di Puglia. L’Archeologia racconta” al Castello Svevo di Bari (foto drm-puglia)

“La consapevolezza che su questo territorio insista un così ricco patrimonio archeologico è il punto di partenza da cui nasce l’ambizioso progetto espositivo di Antichi Popoli di Puglia, che riunisce in un solo percorso i contesti e le opere più significative dell’archeologia pugliese”, disse il direttore generale Musei Massimo Osanna durante l’inaugurazione della mostra. “L’allestimento diventa altresì occasione per evidenziare, anche con la presenza di opere usualmente non esposte, la pluralità di culture avvicendatesi nel territorio, attraverso una narrazione che ne valorizza i caratteri peculiari”. E il direttore regionale musei Puglia Luca Mercuri: “Il ricco e variegato patrimonio archeologico della Puglia ha suggerito le linee tematiche della mostra, che ha trovato terreno fertile in tutti i Musei, le Soprintendenze e le altre istituzioni locali coinvolte in questa operazione ambiziosa. L’esposizione nasce come opportunità per valorizzare le collezioni dei luoghi della cultura del territorio ed è stata allestita nel Castello Svevo di Bari, cuore pulsante della città e monumento tra i più noti e visitati dell’intera Regione, con numeri in straordinaria crescita”.

Vetulonia. Annunciata una doppia inaugurazione (a giugno e luglio) per la mostra “Corpo a corpo” con alcuni capolavori dal Mann: nella seconda arriva uno dei Corridori dalla villa dei Papiri di Ercolano

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Il gruppo bronzeo dei Corridori dalla villa dei Papiri di Ercolano, tra le opere più famose conservate al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

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Paolo Giulierini, direttore del Mann, e Simona Rafanelli, direttore del Muvet, a TourismA 2023 alla presentazione della mostra “Corpo a corpo” (foto graziano tavan)

L’invito per venire al museo di Vetulonia è ancora valido. Ma ieri, 4 giugno 2023, diversamente da quanto annunciato ufficialmente a TourismA 2023, al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia non si è aperta la mostra “Corpo a corpo” con “pezzi forti” dal museo Archeologico nazionale di Napoli dedicata allo sport, l’agonismo, il rispetto dell’avversario nel mondo antico in un dialogo con il contemporaneo (vedi Vetulonia. Al museo Archeologico la nuova mostra-evento sarà “Corpo a corpo” con capolavori dal Mann dedicata allo sport, all’agonismo, al rispetto dell’avversario. Le anticipazioni di Rafanelli e Giulierini a TurismA 2023 | archeologiavocidalpassato). Ma è solo questione di giorni, come assicura la direttrice Simona Rafanelli, con due inaugurazioni: “La prima giovedì 15 giugno 2023, alle 18. La seconda, probabilmente sempre alle 18, ma l’orario è ancora da definire, un mese dopo, mercoledì 19 luglio, con un nuovo capolavoro dal museo Archeologico nazionale di Napoli”. E che capolavoro, come conferma lo stesso direttore del Mann, Paolo Giulierini: “A Vetulonia porterò uno dei due Corridori dalla villa dei Papiri di Ercolano”.

Roma. “Scavi nel Parco archeologico di Ostia antica (2022-2023). Nuovi contesti e prospettive di ricerca”: giornata di studi all’università La Sapienza, in presenza e on line

roma_sapienza_scavi-nel-parco-archeologico-di-ostia-antica_giornata-di-studi_locandinaNel corso del 2022, oltre che dalle ordinarie attività di tutela nel territorio di pertinenza, le aree del Parco archeologico di Ostia antica sono state interessate da numerose indagini archeologiche, frutto della partnership tra la direzione scientifica del Parco stesso e Università e Istituti di ricerca nazionali e internazionali. Lunedì 5 giugno 2023, con inizio alle 9, all’Odeion dell’università di Roma “Sapienza”, giornata di studi “Scavi nel Parco archeologico di Ostia antica (2022-2023). Nuovi contesti e prospettive di ricerca”. Sarà possibile seguire la giornata di studi anche in streaming, collegandosi al seguente link: http://meet.google.com/jkd-awtt-zah. Verranno illustrati e discussi i primi risultati delle campagne di scavo condotte nel 2022 che, in diversi casi, hanno riguardato nuove aree e contesti finora poco conosciuti o solo parzialmente esplorati archeologicamente. Alla presentazione delle singole attività di indagine farà seguito, nel pomeriggio, un’ampia tavola rotonda con un confronto sulle attività di ricerca e scavo svolte negli ultimi decenni nel contesto ostiense dall’università di Roma “Sapienza”, e un dibattito finalizzato al confronto e al più proficuo scambio di idee sulle prospettive di ricerca future.

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Veduta panoramica dell’area archeologica di Ostia Antica (foto parco ostia antica)

Programma. Alle 9, i saluti di Giorgio Piras; 9., Luigi Caliò, Alessandro D’Alessio con Valeria Casella, Dario Daffara, Antonella Docci, Cristina Genovese, Filippo Marini Recchia, Cinzia Morelli, Claudia Tempesta su “Ostia post scriptum. Il Parco archeologico di Ostia antica e i nuovi scavi nell’area urbana”; 9.50, Alessandro D’Alessio, Filippo Marini Recchia su “Un nuovo frammento dei Fasti Ostiensi dal Foro di Porta Marina”; 10.10, Marcello Turci, Alessandra Ten su “Prima campagna di scavi nel Complesso Suburbano IV, XVII, 4 di Ostia (UniGraz-Sapienza)”; pausa; 11, Marco Cavalieri, Martina Marano, Julian Richard, Paolo Tomassini su “Dall’archivio allo scavo: quattro anni di attività belghe nella Domus del Portico di Tufo”; 11.20, Dario Daffara su “Nuovi dati topografici da Pianabella: un recente scavo sotto la via Ostiense e uno scavo inedito di viale dei Romagnoli”; 11.40, Cristina Genovese, Paola Francesca Rossi su “Nuovi rinvenimenti archeologici e antropologici nel corso delle attività di tutela nel territorio di Fiumicino”; 12, Evelyne Bukowiecki su “Le Ricerche Archeologiche dell’École Française de Rome a Portus (2009-2022). Breve rassegna dei risultati”; 12.20, Javier Bermejo Meléndez, Renato Sebastiani su “Nuovi dati geoarcheologici a Porto: il molo est-ovest e l’area circostante la basilica”; 12.40, Alessandra Ghelli su “Attività del Servizio Tutela Patrimonio Subacqueo. Tra Tevere e bacino esagonale: nuove acquisizioni, multidisciplinarietà e condivisione d’intenti”; pausa; 14.30, discussione: modera Carlo Pavolini; 15.30, Maria Letizia Caldelli, Clementina Panella, Patrizio Pensabene, Alessandra Ten su “La Sapienza e Ostia: un antico legame di collaborazione istituzionale”; 17, fine lavori.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “La Banda in Tricolore. Amarcord italiano”, secondo concerto della Banda Musicale della Marina Militare del ciclo “La Banda al Museo…”. Ingresso gratuito

roma_villa-giulia_la-banda-al-museo_marina-militare_secondo-concerto_locandinaDomenica 4 Giugno 2023, alle 18, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia accoglie nei suoi giardini rinascimentali il secondo concerto 2023 della Banda Musicale della Marina Militare dal titolo “La Banda in Tricolore. Amarcord italiano” del ciclo “La Banda al Museo…”. La banda è diretta dal Capitano di Vascello Maestro Antonio Barbagallo. Ingresso gratuito senza obbligo di prenotazione. Con questo evento il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia aderisce all’iniziativa “Appuntamento in giardino 2023”, la grande ‘festa’ dei giardini italiani promossa da APGI-Associazione Parchi e Giardini d’Italia. La manifestazione, nata in accordo con l’iniziativa Rendez-vous aux jardins, si svolgerà in contemporanea in oltre 20 Paesi europei e quest’anno ha come tema “Le musiche in giardino”. La banda della Marina Militare regala per questo 2023 cinque appuntamenti, da maggio a ottobre, che realizzano l’obiettivo di valorizzare l’eccellenza italiana nelle sue varie espressioni e, in particolar modo, una delle più importanti realtà museali italiane, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, e che concretizzano la sinergia nata nel 2014 tra il MIC (ministero della Cultura) e la Marina Militare Italiana. Evidenziando la Sua polivalenza interpretativa e la varietà del Suo repertorio, la Banda Musicale della Marina Militare, in occasione delle prime domeniche del mese ad ingresso gratuito istituite dal ministero della Cultura, presenta, mese per mese, dei concerti a tema, con un percorso musicale che spazia dalle marce militari e d’autore alle composizioni originali per banda, dalle colonne sonore da film alle arie e sinfonie d’opera, dal musical al jazz, swing sino al pop&rock.

Roma. Tra i cieli del Colosseo: inaugurato il nuovo ascensore, totalmente reversibile, che permette a tutti di raggiungere i livelli più elevati della cavea e godere di una vista mozzafiato sull’anfiteatro flavio

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Vedute mozzafiato sull’arena dell’anfiteatro flavio dal terzo ordine del Colosseo (foto PArCo)

 

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Il nuovo ascensore posto all’interno del fornice XXVII del Colosseo (foto PArCo)

Tra i cieli del Colosseo, in ascensore. Cento gradini avevano finora impedito la fruizione della galleria posta tra il II e il III ordine del Colosseo. Il nuovo ascensore posizionato all’interno del fornice XXVII del Colosseo, inaugurato il 31 maggio 2023 alla presenza del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, supera questi ostacoli, permette a tutti i visitatori del parco archeologico del Colosseo di raggiungere i livelli più elevati della cavea e, grazie alla sua struttura vetrata, offre una vista mozzafiato sull’arena del Colosseo. L’opera è stata realizzata da: Metal Working per le strutture metalliche, Ahrcos per le opere edili e Maspero Elevatori per la realizzazione della cabina dell’ascensore. Le visite con l’ascensore panoramico alla galleria intermedia e da qui all’attico del Colosseo sono previste a partire dal mese di giugno 2023, tutti i giorni della settimana, con un orario eccezionale e ricco di suggestioni, compreso tra le 7.30 e le 9.00 del mattino. Le modalità di visita sono disponibili sul sito https://colosseo.it nella sezione Biglietti / Early Morning.

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Il ministro Gennaro Sangiuliano all’inaugurazione del nuovo ascensore al Colosseo (foto PArCo)

“Da oggi il Colosseo è ancora di più patrimonio dell’umanità, accessibile a tutti fino al III ordine dal quale è possibile ammirare la magnificenza di un monumento straordinario, opera della romanità senza pari al mondo. Grazie a questa realizzazione, cittadini e turisti avranno un’ulteriore opportunità per poter godere, senza impedimenti, di una visita la più agevole possibile all’Anfiteatro Flavio, nel nome di una cultura autenticamente inclusiva”, ha dichiarato il Ministro Sangiuliano.

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Il nuovo ascensore del Colosseo che porta al III ordine dell’anfiteatro flavio (foto PArCo)

Sin dalla sua istituzione il parco archeologico del Colosseo ha inserito nella sua mission il tema dell’accessibilità fisica, culturale e cognitiva, adoperandosi per accogliere tutto il pubblico con adeguati sussidi alla visita (segnaletica, mappe tattili, guide easy to read) e ovviamente con percorsi in grado di superare i dislivelli. Nell’ambito di questo obiettivo il PArCo ha ampliato ulteriormente la già estesa fruibilità del Colosseo, inaugurando un ascensore che garantisce a tutti i visitatori, con maggiore attenzione nei confronti di chi ha difficoltà motorie, di superare i 100 ripidi gradini che separano il I ordine dalla galleria intermedia, godendo di una visuale unica dell’intero monumento.

L’ascensore nasce dalla sinergia tra il PArCo e l’Orchestra Italiana del Cinema, protagonista nel 2018 di un evento finalizzato alla eradicazione della poliomelite nel mondo. In tale occasione fu proiettato nell’arena dell’Anfiteatro Flavio il film “Il Gladiatore” di Ridley Scott, alla presenza di Russel Crowe con le celebri musiche di Hans Zimmer eseguite dal vivo. Marco Patrignani, Presidente dell’Orchestra, in quella occasione prese anche l’impegno di sponsorizzare il nuovo ascensore. Il taglio del nastro è stato preceduto da una speciale performance a cura dell’Orchestra Italiana del Cinema che si è esibita sulle indimenticabili note del premio Oscar Hans Zimmer.

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Il punto di uscita dall’ascensore al III ordine del Colosseo (foto

“Il Colosseo è patrimonio dell’umanità e come tale è importante il suo ruolo sociale e umanitario”, ha dichiarato il direttore del parco archeologico del Colosseo Alfonsina Russo. “Ringrazio Marco Patrignani e l’Orchestra Italiana del Cinema, perché si sono impegnati a realizzare un impianto che concretizza un principio fondamentale, ossia che la cultura è e dovrà essere sempre più un diritto da cui nessuno deve sentirsi escluso. Uno degli obiettivi prioritari che, da sempre, caratterizza l’attività del PArCo è quello dell’accessibilità sia culturale che fisica, con percorsi attrezzati per tutte le tipologie di pubblico. Da oggi, grazie al nuovo ascensore sarà possibile, per tutti i visitatori, godere di uno sguardo di grande suggestione sui cieli di Roma”. E Marco Patrignani: “Non avrei mai pensato, essendo un uomo che si occupa di musica e cinema, di seguire personalmente la realizzazione di un nuovo ascensore al Colosseo, dalla fase progettuale alla sua inaugurazione. Cinque lunghi anni per far sì che una poderosa struttura di ferro e cristallo potesse dare gioia a milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo. È come se fosse stato costruito con la forza delle emozioni e dei sogni, che sembrano eterei e sono invece potentissimi”.

Realizzato nel pieno rispetto delle indicazioni del PArCo e delle normative vigenti, l’ascensore è in linea con la specificità del luogo e si inserisce in modo armonico nel monumento, riducendo al minimo l’occupazione degli spazi e nell’assoluto rispetto delle murature esistenti, grazie all’utilizzo di punti di ancoraggio a pressione che garantiscono la totale reversibilità dell’opera. La realizzazione dell’ascensore consente a tutti, senza alcuna esclusione, di raggiungere la galleria tra il II e III ordine, restituita alla fruizione dopo un accurato lavoro di restauro, con finalità conservative e di messa in sicurezza. Uno spazio oggi pienamente percepibile nella sua lunga storia anche grazie ad un suggestivo e mirato sistema di illuminazione che valorizza le strutture, le superfici intonacate e i graffiti, e ad un allestimento didattico volto ad un’efficace esperienza di visita.

Ercolano. Il parco archeologico tra i siti più visitati d’Italia. Il direttore Sirano: “Siamo tenuti a rispettare una sostenibilità nella frequenza del Parco, con una gestione resiliente tra boom di visitatori e turismo sostenibile”. Casa del Bicentenario aperta a fasce orarie

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La Casa del Bicentenario sorge nel cuore dell’antica Herculaneum (foto Paerco)

ercolano_parco_2-giugno-gratuitoercolano_parco_4-giugno-domenica-gratuitaIl Parco Archeologico di Ercolano sta registrando un vero boom di visitatori tanto da piazzarsi tra i primi in Italia scelti dai turisti. Per la sicurezza delle condizioni di visita e la tutela delle superfici decorate delle domus, nei giorni di maggiore affluenza, come le giornate ad accesso gratuito, si potrebbero verificare brevi chiusure o contingentamenti degli ingressi contemporanei per l’accesso a singole abitazioni i cui pavimenti sono in corso di monitoraggio e di studio per individuare i motivi di particolare fragilità e programmare tempestivi interventi come per la Casa del Bicentenario. E quello che si apre venerdì 2 giugno 2023 è un altro week-end di grandi affluenze con due giornate a ingresso gratuito: : il 2 giugno Festa della Repubblica Italiana e domenica 4 giugno con la riproposta dell’iniziativa ministeriale #domenicalmuseo come 1° domenica del mese. E in queste occasioni l’accesso alla Casa del Bicentenario sarà consentito dalle 8.30 alle 10 e dalle 15 a chiusura sito. “Siamo tenuti a rispettare una sostenibilità nella frequenza del Parco”, dichiara il direttore Sirano, “che in quanto sito all’aria aperta necessita di una particolare attenzione nella salvaguardia e la pressione antropica si aggiunge al complesso di variabili esterne che gravano sulla conservazione di questo delicato e unico sito UNESCO patrimonio dell’Umanità. Il nostro impegno quotidiano mira a trovare un equilibrio tra fruizione e conservazione attraverso una sempre maggiore e diffusa consapevolezza da parte di una sempre più affezionata e crescente platea di visitatori potendo contare sulla loro sensibilità e partecipazione ai processi di conservazione che gravitano intorno ad un parco archeologico. In tale processo possiamo fare affidamento anche su una appassionata community già esistente e in continua crescita che ci supporta nella nostra incessante attività per preservare il patrimonio culturale alle generazioni future”. La sostenibilità della visita è un concetto legato al tema della cura, la stessa che tutti noi abbiamo per le nostre case e per i nostri ricordi più preziosi. Il Parco in tal senso interpella tutti coloro che lo frequentano affinché contribuiscano a questo processo che richiede non solo tante professionalità specialistiche ma anche attenzione e quasi affezione verso luoghi della nostra comune memoria, basi per pensare ad un futuro ricco di valori culturali e di sapienza non solo scientifica ma anche artigianale e artistica.

Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia lancia il progetto “Un anno con gli dei etruschi”: ogni mese un approfondimento su una divinità con l’invito a scoprirla in museo. Per giugno il focus è sulla dea Uni, la sposa di Tinia

roma_villa-giulia_un-anno-con-gli-dei-etruschi_locandinaNuovo mese e nuova divinità in un anno con gli dei etruschi: uno da scoprire per ogni mese dell’anno. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ha deciso di ritmare il 2023 con il racconto degli dei etruschi. Sul sito del museo è stato inserito un approfondimento dedicato alle divinità venerate dagli Etruschi, una per ciascun mese dell’anno: dodici narrazioni curate dall’archeologa Vittoria Lecce che a gennaio sono partite con Culsans, il guardiano delle porte e dei cicli temporali; seguite a febbraio con Fufluns, il Dioniso greco; a marzo con Laran, il dio guerriero; ad aprile con Turan, la dea dell’amore; a maggio con Tinia, il dio della Luce (vedi Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia lancia il progetto “Un anno con gli dei etruschi”: ogni mese un approfondimento su una divinità con l’invito a scoprirla in museo. Per maggio il focus è sul dio Tinia, il dio della Luce | archeologiavocidalpassato). Per giugno il focus è sulla dea Uni, la sposa di Tinia.

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Busto di Giunone in terracotta (380 a.C.) dal tempio dello Scasato II a Falerii Veteres (Civita Castellana, VT), conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

GIUGNO E LA DEA UNI. Presso gli Etruschi la regina degli dei era Uni, la sposa di Tinia. Fra le sue competenze rientrava la tutela delle donne e del matrimonio, in analogia con quanto accedeva per Giunone presso i Romani e per Era nel mondo greco. Le rappresentazioni giunte fino a noi sembrano influenzate dall’arte e dalla mitologia greca e mostrano una donna nella piena maturità, vestita con eleganti tuniche e mantelli ricamati, che porta i capelli raccolti in acconciature sobrie e raffinate e indossa preziosi gioielli. Un buon esempio di questa iconografia è la Giunone dello Scasato, generalmente considerata una statua di culto, esposta nella sala 36 del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. L’aspetto di Uni non doveva apparire troppo diverso da quello delle signore dell’aristocrazia etrusca, per le quali la dea doveva essere un modello: come lei, infatti, erano spose di uomini potenti.

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Lamine d’oro con iscrizioni in etrusco e fenicio dall’area monumentale del Tempio B (fine VI secolo a.C.) di Pyrgi (Santa Severa), conservate al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

L’ambito di azione della divinità non era limitato al mondo femminile e poteva riguardare sia la tutela della regalità e del potere politico in generale, sia la protezione dell’intero corpo cittadino. Non a caso il tempio di Uni più famoso finora rinvenuto è il Tempio B di Pyrgi (oggi Santa Severa, era uno dei porti di Caere, l’attuale Cerveteri). L’edificio venne donato alla dea da Thefarie Velianas, “re” o “tiranno” di Caere, il quale attribuiva il suo successo politico alla benevolenza di Uni e per questo le costruì un tempio monumentale. Queste informazioni sono contenute nelle celebri lamine d’oro di Pyrgi, redatte in etrusco e fenicio, che in origine erano affisse accanto alla porta del tempio. Le lamine inoltre contengono l’espressione “masan, il mese dell’Unia”, che potrebbe indicare quale mese dell’anno era dedicato alle feste di Uni.

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Statuetta in bronzo di Iuno Sospita (primi decenni del V secolo a.C.) conservata al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

Diverse città etrusche riconoscevano Uni come divinità “poliadica” (“che protegge la città”). Il caso più famoso è Veio: lo storico Tito Livio ricorda che nel 396 a.C., per poter conquistare la città, i Romani dovettero per prima cosa “invitare” a Roma la divinità principale, definita “Giunone Regina” nel testo latino, e prometterle un grande tempio. Nella veste di divinità tutelare Uni poteva apparire simile alla Giunone Sospita (“che protegge”) dei Romani: armata di lancia e con una pelle di capra sulle spalle che copre anche la testa.

Roma. All’auditorium dell’Ara Pacis, in presenza e on line, giornata di studi “Gli edifici per lo spettacolo a Roma antica” in ricordo di Paola Ciancio Rossetto

roma_ara-pacis_giornata-studi-gli-edifici-per-lo-spettacolo-a-roma-antica_locandinaIl Teatro di Pompeo, l’Anfiteatro Flavio, il Circo Variano e l’Anfiteatro Castrense sono alcuni dei monumenti protagonisti della giornata di studi “Gli edifici per lo spettacolo a Roma antica” in programma giovedì 1° giugno 2023, all’Auditorium del museo dell’Ara Pacis, a Roma. L’evento, promosso da Roma Capitale, assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, vede la partecipazione di numerosi studiosi che condivideranno i dati più recenti delle proprie ricerche, ed è organizzato in ricordo di Paola Ciancio Rossetto, che per oltre trent’anni ha prestato la propria opera come archeologa della Sovrintendenza curando il restauro, lo studio e la sistemazione per la fruizione del pubblico di alcuni importanti monumenti di Roma, tra cui il Circo Massimo e il Teatro di Marcello. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Diretta streaming su www.youtube.com/@SovraintendenzaRoma. Il programma. Alle 9, introduce e presiede: Eugenio La Rocca. Intervengono G. Pisani Sartorio su “In ricordo di Paola”; M. Buonfiglio, L. Casadei, A. Ciancio su “Il Circo Massimo nel I secolo, nuove osservazioni”; P. Liverani su “Un secolo del Circo Vaticano tra costruzione e abbandono”. Discussione. Alle 11, dopo la pausa, intervengono L. Acampora, M. Baumgartner, F. Bono, L. Braccalenti, G. Leoni, D. Mancini, V. Pica, V. Spaccini su “Il Teatro di Pompeo: aggiornamenti e nuovi dati”; S. Pergola, A. Mortera su “Teatro di Marcello: elementi di arredo e di decorazione scultorea in marmo”; R. Volpe su “Edifici dello spettacolo a Roma: localizzazione, temi e problemi”. Discussione. Alle 13.30, pausa pranzo. Alle 14.30, presiede: Stefania Quilici Gigli. Intervengono F. Rinaldi, B. Nazzaro, D. Nepi, D. Rose su “L’Anfiteatro dei Flavi. Nuovi dati archeologici dal restauro degli ordini superiori”; S. Serra su “Nuove riflessioni sul Ludus Magnus”; J-F. Bernard su “Alcune osservazioni sulla struttura dello stadio di Domiziano”. Discussione. Alle 16, dopo la pausa, presiede: Maria Grazia Filetici. Intervengono L. Bottiglieri, F. Carboni, D. Colli, A. De Santis, G. Foschi, S. Morretta, C. Rosa, M. Solvi su “Il circo Variano e l’anfiteatro Castrense: due edifici per la corte dei Severi”; E.M. Loreti, D. Nepi, D. Rose su “Il pulvinar della Villa di Massenzio: rilievo e lettura degli elevati”; G. Pisani Sartorio su “Massenzio e l’obelisco Pamphilio”. Discussione. Conclusione e saluti.

Napoli. Il ministro Sangiuliano: “Il museo Archeologico nazionale sarà museo di prima fascia, ed epicentro di un progetto culturale che dalla Galleria Principe arriva fino all’Albergo dei Poveri in via Foria”

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Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano con il direttore del Mann Paolo Giulierini nella sala del Toro farnese (foto mann)

Il museo Archeologico nazionale di Napoli sarà museo di prima fascia, come lo sono la Galleria Borghese, la Galleria degli Uffizi, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Museo di Capodimonte, la Pinacoteca di Brera, la Reggia di Caserta. E il parco archeologico del Colosseo, il Museo nazionale Romano e l’area archeologica di Roma e il parco archeologico di Pompei. E sarà un “Grande Mann” che si allarga nella città di Napoli con la “gestione- promozione” della galleria Umberto e nuovi spazi espositivi permanenti nell’Albergo dei Poveri in via Foria. Progetti ambiziosi annunciati dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, alla presentazione della grande mostra “Alessandro e l’Oriente” aperta al museo Archeologico di Napoli dal 29 maggio al 28 agosto 2023.

“Il Mann è diventato un grande museo”, esordisce il ministro Sangiuliano, “anche grazie all’opera del direttore Paolo Giulierini a cui va sempre il mio plauso, senza dimenticare il lavoro di regia del direttore generale Luigi La Rocca, una persona che mi insegna molto e che ho assunto come docente su queste questioni. Il Mann diventerà – adesso ci stiamo lavorando – museo di prima fascia. Io mi domando come mai qualcuno non ci avesse pensato prima. Ma è un museo di prima fascia perché la storia della rappresentazione di quello che è qui dentro ne fa un museo di prima fascia. Questo è uno dei più importanti musei archeologici al mondo se non addirittura forse il più importante al mondo. Mi meraviglio che qualcuno non ci avesse pensato.

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L’allestimento della mostra “Fuga dal museo” di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla nella galleria Principe di Napoli (foto Mann)

“E deve essere anche un luogo epicentro”, spiega il ministro. “In che senso? In queste sere ho ripreso un libro, una lettura che mi ha segnalato una delle consigliere più importanti che ho al ministero, Emma Giammattei (critica letteraria italiana, professore emerito di Letteratura italiana presso l’università Suor Orsola Benincasa di Napoli e docente di Storia della critica presso l’Istituto italiano per gli studi storici fondato da Benedetto Croce, ndr), che voi tutti conoscete, una grande studiosa. E lei mi ha detto: rileggiti le pagine di Anna Maria Ortese sul libro L’Infanta sepolta, dove racconta la Grande Via. Qual è la Grande Via? È via Foria, perché tra la fine del XIX secolo e gli inizia del Novecento questa era una delle vie più importanti della città di Napoli. E allora io concepisco l’espansione del Mann innanzitutto pensando il fatto che il Mann possa prendere la cura e il rilancio della Galleria Principe, che è qui di fronte, una bellissima galleria che è oggettivamente in condizioni di degrado oggi, ma che invece può diventare un luogo di incontro, di cultura per i napoletani e per i tanti turisti che vengono nella nostra città.

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Prospetto dell’Albergo dei Poveri, a Napoli, opera dell’architetto Ferdinando Fuga alla metà del Settecento (foto wikipedia)

“E poi come sapete stiamo lavorando al grande progetto dell’Albergo dei Poveri. E ringrazio la presenza del magnifico rettore della Federico II che con entusiasmo ha abbracciato questo progetto. Perché noi adesso abbiano 148 milioni di euro sull’Albergo dei Poveri: quindi già una somma consistente. Secondo me ce ne vogliono 300 come la grande biblioteca di Francia, però possiamo cominciare a fare. E lì noi immaginiamo di dare uno spazio importante al Mann. Lo abbiamo anche un po’ quantificato. Per esporre quelle collezioni che gli esperti – loro non io – riterranno dovranno essere esposte e trovare un posizionamento stabile. Pensiamo di portare l’università di Napoli Federico II con le sue eccellenze in questo ambito di studi, come l’archeologia, il restauro, che appartengono al DNA degli studi della Federico II. E poi – conclude Sangiuliano – portando lì spazi per i giovani, sale di lettura, biblioteche partecipate, sale multimediali, affinché poi ci sia questa condivisione anche umana dello spazio culturale. E questo appunto guardando la prospettiva della Grande Via con in mezzo poi l’Orto Botanico che è un’altra eccellenza alla quale noi dobbiamo guardare”.

Castellammare di Stabia (Na). Incontro pubblico alla Reggia di Quisisana per illustrare i progetti di restauro della Torre Colombaia e l’area verde competente. “Nessun albero abbattuto, né sono previsti abbattimenti”

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La Torre Colombaia nel parco della Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia è interessata da lavori di restauro e valorizzazione (foto parco archeologico pompei)

“Nessun albero è stato abbattuto né sono previsti abbattimenti nell’ambito dei progetti di restauro e valorizzazione della Torre Colombaia, complesso che unisce valori unici di carattere sia naturalistico sia culturale”, assicura la direzione del parco archeologico di Pompei. E mercoledì 31 maggio 2023, alle 11, alla Reggia di Quisisana, a Castellammare di Stabia (Na), incontro con la responsabile del sito, Maria Rispoli, e il direttore dei lavori della gestione del verde del Parco archeologico di Pompei, Paolo Mighetto, per rendere noti a tutta la cittadinanza e alle associazioni interessate i progetti che riguarderanno l’intera struttura. È in corso di valutazione e analisi, infatti, lo stato di salute di tutti gli alberi del parco, per l’area di afferenza del Parco archeologico di Pompei, con l’ausilio di agronomi e giardinieri d’arte restauratori del verde, al fine di definirne una accurata anamnesi dello stato di conservazione, nell’istanza prioritaria della loro cura, tutela e valorizzazione. “Nel contempo”, informa il Parco archeologico di Pompei, “i lavori di restauro e consolidamento della Torre Colombaia, monumento risalente al XIV secolo di grande pregio, oggetto di un progetto di restauro conservativo, sono attualmente sospesi per consentire la progettazione di ulteriori interventi, resisi necessari a causa del degrado avanzato in cui versava la torre”. Il progetto si inserisce in un più ampio programma di interventi per il restauro e la fruizione di una parte del complesso borbonico della Reggia di Quisisana, in base a un accordo di valorizzazione con il Comune di Castellammare di Stabia.