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Roma. Due appuntamenti al Drugstore Museum: presentazione del libro “Roma. Villa di Livia a Prima Porta. Dieci anni di indagini (2002-2012)” e visita di tre ipogei sepolcrali “privati”

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Ambienti della Necropoli Portuense al Drugstore Museum a Roma (foto ssabap-roma)

Il Drugstore Museum di via Portuense 317 sta per riaprire le porte con una nuova stagione di iniziative all’insegna della cultura e della condivisione. In cantiere una nuova grande mostra che prosegue il percorso inaugurato con l’arte contemporanea del Virus Group, con l’archeologia con Tre Storie dalla via Campana e che proseguirà in autunno con un progetto legato alla Poesia come Patrimonio immateriale. In attesa della riapertura ufficiale del Drugstore Museum, si terranno venerdì 15 e sabato 16 settembre 2023 due eventi da non perdere. Tutti gli appuntamenti sono come sempre gratuiti a ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per contribuire alle attività del Circuito Necropoli Portuense – Drugstore Museum è possibile fare una donazione liberale tramite Art Bonus https://bit.ly/33Tac4N.

libro_roma-villa-di-livia-a-prima-porta_dieci-anni-di-indagini_copertina-locandinaVenerdì 15 settembre 2023, alle 17.30, appuntamento con la presentazione del volume di Matilde Carrara, “Roma. Villa di Livia a Prima Porta. Dieci anni di indagini (2002-2012)” che raccoglie i contributi di Alessandro Bozzetti, Allan Klynne, Ivan Di Stefano Manzella, Gemma Jansen, Hubertus Manderscheid, Alberto Mazzoleni, Cristiano Russo e con la prefazione di Adriano La Regina. Il volume affronta le ricerche archeologiche nella Villa di Livia a Prima Porta condotte dalla soprintendenza speciale di Roma tra il 2000 e il 2012 e ne parleranno insieme all’autrice Margherita Corrado e Angelina De Laurenzi.

roma_drugstore-museum_roma-sotterranea_ipogei-sepolcrali_locandinaSabato 16 settembre 2023, alle 11, tornano gli appuntamenti con Roma sotterranea a cura di Carlo Pavia che condurrà il pubblico alla scoperta degli ipogei sepolcrali. La Roma sotterranea è ricchissima di ambienti sepolcrali praticamente sconosciuti. Si tratta di perle artistiche rarissime ma il loro accesso può andare da un tombino su marciapiede a una botola su strada se non addirittura una porticina in cantina. Stavolta Carlo Pavia porterà alla scoperta di tre ipogei privati straordinari.

Roma. “Metti una sera… al museo nazionale Romano”: aperture serali a settembre e ottobre alle Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo e Palazzo Altemps

roma_nazionale-romano_metti-una.sera-al-museo-nazionale-romano_locandina“Metti una sera… al museo nazionale Romano”: tornano le aperture straordinarie. Dal 15 settembre 2023, ogni settimana, fino alla fine di ottobre 2023, sarà possibile visitare le sedi di Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo e Palazzo Altemps anche in orario serale, dalle 19.15 alle 22.45, con un biglietto alla tariffa speciale di 5 euro (che comprende anche il contributo di 1 euro in sostegno all’Emilia Romagna). Le aperture serali non coinvolgono la Crypta Balbi perché è temporaneamente chiusa al pubblico. Questo il calendario delle serate: venerdì 15 settembre, Palazzo Massimo e Terme di Diocleziano; sabato 16 settembre, Palazzo Altemps; venerdì 22 settembre, Palazzo Massimo, Terme di Diocleziano e Palazzo Altemps; venerdì 29 settembre, Palazzo Massimo e Terme di Diocleziano; sabato 30 settembre, Palazzo Altemps; venerdì 6 ottobre, Palazzo Massimo e Terme di Diocleziano; sabato 7 ottobre, Palazzo Altemps; venerdì 13 ottobre, Palazzo Massimo e Terme di Diocleziano; sabato 14 ottobre, Palazzo Altemps; venerdì 20 ottobre, Palazzo Massimo e Terme di Diocleziano; sabato 21 ottobre, Palazzo Altemps; venerdì 27 ottobre, Palazzo Massimo e Terme di Diocleziano; sabato 28 ottobre, Palazzo Altemps.

Vetulonia. Per la “Giornata etrusca” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” tre incontri sul tema “Racconti di sport e di bellezza dal mondo antico” ispirati alla mostra “Corpo a corpo”

vetulonia_muvet_giornata-degli-etruschi._locandinaLa mostra “CORPO A CORPO. Dalla bellezza classica dei capolavori del museo Archeologico nazionale di Napoli alla classicità del Bello nell’opera di Igor Mitoraj” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia ha ispirato al MuVet la “Giornata degli Etruschi”, la manifestazione promossa e sostenuta dal Consiglio Regionale della Toscana, giunta quest’anno alla sua VIII edizione. “Corpo a corpo. Racconti di sport e di bellezza dal mondo antico” è infatti il tema degli incontri che il museo Archeologico di Vetulonia promuove dal 15 al 22 settembre 2023 con un ricco calendario. Per info e prenotazioni eventi: tel. 0564948058, mail museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it.

Venerdì 15 settembre 2023, alle 17: “Estetica e bellezza nella storia dello Sport” laboratorio didattico per ragazzi (a partire dai 12 anni), famiglie e adulti a cura del Parco di archeologia sperimentale Gli Albori. I partecipanti potranno creare il proprio profumo personalizzato, a partire dalla lavorazione delle erbe usate nell’Antichità fino al confezionamento dell’unguento all’interno dell’aryballos, l’apposito vasetto porta profumi. Evento gratuito. Prenotazione obbligatoria (posti limitati)

Martedì 19 settembre 2023, alle 18: conferenza incontro “La cura del corpo dell’atleta” con i rappresentanti del Nucleo Tutela della Guardia di Finanza di Roma sul tema della cura del corpo dell’atleta, raccontato attraverso una selezione di contenitori di unguenti e balsami profumati, che fanno da pendant nell’esposizione a uno strigile in bronzo restituito dalle necropoli etrusche di Vetulonia. Evento gratuito.

Venerdì 22 settembre 2023, alle 17: “Agli Albori dello Sport”, laboratorio didattico per bambini, famiglie e adulti a cura del Parco di archeologia sperimentale Gli Albori. Ci attende un viaggio nel passato che dalla più antica ars venatoria ci condurrà fino alla nascita delle diverse discipline sportive attraverso un racconto straordinario e attraverso gli strumenti, archi, pesi, giavellotti, scarpe, guantoni, degli atleti dell’Antichità. Evento gratuito. Prenotazione gradita.

Roma. Notti imperiali alle Terme di Caracalla: nove aperture straordinarie serali del complesso monumentale. visita accompagnata al Mitreo e ai sotterranei o visita guidata alla scoperta delle Terme Antoniniane

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Il fascino delle Terme di Caracalla illuminate per le aperture serali (foto fabio caricchia)

Notti imperiali alle Terme di Caracalla. Dal 14 settembre al 26 ottobre 2023 nove aperture straordinarie serali del complesso monumentale. Tutte le info e i biglietti sono disponibili su www.coopculture.it. Si potrà scegliere tra due opzioni: visita accompagnata al Mitreo e ai sotterranei (8 euro, 1 ora), ritrovo alla biglietteria, date: 14 e 28 settembre 2023, 26 ottobre 2023; ore 20.15, 20.30, 21, 21.15, 21.30, 21.45, prenotazione online; visita guidata alla scoperta delle Terme Antoniniane, inclusi Mitreo e sotterranei e una breve presentazione della mostra su Letizia Battaglia (20 euro, 1 ora), ritrovo alla biglietteria, date: ogni giovedì e sabato, 21 e 30 settembre 2023, 5, 12, 19 e 20 ottobre 2023; ore 20.15, 20.30, 21, 21.15, 21.30, 21.45, prenotazioni online.

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Ambienti delle Terme di Caracalla (foto fabio caricchia)

“Tra le opere pubbliche che egli lasciò a Roma, vi furono le magnifiche Terme che portano il suo nome, la cui sala per i bagni caldi è costruita, secondo gli architetti, con una tecnica che non si può riprodurre con nessun tipo di imitazione”. Così nella Historia Augusta si descrivono le magnifiche Terme di Caracalla. Queste sono uno dei complessi termali più grandi e conservati dell’antichità, realizzate nella parte meridionale della città ed inaugurate per iniziativa di Caracalla nel 216 d.C. La pianta rettangolare è tipica delle grandi terme imperiali e le imponenti strutture, articolate nei diversi ambienti, riescono ancora ad evocare la vita e le attività degli antichi frequentatori e suggeriscono il lusso che le caratterizzava.

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Ambienti delle Terme di Caracalla illuminati per le visite serali (foto fabio caricchia)

Le terme, infatti, non erano solo un edificio per il bagno, lo sport e la cura del corpo, ma anche un luogo per il passeggio e lo studio. Si entrava nel corpo centrale dell’edificio da quattro porte sulla facciata nord-orientale. Sull’asse centrale si possono osservare in sequenza il calidarium, il tepidarium, il frigidarium e la natatio. Ai lati di questo asse sono disposti simmetricamente altri ambienti attorno alle due palestre. Ancora oggi le distese dei mosaici, i resti delle vasche e della decorazione architettonica, conservata negli estesi sotterranei, suggeriscono chiaramente il programma decorativo originario che le rende uno dei gioielli di Roma antica. Per l’approvvigionamento idrico fu creato un ramo speciale dell’Aqua Marcia, l’Aqua Antoniniana.

Vicenza. Ai Chiostri di Santa Corona conferenza di Dario De Santis su “Alexander von Humboldt. L’inventore della natura”

vicenza_chiostri-santa-corona_conferenza-alexander-von-humboldt-l-inventore-della-natura_locandinaGiovedì 14 settembre 2023, alle 18.30, ai Chiostri di Santa Corona di Vicenza, Dario De Santis, storico della scienza attivo anche come divulgatore su YouTube con il progetto “Storie di Scientifica Ironia”, cercherà di ricostruire le mirabolanti avventure personali e scientifiche di Alexander von Humboldt, celeberrimo personaggio, oggi – paradossalmente – poco conosciuto dal grande pubblico. La conferenza “Alexander von Humboldt. L’inventore della natura” è promossa dai Musei Civici Vicenza- museo Naturalistico Archeologico in collaborazione con associazione Amici del Musei Vicenza e Gruppo Archeologico CRT Vicenza. Coordina la serata Chiara Tomasella, giornalista. La conferenza vuole riportare l’attenzione sulla figura del grande naturalista e scienziato tedesco Alexander von Humboldt (Berlino, 14 settembre 1769 – Berlino, 6 maggio 1859) ed evidenziare alcuni elementi portanti della sua ricerca scientifica che ancora oggi sorreggono e alimentano riflessioni e ricerche centrali nel nostro panorama scientifico e culturale. Tra queste l’idea di ecosistema, l’ecologia come punto di approdo e di ripartenza delle scienze naturali, la dimensione filosofica della scienza, l’importanza delle discipline umanistiche per dirigere e favorire l’idea di progresso.

Roma. In Curia Iulia in presenza, e on line su FB, la conferenza “Gli edifici da spettacolo del mondo romano con sotterranei” a cura di Heinz Beste, primo incontro del ciclo sui temi della mostra “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus” al Colosseo

roma_colosseo_mostra-gladiatori-nell-arena_locandinaParte in Curia Iulia a Roma, promosso dal parco archeologico del Colosseo, un ciclo di otto incontri e conferenze che intendono fare il punto con esperti del settore sui temi evidenziati nella mostra “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus”, percorso espositivo ideato e realizzato dal parco archeologico del Colosseo con la curatela di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Barbara Nazzaro e Silvano Mattesini, visitabile fino al 7 gennaio 2024 all’interno dei sotterranei del Colosseo: partendo dalle novità sugli studi del Ludus Magnus, approfondendo gli aspetti giuridici della gladiatura, le immagini e le fonti antiche fino ad arrivare ad un focus sulle donne gladiatrici e sulla percezione moderna del gladiatore nel mondo del cinema, del fumetto e dell’intrattenimento tout court (vedi Roma. Al Colosseo la mostra “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus”, installazione multimediale permanente ed esposizione temporanea. Ricreato virtualmente il collegamento tra il Ludus Magnus e l’anfiteatro flavio | archeologiavocidalpassato).

roma_curia-iulia_gli-edifici-da-spettacolo-del-mondo-romano-con-sotterranei_locandinaGiovedì 14 settembre 2023, alle 16.30, in Curia Iulia apre il ciclo la conferenza “Gli edifici da spettacolo del mondo romano con sotterranei” a cura di Heinz Beste. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Heinz Beste dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su eventbrite.it. Si accede da largo della Salara Vecchia, 5. La conferenza può essere seguita anche in streaming sulla pagina Facebook del PArCo.

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L’archeologo Heinz Beste dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma (foto woll.magazine)

Heinz-Jürgen Beste, nato nel 1957 in Germania, ha conseguito i suoi titoli di studio in università prestigiose, quali quella di Dortmund e Berlino per poi conseguire il dottorato al Politecnico di Monaco di Baviera. Specialista in architettura romana e in topografia, è membro scientifico dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma. Dal 1995, ha partecipato attivamente a numerosi studi e pubblicazioni, sempre in stretta collaborazione con istituzioni italiane. Ha lavorato su siti archeologici di rilievo internazionale come Pompei, Teano, Capua, Agrigento ma i suoi contributi più importanti si collocano a Roma nei siti del Colosseo, Domus Aurea e  Campo Marzio. Qui non si possono non ricordare le indagini compiute sugli ipogei del Colosseo, soprattutto nel contesto dei grandi lavori di restauro realizzati prima in occasione del Giubileo del 2000 e poi negli anni 2019-2021 con i fondi Tod’s; attualissima infine è la collaborazione per lo studio e rilievo della Domus Aurea.

Verona. Al museo Archeologico nazionale prorogata la mostra “Arena di Carta. 100 anni di Stagione lirica in Arena di Verona nei manifesti della Collezione Salce”: occasione per riscoprire un’esperienza artistica unica con protagonista il monumento antico simbolo della città: l’Arena

verona_archeologico_mostra-arena-di-carta_prorogata_locandinaIn risposta al grande interesse del pubblico al museo Archeologico nazionale di Verona, la mostra “Arena di Carta. 100 anni di Stagione lirica in Arena di Verona nei manifesti della Collezione Salce” sarà visitabile fino a domenica 1° ottobre 2023. La mostra, inaugurata il 10 giugno in occasione delle celebrazioni per il Centenario della Stagione lirica in Arena di Verona, in stretta collaborazione con il Comune di Verona, e prevista fino al 10 settembre 2023, espone una selezione di manifesti originali del Festival lirico Areniano prestati dal museo nazionale Collezione Salce di Treviso. La mostra è visitabile con il regolare biglietto d’ingresso nei giorni di venerdì, sabato e domenica nei consueti orari di apertura. Per informazioni: 045.591211 o mail drm-ven.museoverona@cultura.gov.it. Nata dall’idea di celebrare l’importante ricorrenza, che quest’anno tocca i cento anni del cartellone del Festival lirico areniano che, dalla nascita della Fondazione nel 1913, si è sempre svolto con le sole interruzioni durante le due guerre mondiali, la mostra, a cura di Giovanna Falezza ed Elisabetta Pasqualin, permette di rivivere il clima che accompagnava la manifestazione lirica, che con il passare degli anni è diventato il teatro lirico all’aperto più famoso del mondo, anche grazie alla sua straordinaria acustica.

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Manifesto per la stagione lirica areniana del 1932 realizzata da Plinio Codognato (foto drm-veneto)

Le illustrazioni dei manifesti, diverse ogni anno fino agli anni Quaranta del Novecento, riflettono infatti il clima artistico del momento, con suggestioni Liberty prima, espressioniste e futuriste in seguito, fino ad approdare a forme più specifiche ormai proprie del mondo pubblicitario. L’esposizione accompagna così anche alla scoperta della storia della grafica pubblicitaria, una forma artistica che proprio in questi anni prende piede e trova tipicamente nella pubblicità dei grandi spettacoli, come quelli areniani, una fonte primaria di ispirazione. Meritano inoltre di essere conosciuti gli illustratori e cartellonisti autori dei manifesti, tra cui molti veronesi (Pino Casarini, Ernesto Amos Tomba, Plinio Codognato, Albino Siviero detto Verossi, Tolmino Ruzzenente). Le celebrazioni per il Centenario della Stagione Lirica Areniana diventano così occasione per riscoprire un’esperienza artistica unica, locale e globale insieme, che ha avuto per protagonista il monumento antico simbolo della città: l’Arena.

Varese. Il film “Mamody, l’ultimo scavatore di baobab” vince il premio del pubblico e quello della giuria tecnica al Varese Archeofilm 2023. Menzione per “L’anello di Grace”

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Manifesto del film “Mamody. The last baobab digger / Mamody. L’ultimo scavatore di baobab” di Cyrille Cornu

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I premi al Varese Archeofilm 2023 (foto firenze archeofilm)

L’ambiente vince al Varese Archeofilm 2023. Il Festival del cinema di Archeologia Arte Ambiente ed Etnologia di Varese si è concluso in Sala Montanari con l’affermazione assoluta del film “Mamody, l’ultimo scavatore di baobab”, di Cyrille Cornu (Francia, 48’) imperniato sulla tematica ambientale dell’acqua come bene cardine del futuro dell’uomo: l’altopiano di Mahafaly, nel sud-ovest del Madagascar, è una terra estremamente arida. Qui le piogge cadono solo poche volte all’anno. In queste condizioni di vita molto difficili, gli abitanti del piccolo villaggio di Ampotaka hanno trovato una soluzione unica per immagazzinare l’acqua. Al film Mamody, l’ultimo scavatore di baobad” sono andati entrambi i premi previsti: quello del pubblico (Premio Varese Archeofilm) e quello della giuria tecnica (Premio Castiglioni).

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La biga etrusca di Monteleone di Spoleto trafugata dall’Italia 120 anni fa e ora esposta al Met di New York come Golden Chariot (foto etru)

Una menzione speciale della giuria è andata al film “L’anello di Grace” di Dario Prosperini (Italia, 66’), con la seguente motivazione: “Incentrata su un cold case di oltre un secolo fa, “L’anello di Grace” è un’opera prima che si basa su un profondo e articolato lavoro di ricerca sulle fonti. Il film, grazie a un taglio da inchiesta, dipana efficacemente un racconto complesso con buon senso del ritmo e della suspence e col valore aggiunto di portare alla conoscenza del grande pubblico la storia della sottrazione indebita di un eccezionale patrimonio dello Stato”.

Nuovo lutto per l’archeologia campana. È morta improvvisamente a 72 anni Caterina Cicirelli, funzionaria archeologa del parco archeologico di Pompei, studiosa specialista del territorio vesuviano e in particolare del villaggio di Longola sul Sarno e delle ville romane di Terzigno. Il cordoglio dei colleghi

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L’archeologa Caterina Cicirelli, già funzionaria del parco archeologico di Pompei, morta a 72 anni (foto parco archeologico pompei)

Neppure il tempo di dare l’ultimo saluto all’archeologa Valeria Sampaolo, già direttrice del museo Archeologico nazionale di Napoli, che un nuovo lutto ha colpito l’archeologia napoletana: il 10 settembre 2023 è venuta a mancare Caterina Cicirelli, funzionaria archeologa del parco archeologico di Pompei, studiosa specialista del territorio vesuviano e in particolare del villaggio di Longola sul Sarno e delle ville romane di Terzigno. Aveva 72 anni. “Se n’è andata in silenzio”, scrive Giuseppe di Leva, “la protagonista di importanti ricerche del nostro antico territorio, a chiusura di una delle giornate più lugubri per l’archeologia vesuviana”. E l’archeologo Mario Grimaldi: “Sono andate via altre due colonne della nostra formazione ed esperienza umana e professionale … Valeria Sampaolo e Caterina Cicirelli hanno rappresentato tantissimo per chi si occupa di pittura romana con i loro studi e le loro scoperte. Due donne diverse ma complementari. Perdiamo altre due colonne della nostra memoria. Mancheranno tanto”. Immediato il cordoglio di istituzioni e di chi ha avuto modo di conoscerla.

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Il prof. Massimo Osanna con l’archeologa Caterina Cicirelli (foto direzione generale musei)

Il parco archeologico di Pompei esprime cordoglio per la scomparsa dell’archeologa Caterina Cicirelli, per molti anni funzionaria del Parco. “Pompei e tutta l’area vesuviana perdono una grande studiosa e un’amica splendida di grande umanità e passione”, la ricorda Gabriel Zuchtriegel, il direttore generale del Parco. “I suoi lavori, tra cui i suoi importanti studi sulle ville di Terzigno, rimarranno un punto di riferimento”. La direzione e tutto il personale esprimono la più sentita vicinanza alla famiglia. Al cordoglio si associa la direzione generale Musei per l’improvvisa scomparsa della dott.ssa Caterina Cicirelli, funzionaria archeologa del parco archeologico di Pompei, studiosa specialista del territorio vesuviano, in particolare del villaggio di Longola sul Sarno e delle ville romane di Terzigno. Appassionata del suo lavoro, si ricorda la sua importante collaborazione nella realizzazione del Grande Progetto Pompei, di cui è stata responsabile di svariati interventi. “Caterina per decenni”, ricorda commosso Massimo Osanna, “si è occupata del territorio di Terzigno assicurandone non solo la tutela, ma promuovendo anche la conoscenza grazie a campagne di scavo e alla divulgazione dei risultati in pubblicazioni scientifiche e mostre, portando così un ulteriore, fondamentale tassello alla ricostruzione storica di quest’area”.

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L’archeologa Caterina Cicirelli al museo Archeologico territoriale di Terzigno (foto matt)

Francesco Ranieri: “Ci lascia Caterina Cicirelli, se ne va in silenzio dopo aver trascorso una vita da vera vulcanica. Grande professionista ma soprattutto una studiosa sopraffina dell’immensa storia di Terzigno. Buon viaggio dottoressa. Sapremo custodire nel museo Archeologico territoriale di Terzigno (MATT) e nel parco archeologico il lavoro che in tantissimi anni ha profuso per la nostra comunità. Per sempre grato. A Dio”. Gennaro Barbato: “È venuta a mancare la dott. Caterina Cicirelli funzionario della soprintendenza di Pompei, ne ricordo il coraggio di affrontare anche situazioni particolari in una terra bella ma anche difficile. Ha chiuso gli occhi e ha messo importanti vincoli archeologici ad Ottaviano, ne godranno le future generazioni. Se viene fuori da sotto il lapillo la Villa degli Ottavi è grazie anche al suo contributo. Grazie per tutto quello che hai fatto all’ombra del Somma-Vesuvio dott. Caterina Cicirelli”.

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L’archeologa Vincenzina Castiglione Morelli stroncata da un male incurabile (foto mann)

Chiudiamo prendendo a prestito le belle parole scritte per l’edizione dell’11 settembre 2023 del giornale on line “Gente e Territorio” da Federico L.I. Federico, architetto, scrittore e giornalista, fino ai primi anni Novanta del secolo scorso direttore del Settore Tecnico della soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta e poi della soprintendenza Archeologica di Pompei ricoprendo ad interim anche la direzione degli Scavi di Pompei. “Un giornale – scrive – non è certo luogo di necrologi, ma questa estate lunga e breve, tormentata da notizie sul clima impazzito e sulla invasione delle specie aliene nell’intera area del Mediterraneo, compreso l’ormai noto Granchio blu nei mari e nei fiumi del nostro Belpaese, è stata caratterizzata da tre grosse perdite di protagoniste al femminile del mondo campano dell’Archeologia. Prima ci ha lasciati improvvisamente ‘Nella’ Castiglione Morelli, che definimmo la Signora lieve dell’Archeologia, avendola conosciuta di persona (vedi Archeologia in lutto. Si è spenta in pochi giorni per un male incurabile Vincenzina Castiglione Morelli “Nella”, l’archeologa innamorata di Ercolano. Il ricordo della grande pompeianista | archeologiavocidalpassato). Adesso, in quest’ultimo fine settimana – davvero doloroso per chi scrive – ci hanno lasciati altre due Archeologhe, la napoletana Valeria Sampaolo (vedi Archeologia in lutto. È morta a 70 anni l’archeologa Valeria Sampaolo, a lungo direttrice del museo Archeologico nazionale di Napoli, funzionaria di lungo corso per il ministero dei Beni culturali, grande esperta di affreschi antichi, ha guidato negli anni Novanta i principali siti di Santa Maria Capua Vetere. Il cordoglio del mondo accademico e istituzionale | archeologiavocidalpassato) e la sorrentina Caterina Cicirelli, protagoniste un po’ più giovani di ‘Nella’. Entrambe hanno affiancato e intersecato l’attività professionale di chi scrive, sia quale architetto “ab imis” prestato all’archeologia, sia come funzionario che come libero professionista, sempre con esiti felici e condivisi da loro due, anche se faticosamente in qualche caso. Ma soprattutto sempre amicalmente. Mi è sembrato doveroso ricordarle entrambe, strappate insieme, prematuramente, a una senescenza appena iniziata. Entrambe, Valeria e Caterina, erano arrivate in Soprintendenza tra le prime nuove leve dell’Archeologia della gestione di Fausto Zevi, grande protagonista a Napoli e in Campania di anni fecondi per l’Archeologia – tra la fine dei Settanta e gli inizi degli Ottanta del Novecento – trovando in me come architetto, un interlocutore “altro” ma sempre disponibile alla collaborazione. Entrambe hanno esercitato la propria lunga e lodevole attività di funzionarie della allora soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, seguendone le sorti delle varie trasformazioni a Napoli, a Pompei e a Caserta, innescate da gemmazioni successive di un Ministero che moltiplicava i suoi Uffici periferici per i disegni egemonici romani. Appare chiaro sempre più, infatti, che risultano del tutto avulsi dalle reali necessità del governo di un territorio ad altissima “densità” archeologica. Di Valeria Sampaolo e Caterina Cicirelli chi scrive ha ricordi vividi e cordiali di giovani archeologhe prima e di esperte funzionarie dopo, sostanziatisi poi in confronti costruttivi che si rinnovarono nonostante la mia veste di professionista “esterno”. Eccoli, li sottopongo al lettore a braccio, così come mi emergono…

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L’anfiteatro romano a Santa Maria Capua Vetere (foto drm-campania)

“Pacata, lucida ed equilibrata Valeria – continua -. Capace di districarsi con grande autonomia di pensiero anche in situazioni complesse quali furono la sua lunga direzione del museo Archeologico nazionale, allora non ancora noto come Mann, ma sempre al primo posto nel cuore dei Napoletani. Con grande equilibrio e sorprendente capacita Valeria poi diresse ad interim da supplente la stessa soprintendenza Archeologica di Napoli, subentrando a Stefano De Caro, il soprintendente “vesuviano” per eccellenza, chiamato ad alti incarichi romani per le sue indiscutibili e grandi doti dirigenziali. A Valeria Sampaolo – tornata nei ranghi di funzionario, in un Ministero che mostrò nell’occasione di essere sordo e ingrato – toccò di governare l’area casertana, con epicentro a S. Maria Capua Vetere, da dove diede lezioni di stile ed efficienza, ammodernandone gli Uffici e dando vita e lustro all’area urbana della piazza antistante l’Anfiteatro Campano, occasione in cui collaborammo pienamente e felicemente.

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Il parco Archeologico Naturalistico di Longola a Poggiomarino (foto parco archeologico di pompei)

“Caterina Cicirelli era diversa. Molto diversa da Valeria Sampaolo, sebbene infiammata dalla stessa dedizione alla Archeologia, vista come missione, oltre che professione. Raramente serena e rilassata (lo era, però, quando si scioglieva in amichevoli report familiari di figlia sola con una madre anziana e amatissima), freneticamente attiva, coinvolgeva i suoi collaboratori nelle sue “campagne” di contrasto alle pubbliche amministrazioni locali. Soprattutto quelle che avevano la ventura di incontrarla sul proprio cammino, spesso obliquo, quando non ambiguo, perché teso a risultati contrastanti con gli interessi dell’Archeologia, che Caterina Cicirelli anteponeva a tutto. Fu quindi una sorta di archeologa “Jolly” operante efficacemente a salvaguardia del territorio su diverse aree archeologiche di grande interesse, tra cui la sua prediletta area sorrentina, dove innescò i primissimi contatti per l’acquisizione a Piano di Sorrento della Villa Fondi de Sangro, l’attuale notissimo museo Archeologico territoriale della Penisola Sorrentina Georges Vallet. Verso la fine della carriera di funzionario della soprintendenza Archeologica di Pompei, intanto divenuto parco archeologico, “la Cicirelli” ebbe l’occasione della sua “vita da mediano” dell’Archeologia quando – affiancata dalla archeologa preistorica “esterna” Claude Livadie e da chi scrive come architetto “esterno” – si rese autrice dello scavo archeologico preistorico più importante del Meridione d’Italia, forse d’Italia, tout court: quello di Lòngola a Poggiomarino. Quello scavo – indotto da un fortuito ritrovamento e difficile perché effettuato in piena falda freatica – sfuggendo all’abbandono ricorrente dei siti scavati, fortunatamente è stato seguito dalla sistemazione a parco archeo-fluviale naturalistico. Ed è visitabile, ubicato sulle rive di un fiume Sarno ancora… trasparente in quel tratto. Incredibilmente… L’articolo si chiude qui, con il ricordo di queste due archeologhe “napoletane”. Ma è stato un atto doveroso e gradito da chi lo ha scritto”.

Bova Marina (RC). Ad Archeoderi si celebra la Giornata Europea della Cultura Ebraica: tavola rotonda “La Sinagoga di Bova Marina. Spiritualità e bellezza”, visita guidata del parco e del museo a cura della direttrice Elena Trunfio

bova-marina_archeoderi_giornata-europea-cultura-ebraica_locandinaAd Archeoderi (Bova Marina, RC) si festeggia la Giornata Europea della Cultura Ebraica: l’11 settembre 2023, dalle 17, giornata dedicata all’unicità del Parco di Archeoderi che sorge sui resti della seconda sinagoga più antica in Occidente. Anche quest’anno, infatti, il museo e parco archeologico Archedoeri di Bova Marina celebra insieme alla Comunità ebraica di Napoli la Giornata Europea della Cultura Ebraica, un appuntamento annuale con lo scopo di presentare al pubblico, soprattutto non ebraico, le diversità e le ricchezze del patrimonio culturale e artistico ebraico, per promuovere il dialogo, i valori della convivenza e lo scambio di idee e cultura, anche come importante mezzo alla lotta all’antisemitismo. Il tema scelto quest’anno è la bellezza e quale migliore occasione per puntare l’attenzione sul patrimonio custodito all’interno del parco archeologico Archeoderi. “Anche quest’anno celebriamo la giornata nel segno della condivisione”, commenta la direttrice Elena Trunfio. “Il nostro Parco, oltre a custodire un bene archeologico eccezionale per tutto l’Occidente, è soprattutto il luogo del dialogo e dell’incontro tra culture diverse. Con la Comunità Ebraica di Napoli abbiamo avviato da tempo un rapporto sinergico e ringrazio ancora una volta Roque Pugliese per avere fortemente voluto questa giornata”. Lunedì 11 settembre 2023, alle 18, il momento clou: la tavola rotonda “La Sinagoga di Bova Marina. Spiritualità e bellezza”, organizzata dalla direzione del Parco con la collaborazione della soprintendenza ABAP di Reggio Calabria e Vibo Valentia, il Comune di Bova Marina, la Comunità Ebraica di Napoli e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Ai saluti di Filippo Demma, direttore della DRM Calabria; Fabrizio Sudano, soprintendente ABAP RC VV; Saverio Zavettieri, sindaco di Bova Marina; Giulio Disegni, vice presidente UCEI; Roque Pugliese, delegato per la Giornata Europea della Cultura Ebraica; seguiranno due interventi di approfondimento sul patrimonio culturale della Bovesia e sulla sinagoga di Bova Marina a cura della direttrice Elena Trunfio e del funzionario archeologo Andrea Maria Gennaro. Modera la giornalista Enza Cavallaro. Gli interventi saranno preceduti dalla visita guidata del parco e del museo a cura della direttrice del sito Elena Trunfio, alle 17. “La sinagoga di Bova Marina lascia trapelare ancora visioni sognanti e pregnanti di vita”, chiude Roque Pugliese. “Rivedere gli antichi tesori custoditi nei musei prendere nuovamente vita è un’emozione unica, Archeoderi contiene un tesoro raro che ancora oggi riesce ad esprimere spiritualità”.