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Isola d’Elba. Alla Fortezza Pisana di Marciana conferenza l’etruscologo Valentino Nizzo (università L’Orientale di Napoli) su “Isole di storia. Storie di isole”: miti e storie nelle quali isole come Ischia e l’Elba hanno senza dubbio giocato un ruolo da protagoniste

marciana_fortezza-pisana_conferenza-isole-di-storia-storie-di-isole_nizzo_locandina“Isole di storia. Storie di isole” è il titolo della conferenza con Valentino Nizzo (università L’Orientale di Napoli) in programma sabato 10 agosto 2024, alle 21, alla Fortezza Pisana di Marciana sull’isola d’Elba, un’occasione davvero speciale per la valorizzazione del patrimonio archeologico elbano. L’incontro è realizzato dalla Pro Loco di Marciana, con l’associazione Marciana AUREA, e il patrocinio del Comune Di Marciana e dello SMART – Sistema Museale dell’Arcipelago Toscano e con Italia Nostra Arcipelago Toscano. L’ingresso è gratuito, per prenotazioni è possibile inviare mail a proloco.marciana.elba@gmail.com. È lo stesso etruscologo ad anticipare i temi che verranno toccati nel corso dell’incontro: “Ce ne stiamo intorno alle rive del mare come rane o formiche intorno a uno stagno: con questa metafora – spiega Nizzo – Platone nel Fedone dava un’idea efficace di come poteva apparire il Mediterraneo agli occhi di un filosofo greco intorno al principio del IV secolo a.C.  Il mare delle interminabili peregrinazioni di Ulisse descritte da Omero nell’Odissea non nascondeva ormai più alcun mistero alle soglie dell’epoca ellenistica, quando l’Occidente greco guidato da Alessandro Magno si preparava a proiettare la sua influenza militare, politica e culturale verso orizzonti ben più vasti e inesplorati. Eppure, con un’altra metafora, lo stesso Platone nei Dialoghi Crizia e Timeo dischiudeva nuovi orizzonti del mito e della storia evocando il nome dell’isola di Atlantide e descrivendo la sua drammatica fine; un rompicapo che avrebbe impegnato la critica nei millenni seguenti e che ancora oggi non ha smesso di affascinare il grande pubblico, sedotto dall’enigmista di turno che, con più o meno fantasia e metodo, ha provato a risolverlo. Di stagni e di isole più o meno misteriose – conclude Nizzo – tratterà la nostra conferenza, indagando le dinamiche di contatto, confronto, ibridazione, assimilazione e contrasto che impegnarono le diverse civiltà che si sono affacciate sul mare Tirreno nel corso della prima metà del primo millennio. Miti e storie nelle quali isole come Ischia e l’Elba hanno senza dubbio giocato un ruolo da protagoniste che l’archeologia ha solo negli ultimi anni consentito, almeno in parte, di ricostruire”.

Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia propone la visita guidata “Gli Etruschi e la divinazione”, con Alessandra Leonardi, quarto appuntamento del ciclo “ESTATE all’ETRU”

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Il famoso Fegato di Piacenza, modello in bronzo di Fegato Etrusco, conservato nel museo Archeologico di Piacenza (foto musei di piacenza)

Sabato 10 agosto 2024 “Gli Etruschi e la divinazione”, quarto appuntamento del nuovo ciclo di visite guidate “ESTATE all’ETRU” comprese nel costo del biglietto d’ingresso al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: Alessandra Leonardi condurrà i partecipanti alla scoperta dell’arte divinatoria nel mondo etrusco attraverso le numerose testimonianze in esposizione. Appuntamento presso l’accoglienza di Villa Giulia alle 11. Visita compresa nel biglietto di ingresso, su prenotazione all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it indicando il numero di partecipanti. Sarà possibile prenotarsi direttamente in sede, salvo disponibilità.

Firenze. Il museo Archeologico nazionale chiude parzialmente a rotazione per la più grande operazione di ammodernamento e restyling dall’alluvione del 1966. Il direttore Maras: “Appuntamento al 2026 proprio per il 60° della piena dell’Arno”

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La Chimera di Arezzo, scultura etrusca del IV sec. a.C., uno dei simboli del museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

“Il museo Archeologico nazionale di Firenze cambia pelle. Si addormenta così come la celebre Arianna per potersi svegliare completamente rinnovato”: comincia con questa immagine poetica che rimanda a uno dei reperti iconici del Maf l’annuncio della più grande operazione di ammodernamento e restyling del museo fiorentino dalla grande alluvione. “L’appuntamento è nel 2026”, assicura il direttore Daniele Maras, “in tempo per il 60° anniversario dell’alluvione del ’66, che all’epoca colpì duramente e senza pietà l’edificio e le sue collezioni. Per allora il Museo ritornerà a splendere tra i gioielli della corona di Firenze, con l’auspicio di restituire alla città il suo ruolo di Capitale etrusca d’Italia”.

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Il ministro Gennaro Sangiuliano a maggio 2024 ha dato il benvenuto ai 49 nuovi dirigenti tecnici immessi nei ruoli del ministero della Cultura (foto mic)

Proprio il conferimento dell’autonomia speciale al Museo nell’ambito della riforma del ministero della Cultura e la nomina del primo direttore dirigenziale, Daniele F. Maras (dal 16 maggio 2024), hanno inaugurato una nuova fase di vita dell’importante istituto della cultura fiorentino, a coronamento di decenni di lavoro appassionato di soprintendenti, direttori regionali, direttori museali, funzionari e di tutto lo staff che hanno dedicato quotidianamente la propria attività a questo progetto. In coincidenza con questo nuovo inizio, è giunta a compimento, dopo un intenso e lungo lavoro condotto negli anni recenti dalla direzione regionale Musei, la fase preparatoria di una serie di imponenti lavori intesi ad aggiornare e rimodernare la struttura e a rilanciare l’immagine del museo, coordinati e integrati in un grande progetto generale a cura del prestigioso studio di architettura fiorentino Guicciardini & Magni, con la supervisione scientifica di Mario Iozzo.

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4 novembre 1966, l’alluvione di Firenze: i danni al Museo e alla Soprintendenza (foto maf)

Nessuno ha dimenticato la notte del 4 novembre 1966 quando anche il museo Archeologico fu travolto dalla disastrosa furia di acqua e fango che si abbatté sulla città di Firenze: in particolare, i danni maggiori si riscontrarono al pianterreno, dove allora si trovava il museo Topografico dell’Etruria. Sommerse per oltre due metri di altezza, le sale vennero completamente devastate, molti reperti si frantumarono e quasi tutti i cartellini inventariali si staccarono e andarono perduti, in poche ore era stato cancellato il meticoloso lavoro di quasi un secolo compiuto dagli archeologi. Da allora numerosi interventi di recupero, ripristino e riallestimento coordinati e diretti negli anni da soprintendenze e direzioni ministeriali hanno dato al museo la forma che fino a oggi conoscevamo.

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Lavori al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

Una parte rilevante dei lavori, finanziata con fondi del PNRR, riguarderà l’efficientamento energetico dell’edificio e il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche e cognitive (PEBA). A questi si affiancano operazioni di revisione dei percorsi e dell’accessibilità, la ristrutturazione totale della sezione di entrata all’angolo di piazza della SS. Annunziata (già parte del complesso degli Innocenti) e, grazie a un finanziamento internazionale dei coniugi Laura e Jack Winchester, veicolato tramite la King Baudouin Foundation USA (oggi Myriad), il rifacimento della sezione delle sculture etrusche, a partire dalla sala della Chimera. Si tratta di una grande operazione di ammodernamento e di restyling, che richiederà lo sforzo congiunto del personale del museo e della direzione regionale Musei nazionali Toscana, diretta da Stefano Casciu, oltre che la paziente collaborazione dei visitatori e degli studiosi che frequentano le collezioni.

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Daniele F. Maras, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

Sarà infatti inevitabile che a turno alcune sale rimangano chiuse al pubblico per consentire i lavori: la prima tappa ha previsto, già nel corso del mese di luglio 2024, lo svuotamento della manica lunga che collega il Palazzo della Crocetta con il Palazzo degli Innocenti che ospita il museo topografico etrusco. “Ma abbiamo preso l’impegno di non chiudere mai del tutto l’esposizione”, sottolinea con enfasi il nuovo direttore Maras, “e di organizzare nel tempo eventi e mostre temporanee, con l’intento di coinvolgere il pubblico in questa stagione di rinnovamento, che ha fra l’altro il compito di rafforzare il rapporto tra il Museo e i cittadini di Firenze”. “Il nuovo allestimento del Museo”, afferma Stefano Casciu, “prende ora il via dopo un lungo percorso tecnico ed amministrativo di preparazione che ha visto Mario Iozzo e gli altri funzionari del Museo, e in generale la Direzione regionale Musei nazionali Toscana, impegnati ad immaginare e a progettare una nuova veste museografica per una collezione di primaria importanza nel panorama dei musei archeologici italiani. Con questo allestimento il Museo archeologico di Firenze potrà dirsi pienamente risorto dopo i gravissimi danni risalenti all’alluvione di Firenze del 1966”.

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La famosissima “Arianna addormentata”, statua marmorea romana del II secolo d.C. (foto maf)

Simbolo del museo in questa fase di chiusura parziale è la famosissima Arianna addormentata: la statua marmorea romana del II secolo d.C., inserita tra i pezzi più iconici del Museo sin dalla fine dell’Ottocento. Nel mito greco l’eroina cretese, che aveva aiutato Teseo nell’impresa del labirinto, fu poi abbandonata nel sonno dall’eroe sull’isola di Nasso – da cui il detto popolare “piantare in asso” – per essere infine salvata da Dioniso, che ne fece la sua sposa e la elevò al rango di divinità. Allo stesso modo il museo oggi si addormenta, riducendo gradualmente le parti dell’esposizione aperte al pubblico, per preparare l’inaugurazione di un nuovo grandioso allestimento, che alla fine lo restituirà rinnovato ai cittadini, sollevandolo, per così dire, nell’Olimpo degli istituti ad autonomia speciale.

Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia propone la visita guidata “Secoli di storie a villa Poniatowski: l’edificio e le sue collezioni”, con Luca Mazzocco, terzo appuntamento del ciclo “ESTATE all’ETRU”

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Villa Poniatowski e i suoi giardini in una stampa dell’epoca (foto etru)

Venerdì 9 agosto 2024 “Secoli di storie a villa Poniatowski: l’edificio e le sue collezioni”, terzo appuntamento del nuovo ciclo di visite guidate “ESTATE all’ETRU” comprese nel costo del biglietto d’ingresso al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: Luca Mazzocco accompagnerà i partecipanti in un viaggio nella storia di Villa Poniatowski: dalle origini rinascimentali alle soluzioni neoclassiche di Valadier, con un excursus sulle collezioni esposte nelle sale della residenza del principe polacco. Appuntamento presso l’accoglienza di Villa Giulia alle 17. Visita compresa nel biglietto di ingresso, su prenotazione all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it indicando il numero di partecipanti. Il biglietto si acquista presso la sede di Villa Giulia. Posti limitati. Sarà possibile prenotarsi direttamente in sede, salvo disponibilità. Dalle terre degli Umbri a Satricum, da Gabi alle principesche tombe provenienti da Praeneste, nel corso della visita si possono osservare insieme le testimonianze dei popoli italici che vivevano a sud del Tevere, oltre i confini dell’Etruria.

Roma. “Scopri la storia dell’antica Roma”: nei fine settimana biglietto integrato per la visita delle Domus Romane di Palazzo Valentini e lo spettacolo itinerante multimediale Viaggio nei Fori – Foro di Cesare

roma_foro-di-cesare_domus-palazzo-valentini_biglietto-integrato_locandina“Scopri la storia dell’antica Roma”: un’occasione unica per visitare due luoghi dell’antica Roma collegati tra loro da una storia millenaria. Grazie all’accordo tra la sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, Città metropolitana di Roma capitale e le società di servizi Zetema Progetto cultura srl e Civita mostre e musei spa, dal 9 agosto e fino al 22 settembre 2024, i fine settimana estivi si arricchiscono di una nuova offerta culturale. Nelle serate di venerdì, sabato e domenica, è possibile accedere, con biglietto unico integrato, al percorso di visita delle Domus Romane di Palazzo Valentini e allo spettacolo itinerante multimediale Viaggio nei Fori – Foro di Cesare. Il biglietto, valido per la stessa serata, comprende sia la visita alle Domus (durata circa 1 ora: alle 19, 20 e 21) sia lo spettacolo multimediale (durata circa 50 minuti: alle 20.40, 21.20 e 22.20 fino al 31 agosto 2024; alle 20.20, 21.20 e 22.20 dal 1° al 22 settembre 2024). I nuovi biglietti integrati a 18 euro + 2 di prevendita sono acquistabili online, entro le 24 del giorno precedente a quello di visita, sui siti www.viaggioneifori.it (in inglese www.viaggioneifori.it/en/#buy) e www.palazzovalentini.it. Invece, per coloro che sono già in possesso di un biglietto per la visita alle Domus oppure di quello per lo spettacolo Viaggio nei Fori – Foro di Cesare, è disponibile il nuovo biglietto ridotto. Alla biglietteria delle Domus (via Foro Traiano 84) si può entrare con la tariffazione ridotta (8 euro) esibendo il biglietto valido per l’accesso al Viaggio nei Fori – Foro di Cesare; viceversa, alla biglietteria di Viaggio nei Fori (piazza della Madonna di Loreto) è possibile accedere con un costo ridotto (10 euro) dimostrando di essere già in possesso del biglietto per l’accesso alle Domus. È possibile effettuare l’acquisto online sui rispettivi siti web (www.viaggioneifori.it e www.palazzovalentini.it). Per i possessori di biglietto Domus, la riduzione per Viaggio nei Fori può essere richiesta anche presso i Tourist Infopoint dislocati in diversi punti della città. Al momento della visita bisogna poi mostrare entrambi i biglietti.

Roma. Sul Palatino ha riaperto la Casa di Livia dopo importanti restauri: ecco come visitarla

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La Casa di Livia sul Palatino (foto PArCo)

Dopo importanti interventi di restauro, ha riaperto al pubblico la Casa di Livia sul Palatino. Una ricca domus privata di I secolo a. C., rimessa in luce da scavi ottocenteschi, attribuita a Livia in base al nome Iulia Augusta inciso su una tubatura di piombo esposta nel tablino (sala di ricevimento). Apertura ogni giorno dalle 9.30 alle 17.30. Chiusura il martedì. Accesso con biglietti: Forum Pass SUPER, Full Experience, Membership Card. La casa viene considerata, all’interno del complesso augusteo, un appartamento riservato alla moglie di Augusto. Si compone di un atrio quadrangolare su cui si aprono quattro locali pavimentati in mosaico e con le pareti dipinte databili intorno al 30 a.C.: tra le testimonianze più importanti del II Stile a Roma nella sua fase più matura. Sul fondo si trovano al centro il tablino, e, simmetricamente, due stanze (alae). A destra dell’atrio è situato il triclinium (sala da pranzo).

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Palatino, Casa di Livia: un particolare della pittura del tablino. Tra architetture fantastiche ed elaborate (notare il calice di foglie che decora la colonna scanalata in primo piano) si apre un quadretto con una scena domestica, due donne ed un amorino in un interno; sfingi, candelabri e figure alate arricchiscono le ulteriormente la scena (foto PArCo)

Con l’intervento multimediale il visitatore è accolto nella semioscurità, poiché gli ambienti si illuminano a rotazione per facilitarne la lettura: dall’atrio al tablino, per finire con il triclinio. Una voce narrante, cui si abbina il lightmapping, rivela le storie mitologiche raffigurate e sottolinea gli schemi pittorici degli affreschi. Sono così fornite le chiavi di lettura per apprezzare la straordinaria bellezza delle pareti decorate, e scoprire che le immagini dipinte rispondevano a un preciso programma voluto da Augusto. Il tablino è detto anche “sala di Polifemo” perché sulla parete di fondo è raffigurato il ciclope Polifemo che insegue la ninfa Galatea. Sulla parete di destra, al centro, è dipinta Io rivolta verso Argo, il gigante dai cento occhi che la tiene prigioniera, mentre Mercurio arriva per liberarla.

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Palatino, Casa di Livia: le pitture dell’ala destra. Le colonne del portico sorreggono una ricca ghirlanda vegetale, ornata con frutta e nastri rossi. Sopra le ghirlande si nota il “fregio giallo” con scenette di carattere “egittizzante”, come voleva la moda dell’epoca (foto PArCo)

Nell’ala destra la decorazione è organizzata intorno a un portico aggettante: tra le colonne, festoni vegetali ornati con bende e oggetti del culto a Dioniso. Sopra, corre un fregio paesaggistico monocromo su fondo giallo, molto raro nel suo genere, con scene di vita reale e scene rituali di ambiente egizio. L’ala sinistra raffigura figure fantastiche (grifi, Vittorie alate), affrontate araldicamente ai lati di candelabri e posate sui rami dell’albero della vita. Il triclinio conserva una straordinaria decorazione pittorica su fondo rosso cinabro, più noto come rosso pompeiano, su cui si aprono edicole che svelano paesaggi sacri e campestri con effetti di profondità spaziale.

Taormina. A Palazzo Ciampoli apre la mostra archeologica e multimediale “Da Tauromenion a Tauromenium. Alla scoperta della città invisibile tra storia e archeologia” con reperti, elementi architettonici, frammenti e statue rinvenuti durante gli scavi antichi e recenti (come la Sacerdotessa di Iside) e la ricostruzione animata degli edifici

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Locandina della mostra “Da Tauromenion a Tauromenium” a Palazzo Ciampoli di Taormina dal 7 agosto al 30 novembre 2024

Avete mai immaginato di passeggiare fra le vie e le piazze della Taormina greca? E di entrare in una domus d’epoca romana? Come erano decorate le sue pareti? E i pavimenti? Ma soprattutto: com’era la vita a Taormina duemila-2500 anni fa? A queste e ad altre domande prova a rispondere la mostra archeologica e multimediale “Da Tauromenion a Tauromenium. Alla scoperta della città invisibile tra storia e archeologia” in programma a Palazzo Ciampoli di Taormina (Me) dal 7 agosto al 30 novembre 2024, tutti i giorni dalle 10 alle 19. Protagonista la città adagiata sui fianchi del monte Tauro e dall’imponente impianto scenografico, dove ogni monumento era stato concepito dai greci per guardare il mare – e dal mare essere ammirato – colta nell’arco temporale del suo massimo splendore – dal III secolo a.C. e fino II d.C.

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Palazzo Ciampoli a Taormina sede della mostra “Da Tauromenion a Tauromenium” (foto regione siciliana)

Un progetto corale del parco archeologico Naxos Taormina, diretto dall’archeologa Gabriella Tigano, che da circa due anni coordina diversi gruppi di lavoro – scientifici e tecnici – formati da archeologi e funzionari del Parco, della Soprintendenza di Messina e delle università di Messina, Palermo e Catania, e da un team interdisciplinare di architetti, informatici, film maker ed esperti di ricostruzioni 3D, che hanno lavorato per ricomporre, rileggere e raccontare il Dna di una città dalla storia antichissima e, per la sua posizione privilegiata, abitata da sempre. Quello che gli archeologi definiscono infatti “sito a continuità di vita”, proprio per indicare l’ininterrotta presenza umana nel corso dei millenni. Con tutto ciò che ne deriva in termini di stratificazioni e modifiche di monumenti, case private ed edifici pubblici che, come nel caso del Teatro Antico, diventarono un vero e proprio giacimento di elementi architettonici da “riciclare” per nuove costruzioni: interi – come le colonne della scena, oggi visibili anche lungo il corso principale a decorare facciate di palazzi d’epoca – o ridotti in polvere per essere utilizzati come malta/cemento per nuove costruzioni.

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Mostra “Da Tauromenion a Tauromenium” a Taormina: da sinistra il sindaco di Taormina Cateno De Luca, la direttrice del parco di Naxos Taormina Gabriella Tigano, e la soprintendente BBCCAA di Messina Mirella Vinci (foto regione siciliana)

“Con questa mostra”, dichiara Gabriella Tigano, direttrice parco archeologico Naxos Taormina, all’inaugurazione martedì 6 agosto 2024, “saldo il mio debito con la città di Taormina e con due persone che, quando mi sono insediata cinque anni fa, mi proposero di fare una mostra sulla storia antica della città. Sono l’archeologa Cettina Rizzo e la professoressa Francesca Gullotta che purtroppo non è più con noi. A lei e alla sua memoria dedico questa mostra Da Tauromenion a Tauromenium”. E l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato: “Questa mostra è la testimonianza di come la narrazione di un museo archeologico possa e debba adeguarsi ai linguaggi contemporanei per poter parlare a pubblici diversi e alle nuove generazioni, nate e cresciute con le tecnologie più avanzate. La digitalizzazione dei contenuti museali, insieme alle ricostruzioni in 3D che ci restituiscono la Taormina greca e romana, vanno in questa direzione”.

Due i piani di lettura della mostra: da un lato quello materiale con reperti, elementi architettonici, frammenti e statue rinvenuti durante gli scavi antichi e recenti, realizzati con finanziamenti pubblici e privati; dall’altro il piano di lettura virtuale con la ricostruzione animata di edifici che, come slabbrature del tessuto urbano contemporaneo, affiorano dagli scavi a vista di vicoli e piazzette di Taormina. Ovvero la “città invisibile”. “Taormina – commenta Gabriella Tigano – è un sito a continuità di vita, quindi la sua storia urbana, in un lasso di tempo di circa 2500 anni, diventa per noi studiosi un complesso mosaico da ricostruire, operazione da condurre con il necessario rigore scientifico. Abbiamo provato a ricomporlo, incrociando fonti documentali, reperti mobili e strutture antiche e, con il supporto delle moderne tecnologie digitali, abbiamo realizzato una serie di video con animazioni 3D per restituire ai visitatori, di tutto il mondo e di tutte le età, la fascinazione della monumentale e scenografica città fondata dai greci e che visse secoli di pace e fortuna anche in epoca romana”.

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Una fase dell’allestimento della mostra “Da Tauromenion a Tauromenium” a Palazzo Ciampoli di Taormina (foto regione siciliana)

Sei le sezioni tematiche del percorso espositivo, che si snoda sui due piani di Palazzo Ciampoli. Si parte dalle tracce delle popolazioni sicule documentate dalla necropoli di Cocolonazzo: le origini, vivere e abitare a Tauromenion/ium: le case degli uomini; gli edifici pubblici, i luoghi del sacro, le necropoli, dal teatro all’anfiteatro, il collezionismo. Mentre una carta archeologica, ricostruzioni 3D e un apparato multimediale e immersivo (video e video mapping) faranno rivivere ai visitatori l’esperienza di aggirarsi tra vicoli attuali e dentro la città antica. In mostra a Palazzo Ciampoli sono reperti sinora custoditi nei magazzini del Parco (capitelli, epigrafi, statue) e altri frutto di ritrovamenti più recenti, conosciuti dagli studiosi ma mai esposti (come alcune tanagrine rinvenute nella cisterna dell’hotel Timeo e reperti da scavi a Villa San Pancrazio, all’ex Convento San Domenico e in altre proprietà private). E ancora teste, bassorilievi e iscrizioni, reperti già noti e normalmente esposti nell’Antiquarium del Teatro qui inquadrati nel contesto tematico e storico.

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Mostra “Da Tauromenion a Tauromenium”: la Sacerdotessa di Iside osservata dagli archeologi Gabriella Tigano, Dario Barbera e Maria Grazia Vanaria (foto regione siciliana)

Per l’occasione, vivamente attesa dalla comunità locale, è tornata a Taormina la famosa “Sacerdotessa di Iside”, statua in marmo rinvenuta nel 1867 vicino alla chiesa di San Pancrazio – anticamente luogo di culto di Iside e Serapide – e dal 1868 trasferita al museo Salinas di Palermo, primo museo archeologico della Sicilia. La statua è assente da Taormina dal 2001, quando fu esposta nella mostra organizzata dalla soprintendenza di Messina con il Comune di Taormina e allestita negli spazi di Badia Vecchia. Altri prestiti giungono dalla soprintendenza di Palermo e dal Seminario arcivescovile di Palermo (ex collezione Alliata di Villafranca).

 

Giugliano (Na). Nella Tomba del Cerbero scoperto un inumato in ottimo stato di conservazione in posizione supina. Nuzzo: “La Tomba del Cerbero continua a fornire preziose informazioni sul territorio flegreo nei pressi di Liternum”. Complesse e articolate le ricerche e le analisi in corso coordinate dalla soprintendenza per l’area metropolitana di Napoli

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Tomba del Cerbero a Giugliano (Na): particolare dell’interno del sarcofago in corso di scavo, col sudario e alcuni elementi di corredo (foto sabap-met-na)

C’è un inumato in ottimo stato di conservazione in posizione supina dentro la Tomba del Cerbero a Giugliano (Na). All’indagine interna, a cura della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, si è giunti dopo un’ispezione con microcamera. Anche in vista della ripresa degli scavi nella necropoli circostante e delle attività di restauro degli affreschi, finanziati dal ministero della Cultura, grazie anche all’interesse dimostrato dal ministro Sangiuliano in visita istituzionale al sito lo scorso novembre 2023. “La Tomba del Cerbero continua a fornire preziose informazioni sul territorio flegreo nei pressi di Liternum”, dichiara il soprintendente Mariano Nuzzo. “Ampliando la conoscenza del passato, e offrendo opportunità per ricerche anche di carattere multidisciplinare”. La prosecuzione delle indagini archeologiche e delle attività di campionatura ed analisi in laboratorio nei prossimi mesi consentirà di raccogliere certamente ulteriori dati interessanti non solo dall’ipogeo ma anche dalla necropoli circostante, utili a ricostruire il panorama storico e sociale di una comunità antica che ha ancora tanto da raccontare.

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Necropoli di Giugliano (Na): sopralluogo a novembre 2023 del ministro Gennaro Sangiuliano tra l’archeologa Simona Formola e il soprintendente Mariano Nuzzo (foto sabap-met-na)

Dopo l’ispezione con microcamera, è stato dunque possibile aprire un varco all’interno del sarcofago, rimasto sigillato per oltre 2000 anni, ed entrarvi all’interno. Le attività di scavo, coordinate dal funzionario archeologo, Simona Formola, hanno portato alla scoperta eccezionale di una deposizione in ottimo stato di conservazione di un inumato in posizione supina, coperto da un sudario, probabilmente mineralizzatosi grazie alle particolari condizioni climatiche della camera funeraria, circondato da elementi di corredo, tra cui si segnalano diversi unguentari e strigili. La particolare cura rivolta all’inumato e la cronologia degli oggetti rinvenuti, lasciano ipotizzare che possa trattarsi del capostipite della famiglia per la quale è stato realizzato il mausoleo.

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Il complesso della Tomba del Cerbero nella necropoli di Giugliano in Campania (Na) (foto sabap-met-na)

“Negli ultimi mesi – continua Nuzzo – le analisi di laboratorio condotte sui campioni prelevati in corrispondenza degli inumati e dei letti deposizionali, hanno restituito una notevole quantità di dati circa il trattamento del corpo dei defunti e il rituale funerario messo in atto, arricchendo notevolmente il panorama delle nostre conoscenze. Un lavoro di squadra guidato dalla Soprintendenza, che ha visto impegnati archeologi, tecnici, antropologi, paleobotanici, chimici, uniti nel comune obiettivo di interpretare i dati raccolti e svelare il sito nel tempo”. Procedure complesse sono state messe in atto, ad esempio, per le analisi sui tessuti dalla prof.ssa Margarita Gleba del laboratorio dell’università di Padova, per determinare la struttura dei filato, il tipo e la qualità dei tessuti, per trarne informazioni anche di carattere culturale e sociologico; osservazioni al microscopio sono state condotte dalla prof.ssa Maria Rosaria Barone Lumaga, ricercatrice al dipartimento di Biologia vegetale dell’università di Napoli Federico II – Real Orto Botanico di Napoli, su sostanze organiche presenti in alcuni contenitori; analisi polliniche condotte dall’archeobotanica Monica Stanzione in collaborazione con Marco Marchesini e Silvia Marvelli del CAA (Centro Agricoltura Ambiente “Giorgio Nicoli”) lasciano ipotizzare che il corpo degli inumati possa essere stato trattato con creme a base di chenopodio e assenzio per una migliore conservazione; analisi sul DNA degli individui sono invece tuttora in corso grazie alla bio-antropologa Barbara Albanese in collaborazione con Pontus Skoglund, Thomas Booth e Sarah Johnston dello Skoglund Ancient Genomics Laboratory al Francis Crick Insitute.

#domenicalmuseo: Pompei è il sito più visitato nella domenica a ingresso gratuito di agosto, seguito da Colosseo e Pantheon. Il ministro Sangiuliano: “Anche questa domenica al museo di agosto si chiude con un bel risultato in termini di affluenza nei musei e nei parchi archeologici statali”

ministero_domenica-al-museo_4-agosto-2024_risultati_locandinaPer la prima domenica di agosto 2024 a ingresso gratuito Pompei torna – nella classifica assoluta – il sito più visitato (17.463 ingressi), seguito dal Colosseo (15.880) e dal Pantheon (12.573). “Anche questa domenica al museo di agosto si chiude con un bel risultato in termini di affluenza nei musei e nei parchi archeologici statali”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “Tantissimi visitatori hanno potuto trascorrere parte della loro giornata immersi nella bellezza del patrimonio culturale della nazione. Questi risultati confermano la nostra azione e spingono ad aumentare il nostro impegno per rendere le nostre strutture sempre più accoglienti, moderne ed efficienti. Il mio grande ringraziamento va a tutti i lavoratori che, anche oggi, hanno garantito con la loro professionalità l’apertura dei siti”.

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Visitatori all’ingresso dell’antiquarium di Ercolano (foto paerco)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 17.463; Colosseo 15.880; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.573; Foro Romano e Palatino 8.995; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.467; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 2.710; museo e area archeologica di Paestum 2.310; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.689; Villa Adriana 1.232; Museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.077; museo Archeologico nazionale di Taranto 866; museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 846; musei nazionali di Cagliari 731; museo nazionale romano – Palazzo Altemps 729; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 493; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 485; museo Archeologico nazionale di Ravenna 418; museo delle Civiltà 378; museo Archeologico nazionale di Firenze 373; necropoli della Banditaccia e museo nazionale archeologico Cerite a Cerveteri 306.

Aquileia. Il film “Saving Venice” di Duncan Bulling vince il Premio Aquileia per il film più votato dal pubblico della XV edizione dell’Aquileia Film Festival. Ora due serate fuori concorso sul museo Egizio con Christian Greco e sul concerto di Riccardo Muti

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Un momento delle premiazioni all’Aquileia Film Festival 2024: da sinistra, Piero Pruneti, Cristiano Tiussi, Roberto Corciulo, Paolo Mieli ed Emanuele Zorino (foto Aff2024 / nicola oleotto)

Il film “Saving Venice” di Duncan Bulling (Regno Unito 2022, 54’) è stato il film più votato dal pubblico della XV edizione dell’Aquilieia Film Festival 2024, aggiudicandosi il Premio Aquileia, un meraviglioso mosaico prodotto dalla Scuola Mosaicisti del Friuli. La proclamazione del film vincitore nel corso della serata di venerdì 2 agosto 2024, tra il film fuori concorso “Quell’incosciente di Zeno” di Davide Ludovisi e la conversazione con lo storico e giornalista Paolo Mieli. L’AFF 2024 prosegue con le due serate fuori concorso: lunedì 5 agosto e martedì 6 agosto.

film-saving-venice_di-Duncan-BullingIl film vincitore “Saving Venice” di Duncan Bulling (Regno Unito 2022, 54’). Venezia è minacciata dal cambiamento climatico. Il livello del mare sta aumentando rapidamente. Le inondazioni stanno diventando sempre più frequenti ed estreme. A ogni inondazione, è sempre di più il sale che impregna gli edifici storici della città erodendo i mattoni, la malta e la pietra. L’esistenza stessa di Venezia è in bilico. Riusciranno scienziati e ingegneri a trovare il modo di proteggere questo gioiello unico di architettura, bellezza e cultura prima che sia troppo tardi?

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PROGRAMMA LUNEDÌ 5 AGOSTO 2024, alle 21, fuori concorso il film “Uomini e Dei. Le meraviglie del Museo Egizio” di Michele Mally (2023, 90’). Sfingi, statue colossali, sarcofagi e piccoli amuleti, portano i visitatori alla scoperta del mondo segreto della mitologia e del culto egizio. Il film evento non porta solo lo spettatore alla scoperta del Museo Egizio di Torino, ma fa rivivere questa affascinante civiltà intrecciata alla storia del museo, fondato nel 1824. Il viaggio nel tempo continua attraverso la visita a luoghi iconici come Giza, Tebe e il villaggio di Deir el[1]Medina, abitato dagli scribi e dagli artigiani delle tombe della Valle dei Re e delle Regine.

aquileia_film-festival-2024_christian-greco_locandinaChiude la conversazione con Christian Greco, direttore del museo Egizio dal 2014. È responsabile dei progetti di ristrutturazione e riorganizzazione del percorso museale del 2014-2015 e del 2023-2025. Supervisiona gli aspetti legali e finanziari del Museo e tutte le attività scientifiche. Alla guida del Museo, ha promosso la realizzazione di numerose mostre temporanee e itineranti, l’organizzazione di convegni e workshop e progetti di inclusione sociale e ha sviluppato collaborazioni con musei, università e istituti di ricerca, in ambito sia nazionale che internazionale. È autore di oltre 90 pubblicazioni scientifiche ed è stato keynote speaker in numerosi convegni nazionali e internazionali. Affianca all’attività di insegnamento in Egittologia e Museologia in università e istituti di ricerca sia in Italia che all’estero una fitta agenda di impegni pubblici di divulgazione scientifica. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui Miglior Direttore di Museo Italiano per Artribune nel 2019 e nel 2022, Torinese dell’Anno 2023, Premio Ghislieri 2014. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.

aquileia_film-festival-2024_riccardo-muti-concerto-per-la-pace_locandinaPROGRAMMA MARTEDÌ 6 AGOSTO 2024, alle 21, evento di chiusura: in prima visione il film “Riccardo Muti ad Aquileia dirige il Concerto per la Pace” di Marco Manin (2024, 80’). Un evento straordinario prende vita nel cuore della Basilica Patriarcale di Aquileia, dove la musica e la storia si fondono in un tributo alla pace. Sotto la magistrale direzione del maestro Riccardo Muti, l’Orchestra Giovanile Cherubini di Ravenna con il solista dei Wiener Philharmoniker Daniel Ottensamer, hanno regalato un’esperienza indimenticabile, ripresa il 14 giugno 2024. Il film del concerto della Pace cattura non solo l’essenza musicale dell’evento, ma arricchisce la visione con inserti inediti e immagini delle ricchezze storiche di Aquileia. Ogni nota suonata dai giovani talenti risuona tra le antiche mura della Basilica, creando un dialogo armonioso tra passato e presente. Lasciatevi trasportare dalla magica location e dalle sinfonie di Schubert, Mozart e Catalani, dove l’arte e la spiritualità si incontrano in un perfetto equilibrio, rendendo omaggio alla pace e alla bellezza eterna della musica. Il Maestro Riccardo Muti appare per gentile concessione di www.riccardomutimusic.com.