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Roma. Per il ciclo “Dialoghi in Curia” del parco archeologico del Colosseo, doppio appuntamento con la scrittrice Ilaria Gaspari in un’intera giornata dedicata alla filosofia

Il parco archeologico del Colosseo in collaborazione con Electa per il ciclo “Dialoghi in Curia”, propone un’intera giornata dedicata alla filosofia con un doppio appuntamento con l’autrice Ilaria Gaspari. Alle 11 è previsto l’incontro in collaborazione con Electa con un gruppo di studenti del liceo Cavour per un laboratorio dedicato al volume “Lezioni di felicità. Esercizi filosofici per il buon uso della vita”. Il pomeriggio, a partire dalle 16.30, l’autrice incontrerà il pubblico della Curia Iulia per ragionare sul suo ultimo saggio edito da Einaudi “Vita segreta delle emozioni”, un viaggio emotivo per tappe che traccia un autoritratto frammentario. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su https://www.eventbrite.it/…/biglietti-dialoghi-in-curia…. Ingresso da largo della Salara Vecchia 5. All’ingresso del PArCo sarà richiesto di esibire, oltre all’invito, il certificato verde e di indossare la mascherina. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del PArCo: https://www.facebook.com/parcocolosseo.

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La scrittrice Ilaria Gaspari (foto alberta aureli)

Ilaria Gaspari ha studiato filosofia alla Scuola Normale Superiore di Pisa e si è addottorata all’università Paris I Panthéon-Sorbonne con una tesi sullo studio delle passioni nel Seicento. Nel 2015 per Voland è uscito il suo primo romanzo “Etica dell’acquario”. Nel 2018, per Sonzogno, “Ragioni e sentimenti. L’amore preso con Filosofia”. Per Einaudi editore ha pubblicato “Lezioni di felicità. Esercizi filosofici per il buon uso della vita” (2019), già tradotto in diverse lingue, e “Vita segreta delle emozioni” (2021). Collabora con vari giornali e insegna scrittura. Vive tra Roma e Parigi.

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Copertina del libro “Vita segreta delle emozioni” di Ilaria Gaspari

Vita segreta delle emozioni. “Pensavo alla frase di Epicuro: è vano il discorso del filosofo che non curi qualche male dell’animo umano; e mi sono detta: proviamo! Ho pur sempre studiato filosofia; tanto vale che metta quello che ho imparato, quello che ho pensato, al servizio di chi vorrà. Ho ascoltato; ho amato più di prima, perché intorno al mio amore era cambiato, come il panorama quando arriviamo in una radura, il paesaggio delle mie paure”. Quante volte ci forziamo a reprimere un’emozione? Lo facciamo perché ci vergogniamo dello sguardo degli altri. O perché siamo abituati a diffidare delle emozioni, analfabeti del discorso emotivo. Eppure, è proprio quello che sentiamo a permetterci di conoscere il mondo. Ognuna delle emozioni che proviamo ha una storia: la storia di tutte le persone che l’hanno provata, detta, cantata, rivelata, studiata. Una storia di vita segreta e di metamorfosi, legata alla filosofia, che ne ha costruito paradigmi di osservazione e di studio; ma anche alla letteratura e alla poesia. Questo libro è un viaggio emotivo per tappe: ricostruendo le vicende delle parole con cui diciamo i nostri stati d’animo, traccia, un pezzetto alla volta, un autoritratto – frammentario, imperfetto. Perché nel nostro essere vulnerabili ci somigliamo tutti; e riconoscerci emotivi significa prendere coscienza del fatto che abbiamo dei bisogni e che proprio questi bisogni ci rendono umani.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “19:34. Fotografie di Antonietta De Lillo. La storia in presa diretta”, progettata nel 2020 per  celebrare il quarantennale dal terremoto dell’Irpinia, e saltata a causa della chiusura dei musei per il lockdown

Al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “19:34. Fotografie di Antonietta De Lillo. La storia in presa diretta”

Un anno dopo, causa pandemia. Apre lunedì 22 novembre 2021, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Napoli, la mostra “19:34. Fotografie di Antonietta De Lillo. La storia in presa diretta” (22 novembre 2021- 3 maggio 2022) programmata per il quarantennale del terremoto dell’Irpinia (1980). Realizzata  in collaborazione con Marechiaro film, patrocinata dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, la mostra si rivolge in particolare ai giovani e alle scuole. Progettata nel 2020 per  celebrare il quarantennale dal terremoto, a causa della chiusura dei musei per il lockdown, ‘19.34’ è stata presentata con un’anteprima on line il 23 novembre 2020. L’esposizione, che rientra nel percorso “Il MANN e la memoria”, è stata promossa nell’ambito del Piano Operativo Complementare – POC 2014-2020 della Regione Campania.  

Terremoto dell’Irpinia 1980: soccorsi tra le macerie (foto Antonietta De Lillo)

Il percorso  espositivo si sviluppa in quattro sale (accanto al  Salone della Meridiana) e  presenta oltre cento scatti  inediti, tratti dall’archivio della regista napoletana, allora giovane fotoreporter. Dalle prime immagini in ‘presa diretta’, scattate poche ore dopo il terremoto del 23 novembre,  al dramma delle popolazioni dell’Irpinia, scene di distruzione si legano a segnali di speranza e testimonianze di solidarietà; accompagnano le fotografie, in bianco e nero, le parole e le voci dei giornalisti che raccontarono quelle ore tragiche. L’esposizione  di un calco di Pompei  sottolinea il legame del catastrofico evento con la storia antica di una terra abituata da sempre a tremare. Ancora, un video ripercorre  gli effetti che ebbe il  sisma sulle collezioni del Mann, sottolineando anche le opportunità che nacquero per i giovani studiosi  in quegli anni. Il percorso  espositivo si chiude con l’illustrazione delle recenti ricerche sull’antisismica, condotte con l’Università Federico II per garantire la sicurezza delle opere: anche in questo ambito, il Mann è al centro di  una  rete internazionale con il Getty Museum in California e gli istituti culturali del Giappone.  

Politiche e modalità di fruizione dei beni culturali in chiave turistica: il museo Archeologico nazionale di Taranto alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e a TourismA – Salone internazionale dell’Archeologia e del Turismo Culturale

La nuova identità visiva e digitale del museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTa

Il binomio cultura-turismo sarà al centro di due prossimi eventi che a Paestum e a Firenze metteranno in correlazione best practices, politiche e modalità di fruizione dei beni culturali in chiave turistica. Per questa ragione il museo Archeologico nazionale di Taranto sarà presente sia alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum – BMTA che sia alla tre giorni del Salone internazionale dell’Archeologia e del Turismo Culturale di Firenze – TourismA.

Giovedì 25 novembre 2021, nella sala Nettuno, alla XXIII edizione del Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, parteciperà dalle 11.30 alle 15.30 al convegno “I Beni Culturali e il turismo culturale dopo la pandemia”. Venerdì 26 novembre 2021, nella sala MiC della stessa BMTA, la direttrice Eva Degl’Innocenti terrà alle 14.20 la relazione su “Tutta un’altra storia. Fruizione inclusiva del patrimonio archeologico” con un focus sul progetto FISH & C.H.I.P.S.

Sabato 18 e domenica 19 dicembre 2021, il MArTA si racconta a Firenze, nell’ambito di TourismA, il Salone dell’Archeologia e del turismo Culturale. Sabato 18 dicembre 2021, la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, sarà relatrice nell’evento, organizzato dall’ANA- Associazione Nazionale Archeologi, dal titolo “Archeologia al tempo del Covid-19: la digitalizzazione del patrimonio archeologico alla luce del Pnrr” che si terrà dalle 14.30 alle 18. Domenica 19 dicembre 2021, dalle 11.50 alle 13.30, nella sala convegni del Palazzo dei Congressi di Firenze, la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, insieme ai direttori del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Valentino Nizzo, e di Anna Maria Marras, ricercatrice dell’università di Torino e componente ICOM Italia della Commissione Tecnologie Digitale per il patrimonio culturale, parteciperà alla tavola rotonda “Musei Archeologici e culture digitali”.

Cividale. Al museo Archeologico nazionale un pomeriggio con Dante: presentazione del libro di Paolo Cammarosano “Giudizio umano e giustizia divina” e visita guidata alla mostra “Tutte quelle vive luci. Codici friulani della Commedia” (prorogata al 28 novembre)

Al museo Archeologico nazionale di Cividale il libro “Giudizio umano e giustizia divina” (foto man cividale)

Un pomeriggio con Dante al museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli. Domenica 21 novembre 2021, alle 17, presentazione del libro di Paolo Cammarosano “Giudizio umano e giustizia divina”, una lettura storica della “Commedia” di Dante. Il libro spiega in maniera semplice cose che semplici non sono: la struttura sociale delle città, e di Firenze in particolare, nei secoli XIII e XIV, la dinamica e le ideologie della politica, le strutture familiari ordinarie, la memoria familiare e la questione delle aristocrazie, i livelli della cultura e l’evoluzione nell’uso delle lingue (latino e volgare) nella scrittura. Sono questioni ineludibili per chi voglia leggere Dante in un’ottica propriamente storica e sono affrontate qui con un inquadramento “generazionale”, cioè entro la generazione in cui visse Dante e con le opportune estensioni un poco indietro e un poco avanti nel tempo. Tutta in costante collegamento con i versi della “Commedia”, con i suoi personaggi, con i problemi e con le emozioni che il grande poema suscita.

Locandina della mostra “Tutte quelle vive luci. Codici miniati della Commedia. Un itinerario dantesco da Nicolò Claricini (1466) a Quirico Viviani (1823)” al museo Archeologico nazionale di Cividale dal 19 settembre al 7 novembre 2021: prorogata fino al 28 novembre 2021

La presentazione sarà preceduta alle 16.30 da una visita guidata alla mostra “Tutte quelle vive luci. Codici friulani della Commedia. Un itinerario dantesco da Nicolò Claricini (1466) a Quirico Viviani (1823)” (prorogata fino al 28 novembre 2021), a cura del prof. Matteo Venier curatore scientifico dell’esposizione. La mostra, allestita negli spazi del museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli e organizzata dalla Fondazione de Claricini Dornpacher, rientra nelle iniziative delle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri ed è tra gli eventi approvati dal Comitato nazionale del Ministero della Cultura. ​Visita alla mostra compresa nel biglietto di ingresso. Prenotazione obbligatoria: segreteria@cerm-ts.org | Marialuisa Bottazzi.

Napoli. Nel Giardino delle Camelie del museo Archeologico nazionale allestita la scultura “Il sogno dell’eroe” di Christian Leperino, che diviene parte della collezione permanente del Mann

La scultura “Il sogno dell’eroe” di Christian Leperino (foto Guido Mencari)

“Il sogno dell’eroe” giunge nel Giardino delle Camelie del museo Archeologico nazionale di Napoli. Da sabato 20 novembre 2021, la scultura che l’artista Christian Leperino dedica al concetto di eroismo diverrà parte della collezione permanente del Mann. Il legame tra antico e contemporaneo inquadra uno degli asset strategici dell’Archeologico: oggi, grazie ad un atto di mecenatismo possibile con Artbonus, la creatività di Leperino trova collocazione definitiva in uno dei cuori green del nostro Istituto. Donata dall’imprenditore Gianfranco D’Amato, la statua, che è alta circa tre metri, è stata modellata in argilla, gesso e cera, per poi essere fusa in bronzo; frammenti di barche e architetture in disuso sono innestati all’interno dell’opera. Sono questi materiali “compositi” che hanno permesso all’artista di dare sinuosità e forza ai corpi dei personaggi: una vittoria alata, che riecheggia un’antica Nike, è sostenuta (ed abbracciata) da un bambino. Il sogno dell’eroe, cui è intitolata la creazione di Leperino, è volo e peso al tempo stesso: colpiscono la distensione dell’ala e il gesto liberatorio della vittoria, mentre una catena, posta al lato del personaggio, suggerisce come superare un traguardo nasca sempre da un peso “condizionante”. Una scultura polisemantica tra gli alberi del Giardino delle Camelie: non casuale l’allestimento dell’opera che, nell’idea dell’artista, vuole rappresentare un simbolo della storia, spesso contraddittoria, di Napoli. Pittore e sculture, Christian Leperino insegna Scultura all’Accademia di Belle arti. Sue opere sono presenti in collezioni museali e spazi pubblici, tra i quali museo MADRE di Napoli, MMOMA-Moscow Museum of Modern Art, IICT di Tokyo, Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Suzzara, Stazione di Napoli-Mergellina, Cattedrale dell’Assunta, Castello Aragonese di Ischia. 

Lo scultore Christian Leperino con la scultura “Il sogno dell’eroe” (foto di Guido Mencari)

“Nel creare la statua, mi sono ispirato alla chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini, chiamata dal popolo Misericordiella. Un piccolo gioiello del Barocco napoletano, ma di più remota fondazione medioevale, la Misericordiella nella sua lunga storia ha vissuto decadenze e splendori. Da quasi cento anni era chiusa, abbandonata all’incuria e al degrado, depredata e trasformata in discarica, quando nel 2015 ho deciso di prendermene cura e di riportarla a nuova vita, liberandola dall’oblio e da tonnellate di macerie”, commenta Christian Leperino. La chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini, peraltro, è sede del Centro per l’Arte Contemporanea SMMAVE, che fa parte del circuito ExtraMann, la rete di siti culturali coordinati per la promozione del territorio nell’ambito del progetto Obvia (referente: Daniela Savy/ università di Napoli Federico II). Anche nella scultura “Il sogno dell’eroe” di Leperino, la creatività contemporanea presenta mille rimandi: l’artista aggiunge di aver assunto come modello il Perseo di Benvenuto Cellini e, a ridosso dell’anniversario della scomparsa di Maradona, lascia intravedere un parallelo con l’idolo calcistico, il (sempre) bambino che sognava di diventare campione.

Per la rassegna di musica da camera “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte” doppio appuntamento: alla Reggia di Caserta “Paesaggi Sonori. Musica & Mito nelle sculture a soggetto musicale del Parco della Reggia di Caserta” con l’Orchestra da Camera di Caserta; al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni (Caserta) col clarinettista Han Kim

Doppio appuntamento, domenica 21 novembre 2021, con “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”, la rassegna organizzata dall’associazione “Anna Jervolino” e dall’Orchestra da Camera di Caserta, sotto la direzione artistica di Antonino Cascio, e realizzata con il contributo del Mic – direzione generale Spettacolo e dalla Regione Campania. Alle 11.15, alla Reggia di Caserta, Matinée musicale all’insegna del Classicismo Viennese; alle 18, al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni, A-Solo con il clarinettista Han Kim. La rassegna fa parte del network culturale nazionale e regionale di Aiam e Med; e si avvale della collaborazione della direzione regionale Musei Campania e del museo Archeologico di Calatia di Maddaloni. Prevendita al museo Archeologico di Calatia (in concomitanza con i concerti).

Matinée alla Reggia di Caserta all’insegna del Classicismo Viennese e delle sue forme simbolo, il Concerto e la Sinfonia. Domenica 21 novembre, alle 11.15, la Cappella Palatina, negli Appartamenti Reali del complesso vanvitelliano, ospiterà il concerto dell’Orchestra da Camera di Caserta diretta da Antonino Cascio, accompagnata dal clarinetto di Han Kim, Premio Internationaler Musikwettbewerb del Ard 2019. Il programma si aprirà con il concerto per clarinetto e orchestra di Mozart, l’ultima composizione dell’autore, scritta due mesi prima della morte. Seguirà la Sinfonia Roxelane di Haydn, il cui titolo deriva dal secondo movimento, originariamente parte delle musiche di scena per il lavoro teatrale di Charles Simon Favart Soliman der Zweite (o Les Trois Sultanes), rappresentato nel 1777 presso la corte degli Esterhazy: la sinfonia è ispirata al personaggio di Roxelane, moglie del sultano Solimano il Magnifico. La conclusione sarà invece affidata alla Sinfonia in Fa maggiore di Vanhal,  autore boemo e all’epoca tra i più noti compositori operanti a Vienna, ricordato anche per i memorabili concerti tenuti con Mozart, Haydn e Dittersdorf. L’iniziativa è stata selezionata nell’ambito del Bando di valorizzazione partecipata della Reggia di Caserta. La partecipazione rientra nel costo ordinario del titolo di accesso alla Reggia, acquistabile su TicketOne e presso la biglietteria in piazza Carlo di Borbone.

L’orchestra da camera di Caserta diretta dal maestro Antonino Cascio (foto autunno musicale)

Fondatore e direttore dell’Orchestra da Camera di Caserta è il maestro Antonino Cascio. Con l’Orchestra, con cui svolge prevalentemente l’attività concertistica, ha collaborato con solisti noti, ha partecipato ad importanti festival e stagioni concertistiche in Italia ed all’estero ed ha proposto programmi collegati alla sua attività di ricerca. È direttore artistico dell’Autunno Musicale di Caserta e docente al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli.  

Un soffitto dipinto della sede che ospita il museo Archeologico di Calatia a Maddaloni (Ce) (foto drm-campania)

Sempre domenica 21 novembre 2021, ma alle 18 al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni, nell’ambito della rassegna “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”, per il ciclo A-Solo, è in programma il concerto solista del clarinettista Han Kim, che eseguirà brani di Igor Stravinsky, Bela Kovacs, Bruno Mantovani, Isang Yun e Jörg Widmann. Ingresso: Intero 6 euro; Ridotto 3 euro (per giovani fino a 30 anni).

Il clarinettista Han Kim (foto autunno musicale)

Ventiduenne di origine coreana, Han Kim ha iniziato lo studio del clarinetto all’età di dieci anni e, sin dal suo primo recital, il cui videoclip ha ottenuto 5 milioni di visualizzazioni, è unanimemente riconosciuto come un “prodigio del clarinetto”. Si è laureato all’Eton College e alla Guildhall School of Music and Drama di Londra e attualmente si perfeziona alla Musikhochschule di Lubecca. Nel 2019 vince la 68.ma edizione del concorso internazionale di Musica Ard di Monaco di Baviera, ottenendo anche il premio speciale Henle-Urtext e quello del Pubblico per la migliore esecuzione del Concerto di Elliott Carter con la Münchner Rundfunkorchester. Precedentemente si era già affermato in altre importanti competizioni internazionali. Ha tenuto concerti per importanti festival, ha suonato da solista con varie orchestre ed ha partecipato a programmi di musica da camera. Clarinetto solista dell’Orchestra Sinfonica della Radio Finlandese, è spesso invitato a ricoprire tale ruolo in altre importanti orchestre come la London Symphony Orchestra e l’Orchestre National de France.

Napoli. Il museo Archeologico nazionale ha presentato l’Annual Report 2020 “Mann, le sfide della ripartenza”: dal 2020 anno della tecnologia, al 2021 con il rilancio di presenze al Museo. Presentate le nuove mostre per Natale 2021: dal fotoreportage sul terremoto a Dante, dal giocattolo antico a Enrico Caruso

Il direttore Paolo Giulierini (al centro) con la squadra del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

“Mentre fuori infuriava la tempesta, una fioca luce permeava il palazzo e si faceva a mano a mano più intensa: era la speranza che, dopo la grande tenebra, saremmo tornati a splendere più di prima”: con questa metafora, il direttore del Mann, Paolo Giulierini, ha introdotto l’Annual Report 2020 del museo Archeologico nazionale di Napoli. Un volume che, con le sue oltre trecento pagine di analisi, dati e progetti per il 2020, chiude il cerchio nella rendicontazione dei risultati come dovere di trasparenza verso il pubblico. Al di là dei numeri, lo studio riflette ancor di più le storie di quanti, dietro le quinte, hanno vissuto l’emergenza della pandemia. Come nel calendario agricolo delle generazioni passate, il tempo in cui ci ritirava nelle case, durante la cattiva stagione, esprimeva le emozioni altalenanti per l’attesa dei frutti, dopo la semina. Così, durante la pandemia, il lavoro del Mann non si è interrotto, fra malinconia e tenacia. Percependo con maggior forza lo spirito di squadra e ritenendo, allo stesso modo, che il team fosse ancora più vivo grazie al contatto (virtuale) con il pubblico. 

Al museo Archeologico nazionale di Napoli presnetato l’Annual Report 2020 “Mann, le sfide della ripartenza” (foto mann)
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Il direttore Paolo Giulierini e il prof. Ludovico Solima col team che ha curato l’Annual Report 2020 del Mann (foto mann)

Ideato e curato dal prof. Ludovico Solima (università della Campania “Luigi Vanvitelli”) in coordinamento con lo staff del Mann, edito da Electa, il Report 2020 “Mann, le sfide della ripartenza” appare come un’ineludibile tessera di congiunzione con il cammino di ripresa che ha iniziato a svelarsi dall’inizio dell’estate 2021. Secondo Solima, “il fatto che, anche per un anno così difficile, il Museo abbia raccolto e deciso di condividere le informazioni sulle attività svolte nel 2020 testimonia la volontà di proseguire nel percorso di trasparenza amministrativa avviato sin dal primo anno della gestione del direttore Giulierini. Il Mann, dunque, si conferma essere un museo aperto e sincero”. Un raffronto fra i dati evidenzia questo passaggio di rinascita: nel periodo giugno-ottobre 2021, senza misure restrittive dovute al lockdown, sono stati 135mila gli ingressi al museo Archeologico nazionale di Napoli. Negli stessi mesi del 2020, quando il Mann era aperto al pubblico, le presenze furono poco più di 53mila. Così, le file dinanzi al Museo nell’estate appena trascorsa hanno riflesso, oltre i dati, la voglia di riappropriarsi della vita culturale come dimensione del quotidiano.

Code di visitatori nel mese di agosto 2021 in attesa di entrare al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Il 2020 è stato l’anno in cui la tecnologia ha avuto un ruolo da protagonista, per il museo Archeologico nazionale e non solo. In particolare, dalle rilevazioni del Politecnico di Milano, il Mann è risultato il Museo più attivo su Facebook, con riferimento ai mesi di marzo e settembre. Il pubblico virtuale del sito web ha quasi doppiato gli ingressi in loco (129mila presenze al Museo, 236mila visite al portale istituzionale), mentre fan e follower sui canali social, da Facebook a Instagram, includendo i recensori di Google e TripAdvisor, hanno superato quota 150mila. In termini di digitalizzazione del racconto culturale, da non trascurare anche il rilancio del canale YouTube, con 72mila visualizzazioni dei prodotti audiovisivi del Mann.

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La locandina della mostra “Gli Etruschi e il Mann” al Mann (12 giugno 2020 – 31 maggio 2021)

Nonostante le lunghe e pesanti fasi di chiusura, il Museo ha promosso alcuni importanti eventi espositivi: in febbraio, infatti, è stato completato il riallestimento della sezione permanente dedicata a Preistoria e Protostoria, mentre in giugno è stato inaugurato il percorso temporaneo sugli Etruschi (vedi Aperta al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli Etruschi al Mann”: un inedito focus sulla realtà di una Campania etrusca con 600 reperti (di cui 200 visibili per la prima volta). I tesori “scoperti” nei depositi del Mann costituiranno una nuova sezione permanente del museo napoletano | archeologiavocidalpassato). A gennaio, prima della pandemia, era stata programmata la mostra interattiva su “Lascaux 3.0”, purtroppo non fruibile alle scolaresche per l’emergenza Coronavirus (vedi Al museo Archeologico nazionale di Napoli apre la mostra “Lascaux 3.0”: per la prima volta in Italia la copia della grotta di Lascaux, la “Cappella Sistina” dell’arte paleolitica, scoperta nella valle della Vézère (Dordogna) nel 1940 | archeologiavocidalpassato).

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La locandina della mostra “Lascaux 3.0” al Mann dal 31 gennaio al 31 maggio 2020

”Ripercorrere questo anno difficile, che ha segnato però una forte accelerazione sul fronte della digitalizzazione dei beni culturali”, aggiunge il direttore del Museo, Paolo Giulierini, “ci fa riflettere anche sul 2021 che sta per terminare, anno dei Gladiatori, della forza, di una rinascita che si concretizza anche nella variegata offerta messa in campo dal Mann per le festività, tra archeologia, letteratura, fotografia, design e arte presepiale.  Il prossimo dicembre compie tre anni OpenMann, la card che ha generato una solida community cittadina, e non solo, attorno al Museo, e ci si dà appuntamento per esposizioni, incontri, festival, concerti, attività per i più piccoli, finalmente tornati in presenza. Non mancheranno le iniziative per promuovere il nostro abbonamento annuale in tutte le sue declinazioni e anche tra i turisti, un modo per promettersi un nuovo viaggio a Napoli nel 2022!”.

La mostra “Gladiatori” al museo Archeologico nazionale di Napoli prorogata al 18 aprile 2022

Per il periodo natalizio, il Mann offre a cittadini e turisti una variegata offerta culturale. Si parte, naturalmente, dalla mostra “Gladiatori” che, dal 6 gennaio è stata prorogata al 18 aprile 2022, presenta 160 reperti nel Salone della Meridiana per raccontare un mito di tutti i tempi; nel Braccio Nuovo del Museo, aperta la Sezione didattica e tecnologica “Gladiatorimania” (vedi Napoli. Ci siamo: al museo Archeologico nazionale vernice (on line) dell’attesa mostra “Gladiatori”, che sarà l’evento del 2021. Sarà visitabile alla riapertura del Mann. Centosessanta reperti raccontano l’affascinante mondo dei protagonisti delle arene con focus sugli anfiteatri campani. In più la sezione “Gladiatorimania” | archeologiavocidalpassato). Come da consolidata tradizione natalizia, inoltre, dal 1° dicembre 2021, accanto a un albero di design, è prevista l’installazione in Atrio del Presepe Continuum, firmato dall’Associazione Presepistica Napoletana. Filo conduttore del racconto del 2021 è l’Unità d’Italia, con rappresentazioni dei Borbone, dei Savoia e di Garibaldi, così come ricostruzioni del Museo a quell’epoca. Da fine anno, promosso anche il calendario della Scuola Italiana di Comix per il Mann: dopo l’ambiente e le fatiche di Ercole, nel 2022 la fantasia dei disegnatori si concentrerà sul concetto di integrazione.

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Locandina della mostra “Cleto Munari. Jewelry Design” al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 22 settembre 2022 al 9 gennaio 2022

Confermati, sino alla conclusione delle festività natalizie, gli altri eventi programmati al Museo: nelle sale della Farnesina, l’esposizione “Omero, Iliade. Le opere del Mann nelle pagine di Alessandro Baricco” (vedi Napoli. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “Omero, Iliade. Le opere del MANN tra le pagine di Alessandro Baricco” che intreccia la rappresentazione iconografica di quindici reperti (databili tra VI e IV sec. a.C.) alla riscrittura del celebre autore torinese | archeologiavocidalpassato) e, accanto al plastico di Pompei, il percorso sul design del gioiello di Cleto Munari (vedi Napoli. Al museo Archeologico nazionale la mostra sul designer vicentino Cleto Munari: 140 gioielli per tracciare un viaggio artistico che “contamina” celebri espressioni dell’arte contemporanea partendo dall’amore per l’antico | archeologiavocidalpassato). Per chi ama le suggestioni della fotografia d’autore, da non perdere “Naples. Sense of place” che Alex Trusty dedica a originali visioni della città e del litorale flegreo (vedi Napoli. Al museo Archeologico nazionale la mostra “Naples. Sense of place” del fotografo Alex Trusty, un percorso suggestivo in 52 scatti in BN nella sala del Toro Farnese, che punta a cogliere le atmosfere uniche di Napoli | archeologiavocidalpassato). Ma sono tante anche le novità espositive proposte dal Mann. Vediamole.

Irpinia 1980: il sisma in presa diretta nelle foto di Antonietta De Lillo (archivio marechiarofilm)

“19.34 – Fotografie di Antonietta De Lillo. La storia in presa diretta” (22 novembre 2021- 3 maggio 2022): il percorso espositivo si sviluppa in quattro sale (accanto al Salone della Meridiana) e presenta oltre cento scatti inediti, tratti dall’archivio della regista napoletana, allora giovane fotoreporter. Dalle prime immagini in ‘presa diretta’, scattate poche ore dopo il terremoto del 23 novembre, al dramma delle popolazioni dell’Irpinia, si combinano scene di distruzione ma anche segnali di speranza e testimonianze di solidarietà; accompagnano le fotografie, in bianco e nero, le parole e le voci dei giornalisti che raccontarono quelle ore tragiche. L’esposizione di un calco di Pompei sottolinea il legame del catastrofico evento con la storia antica di una terra abituata da sempre a tremare. Ancora, un video ripercorre gli effetti che ebbe il sisma sulle collezioni del Mann, sottolineando anche le opportunità che nacquero per i giovani studiosi in quegli anni. Il percorso espositivo si chiude con l’illustrazione delle recenti ricerche sull’antisismica, condotte con l’università Federico II per garantire la sicurezza delle opere: anche in questo ambito, il Mann è al centro di una rete internazionale con il Getty Museum in California e gli istituti culturali del Giappone. Realizzata in collaborazione con Marechiaro film, patrocinata dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, la mostra si rivolge in particolare ai giovani e alle scuole. Progettata nel 2020 per celebrare il quarantennale dal terremoto, a causa della chiusura dei musei per il lockdown, ‘19.34’ è stata presentata con un’anteprima on line il 23 novembre 2020 (vedi 23 novembre: nel quarantennale del terremoto dell’Irpinia del 1980, il museo Archeologico nazionale di Napoli propone un’anteprima digitale della mostra “19.34/ Quarant’anni dopo/ La storia in presa diretta. Fotografie di Antonietta De Lillo” (rinviata al 2021 per il Covid) e un mini-documentario sul Museo nel 1980 | archeologiavocidalpassato). L’esposizione, che rientra nel percorso “Il MANN e la memoria”, è stata promossa nell’ambito del Piano Operativo Complementare- POC 2014-2020 della Regione Campania.

Una marionetta esposta nella mostra sul giocattolo antico “Giocare a regola d’arte” al Mann (foto giorgio albano)

“Giocare a regola d’arte” (2 dicembre 2021- 2 maggio 2022): a cura di Paolo Giulierini ed Ermanno Tedeschi, l’allestimento, visitabile nelle sale degli affreschi, raccoglie circa cento reperti, di cui cinquanta, in gran parte inediti e provenienti dai depositi, che appartengono alle collezioni del museo Archeologico nazionale di Napoli. Sei le sezioni del percorso: 1. Infanzia; 2. Fanciullezza; 3. Il gioco semplice; 4. I giochi che fanno crescere; 5. I giocattoli; 6. I giochi che fanno diventare grandi. Il percorso include un focus sulla rappresentazione del mondo infantile nell’arte ellenistica e romana, seguendo poi un itinerario tra gli oggetti che accompagnano le diverse fasi di vita dei più piccoli. Si parte dai poppatoi per giungere, progressivamente, ai giochi di emulazione e all’intrattenimento “didattico” per i bambini dell’antichità. Da non perdere, in allestimento, alcuni straordinari manufatti, tra cui spiccano le marionette ellenistiche in terracotta (III sec. a.C.) e le raffigurazioni, negli affreschi romani, dei giochi del nascondino e del chiodo. Un interessante approfondimento è dedicato alle simmetrie tra il gioco analogico, espresso dai reperti, e le moderne tecnologie digitali: il passare dei millenni non ha fatto sfumare le caratteristiche tipiche del divertimento e dell’educazione. 

La locandina della mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Commedia nelle collezioni del MANN” dal 6 dicembre 2021 al 2 maggio 2022

“Divina Archeologia. Mitologia e storia della Commedia nelle collezioni del Mann” (6 dicembre- 2 maggio 2022): progettata nell’ambito delle celebrazioni per Dante700, l’esposizione presenta, nelle sale degli affreschi, 56 reperti, in alcuni casi inediti, per raccontare storie e personaggi della Commedia, creando così un suggestivo legame con la rappresentazione iconografica antica. Due le sezioni della mostra, che è curata da Valentina Cosentino: 1. i miti dell’Inferno, con focus su Achille, Teseo, Ercole, Enea, Ulisse; 2. i mostri, gli dei, le figure storiche e gli scrittori, incontrati da Dante nel suo viaggio ultraterreno. L’esposizione, realizzata con il contributo della Regione Campania, si avvale della consulenza scientifica del dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli Federico II. Gennaro Ferrante, responsabile scientifico dell’lluminated Dante Project, e le collaboratrici Fara Autiero e Serena Picarelli, hanno analizzato e scelto le miniature dai manoscritti medievali della Commedia da inserire nell’allestimento del Mann. A latere della mostra, promosso il ciclo “Divina Archeologia Podcast”, realizzato da Archeostorie e NW.Factory.media con il contributo di Scabec (vedi Napoli. Al via gli eventi di avvicinamento alla mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Commedia nelle collezioni del MANN”, dal 6 dicembre al museo Archeologico nazionale: ogni venerdì voce ai personaggi danteschi con Divina Archeologia Podcast; incontro di Archeologia con Gennaro Ferrante, e lo spettacolo “Divin’a mmente”, la Commedia in napoletano | archeologiavocidalpassato).

La locandina della mostra “Enrico Caruso. Da Napoli a New York” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

“Enrico Caruso. Da Napoli a New York” (dicembre 2021- aprile 2022): nel Braccio Nuovo del Museo, si celebra, cento anni dopo la morte del tenore, l’estro di Enrico Caruso. La mostra, prodotta da Regione Campania, è organizzata dalla Fondazione Film Commission Regione Campania e da Fondazione Campania dei Festival. Il percorso, che raccoglie fotografie, video e registrazioni audio delle produzioni discografiche di Caruso, nasce anche dalla collaborazione con la Discoteca di Stato. L’esposizione, curata da Giuliana Muscio con Simona Frasca per la parte musicale, inaugura un itinerario di ricerca che lega il Mann alla tradizione melodica locale che, per la sua straordinarietà, ha assunto una dimensione ormai internazionale. Enrico Caruso diviene, così, non solo il simbolo della napoletanità, ma anche il messaggero di contenuti culturali che travalicano i confini italiani: il tenore è stato, infatti, una star ante litteram, capace di cogliere il valore positivo della propria indiscutibile attitudine mediatica.

Roma. Sesto appuntamento con “Star Walks – Quando il PArCo incontra la musica”, terzo e ultimo del 2021: protagonista nell’anfiteatro flavio Ellynora, accompagnata dalle note archeologiche di Andrea Schiappelli e dalle domande di Carolina Di Domenico

Ellynora protagonista di “Star Walks – Quando il PArCo incontra la musica” (foto PArCo)

Sabato 20 novembre 2021 sarà online il terzo e ultimo appuntamento 2021, sesto della serie “Star Walks – Quando il PArCo incontra la musica”, dedicata quest’anno a tre nomi emergenti, affermatisi di recente nel contest LAZIOSound, iniziativa della Regione Lazio a supporto della musica indipendente. Protagonista di questo ultimo atto sarà Ellynora, accompagnata dall’archeologo del PArCo Andrea Schiappelli alla scoperta di luoghi del Colosseo non particolarmente noti al pubblico, scelti volutamente per il loro “carattere” femminile. “Star Walks – Quando il PArCo incontra la musica” è un progetto del Servizio Comunicazione del PArCo (responsabile Federica Rinaldi), ideato e curato da Andrea Schiappelli (PArCo), con Elisa Cella (PArCo), Andrea Lai e Roberto Testarmata; produzione audio e video: Popup Live Sessions; sigla iniziale: Cristiano Grillo; social-media manager: Astrid D’Eredità con Francesca Quaratino (PArCo). La puntata andrà in onda in esclusiva sul canale YouTube del PArCo sabato 20 novembre 2021, alle 18, per essere poi rilanciata sui social @parcocolosseo e sui social di LAZIOSound. Le canzoni suonate nella puntata arricchiranno la playlist “Star Walks” del canale Spotify del PArCo.

L’appuntamento di Star Walks con Ellynora è ambientato nell’Anfiteatro Flavio: storie di donne – gladiatrici sull’arena, ma anche regine adoranti l’idolo del Colosseo e persino contesse votate allo studio -, che hanno contribuito a loro modo alla fama dell’anfiteatro e ora validi spunti per la curiosità di Carolina Di Domenico, speaker della puntata, sempre abile nel far emergere impressioni e sensazioni dell’artista ospite. L’incontro è chiuso dall’esecuzione live del singolo Mi Bendiciòn, con l’accompagnamento della chitarra unplugged di Sonia Bertolotti. Ellynora è la vincitrice della categoria Urban Kings di LAZIOSound, programma della Regione Lazio per sostenere produzione, promozione, distribuzione e internazionalizzazione dei giovani musicisti under 35.

Roma-Eur. Il museo delle Civiltà ricorda Filippo Maria Gambari a un anno dalla sua scomparsa presentando il libro “Riscopriamo Angera. La collezione Pigorini Violini Ceruti”: evento esclusivamente on-line in diretta streaming

roma_muciv_libro-Riscopriamo-Angera_copertinaA un anno dalla scomparsa del direttore, Filippo Maria Gambari, Il museo delle Civiltà di Roma-Eur vuole ricordarlo presentando il volume “Riscopriamo Angera. La collezione Pigorini Violini Ceruti”: evento esclusivamente online venerdì 19 novembre 2021, alle 17, in diretta Streaming https://youtu.be/JLyPxjYVlSk. Il volume è dedicato alla collezione archeologica donata al Comune di Angera da Ugo Violini e Maria Grazia Ceruti nel 2017. Il patrimonio di famiglia, ora a disposizione della Comunità, comprende reperti archeologici, angeresi e non solo, appartenuti al celebre archeologo Luigi Pigorini, avo del donatore. A questi manufatti, che costituiscono il primo nucleo di beni archeologici di proprietà del Comune di Angera (VA), si aggiungono alcune lettere autografe di Luigi Pigorini, sconosciute ed edite per la prima volta in questo volume, pubblicate – tra i suoi ultimi contributi al campo degli studi – da Filippo Maria Gambari.

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Filippo Maria Gambari, direttore del Museo delle Civiltà di Roma-Eur, morto il 19 novembre 2020 (foto Muciv)

Filippo Maria Gambari, dalla primavera del 2017 è stato direttore del museo delle Civiltà, assicurando la complessa e ambiziosa creazione del museo autonomo dall’unione di quattro importanti musei: il Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, Arti e tradizioni popolari “Lamberto Loria”, Arte orientale “Giuseppe Tucci”, Alto Medioevo “Alessandra Vaccaro” ai quali si è in seguito aggiunto l’Italo Africano, intitolato a “Ilaria Alpi”. Nella concretizzazione di questo museo si è speso fino all’ultimo sempre con sincero e quotidiano entusiasmo e con grande professionalità e fiducia nei suoi collaboratori, nella convinzione che la sua missione fosse quella di rendere possibile quello che per molti è ritenuta solo un’utopia: un museo che metta al centro l’uomo e la sua forza civilizzatrice.

Alcuni reperti della collezione Pigorini-Violini-Ceruti nel museo civico Archeologico di Angera (Va) (foto civici musei di angera)
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Filippo Maria Gambari al museo civico Archeologico di Angera (Va) (foto civici musei angera)

Programma. Saluti istituzionali di Loretta Paderni, funzionario delegato dalla direzione generale Musei alla direzione del museo delle Civiltà; e di Alessandro Paladini Molgora, sindaco di Angera. Interventi: Barbara Grassi, funzionario archeologo SABAP CO-LC, su “Filippo M. Gambari, Soprintendente in Lombardia”; Cristina Miedico, MUDEC – museo delle Culture (Milano), su “Filippo M. Gambari ad Angera, tra culti, menù, itinerari e donazioni”; Anna Bernardoni, civico museo Archeologico di Angera (VA), su “L’allestimento della Collezione Pigorini Violini Ceruti, tra ricerca, accoglienza e partecipazione”; Mario Mineo, funzionario archeologo, museo delle Civiltà, su “Quattro lettere inedite di Luigi Pigorini”; Paolo Boccuccia, funzionario archeologo, museo delle Civiltà, su “Un convegno per ricordare Filippo M. Gambari”; Gaspare Baggieri, funzionario demoetnoantropologo, museo delle Civiltà, su “Noi del MuCiv a Dakar- un video girato in presa diretta: Filippo Maria Gambari a gennaio del 2020 firma l’accordo di collaborazione col Musée des Civilisations Noires à Dakar”.

Roma. All’Ara Pacis presentazione del libro “Aqua Traiana. Le indagini fra Vicarello e Trevignano Romano. Nuove acquisizioni e prospettive di studio sull’acquedotto Traiano-Paolo”. Prenotazione obbligatoria e Green Pass

Un tratto dell’acquedotto Traiano (Aqua Traiana) a Roma (foto sovrintendenza capitolina)
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Copertina del libro “Aqua Traiana” (Gangemi Editore)

Venerdì 19 novembre 2021, alle 17, l’auditorium del Museo dell’Ara Pacis ospita la presentazione del libro “Aqua Traiana. Le indagini fra Vicarello e Trevignano Romano. Nuove acquisizioni e prospettive di studio sull’acquedotto Traiano-Paolo” (Gangemi Editore), a cura di Francesco Maria Cifarelli e Marina Marcelli. L’iniziativa è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Il volume presenta, in particolare, i risultati del ‘Progetto Pilota’, realizzato fra il 2019 e il 2021 nella zona di Vicarello, presso Trevignano Romano, primo step di un più ampio programma di documentazione dell’intero acquedotto condotto dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con ACEA SpA. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria allo 060608 (tutti i giorni 9-19). Nel rispetto delle misure di prevenzione sanitaria per l’accesso al Museo è necessario essere muniti di una delle certificazioni verdi Covid19 Green Pass (in formato digitale o cartaceo) e sottoporsi alla misurazione della temperatura, che dovrà essere inferiore ai 37.5°. È obbligatorio l’uso della mascherina. All’interno del museo è necessario mantenere la distanza di sicurezza ed evitare assembramenti. Porgeranno i saluti per la sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali la sovrintendente, Maria Vittoria Marini Clarelli e, per ACEA SpA,  Giovanni Papaleo, Chief Operating Office. Presenteranno i contenuti scientifici del volume Alessandra Ten, professoressa di Rilievo e Analisi tecnica dei Monumenti antichi al dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’università di Roma “Sapienza”, e Alessandro D’Alessio, direttore del parco archeologico di Ostia Antica. Saranno presenti i curatori e gli autori.

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Il percorso dell’Aqua Traiana dal lago di Bracciano a Roma

Il progetto è stato finalizzato all’esplorazione sistematica, alla documentazione e allo studio di un tratto campione dell’acquedotto, ma anche a testare le metodologie di lavoro in un teatro operativo di estrema complessità, quale quello degli angusti condotti sotterranei di un acquedotto funzionante. È stato così esplorato e documentato nel dettaglio un tratto di circa un chilometro del condotto principale, in un punto nel quale su questo affluiscono tre importanti e ramificati bracci di captazione, quello di Vicarello, quello delle Sette Botti e, da ultimo, il lunghissimo braccio della Calandrina.

L’acquedotto Traiano-Paolo, interamente di proprietà di Roma Capitale e in gestione ad ACEA SpA, costituisce, per l’incredibile stato di conservazione funzionale delle strutture antiche, un caso assolutamente eccezionale. Fu costruito dall’imperatore Traiano nel 109 d.C. per rifornire Trastevere e, caduto in parziale abbandono nel medioevo, fu riattivato dagli ingegneri pontifici sotto papa Paolo V nel 1612, in funzione dello sviluppo del complesso del Vaticano. L’acquedotto è alimentato da un articolato sistema di captazione delle sorgenti del bacino del lago di Bracciano da cui, con un percorso di oltre 57 km, giunge a Roma sul Gianicolo, al celebre ‘Fontanone’, la mostra monumentale realizzata da Giovanni Fontana per il nuovo acquedotto Paolo. Dal Gianicolo, attraverso una rete di condotti sotterranei, l’acqua è distribuita fino al centro storico, alimentando le più celebri fontane monumentali. Un ramo dell’acquedotto ancora oggi rifornisce lo Stato di Città del Vaticano con le sue 100 fontane. La sua straordinaria importanza, fino a tempi recentissimi assolutamente non compresa, sta riemergendo prepotentemente grazie all’impegno della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e di ACEA SpA, che hanno concordato un programma di ricerca volto alla conoscenza dell’intero sistema idraulico. Risultato di tale progetto, condotto in collaborazione con il Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio e con l’Associazione Roma Sotterranea, è una documentazione di dettaglio probabilmente senza precedenti, pubblicata integralmente nel volume presentato, che mostra l’incredibile stato di conservazione e funzionalità dei condotti e dei sistemi di captazione di età Traianea: ne è risultata la preziosissima immagine di un acquedotto antico ancora in uso, che restituisce all’Aqua Traiana il valore della sua unicità e della sua rilevanza storico-archeologica, solo oggi pienamente compresa.