Piazza Armerina (En). Alla Villa Romana del Casale apre la mostra “Abiti di Roma, trame di Sicilia. La moda nei mosaici di Piazza Armerina”, viaggio tra archeologia, storia e moda

Un viaggio tra archeologia, storia e moda. Sabato 27 giugno 2026, alle 21, alla Villa Romana del Casale di Piazza Armerina (En), apre la mostra “Abiti di Roma, trame di Sicilia. La moda nei mosaici di Piazza Armerina”. Per una sera, i celebri mosaici della Villa prenderanno vita attraverso la ricostruzione degli abiti indossati dai loro protagonisti: tuniche, mantelli, gioielli e dettagli che raccontano identità, prestigio e vita quotidiana nell’età tardoantica. In occasione dell’apertura della mostra, informa il parco archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale, l’ingresso alla Villa Romana del Casale sarà gratuito nella fascia serale dalle 20 alle 22.30. La mostra, allestita tra la Villa e Palazzo Trigona e visitabile fino al 31 ottobre 2026, propone un percorso che esplora il valore storico, simbolico e culturale dell’abbigliamento antico attraverso le immagini musive della villa, mettendo in evidenza il ruolo degli abiti come elementi di status, racconto e memoria visiva. L’iniziativa mira a valorizzare uno dei patrimoni archeologici più significativi della Sicilia, offrendo al pubblico una lettura tematica dei celebri mosaici, nei quali la raffigurazione delle vesti contribuisce a restituire usi, modelli culturali e aspetti della vita quotidiana e aristocratica in età romana. L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione della Villa Romana del Casale, offrendo ai visitatori l’occasione di vivere il sito in una suggestiva cornice serale e di approfondire, attraverso la mostra, il legame tra arte musiva, storia e identità culturale.
Lampedusa (Ag). Recuperati numerosi reperti tra la tarda età repubblicana romana e l’epoca tardoantica nel corso di un’attività congiunta di tutela del patrimonio culturale sommerso

Recuperati numerosi reperti a Lampedusa nel corso di un’attività congiunta di tutela del patrimonio culturale sommerso: la soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo, il Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina e la Motovedetta Carabinieri di Lampedusa, hanno svolto un’attività finalizzata alla ricognizione e al recupero di reperti archeologici presenti nei fondali dell’isola. “Questa operazione dimostra, ancora una volta, quanto sia importante la sinergia e collaborazione tra le istituzioni impegnate nella operazioni di tutela del patrimonio culturale”, ha detto l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. “Grazie ad attività come questa è possibile preservare e valorizzare le preziose testimonianze della nostra storia custodite nei fondali marini, restituendole alla fruizione e alla conoscenza della collettività”.

Le operazioni hanno interessato due distinte aree e hanno consentito il recupero di materiali archeologici riconducibili a un ampio arco cronologico compreso tra la tarda età repubblicana romana e l’epoca tardoantica, che essendo dissabbiati e ad una profondità ridotta, avrebbero potuto essere oggetto di facile depredazione. Nel tratto di mare antistante Cala Guitgia, a una distanza compresa tra 100 e 200 metri dalla costa e a profondità variabili tra 3 e 6 metri, sono stati recuperati 44 reperti, costituiti da due anfore da trasporto parzialmente conservate, numerosi frammenti di colli, anse e puntali di anfore e un manufatto in piombo, verosimilmente utilizzato come peso da rete o come elemento connesso alle operazioni di recupero delle ancore. Ulteriori rinvenimenti sono stati effettuati nei pressi della banchina del Molo della Madonnina, a una distanza compresa tra 10 e 50 metri dalla struttura portuale e a profondità comprese tra 8 e 10 metri. In quest’area sono stati recuperati otto reperti archeologici, tra cui tre anfore frammentarie, una contromarra in piombo, un frammento pertinente al puntale di un’anfora da trasporto e altri materiali ceramici. Nel corso delle attività sono state inoltre individuate, sotto lo strato sabbioso, possibili evidenze riconducibili a relitti sommersi. Tali elementi saranno oggetto di successivi approfondimenti da parte della Soprintendenza del Mare al fine di accertarne la natura e l’eventuale interesse archeologico. I reperti recuperati sono stati affidati alla competente autorità di tutela per le attività di studio, catalogazione e conservazione.
Sirmione (Bs). “L’archeologia prende voce”: visita guidata gratuita alle Grotte di Catullo

“L’archeologia prende voce”: la Grotte di Catullo a Sirmione (Bs) aprono una finestra privilegiata sul loro passato. Sabato 27 giugno 2026, alle 12.30, il personale del sito accompagnerà i visitatori in una visita guidata gratuita tra le testimonianze della grande villa romana, per riscoprire insieme storie, dettagli e prospettive che spesso sfuggono a uno sguardo frettoloso. È richiesto il solo biglietto d’ingresso. Per prenotarsi chiamare al numero 030 916157 oppure all’indirizzo 𝘥𝘳𝘮-𝘭𝘰𝘮.𝘨𝘳𝘰𝘵𝘵𝘦𝘥𝘪𝘤𝘢𝘵𝘶𝘭𝘭𝘰@𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢.𝘨𝘰𝘷.𝘪𝘵. Sirmione è una zona ZTL, quindi essendo giornate di grande afflusso turistico è utile di consultare il sito “www.sirmiopark.com”.
Ercolano (Na). Al parco archeologico visite accompagnate alle Terme Suburbane, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Ecco il calendario e il programma

Riprendono al parco archeologico di Ercolano le visite accompagnate alle Terme Suburbane, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni, il progetto torna nel 2026 offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana. Le visite si svolgeranno il sabato, in giugno e da ottobre a dicembre 2026, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza. I gruppi, composti da un massimo di 15 partecipanti (6 turni a giugno, 5 nei mesi invernali), saranno accompagnati dal personale del Parco con supporto di materiali accessibili tramite QR Code. I visitatori indosseranno casco protettivo per tutta la durata del percorso (circa 1 ora). Questo il calendario: sabato 27 giugno; sabato 17, 24 e 31 ottobre; sabato 7, 14, 21 e 28 novembre; sabato 5 e 12 dicembre. Turni: 9.30 – 10.30, visita in italiano; 10.30 – 11.30, visita in inglese; 11.30 – 12.30, visita in italiano; 14.30 – 15.30, visita in italiano; 15.30 – 16.30, visita in inglese; 16.30 – 17.30, visita in italiano (sospeso dal 17 ottobre per orario invernale). Il punto di raccolta è la Terrazza di Marco Nonio Balbo, indicata sulla mappa del Parco consegnata all’ingresso. Biglietto integrato: 21 euro (16 euro ingresso Parco + 5 euro visita Terme Suburbane); 18–25 anni: 5 euro (agevolazione prevista dalla normativa vigente). Prenotazioni (online e in sede): CoopCulture — canali ufficiali del parco archeologico di Ercolano.

Le Terme Suburbane — situate in prossimità dell’antica linea di costa — conservano preziose decorazioni e ambienti di grande interesse storico e archeologico, offrendo uno spaccato privilegiato delle pratiche sociali e del benessere nell’antichità. Con questa iniziativa il Parco conferma il proprio impegno nel rendere il patrimonio sempre più accessibile, coniugando tutela, sicurezza e qualità dell’esperienza culturale. “La riapertura delle Terme Suburbane rappresenta un’importante occasione per restituire al pubblico uno spazio straordinario, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano”, interviene Federica Colaiacomo, direttrice del parco archeologico di Ercolano. “Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo”.
Ancona. Al museo Archeologico nazionale fine settimana con visite guidate alla sezione romana e ai nuovi depositi

Fine settimana al museo Archeologico nazionale delle Marche ad Ancona con speciali visite guidate.
Venerdì 26 giugno 2026, alle 17.30, “Vivere in età romana: frammenti di quotidianità”, visita guidata alla sezione romana del Museo con l’archeologa Amanda Zanone per scoprire consuetudini, rituali e gesti che scandivano la vita e le relazioni di uomini, donne e bambini in età romana. Con uno sguardo ravvicinato sarà possibile leggere i tanti aspetti della cultura e dei costumi della società romana. Durata della visita circa 90 minuti, senza costi aggiuntivi al biglietto di ingresso. Posti limitati, prenotazione consigliata al numero 071-202602.
Sabato 27 giugno 2026, alle 10.30, “Depositi Aperti: il Museo si svela”: percorso guidato nei nuovi Depositi Aperti del MAN Marche, tra reperti, cassettiere e armadi. Vi aspettano non solo oggetti ma anche curiosità, sorprese, aneddoti, che restituiscono identità e storia a un patrimonio archeologico rimasto a lungo nascosto, ora pienamente fruibile. Durata della visita circa 90 minuti, senza costi aggiuntivi al biglietto di ingresso. Posti limitati, prenotazione consigliata al numero 071-202602.
Ariano nel Polesine (Ro). A San Basilio week end con gli archeologi dell’università di Padova: venerdì conferenza “San Basilio etrusca” con la prof.ssa Silvia Paltineri (UniPd), sabato “Scavo aperti”

A San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro) week end con gli archeologi dell’università di Padova che studiano il sito etrusco. Venerdì 26 giugno 2026, alle 17.30, al Centro turistico culturale San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro), per “Incontri di Archeologia” la conferenza “San Basilio etrusca: novità dallo scavo dell’università di Padova”. La prof.ssa Silvia Paltineri del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova illustrerà tutte le novità emerse dallo scavo etrusco. Info e prenotazioni: +39 392 9259875.

Sabato 27 giugno 2026, dalle 10 alle 12, “Scavi Aperti!”: sarà possibile visitare il cantiere di scavo etrusco condotto dalla prof.ssa Silvia Paltineri del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova. Ritrovo al Centro Turistico Culturale San Basilio alle 9.45. Info e prenotazioni: +39 392 9259875.
Frascati (Roma). A Villa Falconieri per iniziativa dell’Accademia Vivarium Novum, presentazione del libro “La qualità della vita nelle città greche e romane” a cura del prof. Luigi Gallo

Mercoledì 24 giugno 2026, alle 16.30, a Villa Falconieri a Frascati (Roma), per iniziativa dell’Accademia Vivarium Novum, presentazione del libro “La qualità della vita nelle città greche e romane” a cura del prof. Luigi Gallo (Edizioni Quasar, 2026). Presenteranno il libro la prof.ssa Sophie Bouffier (Université d’Aix-Marseille) e il prof. Ariel Samuel Lewin (università della Basilicata). Info e prenotazioni: convegni@vivariumnovum.net.

La qualità della vita nelle città greche e romane. L’indagine sulla qualità della vita nelle città greche e romane, argomento di un progetto PRIN 2022 a cui hanno lavorato le università di Napoli l’Orientale, di Bari e della Basilicata, coinvolge un’ampia serie di tematiche di storia sociale, economica e istituzionale ma anche di storia della mentalità. Il suo obiettivo è infatti quello di cercare di enucleare, attraverso un’approfondita analisi delle fonti letterarie ed epigrafiche, quale fosse la percezione che si aveva di una serie di problemi che alla vivibilità cittadina erano strettamente legati e che potrebbero considerarsi dei veri e propri indicatori della qualità della vita urbana. Gli Atti, che qui si pubblicano, del convegno che si è svolto all’università di Napoli l’Orientale il 2 e il 3 luglio 2024, nell’ambito del suddetto progetto PRIN, evidenziano con chiarezza la pluralità di problematiche che si intersecano in una ricerca del genere – dalla qualità dell’aria alla sicurezza, dalla cura della persona all’approvvigionamento idrico e alimentare, dall’attenzione per l’infanzia alla salubrità urbana –, e confermano che un’indagine sulla qualità della vita cittadina può essere proficuamente intrapresa anche per il mondo antico.
Roma. Apertura straordinaria e accesso gratuito all’area archeologica di via delle Botteghe Oscure che svela i resti monumentali di un grande complesso sacro di età romana, recentemente restaurati nel programma PNRR Caput Mundi

Mercoledì 24 giugno 2026, dalle 17.30 alle 19.30 (con ultimo ingresso alle 19), sarà eccezionalmente aperta al pubblico l’area archeologica di via delle Botteghe Oscure (ingresso da via Celsa 3), recentemente interessata da un importante intervento di restauro e valorizzazione curato dalla sovrintendenza Capitolina nell’ambito del programma PNRR Caput Mundi. I visitatori potranno accedere gratuitamente a uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti del Campo Marzio antico, accompagnati da guide esperte in un percorso che svela i resti monumentali di un grande complesso sacro di età romana, identificato da alcuni studiosi con il Tempio delle Ninfe e la Porticus Minucia Frumentaria. Un’occasione per scoprire da vicino una testimonianza straordinaria della storia di Roma, riportata alla piena leggibilità grazie ai recenti lavori di restauro che hanno interessato le strutture archeologiche, l’illuminazione artistica e i sistemi di sicurezza del complesso. L’ area archeologica fu messa in luce nel 1938 durante i lavori di ampliamento di via delle Botteghe Oscure. Nell’80 d.C., durante il regno di Tito, un terribile incendio devastò il Campo Marzio centro-meridionale. Domiziano, salito al trono l’anno successivo, restaurò e ricostruì i numerosi edifici sacri e pubblici danneggiati dal fuoco e ne edificò di nuovi. Fu certamente interessato da questi interventi il quadriportico che circondava il grande tempio repubblicano, di cui rimangono solo alcuni tratti dei muri perimetrali sotto gli edifici moderni, mentre nell’area archeologica di via delle Botteghe Oscure sono visibili i resti del colonnato meridionale del tempio, di una fontana e di parte del lastricato della piazza.

Il tempio. L’edificio era periptero e ottastilo, cioè circondato su tutti i lati da colonne di cui otto erano allineate sulla fronte, e vi si accedeva tramite una scalinata. Il podio era rivestito di travertino e su di esso sono state rialzate due colonne di peperino, ricoperto di stucco, con capitelli corinzi in travertino. Dietro è visibile il muro della cella in mattoni, attribuibile al restauro domizianeo. All’interno delle cantine moderne, sotto il palazzo di via Celsa 3-5, si conservano invece il muro meridionale e quello orientale della cella. Addossato a quest’ultimo è visibile una sezione del grande basamento in opera laterizia per i simulacri di culto. Anch’esso di età flavia, come la cella, era di forma rettangolare con una sporgenza al centro e doveva essere affiancato da due piccoli ambienti ciechi, probabilmente occupati dalle scale che permettevano di salire sulla sommità del basamento stesso. All’interno della cella vi dovevano essere due file di colonne poste a poca distanza dai muri laterali, come è possibile desumere da un frammento della pianta marmorea severiana, la Forma Urbis, che raffigura una sezione del complesso. Ben conservata è anche una sezione del portico orientale del tempio, di cui sono visibili quattro basi di colonne di età repubblicana e le grandi lastre di travertino che costituiscono il rifacimento domizianeo della pavimentazione.

Ipotesi di identificazione dell’area e del tempio. Il frammento già ricordato della Forma Urbis reca l’iscrizione MINI[CIA], che permette di identificare l’area con la Porticus Minucia. Le fonti riportano in realtà l’esistenza di due Porticus Minuciae: la più antica, denominata Vetus, fu costruita da M. Minucio Rufo, console nel 110 a.C., per celebrare il suo trionfo sugli Scordisci; l’altra, detta Frumentaria, fu edificata in epoca imperiale per le distribuzioni gratuite di grano, le frumentationes. L’attribuzione dei resti all’uno o all’altro complesso è ancora oggetto di dibattito, così come l’identificazione dell’edificio sacro, da alcuni ritenuto il tempio delle Ninfe, da altri il tempio dei Lari Permarini.
Pompei. Al via la terza stagione di concerti estivi all’anfiteatro negli scavi: 16 artisti nazionali e internazionali per un totale di 20 concerti. Con una novità: il sito apre di sera anche con visite guidate, appuntamenti e aperitivi tra archeologia e musica

Con il concerto Of Monster and Men, mercoledì 24 giugno 2026, al via a Pompei la terza stagione di concerti estivi all’interno del Parco archeologico. Tra le novità di quest’anno, la possibilità di accedere – nelle date degli appuntamenti musicali – anche a una parte del sito in orario serale. Non solo spettacoli dunque, ma anche percorsi archeologici, degustazioni e visite alle antiche vigne. Aperta tutte le sere anche l’esposizione permanente dedicata all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e ai calchi delle vittime, recentemente inaugurata nella Palestra Grande degli Scavi. Dal 24 giugno al 27 luglio 2026, l’Anfiteatro di Pompei ospita un cartellone di 16 artisti nazionali e internazionali per un totale di 20 concerti, molti dei quali già sold out. Per la rassegna BOP – Beats of Pompeii, giunta alla sua terza edizione, sono in calendario i concerti di Of Monster and Men, BEAT, Riccardo Cocciante, Path Metheny, Opeth, Coez, Vinicio Capossela, Tropico (doppia data), Riccardo Muti, Claudio Baglioni (doppia data), Marcus Miller, Charlie Puth, Marillion (doppia data), Savatage. Fuori rassegna anche il doppio appuntamento con Nino D’Angelo e il concerto “È mio padre – Morricone Dirige Morricone”, dedicato all’eredità di Ennio Morricone, con l’Orchestra Filarmonica del Teatro di Modena diretta dal M° Andrea Morricone e la partecipazione di Marco Morricone, a sostegno della Fondazione Città della Speranza per la raccolta fondi a favore della ricerca pediatrica.

“Se organizziamo concerti e teatro in un sito archeologico, è perché crediamo nella cultura in senso ampio”, sottolinea il direttore Gabriel Zuchtriegel. “Le competenze possono essere diverse, dall’archeologia alla musica, ma la cultura è una sola e non conosce barriere. Anche il pubblico non va suddiviso: non esistono pubblici distinti, ma un unico pubblico. Il nostro impegno è rendere la cultura sempre più inclusiva, permettendo a tutti di partecipare nei tempi e nei modi che preferiscono alla vita nel sito archeologico”. “Eventi di questa portata”, dichiara il vice presidente della regione Campania, Mario Casillo, “richiedono una città sempre più accogliente e connessa. Per questo, in occasione della rassegna BOP – Beats of Pompeii e dei grandi appuntamenti previsti nell’Anfiteatro degli Scavi di Pompei, lavoreremo insieme a EAV per prevedere un incremento delle corse bus serali, così da favorire l’arrivo e il rientro degli spettatori e offrire un’ulteriore possibilità di mobilità per il pubblico”. “Credo che Pompei rappresenti oggi più che mai il volto internazionale della Campania. Qui storia, archeologia, musica e cultura contemporanea si incontrano in un’esperienza unica al mondo. Manifestazioni come Beats of Pompeii sono fondamentali per la promozione territoriale della nostra regione: attraggono pubblico internazionale, valorizzano il patrimonio culturale e generano un importante indotto turistico ed economico”, aggiunge l’assessore regionale al Turismo Vincenzo Maraio. “La programmazione estiva del Parco archeologico di Pompei incarna la sinergia ideale tra innovazione, promozione e internazionalizzazione che deve guidare la pianificazione culturale della nostra regione. Attraverso scelte artistiche contemporanee e originali, i luoghi storici si trasformano in spazi accoglienti, capaci anche di intercettare pubblici differenti. La rassegna segue il fil rouge dell’innovazione che non tradisce la storia dei luoghi, della promozione che valorizza il territorio senza dimenticare le comunità locali, dell’internazionalizzazione che dialoga con i grandi talenti locali, mantenendo la qualità assoluta come unico vero filo conduttore dell’intero progetto”, conclude l’assessore regionale alla Cultura, Onofrio Cutaia.

La rassegna è patrocinata dal ministero della Cultura e dal parco archeologico di Pompei, ed è realizzata in collaborazione con la Regione Campania e il Comune di Pompei, con l’organizzazione tecnica di Blackstar Entertainment e Fast Forward e la media partnership di Radio2. Un’operazione culturale e turistica che punta a valorizzare il patrimonio storico e artistico del sito attraverso un approccio innovativo alla fruizione della cultura. BOP si rivolge a un pubblico sempre più ampio di viaggiatori musicali e i numeri confermano il successo del format. Eventi come il doppio appuntamento con i Marillion registrano picchi straordinari: oltre il 60% dei biglietti viene venduto all’estero, con punte che raggiungono il 70% in alcune date. Un flusso di spettatori internazionali che genera un importante indotto turistico per l’intera regione. “Dopo i grandi successi delle precedenti edizioni, con artisti del calibro di Nick Cave, Jean-Michel Jarre, Dream Theater, Ben Harper, John Legend, Ludovico Einaudi, Stefano Bollani e altri, BOP consolida la sua reputazione di festival “cross-genere” d’eccellenza “, dice il direttore artistico della rassegna Giuseppe Gomez, “capace di ospitare, nello stesso cartellone, icone del progressive, del metal, del jazz, del folk, leggende della musica italiana e protagonisti della classica contemporanea, unendo l’appeal di grandi nomi a uno dei contesti più iconici al mondo e offrendo un’esperienza di intrattenimento di alto livello”. “Radio2 è orgogliosa di affiancare questa rassegna unica al mondo, capace di far dialogare la grande musica contemporanea con la storia e l’archeologia”, dichiara il direttore di Rai Radio2, Giovanni Alibrandi, “un programma che attraversa stili, linguaggi e generazioni musicali, rispecchiando perfettamente il percorso editoriale di Radio2. Questa rete crede fermamente che la musica abbia la forza di creare comunità, abbattere distanze e generare dialogo tra culture e linguaggi differenti”. Beats of Pompeii è anche il riflesso del fermento culturale che sta vivendo Napoli e la Campania, sempre più protagoniste sulla scena internazionale. La rassegna rappresenta un’occasione per promuovere il territorio, incentivando il turismo stanziale e sostenendo l’economia locale, confermando il ruolo della regione come destinazione d’eccellenza per chi cerca un’esperienza di viaggio che unisce bellezza, storia e cultura contemporanea.

Durante le serate dei concerti si potrà accedere alla Palestra Grande degli Scavi, di fronte all’Anfiteatro, e visitare il nuovo allestimento dei calchi. L’accesso per gli spettatori dei concerti è gratuito, mentre gli altri visitatori potranno munirsi di biglietto di ingresso al Parco di 5 euro (acquistabile su vivaticket.it o presso la biglietteria di Piazza Anfiteatro; gratuità e riduzioni come da normativa). Chi lo desidera, potrà richiedere una visita guidata dedicata a cura di archeologi e storici dell’antichità del gruppo Le Nuvole. Prenotazione su https://www.pompeiichildrensmuseum.it/prodotto/mostra-calchi-notturna

Sarà anche possibile scoprire la storia degli antichi vigneti di Pompei e degustare vino in un’esperienza sensoriale che intreccia storia, archeologia e tradizione vitivinicola. Nel vigneto della Casa del triclinio all’aperto, alle spalle della Palestra Grande e dell’Anfiteatro, il partner del Parco per la gestione e la valorizzazione dei vigneti, Tenute Capaldo – Feudi di San Gregorio, accompagnerà i visitatori in un racconto dedicato alla produzione del vino nella città antica, mettendola a confronto con le metodologie contemporanee. Per info e prenotazioni: progettopompei@feudi.it.

Nelle serate dei concerti, il giardino della Palestra Grande, l’antico “campus” di fronte all’Anfiteatro, si trasforma in un luogo di incontro per visitatori e ospiti, con la possibilità di godersi un aperitivo con prodotti locali, a cura di Chora, il ristorante degli scavi. Per chi, invece, desidera vivere l’esperienza di una cena o di un aperitivo nel cuore della città antica, con vista dalla suggestiva terrazza panoramica del ristorante di Casina dell’Aquila, edificio di fine Settecento situato all’interno del sito, sarà possibile in alcune serate prenotare scrivendo a: info@chorapompei.com. Ad accogliere i visitatori nella Palestra anche i ragazzi della Fattoria sociale e culturale di Pompei “Parvula Domus”, impegnati quotidianamente nell’attività di valorizzazione delle aree verdi del Parco a partire dalla loro Unicità e Talenti, nell’ambito di progetti di inclusione che li coinvolge anche in iniziative dirette con i visitatori. Per gli spettatori dei concerti è inoltre previsto, al termine degli eventi, un servizio navetta a cura della Regione Campania per agevolare il rientro verso la città di Napoli. Il servizio è su prenotazione, fino a esaurimento dei posti disponibili. Tutte le info sugli orari di accesso e le diverse attività delle serate su www.pompeiisites.org
Verona. Al museo degli Affreschi ultimo incontro delle conferenze 2025-2026 su “Lo scavo della chiesa di San Martino in Aquaro” con Cristina Lonardi (Musei Civici di Verona), Fabio Saggioro ed Elisa Lerco (università di Verona) e Filippo Bricolo (Politecnico di Milano – Polo territoriale di Mantova) sui i risultati delle più recenti campagne e le prospettive future di ricerca e valorizzazione, in un dialogo tra archeologia, storia dell’architettura e valorizzazione del patrimonio


Martedì 23 giugno 2026, alle 17, nella Sala Galtarossa del museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle” a Verona, ultimo appuntamento della stagione 2025-2026 con le conferenze dei Musei Civici di Verona. Tema dell’incontro “Lo scavo della chiesa di San Martino in Aquaro”, che nel mese di maggio 2026 ha visto l’avvio di una nuova campagna di scavi grazie al rinnovo della convenzione tra i Musei Civici di Verona e l’università di Verona – dipartimento Culture e Civiltà. Intervengono Cristina Lonardi dei Musei Civici di Verona, Fabio Saggioro ed Elisa Lerco dell’università degli Studi di Verona e Filippo Bricolo del Politecnico di Milano – Polo territoriale di Mantova. La conferenza presenta i nuovi risultati delle campagne di scavo condotte dall’università di Verona, in collaborazione con i Musei Civici, nel cortile del museo di Castelvecchio a Verona, alla ricerca della chiesa di San Martino in Aquaro. Le indagini, coordinate da Fabio Saggioro dell’università di Verona e da Luca Fabbri dei Musei Civici nell’ambito di un progetto triennale – prorogato nel 2026 per un ulteriore biennio – hanno portato alla luce una complessa sequenza stratigrafica che getta nuova luce sulla storia di quest’area della città. Durante l’incontro i funzionari dei Musei Civici, i ricercatori dell’università di Verona impegnati sul cantiere e l’architetto Filippo Bricolo del Polo territoriale di Mantova del Politecnico di Milano illustrano i risultati delle più recenti campagne e le prospettive future di ricerca e valorizzazione, in un dialogo tra archeologia, storia dell’architettura e valorizzazione del patrimonio. Ingresso libero.



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