Calabria. Elena Trunfio confermata direttrice dei musei e dei parchi archeologici di Locri Epizefiri e Bova Marina: “Lieta di potere proseguire il lavoro già avviato a Locri Epizefiri e a Bova Marina”

Elena Trunfio confermata direttrice dei musei e dei parchi archeologici di Locri Epizefiri e Bova Marina (foto drm-calabria)
Elena Trunfio è stata confermata direttrice delle sedi museali e dei parchi archeologici di Locri Epizefiri e Bova Marina – afferenti alla direzione regionale Musei Calabria – per un ulteriore mandato, nel triennio 2024-2027. Ciò avviene in seguito alle procedure concorsuali avviate dal ministero della Cultura nel mese di maggio e ai successivi lavori della Commissione di valutazione. Elena Trunfio, architetto e dottore di ricerca in Storia dell’architettura all’università di Palermo, è funzionario del ministero della Cultura dal 2018 e direttore di musei dal 2021. All’attività professionale affianca quella della ricerca scientifica, occupandosi in prevalenza di architettura tardo antica e medievale in ambito mediterraneo, con particolare interesse verso le strutture sacre e fortificate. Ha all’attivo una monografia e numerosi saggi e contributi specialistici, ha curato diversi volumi, seminari e convegni, nonché ideato e coordinato svariati progetti di valorizzazione in luoghi della cultura statali e non.

Al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri la direttrice Elena Trunfio, il direttore generale Musei Massimo Osanna, e il direttore regionale Musei Filippo Demma (foto drm-calabria)
“Sono molto lieta di potere proseguire il lavoro già avviato a Locri Epizefiri e a Bova Marina e ringrazio il direttore della direzione regionale Musei Calabria Filippo Demma per questa rinnovata fiducia”, ha commentato la direttrice Trunfio. “Il triennio appena concluso è stato intenso e ci ha dato modo di avviare importanti cambiamenti in entrambi i siti archeologici. Il bilancio del primo mandato ritengo sia positivo e devo ringraziare le Amministrazioni locali, la comunità, le associazioni e tutte le realtà che hanno collaborato con noi condividendo un’idea diversa di gestione e valorizzazione. La continuità servirà a mettere in campo progetti ancora più ambizioni e a concludere le procedure avviate, mostrando i risultati di un lavoro complesso e costante che ha come obiettivo il miglioramento dell’accessibilità sia fisica che cognitiva di due luoghi così significativi per la storia della nostra regione”.

Il teatro greco romano di Locri Epizefiri nel parco archeologico nazionale di Locri (foto drm-calabria)
Dal 2021, anno del primo insediamento della direzione Trunfio, tanti i cambiamenti tangibili: l’apertura massima nei confronti delle comunità di riferimento, un’intensa attività di valorizzazione diversificata, significativi interventi strutturali mirati al miglioramento dell’accessibilità e un progressivo aumento di presenze di visitatori, con differenti target di età. E ancora collaborazioni e convenzioni con enti di ricerca, con i Comuni del territorio e le Università, un’intensa attività di divulgazione scientifica, un’attenzione massima al pubblico scolare e ai temi dell’educazione e, soprattutto, l’accreditamento al Sistema Museale Nazionale di entrambe le sedi museali che ha certificato il possesso degli standard di qualità imposti dal ministero della Cultura.

Elena Trunfio, direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri (foto drm-calabria)
“Siamo in cammino, ci sono diversi processi in corso e saranno sicuramente anni complessi, in particolare per la realizzazione di importanti cantieri che cambieranno il volto dei parchi archeologici di Locri Epizefiri e Bova Marina. Il mio impegno”, ha concluso la direttrice Trunfio, “sarà massimo, come sempre, e sono certa del sostegno della comunità, delle Amministrazioni e di tutto il personale delle due sedi museali. Proprio a quest’ultimo va il mio ringraziamento per il costante supporto avuto finora e l’augurio di buon lavoro per i futuri anni che ci aspettano insieme”.
Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del libro “Unbound from Rome” di John North Hopkins (New York University) che offre uno sguardo ampio sull’arte e l’architettura antiche nell’arco di quattro secoli
Lunedì 17 giugno 2024, alle 16.30, in Curia Iulia il parco archeologico del Colosseo propone la presentazione del libro “Unbound from Rome” di John North Hopkins. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Vincenzo Bellelli, direttore del parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia; e Dominik Maschek, professore di Archeologia romana all’Universität Trier, Leibniz-Zentrum für Archäologie. Sarà presente l’autore. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione su eventbrite.it e sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo.

Copertina del libro libro “Unbound from Rome” di John North Hopkins (New York University)
Unbound from Rome. L’opera offre uno sguardo ampio sull’arte e l’architettura antiche nell’arco di quattro secoli, concentrandosi sulla diversità degli artisti e dei fruitori all’interno e all’esterno dei confini politici di Roma, in continua evoluzione. L’arte e l’architettura romana sono tipicamente intese come legate in qualche modo a un evento politico o come una serie di scelte ed esperienze estetiche. Superando l’etichetta fuorviante di “romano”, John North Hopkins si propone di districare i molti popoli le cui diverse culture e tradizioni hanno contribuito alla cultura visiva di Roma in un arco di tempo di quattrocento anni nel primo millennio a.C. Hopkins riconsidera attentamente alcune delle opere più iconiche del periodo attraverso le numerose pratiche e i popoli ad esse legati. Tra queste, lo straordinario e complesso sforzo per la costruzione del Tempio di Giove, le azioni creative e i diversi incontri legati a oggetti di lusso come la Cista dei Ficoroni, e gli importanti significati che la scultura sacra dei templi e le offerte votive assumevano attraverso la loro realizzazione e le successive pratiche di devozione. Uno degli scopi principali del volume è quello di mettere in discussione un’idea di Roma che si è concentrata sulla produzione d’élite e sulla documentazione testuale; Hopkins richiama invece l’attenzione sugli attori meno noti, e spesso taciuti, che ne erano invece parte integrante. Il risultato è una profonda comprensione di un mondo italico e mediterraneo diversificato e storicamente ricco, nonché della miriade di culture, comunità e individui che avrebbero fatto e vissuto l’arte all’interno e intorno ai mutevoli confini politici di Roma.

L’archeologo John Hopkins della New York University
John Hopkins è professore associato di Archeologia e Storia dell’arte dei popoli del Mediterraneo nel dipartimento di Storia dell’Arte e presso l’Institute of Fine Arts della New York University. È autore di The Genesis of Roman Architecture (2016, Yale), che ha vinto il Premio Spiro Kostof della Society of Architectural Historians, Unbound from Rome (2024, Yale), e curatore di Object Biographies: Collaborative Approaches to Ancient Mediterranean Art (2020, The Menil Collection e Yale UP) e Forgery Beyond Deceit: Fabrication, Value and the Desire for Ancient Rome (2023, Oxford). È attualmente co-direttore del Quirinal Project, una collaborazione tra la soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma, New York University e la University of Michigan e direttore dell’Antefixa Project, un progetto archeometrico in collaborazione con musei italiani per studiare i segni del manufatto di scultura architettonica nell’Italia Centrale.
Ravenna. “Chiamata alle Arti” al museo Classis che per quattro giorni diventa “Fabbrica di Arti”: 130 giovani in concerti, incontri, installazioni, mostre e laboratori
È una vera e propria “Chiamata alle Arti” quella che ha lanciato il museo Classis di Ravenna che per quattro giorni si trasforma in “Fabbrica delle Arti”. Sono stati “chiamati” e hanno risposto: sono oltre 130 i giovani e giovanissimi che hanno aderito alla Chiamata alle arti, l’inedito progetto di Ravenna Festival, fortemente voluto da Cristina Mazzavillani Muti che, attraverso un vero e proprio bando, ha chiamato a raccolta i giovani artisti dai 25 anni in giù, con l’intenzione di offrire loro lo spazio e il tempo per esprimersi, privilegiando la libertà e la spontaneità. Dal 17 al 20 giugno 2024 il Museo Classis diventa “fabbrica della arti” con concerti, incontri, installazioni, mostre e laboratori, aperta ai più diversi linguaggi: dalla fotografia al video, dalla poesia al rap e alla trap, dalle arti visive tradizionali a quelle più innovative, dal mosaico fino alla composizione musicale… Per quattro intense giornate, si raccoglieranno e saranno esposte o eseguite opere inedite e il processo artistico sarà riattivato in una ricca serie di appuntamenti: un’officina creativa sempre aperta al pubblico.

Al museo Classis i Tableaux vivants proposti da Teatro 35 (foto ravennantica)
PROGRAMMA LUNEDÌ 17 GIUGNO 2024. Dalle 10, sala conferenze, mostra fotografica di Chiamata alle Arti con installazione di musica elettronica a cura di Davide Bardi; dalle 10, atrio nuovo, mostra di arti visive di Chiamata alle Arti; ore 11 e 17, sala conferenze, Teatri 35, Tableaux vivants “Epipelagico” e “Nami No Hon”, musica di Valerio Sannicandro (prima esecuzione assoluta), live electronics a cura di Davide Bardi; atrio centrale partenza visite guidate (durata 30 min.): 18.30, Valeria Lacchini “Flotta e marinai. Visita alla sezione sulla navigazione”; 20.15, Francesca Masi “Simboli che attraversano mari e tempi. Visita alla sezione delle lucerne”; 21, Ballatoio grande, filarmonica Arturo Toscanini, Tito Ceccherini direttore, Alfonso Alberti pianoforte, Michele Marco Rossi violoncello, musiche di Heinrich Ignaz Franz Biber, Thomas Larcher, Ivan Fedele, Johann Sebastian Bach, ingresso libero su prenotazione, in collaborazione con Museo Classis Ravenna e RavennAntica con il patrocinio di Nuovo Imaie.

Al museo Classis Michele Marco Rossi al violoncello (foto ravennantica)
PROGRAMMA MARTEDÌ 18 GIUGNO 2024. Dalle 10, sala conferenze, mostra fotografica di Chiamata alle Arti con installazione di musica elettronica a cura di Davide Bardi; dalle 10, atrio nuovo, mostra di arti visive di Chiamata alle Arti; 10.30, 17.30 e 19.30, sala conferenze, proiezione video di Chiamata alle Arti; 12 (prima parte) e 15 (seconda parte), ballatoio grande, Corde e martelletti – cento piccoli pezzi per crescere al pianoforte di Alessandro Solbiati, eseguiti da giovani pianisti dei Conservatori di Milano e Bergamo; atrio centrale partenza visite guidate (durata 30 min.): 18.30, Valeria Lacchini “Lusso e potere tra basiliche e domus. Visita alle nuove sezioni”; 20.15, Francesca Masi “La fortuna è donna. La Tyke di Classe”; 21, Sala conferenze, Michele Marco Rossi violoncello, Davide Bardi live electronics, musiche di Ivan Fedele, Filippo Perocco e Bernhard Gander, ingresso libero su prenotazione; 22.30, pagoda area esterna, Kamaanda,
Anna La Forgia, Mattia Lombardi, Daniel Rosolen, Kara Diop, musiche di Marc-Antoine Charpentier, Thomas Arne, Scott Joplin, Duke Ellington, Henry Mancini, Roger Wolf, in collaborazione con Museo Classis Ravenna e RavennAntica con il patrocinio di Nuovo Imaie.

Al museo Classis il poeta Valerio Magrelli (foto ravennantica)
PROGRAMMA MERCOLEDÌ 19 GIUGNO 2024. Dalle 10, sala conferenze, mostra fotografica di Chiamata alle Arti con installazione di musica elettronica a cura di Davide Bardi; dalle 10, atrio nuovo, mostra di arti visive di Chiamata alle Arti; dalle 10 alle 20, Atrio nuovo e Pregare a Ravenna, esibizione di poeti, rapper e trapper di Chiamata alle Arti; 17.30, atrio nuovo, concerto degli allievi dei corsi ad indirizzo Pop/Rock e Tecniche di improvvisazione del Conservatorio G. Verdi di Ravenna; atrio centrale partenza visite guidate (durata 30 min.): 18.30, Valeria Lacchini “Flotta e marinai. Visita alla sezione sulla navigazione”; 20.15, Francesca Masi “La via della speranza. Visita al mosaico del Buon Pastore”; 19, ballatoio grande, concerto dell’Ensemble di musica contemporanea 20.21 del Conservatorio G. Verdi di Ravenna; 21, ballatoio grande
Valerio Magrelli poeta, poeti, rapper, trapper di Chiamata alle Arti, e Ensemble di musica contemporanea 20.21 del Conservatorio G. Verdi di Ravenna, ingresso libero su prenotazione; 22.30, Pagoda area esterna, Sidstopia voce, alla consolle dj Zywah, in collaborazione con Museo Classis Ravenna e RavennAntica con il patrocinio di Nuovo Imaie.

Al museo Classis Marco Angius, direttore dell’orchestra giovanile “Luigi Cherubini” (foto ravennantica)
PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 20 GIUGNO 2024. Dalle 10, sala conferenze, mostra fotografica di Chiamata alle Arti con installazione di musica elettronica a cura di Davide Bardi; dalle 10, atrio nuovo, mostra di arti visive di Chiamata alle Arti; dalle 10 alle 20, Atrio nuovo e Pregare a Ravenna, Invocazione: esibizione di pittori, mosaicisti, musicisti e performer di Chiamata alle Arti; atrio centrale partenza visite guidate (durata 30 min.): 18.30, Valeria Lacchini “Lusso e potere tra basiliche e domus. Visita alle nuove sezioni”; 20.15, Francesca Masi “Invocare giustizia e misericordia. Visita al mosaico di Achille”; 21, ballatoio grande, orchestra giovanile Luigi Cherubini, Marco Angius direttore, Michele Marco Rossi violoncello, Samuele Telari fisarmonica, musiche di Sofia Gubajdulina, Franz Joseph Haydn, ingresso libero su prenotazione; 22.30, pagoda area esterna, concerto lounge, musica elettronica Filippo Ianiero, regia Davide Bardi, in collaborazione con Museo Classis Ravenna e RavennAntica, con il patrocinio di Nuovo Imaie.
Este (Pd). Per GEA 2024 al museo nazionale Atestino l’incontro con Stefano Buson su “L’arte dei Veneti antichi. Bronzi cesellati e sbalzati”, e il film “L’arte delle situle illustrata con l’archeologia sperimentale”

Domenica 16 giugno 2024, alle 17, nell’ambito delle Giornate europee dell’Archeologia il museo nazionale Atestino di Este (Pd) presenta “L’arte dei Veneti antichi. Bronzi cesellati e sbalzati”, un incontro a cura di Stefano Buson, già restauratore presso la direzione regionale Musei del Veneto e studioso delle antiche tecniche di realizzazione di reperti istoriati. Nel corso del pomeriggio verranno descritte le varie fasi della produzione artistica delle situle e delle lamine votive create dai Veneti antichi e al termine verrà presentato un filmato dal titolo “L’arte delle situle illustrata con l’archeologia sperimentale”. Nell’occasione sarà allestito un piccolo laboratorio dove, assieme agli attrezzi e alle lamine in corso di lavorazione, sarà possibile toccare con mano alcune situle ricostruite con la tecnica usata dagli antichi Veneti. Evento compreso nel biglietto d’ingresso. Posti limitati, prenotazione consigliata allo 0429.2085 oppure scrivendo una mail a drm-ven.museoeste@cultura.gov.it.
Ferrara. Per GEA 2024 il museo Archeologico nazionale propone la mostra “Che Delizia Belfiore! Un progetto di archeologia partecipata per Ferrara: work in progress” su uno scavo in corso a Ferrara sulle tracce della Delizia estense di Belfiore

Lo scavo archeologico della Delizia estense di Belfiore a Ferrara (foto sabap-fe)
Al museo Archeologico nazionale dei Ferrara, per le Giornate europee dell’archeologia, sabato 15 e domenica 16 giugno 2024, viene aperta una piccola esposizione ospitata nella settecentesca Sala degli Stucchi dal titolo “Che Delizia Belfiore! Un progetto di archeologia partecipata per Ferrara: work in progress”. La mostra espone i risultati di uno scavo archeologico attualmente in corso a Ferrara grazie ad un progetto triennale di archeologia partecipata e pubblica, ideato e diretto dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Bologna Modena Reggio Emilia e Ferrara e realizzato a cura del Gruppo archeologico ferrarese, con l’apporto degli studenti del liceo Scientifico “A. Roiti” e del liceo Classico “L. Ariosto” di Ferrara, con il supporto della Provincia di Ferrara, del Consorzio di Bonifica di Ferrara e finanziato dal Comune di Ferrara. Il progetto si popone di riscoprire la storia dell’antico Palazzo Belfiore costruito da Alberto d’Este attorno al 1388 e andato in rovina nei secoli successivi; coinvolgere studenti e cittadinanza sull’importanza della conoscenza e della conservazione dei propri beni culturali ed infine valorizzare un’area verde dalle grandi potenzialità e restituirla alla cittadinanza.
Venezia. Allo scavo archeologico della villa romana di Lio Piccolo nuovo aperitivo archeologico “Giornate Europee dell’Archeologia: Tutela nella Laguna Nord” con l’archeologa Sara Bini della soprintendenza
Nuovo appuntamento allo scavo della villa romana di Lio Piccolo a Cavallino-Treporti (Ve). Appuntamento sabato 15 giugno 2024, alle 17, con l’aperitivo archeologico dal titolo “Giornate Europee dell’Archeologia: Tutela nella Laguna Nord”. L’archeologa Sara Bini, funzionaria della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, dialoga con la prof.ssa Daniela Cottica e con il prof. Diego Calaon dell’università Ca’ Foscari di Venezia in occasione delle giornate europee dell’archeologia 2024. La prenotazione è obbligatoria in quanto da l’accesso alla ZTRU di Lio Piccolo. Per info e prenotazioni: vivereacqua@unive.it.
Bologna. Per GEA 2024, il museo civico Archeologico propone attività di mediazione culturale “Chiedimi / Ask me” e “Scopri il Museo con un Mediatore”
Il museo civico Archeologico del Settore Musei Civici Bologna partecipa alle Giornate Europee dell’Archeologia 2024. In linea con l’obiettivo della manifestazione di far scoprire e condividere con tutti – appassionati di storia o semplici curiosi, in famiglia o con la classe – la ricerca e il patrimonio archeologico, spesso preclusi ai non addetti ai lavori, il museo civico Archeologico di Bologna presenta due iniziative: la lezione concerto del Coro Athena “Il canto dell’umanità” e le attività di mediazione culturale “Chiedimi / Ask me” e “Scopri il Museo con un Mediatore”

Il coro Athena nel chiostro del museo civico Archeologico di Bologna (foto musei bologna)
Dopo l’incontro di venerdì 14 giugno 2024 “Il canto dell’umanità”, lezione concerto del Coro Athena per la rassegna “Vi piace Brahms? La musica corale di Johannes Brahms”, in cui si è iniziato a esplorare l’emblema della coralità con l’opera sacra Ein deutsches Requiem, fornendo al pubblico gli strumenti per poterlo conoscere e comprendere attraverso una lezione interattiva con imprescindibili esecuzioni dal vivo; il programma continua sabato 15 e domenica 16 giugno 2024, dalle 11 alle 14 e dalle 15 alle 18, nelle sale espositive con “Chiedimi /Ask me” e “Scopri il Museo con un Mediatore”: il Museo offre la possibilità di approcciarsi alle sue collezioni in modo appagante e curioso, con l’aiuto di archeolog* e mediator* culturali. Ingresso con biglietto museo.

Gli archeolog* di Aster aspettano il pubblico con CHIEDI ALL’ARCHEOLOG* per rispondere alle libere domande e curiosità sulle collezioni del Museo, chiedete alla biglietteria dove sono dislocati.

MIA (Musei Innovativi e Aperti) propone “Sperimentazioni” nell’ambito di “Tutti al museo archeologico”
I mediator* di MIA (Musei Innovativi e Aperti) con TUTTI AL MUSEO ARCHEOLOGICO offrono due percorsi (ingresso libero fino ad esaurimento posti, max 10 persone per turno) per approcciarsi al museo in modo appagante e curioso: “Toccare l’Antico Egitto” e “Sperimentazioni” (ad ogni ora sarà possibile seguire alternativamente una delle attività, secondo uno schema che verrà consegnato con il biglietto).

La sezione Egizia del museo civico Archeologico di Bologna (foto matteo monti)
“Toccare l’Antico Egitto”. Esplorando anche con le dita, grazie alle copie di alcuni importanti reperti, sarà possibile seguire un percorso di approccio alla ricca collezione egizia del museo, la terza per importanza in Italia.

Con “Sperimentazioni” al museo civico Archeologico di Bologna i partecipanti creano il “passaporto” del reperto (foto musei bologna)
“Sperimentazioni”. A partire dal racconto di reperti importanti esposti nella Collezione Greca e nella Sezione dedicata a Bologna etrusca, si offre un percorso speciale che riflette sul concetto di sperimentazione e incontro. Oggetti che viaggiano e portano con sé il racconto di una cultura diversa, sono un esempio di come l’atteggiamento curioso e aperto alla lettura di nuove storie sia la condizione fondamentale per la sperimentazione. A partire da tali spunti, i/le partecipanti creeranno il “passaporto” di un oggetto che racconta qualcosa di un loro viaggio o di un momento in cui sono entrati in contatto con una realtà nuova.
Roma. Per GEA 2024 al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia focus sulla statua di Latona da Veio, opera identitaria del Museo, a conclusione dei recenti restauri: conferenze, visite guidate, letture e laboratori didattici

Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia dedica l’edizione 2024 delle le Giornate Europee dell’Archeologia alla presentazione dei risultati del delicato intervento di restauro compiuto sulla statua di Latona da Veio. Opera identitaria del Museo, eccezionale scultura in terracotta policroma risalente al 510-500 a.C., appartenente al gruppo del santuario di Portonaccio e collocata sul colmo del tetto del Tempio assieme alla statua dell’Apollo, a quella di Eracle e di Hermes. Grazie alla partnership culturale con Studio Legale Carbonetti e Associati che ha sostenuto l’intervento conservativo, oggi la Latona può mostrarsi al pubblico in una veste rinnovata, recuperando la policromia originale, dettagli anatomici e sfumature delle vesti che erano andati perduti o coperti dal precedente restauro risalente a circa 60 anni fa. L’intervento ha portato a risultati importanti e sollevato riflessioni e spunti di ricerca. Un fine settimana all’insegna della scoperta di Latona fra conferenze, visite guidate, letture e laboratori didattici per bambini, per esplorare il mito e la storia, ripercorrere le fasi della scoperta sensazionale avvenuta nel 1939 e ammirare da molto vicino i risultati di questo straordinario lavoro che ha richiesto impegno e ha restituito emozione e soddisfazione.

La statua della Latona di Veio durante i restauri al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto graziano tavan)
Dopo l’intenso programma di venerdì 14 giugno 2024, con la conferenza “La Latona di Veio. La conclusione del restauro: risultati e nuove riflessioni” con Luana Toniolo, direttrice museo ETRU; Francesco Carbonetti, Studio Legale Carbonetti e Associati; Vittoria Lecce, responsabile Servizi Educativi e Depositi del museo ETRU; Miriam Lamonaca, responsabile Servizio Conservazione del museo ETRU; Sante Guido, restauratore; e la visita guidata “A tu per tu con Latona” a cura di Romina Laurito e Sante Guido; anche il programma di sabato 15 giugno 2024 si presenta interessante. Alle 11, visita tematica con letture “Racconti dal Santuario di Portonaccio tra culto e restauro” a cura di Alessandra Leonardi e Martina Monni (Servizi Educativi); 11.30, laboratorio didattico “RestauriAmo”: i bambini vestono i panni del restauratore e provano a ricomporre i frammenti di un vaso e riportarlo alla sua forma originaria. A cura di Martina Monni (Servizi Educativi). Età consigliata dai 5 agli 11 anni. Alle 17, visita tematica “Il santuario del Portonaccio a Veio: dai culti antichi al più recente restauro della Latona” a cura di Valeria de Scarpis. Tutti gli eventi sono gratuiti, compresi nel biglietto di ingresso al Museo. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it, specificando l’iniziativa che si intende prenotare.
Sarà il concerto di Diodato ad aprire mercoledì 19 giugno 2024 la terza edizione di “Venere in Musica”, la rassegna musicale ideata dal parco archeologico del Colosseo diretto da Alfonsina Russo, curata da Fabrizio Arcuri che firma la direzione artistica. Dal 19 al 23 giugno 2024 cinque imperdibili appuntamenti a ingresso gratuito in uno scenario unico al mondo: il Tempio di Venere e Roma, il più grande edificio sacro costruito dai romani (e uno dei più grandi dell’antichità), voluto da Adriano, costruito a partire dal 121 d.C. e dedicato alla dea Roma Aeterna e alla dea Venus Felix. Il programma di quest’anno miscela sonorità che provengono da ambienti musicali differenti, dallo smooth jazz dei Moorcheba al cantautorato d’autore di Diodato, in una nuova tappa site specific del suo tour; poi le atmosfere maliane di una delle voci più significative della world music, Rokia Traoré, e il progetto che incrocia la Babelnova Orchestra, l’orchestra delle donne arabe e del Mediterraneo Almar’à e un’icona della musica alternativa italiana, Ginevra Di Marco, storica voce dei CSI e dei PGR; fino ad arrivare alla travolgente energia rock-blues del “gladiatore” per eccellenza, Russell Crowe insieme ai suoi The Gentlemen Barbers. Il pubblico potrà entrare gratuitamente nell’area del Tempio di Venere e Roma, dalla piazza del Colosseo, a partire dalle 20. Gli spettacoli avranno inizio alle 21 e termineranno alle 23. Solo per lo spettacolo del 19 giugno l’accesso è previsto alle 19.30. La prenotazione è obbligatoria fino ad esaurimento posti su
La rassegna si apre mercoledì 19 giugno 2024 con il concerto di Diodato, un cantautore intenso e ricercato, tra i più apprezzati del nuovo pop italiano, con sei album all’attivo e una carriera costellata di riconoscimenti, fino al recentissimo David di Donatello, vinto nel 2024 nella categoria Miglior Canzone Originale con La mia terra, presente nella colonna sonora di Palazzina Laf di Michele Riondino. L’artista tarantino inaugura Venere in Musica dopo una serie di date nelle principali città del Brasile e con una serie di sold out già registrati per il suo prossimo tour autunnale nei teatri. A Roma presenterà i brani del suo nuovo album Ho acceso un fuoco in cui reinterpreta in una nuova chiave, più vicina alla dimensione del live, alcuni brani fondamentali del suo repertorio.
Ripercorreranno il proprio universo musicale e i quasi trent’anni di carriera anche i Morcheeba, la band londinese che ha plasmato il trip-hop e che il 20 giugno a Venere in Musica si esibirà live con i brani dell’ultimo album, il decimo della sua discografia, Blackest Blue, un’elegante raccolta che mette in evidenza tutte le peculiarità: il mix di downbeat, nu-soul, electro-pop e smooth jazz, le atmosfere chill e un approccio alla scrittura sempre positivo e rilassato.
La sera seguente, 21 giugno 2024, sul palco allestito davanti al Tempio di Venere e Roma che guarda il Colosseo, salirà una delle più affascinanti esponenti della world music, la cantante e chitarrista maliana Rokia Traoré. Compositrice, polistrumentista, artista a tutto tondo con interessi e collaborazioni interdisciplinari – dalla letteratura al teatro, passando per il cinema e l’impegno nella formazione di giovani musicisti africani attraverso la propria fondazione – Rokia Traorè è un’icona della musica africana che mescola continuamente le radici tradizionali alle sonorità jazz, pop e rock di matrice europea e statunitense. Il suo live è incentrato sulla canzone Djamako – Allégresse, vero cuore di un viaggio nel suo repertorio, fra composizioni inedite e reinterpretazioni di classici e standard. Un concerto intimo con una formazione essenziale, un’esperienza fondata sull’idea di limite come punto di incontro fra culture diverse che si incontrano e si amalgamo nel reciproco rispetto.
Il 22 giugno 2024 appuntamento con un progetto che tiene insieme due formazioni centrali nel panorama della world music e una voce storica della scena alternativa e indie italiana: Ginevra Di Marco, fra le più raffinate interpreti del panorama musicale italiano, già voce dei CSI prima e dei PGR dopo, l’ensemble tutto al femminile Almar’à, l’Orchestra di donne arabe e del Mediterraneo, la BabelNova Orchestra, nata dall’esperienza dell’Orchestra di Piazza Vittorio e che ha appena pubblicato il debut album Magma. Tutte e tutti uniti per “She هي Elle Lei. Voci di acqua e di terra suoni di mare e di sabbia”, un concerto dedicato a un universo femminile che evoca, con brani e canzoni più o meno note, storie e racconti di deserti, genti di terre vicine e lontane, danze, speranze, nascite, addii e nuovi inizi. Un tripudio di suoni, melodie e ritmi per una grande festa in musica.
Venere in Musica si chiude domenica 23 giugno 2024 con il live di una star mondiale del cinema che il pubblico italiano ha conosciuto di recente nella versione di artista musicale, Russell Crowe, band leader della formazione The Gentlemen Barbers. Dopo il successo al Festival di Sanremo 2024, dove è stato ospite nella terza serata, Russell Crowe torna infatti in Italia per una serie di concerti in luoghi di particolare bellezza, fra cui il Tempio di Venere e Roma. “Ho sempre avuto un’attrazione nei confronti dell’Italia. È affascinante pensare che questo Paese abbia dato al Mondo un grandissimo contributo, in termini di cultura e dal punto di vista sociale” afferma Crowe che sulla natura di uno straordinario live rock-blues aggiunge: “Rivisitiamo numerosi successi della storia della musica ridando vita a brani iconici, attraverso nuovi arrangiamenti, per regalare al pubblico un’esperienza davvero straordinaria”.
Anche il parco archeologico di Sibari (Cs) partecipa alle Giornate europee dell’Archeologia. Sabato 15 giugno 2024, alle 17, al museo Archeologico nazionale, workshop lab “La terra racconta: il reperto dallo scavo archeologico al museo”. Si tratta di una vera e propria simulazione della scoperta e dello scavo archeologico di una tomba, con tanto di ricostruzione di scheletro e reperti di corredo. Il pubblico non sarà semplice spettatore, c’è da scavare. Domenica 16 giugno 2024, alle 11 e alle 17, visite guidate al Museo e al Parco. Info visite guidate 3920740219. Info workshop-lab 3381300972. Ricordiamo che il costo dei nostri laboratori e delle visite guidate è incluso nel prezzo del biglietto d’ingresso. L’ingresso è gratuito per i possessori di PAS Community Card e le categorie riconosciute.
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