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Napoli. Al museo Archeologico nazionale ultimi giorni per visitare la mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano” con gli straordinari ritrovamenti nel santuario termale etrusco e romano del Bagno Grande. Tra questi la base di donario con iscrizione bilingue: ne parla il direttore scientifico Jacopo Tabolli

napoli_mann_mostra-gli-dei-ritornano-i-bronzi-di-san-casciano_ultimi-giorni_locandinaUltimi giorni per visitare al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano”. Un’occasione unica per ammirare gli straordinari ritrovamenti effettuati nel santuario termale etrusco e romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni, tra cui statue, iscrizioni ed ex voto. Oltre ai bronzi, la mostra offre un panorama dei ritrovamenti nel territorio circostante, come ad esempio la statua di Afrodite ai Bagni (II secolo d.C.) o le sepolture dalla necropoli di Balena di età tardoellenistica (II-I secolo a.C.).

Tra i ritrovamenti eccezionali della campagna 2023 c’è la base di un donario che presenta un’iscrizione bilingue etrusco-latino. Della scoperta e dell’importanza del reperto, per la prima volta in mostra proprio nella mostra al Mann, parla il prof. Jacopo Tabolli, dell’università per Stranieri di Siena, responsabile scientifico dello scavo del santuario termale etrusco-romani al Bagno grande di San Casciano. “Agli inizi del IV sec. d.C., in età costantiniana”, spiega Tabolli, “forse in seguito al crollo di una piccola parte del tempio costruito attorno alla sorgente del Bagno grande di San Casciano la muratura portante venne ricostruita reimpiegando blocchi squadrati in travertino che dovevano essere probabilmente parte di una struttura più antica. Ma il muro che fu rialzato in modo – dobbiamo dirlo – maldestro, non fu solo composto da blocchi.

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La base del donario scoperta nello scavo del santuario termale etrusco-romano nel Bagno grande di San Casciano (foto graziano tavan)

“Lo scavo dell’estate 2023 all’interno del tempio – continua – ha portato alla luce la presenza della base reimpiegata di un donario in travertino. Nell’angolo che sporgeva fuori dall’asse rispetto al muro, studentesse e studenti sotto la guida sapiente di Emanuele Mariotti hanno infatti letto le prime lettere scolpite di un’iscrizione in etrusco. Si leggeva [f]lere e un “h”. il resto delle prime lettere non era visibile e quindi il complesso processo di stacco seguito dal team di scavo e restauro e coordinato da Ada Salvi della soprintendenza ABAP di Siena Grosseto e Arezzo, ha permesso di estrarre la base del donario lasciando inalterato il resto del muro.

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L’iscrizione bilingue etrusco-latino sulla base del donario scoperta nello scavo del santuario termale etrusco-romano nel Bagno grande di San Casciano (foto graziano tavan)

“Ma la sorpresa è che non si trattava esclusivamente di un testo in etrusco, ma l’iscrizione è eccezionalmente composta da due testi che convergono verso il centro. La metà destra dell’iscrizione è in etrusco, da destra a sinistra; mentre la metà sinistra è in latino, da sinistra a destra. Leggiamo [F]LERE HAVENS [FON]S CALDUS che potremmo tradurre come – in etrusco – “la divinità della fonte”, – in latino – “il fonte caldo”. È la divinità stessa a parlare, che dobbiamo immaginare in qualche modo rappresentata sopra la base del donario. La presenza della doppia lingua permette di definire l’iscrizione come una bilingue. E rarissime sono le iscrizioni bilingue che conosciamo. La gran parte peraltro di carattere funerario. Nel caso del donario di San Casciano, in un contesto invece sacro – conclude -, si tratta di una bilingue particolare perché i testi non sono uguali. Chi scrive in etrusco ha bisogno di dire che la fonte – al femminile – è sacra. Chi scriv.e in latino dire come la fonte – al maschile – è calda. La paleografia latina sembrerebbe indirizzare la datazione dell’iscrizione, certamente redatta insieme nei due testi, in età augustea, alla fine del I sec. a.C. confermando ancora una volta l’uso dell’etrusco più tardo rispetto a quello che normalmente consociamo. Comunque, indipendentemente da tutto, al santuario del Bagno grande è evidente come l’esigenza di esprimere l’entità della divinità nelle due lingue sintetizzi l’esistenza di destinatari diversi, in comunità plurilingui, che frequentano il santuario termale tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C. con l’esigenza di essere compresa da tutti e tutte”.

Pompei. Al Teatro Grande “DE RERUM NATURA [There is no planet B]” liberamente ispirato al De rerum natura di Tito Lucrezio Caro, su ideazione, adattamento e regia di Davide Iodice e drammaturgia di Fabio Pisano, secondo spettacolo della settima edizione del Pompeii Theatrum Mundi 2024 un progetto del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e del parco archeologico di Pompei

pompei_teatro-grande_rassegna-theatrum-mundi_2024_de-rerum-natura_davide-iodice_locandinaUn nuovo, atteso debutto nazionale giovedì 27 giugno 2024 per il secondo spettacolo in cartellone della settima edizione del Pompeii Theatrum Mundi 2024 un progetto del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e del parco archeologico di Pompei dal 13 giugno al 13 luglio 2024 al Teatro Grande del sito di Pompei. Giovedì 27, con repliche venerdì 28 e sabato 29 giugno 2024 la rassegna propone lo spettacolo “DE RERUM NATURA [There is no planet B]”, liberamente ispirato al De rerum natura di Tito Lucrezio Caro, su ideazione, adattamento e regia di Davide Iodice e drammaturgia di Fabio Pisano. Le scene, le maschere e i pupazzi sono di Tiziano Fario, i costumi di Daniela Salernitano, le luci di Loic Francois Hamelin, le musiche originali di Lino Cannavacciuolo. La produzione è del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. Biglietti online bit.ly/3R2DcA3. Info 0815510336, biglietteria@teatrodinapoli.it

© ivan nocera per teatro di napoli

“De Rerum Natura – There is no planet B” per la regia di Davide Iodice (foto ivan nocera / teatro di napoli)

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La botanica Annamaria Ciarallo (foto parco archeologico pompei)

Dedicato alla memoria della dott.ssa Annamaria Ciarallo, botanica (vedi Pompei. Alla Palestra Grande anteprima della rassegna “Palestra Culturale” con la presentazione del libro di Valeria Parrella “La Fortuna”. Visite libere o guidate alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, e intitolazione ad Annamaria Ciarallo il Laboratorio di ricerche applicate del Parco | archeologiavocidalpassato), lo spettacolo vede in scena Aida Talliente, Ilaria Scarano, Carolina Cametti, Teresa Battista, Greta Esposito, Sergio Del Prete, Wael Habib, Giovanni Trono, Marco Palumbo, Emilio Vacca, con la partecipazione straordinaria di ORCHESTRÌA [il progetto speciale di musica inclusiva dell’associazione FORGAT ODV all’interno della scuola elementare del Teatro – Conservatorio Popolare per le arti della scena, a cura di Francesco Paolo Manna, Antonio Frajoli]. Il regista Davide Iodice e il giovane drammaturgo Fabio Pisano tornano a collaborare insieme dopo il successo di Hospes-Itis, in un lavoro dove i temi del De Rerum precipitano fragorosamente nel nostro presente.

© ivan nocera per teatro di napoli

“De Rerum Natura – There is no planet B” per la regia di Davide Iodice (foto ivan nocera / teatro di napoli)

“Quello del De Rerum”, scrive Davide Iodice nelle note di regia, “è un tema coltivato già dai tempi dell’Accademia, tra i materiali che il mio maestro Andrea Camilleri mi suggeriva ad ispirazione. E in effetti prima che il teatro decidesse al posto mio, avevo immaginato un futuro, o meglio una fuga dalla mia realtà di marginalità periferica, come etologo, o naturalista, in qualche landa estrema. Ritorna ora come oggettivazione di un sentimento del presente che si è caricato in questi anni pandemici di un terrore di vuoto, di un senso di apocalisse e di rivincita di quella Natura a cui ormai non apparteniamo più, e che ci rigetta per mezzo di un pipistrello o (anche mentre scrivo) di fiumi di fango. I temi del De Rerum, precipitano fragorosamente in questo tempo, e la voce di Lucrezio mi pare sovrapporsi ora a quella di una ragazzina svedese diagnosticata come Asperger, inverarsi nella sua sensibilità dolorosa. La vicenda di Greta, la sua emblematicità, non poteva non intersecare la mia storia personale e la mia progettualità pedagogica che da anni privilegia la disabilità intellettiva indagandone le possibilità. L’immagine portante consegnata a Fabio Pisano per il suo ordito di parole – continua Iodice –  è stata dunque quella del celebre discorso pronunciato all’Onu da Greta Thunberg sull’emergenza climatica. A Greta hanno fatto seguito altre figure nelle cui vicende ho sentito riverberare i temi e le invettive del poeta latino: la giovane attivista italiana che con la sua sincera naivtè e il suo sincero terrore del futuro manda in lacrime i discorsi di un ministro dello Stato; Julia ‘butterfly’ Hill e la sua resistenza anticapitalistica al cinismo distruttivo delle majors, sospesa tra i rami di una sequoia; le anziane e accudenti donne dell’isola di Lesbo e la loro pietas per dei figli di altre madri, di altri paesi; i minatori d’oro africani e i braccianti delle nostre terre infette che ‘sudano sangue’ sfruttati dagli speculatori e muoiono insieme a quelle terre. Sin da subito in questo materiale così eterogeneo, ha fatto capolino un daemon, uno spirito guida, il correlativo simbolico di questo sentimento di perdita credo, di natura ferita e in dissolvimento, ha fatto capolino un orso polare, uno di quegli orsi polari che alla fine di questo secolo secondo le stime non esisteranno più. Questo lavoro – conclude il regista – è dedicato alla memoria di una studiosa, un’importante botanica, una persona a me molto cara, strettamente legata a questo luogo: che mi ha insegnato ad amare e per cui ho immaginato sin da subito il progetto. Ma anche, idealmente, con molte scuse e molta ammirazione, alle ragazze e ai ragazzi che animano i tanti movimenti di impegno ecologico, sociale, civico, nei territori più diversi. Al loro grido appassionato e “imperioso”, contro le incoerenze e le ingiustizie, alle loro ‘battaglie’ per il proprio futuro, con la certezza, non poco vacillante in questi tempi di guerra, che I movimenti della distruzione non possono prevalere per sempre, non possono seppellire in eterno la vita”.

© ivan nocera per teatro di napoli

“De Rerum Natura – There is no planet B” per la regia di Davide Iodice (foto ivan nocera / teatro di napoli)

“De Rerum Natura – There is no planet B”, scrive nelle sue note Fabio Pisano, “è un testo che racconta in sei episodi il rapporto tra uomo e natura nel nostro contemporaneo; il titolo è ispirato all’opera didascalica in versi del poeta latino Lucrezio; opera ch’ha rappresentato il punto di partenza intorno cui sviluppare la drammaturgia; sei “libri”, un prologo, un interludio e un epilogo, in cui prevale la forma dialogica, perché è proprio attraverso il dialogo, attraverso la forza rivelatrice del dialogo che ho provato a restituire il Teatro in tutta la sua potenza, in tutta la sua affascinante capacità di turbamento. A raccordare tra loro gli episodi, c’è la voce della Natura, che, mediante l’uso dei versi originali dell’opera di Lucrezio, si rivela quale forza primordiale e motrice di tutte le cose. La drammaturgia è stata poi adattata dal regista, Davide Iodice, che ha composto una partitura per la messa in scena, rielaborando alcune parti del testo e eliminandone altre”.

Venezia. Allo scavo archeologico della villa romana di Lio Piccolo terz’ultimo aperitivo archeologico con Giovanna Gambacurta su “Fiumi, delta e lagune: un sistema portuale prima di Roma” e Antonio Padovan su “Dall’archeologia alle parole. Le storie di Lio Piccolo. Documenti e memorie del litorale”

venezia_lio-piccolo_aperitivo-archeologico_2024_27-giugno_locandina“Fiumi, delta e lagune: un sistema portuale prima di Roma” e “Dall’archeologia alle parole. Le storie di Lio Piccolo. Documenti e memorie del litorale”: nuovo “aperitivo archeologico” allo scavo della villa romana di Lio Piccolo a Cavallino-Treporti (Ve). Appuntamento, il terz’ultimo di questa stagione, giovedì 27 giugno 2024, alle 17, con un doppio incontro a bordo scavo: la prof.ssa Giovanna Gambacurta dell’università Ca’ Foscari in dialogo con il team di scavo di Lio Piccolo, e Antonio Padovan. Moderano Diego Calaon, Luigi Magnini, Martina Bergamo e Angelica Della Mora. Segue la visita agli scavi. L’accesso allo scavo è gratuito e avviene attraverso il piazzale dell’agriturismo Le Saline, in via della Sparesera 4 a Lio Piccolo. Ricordiamo che Lio Piccolo è Zona tutelata a rilevanza urbanistica. Non sono ammesse autovetture se non quelle in possesso del pass. È necessaria la prenotazione (vivereacqua@unive.it) che dà diritto al pass. In caso di maltempo l’evento sarà annullato con comunicazione via e-mail e sui social.

 

Reggio Calabria. Dopo anni di chiusura riapre al pubblico la storica Biblioteca del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. L’accesso è libero e gratuito, con registrazione

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La biblioteca del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

Dopo anni di chiusura, dal 26 giugno 2024 riapre al pubblico la storica Biblioteca del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e della soprintendenza per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia. Sarà quindi possibile riprendere la consultazione degli oltre 20mila volumi di interesse archeologico e storico-artistico conservati e delle più importanti recenti pubblicazioni del settore. La sua storia e l’origine sono strettamente collegate al Museo Civico costituitosi nel lontano 1882, all’epoca collocato nei locali a piano terreno del palazzo arcivescovile di Reggio Calabria. Inizialmente esisteva una piccola raccolta di libri frutto di lasciti e donazioni; successivamente, nel 1932, con la costruzione del Museo nazionale nella sede attuale, i soprintendenti che si sono succeduti hanno incrementato i libri sull’archeologia classica in collaborazione con la biblioteca universitaria di Messina. La biblioteca era in uso degli studiosi e del personale interno. Possiede volumi dedicati a: etnologia, storia delle religioni, mitologia, tecnica di scavo, restauro, scienze sussidiarie, beni culturali, ceramica, classici greci e latini, corpus vasorum antiquorum, architettura antica e topografia, epigrafia, istituzioni greche e romane, filologia, letteratura, filosofia greca e latina, Grecia e oriente mediterraneo, storia antica, Italia e Occidente romano, storia dell’arte medievale e moderna, bibliografie, linguistica glottologia, Magna Grecia, numismatica e metrologia, propedeutica, opere generali, iconografia, preistoria, monografie e periodici su pittura e mosaico, archeologia cristiana e medievale. Libri rari e antichi: scultura, enciclopedie e dizionari di antichità, arti minori, Egitto e Oriente, dizionari linguistici, atti di congressi, pubblicazioni locali, letteratura e storia medievale e moderna. All’interno si trova anche il fondo Barresi, composto da 3190 volumi, tra classici greci e latini e volumi preziosi, poiché copie uniche nell’Italia meridionale. L’accesso alla biblioteca è libero e gratuito presentando un documento d’identità e compilando un modulo di registrazione. La sala lettura rimarrà aperta nei giorni di martedì e mercoledì dalle 9 alle 13. Per informazioni e assistenza bibliografica: man-rc.biblioteca@cultura.gov.it

Comacchio (Fe). Al museo Delta Antico per le “Sonate al chiaro di Luna” concerto per voce, pianoforte e immagini “Tra le vie del Delta”: musica e mitologia, storia e archeologia

comacchio_delta-antico_sonate-al-chiaro-di-luna_tra-le-vie-del-delta_locandinaLe “Sonate al chiaro di luna” approdano al museo Delta Antico di Comacchio (Fe). Mercoledì 26 giugno 2024, alle 21.30, “Tra le vie del Delta”, concerto per voce, pianoforte e immagini. Accesso all’area dalle 20.30. Ingresso gratuito senza prenotazione fino ad esaurimento posti. All’interno del prestigioso edificio che ospita il Museo Delta Antico, musica e mitologia, storia e archeologia si fonderanno in un unicum di alto respiro. Il pianista Elia Filippini e il soprano Veronica Agata Tanzi, coadiuvati dal direttore del Museo Marco Bruni, accompagneranno il pubblico in un viaggio musicale attraverso la scoperta dei reperti di epoca etrusca, greca e romana custoditi nel Museo. Il concerto è organizzato dalla civica scuola di Musica di Comacchio e dal Comune di Comacchio, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e IAT Comacchio e Lidi.

Ercolano. Dal 1° luglio il parco archeologico lancia i nuovi abbonamenti on demand, e ritocca i biglietti d’ingresso al sito ora più ricco con l’Antica spiaggia e l’Antiquarium ampliato. Ultimi giorni per il Teatro Antico, prima della pausa estiva

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La biglietteria del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Da lunedì 1° luglio 2024 cambia l’offerta di bigliettazione del parco archeologico di Ercolano che lancia i nuovi abbonamenti on demand rivolti a specifici target di utenza: famiglie, giovani, singoli visitatori con l’intento di fidelizzare il proprio pubblico e proporre biglietti aperti per un anno intero in modo da rendere la partecipazione alle diverse iniziative più semplice e circolare, per offrire diverse modalità di partecipazione alle attività del Parco: l’abbonamento annuale – destinato soprattutto a residenti e turisti di prossimità – sarà rimodulato in tre diverse tipologie di card: ErcolanoCard per individuali al costo di euro 30, valida per 1 persona; ErcolanoCardFamily al costo di euro 58 per 2 adulti e minori accompagnati; ErcolanoCardYoung al costo di euro 5 per i ragazzi tra i 18 e i 25 anni. Tutti gli abbonamenti sono validi per 365 giorni dal primo utilizzo, quelli sottoscritti in precedenza e sino al 30 giugno 2024 avranno regolare validità sino alla loro scadenza naturale.

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Aperta al pubblico l’antica spiaggia di Ercolano (foto Emanuele Antonio Minerva / MIC)

Dopo il recente ampliamento della zona espositiva dell’Antiquarium e la recentissima apertura dell’Antica Spiaggia, con la restituzione al pubblico di 3000 metri quadri di ulteriore spazio fruibile, di pari passo con il progressivo ampliamento dei percorsi e dell’offerta di visita al pubblico, dal 1° luglio i nuovi biglietti di accesso saranno i seguenti: intero 16 intero; ridotto giovani tra i 18 e 25 anni non compiuti biglietto 2 euro; accesso al Teatro Antico di euro 5; integrato Parco e Teatro Antico di euro 19. Al link www.coopculture.it/export/shared/corporate_docs/catalogoercolano2024.pdf pubblicato inoltre il catalogo dell’offerta didattica 2023/2024 di CoopCulture per le scuole che integra i programmi di studio con tematiche contemporanee e presenta nuovi format e modalità di fruizione sempre più attuali ed inclusive.

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Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, nell’antica spiaggia (foto paerco)

“Ercolano è tutto l’anno! È questo l’intento con cui abbiamo pensato ad un biglietto unico che permetta l’accesso al Parco per 365 giorni”, dichiara il direttore Francesco Sirano. “Per un intero anno i visitatori potranno partecipare alle iniziative che proponiamo ciclicamente come anche alle novità che di anno in anno si affacciano in quella che è una vetrina dalle mille sfaccettature e possibilità. Attenzione per i pubblici, fidelizzazione degli appassionati ci guidano in un lavoro sempre più personalizzato e inclusivo”.

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Visitatori con torcia e caschetto durante la visita al Teatro Antico di Ercolano (foto paerco)

Intanto, fino a fine giugno, si può accedere al percorso sotterraneo del Teatro Antico del parco archeologico di Ercolano. La visita accompagnata per 6 gruppi di 10 persone si svolge il mercoledì e il sabato dalle 9.30 alle 16.30 (visita in lingua inglese alle 11.30 e 16.30); il tour al Teatro è un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso i cunicoli settecenteschi accompagnati dal personale del Parco. Nei mesi di luglio e agosto ci sarà una pausa estiva, per riprendere poi nel mese di settembre.

Reggio Calabria. Subito sold out i posti per la presentazione al museo Archeologico nazionale del libro “Tra il Silenzio e il Tuono” di Roberto Vecchioni. MArRC aperto fino alle 23

reggio-calabria_archeologico_libro-tra-il-silenzio-e-il-tuono_di-roberto-vecchioni_presentazione_locandinaA poche ore dall’annuncio della presenza di Roberto Vecchioni al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria i posti sono andati esauriti. Un grande richiamo di pubblico per la prima presentazione in Calabria del nuovo libro di Roberto Vecchioni “Tra il Silenzio e il Tuono”, edito da Einaudi, martedì 25 giugno 2024, alle 18, nella piazza Paolo Orsi del MArRC. Un incontro fortemente voluto dal direttore Sudano, nel solco della valorizzazione del museo quale luogo vivo in cui il dialogo tra linguaggio antico e contemporaneo produce arricchimento culturale e sociale. La presentazione si apre con i saluti istituzionali del direttore del MArRC, Fabrizio Sudano, e prosegue con il dialogo tra lo scrittore Roberto Vecchioni e Stefania Mancuso, professore a contratto di Archeologia classica e didattica del parco e del museo dell’UniCal e che condivide con il cantautore l’insegnamento di “La contemporaneità dell’Antico” alla IULM. “Un grande onore, un privilegio avere con noi Roberto Vecchioni”, afferma il direttore del MArRC Fabrizio Sudano, “cantautore, scrittore, professore, maestro. Ringrazio Stefania Mancuso per questa grande opportunità che ha voluto condividere con il museo. Un museo che inaugura con questo evento straordinario la stagione estiva, con proposte multisettoriali pensate e volute in stretta sinergia con il territorio”. L’iniziativa coniuga l’esigenza di rendere i musei “luoghi” vivi e spazi di confronto con passione del Prof. Vecchioni, cantore contemporaneo, per la divulgazione del valore dell’Antico in tutte le sue forme.

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Copertina del libro “Tra il Silenzio e il Tuono” di Roberto Vecchioni

Tra il Silenzio e il Tuono. C’è un’età della vita in cui si può trovare una voce pura: una voce tra il silenzio e il tuono. Non c’è un altro modo per parlare di sé, forse, quando guardarsi indietro, e dentro, è lo stesso movimento. E tutto, proprio tutto – le gioie, i dolori, la scoperta dell’amore come quella della morte – è in noi con la stessa forza. Attraverso le lettere di un ragazzo che cresce e di un misterioso nonno, Roberto Vecchioni ha scritto il suo romanzo più intimo e struggente. La forza di queste pagine sono proprio le due voci del sé bambino e del nonno che si alternano: la storia di una vita fuori dal tempo e dallo spazio, in un modo inaspettato e mai banale. Nel libro, il cantautore ripercorre alcuni tra i momenti più significativi della propria vita analizzando argomenti come l’amore, l’amicizia, la musica e le parole. “Tra il silenzio e il tuono – ha dichiarato Vecchioni – è in realtà un falso romanzo epistolare perché il destinatario delle lettere non risponde mai, ma al tempo stesso è duale perché il nonno parla al mondo con la consapevolezza di chi ha già le risposte. È il mio corpo che scrive alla mia anima e al suo interno racconto me stesso da quando ho 6 anni ad adesso che ne ho 81 con un realismo terrificante che non è da me”.

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Palazzo Piacentini sede del MarRC, realizzato negli anni Trenta de Novecento dall’architetto Piacentini per ospitare le ricche collezioni magnogreche (foto marrc)

Ma non finisce qui. Per l’occasione, martedì 25 giugno 2024, il MArRC è aperto fino alle 23, per permettere a visitatori e turisti di godere delle collezioni museali anche in atmosfera serale. Il costo del biglietto è quello ordinario. Prenotazioni, servizi aggiuntivi e biglietteria sono gestiti da Coopculture. Per prenotare la visita: 0639967600 (attivo lun-dom 9-18), per info e prenotazioni settore Didattica/Scuole: 0639967600 e edu@coopculture.it; per prenotazioni Gruppi: 06 39967600 e tour@coopculture.it.

San Casciano dei Bagni (Si). Partita la campagna di scavo 2024 al santuario etrusco-romano di San Casciano. L’annuncio e gli auspici del sindaco Agnese Carletti

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Foto di gruppo al via della campagna di scavo 2024 del santuario etrusco-romano del Bagno grande di San Casciano dei Bagni (foto comune san casciano)

A un anno esatto dall’esposizione dei bronzi di San Casciano al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica, e a pochi giorni dalla chiusura della seconda tappa della mostra al museo Archeologico nazionale di Napoli, lunedì 24 giugno 2024 ha preso il via la nuova campagna di scavo archeologico nel sito del santuario etrusco-romano del Bagno grande di San Casciano dei Bagni. Lo ha annunciato Agnese Carletti, sindaco fresca di riconferma nelle recenti amministrative dell’8 e 9 giugno 2024. “Nei prossimi quattro mesi – spiega – ospiteremo a San Casciano un totale di circa 90 archeologi e archeologhe provenienti da università di tutto il mondo (Trinity College di Dublino, La Sorbona di Parigi, University of South California, Finlandia, Danimarca, Lisbona e poi studenti dalle università italiane di Milano, Roma, Bologna, Catania, Pisa…). Lo scavo tornerà così a prendere vita, a parlare tante lingue diverse e, soprattutto, a restituirci nuove informazioni che come sempre racconteremo nel corso di questi mesi”. E poi passa ai ringraziamenti: “Buon lavoro e grazie quindi al direttore dello Scavo Emanuele Mariotti, al direttore scientifico per l’università per Stranieri di Siena e per il centro CADMO Jacopo Tabolli, alla funzionaria della Soprintendenza di Siena Ada Salvi e a Claudia Petrini che racconterà lo scavo nelle pagine social del @santuario ritrovato. Grazie al gruppo archeologico Eutyche Avidiena (Irene Picchieri, Ludovico Salerno e tutti i volontari e le volontarie che mettono a disposizione anche gli appartamenti) per il supporto nell’organizzazione delle attività di scavo e dell’accoglienza e perché permetterà a tutti di visitare il sito nei mesi prossimi. Grazie infine agli sponsor che tramite Art Bonus anche quest’anno permettono al Comune, concessionario dello scavo, di proseguire questa attività in autonomia: Fondazione Vaseppi e Gruppo E alleati IT”.

Roma. Scoperte nel cantiere per il sottopasso della nuova piazza Pia, a un passo da San Pietro, una grande fullonica e una residenza di età imperiale: saranno smontate, e ricollocate entro due anni nei Giardini di Castel Sant’Angelo per essere musealizzate e valorizzate: così si rispetta anche il cronoprogramma del sottopasso per il Giubileo. Gli interventi di ministro, sindaco, soprintendente, curia e Anas

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Presentazione dei ritrovamenti in piazza Pia a Roma: da sinistra, mons. Fisichella, Daniella Porro, Gualtieri, Sangiuliano, Isi (foto emanuele antonio minerva / mic)

La fullonica (lavanderia) e la residenza di età imperiale scoperte a piazza Pia, all’ombra di Castel Sant’Angelo a Roma, sono salve. Ma non sarà un altro “buco” nel tessuto urbano della capitale: le strutture saranno smontate, delocalizzate e stoccate in vista della loro ricollocazione e musealizzazione, il tutto sotto la direzione scientifica della soprintendenza speciale di Roma. A neppure una settimana dalla presentazione ufficiale, il 14 giugno 2024, a Castel Sant’Angelo, dei ritrovamenti archeologici da poco scoperti nel cantiere per il sottopasso della nuova piazza Pia con l’intervento del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano; del sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri; di mons. Rino Fisichella; della soprintendente speciale di Roma, Daniela Porro; e dell’amministratore delegato di Anas, Aldo Isi; è arrivata la risposta dello Stato con la soluzione proposta dalla soprintendente Porro approvata dalla Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Lazio, convocata con urgenza venerdì 14 per il 18 giugno 2024 dal presidente Leonardo Nardella, segretario regionale MiC per il Lazio, consentendo la tempestiva emanazione del decreto di autorizzazione, che permette l’immediata ripresa dei lavori, garantendo il rispetto del cronoprogramma realizzativo del sottopasso.

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Veduta della fullonica e della residenza di età imperiale scoperte nel cantiere della nuova piazza Pia a Roma (foto anas)

L’autorizzazione prescrive, oltre al consolidamento, al distacco, alla delocalizzazione dei resti murari, degli apparati decorativi e di rivestimento delle strutture, il lavaggio, la classificazione, lo studio dei reperti mobili rinvenuti, il restauro di quelli più significativi e la ricostituzione e la valorizzazione del contesto archeologico, da delocalizzare nei Giardini di Castel Sant’Angelo e all’interno del museo nazionale di Castel Sant’Angelo. La realizzazione dovrà avvenire entro due anni dall’autorizzazione, corredata da una ricostruzione in 3D e dalla realizzazione di un progetto di valorizzazione virtuale del contesto storico-topografico (horti Agrippinae, horti Domitiae, ager Vaticanus), mediante pubblicazione scientifica e prodotto audiovisivo e digitale.

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Veduta dello scavo archeologico nel cantiere della nuova piazza Pia a Roma (foto anas)

Il progetto di riqualificazione e pedonalizzazione di piazza Pia, situata tra Castel Sant’Angelo e via della Conciliazione, è finanziato con 79,5 milioni di euro del Giubileo. La creazione di questa nuova grande piazza pedonale unirà di fatto l’area di Castel Sant’Angelo a via della Conciliazione e quindi alla Basilica di San Pietro, garantendo contemporaneamente ai pedoni una fruizione dell’area in piena sicurezza e una fluidificazione del traffico veicolare grazie alla creazione del sottovia che andrà a collegarsi con quello di lungotevere in Sassia. I lavori sono eseguiti da Anas grazie a una convenzione con Roma Capitale. La fine dei lavori è prevista per dicembre 2024.   

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Veduta zenitale dei ritrovamenti archeologici (fullonica e residenza di età imperiale) nel cantiere della nuova piazza Pia a Roma (foto anas)

Le indagini archeologiche nell’ambito dei lavori di realizzazione del Sottopasso hanno portato alla luce nuove scoperte che raccontano paesaggi urbani e brani di storia della Capitale finora sconosciuti. L’area di indagine era occupata in antico da alcune importanti residenze imperiali suburbane (horti Agrippinæ, horti Domitiæ), che lambivano la riva destra del Tevere, affacciandosi sul fiume in modo scenografico con portici, passeggiate e giardini.

“Questa è la meraviglia di Roma: una città ricca di storia e di identità che noi intendiamo valorizzare”, aveva detto il ministro Sangiuliano alla presentazione dei ritrovamenti di piazza Pia. “Succede che sul piano di una stretta collaborazione istituzionale, che già altre volte aveva portato a dei risultati positivi, stiamo lavorando per trovare un punto di equilibrio tra le esigenze di tutela e le esigenze anche sacrosante di modernizzazione della città. Sono sicuro che ci riusciremo”. E – come detto – la soluzione è arrivata “a stretto giro di posta”, potremmo dire. “È una gioia straordinaria, una grande emozione, questo ritrovamento”, ha commentato il sindaco Gualtieri. “Nessuno sapeva dell’esistenza di questa grandissima fullonica, una di quelle più grandi tra quelle conosciute. Una lavanderia di grandissime dimensioni proprio qui, nel cuore di Roma, perché sulle banchine del Tevere si utilizzava l’acqua per queste attività. Gli archeologi ci aiuteranno a capire esattamente la datazione precisa. Piazza Pia ne uscirà ulteriormente arricchita”, ha assicurato. “Questo è davvero un caso emblematico di come la collaborazione istituzionale e la giusta visione del significato della tutela e della valorizzazione dei nostri beni culturali possa portare a una soluzione doppiamente positiva: grazie al cantiere – ha concluso – abbiamo scoperto questa bellissima Fullonica e gli altri ritrovamenti, che riusciremo a rendere conoscibili e a valorizzare ma, allo stesso tempo, riusciremo anche a realizzare nei tempi previsti il sottopasso”.

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Dettaglio della fullonica scperta nei lavori per il sottopasso di piazza Pia a Roma (foto anas)

“Devo dire che quando mi hanno informato mandandomi la foto della scoperta ho provato commozione, perché il Giubileo, come sono solito dire, è un evento di popolo e la scoperta di una lavanderia mi ha riportato indietro nel tempo”, ha sottolineato S.E. Mons. Rino Fisichella. “Questa parte di Roma sarà di nuovo resa visibile a tutti, e come cittadino non posso che esprimere un senso di profonda gratitudine. È veramente significativo che dove stiamo cercando di creare per il Giubileo uno spazio per rendere più vivo l’incontro tra le persone, come sarà piazza Pia, sia stata ritrovata proprio una lavanderia, che era il luogo d’incontro delle persone, del popolo, delle donne dell’epoca. Un ringraziamento in più anche perché i tempi di consegna dei lavori, che come sempre ci è stato garantito e come sempre abbiamo creduto, saranno mantenuti, nonostante i ritrovamenti che un tempo bloccavano tutto”.

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Lo scavo archeologico di emergenza a piazza Pia a Roma (foto emanuele antonio minerva / mic)

“L’archeologia di emergenza per la realizzazione del sottopasso di piazza Pia deve in ogni caso tutelare ritrovamenti e scoperte”, ha spiegato la soprintendente Porro. “In questo caso la conservazione dei reperti attraverso la loro delocalizzazione deve portare anche a una valorizzazione: la Soprintendenza ha proposto di ricollocarli a Castel Sant’Angelo, in antico il sepolcro di Adriano costruito negli Horti di Domitia il contesto dove le strutture ritrovate probabilmente sorgevano in origine”. “L’incontro di oggi”, ha concluso l’amministratore delegato di Anas, Aldo Isi, “è importante perché testimonia quanto sia indispensabile la sinergia e la massima collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti per poter raggiungere l’obiettivo, anche valorizzando gli importanti rinvenimenti archeologici per i quali abbiamo messo a disposizione le nostre aree per la dislocazione temporanea”.

Vieste. Al Castello Svevo e all’anfiteatro Carlo Nobile di Marina Piccola al via la quarta edizione del Vieste Archeofilm, tre serate col cinema di archeologia arte e ambiente, e incontri con i protagonisti. In palio il premio del pubblico “Venere Sosandra”

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Al via la quarta edizione di Vieste Archeofilm, Festival internazionale del cinema di archeologia arte e ambiente, organizzato da: Città di Vieste, Polo Culturale Vieste, ArcheoLogica srl, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm, dal 24 al 26 giugno 2024, sempre alle 21.15, quest’anno con doppia location: il Castello svevo e l’anfiteatro Carlo Nobile di Marina Piccola. Ingresso libero e gratuito. I sette film in programma, selezionati dall’archivio di Firenze Archeofilm, concorrono al premio “Venere Sosandra” assegnato dal pubblico. Ogni sera un ospite intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.

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Frame del film “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici” di Jacques Plaisant

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Il prof. Francesco D’Andria (foto marta)

PROGRAMMA DI LUNEDÌ 24 GIUGNO 2024. Castello Svevo, alle 21.15, apre il film “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici / Les frères Champollion. Dans le secret des hiéroglyphes” di Jacques Plaisant (Francia, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della storia dell’umanità. Ciò che è poco noto è che dietro questo genio si nasconde un uomo nell’ombra: Jacques-Joseph, il fratello maggiore della famiglia Champollion. Il recente studio degli archivi di famiglia getta nuova luce sull’avventura intellettuale della decifrazione. Segue il film “Odissea: la storia della nostra evoluzione / Odyssea: the story of our evolution” di Sébastien Duhem (Francia, 30’). Un viaggio immersivo nella storia dell’evoluzione tecnologica e culturale dell’uomo, dal Neolitico alla caduta dell’Impero romano d’Occidente. Ospite della serata Francesco D’Andria, professore emerito dell’università del Salento.

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Frame del film “Uomini e dèi. Il mare e il sacro / Men and gods. The sea and the sacred” di Massimo D’Alessandro

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Il prof. Giuliano Volpe dell’università di Bari

PROGRAMMA DI MARTEDÌ 25 GIUGNO 2024. Castello Svevo, alle 21.15, apre il film “Uomini e dèi. Il mare e il sacro / Men and gods. The sea and the sacred” di Massimo D’Alessandro (Italia, 43’). Le grotte dell’isolotto di Sant’Eufemia, di fronte alla città di Vieste, in Puglia, custodiscono un segreto millenario: più di 200 iscrizioni rupestri che raccontano storie dimenticate. Un patrimonio prezioso che dall’epoca romana all’età contemporanea offre uno sguardo affascinante sulla vita dei marinai che solcavano le pericolose acque dell’Adriatico. Dalle prime incisioni dedicate alla dea Venere Sosandra, la “salvatrice degli uomini”, alle incisioni cristiane del periodo medievale, dove i marinai rendevano omaggio alle loro divinità protettrici incidendo sulle pareti di roccia le loro dediche votive. Una grotta santuario che è un testimone silenzioso di secoli di vita. Grazie al lavoro degli archeologi delle Università di Bari e Foggia, il patrimonio iconografico dell’isola di Sant’Eufemia ritrova voce aprendo nuove porte alla comprensione del passato. Segue il film “Micro – La minaccia invisibile” di Giuseppe Barile (Italia, 21’). Un’immersione nel mare cristallino delle Isole Tremiti, per esaminare la crescente presenza e gli impatti silenziosi, ma significativi, delle microplastiche sull’ecosistema marino. Dall’influenza sulla catena alimentare alla minaccia per la biodiversità, il documentario esplora gli aspetti meno noti di questa sfida ambientale tra cui le possibili implicazioni sulla salute umana. Un invito a riflettere sulla responsabilità collettiva nel preservare la bellezza e la fragilità del nostro mare. Chiude il film “Nobody” di Mia Incantalupo (Stati Uniti, 5’). Il corto è il racconto dell’Odissea dal punto di vista… del Ciclope. Perché un’altra prospettiva è sempre possibile… Ospite della serata Giuliano Volpe, ordinario di Archeologia all’università di Bari.

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Frame del film “Banksy e la ragazza del Bataclan” di Edoardo Anselmi

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Alessandro Barbero, ordinario di Storia medievale all’università del Piemonte Orientale

PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 26 GIUGNO 2024. Anfiteatro Carlo Nobile di Marina Piccola. Alle 21.15, apre il film “Dall’esterno all’interno e viceversa / Outwards, inwards and then in reverse” di Ashot Mefodin, Daria Bolotnikova, Elizaveta Mkrtchyan, Anastasia Ivanova, Alexandra Ceber (Federazione Russa, 4’). Corto animato che ha l’obiettivo di attualizzare la pittura antica, non solo per ricordarla, ma per introdurla nel mondo moderno facendo così interagire gli abitanti delle caverne con la street art. Del resto le immagini sulle pareti delle caverne non sono forse la prima forma di animazione nella storia dell’umanità? Se avvicini una torcia ai disegni da diverse angolazioni, puoi vedere come gli animali prendono vita… Segue il film “Banksy e la ragazza del Bataclan” di Edoardo Anselmi (Italia / Francia, 52’). Può un’opera di street art esprimere il sentimento di un’intera comunità e diventare oggetto di ricerche sia da parte della polizia italiana che francese? Sì, se è di Banksy! “Banksy e la ragazza del Bataclan” ripercorre l’incredibile viaggio dell’opera iconica realizzata da Banksy al Bataclan, che simboleggia l’orrore del terrorismo e il paradosso della street art e di Banksy stesso. Ospite della serata Alessandro Barbero, ordinario di Storia medievale all’università del Piemonte Orientale. Chiude la serata e il festival la cerimonia di premiazione con l’attribuzione del “Premio Venere Sosandra – Vieste 2024” al film più votato dal pubblico.