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Aquileia. Il film “Saving Venice” di Duncan Bulling vince il Premio Aquileia per il film più votato dal pubblico della XV edizione dell’Aquileia Film Festival. Ora due serate fuori concorso sul museo Egizio con Christian Greco e sul concerto di Riccardo Muti

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Un momento delle premiazioni all’Aquileia Film Festival 2024: da sinistra, Piero Pruneti, Cristiano Tiussi, Roberto Corciulo, Paolo Mieli ed Emanuele Zorino (foto Aff2024 / nicola oleotto)

Il film “Saving Venice” di Duncan Bulling (Regno Unito 2022, 54’) è stato il film più votato dal pubblico della XV edizione dell’Aquilieia Film Festival 2024, aggiudicandosi il Premio Aquileia, un meraviglioso mosaico prodotto dalla Scuola Mosaicisti del Friuli. La proclamazione del film vincitore nel corso della serata di venerdì 2 agosto 2024, tra il film fuori concorso “Quell’incosciente di Zeno” di Davide Ludovisi e la conversazione con lo storico e giornalista Paolo Mieli. L’AFF 2024 prosegue con le due serate fuori concorso: lunedì 5 agosto e martedì 6 agosto.

film-saving-venice_di-Duncan-BullingIl film vincitore “Saving Venice” di Duncan Bulling (Regno Unito 2022, 54’). Venezia è minacciata dal cambiamento climatico. Il livello del mare sta aumentando rapidamente. Le inondazioni stanno diventando sempre più frequenti ed estreme. A ogni inondazione, è sempre di più il sale che impregna gli edifici storici della città erodendo i mattoni, la malta e la pietra. L’esistenza stessa di Venezia è in bilico. Riusciranno scienziati e ingegneri a trovare il modo di proteggere questo gioiello unico di architettura, bellezza e cultura prima che sia troppo tardi?

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PROGRAMMA LUNEDÌ 5 AGOSTO 2024, alle 21, fuori concorso il film “Uomini e Dei. Le meraviglie del Museo Egizio” di Michele Mally (2023, 90’). Sfingi, statue colossali, sarcofagi e piccoli amuleti, portano i visitatori alla scoperta del mondo segreto della mitologia e del culto egizio. Il film evento non porta solo lo spettatore alla scoperta del Museo Egizio di Torino, ma fa rivivere questa affascinante civiltà intrecciata alla storia del museo, fondato nel 1824. Il viaggio nel tempo continua attraverso la visita a luoghi iconici come Giza, Tebe e il villaggio di Deir el[1]Medina, abitato dagli scribi e dagli artigiani delle tombe della Valle dei Re e delle Regine.

aquileia_film-festival-2024_christian-greco_locandinaChiude la conversazione con Christian Greco, direttore del museo Egizio dal 2014. È responsabile dei progetti di ristrutturazione e riorganizzazione del percorso museale del 2014-2015 e del 2023-2025. Supervisiona gli aspetti legali e finanziari del Museo e tutte le attività scientifiche. Alla guida del Museo, ha promosso la realizzazione di numerose mostre temporanee e itineranti, l’organizzazione di convegni e workshop e progetti di inclusione sociale e ha sviluppato collaborazioni con musei, università e istituti di ricerca, in ambito sia nazionale che internazionale. È autore di oltre 90 pubblicazioni scientifiche ed è stato keynote speaker in numerosi convegni nazionali e internazionali. Affianca all’attività di insegnamento in Egittologia e Museologia in università e istituti di ricerca sia in Italia che all’estero una fitta agenda di impegni pubblici di divulgazione scientifica. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui Miglior Direttore di Museo Italiano per Artribune nel 2019 e nel 2022, Torinese dell’Anno 2023, Premio Ghislieri 2014. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.

aquileia_film-festival-2024_riccardo-muti-concerto-per-la-pace_locandinaPROGRAMMA MARTEDÌ 6 AGOSTO 2024, alle 21, evento di chiusura: in prima visione il film “Riccardo Muti ad Aquileia dirige il Concerto per la Pace” di Marco Manin (2024, 80’). Un evento straordinario prende vita nel cuore della Basilica Patriarcale di Aquileia, dove la musica e la storia si fondono in un tributo alla pace. Sotto la magistrale direzione del maestro Riccardo Muti, l’Orchestra Giovanile Cherubini di Ravenna con il solista dei Wiener Philharmoniker Daniel Ottensamer, hanno regalato un’esperienza indimenticabile, ripresa il 14 giugno 2024. Il film del concerto della Pace cattura non solo l’essenza musicale dell’evento, ma arricchisce la visione con inserti inediti e immagini delle ricchezze storiche di Aquileia. Ogni nota suonata dai giovani talenti risuona tra le antiche mura della Basilica, creando un dialogo armonioso tra passato e presente. Lasciatevi trasportare dalla magica location e dalle sinfonie di Schubert, Mozart e Catalani, dove l’arte e la spiritualità si incontrano in un perfetto equilibrio, rendendo omaggio alla pace e alla bellezza eterna della musica. Il Maestro Riccardo Muti appare per gentile concessione di www.riccardomutimusic.com.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano”: per la prima volta l’eccezionale scoperta nel santuario etrusco-romano Bagno Grande di San Casciano dei Bagni a tu per tu con i Bronzi di Riace

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Una statua in bronzo riemersa nel 2022 dallo scavo del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

Quando nel 2022 sono stati scoperti nelle acque fangose del santuario etrusco-romano Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (Si) quei bronzi straordinari arrivati fino a noi in uno stato di conservazione eccezionale furono subito associati a un’altra eccezionale scoperta, di mezzo secolo fa: i Bronzi di Riace, i guerrieri venuti dal mare, rinvenuti, anche questi in un ottimo stato di conservazione, nei fondali davanti alle coste calabre di Riace nel 1972, e datati al V secolo a.C. È evidente che si tratta di due grandi scoperte di natura diversa. Ma da lunedì 5 agosto 2024 ci sarà la possibilità di metterli in dialogo tra loro, esposti quasi a tu per tu. Lunedì 5 agosto 2024, infatti, dopo il grande successo riscontrato a Roma al Palazzo del Quirinale e al museo Archeologico nazionale di Napoli, arriva al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria la mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano”, che dal 5 agosto 2024 al 12 gennaio 2025 presenta al pubblico le straordinarie scoperte effettuate nel 2022 nel santuario termale etrusco e romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni.

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Statua di donna orante (II sec. a.C.) scoperta nel 2023 a San Casciano dei Bagni (foto graziano tavan)


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Jacopo Tabolli. Agnese Carletti e Massimo Osanna al Mann (foto graziano tavan)

L’apertura straordinaria al pubblico del Museo – dalle 16 – sarà anticipata alle 10 dall’inaugurazione della mostra a cui interverranno il direttore generale Musei Massimo Osanna, il direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria Fabrizio Sudano, il coordinatore scientifico dello scavo – università per Stranieri di Siena Jacopo Tabolli, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Facolmatà, il sindaco di San Casciano dei Bagni Agnese Carletti.

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L’arrivo dei bronzi di San Casciano al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

L’allestimento, a cura del direttore generale Musei, Massimo Osanna, e di Jacopo Tabolli, professore dell’università per Stranieri di Siena, si snoda come un viaggio attraverso i secoli all’interno del paesaggio delle sorgenti calde del territorio dell’antica città-stato etrusca di Chiusi. Statue, statuette bronzee, centinaia di monete ed ex-voto raccontano una storia di devozione, di culti e riti ospitati in luoghi sacri dove l’acqua termale era usata anche a fini terapeutici. L’eccezionale stato di conservazione dei reperti all’interno dell’acqua calda ha permesso anche di recuperare lunghe iscrizioni in etrusco e latino che raccontano delle genti che frequentavano il luogo sacro, delle divinità invocate e della compresenza di Etruschi e Romani.

 

Pompei. Nuove scoperte fuori dalla città antica: nel cantiere per la realizzazione di un parcheggio interrato annesso alla stazione della Circumvesuviana, emergono campi arati (dove si coltivavano gli ortaggi che rifornivano i mercati di Pompei) e una necropoli preromana (già 35 sepolture). Il soprintendente Nuzzo: “Si deve proseguire e ampliare l’indagine archeologica”

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Cantiere di scavo di via Fucci a Pompei: una fase delle ricerche archeologiche (foto sabap-met-na)

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Cantiere di scavo di via Fucci a Pompei: scoperte sepolture di una necropoli preromana (foto sabap-met-na)

Pompei riesce a stupire anche al di fuori dell’area archeologica della città antica. A 400 metri ad Est da Porta Sarno del parco archeologico di Pompei, in via Fucci, alle spalle della stazione ferroviaria di Pompei Santuario, emergono campi arati (dove si coltivavano gli ortaggi che rifornivano i mercati di Pompei) e una necropoli preromana, quindi livelli di frequentazione precedenti alla deduzione coloniaria romana. L’occasione sono stati i lavori di “Ammodernamento della Circumvesuviana e degli Interventi di compatibilizzazione urbana della linea ferroviaria del Comune di Pompei”. L’area in cui doveva essere realizzato un parcheggio interrato in via Fucci, opera per la quale l’allora Soprintendenza di Pompei aveva espresso parere favorevole già nel 2007, riconfermato dalla Soprintendenza Speciale di Napoli e Pompei nel 2009 e nel 2010, era stata già interessata da indagini preliminari, soprattutto carotaggi geo-archeologici e trincee, in ragione del rinvenimento dei livelli del 79 d.C. a profondità superiori ai 6 metri dall’attuale piano di campagna ed immersi in falda.

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Cantiere di scavo di via Fucci a Pompei: istituzioni coinvolte nel progetto di ricerca (foto sabap-met-na)

“Visti gli eccezionali rinvenimenti”, ha dichiarato il soprintendente Mariano Nuzzo, “è necessario proseguire ed ampliare ulteriormente l’area di indagine per completare il quadro conoscitivo della necropoli e delineare la fisionomia del paesaggio antico che caratterizzava il suburbio orientale di Pompei, di cui ancora poco si conosce. Grazie all’archeologia preventiva e all’azione sinergica tra Soprintendenza, Comune ed EAV, che ha consentito di condividere procedure ed obiettivi, si stanno raggiungendo risultati importanti nell’ambito della tutela e valorizzazione di un territorio di rilevanza cruciale dal punto di vista storico ed archeologico. Contiamo di condividere a breve nuovi dati dal prosieguo degli scavi”.

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Cantiere di scavo di via Fucci a Pompei: necropoli preromana con tombe a semi-cappuccina (foto sabap-met-na)

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Cantiere di scavo di via Fucci a Pompei: necropoli preromana, scavo di tomba a inumazione (foto sabap-met-na)

Il dato più interessante, emerso durante il sopralluogo congiunto del 22 luglio 2024, tra la soprintendenza ABAP per l’area Metropolitana di Napoli, nella persona del soprintendente Mariano Nuzzo e del funzionario archeologo Simona Formola, insieme al direttore generale EAV (Ente Autonomo Volturno srl) Umberto De Gregorio, al coordinatore delle opere civili del Consorzio Ferroviario Vesuviano ing. Mario Barbati e al sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio, è il rinvenimento di una necropoli preromana, che copre un arco cronologico che va dal III al I sec. a.C., costituita, allo stato attuale delle conoscenze, già da 35 sepolture. Si tratta di inumazioni in semplice fossa terragna, a semi-cappuccina o con copertura di anfore (tutte di importazione nord-africana, alcune con bolli in lingua punica, e posizionate in alternanza collo/puntale, in numero ricorrente di 7), caratterizzate dalla presenza di pochi oggetti di corredo (essenzialmente unguentari e monete) e da un ottimo stato di conservazione dei reperti osteologici grazie proprio all’immersione delle sepolture nell’acqua di falda, che ha consentito di avviare una campagna di indagine pale-antropologica sui resti.

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Cantiere di scavo di via Fucci a Pompei: scoperti campi arati perfettamente conservati sotto la spessa coltre di pomici della grande eruzione vesuviana del 79 d.C. (foto sabap-met-na)

Scavi recenti, a partire dalla primavera del 2023, sotto la direzione della soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Napoli, hanno poi confermato la presenza di estesi campi arati perfettamente conservati sotto la spessa coltre di pomici della grande eruzione vesuviana del 79 d.C.: un sistema di solchi e porche antiche (strisce di terreno comprese tra due solchi) orientati in senso N-S ed impostati direttamente sui livelli protostorici, con coltivazione prevalenti ad ortaggi, che rifornivano ogni giorno i mercati pompeiani, prossimi al percorso dell’antico fiume Sarno, che doveva essere molto più vicino alla città di quanto non appaia oggi. Sono in corso analisi dei macroresti e polliniche al fine di caratterizzare nel dettaglio il tipo di ortaggio coltivato, sebbene le dimensioni dei resti superficiali, la tipologia di distribuzione e le dimensioni degli apparati radicali, lascino già ipotizzare campi coltivati a piante pluriennali di carciofi.

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Cantiere di scavo di via Fucci a Pompei: scoperta di anfore usate per la copertura delle sepolture (foto sabap-met-na)

Realizzate le opere di contenimento, grazie all’utilizzo di pompe idrovore, sono stati eseguiti saggi di controllo a circa -7.50 m dal piano di campagna in corrispondenza dei sottoservizi funzionali all’autorimessa. Qui è stato individuato un canale, paleoalveo di origine antropica con andamento N/S all’interno del quale si è raccolto materiale di natura diversa pertinente a contesti funerari probabilmente devastati: centinaia di frammenti di tegole, un grosso quantitativo di frammenti di dolia e anfore, una ventina di columelle in pietra lavica locale – divelte in antico ed accumulate nel canale già in fase antecedente all’imposta dei campi arati romani –, tegole con bolli in lingua osca, reperti lignei di notevoli dimensioni.

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Cantiere di scavo di via Fucci a Pompei: tegola di copertura con bollo (foto sabap-met-na)

Si segnala il rinvenimento di una testa femminile in tufo grigio campano con tracce di colore rosso nell’acconciatura dei capelli. È probabile che il canale, caratterizzato per lo più da materiali pertinenti a contesti funerari devastati, sia da riferire al riassetto territoriale di età sillana, avvenuto dopo la deduzione coloniaria di Pompei nell’89 a.C. Le indagini sono tuttora in corso, così come le analisi archeobotaniche e paleoantropologiche, in un’ottica di documentazione multidisciplinare del contesto archeologico che sta restituendo una messe di dati di assoluto interesse

Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia propone la visita guidata “Etruschi, Greci e Vicino Oriente”, con Valeria De Scarpis, secondo appuntamento del ciclo “ESTATE all’ETRU”

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Balsamario proveniente dalla Siria, realizzato in pietra e decorato con lamine d’oro, conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Sabato 3 agosto 2024 “Etruschi, Greci e Vicino Oriente”, secondo appuntamento del nuovo ciclo di visite guidate “ESTATE all’ETRU” comprese nel costo del biglietto d’ingresso al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: Valeria De Scarpis condurrà i partecipanti in un viaggio nel Mediterraneo, evidenziando la presenza di oggetti particolari sia per i materiali utilizzati che per le iconografie scelte. Appuntamento presso l’accoglienza di Villa Giulia alle 11. Visita compresa nel biglietto di ingresso, su prenotazione all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it indicando il numero di partecipanti. Sarà possibile prenotarsi direttamente in sede, salvo disponibilità. Con un particolare balsamario proveniente dalla Siria, realizzato in pietra e decorato con lamine d’oro, si ripercorreranno le antiche rotte mediterranee e i contatti tra culture diverse che hanno contribuito alla grande fioritura dell’arte e dell’artigianato etrusco attraverso gli straordinari reperti esposti nelle sale di Villa Giulia.

Novità editoriali. “Archeologia del Medioevo” (Mondadori università) di Francesca Romana Stasolla (università di Roma Sapienza): la storia di un migliaio di anni attraverso lo spettro di architetture, manufatti, paesaggi

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Copertina del libro “Archeologia del Medioevo” di Francesca Romana Stasolla

La Società degli Archeologi Medievisti Italiani (Sami) l’ha definito “un nuovo e ambizioso libro, ricco di informazioni sul Medioevo europeo”. È quello scritto dalla socia Francesca Romana Stasolla, professore associato di Archeologia Cristiana e Medievale presso l’Università di Roma Sapienza. Si intitola “Archeologia del Medioevo” (Mondadori università). Guardare al Medioevo attraverso i suoi dati materiali significa ripercorrere la lunga storia di un migliaio di anni attraverso lo spettro di architetture, manufatti, paesaggi, collocati nei rispettivi contesti socio-ambientali e letti diacronicamente. Il caleidoscopio che ne emerge restituisce un’area euromediterranea in profonda trasformazione, dove genti di tipo diverso si incontrano e si scontrano, dove sorgono nuove realtà insediative, dove si sperimentano tecniche, modi dell’abitare, nuove forme di relazione sociale. Il passaggio dal mondo antico alle soglie dell’età moderna viene descritto attraverso i tempi ed i luoghi del Medioevo euro-mediterraneo, per poi affrontare i temi più attuali nella storiografia contemporanea e le classi dei manufatti attraverso i quali l’archeologia contribuisce alla ricostruzione storica.

Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia propone la visita guidata “Una passeggiata a villa Poniatowski. La storia della villa e delle collezioni” con Luigi Corbelli, primo appuntamento del ciclo “ESTATE all’ETRU”

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Lebete in argento con protomi a serpente dalla Tomba Bernardini di Praeneste (attuale Palestrina), secondo quarto del VII secolo a.C., conservato nelle collezioni di Villa Poniatowski (foto etru)

Venerdì 2 agosto 2024 “Una passeggiata a villa Poniatowski. La storia della villa e delle collezioni”, primo appuntamento del nuovo ciclo di visite guidate “ESTATE all’ETRU” comprese nel costo del biglietto d’ingresso al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: Luigi Corbelli accompagna i partecipanti in una passeggiata a Villa Poniatowski alla scoperta della storia della villa e delle sue collezioni. Appuntamento presso l’accoglienza di Villa Giulia alle 17. Visita compresa nel biglietto di ingresso, su prenotazione all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it indicando il numero di partecipanti. Il biglietto si acquista presso la sede di Villa Giulia. Posti limitati. Sarà possibile prenotarsi direttamente in sede, salvo disponibilità. Si partirà con una presentazione delle fasi di vita della villa e dei suoi diversi proprietari, fino ad arrivare all’acquisizione da parte dello Stato Italiano e alla sua destinazione a museo. Successivamente verranno illustrate le ricche collezioni custodite, articolate in base ai differenti luoghi di provenienza.

Ercolano. Al parco archeologico per tutto agosto “I Venerdì di Ercolano”, la sesta edizione dei percorsi serali guidati animati da performances teatrali originali. Quest’anno il tema è Ercole, mitico fondatore della città. Anteprima gratuita per la comunità locale

ercolano_parco_I-venerdì-di-ercolano-2024_locandinaPasseggiare la sera al parco archeologico di Ercolano accompagnati da Ercole. Torna il 2 agosto 2024 il ciclo di aperture serali del parco archeologico di Ercolano de “I Venerdì di Ercolano”, la sesta edizione del ciclo di visite in notturno che offrono percorsi guidati al sito vestito di luce tra gli incanti della città antica animati da performances teatrali originali create ad hoc in collaborazione con Teatri 35.

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Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, ai “Venerdì di Ercolano” (foto paerco)

Quest’anno la scelta del tema è caduta su Ercole il mitico fondatore della città che sarà lo spirito guida alla scoperta di nuovi punti di vista e con il coinvolgimento dei partecipanti che si ritroveranno, ancora una volta, cittadini di Ercolano. Appuntamento tutti i venerdì sera di agosto: 2, 9, 16, 23, 30. Ingressi ogni 10 minuti dalle 20 fino alle 22.30: 16 turni di visita con gruppi di max 35 persone. Alle 21 è prevista la visita in lingua inglese. I visitatori dovranno presentarsi 20 minuti prima del proprio turno di visita esclusivamente all’ingresso monumentale di corso Resina. Biglietti: intero 9 euro; ridotto (per la fascia di età 18-30 non compiuti) 5 euro; gratuito per i minorenni, per i disabili e gli accompagnatori. Anche quest’anno anteprima – serata inaugurale giovedì 1° agosto 2024, alle 20, riservata alla la comunità locale: gli ospiti saranno accompagnati nella visita dal direttore Francesco Sirano.

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Panoramica dell’antica Herculaneum illuminata per le visite serali dei “Venerdì di Ercolano” (foto paerco)

L’itinerario 2024 de “I Venerdì di Ercolano”, della durata di circa 1 ora e mezza, immerge i visitatori nell’affascinante ambientazione del Parco illuminato e vissuto attraverso suggestioni notturne. Si parte dall’Antica Spiaggia, luogo di recente restituito alla fruizione dei visitatori, simbolo dell’antica città, unica con fronte a mare interamente conservato, per poi toccare punti nevralgici come la Terrazza di Nonio Balbo, la Palestra, la Piscina e in un districarsi di strade, fino alla Casa Sannitica, alla Bottega del Colonnato tuscanico, alla Sede degli Augustali. Un’esperienza che sarà resa unica e coinvolgente grazie ad una sceneggiatura che trasformerà l’intera città in palcoscenico e i visitatori in partecipanti all’azione scenica sulle tracce di Ercole. È consigliabile l’uso di scarpe basse e comode. Le serate estive si godono meglio proteggendo la pelle con lozioni contro le punture degli insetti.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale seconda apertura straordinaria dell’estate con le “Serate Fiorentine di Archeologia 2024”: protagonisti il direttore Maras con la Chimera e l’Arringatore; il Monetiere e l’arte copta

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Mercoledì 31 luglio 2024, secondo appuntamento con le “Serate Fiorentine di Archeologia” al museo Archeologico nazionale di Firenze, che sarà aperto dalle 19 alle 22, con ultimo ingresso alle 21.15 (vedi Firenze. Al museo Archeologico nazionale le aperture straordinarie dell’estate diventano le “Serate Fiorentine di Archeologia 2024”: gli archeologi curatori raccontano le varie sezioni | archeologiavocidalpassato). In questa serata sarà proprio il direttore, da poco insediato, Daniele Federico Maras a guidare i partecipanti nella scoperta dei nostri grandi capolavori etruschi: la Chimera e l’Arringatore. Protagonisti saranno anche il Monetiere e i manufatti organici di arte copta. Le visite sono comprese nel costo del biglietto d’ingresso e la prenotazione non è necessaria. Programma: alle 18, Daniele Federico Maras, “Al Museo con il direttore. Parliamo di capolavori: la Chimera e l’Arringatore” (durata: 1 ora); 19, Barbara Arbeid, “Un’eredità d’oro e di immagini: il Monetiere del museo Archeologico nazionale di Firenze” (durata: 45 minuti); 19.45, Lucia Nucci, “I manufatti organici nell’arte copta” (durata: 45 minuti); 20.30, Barbara Arbeid, “Un’eredità d’oro e di immagini: il Monetiere del museo Archeologico nazionale di Firenze” (durata: 45 minuti); 21.15, Lucia Nucci, “I manufatti organici nell’arte copta” (durata: 45 minuti).

Pompei. L’antiquarium chiude per manutenzione e riallestimento, aprono La Villa Imperiale e le case di Trittolemo e del Marinaio

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La facciata monumentale dell’Antiquarium di Pompei (foto parco archeologico pompei)

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I preziosi affreschi della Villa Imperiale a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Dal 1° agosto 2024 l’Antiquarium degli scavi di Pompei chiude per lavori di manutenzione straordinaria e riallestimento di alcune sale espositive. Tre dei calchi esposti all’Antiquarium saranno visibili nella Villa Imperiale, accessibile dal varco di accesso dell’Antiquarium.  Saranno contestualmente aperte la Casa del Marinaio e la Casa di Trittolemo. Il bookshop presente al piano superiore dell’Antiquarium resterà aperto, e sarà regolarmente in uso l’ascensore per garantire il passaggio dei disabili lungo il percorso “Pompei per tutti”.

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Villa Imperiale a Pompei: ricostruzione del cubicolo (stanza da letto) (foto parco archeologico pompei)

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Villa Imperiale a Pompei: ricostruzione del triclinio (sala da pranzo) (foto parco archeologico pompei)

La Villa Imperiale (apertura 9.15- chiusura 18.20, ultimo accesso ore 18), così chiamata per lo splendore della sue pitture, è una vasta residenza costruita a ridosso delle mura e scenograficamente disposta su terrazze a più livelli digradanti verso il mare. Le grandi e lussuose sale erano decorate con bellissimi affreschi e con pavimenti in marmo a motivi geometrici, di cui rimane solo la traccia che le lastre hanno lasciato sulla preparazione. La ricca dimora, aperta per la prima volta al pubblico nell’aprile 2016, presenta allestimenti che permettono un’esperienza immersiva nella vita quotidiana dell’antichità. È infatti riallestito il cubicolo, la stanza da letto, con tutto il suo arredamento: il letto, panche, candelabri, lucerne, tavoli e cassette per i documenti. Il grande triclinio presenta i letti su cui si mangiava semisdraiati, i tavolini e il ricco vasellame, sia in bronzo che in vetro e ceramica, utilizzato per i banchetti. La Villa è stata costruita nel corso del I sec. d.C. e fu distrutta dal terremoto del 62 d.C.; al momento dell’eruzione era in fase di smantellamento.

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Il grande atrio della Casa del Marinaio a Pompei (foto parco archeologico pompei)

La Casa del Marinaio (apertura 9.15- chiusura 18.20, ultimo accesso ore 18): l’abitazione, il cui impianto risale alla fine del II secolo a.C., richiese un grande impegno edilizio dal momento che fu necessario colmare il forte dislivello esistente tra i vari settori tramite la costruzione di ambienti voltati semi- ipogei utilizzati come magazzino. La presenza di un vasto quartiere a carattere commerciale e produttivo all’interno di un’elegante casa di città rappresenta un’eccezione nel panorama pompeiano. I principali ambienti della dimora si aprono su un imponente atrio ridecorato alla fine del I secolo a.C. con numerosi ed interessanti mosaici in bianco e nero. In questa fase venne anche aggiunto un piccolo complesso termale. La casa, portata alla luce a partire dal 1871, deve il suo nome al mosaico con sei prore di navi entro arsenali posto all’ingresso, allusione al sereno rifugio offerto ai suoi occupanti e forse anche all’attività armatoriale del proprietario.

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L’atrio della Casa di Trittolemo a Pompei (foto parco archeologico pompei)

La Casa di Trittolemo (apertura 9.15- chiusura 18.20, ultimo accesso ore 18) si apre su una delle aree più prestigiose della città, di fronte alla Basilica e nei pressi del Foro, centro della vita politica e commerciale. Deve il suo nome al celebre affresco nel triclinio che raffigura Trittolemo, l’eroe che trasmise agli uomini la conoscenza dell’agricoltura, mentre riceve un cesto di spighe dalla dea Persefone. La casa è stata oggetto di interventi di restauro nel 2014 che hanno dato nuova vita ai bellissimi affreschi e mosaici. L’ambiente più importante della casa è quello che si apre sul fondo del cortile, che presenta un pavimento a mosaico con una rarissima decorazione a cubi prospettici simile a quella presente nella cella del vicino Tempio di Apollo e nel Tempio di Giove, elemento che conferisce alla casa una particolare importanza ed eleganza. La casa venne costruita nel II sec. a.C. e fu profondamente rinnovata dopo la conquista di Silla dell’80 a.C. con nuovi e raffinati affreschi, che testimoniano la ricchezza e l’importanza del proprietario.

 

Ercolano. Il Parco archeologico costruisce il futuro con la fondazione The Packard Humanities Institute e l’Istituto Packard per i Beni Culturali: firmato al MiC l’intesa per ampliare e riqualificare il parco con nuovi depositi archeologici, laboratori e nuovi uffici

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Al ministero della Cultura firmato il protocollo d’intesa per l’ampliamento e la riqualificazione del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Firmata al MiC l’intesa con la fondazione The Packard Humanities Institute e l’Istituto Packard per i Beni Culturali: nell’area intorno agli scavi saranno realizzati nuovi depositi archeologici, laboratori e nuovi uffici. Dopo oltre venti anni di programmazione congiunta tra PHI e il Parco archeologico di Ercolano, di cui l’ultimo risultato è stata l’inaugurazione dell’antica spiaggia il 19 giugno  2024, è stato firmato a Roma, al ministero della Cultura, presenti il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano; il direttore generale Musei, Massimo Osanna; il direttore del Parco di Ercolano, Francesco Sirano; il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto; il presidente del Packard Humanities Institute (PHI) David W. Packard e il presidente dell’Istituto Packard per i Beni Culturali, Michele Barbieri, il protocollo d’intesa che segna l’inizio di una nuova pagina nel partenariato pubblico-privato per il Parco archeologico di Ercolano con la riqualificazione delle aree Sud e Est dell’Antica Ercolano.

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Veduta aerea dell’area archeologica di Ercolano: una delle foto di Pier Paolo Metelli contenute in “Ercolano. Guida (breve)” edita da arte’m

L’intesa definisce le priorità degli interventi a partire dai nuovi depositi permanenti con i laboratori di restauro e la nuova sede del Parco archeologico con i relativi uffici. I nuovi edifici saranno arretrati dalla città antica verso Sud grazie alla donazione dalla parte delle fondazioni Packard di un’area estesa su più di 3 ettari, fino al 79AD occupata dal mare e poi in tempi recenti utilizzata per la coltivazione di piante ornamentali, acquistata con l’unico scopo di passare nella disponibilità dell’ente e consentire la liberazione dei bordi del sito dagli edifici moderni esistenti che migliorerà in modo significativo non solo l’esperienza immersiva dei visitatori di essere in una macchina del tempo e ma anche le viste verso il golfo dai quartieri della città moderna intorno al sito. La svolta ormai in vista andrà ad abbracciare anche l’ampliamento degli spazi verdi e la creazione di un nuovo ingresso su corso Umberto I verso il mare e la realizzazione di un parcheggio a servizio degli edifici e dei visitatori. Tutto questo anche sempre nell’ottica di migliorare il rapporto tra la città antica e la città moderna con le più ampie ricadute sullo sviluppo del comune di Ercolano e la qualità di vita dei cittadini già comprovate con la rinascita in atto del quartiere Via Mare-Via Cortili.

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I firmatari del protocollo d’intesa al MiC per il parco archeologico di Ercolano: da sinistra, Francesco Sirano, Michele Barbieri, Massimo Osanna, Gennaro Sangiuliano, David W. Packard e Ciro Bonajuto (foto paerco)

“Ercolano è uno dei siti archeologici più importanti al mondo. Il MiC è in campo per la rinascita e la valorizzazione”, ha affermato il ministro Sangiuliano. “L’intesa raggiunta ci consente un grande salto di qualità con l’acquisizione di nuovi terreni e la creazione di nuovi spazi per gli uffici direzionali, i depositi e i laboratori del Parco archeologico. Tutto questo si aggiunge alle attività già programmate dal Ministero che permetteranno di aumentare l’offerta all’interno di una vasta area già oggetto di interventi importanti, come la riapertura dell’antica spiaggia di Herculaneum e l’apertura recente del museo di Stabia, e creare le premesse per nuove azioni di tutela e valorizzazione di questo unicum mondiale. Rivolgo un sentito ringraziamento al presidente del Packard Humanities Institute, David W. Packard, per l’impegno assunto con questo accordo di collaborazione che garantirà una serie di attività di riqualificazione di una delle aree archeologiche più importanti al mondo, insieme a Pompei, Oplontis e Stabia”.

Per il direttore Osanna: “Il programma oggetto dell’accordo, che riprende una pluriennale, virtuosa collaborazione con la fondazione PHI guidata dal Dr. David W. Packard, è stato elaborato con una visione di lungo periodo e presenta un piano organico di interventi di tutela e valorizzazione, che permetterà di traghettare il parco verso una gestione ancora più moderna e innovativa degli spazi e dei depositi, sia per quanto riguarda la fruizione da parte del pubblico che per le opportunità di indagine e ricerca scientifica. Una buona pratica del Sistema museale nazionale che genererà, grazie alla collaborazione fra le istituzioni coinvolte e la fondazione filantropica, un impatto positivo esteso ben oltre i confini del parco, coinvolgendo l’intero territorio e la comunità”

“Si tratta di un progetto che non si esita a definire rivoluzionario”, ha aggiunto il direttore Sirano. “Ci sarà un prima e un dopo questo accordo che apre una nuova era nella plurisecolare storia delle ricerche e della gestione del sito. Una svolta che in pochi anni potrebbe produrre risultati paragonabili, se non persino più lungimiranti, con la grande operazione che Amedeo Maiuri vi svolse tra il 1927 e il 1961. Il sito, oggi dotato di uffici e aree di deposito inadeguati alle reali esigenze tanto attuali quanto future, diventerà un luogo all’avanguardia in campo internazionale sui temi della tutela e conservazione del patrimonio con particolare riferimento ai resti organici che costituiscono una delle più marcate peculiarità del Parco. Siamo a una tappa importante e all’avvio di un percorso che ci vedrà ancora più determinati per contribuire con il comune lavoro a realizzare una svolta che renda il giusto merito al luogo dove hanno avuto inizio nel XVIII secolo le prime campagne di scavo sistematico su scala urbana di un sito antico romano e delle prime, ancora embrionali e poi sempre più sviluppate, politiche di conservazione e valorizzazione del patrimonio”.

“È un giorno di grande importanza per la nostra comunità e per il patrimonio archeologico di Ercolano”, ha sottolineato il sindaco Buonajuto. “L’accordo con il Packard Humanities Institute consolida il ventennale rapporto con la nostra città e rappresenta un ulteriore passo significativo verso la tutela e la valorizzazione delle nostre radici storiche, nonché un’imperdibile opportunità di crescita per il turismo culturale non solo a Ercolano, ma anche per l’area circostante. Questa collaborazione porterà ancora una volta innovazione, ricerca avanzata e migliori pratiche gestionali che consentiranno di preservare e promuovere al meglio il nostro straordinario patrimonio”.

“Sono lieto che la nostra fondazione abbia potuto svolgere un ruolo in questo importante lavoro presso il sito dell’antica Ercolano”, ha dichiarato il dr. David W. Packard, presidente del Packard Humanities Institute. “Nutro grande ammirazione per l’abilità e la dedizione degli specialisti italiani che hanno lavorato a questo progetto. Spero che i risultati positivi del nostro supporto possano incoraggiare altre fondazioni private a sostenere progetti simili in Italia”.