Bibione (Ve). Giornata speciale alla villa romana di Mutteron dei Frati: visite guidate con Oderzo Cultura al mattino, e con gli archeologi di Regensburg e Padova nel pomeriggio sulle recenti scoperte

Villa romana di Mutteron dei Frati a Bibione (Ve): campagna di scavo 2025 (foto bibione antica)
Giornata speciale quella di sabato 29 marzo 2025 alla villa romana di Mutteron dei Frati di Bibione (San Michele al Tagliamento, Ve) per iniziativa di Oderzo Cultura e di Bibione Antica, il servizio di informazione delle università di Regensburg e Padova che da anni portano avanti le ricerche archeologiche.
La fondazione Oderzo Cultura promuove l’appuntamento “Il museo intorno – primavera 2025” dedicato a “Bibione tra archeologia e natura”: un percorso tra archeologia e natura, con la possibilità di visitare, in via eccezionale, il cantiere di scavo della villa romana di Mutteron dei Frati, condotto dall’università di Regensburg e dall’università di Padova con la collaborazione della soprintendenza ABAP-VE-MET, accompagnati dal gruppo di ricerca. Dalle 11 alle 12, visita al cantiere di scavo della villa romana di Mutteron dei Frati (Bibione), all’interno dell’area naturalistica Val Grande, accompagnati dal gruppo di ricerca. Dopo la pausa pranzo, dalle 14 alle 17, “L’area naturalistica Val Grande”: itinerario di circa 5 km alla scoperta dell’oasi naturalistica Val Grande, un’area naturale protetta di oltre trecento ettari tra pinete, lecci, canneti e zone umide, abitata da caprioli, fagiani, folaghe e fenicotteri, accompagnati da un’archeologa e una guida ambientale escursionistica.
“Open Day” allo scavo archeologico della villa romana di Mutteron dei Frati con gli archeologi delle università di Regensburg e Padova. Visite guidate alle 14.30, 15.30, e 16.30 per seguire l’équipe al lavoro, conoscere la storia del luogo e avere un’anteprima delle ultime scoperte. Durata un’ora. Ritrovo all’oasi naturalistica Val Grande, dietro il ristorante Havana.
Roma. A Palazzo Altemps presentazione del restauro di alcuni degli affreschi della cosiddetta Villa del Giurista, insieme al libro “La retorica dei frammenti” di Giorgio Sobrà e al video “La retorica dei frammenti” di Edoardo Mariani e Francesco Scognamiglio
Nel 2013 gli scavi di archeologia preventiva condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma nell’ambito dei lavori di ampliamento dell’Autostrada A24 portarono alla luce, in corrispondenza del Cavalcavia di Salone (IV Municipio di Roma Capitale), i resti di un’importante complesso residenziale di età tardo-repubblicana. Grazie al rinvenimento di frammenti di intonaco dipinto con la raffigurazione di temi e formule del diritto romano la proprietà della villa è stata attribuita, da Felice Costabile, al giurista Quinto Mucio Scevola (140-82 a.C.). Il restauro di alcuni degli affreschi della cosiddetta Villa del Giurista è protagonista dell’evento che si tiene venerdì 28 marzo 2025, alle 18.30, al teatro di Palazzo Altemps e che vede coinvolti la soprintendenza Speciale di Roma, il museo nazionale Romano, l’Istituto Centrale per il Restauro e la Fondazione Paola Droghetti Onlus. Intervengono Edith Gabrielli, direttrice generale delegata del museo nazionale Romano; Daniela Porro, soprintendente speciale di Roma; con Fabrizio Santi, funzionario archeologo responsabile del territorio; Luigi Oliva, direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro; e Vincenzo Ruggieri, presidente della Fondazione Paola Droghetti onlus. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

Copertina del libro “La retorica dei frammenti. I dipinti murali di età repubblicana dalla “Villa del Giurista” in via di Salone – Studi e restauri” a cura di Giorgio Sobrà
Nell’occasione verranno presentati il video “La retorica dei frammenti” di Edoardo Mariani e Francesco Scognamiglio, prodotto dalla fondazione Paola Droghetti onlus, e il libro “La retorica dei frammenti. I dipinti murali di età repubblicana dalla “Villa del Giurista” in via di Salone – Studi e restauri” a cura di Giorgio Sobrà (Gangemi editore), XXXII volume della collana INTERVENTI d’arte sull’arte, che racconta e documenta un progetto di restauro di straordinaria importanza: il recupero e la valorizzazione di alcuni preziosi frammenti architettonici dipinti appartenenti a una villa romana di epoca repubblicana detta “la villa del Giurista” scavata in occasione della costruzione del Cavalcavia di Salone sul GRA dell’A24. “Le pagine di questo volume”, scrive nell’Introduzione Vincenzo Ruggieri, presidente della Fondazione Paola Droghetti, “non solo ripercorrono le fasi del restauro, ma offrono anche uno sguardo sulle scelte metodologiche adottate e sulle sfide affrontate. La complessità di questo lavoro si è rivelata in tutta la sua difficoltà quando i restauratori e gli studiosi si sono trovati di fronte a centinaia di frammenti, ognuno portatore di una storia, ma privato del proprio contesto originale. Ogni frammento era un tassello di un intricato puzzle in cui la pazienza e la competenza delle restauratrici si intrecciavano per restituire forma e significato a ciò che il tempo aveva frammentato”
Viterbo. Al museo Archeologico nazionale Etrusco “Rocca Albornoz” la conferenza “Vulci. Viaggio alla scoperta della società etrusca di età orientalizzante” con Simona Carosi e Carlo Regoli del ciclo “Raccontare l’archeologia nella Tuscia”

Venerdì 28 marzo 2025, al museo Archeologico nazionale Etrusco “Rocca Albornoz”, alle 16.30, la conferenza “Vulci. Viaggio alla scoperta della società etrusca di età orientalizzante” a cura di Simona Carosi e Carlo Regoli, terzo incontro del ciclo di conferenze “Raccontare l’archeologia nella Tuscia” a cura della direzione regionale Musei nazionali Lazio, avviato a gennaio 2025, incentrato sui musei e sul territorio; gli incontri, tenuti da studiosi ed esperti di diverse discipline, presentano al pubblico le ricerche scientifiche e i progetti in fase di studio. Le conferenze continuano fino a dicembre e si tengono in due sedi prestigiose: il museo nazionale Etrusco di Rocca Albornoz di Viterbo e il museo Archeologico nazionale dell’Agro falisco e Forte Sangallo di Civita Castellana. L’incontro del 28 marzo presenta i risultati degli ultimi anni di scavo a Vulci con tutte le riflessioni connesse ai rituali, al profilo socio-culturale e produttivo che emergono dalle indagini nella necropoli settentrionale. Il panorama della società etrusca di età orientalizzante si arricchisce di dati grazie anche al supporto delle discipline di bio-archeologia.
Verona. Al museo di Storia Naturale presentazione del libro “Achille Forti. Botanica, fotografia e arte” di Claudia Addabbo, primo degli incontri “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona” a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca

Con la presentazione del libro “Achille Forti. Botanica fotografia e arte” di Claudia Addabbo prendono il via giovedì 27 marzo 2025, alle 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale a Palazzo Pompei in lungadige Porta Vittoria 9 a Verona, gli incontri “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona” realizzati dal museo di Storia naturale di Verona e dal Servizio Biblioteche specialistiche e Archivi storici dei Musei, in collaborazione con il dipartimento Culture e Civiltà dell’università di Verona e con il patrocinio della Società italiana di Storia della Scienza. Un’occasione per presentare al pubblico testi di recente e recentissima pubblicazione scritti e curati da specialiste e specialisti i cui interessi di ricerca intrecciano i terreni di indagine del museo di Storia naturale, con un occhio di particolare riguardo per il taglio comunicativo, interdisciplinare e storicizzato del sapere scientifico. In programma, nel 2025, sette appuntamenti a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca. In un’ottica di disseminazione del sapere e di interdisciplinarietà all’interno di Musei, Archivi e Biblioteche come hubs culturali e punti di incontro per la cittadinanza, e nell’ambito delle attività in corso e relative allo sviluppo del progetto per la nuova sede di Biblioteche e Archivi presso la Palazzina di Comando dell’ex Arsenale, “La Biblioteca di Nemo” mette in contatto istituzioni museali e universitarie, autrici e autori di volumi relativi alle scienze naturali e alla loro storia, studiose e studiosi, non solo con lo scopo di far conoscere le opere presentate, ma anche di vivere il Museo come esperienza partecipativa a 360 gradi. Gli incontri si svolgono il giovedì pomeriggio, tra le 17 e le 18.30: in programma, nel 2025, sette appuntamenti. Ogni intervento, della durata di un’ora e mezza, sarà strutturato in maniera seminariale e discorsiva, con una breve presentazione dell’opera, un dialogo con uno o più discussants e uno spazio finale dedicato alle domande del pubblico.

Si comincia dunque 27 marzo 2025, alle 17, con la presentazione del libro “Achille Forti. Botanica, fotografia e arte” di Claudia Addabbo (ETS, 2024). Saluti istituzionali e presentazione della rassegna: Marta Ugolini, assessore a Cultura, Turismo, Rapporti con l’Unesco; Francesca Rossi, direttrice dei Musei Civici; Emanuela Gamberoni, dipartimento Culture e Civiltà università di Verona; Elena Canadelli, presidente Società Italiana di Storia della Scienza; Leonardo Latella, responsabile delle Collezioni naturalistiche del museo di Storia naturale di Verona; Fausta Piccoli, responsabile del Servizio Biblioteche e Archivi Storici e Fotografici dei Musei. Discutono con l’autrice Andrea Campalto (Musei Civici di Verona) e Gian Paolo Romagnani (Università di Verona).

Copertina del libro “Achille Forti. Botanica, fotografia e arte” di Claudia Addabbo (ETS)
Achille Forti. Botanica, fotografia e arte. Il libro racconta la figura e l’opera del botanico veronese Achille Forti attraverso un’ampia galleria di immagini, testi e oggetti d’arte e di scienza. Vissuto a Verona tra il 1878 e il 1937, si laureò nel 1900 in Scienze naturali all’università di Padova, studiando con alcuni grandi naturalisti del tempo, tra i quali Pier Andrea Saccardo, Caro Massalongo e Giovanni Battista De Toni. Dedicò la sua vita allo studio delle alghe, ma fu anche un mecenate appassionato di arte, storia e fotografia, al centro di una fitta rete di collaborazioni e scambi con studiose e studiosi del suo tempo. Legato a Verona e a Padova, Forti designò come erede universale la prima, lasciando all’università di Padova le sue collezioni botaniche e i suoi volumi e opuscoli relativi all’algologia e alle scienze naturali. Attraverso lo sguardo e l’attività di Achille Forti si delineano immagini e percorsi inediti della scienza e della cultura italiana, di scienza tra Otto e Novecento.
CALENDARIO DEGLI INCONTRI
17 aprile 2025, alle 17, “Ripensare l’Antropocene. Oltre natura e cultura” di Paola Govoni, Maria Giovanna Belcastro, Alessandra Bonoli, Giovanna Guerzoni (Carocci, 2024). Discutono con le autrici Luca Ciancio (università di Verona) e Massimiliano Badino (università di Verona). 15 maggio 2025, alle 17, “Roma preistorica” di Alessandro Guidi (Carocci, 2024). Discutono con l’autore Massimo Saracino (Musei Civici di Verona) e Alfredo Buonopane (università di Verona). 25 settembre 2025, alle 17, “Storia naturale del viaggio di Marco Polo in Oriente” di Francesco Mezzalira (Tg Book, 2024). Discutono con l’autore Leonardo Latella (Musei Civici di Verona) e Luca Ciancio (università di Verona). 23 ottobre 2025, alle 17, “Da cimeli a beni culturali. Fonti per una storia del patrimonio scientifico italiano” a cura di Elena Canadelli e Paola Bernadette Di Lieto (Editrice Bibliografica, 2024). Discutono con le autrici Nicoletta Martinelli (Musei Civici di Verona) e Fedra Alessandra Pizzato (università di Verona). 20 novembre 2025, alle 17, “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro e Fedra Alessandra Pizzato (Carocci, 2025). Dialogo tra curatori e autori del volume. 18 dicembre 2025, alle 17, “Il darwinista infedele. Lombroso e l’evoluzione” di Paolo Mazzarello (Hoepli, 2024). Discutono con l’autore Monica Ghidoni (Comune di Verona) e Pietro Schirò (università di Verona).
Padova. Al museo degli Eremitani presentazione del libro “Suoni e strumenti musicali nel mondo antico. Per un sistema disciplinare e metodologico integrato” a cura di Giovanna Casali, Alessia Zangrando, Paola Dessì

Giovedì 27 marzo 2025, alle 17, nella sala del Romanino del museo Eremitani in piazza Eremitani 8 a Padova, presentazione del libro “Suoni e strumenti musicali nel mondo antico. Per un sistema disciplinare e metodologico integrato” a cura di Giovanna Casali, Alessia Zangrando, Paola Dessì con il coordinamento scientifico di Paola Dessì (L’Erma di Bretschneider). Il libro rappresenta un contributo significativo allo studio della musica antica, offrendo un’analisi interdisciplinare che integra archeologia, musicologia e storia della cultura. Attraverso un approccio metodologico innovativo, gli autori esplorano il ruolo degli strumenti musicali nell’antichità, rivelando come questi non solo producessero suoni, ma fossero anche portatori di significati simbolici e sociali. L’incontro vede la partecipazione di personalità del mondo accademico e culturale. Francesca Veronese, direttrice dei musei civici di Padova, dialoga con Marco Malagodi, direttore del laboratorio Arvedi di Cremona – università di Pavia; Franco Marzatico, dirigente unità di missione strategica (Umst) – soprintendenza per i Beni e le Attività culturali della Provincia autonoma di Trento; ed Eleonora Rocconi, dipartimento di Musicologia – università di Pavia, che offrono approfondimenti sul significato culturale e storico degli strumenti musicali antichi. Intervengono nella discussione anche le autrici del volume, Giovanna Casali e Alessia Zangrando per raccontare e condividere le esperienze e motivazioni che le hanno portate alla realizzazione di questa importante opera.

Copertina del libro “Suoni e strumenti musicali nel mondo antico. Per un sistema disciplinare e metodologico integrato” a cura di Giovanna Casali, Alessia Zangrando, Paola Dessì
Focus del libro sono i realia, gli strumenti musicali e gli oggetti sonori custoditi nei musei, e la loro rappresentazione. Essi sono parte di una cultura musicale, solo in apparenza perduta, dei popoli a cui sono appartenuti. Per comprendere il significato che essi avevano nel mondo antico è necessario condividere metodologie e prospettive multi e interdisciplinari che consentano sia la valorizzazione di indicatori di attività connesse al suono, alla musica e alla danza nel record archeologico, sia la lettura contestualizzata del bene musicale come componente significativa del reperto. Il volume è un innovativo esempio di dialogo tra discipline musicologiche, archeologiche, fisiche e ingegneristiche che offre al lettore non solo una prospettiva sulla musica dell’antichità e sulle modalità di fruizione e di trasmissione, ma una più ampia prospettiva culturale, rispetto alla quale porsi in ascolto per comprendere e valorizzare l’uomo e l’umano.
Il Colosseo e Petra – siti Unesco – insieme per la cooperazione culturale e turistica: il gemellaggio è stato firmato da Fares Braizat, commissario capo dell’Autorità di Petra, e da Alfonsina Russo, direttore generale del parco archeologico del Colosseo

Il logo del parco archeologico del Colosseo proiettato sulle rocce di Petra in Giordania (foto PArCo)
Il parco archeologico del Colosseo e l’Autorità di Petra hanno firmato un accordo di Gemellaggio per rafforzare la Cooperazione Culturale e Turistica. L’accordo mira a promuovere la cooperazione tra i due siti, entrambi presenti nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità. Lo scopo è favorire la condivisione degli obiettivi culturali reciproci, la promozione congiunta tra le due entità e il turismo. L’accordo è stato firmato da Fares Braizat, commissario capo dell’Autorità di Petra, e da Alfonsina Russo, direttore generale del parco archeologico del Colosseo. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha sottolineato l’importanza di ampliare le relazioni internazionali con i paesi del Mediterraneo, in linea con gli obiettivi del Piano Mattei. “La firma del memorandum d’intesa con Petra”, aggiunge ancora il ministro, “rappresenta un valore ulteriore per i due siti Patrimonio Unesco e inseriti nel numero delle nuove 7 meraviglie del mondo. La possibilità di raggiungere la promozione dei reciproci valori culturali, sviluppando strategie di condivisione e valorizzazione”, conclude il ministro, “costituisce un esempio virtuoso da perseguire e mantenere nell’ottica della cooperazione culturale internazionale”. Da parte sua, Alfonsina Russo ha affermato che l’accordo è in linea con l’impegno del Colosseo a collaborare con istituzioni internazionali per valorizzare il ruolo della cultura nel favorire il dialogo tra popoli. Ancora il direttore Russo ha evidenziato l’importanza di rafforzare la cooperazione con Petra, una delle città antiche e dei siti archeologici più famosi al mondo.

Gemellaggio per la Cooperazione Culturale e Turistica tra Colosseo e Petra: la firma tra Fares Braizat, commissario capo dell’Autorità di Petra, e da Alfonsina Russo, direttore generale del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)
Fares Braizat ha concluso spiegando che l’accordo rientra negli sforzi continui dell’Autorità per sviluppare Petra dal punto di vista economico, culturale e turistico. Ha sottolineato come questo gemellaggio apra nuovi orizzonti per lo scambio culturale e il marketing turistico, permettendo la diffusione di materiali promozionali di Petra all’interno del Colosseo, che ogni anno accoglie circa 14 milioni di visitatori. Nello specifico, l’accordo prevede la cooperazione in diversi ambiti, tra cui l’organizzazione di workshop per la conservazione dei siti archeologici, la realizzazione di eventi culturali congiunti e lo scambio di informazioni sulle attività comuni tra le due istituzioni. Include anche la creazione di programmi di visite reciproche per promuovere entrambi i siti, insieme alla presentazione di materiali promozionali e video introduttivi da esporre in ciascun sito. Entrambe le parti hanno sottolineato che questo accordo non rappresenta semplicemente un patto di collaborazione, ma simboleggia una partnership globale che contribuisce alla valorizzazione del patrimonio culturale e storico sia di Petra che del Colosseo, consolidando ulteriormente il loro status di destinazioni turistiche di fama mondiale, capaci di attrarre visitatori da ogni parte del mondo.
Palermo. All’accademia di Belle arti presentazione del libro “Il potere delle immagini nel mondo antico” a cura di Giancarlo Germanà (Bonanno editore)

Mercoledì 26 marzo 2025, alle 16, all’Accademia di Belle Arti di Palermo (aula PF21 di Palazzo Fernandez), nell’ambito delle iniziative della Scuola di dottorato, presentazione del nuovo libro della collana Studia iconographica su “Il potere delle immagini nel mondo antico” a cura di Giancarlo Germanà con Alberto Giudice (Bonanno editore). Dialogano con l’autore la professoressa Chiara Portale, docente ordinaria all’università di Palermo, e il professore Massimo Cultraro, docente universitario e dirigente di ricerca CNR di Palermo.

Copertina del libro “Il potere delle immagini nel mondo antico” di Giancarlo Germanà
Il potere delle immagini nel mondo antico. Il libro raccoglie sei contributi che analizzano come, nei differenti periodi indagati dagli autori, sono stati utilizzati i mezzi di “propaganda” dai “sovrani”. Paolo Daniele Scirpo si sofferma sull’analisi del rilievo rupestre dell’Intagliatella ad Akrai. Pietro Piazza e Giancarlo Germanà Bozza indagano su come Augusto abbia utilizzato il potere delle immagini a Siracusa e in Sicilia. Alberto Giudice si sofferma sulla politica edilizia attivata da Adriano ad Atene e ne sottolinea il fine comunicativo. Flavia Zisa indaga sull’iconografia del supplizio di Marsia. Susanna Valpreda analizza, infine, l’immagine del potere in Sicilia in epoca bizantina.
Pompei. Alla biblioteca del parco archeologico il convegno “La Biblioteca degli Scavi di Pompei: da Fiorelli ai giorni nostri”. Ecco il programma
Mercoledì 26 marzo 2025, alle 10, alla biblioteca del parco archeologico di Pompei, il convegno “La Biblioteca degli Scavi di Pompei: da Fiorelli ai giorni nostri” organizzato dal parco archeologico di Pompei in collaborazione con Associazione Italiana Biblioteche sezione Campania. Una prima parte del convegno affronterà la storia della Biblioteca degli Scavi di Pompei, dalle origini che idealmente si collocano nell’Italia postunitaria quando Giuseppe Fiorelli diede impulso alla costituzione di una prima biblioteca. Una seconda parte dell’evento esplorerà significativi fondi archivistici e raccolte librarie lasciando emergere la personalità e la storia di alcuni studiosi profondamente legati agli Scavi. È prevista una visita guidata alla Biblioteca e un focus su un progetto di ricerca in corso che valorizza la tecnologia applicata allo studio dei dipinti pompeiani. Una sessione pomeridiana tenterà di far luce sul prezioso patrimonio diffuso di biblioteche e collezioni speciali in ambito archeologico in Campania. L’evento apre un calendario di iniziative da marzo a giugno 2025 finalizzate a consolidare la Biblioteca del parco archeologico di Pompei quale luogo di incontro e punto di riferimento per studiosi, ricercatori e comunità locale. L’ingresso alla Biblioteca è da via Plinio, 4.
IL PROGRAMMA. Alle 10, saluti istituzionali: Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei; Gabriele Capone, soprintendente archivistico e bibliografico della Campania; 10.30, introduzione ai lavori: Concetta Filodemo, parco archeologico di Pompei; 10.45, Giuseppe Scarpati, parco archeologico di Pompei, “Le attività in corso dell’area studio e ricerca del PAP”; 11, Maria Rosaria Esposito, già Biblioteca del Mann, “La biblioteca pompejana”; 11.15, Grete Stefani, già direttore Ufficio Scavi di Pompei, “La biblioteca degli Scavi di Pompei dagli anni Settanta”: 11.30, Silvia Bertesago, parco archeologico di Pompei, “La biblioteca degli Scavi di Pompei anni recenti: il progetto di riallestimento a San Paolino”; 11.45, coffee break; ALCUNI FONDI ANTICHI E SPECIALI DELLA BIBLIOTECA DEL PARCO ARCHEOLOGICO DI POMPEI: 12, Antonio Varone, presidente associazione Amici di Pompei, “Il fondo associazione Amici di Pompei”; 12.15, Emilia del Franco, donatrice fondo Maria Stella Pisapia, archeologa, “Il fondo Castiglione Morelli”; 12.30, Alessandro Russo, parco archeologico di Pompei, “La sezione rari”; 12.45, Teresa Leo, fondazione Biblioteca Benedetto Croce, “Benedetto Croce e i soprintendenti agli Scavi di Pompei: prima ricognizione dei carteggi conservati nell’Archivio del filosofo”; 13, Pio Manzo, presidente Associazione Italiana Biblioteche, sezione Campania, “Le raccolte librarie dei pompeianisti: prospettive di ricerca”; 13.15, pausa pranzo; 14, visita alla biblioteca; Simona Costanzo, Cristina Del Fiacco, parco archeologico di Pompei, “Iscrizioni, dediche e firme di studiosi emerse dall’attività di catalogazione in corso presso la Biblioteca del PAP”; 14.15, POSTER: Alessandra Zambrano, Maria Cristina Napolitano, parco archeologico di Pompei, “L’uso della tecnologia per ricerche e studi in ambito archeologico: il progetto RePAIR”; 14.30, TAVOLA ROTONDA “Libri e Archeologia in Campania tra collezioni speciali e biblioteche d’autore£, sessione a cura di AIB Campania, introduce e modera Rosa Parlavecchia, università di Salerno; 14.45, Vincenzo Trombetta, già università di Salerno, “Le biblioteche degli accademici ercolanesi tra Sette e Ottocento: un tribolato destino”; 15, Giovanni Bova, Officina dei papiri ercolanesi, Biblioteca Nazionale di Napoli, “L’officina dei papiri ercolanesi: 270 anni tra conservazione e ricerca”; 15.15, Antonietta Vurchio, Sistema Bibliotecario di Ateneo, università di Napoli “L’Orientale”, “Le collezioni archeologiche dell’Università L’Orientale”; 15.30, Giovanna Canzanella, Centro Jean Bèrard Napoli, “Due trentenni di collaborazione italo-francese. La Biblioteca “Georges Vallet” del Centre Jean Bérard Maria”.
Napoli. All’auditorium del museo Archeologico nazionale in anteprima il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo, in prima tv mercoledì 5 aprile in “Art Night” (su Rai 5): narra l’intervento epocale sul mosaico scoperto nel 1831 nella Casa del Fauno a Pompei
Mercoledì 26 marzo 2025, alle 11, all’auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli, sarà proiettato in anteprima il documentario “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo, che andrà in onda in prima tv mercoledì 5 aprile 2025, alle 21.15, in “Art Night”, su Rai 5.

Lo spostamento del Mosaico di Alessandro nel museo di Napoli nel 1917 (foto archivio mann)
È stato chiamato “il restauro del secolo”, “un intervento epocale”, “una prova di coraggio”: è l’operazione di restauro del cosiddetto “mosaico di Alessandro” che racconta la battaglia di Gaugamela, vinta dal generale macedone sul re dei persiani Dario III: un milione e mezzo di piccole tessere policrome marmoree che hanno attirato l’attenzione degli studiosi e dei tecnici fin dalla sua scoperta, nel 1831, nella Casa del Fauno a Pompei. Il Gran musaico (peso stimato circa 7 tonnellate) giunse a Napoli nel novembre del 1843, quando fu messo in cassa e condotto da Pompei al Real Museo Borbonico su un carro trainato da sedici buoi. Nel gennaio del 1845 le casse furono aperte e l’opera ebbe la sua prima collocazione sul pavimento di una sala al piano terra dell’ala occidentale; mentre nel 1916 fu spostato dove si trova attualmente, a parete, nella sezione mosaici, al piano ammezzato. Ed è qui che nel marzo 2021 è partita “l’operazione restauro” del Gran musaico che ora sta giungendo alle fasi finali. Anni di interventi delicati e specialistici che vengono narrati nel film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario”, scritto e diretto da Vanni Gandolfo, e prodotto da GA&A productions in associazione con DOCLAB e in collaborazione con Rai Cultura.

Maria Teresa Operetto, responsabile del restauro del mosaico di Alessandro, mostra al ministro Gennaro Sangiuliano le fasi dell’intervento (foto graziano tavan)
“Ci vuole coraggio per affrontare un restauro di questo tipo, il coraggio che ci trasmette questo grande personaggio, che si lanciò alla conquista del mondo”, aveva detto il direttore del Mann, Paolo Giulierini. Era il marzo 2021. “Un coraggio che in parte è mancato nei tempi passati, quello di porsi il problema del mosaico di Alessandro. Ringrazio il prof. Antonio De Simone che mi ha subito sottolineato l’urgenza e l’importanza di questo restauro, il nostro architetto Amanda Piezzo. Il Museo, con il suo laboratorio di restauro guidato proprio da oggi (marzo 2021, ndr) da Maria Teresa Operetto, per questa impresa non si è chiuso in se stesso. Lavoriamo insieme a importanti partner scientifici, Università, alla Tim in collaborazione con NTT DATA e una tecnologia che si coniuga con il miracolo quotidiano delle mani dei nostri restauratori”. E aveva assicurato: “Sarà un restauro ‘trasparente’, visibile ai visitatori alla riapertura dei musei ed in alcune fasi anche on line. Tutti insieme ci prendiamo questa grande responsabilità, in coordinamento con l’Istituto centrale per il restauro (ICR) diretto da Alessandra Marino, che ringrazio. Tra un anno organizzeremo la grande mostra Alessandro e la via delle indie, con la Regione Campania. Perché il nostro Museo, simbolo dell’archeologia italiana nel mondo, guarda a Oriente e ad Occidente” (vedi Napoli. Aperto il cantiere di restauro del Mosaico della Battaglia di Isso o Mosaico di Alessandro, simbolo del Mann, in partnership con università e Tim con soluzioni digitali in via sperimentale per nuove tecniche di restauro. Sarà visibile ai visitatori | archeologiavocidalpassato).

Il direttore Paolo Giulierini nel gruppo di operatori che ha portato a termine il ribaltamento del mosaico di Alessandro al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)
Due anni e mezzo dopo, nell’ottobre 2023, un altro momento importante nell’operazione restauro del mosaico di Alessandro. Si era da poco conclusa nella sala della Meridiana la grande mostra “Alessandro Magno e l’Oriente” dedicata alla figura del grande condottiero macedone: 170 opere che raccontano il percorso di conquista giunto fino alla lontana India, dopo aver annesso l’Egitto dei faraoni, il medio Oriente e la Persia dove Alessandro è incoronato Re dei re. Dal 30 ottobre 2023 il mosaico è a pancia in giù. Al museo Archeologico nazionale di Napoli è stato infatti effettuato con successo il delicato ribaltamento del mosaico di Alessandro. L’operazione è il passaggio indispensabile per entrare nel vivo della fase esecutiva del restauro. Un lavoro corale di alta specializzazione ha unito architetti, ingegneri, restauratori. E da mercoledì 1° novembre 2023 è aperto il “cantiere trasparente”, che ha permesso di assistere ai lavori guardando da una finestra installata nella sala adiacente (vedi Napoli. Al museo Archeologico nazionale effettuato con successo il delicato ribaltamento del mosaico di Alessandro. Ora entra nel vivo la fase esecutiva del restauro: dal 1° novembre cantiere trasparente e riapertura sezione Mosaici. Giulierini: “Mantenuto la parola data” | archeologiavocidalpassato).

Tecnici e responsabili al via della seconda fase esecutiva del restauro del mosaico di Alessandro al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
E arriviamo all’ultimo step: mercoledì 3 luglio 2024 è iniziata la seconda fase esecutiva del restauro del Mosaico di Alessandro. I lavori, la cui conclusione è prevista nei primi mesi del 2025, devono completare il consolidamento degli strati preparatori originari del mosaico e la realizzazione di un nuovo supporto. L’opera deve essere nuovamente movimentata per essere collocata in posizione orizzontale, completando così l’intervento di restauro della superficie musiva.












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