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Milano. Al museo civico Archeologico l’incontro Giganti prima dei Giganti – La statuaria preistorica in Sardegna” promosso da Fondazione Mont’e Prma con Cagliari Calcio e FASI

Sabato 12 aprile 2025, alle 10.30, nella sala conferenze del civico museo Archeologico di Milano nuova tappa della campagna di comunicazione della Fondazione Mont’e Prma congiunta con Cagliari Calcio e FASI – Federazione delle associazioni Sarde in Italia in occasione dell’incontro di calcio di Serie A Inter – Cagliari. Dopo i saluti istituzionali di Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama; Stefano Melis, direttore generale del Cagliari Calcio; e Bastianino Mossa, presidente della FASI, la conferenza “Giganti prima dei Giganti – La statuaria preistorica in Sardegna” a cura di Giorgio Murru e Nicola Castangia. Segue “Il Parco Archeologico Naturale della Penisola del Sinis” a cura di Ilaria Orri. È richiesta la registrazione su Eventbrite.

Pompei. All’auditorium degli Scavi la conferenza “Archeologia e opere pubbliche: un dialogo possibile. Il metanodotto Snam Diramazione Nocera – Cava de’ Tirreni” promossa dall’Associazione Amici di Pompei con le archeologhe Sabap Raffaella Bonaudo e Simona Di Gregorio: emerso un patrimonio di eccezionale valore che va dall’età del Bronzo sino alla tarda antichità

Durante i lavori di potenziamento del metanodotto Snam “Diramazione Nocera-Cava dei Tirreni”, condotti nei comuni di Nocera Superiore, Nocera Inferiore, Roccapiemonte e Castel San Giorgio, in provincia di Salerno, e conclusisi nel mese di novembre 2024, è venuto alla luce un patrimonio archeologico di eccezionale valore che va dall’età del Bronzo alla tarda antichità (vedi Nocera (Sa). Il cantiere per la realizzazione del metanodotto Snam ha portato alla luce un patrimonio archeologico di eccezionale valore dall’età del Bronzo alla tarda antichità | archeologiavocidalpassato). Le indagini archeologiche, durate circa due anni, eseguite sul campo da Sogearch Srls sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Salerno e Avellino in un contesto di proficua sinergia tra Snam, Soprintendenza, Comis Srl e CEM Srl, al centro della conferenza “Archeologia e opere pubbliche: un dialogo possibile. Il metanodotto Snam Diramazione Nocera – Cava de’ Tirreni” promossa dall’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS all’auditorium degli Scavi di Pompei venerdì 11 aprile 2025, alle 17. A raccontare l’esito delle ultime indagini realizzate in questa zona saranno Raffaella Bonaudo, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, e Simona Di Gregorio, funzionario archeologo della SABAP di Salerno e Avellino, responsabile del territorio dell’Agro Nocerino Sarnese. È emerso un patrimonio di eccezionale valore che va dall’età del Bronzo sino alla tarda antichità, che racconta le sorti e le connessioni di questo pezzo del territorio salernitano, e soprattutto, cosa di cui le relatrici sono ben fiere, la possibilità di coniugare lo sviluppo di infrastrutture moderne con la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico. Gli scavi archeologici condotti nell’area di Nocera hanno restituito un quadro ricco e complesso della storia di questo territorio. Le diverse fasi di occupazione, i resti di edifici monumentali, le tracce di vita quotidiana, le testimonianze di culti e rituali, compongono un mosaico affascinante che racconta l’evoluzione di una comunità nel corso dei secoli. I risultati di queste straordinarie scoperte saranno presto presentati al pubblico attraverso una mostra e una pubblicazione scientifica.

Impronte dell’età del Bronzo, di origine antropica e faunistica, rinvenute nei pressi del torrente Casarzano (foto sabap-sa-av)

In particolare, le impronte di origine antropica e faunistica risalenti all’età del Bronzo, impresse nei depositi piroclastici delle eruzioni del Somma-Vesuvio, offrono una testimonianza toccante della drammatica fuga degli abitanti di fronte alla furia del vulcano. Tra la fine dell’età del Bronzo e gli inizi dell’età del Ferro, (1200/1150-900 a.C. circa), poi, si è evidenziato un villaggio ben strutturato con capanne di forma absidata con fondazioni in terra cruda e larga presenza di materiale ceramico.

Santuario extraurbano di età ellenistica localizzato lungo un’importante arteria viaria in prossimità di Nuceria Alfaterna, scoperto durante i lavori per il metanodotto Snam Nocera – Cava dei Tirreni (foto sabap sa-av)

In età ellenistica, tra il III e il II sec. a.C. si è poi localizzato lungo un’importante arteria viaria in prossimità di Nuceria Alfaterna un santuario extraurbano, di cui sono in corso di studio innumerevoli ex voto miniaturistici e di cui saranno resi noti gli ultimi dati emersi. Per l’età romana sono state rinvenute due ville rustiche, dedicate alla produzione agricola, come testimoniano i solchi di aratro, individuati in diversi punti dell’area.

Tracce di strada antica dal cantiere del metanodotto Snam a Nocera (Sa) (foto sabap-sa-av)

Le ricerche hanno inoltre permesso di ricostruire la rete viaria che collegava Nuceria al territorio circostante con oltre 40 strade indagate – alcune realizzate semplicemente in terra battuta, altre più strutturate e spesso segnate dai solchi dei carri – che hanno plasmato la vita della città nel corso dei secoli.

Sepolture di età romana emerse nel cantiere del metanodotto Snam a Nocera (Sa) (foto sabap-sa-av)

Al periodo del passaggio tra l’età romana e la tarda antichità risale poi un gruppo di sepolture realizzate in fosse rivestite e coperte con lastroni di tufo, alcuni dei quali decorati con incisioni, appartenenti prevalentemente a bambini accompagnati da corredi essenziali. Un altro gruppo di tombe occupa gli spazi di una delle ville rustiche romane, a dimostrazione di come gli antichi edifici venissero riutilizzati con nuove funzioni. In quest’area si osserva una coesistenza di riti cristiani e pagani come testimonia un monumentale sepolcro con sarcofago, probabilmente appartenuto a un personaggio di alto rango. Ai suoi piedi, una piccola struttura interrata potrebbe essere un Martyrium, un luogo di culto dedicato ai martiri.

Longhouse tardoantica scoperta durante i lavori per il metanodotto Snam Nocera – Cava dei Tirreni (foto sabap sa-av)

La frequentazione del territorio prosegue nella tarda antichità, periodo al quale risalgono le “longhouse”, grandi capanne che, per forma e tecnica costruttiva, ricordano le abitazioni protostoriche. Questo ritorno a modelli abitativi del passato, probabilmente dovuto a cambiamenti socio-economici, testimonia la capacità di adattamento delle comunità umane di fronte alle trasformazioni.

Venezia. A Palazzo Ducale, sede Sabap, presentazione del libro “Le aree archeologiche del Veneto. Un quadro in evoluzione verso il piano paesaggistico regionale”: focus sulle aree archeologiche con potenziale interesse di tutela paesaggistica e di pubblica fruizione. Ecco il programma

Giovedì 10 aprile 2025, alle 15, nella sede della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e laguna a Palazzo Ducale, in piazza San Marco a Venezia, presentazione del libro “Le aree archeologiche del Veneto. Un quadro in evoluzione verso il piano paesaggistico regionale”. Il volume, edito dall’Istituto Poligrafico dello Stato per conto della Regione Veneto e del ministero della Cultura, presenta le aree archeologiche del Veneto con potenziale interesse di tutela paesaggistica e di pubblica fruizione. Si tratta dei siti archeologici più importanti del territorio regionale, candidati ad essere confermati o individuati dal redigendo Piano Paesaggistico Regionale come vere e proprie zone archeologiche (ai sensi dell’art. 142, 1, m) del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e ad essere oggetto di particolare attenzione negli strumenti urbanistici dei Comuni ospitanti. L’esperienza veneta sul tema archeologico-paesaggistico sarà messa a confronto con quella delle regioni del Nord Italia che hanno già approvato o stanno elaborando i piani paesaggistici. Evento gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito di Eventbrite raggiungibile al seguente link: http://bit.ly/3YaH3yv fino ad esaurimento posti.

Dopo i saluti di Luigi La Rocca, Capo Dipartimento Tutela del ministero della Cultura; Salvina Sist, direttore Pianificazione Territoriale della Regione del Veneto; Marta Mazza, segretario regionale per il Veneto del ministero della Cultura; Fabrizio Magani, soprintendente ABAP per il Comune di Venezia e Laguna; Andrea Rosignoli, soprintendente ABAP per province di Verona Rovigo e Vicenza; intervengono: Vincenzo Tiné, Brunella Bruno, Chiara D’Incà, Sara Bini (soprintendenze ABAP del Veneto), “Le zone archeologiche del Veneto”; Andrea Pessina, Valentina Minosi, Paola Ventura, Roberto Micheli (segretariato regionale MiC e soprintendenza ABAP Friuli V.G.), “Le zone archeologiche del Friuli Venezia Giulia”; Corrado Azzolini, Francesca Restano, Stefania Ratto (segretario regionale MiC Piemonte e soprintendenza ABAP di Torino), “Le zone archeologiche del Piemonte”; Federico Barello, Stefano Costa, Marta Conventi (soprintendenza ABAP di Savona e Imperia), “Le zone archeologiche della Liguria”; Ilaria Di Cocco (segretariato regionale MiC Emilia Romagna), “Le zone archeologiche dell’Emilia Romagna”. Conclusioni: Ugo Soragni, consulente esperto della Regione del Veneto per il PPR (già direttore regionale del MiC per il Veneto).

Padova. Al via il ciclo di conferenze “Padova per l’archeologia preistorica e protostorica a 100 anni dalla morte di Luigi Pigorini (1925-2025)”, in programma tra aprile e dicembre 2025 allo Stabilimento Pedrocchi e ai Musei Eremitani. Aprono i promotori Michele Cupitò e Silvia Paltineri del DBC dell’università di Padova

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Al via martedì 8 aprile 2025 a Padova il ciclo di conferenze “Padova per l’archeologia preistorica e protostorica a 100 anni dalla morte di Luigi Pigorini (1925-2025)”, organizzato dalle cattedre di Preistoria e Protostoria ed Etruscologia e antichità italiche, del dipartimento di Beni culturali dell’università di Padova, in collaborazione con il Comune e i Musei Civici di Padova e con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, in programma tra aprile e dicembre 2025 allo Stabilimento Pedrocchi e ai Musei Eremitani di Padova.

padova_dbc_luigi-pigorini_fondo-pigorini_locandina_foto-unipdPerché commemorare Luigi Pigorini a Padova? Nel 1923, Luigi Pigorini, fondatore dell’archeologia preistorica e protostorica italiana, lasciò Roma, dove aveva svolto la parte più importante della sua carriera scientifica, accademica e politica, e si trasferì a Padova presso il figlio Luciano, dal 1919 direttore della locale Stazione Bacologica, e ivi morì il 1° aprile 1925. Le esequie dello studioso furono un vero evento per la città e tutte le istituzioni vi parteciparono ai massimi livelli. L’Università, tuttavia, ebbe un ruolo particolare. Carlo Anti, infatti, di lì a poco Magnifico Rettore dell’Ateneo patavino, fu non solo allievo diretto di Pigorini alla Scuola di Archeologia Italiana di Roma ma, per diverso tempo, anche suo assistente al museo Preistorico ed Etnografico, al tempo ospitato presso il Collegio Romano, come responsabile delle collezioni africane. E lo stretto legame tra Pigorini e Anti è anche la ragione per la quale, dopo la morte dello studioso, gli eredi donarono il suo grande e preziosissimo archivio privato all’allora Istituto di Archeologia dell’Università (https://pigorini.beniculturali.unipd.it). Queste vicende, tutto sommato casuali, non rappresentano però l’unico legame tra Pigorini e Padova. L’intensa corrispondenza intercorsa tra lo studioso e le grandi personalità dell’archeologia preistorica e protostorica patavina della seconda metà dell’’800 e i degli inizi del ‘900 – da Giovanni Canestrini, a Gherardo Ghirardini, a Federico Cordenons – dimostra infatti che egli nutrì un profondo e costante interesse per le fasi più antiche della storia della città e del suo territorio e prova ne sia il fatto che prima stratigrafia e i primi materiali riguardanti Padova preromana – cioè quelli recuperati nel 1874 durante lo scavo delle fondazioni per il nuovo Palazzo delle Debite, progettato da Camillo Boito – furono pubblicati nel Bullettino di Paletnologia Italiana del 1877 proprio da Pigorini.

IL PROGRAMMA

8 aprile 2025, Stabilimento Pedrocchi, Sala Rossini, alle 17: saluti, Francesca Veronese, direttrice dei Musei Civici di Padova; Giovanna Valenzano, direttrice del dipartimento dei Beni culturali, università di Padova; Vincenzo Tiné, soprintendente ABAP per la Città Metropolitana di Venezia e per le Province di Belluno Padova e Treviso. Conferenza “La nascita dell’archeologia preistorica e protostorica in Italia e il ruolo di Luigi Pigorini” con Michele Cupitò e Silvia Paltineri del dipartimento dei Beni culturali, università di Padova.

6 maggio 2025, Musei Eremitani, Sala del Romanino, alle 17.30: conferenza “Pigorini e le ‘selci strane’ di Breonio (Verona). Una storia di falsi nell’archeologia preistorica della fine dell’800” con Massimo Tarantini, della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e per le province di Prato e Pistoia.

3 giugno 2025, Musei Eremitani, Sala del Romanino, alle 17.30: conferenza “La preistoria e la protostoria a Padova ai tempi di Pigorini: dal Paleolitico all’Età del Bronzo” con Michele Cupitò del dipartimento dei Beni culturali, università di Padova.

7 ottobre 2025, Musei Eremitani, Sala del Romanino, alle 17.30: conferenza “L’archeologia del Veneto preromano e del mondo italico a Padova ai tempi di Pigorini” con Silvia Paltineri del dipartimento dei Beni culturali, università di Padova.

13 novembre 2025, Musei Eremitani, Sala del Romanino, alle 17.30: conferenza “Un legame inaspettato tra Padova, Venezia… e il giovane Pigorini studioso di numismatica” con Michele Asolati del dipartimento dei Beni culturali, università di Padova.

2 dicembre 2025, Musei Eremitani, Sala del Romanino, alle 17.30: conferenza “Pigorini e la preistoria dell’Egeo: i rapporti con Heinrich Schliemann e con la Missione Archeologica Italiana a Creta” con Massimo Cultraro dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Catania; e Nicola Cucuzza del dipartimento di Antichità, Filosofia e Storia, università di Genova.

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Ritratto di Luigi Pigorini ormai anziano (foto unipd)

Chi era Pigorini? Luigi Pigorini, nato a Fontanellato (Parma) il 10 gennaio 1842, può essere a buon diritto considerato il fondatore dell’archeologia preistorica e protostorica italiana. Numismatico di formazione, iniziò giovanissimo la sua attività scientifica sotto la guida di Pellegrino Strobel, insigne geologo e naturalista parmense, e, in pochi anni, grazie alle sue straordinarie capacità tanto di studioso, quanto di organizzatore, assunse un ruolo centrale nella nascente comunità scientifica dei paletnologi italiani ed europei: fu infatti tra i principali organizzatori di due eventi chiave per l’affermazione della nuova disciplina, cioè la mostra di oggetti preistorici allestita all’interno dell’Esposizione Universale di Parigi del 1867 e il V Congresso di Antropologia e Archeologia Preistoriche – fortemente voluto da Cesare Correnti, allora ministro della Pubblica istruzione – svoltosi a Bologna nel 1871. Fu tuttavia tra il 1875 e il 1877 che Pigorini, anche in virtù della comunanza di vedute con Ruggero Bonghi, nuovo ministro della Pubblica istruzione, pose le basi per la realizzazione del suo ampio e lungimirante disegno di politica culturale, disegno che, tra l’altro, identificava nella ricostruzione della più remota storia dell’Italia un passaggio fondamentale anche per il consolidamento della nuova coscienza nazionale.

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Una rara immagine del museo Preistorico ed Etnografico ospitato al Collegio Romano (foto archivio muciv)

Nel 1875, infatti, assieme a Strobel e a Don Gaetano Chierici, altra figura determinate per l’affermazione della pre-protostoria in Italia, fondò il Bullettino di Paletnologia Italiana, prima rivista scientifica specializzata a livello europeo, e inaugurò, presso il Collegio Romano, il Regio Museo Preistorico ed Etnografico del quale fu direttore fino all’uscita dal ruolo; nel 1877, invece, attivò, all’università di Roma, la prima cattedra – anche in questo caso a livello europeo – di Paletnologia. La straordinaria carriera pigoriniana, svoltasi prevalentemente nella Capitale, si mosse sempre sul triplo binario della ricerca, della didattica universitaria e della musealizzazione come strumento chiave sia per la formazione dei giovani studiosi di preistoria e protostoria – e, quindi, con essi, anche i quadri universitari e ministeriali –, sia, come detto, per educare gli Italiani alla storia della Nazione. Fu membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dal 1912 Senatore del Regno e, infine, Vicepresidente del Senato.

 

Roma-Eur. Al museo delle Civiltà per #domenicalmuseo visite guidate alle collezioni. Ecco il programma

roma-eur_muciv_domenicalmuseo_6-aprile_programma_locandinaDomenica 6 aprile 2025, in occasione dell’iniziativa #DomenicalMuseo, che permette l’ingresso gratuito al museo per tutta la giornata, il museo delle Civiltà propone un articolato programma di visite guidate (al solo costo della visita) alle collezioni nella sede del Palazzo delle Scienze, in piazza Guglielmo Marconi 14 a Roma-Eur. Alle 11, “ATUXTU”, visita guidata gratuita con il direttore. Visita gratuita per tutte e tutti. Richiesta prenotazione (➪ Prenota qui). Alle 14.30, visita guidata alle Collezioni Preistoriche. Visite a pagamento. Richiesta prenotazione: +18: 7,50 euro; 5-17 anni: 2,50 euro; 0 – 4: partecipazione gratuita; 1 adulto + 1 bambino: 10 euro; 2 adulti + 1 bambino: 15 euro; 2 adulti + 2 bambini: 18 euro. Per maggiori informazioni e prenotazioni: e-mail: didatticamuciv@abintra.it. Alle 16.30, “Hanami al Museo delle Civiltà”, visita guidata per famiglie alle Collezioni Asiatiche con laboratorio sulla primavera. Età consigliata: 6 – 12 anni. Visite a pagamento. Richiesta prenotazione. 0-3 anni: partecipazione gratuita; 4-12 anni: 8 euro (secondo figlio/a a famiglia 6 euro); 13 – 17 anni: 3 euro; +18: 2,50 euro. Per maggiori informazioni e prenotazioni: e-mail: didatticamuciv@abintra.it.

Verona. Al museo Archeologica nazionale in occasione di Vinitaly and the City 2025, visite guidate a scoprire origini e significato del consumo del vino. E degustazione finale

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Il museo Archeologico nazionale di Verona propone, in occasione dell’edizione 2025 di Vinitaly and the City, una visita guidata per scoprire le origini e il significato sociale del consumo del vino nel nostro più antico passato. I reperti esposti consentono infatti di ricostruire molti aspetti della vita quotidiana delle popolazioni che anticamente abitavano il territorio veronese, tra cui un ruolo importante era sicuramente rivestito dal vino: questo non era semplicemente una bevanda ma assunse ben presto altri significati connessi alla sfera sociale e rituale, come raccontano i reperti rinvenuti già in alcuni siti del Neolitico e poi nelle palafitte dell’età del Bronzo e nei corredi funerari dell’età del Ferro. Programma: sabato 5 aprile 2025, alle 15, visita guidata in lingua italiana; domenica 6 aprile 2025, alle 11, visita guidata in lingua inglese; alle 15, visita guidata in lingua italiana. Al termine delle visite guidate degustazione di un calice di vino della cantina Villa della Torre. L’acquisto del carnet degustazioni avviene esclusivamente sul sito https://2025.vinitalyandthecity.com/. Il token esperienza incluso nel carnet dà diritto all’ingresso ridotto dal costo di 3 euro. Info e prenotazioni: tel. 045.591211 o mail a drm-ven.museoverona@cultura.gov.it. Prenotazione obbligatoria.

 

Cabras (Or). Al museo civico “Giovanni Marongiu” ultimo mese per la mostra “Mont’e Prama 1974/2024”: un incontro a 360 gradi con otto sculture di “Giganti” in un legame simbolico con il luogo d’origine

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La mostra dei Giganti “Mont’e Prama 1974/2024” nella Sala del Paesaggio del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (foto nicola castangia)

Aprile 2025 sarà l’ultimo mese per visitare l’esposizione dei Giganti “Mont’e Prama 1974/2024” nell’attuale Sala del Paesaggio del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or). La mostra, inaugurata nel mese di marzo 2024 in occasione dei 50 anni dalla grande scoperta, ha affascinato numerosi visitatori, e si prepara a lasciare spazio a un nuovo progetto espositivo. La mostra offre un incontro a 360 gradi con otto sculture di “Giganti” e sei modelli di nuraghe. La statuaria di Mont’e Prama risale all’Età del Ferro (950-730 a.C.), un periodo che, in Sardegna e nel Mediterraneo, fu caratterizzato da profondi cambiamenti. I personaggi delle sculture raffigurano arcieri, guerrieri e pugilatori. Altrettanto notevoli sono i modelli di nuraghe, apprezzabili sia nella loro forma più semplice che in quella con torri multiple.

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Dettaglio dei Giganti nella mostra “Mont’e Prama 1974/2024” nella Sala del Paesaggio del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (foto nicola castangia)

Nel mese di aprile 2025 ci sarà una mostra temporanea in cui verranno presentati i risultati di restauro degli ultimi tre colossi che, per la prima volta, verranno rimessi in piedi, grazie al lavoro della soprintendenza di Cagliari e Oristano. A partire da maggio 2025 i Giganti torneranno ad essere protagonisti in un ambiente espositivo che li accoglierà in una veste rinnovata. Sarà l’occasione per approfondire nuovi aspetti di queste straordinarie testimonianze della cultura nuragica.

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I Giganti nella Sala del Paesaggio del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras dialogano all’esterno con Mont’e Prama (foto nicola castangia)

“Ci prepariamo a salutare un progetto ammirevole che ci ha dato la possibilità di stravolgere il modo di comunicare una delle più grandi scoperte simbolo della nostra cultura, attraverso una disposizione in cui i colossi di pietra rivolgono lo sguardo verso Mont’e Prama”, afferma entusiasta Anthony Muroni, presidente della Fondazione. “La Sala del Paesaggio è un luogo magico, in cui la luce naturale si fa strada tra le statue, creando un dialogo tra il passato e il presente. L’orientamento dei Giganti verso Mont’e Prama ha contribuito a creare un legame simbolico con il luogo d’origine, affascinando il pubblico per l’opportunità di poter ammirare le statue da ogni angolazione, a 360 gradi. L’esperienza della visita, unita alle serate speciali, ha avuto un grande successo e siamo felici del riscontro ricevuto – continua Muroni – Questa esposizione ha avuto il suo impatto emotivo sui visitatori e non si tratta semplicemente di una vetrina artistica, ma di una finestra sulla storia millenaria della Sardegna. Sono tante le novità di questa nuova stagione, a partire dalla ricostituzione della famiglia dei Giganti, a cui si aggiungeranno altri tre fratelli, a seguito dell’operazione di restauro. Seguirà l’inaugurazione della mostra al museo nazionale D’arte della Catalogna a Barcellona il 16 aprile 2025”.

Milano. All’università presentazione del libro “Spazi domestici nell’età del Bronzo: dall’individuazione alla restituzione” (Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, n. 16, 2023) a cura dell’archeologa Paola A.E. Bianchi e di Massimo Saracino archeologo preistorico del museo veronese

milano_università_libro-spazi-domestici-nell-età-del-bronzo_locandinaLunedì 31 marzo 2025, alle 10.30, in aula 435 del settore didattico dell’università di Milano, in via Festa del Perdono 7, presentazione del libro “Spazi domestici nell’età del Bronzo: dall’individuazione alla restituzione”, Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, n. 16, 2023. Intervengono Andrea Cardarelli (presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria) e i curatori Paola A.E. Bianchi (archeologa libera professionista) e Massimo Saracino (I-MUV museo di Storia naturale di Verona, sezione di Preistoria), in dialogo con Marta Rapi e Umberto Tecchiati (dipartimento di Beni culturali e ambientali, università di Milano).

“Il volume monografico “Spazi domestici nell’età del Bronzo”, che esce nella 2° serie delle Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, dedicata alle Scienze dell’Uomo”, scrive nella Presentazione Monica Miari già presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, “prende le mosse dall’Incontro Annuale di Preistoria e Protostoria tenutosi il 6 e 7 ottobre 2022 al Museo di Storia Naturale di Verona e delle conferenze online, propedeutiche all’evento, che l’hanno preceduto. L’incontro di studio, l’undicesimo da quando l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria ha promosso l’organizzazione di questi momenti di aggiornamento e di scambio di idee, centrati sull’attualità della ricerca e su tematiche circoscritte, ha inteso approfondire e analizzare il tema della “casa”, intesa come unità fisica e funzionale, nell’età del Bronzo. La realizzazione dello I.A.P.P. è stata possibile grazie al sostegno e alla collaborazione dei Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale, nonché all’impegno del Comitato Scientifico, composto da Paolo Bellintani, Maria Bernabò Brea, Paola A.E. Bianchi, Nicoletta Martinelli, Mara Migliavacca, Italo M. Muntoni, Cristiano Nicosia, Domenico Oione, Laura Pau, Giulia Recchia e Massimo Saracino. Da ricordare altresì la disponibilità di cooperazione offerta dalla direzione museo Archeologico nazionale di Verona, in occasione della visita alla sua esposizione permanente. Nel volume, preceduto da un’ampia introduzione scritta a quattro mani dai curatori e coordinatori dell’evento, Paola A.E. Bianchi e Massimo Saracino, è stata mantenuta la suddivisione in sezioni che aveva caratterizzato i lavori a Verona, a partire dall’inquadramento metodologico, per poi declinarsi in tre macro-aree tematiche: “Individuare e riconoscere lo spazio domestico”, “Scavo e ricostruzione dello spazio domestico”, “Strutture, materiali e analisi dello spazio domestico”. Mantenendo le promesse, la pubblicazione restituisce, quindi, alla comunità degli studiosi, un quadro aggiornato sulla tematica scelta, dall’illustrazione di nuovi contesti, alla presentazione di innovative metodologie di documentazione e indagine, all’aggiornamento puntuale e progressivo di alcuni dei più importanti siti di abitato dell’età del Bronzo in Italia”.

Parma. All’auditorium dei Voltoni del Complesso monumentale della Pilotta incontro con Georgia Cantoni su “Ospitare mondi. Le collezioni etnografiche dei Musei Civici di Reggio Emilia”, secondo appuntamento della rassegna “Pigorini Cent’anni dopo 1925 – 2025”

parma_pilotta_auditorium_Ospitare-mondi-Le-collezioni-etnografiche-dei-Musei-Civici-di-Reggio-Emilia_cantoni_locandinaGiovedì 27 marzo 2025, alle 17, all’auditorium dei Voltoni nel Complesso monumentale della Pilotta a Parma, incontro con Georgia Cantoni su “Ospitare mondi. Le collezioni etnografiche dei Musei Civici di Reggio Emilia”, secondo appuntamento della rassegna “Pigorini. Cent’anni dopo 1925 – 2025” è patrocinata dall’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria e realizzata in collaborazione con Arkheoparma e l’associazione Amici della Pilotta. Ingresso libero e gratuito fino al raggiungimento della capienza massima della sala (100 posti). L’etnologia svolge un ruolo importante per la formazione dell’archeologia preistorica (poi denominata appunto “paletnologia”); le popolazioni viventi a diversi stadi di sviluppo sono considerati dalla nascente disciplina archeologica un strumento fondamentale per ricostruire la storia fisica, tecnologica e culturale delle popolazioni vissute in epoche remote. Raccolte etnografiche di privati e i reperti che Luigi Pigorini direttore del museo Preistorico Etnografico di Roma offriva a Giovanni Mariotti, direttore del Museo di Parma, in cambio di reperti delle terramare, hanno costituito fino agli anni Sessanta la collezione etnografica del Museo di Parma. Dopo il suo riallestimento, questi beni hanno rischiato la dispersione, ma l’intera collezione è stata, fortunatamente, acquisita dai Civici Musei di Reggio Emilia dove è tuttora esposta.

Georgia Cantoni è conservatrice delle collezioni etnografiche dei Musei Civici di Reggio Emilia, ispettore onorario per la soprintendenza dei Beni Archeologici Belle arti e Paesaggio per la città Metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.

Verona. Doppia iniziativa per valorizzare il sito paleolitico del Riparo Tagliente di Stallavena: al museo di Storia naturale il docu-film “Il leone e la pietra”; al museo Archeologico nazionale il laboratorio “Una giornata con gli antenati paleolitici”

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Ciottolo inciso con figura di stambecco dal Riparo Tagliente, conservato nel museo Archeologico nazionale di Verona (foto graziano tavan)

Doppia iniziativa, il 21 e 29 marzo 2025, per valorizzare il sito paleolitico di Riparo Tagliente, a Stallavena di Grezzana (Vr), sul fianco destro della Valpantena, che conserva le testimonianze di frequentazioni antropiche del Paleolitico Medio e Superiore (60.000-10.000 anni fa). Fu scoperto nel 1958 da Francesco Tagliente. Le prime ricerche furono condotte tra il 1962 e il 1964 a cura del museo civico di Storia Naturale di Verona, vennero riprese nel 1967 dall’università di Ferrara e sono ancora in corso. I due eventi in programma il 21 e il 29 marzo 2025 nascono dalla collaborazione tra Comune di Verona – museo di Storia Naturale, Comune di Grezzana e università di Ferrara – dipartimento di Studi umanistici, tra cui è in atto una storica cooperazione recentemente formalizzata col rinnovo di una convenzione per la valorizzazione del sito del Riparo Tagliente, assieme alla direzione regionale Musei nazionali Veneto e alla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza.

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Venerdì 21 marzo 2025, alle 17, in sala conferenze “Sandro Ruffo”, al museo civico di Storia Naturale di Verona, in lungadige Porta Vittoria 9 a Verona, presentazione del docu-video “Il leone e la pietra. 63 anni di scavi al Riparo Tagliente”, che approda a Verona dopo una fortunata video-première alla biblioteca comunale di Grezzana, facendo tappa nelle istituzioni museali che contribuiscono alla valorizzazione del sito paleolitico di Riparo Tagliente: i Musei Civici di Verona, con il Museo di Storia Naturale, e il museo Archeologico nazionale di Verona. Intervengono gli archeologi della sezione di Preistoria del museo di Storia Naturale Nicoletta Martinelli e Massimo Saracino, l’attuale responsabile scientifica delle ricerche Federica Fontana con il co-direttore delle indagini Davide Visentin dell’università di Ferrara e l’ex direttore degli scavi Antonio Guerreschi.  A seguire visita libera alla sala di Preistoria Veronese, con focus sui reperti dal Riparo Tagliente.

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Sabato 29 marzo 2025, alle 15, al museo Archeologico nazionale di Verona, in stradone San Tomaso 3 a Verona, laboratorio per piccoli e grandi: “Una giornata di 15mila anni fa con gli antenati paleolitici di Riparo Tagliente”. Come si confeziona una punta di freccia in pietra scheggiata? Come si preparavano i colori nel Paleolitico? Attività di scheggiatura, osservazione dello strumentario paleolitico, preparazione dei coloranti e analisi di alcune incisioni di Riparo Tagliente insieme agli archeologi dell’università di Ferrara: Federica Fontana, Nicolò Fasser, Giorgia Sardelli, Davide Forte. Attività gratuita compresa nel regolare biglietto d’ingresso, info e prenotazioni: T. 045 591211 – drm-ven.museoverona@cultura.gov.it