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Roma. All’Arco costantiniano di Malborghetto, nell’anniversario della Battaglia di Ponte Milvio, “Costantino e la Battaglia di Ponte Milvio: la storia e la memoria”: mostra, visite guidate, laboratori didattici

“La storia non è soltanto il racconto di eventi passati, ma la trama viva di idee che si muovono, si trasformano e plasmano la realtà. È, al contempo, la memoria di quei momenti cruciali il cui esito muta per sempre il corso del mondo”. Martedì 28 ottobre 2025, anniversario della Battaglia del 312 d.C., appuntamento all’Arco costantiniano di Malborghetto a Roma con “Costantino e la Battaglia di Ponte Milvio: la storia e la memoria”. A 1712 anni esatti da quel giorno di ottobre in cui, sulle rive del Tevere, si giocò una partita destinata a cambiare la storia, l’Arco Costantiniano di Malborghetto si apre a una mostra dal titolo suggestivo: “Malborghetto. Memorie archeologiche di pellegrini e giubilei”. Questa esposizione, partendo da armi ritrovate sul campo di Ponte Milvio, intende raccontare la cristianizzazione di un territorio attraverso le testimonianze archeologiche che ne segnano il lento e complesso cammino. Nel luogo stesso dove Costantino scelse di porre il suo accampamento, si svolgeranno visite guidate, laboratori e attività didattiche pensate per offrire una lettura approfondita e sfaccettata di quei contesti storici, militari e spirituali, che fecero di quella battaglia non solo uno scontro di eserciti, ma una svolta decisiva nella storia dell’Impero e della civiltà occidentale.

Il 28 ottobre 2025, all’Arco Costantiniano di Malborghetto, in via Barlassina 1 a Roma, dalle 10 alle 18, attività e programma: visite guidate ogni ora dalle 10.30 alle 16.30; Arco e Casale di Malborghetto; mostra “Malborghetto. Memorie archeologiche di pellegrini e giubilei”. Attività didattiche: ogni ora dalle 10, laboratori didattici per famiglie con gli operatori di Explora, il Museo dei Bambini di Roma: Arco a tutto sesto, Arco quadrifronte di Malborghetto, La Via Flaminia, Il Pellegrino. Allestimenti esterni: Mi trasformo nel tempo, Il sogno di Costantino, La battaglia di Ponte Milvio, Caccia al tesoro.

Bologna. Visita straordinaria sulle tracce dell’antico porto di Bologna: dalla Salara al Canale Cavaticcio viaggio affascinante tra storia e archeologia urbana

Lunedì 27 ottobre 2025, alle 16 e alle 17.30, visita straordinaria sulle tracce dell’antico porto di Bologna: la Salara e il sotterraneo del Canale Cavaticcio. Iniziativa gratuita e a numero chiuso con PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA scrivendo a tourer@cultura.gov.it (specificare il turno di visita prescelto e i nomi di tutti i partecipanti e lasciare un recapito telefonico per eventuali informazioni last-minute). Punto di ritrovo davanti al Cinema Lumière in piazzetta Pasolini a Bologna. Evento parzialmente in sotterranea, si consiglia un abbigliamento adeguato e scarpe comode.

Grazie all’ospitalità del Consorzio Canali di Bologna, si potrà compiere un viaggio affascinante tra storia e archeologia urbana: dalla Salara, l’antico magazzino del sale e del grano, si scenderà nel sotterraneo del Canale Cavaticcio, tra attracchi perduti, ponti nascosti e memorie dimenticate di un porto ormai scomparso ma ancora vivo nel cuore della città. Guidati da Milena Naldi, si avrà un’occasione unica per riscoprire un capitolo nascosto della Bologna “d’acqua invisibile”, parte viva del patrimonio culturale e testimonianza della fondamentale funzione di questi canali storici a garanzia dapprima della prosperità e tuttora della sicurezza idraulica di Bologna. Sono previsti 2 turni della durata di circa un’ora e mezza ciascuno, con inizio alle 16 e alle 17:30.

Castelseprio (Va). Al parco archeologico, nell’area della chiesa di San Giovanni, il team dell’università di Padova ha scoperto un edificio di epoca gota e una sepoltura dell’età del Ferro, e i resti di un edificio del V-VI secolo con silos e tracce di attività artigianali. Visite guidate il 2 novembre

Campagna 2025 dell’università di Padova: veduta zenitale dell’area della chiesa di San Giovanni del parco archeologico di Castelseprio (Va) (foto drm-lom)

Campagna 2025: le indagini archeologiche dell’università di Padova nell’area della chiesa di San Giovanni nel parco archeologico di Castelseprio (Va) riportano alla luce i resti di un edificio di epoca gota e una sepoltura dell’età del Ferro. Trovata anche una stele funeraria romana dedicata a un soldato dell’età imperiale. Continuano a sorprendere le ricerche archeologiche al parco archeologico di Castelseprio, antica città fortificata distrutta nel 1287 durante una guerra con Milano. Nelle scorse settimane sono infatti emersi nuovi ritrovamenti che vanno ad aggiungersi a quelli annunciati la scorsa estate, di grande importanza per datare le origini dell’insediamento.

Alexandra Chavarria Arnau, professopressa di Archeologia medievale (foto unipd)

Le scoperte sono state effettuate dall’équipe dell’università di Padova, diretta dalla professoressa Alexandra Chavarria Arnau e composta da docenti e studenti, da alcuni anni concentrati sul principale edificio di culto dell’antico abitato, la basilica di San Giovanni. Tra i più sorprendenti rinvenimenti troviamo un’iscrizione funeraria romana, riusata per coprire una sepoltura medievale e dedicata a un soldato vissuto in epoca imperiale. Nel Parco erano già stati trovati altri reperti analoghi della stessa epoca. Questa ulteriore scoperta aiuterà gli studiosi a comprendere le ragioni della loro presenza a Castelseprio e nelle zone limitrofe, tema sul quale esiste da diverso tempo un complesso dibattito. Durante gli scavi, l’équipe di Padova ha sempre permesso ai visitatori del Parco di seguire in diretta il lavoro degli archeologi. Nelle prossime settimane, la direzione del parco organizzerà visite guidate e incontri per illustrare le nuove scoperte, a partire dall’iscrizione del soldato romano, già esposta presso l’Antiquarium. La prima data sarà domenica 2 novembre 2025, durante le consuete passeggiate con l’archeologo insieme al direttore del Parco (partecipazione gratuita, prenotazione consigliata: parcoarcheologico.castelseprio@cultura.gov.it).

Il team dell’università di Padova, diretto dalla professoressa Alexandra Chavarria Arnau, impegnato nella campagna 2025 a Castelseprio (Va) (foto drm-lom)

Gli archeologi hanno inoltre portato alla luce i resti di un edificio del V-VI secolo con silos e tracce di attività artigianali, più antichi della costruzione della chiesa, datata ad epoca longobarda, e utili per capire la vita quotidiana delle persone che abitavano queste terre agli inizi del Medioevo. Inaspettata è stata anche la scoperta di una sepoltura dell’età del Ferro: una grande fossa contenente un’urna, frammenti di ceramica e pezzi di metallo fuso, risalente al VI secolo a.C., che conferma quanto antichi siano gli insediamenti in quest’area. Questi ritrovamenti permetteranno di comprendere meglio le fasi più antiche della vita del sito, dove memorie protostoriche, romane e altomedievali si intrecciano in un racconto unico e suggestivo. “Il lavoro di ricerca che stiamo promuovendo nelle aree archeologiche statali della Lombardia sta dando importanti risultati”, afferma il direttore regionale Rosario Maria Anzalone. “Oltre alle ville romane sul Lago di Garda e ai siti della Valle Camonica, un luogo che sta restituendo novità ed evidenze di estremo interesse scientifico è proprio il parco archeologico di Castelseprio. I miei più sentiti complimenti al team di lavoro, nella convinzione che la ricerca sia un pilastro della valorizzazione culturale e – pertanto – con l’auspicio di proseguire su questa strada”.

Campagna 2025 dell’università di Padova: lo scavo nell’area della chiesa di San Giovanni del parco archeologico di Castelseprio (Va) (foto drm-lom)

Il direttore del parco archeologico, Luca Polidoro, sottolinea l’importanza di proseguire gli studi, che continuano a offrire nuove informazioni: “Queste scoperte rappresentano una grande soddisfazione, non solo per il loro valore scientifico, ma anche perché, insieme agli altri ritrovamenti della scorsa estate, confermano la bontà della strategia adottata dalla direzione regionale Musei nazionali Lombardia: investire nella ricerca scientifica e promuovere progetti di scavo, sia condotti dai nostri funzionari sia in concessione ministeriale con le università italiane”. “Castelseprio è una fonte di scoperte straordinaria e ci rende orgogliosi del nostro territorio”, dichiara il sindaco Silvano Martelozzo. “Invito tutti i nostri cittadini a partecipare alle prossime visite guidate con il personale del ministero della Cultura per farsi raccontare tutti i dettagli sulle nuove scoperte”.

Marzabotto (Bo). Visita a raccolta con passeggiata per la città di Kainua e il museo nazionale Etrusco con gli archeologi dell’università di Bologna

Domenica 26 ottobre 2025, alle 15, al parco archeologico della città etrusca di Kainua, passeggiata per la città di Kainua e il museo nazionale Etrusco con l’archeologo nell’ambito delle visite a raccolta mensili affidate dal museo nazionale Etrusco di Marzabotto agli archeologi e alle archeologhe del dipartimento Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna. La visita comprende tutta l’area della città, compresa la Necropoli Nord solitamente non accessibile nelle visite libere. È necessaria la prenotazione per poter organizzare i gruppi. La visita inizia alle 15, è consigliato arrivare prima per completare i pagamenti. La visita dura circa 2 ore e mezzo e comprende tutta l’area archeologica e il Museo. Il costo di partecipazione è 10 euro a persona (sono previste agevolazioni) + il biglietto di ingresso a Museo e area archeologica di 3 euro. Per info e prenotazioni 353 4412879 oppure mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it. In questi giorni sono in corso alcuni lavori di manutenzione e restauro dei materiali e del percorso espositivo del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e quindi l’apertura di alcune sale potrebbe subire delle variazioni.

Taranto. Apertura serale straordinaria del museo Archeologico nazionale di Taranto con approfondimento tematico “Viaggio tra i principali culti di Taras”: un racconto che parte dalla fondazione della città greca e si snoda attraverso i reperti e i loro contesti archeologici

In occasione dell’apertura serale straordinaria, domenica 26 ottobre 2025, dalle 18 alle 22, del museo Archeologico nazionale di Taranto, approfondimento tematico “Viaggio tra i principali culti di Taras”: una funzionaria archeologa del MArTA sarà presente nella sala III del secondo piano del Museo per accompagnare i visitatori in un viaggio tra i principali culti della Taranto di età arcaica e classica. Un racconto che parte dalla fondazione della città greca e si snoda attraverso i reperti e i loro contesti archeologici, per riscoprire la dimensione del sacro, i riti e le divinità che hanno segnato la storia di Taras. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso (10 euro, salvo gratuità e riduzioni).

Roma. Passaggio di consegne al parco archeologico del Colosseo tra l’uscente Alfonsina Russo e il nuovo direttore Simone Quilici che lascia il parco archeologico dell’Appia Antica, dove va in delega Luana Toniolo

Passaggio di consegne tra la direttrice uscente Alfonsina Russo e Simone Quilici, nuovo direttore del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

A metà luglio 2025 la nomina di Simone Quilici, già direttore del parco archeologico dell’Appia Antica (Roma), alla direzione del parco archeologico del Colosseo da parte del ministro della Cultura Alessandro Giuli (vedi Il ministro Giuli ha nominato i direttori dei musei di prima fascia: Contessa alla Galleria dell’Accademia di Firenze, Sirano al museo Archeologico nazionale di Napoli, Rinaldi al museo nazionale Romano, D’Agostino ai musei Reali di Torino e Quilici al parco archeologico del Colosseo | archeologiavocidalpassato), il 20 ottobre 2025 l’architetto Simone Quilici ha preso servizio come direttore del parco archeologico del Colosseo. Con una simbolica consegna della campanella è stato celebrato il passaggio di consegne tra Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo dalla sua istituzione nel 2017 e oggi capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, e Simone Quilici, nuovo direttore.

Il personale del parco archeologico del Colosseo applaude il nuovo drettore Simone Quilici (foto PArCo)

Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

“È con grande onore e profonda emozione che inizio oggi il mio incarico come direttore del parco archeologico del Colosseo”, ha dichiarato il direttore Quilici. “Lascio un luogo straordinario come il parco archeologico dell’Appia Antica, ma sono entusiasta di assumere la responsabilità di uno dei monumenti più iconici e importanti del mondo. Da dove, e mi piace ricordarlo qui a poche centinaia di metri dal Miliarium Aureum, eretto da Augusto all’estremità dell’emiciclo dei Rostra, tutte le strade cominciavano il loro percorso. Metto a vostra disposizione la mia esperienza e la mia passione e sono certo che grazie alla vostra competenza ed energia raggiungeremo insieme grandi traguardi ambiziosi. Iniziamo insieme questo nuovo percorso con fiducia e determinazione. Viva il parco archeologico del Colosseo!”.

Parco archeologico dell’Appia Antica: Simone Quilici e Luana Toniolo (foto parco appia antica)

Qualche giorno prima, il 17 ottobre 2025, nel Complesso di Capo di Bove sull’Appia antica (Roma), c’è stato il passaggio di consegne alla direzione del parco archeologico dell’Appia Antica. Il direttore uscente, Simone Quilici ha simbolicamente passato il testimone a Luana Toniolo, attuale direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Luana Toniolo è stata delegata da Massimo Osanna alla direzione del Parco fino alla conclusione della procedura concorsuale attualmente in atto. “Un sentito ringraziamento all’architetto Quilici per il prezioso lavoro svolto in questi anni alla guida del Parco, durante i quali ha contribuito con competenza e passione alla valorizzazione di uno dei luoghi più iconici della Roma antica. Il personale tutto lo saluta con gratitudine e accoglie con entusiasmo la dott.ssa Toniolo, porgendole un caloroso benvenuto e assicurando sin da ora il massimo impegno a supporto del suo incarico”.

Paestum (Sa). In occasione della XXVII Bmta, al museo Archeologico nazionale apre la mostra fotografica “Collegare Baekje al mondo. Eredità di un antico regno, culla di cultura”, dedicata ai siti culturali della Corea del Sud patrimonio Unesco

In occasione della XXVII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (30 ottobre – 2 novembre 2025), il museo Archeologico nazionale di Paestum ospita, dal 25 ottobre al 2 novembre 2025, la mostra fotografica “Collegare Baekje al mondo. Eredità di un antico regno culla di cultura”, dedicata ai siti culturali della Corea del Sud iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO e situati nella regione storica del Baekje. L’esposizione, allestita nella sala Cella del museo, è promossa dall’associazione Sapere Mediterraneo in collaborazione con il Baekje World Heritage Center, ente responsabile della tutela e valorizzazione dei beni UNESCO nelle città di Gongju, Buyeo e Iksan. Il progetto e l’organizzazione della mostra sono coordinati dall’architetto Francesco Scianni. Attraverso 18 pannelli fotografici autoportanti in plexiglass, la mostra accompagnerà i visitatori in un viaggio visivo tra i luoghi simbolo del regno del Baekje, rivelando la bellezza architettonica e culturale di un’antica civiltà che, come quella greco-romana a Paestum e a Velia, ha segnato profondamente la storia di un territorio. La visita alla mostra è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Dal 30 ottobre al 2 novembre 2025, in occasione della BMTA, l’ingresso ai Parchi è gratuito per coloro che si registreranno allo stand della fiera.

Nel pomeriggio del 30 ottobre 2025 si terrà, in sala Cella, un momento di saluto con la partecipazione della delegazione ufficiale proveniente dalle città sud-coreane coinvolte nel progetto. L’iniziativa si inserisce nell’ambito di un protocollo d’intesa sottoscritto tra i Parchi archeologici di Paestum e Velia, l’Associazione Sapere Mediterraneo e il Baekje World Heritage Center, finalizzato a promuovere la cooperazione internazionale nei settori della valorizzazione, conservazione e fruizione del patrimonio culturale. L’accordo mira a sviluppare modelli innovativi di collaborazione e scambio tra istituzioni pubbliche e private, integrando risorse culturali, paesaggistiche ed economiche per il miglioramento della qualità e della modernità dell’offerta turistica. Con “Collegare Baekje al mondo”, il museo di Paestum conferma la sua vocazione di ponte culturale tra Oriente e Occidente, in un dialogo che unisce civiltà antiche e contemporaneità, memoria e futuro.

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale apre il percorso tematico “All’ombra degli dei” alla scoperta della religione antica attraverso i reperti legati al culto e alla ritualità

Da sabato 25 ottobre 2025 a giovedì 15 gennaio 2026 il museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) è arricchito da “All’ombra degli dei”, un percorso tematico a tappe, a cura dello staff del Museo, che guida i visitatori nella religione antica attraverso i reperti legati al culto e alla ritualità. Sabato 25 ottobre 2025, alle 15, visita guidata al percorso “All’ombra degli dei”,  a cura dello staff del Museo. Attività compresa nel costo dell’ingresso, gratuito per gli abbonati. Prenotazione: 0426 21612; drm-ven.museoadria@cultura.gov.it

Parco archeologico dell’Appia Antica. Per gli “Incontri di archeologia alle Tombe della via Latina” presentazione del libro “Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Trasformazioni di una città dal Risorgimento al fascismo” di Alessandro Sebastiani (Carocci editore) e visita guidata speciale alla Tomba dei Valeri

Riprendono i tradizionali “Incontri di Archeologia alle Tombe di Via Latina”, occasioni uniche promosse dal parco archeologico dell’Appia antica per incontrare professionisti del settore e scoprire le loro ultime ricerche e pubblicazioni nella suggestiva cornice della sala superiore della Tomba dei Valerii. Appuntamento sabato 25 ottobre 2025, alle 10.30, in via dell’arco di Travertino 151, con la presentazione del libro di Alessandro Sebastiani “Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Trasformazioni di una città dal Risorgimento al fascismo”, edito da Carocci editore, Collana Biblioteca di testi e studi. Dopo i saluti del responsabile del sito, Santino Alessandro Cugno, interverranno l‘autore il prof. Alessandro Sebastiani, chair and associate professor Department of Classics (SUNY), e la prof.ssa Martina Piperno, università La Sapienza. Al termine della presentazione i partecipanti potranno visitare la Tomba dei Valerii. Attività gratuita non soggetta a prenotazione

Copertina del libro “Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Trasformazioni di una città dal Risorgimento al fascismo” di Alessandro Sebastiani

Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Il libro esplora il complesso rapporto fra i resti monumentali classici di Roma e il loro utilizzo ideologico dal Regno d’Italia alla fine del regime fascista (1870-1945). Prendendo in esame alcuni monumenti della città, l’autore ci mostra come la loro romanitas sia stata intenzionalmente manipolata per costruire l’identità nazionale italiana moderna e contemporanea. Tale identità fu modellata grazie a una fusione di passato e presente, attraverso la creazione di luoghi simbolici e ideologici, alcuni dei quali vennero recuperati dal tessuto cittadino, come i Fori Imperiali, il Colosseo, il Mausoleo di Augusto e l’Ara Pacis, con una sistematica azione di isolamento urbanistico. Altri furono edificati ex novo, come il Palazzo di Giustizia, il Foro Italico o il quartiere dell’EUR, o plasmati realizzando grandi boulevards urbani per ufficializzare la creazione della capitale del Regno d’Italia e della Roma di Mussolini. Si trattò di un grande progetto di placemaking ideologico, dove l’archeologia classica e i monumenti dell’antichità divennero protagonisti della nascita dello Stato italiano.

Sgonico (Ts). “Tina Jama Open Day + Laboratori”: due visite guidate gratuite agli scavi con archeologi e speleologi; e attività di archeologia sperimentale

Dieci giorni fa, il 15 ottobre 2025, a Trieste sono stati presentati i risultati delle nuove indagini nelle grotte preistoriche del Carso (vedi Trieste. Per l’80mo anniversario del Club Alpinistico Triestino al Magazzino 26 “Nuove indagini nelle grotte preistoriche del Carso. Dati recenti e prospettive di ricerca”. Ecco alcune anticipazioni dei relatori alla luce delle ricerche archeologiche dopo alcuni decenni di inattività | archeologiavocidalpassato). E tra queste anche la grotta Tina Jama, sul Monte Lanaro nel Carso triestino, nel comune di Sgonico, dove è in corso la terza campagna di scavi in concessione ministeriale. Per condividere con la cittadinanza e far conoscere l’importanza dei rinvenimenti, sono state organizzate due visite guidate gratuite agli scavi. Sabato 25 ottobre 2025, “Tina Jama Open Day + Laboratori”: gli archeologi dell’università Ca’ Foscari di Venezia, responsabili dei lavori, e gli speleologi del Club Alpinistico Triestino condurranno i visitatori all’esplorazione del sito della grotta Tina Jama. Ritrovo alle 10 e alle 14 al parcheggio alla base del sentiero numero 5A per il Lanaro, collocato circa 300 m a nord dell’agriturismo Milič Zagrski ( https://www.miliczagrski.com/ ). La risalita alla grotta richiede circa mezz’ora di cammino per persone allenate. Si consigliano abbigliamento e calzature adeguate. Prenotazione obbligatoria: È previsto un numero massimo di 30 persone per visita guidata. Per prenotare scrivere a: federico.bernardini@unive.it

Sempre il 25 ottobre 2025, all’agriturismo Milič Zagrski presso Sagrado/Zagradec si svolgeranno attività di archeologia sperimentale, come la scheggiatura della selce, l’accensione del fuoco, la lavorazione delle conchiglie e dell’osso per la produzione di monili e strumenti di uso quotidiano. Inoltre, si potrà partecipare a una prova pratica di tiro con arco e propulsore preistorico con il TES (Tecnico Educatore Sportivo) della UISP, Roberto Cappellina e immergersi nei suoni della preistoria grazie a una capanna sonora realizzata prendendo spunto dal lavoro di ricerca svolto dall’archeologo Simone Pedron dell’associazione Trame di Storia che cura il museo Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore e il museo dell’Uomo di Val Rosna. Età consigliata dai 6 anni in su. Il laboratorio, a cura di Alessandra Maria Rodriguez, vedrà protagonisti esperti di archeologia sperimentale Marco del Piccolo, Giuliano Bastiani e Marco Rodriguez.