Pozzuoli (Na). All’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli (Na) per l’approfondimento tematico “Puteoli, il porto che univa il mondo” promosso dal parco archeologico dei Campi Flegrei
Sabato 8 novembre 2025, alle 11.30 appuntamento all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli (Na) per l’approfondimento tematico “Puteoli, il porto che univa il mondo” promosso dal parco archeologico dei Campi Flegrei. L’attività gratuita è compresa nel costo del biglietto. “Piccola Delo” e crocevia di genti e tradizioni che plasmarono l’identità dell’Impero. Chi era lo “straniero” per Roma e quali culture portava con sé? È possibile che Pozzuoli fosse un antico porto, e al tempo stesso una città globale? I partecipanti lo scopriranno in questo viaggio nella storia di uno dei più importanti centri multiculturali del Mediterraneo.
Modica (Rg). Al museo Belgiorno lectio magistralis di Massimo Cultraro su “La corrente evoluzionistica in Sicilia attraverso una rara edizione dell’opera di Darwin conservata a Modica”

La copia de “L’origine della specie” di Charles Darwin conservata nella Biblioteca di Modica (foto biblioteca modica)
La città di Modica (Rg) nell’Ottocento disponeva di una straordinaria collezione archeologica, visitata da studiosi stranieri come Arthur Evans e F. Von Adrian, ma anche di una aggiornatissima biblioteca del Regio Liceo. Una rara edizione della rivoluzionaria opera di Charles Darwin, “L’origine della specie”, nella traduzione di Giovanni Canestrini, è il tema dell’incontro di venerdì 7 novembre 2025, alle 17.30, nell’auditorium “Sala Triberio”, al museo civico “Franco Libero Belgiorno” – Palazzo della Cultura. Dopo gli gli interventi di Maria Monisteri, sindaco di Modica; Giovanni Di Stefano, archeologo; e Rosolino Balistrieri, dirigente dell’Istituto Archimede di Modica; lectio magistralis del professore Massimo Cultraro (Cnr Catania, università di Palermo) su “La corrente evoluzionistica in Sicilia attraverso una rara edizione dell’opera di Darwin conservata a Modica”.
Padova. I venerdì di novembre e dicembre visite guidate a Palazzo Folco, sede della soprintendenza, a cura della Società Archeologica Veneta
Grazie alla collaborazione tra la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Padova Treviso e Belluno, e la Società Archeologica Veneta, sono in programma ogni venerdì, dal 7 novembre al 19 dicembre 2025, visite guidate a Palazzo Folco, in via Aquileia 7 a Padova, sede della Sabap di Padova. Le visite, a cura della Società Archeologica Veneta, sono su due turni, alle 10.30 e alle 11, il 7, 14, 21, e 28 novembre 2025, e il 5, 12 e 19 dicembre 2025. Le visite sono gratuite con prenotazione obbligatoria scrivendo a: archeologicaveneta@gmail.com indicando il turno di visita scelto.
Roma. A Palazzo Patrizi Clementi presentazione dei lavori di restauro della Tomba Maggi, significativa testimonianza della pittura etrusca del V secolo a.C., nella necropoli dei Monterozzi di Tarquinia, patrimonio Unesco
Giovedì 6 novembre 2025, alle 16.30, nella Sala delle Colonne doriche di Palazzo Patrizi Clementi, in via Cavalletti 2 a Roma, presentazione dei lavori di restauro – appena conclusi – della Tomba Maggi, significativa testimonianza della pittura etrusca del V secolo a.C., nella necropoli dei Monterozzi di Tarquinia, riconosciuta Patrimonio Mondiale UNESCO. L’iniziativa illustra l’esito di un progetto che ha restituito stabilità e leggibilità all’ambiente ipogeo, migliorando la comprensione e la lettura delle pitture che decorano la camera sepolcrale. Il progetto ha coinvolto l’Associazione Amici delle Tombe dipinte di Tarquinia che ha curato la protezione esterna dell’ipogeo, e gli archeologi Gloria Adinolfi e Rodolfo Carmagnola, impegnati nella pulitura del pavimento e nelle analisi multispettrali per l’identificazione del blu egizio. All’incontro intervengono Margherita Eichberg, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale; Paola Potenza, restauratrice responsabile dei progetti della Fondazione Isabel e Balz Baechi; Adele Cecchini, restauratrice; Mariangela Santella, restauratrice; Gloria Adinolfi, archeologa; Rodolfo Carmagnola, archeologo. Ingresso libero, fino ad esaurimento posti.
Il restauro, interamente sostenuto dalla Fondazione Isabel e Balz Baechi di Zurigo, è stato condotto dalle restauratrici Mariangela Santella e Adele Cecchini, con la collaborazione di Paola Potenza, restauratrice e referente della Fondazione per l’intervento, sotto la sorveglianza della Soprintendenza: soprintendente Margherita Eichberg e funzionaria responsabile Rossella Zaccagnini. Scavata nel banco di macco (calcarenite gialla), la Tomba Maggi conserva scene di banchetto, danza, musica e caccia, che richiamano la dimensione rituale e simbolica del mondo etrusco. Prima del restauro, le superfici pittoriche erano quasi illeggibili per la presenza di depositi carbonatici, efflorescenze saline e numerose lacune del supporto roccioso. Le operazioni hanno previsto consolidamento, pulitura selettiva e risarcimento delle lacune, restituendo unità visiva all’insieme decorativo. Un intervento specifico ha riguardato la chiusura reversibile dell’apertura nella parete centrale, mediante un pannello in alluminio a nido d’ape rifinito a finta roccia. La Tomba Maggi rappresenta una significativa testimonianza della pittura etrusca, in cui si intrecciano arte, ritualità e memoria, e costituisce un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti privati, esempio concreto di tutela integrata che unisce ricerca, restauro e conoscenza scientifica.
Milano. A Palazzo Litta, aperto al pomeriggio, presentazione del libro “Ri-scoperte. Reperti archeologici da raccolte private milanesi” curato da Alberto Bacchetta (Sabap-Mi)
Martedì 4 novembre 2025, alle 16, in sala Azzurra di Palazzo Litta in corso Magenta a Milano, in occasione dell’apertura al pubblico del palazzo, dalle 15.30 alle 18.30, in collaborazione con la direzione regionale Musei nazionali Lombardia e la direzione di Palazzo Litta, presentazione del libro “Ri-scoperte. Reperti archeologici da raccolte private milanesi” curato da Alberto Bacchetta, funzionario archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Il libro presenta un ampio catalogo di reperti archeologici di varia provenienza (egizi, italici, etruschi, magno-greci, romani) recuperati in questi anni grazie all’attività di tutela svolta dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano in collaborazione con il Nucleo di Monza del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Partecipano all’incontro la prof.ssa Elena Calandra (università di Pavia), il Lgt. c.s. Raffaele Adorante (Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale – Nucleo di Monza) e l’avv. Giuseppe Liberti (soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Milano).

Copertina del libro “Ri-scoperte. Reperti archeologici da raccolte private milanesi” a cura di Alberto Bacchetta
Ri-scoperte. Reperti archeologici da raccolte private milanesi (All’Insegna del Giglio). Il libro presenta il catalogo scientifico di un’ampia selezione di reperti archeologici di particolare interesse, provenienti da operazioni di recupero effettuate dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano in collaborazione con il Nucleo di Monza del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Tali reperti, in origine detenuti da privati, sono entrati a far parte del Patrimonio dello Stato a seguito di sequestri operati dall’autorità giudiziaria oppure di consegne volontarie. Nella maggior parte dei casi si tratta di manufatti provenienti dall’Italia centro-meridionale, a cui si aggiungono beni di origine extra-italica, in particolare dall’Egitto. Nonostante la completa mancanza di informazioni sul loro originario contesto di rinvenimento, questi reperti rivestono un notevole interesse archeologico e il loro studio costituisce l’occasione per farli conoscere e apprezzare, restituendo loro valore e significato. Questo lavoro fornisce l’opportunità di mostrare un aspetto importante della costante attività di tutela svolta dalle istituzioni pubbliche impegnate nella conoscenza e nella salvaguardia del nostro Patrimonio Culturale
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per il ciclo ETRUlegge presentazione del libro “Qualcosa di noi resterà. Un viaggio tra ragione e spiritualità” di Antonio Polito (Mondadori)
Per il ciclo ETRUlegge, martedì 4 novembre 2025, alle 17.45, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Qualcosa di noi resterà. Un viaggio tra ragione e spiritualità” di Antonio Polito (Mondadori). L’autore dialogherà con Giuliano Ferrara e Giovanni Minoli. Modera Gaia Tortora. Ingresso libero in sala fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata all’indirizzo mail: presentazioni11@yahoo.com.

Copertina del libro “Qualcosa di noi resterà. Un viaggio tra ragione e spiritualità” di Antonio Polito
Qualcosa di noi resterà. Si può sopravvivere alla morte? Miliardi di persone credono di sì. Ma lo spirito del tempo ci impedisce di parlarne: una cospirazione del silenzio sul morire e sul dopo. Facciamo di tutto per rivolgere lo sguardo altrove perché la perdita della vita ci fa paura, ci priva del bene più prezioso, e dunque è il peggiore dei mali. Ma forse è ora di strappare quel velo. C’è un modo per non farsi cogliere di sorpresa. Religioni, filosofia e neuroscienze ce ne danno gli strumenti. La resurrezione, l’aldilà, la reincarnazione, il culto dei morti, la loro «presenza» tra i vivi: la storia dell’umanità offre molti modi per dare un senso alla fine, per non considerarla un sipario, ma un passaggio, una trasformazione, una possibile rinascita. Poi ci sono i racconti di coloro che hanno avuto della morte un’esperienza parziale, hanno varcato la soglia e sono tornati. Parlano di tunnel di luce, di distacco dal corpo, di pace, di incontri con persone care defunte. La fisica quantistica e le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale aprono alla speranza che la coscienza non muoia insieme con il cervello, ma che ci sia un luogo, un cloud, dove possa continuare a vivere in un’altra dimensione. In ogni caso qualcosa di noi resterà: quantomeno nel ricordo, nella memoria, nell’affetto di chi ci ha conosciuto, consegnandoci all’immortalità. Antonio Polito affronta il tema della morte con lo scrupolo del giornalista e la sensibilità dell’uomo. Alla ricerca di un senso, conduce un’inchiesta che intreccia riflessioni, testimonianze ed esperienze con uno sguardo intimo e autobiografico. Un viaggio, il suo, nel mistero. Che diventa occasione per interrogarci non solo su cosa ci attende, ma anche su come vivere meglio da ora ad allora, finché siamo in tempo.
Antonio Polito, giornalista e scrittore, è editorialista del Corriere della Sera per cui scrive di politica italiana ed europea. Collabora con la trasmissione di approfondimento “Porta a Porta” ed è tra i più noti commentatori televisivi.














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