Sicilia. Nella villa romana di Durrueli a Realmonte (Ag) seconda tappa (in due giorni) della XX edizione del Festival (diffuso) del Cinema archeologico realizzato dal parco della Valle dei Templi con il RAM film festival: ecco il programma dei film e dell’archeotalk

Seconda tappa del Festival del Cinema Archeologico, realizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, in collaborazione con il RAM film festival e la Fondazione museo civico di Rovereto. Ed è una seconda punta di diamante tra i luoghi della cultura affidati al Parco. Stiamo parlando della Villa romana di contrada Durrueli a Realmonte (Ag), un magnifico esempio di villa marittima perfettamente integrata nel paesaggio che la circonda. In questo suggestivo angolo di Sicilia quattro film articolati in due serate, il 13 e il 15 luglio 2024, e un archeotalk .

Frame del film “Expédition Pétra, sur la piste des Nabatéens / Spedizione Petra, sulle tracce dei Nabatei” di Nathalie Laville e Agnès Molia
PROGRAMMA DI SABATO 13 LUGLIO 2024. Alle 21, apre il film “Expédition Pétra, sur la piste des Nabatéens / Spedizione Petra, sulle tracce dei Nabatei” di Nathalie Laville e Agnès Molia (Francia, 2022, 52’). Da una ventina d’anni, gli archeologi cercano di trovare tracce dei Nabatei, un antico popolo arabo di mercanti, la cui storia è andata perduta. Laïla Nehmé si è posta una sfida audace: tracciare la mitica via dell’incenso percorsa per tre secoli dai carovanieri nabatei. Segue il film “L’Aniene e i suoi giganti” di Domenico Parisse (Italia, 2021, 50’). Un viaggio fra le bellezze naturalistiche e le opere di ingegneria romana giunte fino ai nostri giorni. Il documentario prende spunto dalle ricerche di un grande archeologo inglese, Thomas Ashby, direttore della British School di Roma.
PROGRAMMA DI LUNEDÌ 15 LUGLIO 2024. Si inizia alle 19, con l’archeotalk “Il mare è amaro. Rischi e pericoli della navigazione nel mondo antico”. Modera: Maria Serena Rizzo (parco Valle dei Templi). Incontro

Stefano Medas, archeologo subacqueo e navale
e aperitivo con Stefano Medas, archeologo subacqueo e navale dell’università di Bologna che illustrerà come la concezione del mare e la navigazione nel mondo antico fosse molto diversa da quella di oggi. Intraprendere un viaggio per mare significava esporsi a molti disagi e a grandi pericoli, nella consapevolezza che il naufragio rappresentava un’eventualità sempre presente. Partecipazione gratuita, con prenotazione online sul sito www.ramfilmfestival.it PRENOTA QUI >

Frame del film “Panorami Sommersi. Le Origini di Venezia” di Samuele Gottardello
Alle 21, iniziano le proiezioni. Apre il film “Panorami sommersi. Le origini di Venezia” di Samuele Gottardello (Italia, 2023, 52’). Un viaggio nella Laguna di Venezia, alla ricerca delle radici romane della città insieme a pescatori, archeologi, artisti, subacquei e a una ragazza non vedente. Segue il film “Archeology 3.0 Making the Dead Speak / Archeologia 3.0 Far parlare i morti” di Stéphane Jacques (Francia, 2022, 53’). Grazie alle nuove tecnologie, la più piccola parte dell’anatomia umana può rivelare i suoi segreti e la scienza può ricostruire le vite di migliaia di anni fa: l’archeologia sta per dar voce ai morti come mai prima d’ora. Chiude l’annuncio del vincitore della MENZIONE CITTÀ DI REALMONTE.
Torino. Il museo Egizio riapre e organizza un weekend speciale: ingresso gratuito offerto da Francorosso. Prenotazione obbligatoria

Il museo Egizio di Torino riapre le porte sabato 13 luglio 2024. E per l’occasione è stato organizzato un fine settimana speciale. In occasione della riapertura del Museo, infatti, sabato 13 e domenica 14 luglio 2024 l’ingresso al museo Egizio è gratuito! Sabato 13 luglio apertura straordinaria sino alle 20. Gli ingressi sono offerti da Francorosso. Come sempre, bisogna prenotare il biglietto online, dalla biglietteria ufficiale: https://egizio.museitorino.it/…/13-14-luglio-con…/. Nel fine settimana saranno presenti tra le sale del Museo vari egittologi che racconteranno al pubblico le storie dei reperti più iconici, grazie alla collaborazione con REAR Società Cooperativa. Attenzione: non è possibile effettuare visite guidate né per piccoli né per grandi gruppi. La caffetteria proporrà inoltre delle tariffe speciali per colazioni, merende e aperitivi. “Durante le due giornate – informa il museo Egizio – saranno effettuate riprese video e fotografie alle attività per fini promozionali sia del museo Egizio che di Alpitour SpA”. L’informativa completa è disponibile sul sito, cliccando QUI.
Reggio Calabria. Per “Estate al MArRC”, concerto lirico serale sulla terrazza del museo Archeologico nazionale con gli studenti di Canto del conservatorio “Cilea”
Per “Estate MArRC 2024” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria tornano i concerti del conservatorio. Venerdì 12 luglio 2024, alle 21, si terrà un evento in terrazza a cura del conservatorio di musica “Francesco Cilea” di Reggio Calabria diretto da Francesco Romano. Si esibiranno in un concerto lirico gli studenti di Canto della classe della prof.ssa Serenella Fraschini che, oltre a Verdi e a Mozart, renderanno omaggio a Giacomo Puccini nel 150° anniversario della morte e a Francesco Cilea nel 60° anniversario della fondazione del Conservatorio a lui intitolato. Verrà eseguito anche “Ensueno”, brano di uno dei più grandi cantanti nella storia del rock, Freddie Mercury, il cui testo fu scritto dal celebre soprano Montserrat Caballé. L’orario di apertura del museo sarà prolungato fino alle 23 (con ultimo ingresso alle 22.30). Dalle 20 il biglietto costerà solo 3 euro e permetterà di visitare gli spazi espositivi e partecipare alle attività proposte. L’accesso alla terrazza è consentito ad un massimo di 90 partecipanti, senza prenotazione, fino ad esaurimento posti. “Siamo felici di continuare a collaborare con il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, con il quale abbiamo recentemente stipulato un’apposita convenzione biennale”, commenta il prof. Francesco Romano. “Assieme al direttore dott. Fabrizio Sudano abbiamo potuto constatare quanto appropriata e gradita sia l’offerta di musica dal vivo tra le sale espositive e in terrazza, sotto il cielo e davanti al mare del nostro incantevole Stretto. Anche quest’anno, infatti, abbiamo proposto la musica itinerante all’interno del Museo nella settimana della Festa della musica e ci accingiamo a ripetere l’emozionante esperienza dei concerti nelle notti d’estate. Gli studenti del Conservatorio Cilea sono estremamente lieti di potersi esibire accompagnando i visitatori con la loro performance in questo luogo dove la nostra storia, arte e bellezza sono sapientemente custodite e non aspettano altro che incontrarci donando emozioni sempre nuove”. Il programma: Maria Sorrenti – “Saper vorreste” (Un ballo in maschera, G. Verdi); Noemi Zerbo – “O mio babbino caro” (Gianni Schicchi, G. Puccini); Maria Sorrenti, Noemi Zerbo – “Via resti servita” (Le nozze di Figaro, W.A. Mozart); Chiara Cutrupi, Maria Sorrenti – “Canzonetta sull’aria” (Le nozze di Figaro, W.A. Mozart); Arianna Tripodi – “Donde lieta uscì“ (La Bohème, G. Puccini); Domenico Cagliuso – “Ensueno” (F. Mercury); Chiara Cutrupi – “Se come voi piccina io fossi“ (Le Villi, G. Puccini); Arianna Tripodi – “Signore ascolta“ (Turandot, G. Puccini); Domenico Cagliuso – “Addio ti dico addio” (Gina, F. Cilea); Chiara Cutrupi, Domenico Cagliuso – “Tutte le feste al tempio-Piangi fanciulla piangi” (Rigoletto, G. Verdi); Arianna Tripodi – “Io son l’umile ancella” (Adriana Lecouvreur, F. Cilea); Domenico Cagliuso – “Scorri, fiume eterno!” (Il tabarro, G. Puccini). Al pianoforte Rocco Catania.
Parco archeologico dell’Appia Antica. Per gli “Incontri di archeologia alle Tombe della via Latina” (ultimo prima della pausa estiva) presentazione del libro “La cattedrale di Gerace. L’impronta ottoniana tra Bizantini e Normanni nell’Italia meridionale” (Gangemi editore) di Attilio Maria Spanò e visita guidata speciale alla Tomba dei Valeri

Per gli “Incontri di Archeologia” alle Tombe della Via Latina, occasioni uniche promosse dal parco archeologico dell’Appia antica per incontrare professionisti del settore e scoprire le loro ultime ricerche e pubblicazioni nella suggestiva cornice della sala superiore della Tomba dei Valeri, venerdì 12 luglio 2024, alle 16.30, in via dell’Arco di Travertino 151, per l’ultimo degli Incontri di Archeologia prima della pausa estiva, presentazione del libro “La cattedrale di Gerace. L’impronta ottoniana tra Bizantini e Normanni nell’Italia meridionale” (Gangemi editore) di Attilio Maria Spanò. Si parlerà di Architettura Medievale in Calabria, a partire dai nuovi studi di Spanò sulla celebre Cattedrale di Gerace. Dopo i saluti del direttore Simone Quilici e del responsabile del sito Santino Alessandro Cugno, interverranno con l’autore Margherita Eichberg, soprintendente ABAP per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, e Corrado Bozzoni, professore emerito di Storia dell’Architettura all’università di Roma La Sapienza. A seguire, i partecipanti potranno effettuare una visita guidata speciale alla Tomba dei Valeri. Attività gratuita non soggetta a prenotazione.

Copertina del libro “La cattedrale di Gerace” di Attilio M. Spanò
La cattedrale di Gerace. L’impronta ottoniana tra Bizantini e Normanni nell’Italia meridionale. La cattedrale di Gerace è uno dei monumenti più conosciuti e meno studiati della Calabria. La grande basilica è sempre stata considerata normanna e testimone di quella campagna costruttiva volta alla sostituzione dell’elemento bizantino con quello occidentale. Questo studio interviene, invece, direttamente sull’edificio, ne analizza la sua consistenza fisica, leggendola tra le pieghe delle stratificazioni storiche e architettoniche.
Locri (RC). Per la rassegna “Un caffè… storicamente corretto” promosso dal museo nazionale Archeologico di Locri Epizefiri e dal Circolo di Studi Storici Le Calabrie la conferenza “Corti e cerimoniali nell’Europa dell’ Età Moderna”, col prof. Giulio Sodano dell’università della Campania “L. Vanvitelli”

Al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri siamo arrivati all’appuntamento di luglio con “Un caffè…storicamente corretto”, il ciclo del giovedì promosso dal parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri con il Circolo di Studi storici “Le Calabrie” e il patrocinio del Comune di Locri, curato da Elena Trunfio e Marilisa Morrone. Alle 17.30, nella meravigliosa cornice dei reperti di Locri Epizefiri, in sala con aria condizionata, sarà la volta del prof. Giulio Sodano ordinario di Storia moderna e direttore del dipartimento di Lettere e Filosofia dell’università della Campania “L. Vanvitelli”, nonché direttore scientifico di “Studi Calabresi. Storia Arte Archeologia della Calabria e del Mediterraneo”, rivista del Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”. Ingresso gratuito, senza prenotazione. Introducono Elena Trunfio, direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri, e Marilisa Morrone, presidente del Circolo di Studi storici “Le Calabrie”. Il tema della conferenza è “Corti e cerimoniali nell’Europa dell’ Età Moderna”, un argomento affascinante che consente di riflettere sull’uso della forma come linguaggio del potere e strumento politico. Il prof. Giulio Sodano si è occupato in vari suoi saggi di questo aspetto non secondario dell’esercizio del potere monarchico nell’antico regime, dal Cinquecento alla corte borbonica del XVIII e XIX secolo, definendo il cerimoniale come “spazio teatrale” in quanto “vetrina dell’ organizzazione politica” dove “sono in scena tanto i cortigiani, quanto la sovranità del re”.
Parco archeologico di Ostia antica. Dopo i lavori di restauro e consolidamento (intervento da oltre 3 milioni di euro) apre al pubblico il museo Ostiense con il nuovo allestimento a 62 anni dall’ultima revisione. Inaugurazione con il ministro Sangiuliano. Il direttore D’Alessio: “Il museo unisce i capolavori e gli altri oggetti esposti ai contesti urbani, infrastrutturali e funerari di pertinenza”

Il nuovo allestimento del museo Ostiense al parco archeologico di Ostia antica (foto emanuele antonio minerva / mic)
“L’obiettivo era di riaprirlo per l’estate 2023. Il nuovo museo Ostiense sarà con ogni probabilità un regalo del 2024”, avevamo scritto all’inizio dell’anno (vedi Il 2024 porterà al parco archeologico di Ostia antica l’apertura del museo Ostiense con il nuovo allestimento nel Casone del Sale, dove è stato istituito nel 1945, previsto dal progetto del 2021: interventi strutturali sulla palazzina, e restauro di tutte le opere già esposte e di quelle che qui troveranno posto | archeologiavocidalpassato).

La sede del museo Ostiense al parco archeologico di Ostia antica (foto emanuele antonio minerva / mic)
Previsioni rispettate. Il museo Ostiense, all’interno del parco archeologico di Ostia antica, riapre al pubblico giovedì 11 luglio 2024, dopo l’intervento realizzato grazie a un finanziamento CIPE per il progetto di “Restauro, consolidamento strutturale per il miglioramento sismico e nuovo allestimento del Museo Ostiense all’interno del Parco archeologico di Ostia antica” (importo lavori: 3.366.588 euro). L’intervento si è articolato in due distinti lotti funzionali, uno relativo ai lavori di adeguamento strutturale e allestimento, l’altro al restauro delle opere inserite nel percorso espositivo.

L’inaugurazione del nuovo allestimento del museo Ostiense: da sinistra, Massimo Osanna, Gennaro Sangiuliano e Alessandro D’Alessio (foto mic)
Cerimonia di inaugurazione e riapertura del museo Ostiense nel suo nuovo allestimento mercoledì il 10 luglio 2024, alla presenza del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e del direttore generale Musei Massimo Osanna. La necessità di riallestire il museo nasce dalla duplice esigenza di illustrare la storia e il contesto della città romana di Ostia grazie a un racconto museale del tutto nuovo rispetto al passato e, al tempo stesso, di adeguare e mettere a norma, anche dal punto di vista statico-strutturale e dell’accessibilità fisica e cognitiva, il Casone del Sale, l’edificio risalente al XVI secolo e già sede del Museo Ostiense. Esso è stato inoltre aggiornato nella dotazione impiantistica, illuminotecnica e tecnologica, oltre che sul piano scientifico ed espositivo, al fine di conferire alle opere che ospita la giusta atmosfera e la piena godibilità.

Il nuovo allestimento del museo Ostiense al parco archeologico di Ostia antica (foto emanuele antonio minerva / mic)

Alessandro D’Alessio, direttore del parco archeologico di Ostia antica, e Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura, all’inaugurazione del nuovo allestimento del museo Ostiense (foto emanuele antonio minerva / mic)
“Questa riapertura è importante non solo per il parco archeologico di Ostia ma per l’intero sistema museale nazionale”, afferma il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “All’interno del sito, con un nuovo percorso espositivo e il restauro di numerose opere, è possibile comprendere pienamente il ruolo di Ostia nella storia di Roma. I musei sono la geografia identitaria della nazione. I dati, eccezionali, sull’affluenza resi noti in questi giorni, con 57 milioni di visitatori nel 2023 e oltre il 22 per cento rispetto all’anno precedente, confermano una rinnovata consapevolezza da parte di cittadini e turisti dell’importanza di visitare un sito culturale. In meno di due anni abbiamo riaperto numerosi musei: Castellammare di Stabia, Correale di Sorrento e stiamo lavorando per altre riaperture. Ritengo che la cultura debba essere uniformemente diffusa su tutto il territorio nazionale perché significa innanzitutto qualità della vita. L’Italia è una super potenza culturale, un unicum nella storia globale e dobbiamo essere orgogliosi, quando si inaugura un nuovo sito museale, del nostro grande passato”.

Il nuovo allestimento del museo Ostiense al parco archeologico di Ostia antica (foto emanuele antonio minerva / mic)
“La riapertura del Museo Ostiense rappresenta un risultato di grande rilevanza”, commenta il direttore generale Musei Massimo Osanna. “Questo traguardo offre inoltre un contributo fondamentale al più ampio obiettivo, fortemente perseguito dalla Direzione generale Musei, di valorizzazione del patrimonio culturale inespresso: reperti, opere e spazi che diventano o tornano fruibili al pubblico, con i depositi che, da luoghi dimenticati, sono ormai sempre più il crocevia da cui passano il ripensamento e il rinnovamento dei nostri luoghi della cultura”. “Si tratta di opere di altissima qualità”, dichiara il direttore del Parco, Alessandro D’Alessio, “del tutto identitarie ed esemplificative della realtà ostiense. La città e il suo territorio (e dunque l’intero Parco archeologico, con le monumentali aree dei porti imperiali di Claudio e Traiano e della Necropoli di Porto all’Isola Sacra), infatti, rappresenta senza dubbio un caposaldo dell’archeologia e della storia dell’arte romana, per quel che riguarda sia la produzione scultorea, sia e soprattutto quella musiva e pittorica. E lo stesso può dirsi dell’architettura monumentale e dell’edilizia di Ostia, praticamente una summa delle tipologie e delle tecniche costruttive come della decorazione architettonica romana”.

Veduta panoramica dell’area archeologica di Ostia Antica (foto parco ostia antica)
Cenni storici. Prima colonia di Roma e porta dell’Urbe sul Mediterraneo, Ostia fu fondata secondo la tradizione letteraria dal quarto re di Roma Anco Marcio (VII secolo a.C.); i dati archeologici non risalgono però oltre il IV secolo a.C., epoca alla quale si datano i resti più antichi dell’insediamento fortificato (castrum) posto alla foce del Tevere. Nel I secolo a.C. la città era a tal punto cresciuta che dovette dotarsi di una cinta muraria ben più ampia, la cui costruzione fu avviata sotto il consolato di Cicerone; nel I secolo d.C., con la costruzione di Portus per volontà dell’imperatore Claudio, poi ampliato da Traiano all’inizio del II secolo, Ostia potenziò il suo ruolo di scalo commerciale di Roma, il che comportò uno sviluppo economico e demografico che si tradusse in uno straordinario impulso edilizio e monumentale. A partire dalla metà del III secolo d.C., invece, la città entrò in una fase di inesorabile declino che condusse al suo progressivo e poi definitivo abbandono intorno alla metà del VI secolo.

Museo Ostiense al parco archeologico di Ostia antica: spostamento delle opere per i lavori di riallestimento (foto parco ostia antica)
Dopo essere stata per secoli cava di materiali a cielo aperto, nella seconda metà del Settecento Ostia fu oggetto di sterri finalizzati al recupero di opere d’arte e altri oggetti destinati al mercato antiquario. Le prime indagini archeologiche mirate a rendere il sito accessibile risalgono al XIX secolo, ma è sotto la direzione di Dante Vaglieri (dal 1908 al 1913), e poi a seguire di Guido Calza (fino al 1946), che la città romana venne progressivamente riportata alla luce. Nel 1934 fu inaugurato il museo Ostiense all’interno del Casone del Sale, per il cui primo riallestimento si dovrà attendere il 1962. Oggi, a più di 60 anni, il Museo riapre, rinnovato e totalmente ripensato. “La prima ambizione del museo Ostiense”, dichiara il direttore D’Alessio, “è quella di ricomporre, come mai era stato prima e al netto dei pur imprescindibili aspetti museografici, la rete di relazioni, strettissime e biunivoche, che unisce i capolavori e gli altri oggetti esposti ai contesti urbani, infrastrutturali e funerari di pertinenza. Mettere cioè a sistema la città (quella dei vivi e quella dei morti), le sue istituzioni e il suo funzionamento, con la cultura artistica e materiale che ne promano”. In tal modo la società ostiense emerge in tutte le sue componenti e articolazioni, istituzionali, religiose, economico-produttive, commerciali, nel quadro della storia urbana e civica della colonia”.

Planimetria del nuovo museo Ostiense (foto mic)
Planimetria e sale del nuovo museo Ostiense. Articolato in 12 sale, il racconto museale si articola in 7 grandi macrotemi: le origini e l’età repubblicana, il potere imperiale, gli spazi civici, la gente, le religioni e i culti, le necropoli del territorio, le forme dell’abitare. Focus specifici riguardano il santuario di via della Foce, i contesti funerari dall’Isola Sacra e lo spazio “dei filosofi”. Il percorso espositivo è integrato da un apparato multimediale che va a completare gli strumenti didattici tradizionali: touchscreen su cui si possono approfondire, attraverso fotografie storiche e disegni conservati negli archivi ostiensi, i principali monumenti e quartieri cittadini – un modo per rendere fruibile un patrimonio di documentazione solitamente non visibile; inoltre, video di approfondimento fruibili mediante sistema sound shower, cioè con audio direzionato sullo spettatore in modo da non arrecare disturbo agli altri visitatori presenti in sala.

Il nuovo allestimento del museo Ostiense al parco archeologico di Ostia antica (foto emanuele antonio minerva / mic)
In occasione del riallestimento, oltre cento opere che ne costituiscono la collezione permanente sono state interessate da interventi di restauro specialistico: un progetto complesso, che ha affrontato diverse situazioni conservative determinate innanzitutto dalla tipologia dei manufatti (sculture, rilievi, mosaici, pitture, ecc.) e dai relativi materiali costitutivi; si è inoltre dovuto tenere conto delle integrazioni e modifiche apportate alle opere dopo il loro rinvenimento nel corso del XX secolo. Diversamente dal passato, si è deciso di non reintegrare quanto inesorabilmente perduto, proprio per favorire l’apprezzamento di quanto invece superstite; pertanto, per una serie di sculture sono state studiate e dimensionate strutture autoportanti in metallo, in grado di restituire gli ingombri delle porzioni assenti consentendo al visitatore di immaginare e reintegrare mentalmente le parti perdute.
Ovaro (Ud). Riapre al pubblico, dopo i lavori di recupero e restauro, la chiesa di San Martino Vescovo e l’adiacente area archeologica: inaugurazione con visita guidata e concerto. Il programma delle aperture da luglio a settembre

L’area archeologica annessa alla chiesa di San Martino Vescovo a Ovaro (Ud) (foto sabap-fvg)
Ad Ovaro (Ud) riapre al pubblico, dopo i lavori di recupero e restauro, la chiesa di San Martino Vescovo e l’adiacente area archeologica, un contesto di eccezionale valore, che fa di Ovaro uno dei più grandiosi complessi battesimali rurali rinvenuti sino ad oggi in Italia, un sito di grande rilievo non soltanto per il territorio della Carnia. I restauri saranno visitabili, con guida gratuita, nei mesi di luglio e agosto 2024 dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18; a settembre 2024, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.

2019: lavori d’urgenza all’area archeologica annessa alla chiesa di San Martino Vescovo a Ovaro (Ud) (foto sabap-fvg)
Mercoledì 10 luglio 2024, alle 17.30, nella chiesa di San Martino Vescovo del Comune di Ovaro l’inaugurazione del recupero e del restauro della Chiesa e dell’adiacente area archeologica, dove a partire dagli anni ‘90 scavi stratigrafici portarono alla luce i resti di un complesso architettonico paleocristiano di V secolo d.C., con una vasca battesimale di notevole interesse, impostato su resti di una villa tardoromana (IV-V sec. d.C.) e sepolture di età altomedievale (V-VIII sec. d.C.). Gli impegnativi lavori di restauro si sono resi necessari a causa degli ingenti danni avvenuti in località San Martino, e in particolare nel sito archeologico, a seguito dell’esondazione del torrente Degano e dei fenomeni alluvionali provocati alla tempesta Vaia del 2018. I lavori hanno previsto il risanamento della copertura e il restauro delle strutture dell’area archeologica, all’interno della chiesa il restauro del fonte battesimale e il ripristino del relativo sistema di illuminazione e ventilazione, nonché il restauro degli intonaci e delle superfici lapidee interessate dall’alluvione. I lavori iniziati nel 2020 sono stati effettuati tramite la convenzione stipulata tra la Protezione civile della Regione Autonoma FVG e la soprintendenza ABAP FVG (nell’ambito del finanziamento del Piano interventi VAIA 2020 e con il contributo di donazioni di privati cittadini) e grazie alla fattiva collaborazione con il Comune di Ovaro e la Pieve di S. Maria di Gorto. Hanno inoltre contribuito con diverse donazioni alcuni gruppi di alpini del Friuli e svariate associazioni. Gli interventi sono stati curati dalla soprintendenza ABAP FVG come Soggetto ausiliario del Commissario delegato dal gruppo di lavoro composto dal dott. Roberto Micheli, arch. Mirko Pellegrini, dott.ssa Morena D’Aronco, dott.ssa Elisabetta Francescutti. I lavori sono stati eseguiti dalla ditta “L’Unione Soc. Coop”, “VS Impianti”, Diego Malvestio e C. snc, Della Mora Restauri; lo studio L.A.I.R.A., che aveva progettato e realizzato nel 2004 la copertura e la valorizzazione del complesso paleocristiano, ha coordinato invece gli aspetti della sicurezza nel cantiere.

Interno della chiesa di San Martino Vescovo a Ovaro (Ud) (foto sabap-fvg)
Programma. Saluti e interventi delle autorità Lino Not, sindaco di Ovaro; Valentina Minosi, soprintendente Archeologia, Belle arti e Paesaggio del FVG; Amedeo Aristei, Direttore centrale della Protezione civile del FVG; Riccardo Riccardi, assessore regionale con delega alla Protezione Civile del FVG. Dopo l’inaugurazione seguirà il concerto della JM Jazz World Orchestra, a ingresso libero, in collaborazione con Puntozero soc. coop. La Jeunesse Musicale World Big Band può essere considerata la più importante orchestra internazionale di jazz giovanile al mondo, composta da 21 talentuosi musicisti jazz, selezionati da una giuria internazionale attraverso un’audizione globale. A seguire, a cura di Roberto Micheli, funzionario archeologo soprintendenza ABAP FVG.
Vetulonia (Gr). Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi”, per le Notti dell’Archeologia, mercoledì Giulierini presenta il suo libro e dialoga sulla stele di Auvele Feluske; giovedì, visita guidata con navetta gratuita da Castiglione della Pescaia; domenica, laboratorio per bambini
Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr) tre nuovi appuntamenti nell’ambito della XXIV edizione de Le Notti dell’Archeologia: presentazione libro di Paolo Giulierini, visita guidata, laboratorio per bambini. Si inizia mercoledì 10 luglio 2024, alle 21. In occasione dell’inaugurazione delle aperture straordinarie serali dell’estate 2024, in piazza Vatluna un’ospite d’eccezione: Paolo Giulierini, già direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, presenta il suo libro “L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici”. A seguire “Incontro con Auvele Feluske”, con Giulierini e Simona Rafanelli, direttrice MuVet, focus sulla stele funeraria del principe guerriero di Vetulonia, una delle “star” del Museo, segnacolo funerario in pietra che raffigura un guerriero armato di tutto punto, nel pieno della sua potenza. Ingresso libero. Apertura straordinaria del museo fino alle 23.

Copertina del libro “L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici” di Paolo Giulierini
L’Italia prima di Roma. Il nostro Paese ci appare il più delle volte come l’erede per eccellenza della civiltà romana. Non c’è nulla di più vero, ma se ci mettessimo in viaggio percorrendo l’Italia da nord a sud scopriremmo che prima ancora che Italiani siamo stati Italici: in ogni regione la toponomastica, i monumenti, i reperti archeologici, le tradizioni etnografiche, persino le abitudini alimentari e culinarie raccontano la storia di popoli antichi che a partire dall’Età del ferro si sono frequentati, confrontati, scontrati. Celti, Veneti, Liguri, Etruschi, Sardi, Latini, Sanniti, Lucani, Piceni, Campani, Punici, Enotri, Siculi e molti altri hanno lasciato ovunque nella penisola tracce profonde, preziose per capire com’era l’Italia prima dell’avvento di Roma. Con la competenza dell’esperto e il passo avvincente del divulgatore, Paolo Giulierini ci accompagna in un viaggio affascinante, ci presenta gli Italici che siamo stati, ne approfondisce il rapporto con il territorio, le modalità insediative, la religione, la lingua e la scrittura, senza tralasciare il fondamentale incontro con i Romani e quello che ne è seguito. Corredato da immagini, questo libro è al tempo stesso un saggio sulla meravigliosa complessità della storia del nostro Paese e una guida per innamorarsi, oltre che di tutte le sue bellezze, anche delle genti che lo hanno abitato in tempi remoti, e che ancora oggi ci parlano: non solo di loro ma anche di noi, da sempre popolo in cammino che a ogni tappa aggiunge un viandante alla carovana.
Giovedì 11 luglio 2024, alle 17, visita guidata del Muvet a cura delle archeologhe dello staff. Visita guidata gratuita; ingresso al Museo a tariffa ridotta 2,50 euro. È possibile raggiungere il MuVet con servizio navetta da Castiglione della Pescaia. Il servizio navetta è a prenotazione obbligatoria da effettuarsi all’Ufficio IAT di Castiglione della Pescaia: 0564933678 – iat@comune.castiglionedellapescaia.gr.it. Partenza alle 16.30 da piazza Salebro, Castiglione della Pescaia. Rientro da Vetulonia alle 19. Il servizio navette “Dal Mare al Museo”, tutti i giovedì pomeriggio di luglio e agosto 2024, è gratuito, messo a disposizione dal Comune di Castiglione della Pescaia perché poter far vista comodamente al MuVet e a Vetulonia senza spostare l’auto.
Domenica 14 luglio 2024, alle 10.30 e alle 17, “Di bronzo e ferro: le armi di un principe guerriero”, laboratorio per bambini dai 5 ai 12 anni. Gli Etruschi erano esperti nella lavorazione del bronzo e del ferro, con cui realizzavano armi straordinarie, ritrovate nelle tombe più importanti di Vetulonia. I bambini conosceranno la storia del principe guerriero Auvele Feluske che ci mostrerà le sue armi e il suo equipaggiamento e realizzeranno con semplici materiali le loro personali armi etrusche. Costo 1 euro a partecipante. Info e prenotazione obbligatoria.
Torino. Alle Gallerie d’Italia in occasione di “Paesaggi/Landscapes”, quarto e ultimo protagonisti la fotografa Elisa Sighicelli e l’archeologo Michele Lanzinger su “Il museo come paesaggio”. In presenza e on line. Prenotazione obbligatoria
Quarto e ultimo talk del ciclo “Paesaggi/Landscapes” (vedi Torino. Alle Gallerie d’Italia la video-installazione immersiva “Paesaggi/Landscapes”, progetto culturale ideato dal museo Egizio – in partnership con Intesa Sanpaolo – in cui la fotografia e la video-arte incontrano l’archeologia e l’antico Egitto: anticipazione di ciò che i visitatori del museo Egizio potranno sperimentare con “Egitto immersivo” nel 2025 | archeologiavocidalpassato) organizzato dal museo Egizio di Torino in collaborazione con Gallerie d’Italia di Torino, che vedrà protagonisti la fotografa Elisa Sighicelli e l’archeologo Michele Lanzinger: appuntamento mercoledì 10 luglio 2024, alle 18.30, a Gallerie d’Italia Torino (piazza San Carlo, 156) con “Il museo come paesaggio”. Il dialogo tra Elisa Sighicelli e Michele Lanzinger propone una riflessione sui musei. Modera Miriam Massone. L’incontro è gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.co.uk/e/925092405287…. L’incontro sarà disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube (nostro canale YouTube.) del museo Egizio.

“Paesaggio” museale in una fotografia di Elisa Sighicelli (foto museo egizio)
Elisa Sighicelli, impiega la fotografia per compiere un lavoro sulla fotografia stessa. Il suo è un lavoro sugli allestimenti e i paesaggi museali: attraverso supporti tattili e materici le sue immagini catturano gli echi del visibile, analizzando i modi in cui la realtà riflette se stessa. A partire da questa premessa si confronterà con il presidente dell’Icom Italia, Michele Lanzinger.
Con la rassegna Sybaris Folk – Land’s sounds al parco archeologico di Sibari è partita ufficialmente l’edizione 2024 di “#sibarinprogress, lo spettacolo della cultura” il cui cartellone si articola in tre sezioni: Sybaris Folk, Sybaris Arte e Magna Graecia JazzFest. #sibarinprogress, lo spettacolo della cultura è organizzata dal parco archeologico di Sibari, istituto autonomo del ministero della Cultura, con il patrocinio del Comune di Cassano All’Ionio, in collaborazione con il Peperoncino Jazz Festival, Armonie d’arte Festival e Catasta Pollino. La partecipazione agli eventi del cartellone di Sybaris Folk, Sybaris Arte e di Magna Graecia Jazz Fest è inclusa nel normale costo del biglietto, con il quale si può accedere al museo Archeologico nazionale della Sibaritide e all’area archeologica di Parco del Cavallo (ingresso intero 5 euro; 18-25 anni 2 euro; meno di 18 anni e altre gratuità previste per legge: gratis). I biglietti sono normalmente in vendita tutti i giorni alle biglietterie del Parco e del Museo. Ingresso gratuito al Museo, al Parco e a tutti gli eventi (poiché compreso nel prezzo) per i possessori di PAS Card al costo di 12 euro (intera) e 5 euro (ridotta 18-25 e over 65).
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