Pompei. Al via il progetto “Pompei tra le mani”, un percorso multisensoriale in più azioni per “toccare con mano la storia” e favorire l’accessibilità culturale al sito. Zuchtriegel: “Strumenti concreti per aprire il sito alle esigenze di ciascun visitatore, senza escludere nessuno”
Al via il 6 maggio 2025 il progetto “Pompei tra le mani”, un percorso multisensoriale in più azioni per “toccare con mano la storia” e favorire l’accessibilità culturale al sito di Pompei, promosso dal parco archeologico di Pompei e realizzato con il sostegno del ministero della Cultura attraverso i fondi del PNRR – Investimento “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei luoghi della cultura”, nell’ambito della Missione 1 “Patrimonio culturale per la prossima generazione”. Il progetto si inserisce in un più ampio percorso già avviato da tempo dal Parco per garantire una fruizione piena, autonoma e rispettosa a tutti i visitatori, nell’ottica di un’accessibilità ampliata e inclusiva che va oltre la rimozione delle sole barriere fisiche, includendo anche quelle sensoriali, cognitive e comunicative, rivolta a tutta la comunità. Una prima parte del progetto vedrà dal 6 maggio e poi il 20 maggio, il 3, 17 e 26 giugno e il 2, 7 e 18 luglio 2025 la realizzazione di visite guidate agli Scavi di Pompei in Lingua dei Segni (LIS) che potranno essere prenotate dai visitatori interessati, tramite mail: prenotazioni@pompeitralemani.it. L’ingresso è gratuito ai sensi del DM 11 dicembre 1997, n. 507 e s.m.i.

L’incontro di persone con disabilità uditiva alla Villa di Poppea di Oplontis (foto parco archeologico pompei)
“Pompei tra le mani guarda al futuro, e punta a diventare un modello replicabile per altri siti culturali italiani ed europei, con l’obiettivo di contribuire a far sì che l’accessibilità si trasformi in valore per tutti”, sottolinea il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. “Pompei deve poter essere accessibile a tutti, non solo nel senso fisico del termine, ma anche come esperienza culturale ed emozionale. ‘Pompei tra le mani’ va in questa direzione: offre strumenti concreti per aprire il sito alle esigenze di ciascun visitatore, senza escludere nessuno”. “Siamo orgogliosi di contribuire alla costruzione di un nuovo modo di vivere Pompei: più accessibile, più emozionante, più umano”, dichiara Enrico Agresta, Communication Manager di Mare Group. “Il progetto ‘Pompei tra le mani’ rappresenta un passo concreto verso un patrimonio aperto a tutti, da toccare, ascoltare e vivere con tutti i sensi”.
Ma “Pompei tra le mani” è molto di più. Ideato all’interno del protocollo “Campania tra le mani”, si propone come intervento pilota, fortemente radicato nei principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, volto a integrare strumenti fisici e digitali in grado di restituire la città antica di Pompei in forma più leggibile, sensoriale e inclusiva, e prevede diverse azioni e strumenti in fase di completamento, quali: mappe tattili e modelli 3D dei principali luoghi del sito; bassorilievi ad alta definizione con didascalie in Braille; video accessibili in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e International Sign (IS), sottotitolati e con voice-over; tour virtuali e audiodescrizioni inclusive, fruibili anche da remoto; una postazione sensoriale per scoprire materiali, forme e profumi della Pompei antica; segnaletica interattiva con QR code; e con le visite guidate con interprete LIS, anche una formazione specifica per il personale del Parco.
La realizzazione delle diverse attività si sviluppa attraverso un approccio graduale e condiviso, in costante dialogo con le professionalità interne del Parco e gli esperti di accessibilità, seguendo una logica di intervento personalizzato che tiene conto dell’unicità e della sensibilità del contesto archeologico. Il progetto si avvale di un’identità visiva accessibile e simbolica. A rafforzare la riconoscibilità del progetto realizzato da Mare Group, anche un marchio visivo e tattile ispirato alla Mano di Sabazio, dalla Casa dei Riti Magici di Pompei, reinterpretata come simbolo di inclusività tra linguaggio verbale, LIS e Braille. La mano stilizzata, che integra la lettera “P” in Braille, come richiamo a Pompei dell’alfabeto Braille. Il marchio non è solo un simbolo grafico, ma un messaggio che racconta l’obiettivo del progetto: rendere la cultura patrimonio di tutti, da vedere, toccare e comprendere.
Capri. Ampliati gli orari di apertura e potenziati i servizi di accoglienza di Villa Jovis e della Certosa di San Giacomo. Osanna: “Risultato possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni e al coinvolgimento delle realtà associative territorio”
A Capri (Na) ampliati gli orari di apertura e potenziati i servizi di accoglienza di Villa Jovis e della Certosa di San Giacomo. Prosegue il percorso di valorizzazione del patrimonio culturale di Capri, in attuazione dell’accordo tra la Direzione regionale Musei nazionali Campania e la Città di Capri per la gestione dei siti monumentali di Villa Jovis e della Certosa di San Giacomo. Villa Jovis, grazie al nuovo servizio di accoglienza garantito dall’associazione culturale Ápeiron, è ora aperta al pubblico tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso ore 16.30). Anche la Certosa di San Giacomo sarà visitabile con orario ampliato: tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17.30). Il nuovo orario offrirà al pubblico maggiori opportunità per apprezzare l’eccezionale architettura monastica e per visitare il nuovo museo Archeologico di Capri, “L’Isola dei Cesari. Capri da Augusto a Tiberio”, inaugurato lo scorso luglio, che racconta la storia millenaria dell’isola attraverso reperti e narrazioni di grande suggestione. Fino al 31 maggio 2025 sarà inoltre possibile visitare la mostra di arte contemporanea “Demetricism”, personale dello scultore Vasily Klyukin.

Il busto di Augusto divinizzato (I quarto del I sec. d.C.) da Fondi, nel nuvo percorso del museo Archeologico di Capri (foto emanuele a. minerva / mic)
“L’ampliamento degli orari rappresenta un risultato significativo per Capri”, dichiara Massimo Osanna, direttore generale Musei, “reso possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni e al coinvolgimento delle realtà associative territorio. Migliorare le condizioni di accesso significa non solo accrescere la qualità della visita, ma anche rispondere in modo più attento ai flussi e alle esigenze dei pubblici che animano l’isola. Capri non è soltanto una meta iconica del turismo internazionale, ma un luogo dove cultura, paesaggio e storia si intrecciano in modo unico, offrendo esperienze di straordinario valore”. “Con questo nuovo assetto”, sottolinea Francesco Sirano, funzionario delegato per il nuovo istituto autonomo Musei e parchi archeologici di Capri, “intendiamo compiere insieme al Comune di Capri un primo concreto passo verso un modello di valorizzazione partecipata, in cui la cultura diventa elemento centrale per lo sviluppo sostenibile dell’isola”. “Con grande soddisfazione”, afferma il sindaco della Città di Capri, Paolo Falco, “riusciamo a restituire ai visitatori e alla cittadinanza il sito archeologico più importante dell’isola, la Villa Jovis che fu la maggiore delle maestose ville Augustee di Capri, a lungo sede imperiale sotto Tiberio che sarà visitabile dal martedì alla domenica grazie all’impegno della direzione dei Musei di Capri, della Direzione Regionale Musei della Campania e all’accordo di valorizzazione sancito con la Città di Capri. Insieme alla Certosa di San Giacomo e al nuovo museo Archeologico la maggiore fruibilità del sito di Villa Jovis valorizza enormemente l’importante offerta culturale, artistica e archeologica dell’isola”.
Padova. Ai Musei Eremitani la conferenza “Pigorini e le ‘selci strane’ di Breonio” con Massimo Tarantini (Sabap Firenze), secondo appuntamento del ciclo “Padova per l’archeologia preistorica e protostorica a 100 anni dalla morte di Luigi Pigorini (1925-2025)” a cura di Michele Cupitò e Silvia Paltineri (unipd)
Martedì 6 maggio 2025, alle 17.30, in sala del Romanino, ai Musei Eremitani di Padova, la conferenza “Pigorini e le selci strane di Breonio (Verona). Una storia di falsi nell’archeologia preistorica della fine dell’800” con Massimo Tarantini, archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e per le province di Prato e Pistoia, secondo appuntamento del ciclo di conferenze “Padova per l’archeologia preistorica e protostorica a 100 anni dalla morte di Luigi Pigorini (1925-2025)”, organizzato dalle cattedre di Preistoria e Protostoria ed Etruscologia e antichità italiche, del dipartimento di Beni culturali dell’università di Padova, in collaborazione con il Comune e i Musei Civici di Padova e con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Tarantini, uno dei principali studiosi italiani di storia della Paletnologia, il cui contributo principale in questo senso è il volume del 2012, “La nascita della paletnologia in Italia (1860-1877)”, edito dall’Insegna del Giglio, parlerà della nascita dell’archeologia preistorica e protostorica in Italia al terzo quarto dell’Ottocento.
“Si trattò di un fenomeno intellettuale di grande rilevanza”, anticipa Tarantini, “che contribuì in modo decisivo a mettere in crisi la visione tradizionale sulle origini e la più antica storia dell’uomo. Non stupisce dunque che questi studi siano stati allora oggetto di accese polemiche e di un’attenzione diffusa. In questo contesto fiorì anche un vero e proprio mercato di oggetti preistorici e, con esso, la produzione di falsi che trassero talora in inganno gli stessi studiosi e suscitarono vivaci controversie. Tra queste, una delle più intense e durature fu quella che interessò le cosiddette ‘selci strane’ rinvenute da Stefano De Stefani sui Monti Lessini, e in particolare a Breonio. La controversia scoppiò nel 1885 e coinvolse due tra i maggiori protagonisti dell’archeologia preistorica europea, il francese Gabriel de Mortillet e il nostro Luigi Pigorini. Ripercorrere questa controversia attraverso gli articoli scientifici e le corrispondenze private offre una prospettiva privilegiata per osservare una disciplina all’epoca ancora in costruzione, illuminando questioni che erano (e spesso sono ancora) al centro della pratica scientifica: la presenza degli archeologi sul campo, il valore dei disegni dei materiali archeologici, la serialità della produzione materiale preistorica, le modalità di discussione e amministrazione delle prove scientifiche, il ruolo del nazionalismo e il valore di classificazioni universali. Discutere di Breonio, in sintesi, significa discutere dei modi in cui l’archeologia preistorica si è definita come scienza”.
#domenicalmuseo. Nella prima domenica di maggio Pompei torna al primo posto con 20.000 ingressi, seguita dalla Reggia di Caserta (16.956 ingressi) e dal Foro Romano e Palatino (16.694). Sul grande afflusso a Pompei (raggiunto il tetto massimo) interviene il direttore Zuchtriegel
A tre giorni di distanza dal 1° maggio 2025, quando i luoghi della cultura hanno fatto registrare oltre 235mila ingressi, domenica 4 maggio 2025, in occasione della #domenicalmuseo, sono stati circa 290mila gli ingressi nei musei e nei parchi archeologici statali aperti gratuitamente. Nella classifica assoluta l’area archeologica di Pompei è tornata al primo posto con 20.000 ingressi, seguita dalla Reggia di Caserta (16.956 ingressi) e dal Foro Romano e Palatino (16.694). Proprio sull’ingresso di 20mila persone al sito archeologico di Pompei – limite massimo per l’ingresso al sito, dal 15 novembre 2024 – con grande presenza di visitatori all’esterno degli ingressi, il direttore Gabriel Zuchtriegel precisa la posizione del Parco in relazione alle misure adottate per la tutela e sicurezza del sito.
“Vorrei ringraziare tutti i lavoratori e lavoratrici del parco archeologico di Pompei, in particolare i colleghi della vigilanza, delle biglietterie e dell’accoglienza, nonché gli operatori, le guide e tutti i visitatori e visitatrici grandi e piccoli”, esordisce Zuchtriegel. “Oggi (4 maggio, ndr), in occasione della prima domenica del mese, c’era grandissima affluenza a Pompei, abbiamo in poco tempo raggiunto il tetto massimo del numero di visitatori, introdotto per motivi di sicurezza e tutela, e abbiamo dovuto sospendere per alcune ore gli ingressi, per riprendere nelle prime ore del pomeriggio. Lo facciamo per salvaguardare un patrimonio unico e fragile – continua -. Grazie alla collaborazione di tutti siamo riusciti a gestire questa giornata; in mattinata c’erano delle file, vedremo come migliorare la gestione degli afflussi. Ma una cosa deve essere chiara: il tempo in cui qualcuno fuori gli scavi rivendeva i biglietti ai turisti ignari anche nelle giornate gratuite e il sito era soggetto a fenomeni vari di bagarinaggio e speculazione sono finiti. Su questo c’è tolleranza zero e confermiamo il biglietto nominativo legato al tetto massimo giornaliero. Pompei non è un patrimonio da consumare come il petrolio, ma una fonte inestimabile di energia rinnovabile culturale da consegnare intatta alle generazioni future per ritrovarci le radici della nostra storia”.

#domenicalmuseo: con 20mila ingressi di visitatori a Pompei, raggiunto il tetto massimo previsto (foto parco archeologico pompei)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 20.000; Foro Romano e Palatino 16.694; Colosseo. Anfiteatro Flavio 14.102; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 11.786; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.350; museo e area archeologica di Paestum 4.616; Villa Adriana 4.268; parco archeologico di Ercolano 3.965; area archeologica di Ostia antica 3.746; Terme di Caracalla 3.669; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.706; Terme di Diocleziano 2.336; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.775; Palazzo Altemps 1.513; Palazzo Massimo 1.481; museo Archeologico di Venezia 1.456; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.403; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.270; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.086; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 860; museo Archeologico nazionale Mario Torelli e parco archeologico di Venosa 812.
Speciale Tg1 “Il mistero dei Bronzi di Riace”: a cinquantatré anni dal ritrovamento, il Tg1 racconta un’altra storia sul fortuito ritrovamento dei Bronzi nei pressi di Marina di Riace
Statua A, 198 cm. Statua B, 197 cm. Autore: ignoto. I Bronzi di Riace, forse i capolavori scultorei più celebri al mondo, non hanno ancora svelato tutta la loro storia, densa di non pochi misteri. A Speciale Tg1, domenica 4 maggio 2025, alle 23.50 su Rai 1, Dania Mondini, attraverso un’accurata inchiesta tra scienza e archeomafie, ripercorre alcuni dei molti interrogativi rimasti aperti: da dove vengono i Bronzi di Riace? Chi rappresentano? E poi: erano davvero solo due? E che fine hanno fatto le loro armi? Sulle tracce di inconfessate verità, nuove ammissioni di testimoni tingono di giallo il ritrovamento in Calabria, mentre studi archeometrici – nuovi strumenti d’indagine – svelano alcuni segreti sui due guerrieri che il mondo ammira e ci invidia. Inedite testimonianze raccolte in Sicilia, assieme a studi di universitari e archeologi, perlustrano insoliti ambiti di ricerca, aprendo scenari affascinanti su vecchi dubbi, mai completamente dissipati. A cinquantatré anni dal ritrovamento, il Tg1 racconta un’altra storia sul fortuito ritrovamento dei Bronzi nei pressi di Marina di Riace, quel 16 agosto del 1972, con documenti esclusivi e persino una enigmatica foto. Lo Speciale è di Dania Mondini, con il montaggio di Germano Satiri e le ricerche nelle Teche Rai di Giorgia Ginaldi.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia si rinnova la sinergia con la banda musicale della Marina Militare ogni prima domenica del mese: si inizia con il concerto “La banda in… marcia. Avanti tutta: inni e marce della Marina Militare”
Tornano anche quest’anno, ogni prima domenica del mese, gli appuntamenti musicali con la Banda Musicale della Marina Militare al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Cinque concerti tematici ideati con l’obiettivo di valorizzare l’eccellenza italiana nelle sue varie espressioni e, in particolar modo, una delle più importanti realtà museali italiane, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, in una sinergia pluriennale sviluppatasi tra il ministero della Cultura e la Marina Militare.
La stagione si apre il 4 maggio 2025, alle 11.30, con “La banda in….marcia. Avanti tutta: inni e marce della Marina Militare”: un programma tutto dedicato ai brani che, nella tradizione della Marina Italiana, identificano la Forza Armata e i suoi reparti. L’evento sarà impreziosito dalla partecipazione del tenore Francesco Grollo e dalla presenza di un grande complesso vocale che riunisce quattro realtà musicali: Coro Arké, Incanto vivo, Coro Claudio Monteverdi e Coro Polifonico Santarosa. Prenderanno parte alla manifestazione anche l’associazione A.PRO.T.I.ON. e 34 studenti di istituti scolastici superiori che hanno svolto, all’interno della Banda Musicale della Marina Militare, un Percorso per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (P.C.T.O.) giunto alla sua conclusione. Ingresso gratuito per la prima domenica del mese. Non è necessaria la prenotazione.
Il programma 2025 continua domenica 6 luglio, alle 17.30, con “La Banda in… Concert – Anniversari 2025”; domenica 7 settembre, alle 11.30, con “La Banda in… Band – Pop & Rock, Jazz & Blues”; domenica 5 ottobre, alle 11.30, con “La Band in… Folk – Musica “Popolare” d’autore”; domenica 2 novembre, alle 11.30, con “La Banda in “Tricolore” – Amarcord italiano”.
Roma. In Curia Iulia la lezione di Michele Dantini su “Pascali e Brancusi. Animali-totem e altro”, il primo di quattro incontri su “Lo spazio dell’immagine. Brancusi”
Il parco archeologico del Colosseo promuove il programma di quattro incontri “Lo spazio dell’immagine. Brancusi”, ideato e realizzato in collaborazione con Electa e con Fondamenta – Fondazione per le arti e la cultura. Sabato 3 maggio 2025, alle 11, la Curia Iula nel Foro Romano ospita “Pascali e Brancusi. Animali-totem e altro”, lezione di Michele Dantini, critico, curatore, professore di Storia dell’arte all’università per Stranieri di Perugia. Ingresso libero da via Salara Vecchia con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su https://brancusi3maggio.eventbrite.it
Eboli (Sa). In occasione di #domenicalmuseo, al museo Archeologico nazionale la seconda “Colazione al Manes”: visita guidata e degustazione gratuita in collaborazione con l’associazione Il forno di Vincenzo
Domenica 4 maggio 2025, in occasione di #domenicalmuseo, il museo Archeologico nazionale di Eboli (Sa), con apertura aperti dalle 9 alle 13.30 (ultimo ingresso ore 13), propone il secondo appuntamento di “Colazione al ManES”, in collaborazione con l’associazione Il forno di Vincenzo ETS. L’evento, che si svolgerà dalle 10 alle 12, unirà cultura, gastronomia e solidarietà, dando la possibilità di accompagnare la visita al Museo con la degustazione di una colazione speciale, preparata dai ragazzi dell’associazione Il forno di Vincenzo. Ci saranno ancora una volta i classici, come la torta di mele e pane con la marmellata o con il pregiato miele delle suore, ma anche una sorpresa tutta da assaporare: il dolce eburino dell’antenata Dorina, la statuetta femminile simbolo del ManES. Il tutto accompagnato da caffè, tisane e acqua e limone. Sarà un momento di condivisione e arricchimento culturale per tutta la comunità, che permetterà di concretizzare un modello di inclusione sociale e lavorativa, a conferma della costante attenzione del Museo archeologico nazionale di Eboli ai temi dell’inclusività. L’ingresso al Museo e la partecipazione all’evento sono gratuiti e non occorre prenotazione.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale con la visita guidata del direttore Maras inizia il ricco programma del “Maggio 2025: il mese degli Etruschi”
1985-2025: A quarant’anni dalla celebrazione dell’Anno degli Etruschi, il museo Archeologico nazionale di Firenze e l’Istituto di Studi Etruschi ed Italici di Firenze lanciano “Maggio 2025: mese degli Etruschi” con un ricco programma di attività. Nel segno della civiltà etrusca, il MAF si apre a tutti per ricordare che l’arte, l’archeologia e la storia sono un patrimonio identitario universale: di Firenze, degli Italiani, del mondo. Primo evento sabato 3 maggio 2025, per l’ultimo weekend della mostra “Visioni di miti e riti etruschi a Firenze”: alle 10, il direttore Daniele Federico Maras accompagnerà i visitatori alla scoperta della pittura di terracotta da Cerveteri tra riti etruschi e mitologia greca. A seguire, la più antica raffigurazione italiana di un attore in costume offrirà l’appiglio a La Compagnia delle Seggiole per raccontare la storia di Edipo, un mito classico che ha attraversato la storia grazie al teatro. Gli eventi speciali compresi nell’iniziativa sono aperti a tutti con accesso gratuito solo su prenotazione obbligatoria all’indirizzo man-fi@cultura.gov.it.
Dopo la #domenicalmuseo del 4 maggio 2025 a ingresso gratuito, il programma continua l’8 maggio con Barbara Arbeid, curatrice della sezione etrusca del museo, che prenderà spunto dai serpenti etruschi per parlare del fascino delle forze della natura; il 13 maggio il direttore Maras incontrerà gli autori di nuove pubblicazioni su Arezzo e Populonia. Lo stesso Maras il 15 maggio affronterà il tema degli aruspici, mentre il 20 maggio saranno presentati gli atti del XXX Congresso dell’Istituto di Studi Etruschi e Italici sugli “Etruschi nella valle del Po” che si e’ svolto a Bologna nel giugno 2022. Il 22 maggio appuntamento con l’etruscologa della Sapienza Maria Cristina Biella sugli artigiani di Falerii. Il 29 maggio Claudia Noferi illustrerà il giardino del museo con i suoi monumenti etruschi. Chiuderà il ciclo di conferenze Valentino Nizzo, docente dell’Orientale di Napoli ed ex direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: il suo intervento si intitola: “Un secolo prima dell’anno degli Etruschi: questioni di identità tra Etruschi, Italici e Italiani”.













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