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Selinunte (Tp). Per la #domenicalmuseo al parco archeologico visita guidata gratuita “Le mura di Selinunte ed i suoi passaggi segreti” con CoopCulture. E poi “Archeobike”, e al museo Baglio Florio Videomapping sui templi e mostra “Colora La Sicilia su due ruote”

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Ogni città antica aveva una cinta muraria che proteggeva i suoi abitanti dagli attacchi nemici, ne segnava i confini e vedeva all’interno lo svolgersi della vita quotidiana. Domenica 2 febbraio 2025, alle 11, il parco archeologico di Selinunte in collaborazione con CoopCulture propone “Le mura di Selinunte ed i suoi passaggi segreti” visita gratuita tra le antiche mura dell’Acropoli alla scoperta del loro affascinante sistema difensivo, percorrendo i passaggi segreti utilizzati dagli abitanti, scoprendo l’antica scienza delle tecniche di assedio. Ritrovo al Parco lato guardiania-sbarra, ingresso gratuito dalle 9 alle 15.30 in occasione della prima domenica del mese. Accesso almeno 15′ prima dell’inizio effettivo della visita che dura 90 minuti. È necessario l’acquisto del servizio di mobilità interna (trenino 3 euro a persona: il biglietto per la navetta va acquistato singolarmente cliccando  qui). Attività adatta ad un pubblico allenato, consigliato l’utilizzo di scarpe da trekking.

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Le antiche mura dell’Acropoli di Selinunte (Tp) (foto regione siciliana)

Le mura di Selinunte, sono il testimone muto di un passato glorioso che ancora oggi si racconta anche attraverso le sue fortificazioni. Visitare questa città non significa solo ammirare i maestosi templi e la natura rigogliosa che circonda le sue meraviglie archeologiche, ma anche poter comminare vicino la cinta muraria che ha visto lo sviluppo di questa città ma anche la sua distruzione. Passeggiando lungo le mura, potremmo immaginare la vita degli abitanti di Selinunte, vedere ciò che resta delle porte, veri e propri punti strategici, attraverso cui passava la vita ed il commercio, controllate giorno e notte da torri, poste ad intervalli regolari, che permettevano di avvistare in anticipo eventuali pericoli. Durante la visita si accennerà all’arte della poliorcetica ovvero tutti gli stratagemmi, le tecniche e gli strumenti messi a punto in campo militare per assediare la città. Ma a rendere ancora più suggestiva l’esperienza sarà la percorrenza dei passaggi segreti che si nascondono ancora oggi nelle mura, utilizzati come vere e proprie vie di fuga. Una visita specialistica per comprendere meglio la storia di questa straordinaria città.

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“Archeobike” al parco archeologico di Selinunte (Tp) (foto regione siciliana)

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Sempre per la #domenicalmuseo del 2 febbraio 2025 il parco archeologico di Selinunte organizza “Archeobike” alle 9 e alle 12, per scoprire Selinunte pedalando lungo percorsi esclusivi audioguidati con le nostre bici a noleggio; Videomapping sui templi, un’esperienza visiva unica al museo Baglio Florio: un viaggio nella policromia originale dei templi, con il mito del Ratto di Europa come protagonista, tra le colonne del Tempio Y; esposizione temporanea gratuita “La Sicilia su Due Ruote”: al museo Baglio Florio nel parco archeologico di Selinunte, un’esposizione legata al concorso artistico “Colora La Sicilia su due ruote” organizzato da Sicilytobike in collaborazione con il liceo Artistico G. Bonachia di Sciacca. Gli studenti partecipanti hanno decorato delle e-bike con temi ispirati alla cultura siciliana, trasformandole in vere e proprie opere d’arte itineranti.

Parchi archeologici di Crotone e Sibari: dal 1° febbraio 2025 la nuova PACS COMMUNITY CARD 2025

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In arrivo dal 1° febbraio 2025 la nuova PACS COMMUNITY CARD 2025: un’opportunità unica per diventare membri dei parchi archeologici di Crotone e Sibari. Con PACS COMMUNITY CARD, permetterà di avere accesso gratuito al museo Archeologico nazionale della Sibaritide, parco archeologico di Sibari, museo Archeologico nazionale di Amendolara, museo Archeologico nazionale di Crotone, Le Castella, museo e parco archeologico di Capo Colonna; ingressi gratuiti a mostre temporanee, rassegne estive, laboratori didattici e a tutti gli eventi organizzati dai parchi archeologici di Crotone e Sibari. Validità fino al 31 dicembre 2025. Prezzi: intero, 20 euro; ridotto (18-25 anni e over 65), 10 euro. La PACS COMMUNITY CARD si può acquistare al museo Archeologico nazionale della Sibaritide, il parco archeologico di Sibari e il museo Archeologico nazionale di Crotone.

Castelfranco Emilia (Mo). In sala polivalente la conferenza “Nuove scoperte archeologiche nel territorio di Castelfranco Emilia” promossa dalla soprintendenza con le imprese archeologiche e il museo “Simonini” sui risultati degli scavi e delle indagini archeologiche condotti in occasione della realizzazione di nuove infrastrutture o costruzioni negli ultimi cinque anni

castelfranco-emilia_archeologico_conferenza-Nuove-scoperte-archeologiche-nel-territorio-di-Castelfranco-Emilia_locandina“Nuove scoperte archeologiche nel territorio di Castelfranco Emilia” è il titolo della conferenza di presentazione delle scoperte archeologiche effettuate nel territorio di Castelfranco Emilia nel corso degli ultimi 5 anni, promossa dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bologna e le province di Modena Reggio Emilia e Ferrara, in stretta sinergia con le imprese archeologiche che hanno condotto i lavori sul campo, e in stretta collaborazione con il museo civico Archeologico “A.C. Simonini” di Castelfranco Emilia. Sabato 1° febbraio 2025, alle 16, in sala polivalente di Santa Maria Assunta in via Crespellani 7 a Castelfranco Emilia (Mo). Evento gratuito con ingresso libero. Verranno illustrati i risultati degli scavi e delle indagini archeologiche condotti in occasione della realizzazione di nuove infrastrutture o costruzioni, sia pubbliche sia private, che hanno dato l’opportunità di approfondire la conoscenza della storia e dell’archeologia di Castelfranco Emilia.

PROGRAMMA. Alle 16, saluti delle autorità: Giovanni Gargano, sindaco della Città di Castelfranco Emilia; Silvia Cantoni, assessore alla Cultura della Città di Castelfranco Emilia; Francesca Tomba, soprintendente ABAP per la Città Metropolitana di Bologna e le province di Modena Reggio Emilia e Ferrara. Apertura dei lavori: Diana Neri, direttrice del museo civico Archeologico “A.C. Simonini”. Introduzione: Sara Campagnari, funzionaria archeologa della soprintendenza ABAP per la Città Metropolitana di Bologna e le province di Modena Reggio Emilia e Ferrara. Intervengono: Cristiana Margherita, archeologa Phoenix Archeologia, “Lo scavo di via Buco: nuovi dati sulla centuriazione romana di Castelfranco Emilia”; Chiara Baraldi e Massimo Zanfini, archeologi Semper, “Lo scavo di via Carracci: dall’insediamento romano all’età medievale”; Daniela Rigato, università di Bologna, “L’iscrizione romana dello scavo di via Carracci”; Daniele Mazzitelli, archeologo Phoenix Archeologia, “Via Ripa Inferiore: nuovi dati sulle mura del Borgo Franco”; Enrico Sartini, archeologo AdArte, “Lo scavo archeologico del Forte Urbano”; Riccardo Vanzini, archeologo, “L’archeologia di Castelfranco Emilia nel Web GIS dell’Emilia-Romagna”. Conclusioni: Valentina Di Stefano, funzionaria archeologa della soprintendenza ABAP per la Città Metropolitana di Bologna e le province di Modena Reggio Emilia e Ferrara. Alle 18, al museo civico Archeologico, omaggio ai partecipanti del lingottino in cioccolato (produzione M. Tognarelli).

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale incontro con Red Canzian per la presentazione del suo libro “Centoparole per raccontare una vita” (Sperling & Kupfer) in dialogo con Stefania Mancuso (Unical)

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Ultimi posti disponibili per l’incontro con Red Canzian, una leggenda della musica, al MArRC. Sabato 1° febbraio 2025, alle 17.30, in Piazza Paolo Orsi, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria ospita la presentazione del libro di Red Canzian “Centoparole per raccontare una vita” (Sperling & Kupfer). Un’occasione per approfondire il racconto personale di uno degli artisti più amati e per avvicinarsi alla sua esperienza artistica e umana. Al termine dell’evento, l’autore sarà disponibile per il firmacopie e per degli scatti ricordo. L’incontro sarà introdotto dal direttore Fabrizio Sudano e vedrà la partecipazione di Stefania Mancuso, professoressa di Archeologia classica e Didattica del parco e del museo dell’Unical, che dialogherà con l’autore. La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata contattando il call center CoopCulture al numero 06 39967600, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 18.

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Copertina del libro “Centoparole per raccontare una vita” di Red Canzian (Sperling & Kupfer)

Centoparole per raccontare una vita. Le parole hanno il potere di emozionare, aiutarci a crescere, farci soffrire o placare i dolori dell’anima. In ognuna di esse si nasconde un mondo affascinante e complesso, che cambia e si trasforma a seconda del momento e del sentimento che viviamo. Red Canzian ha scelto cento parole, quelle che sente più sue, dando a ognuna un’interpretazione del tutto personale e raccontando quali ricordi rievocano, quanto hanno influito sulla sua crescita, sul suo modo di essere e di intendere la vita stessa. Un’occasione per fare un bilancio personale e professionale, in cui lo storico bassista dei Pooh allarga lo sguardo agli eventi che ha vissuto sul palco e fuori, ai valori che lo ispirano, agli affetti nei quali trova rifugio e riparo e ai progetti che coltiva incessantemente con instancabile entusiasmo. Ma il suo desiderio, con questo libro, è soprattutto quello di arrivare al cuore oltre che alla testa del lettore, per coinvolgerlo in riflessioni ed emozioni profonde, attraverso suggestioni che inducono a sognare, credere e osare, sempre con passione, per provare a trovare un nuovo significato alla parola domani.

Rovigo. A Palazzo Roncale, l’incontro “Archeologia in Polesine. Progetti in corso, novità, prospettive”: novità sul progetto di ricerca e valorizzazione di alcune aree archeologiche in provincia di Rovigo sostenuto dalla Fondazione Cariparo. Ecco il programma

rovigo_palazzo-roncale_convegno-archeologia-in-polesine-progetti-in-corso-novità-prospettive_locandinaSabato 1° febbraio 2025, alle 9, a Palazzo Roncale a Rovigo, la Fondazione Cariparo ospita l’incontro “Archeologia in Polesine. Progetti in corso, novità, prospettive” che presenterà risultati e prospettive del progetto di ricerca e valorizzazione di alcune aree archeologiche di grande rilievo situate in provincia di Rovigo. Un progetto ambizioso, sostenuto dalla Fondazione Cariparo, che vede coinvolti la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, l’università di Padova, l’università Sapienza di Roma, l’università Ca’ Foscari di Venezia, la direzione regionale Musei nazionali Veneto, il CPSSAE di Rovigo e il Comune di Ariano nel Polesine. Un intervento che ha un forte valore scientifico e può contribuire alla valorizzazione culturale e turistica di tutta l’area polesana. L’ingresso è gratuito, fino ad esaurimento posti, previa registrazione al seguente link: https://fondazionecariparo.it/…/archeologia-in…/

IL PROGRAMMA. INTRODUZIONE. Alle 9, saluti istituzionali e introduzione alla giornata: Giuseppe Toffoli, vice presidente, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo; Andrea Rosignoli, soprintendente, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza; Daniele Ferrara, direttore, direzione regionale Musei nazionali Veneto. PROGETTI IN CORSO PER L’ARCHEOLOGIA IN POLESINE: 9.30, Paolo Bellintani, Andrea Cardarelli, Wieke De Neef, Paola Salzani, “Progetto Prima Europa – Frattesina e Grignano Polesine”; 9.50, Michele Cupitò, David Vicenzutto, Wieke De Neef, Paola Salzani, “Progetto Prima Europa – Villamarzana”; 10.10, Giovanna Gambacurta, Silvia Paltineri, Giovanna Falezza, “Progetto San Basilio: l’abitato etrusco”; 10.30, Jacopo Bonetto, Caterina Previato, Jacopo Turchetto, Wieke De Neef, Giovanna Falezza, “Progetto San Basilio: il vicus romano”; 10.50, pausa caffè. ARCHEOLOGIA PUBBLICA IN POLESINE: RICERCA E DIVULGAZIONE: 11.20, Raffaele Peretto, “Monitorare il territorio: gruppi archeologici attivi nella ricerca e il ruolo del CPSSAE”; 11.40, Enrico Maragno, “Quarant’anni di ricerche e divulgazione del Gruppo Archeologico di Villadose”; 12.10, Alberta Facchi, Marco Bruni, Maria Letizia Pulcini, “I Musei nazionali e locali: Adria, Fratta Polesine, San Basilio”; 12.30, Chiara Vallini, “Il Museo dei Grandi Fiumi oggi: eredità ed evoluzione”. PRESENTE E FUTURO DELL’ARCHEOLOGIA IN POLESINE: 12.50, Giovanna Falezza, Paola Salzani, “Archeologia in Polesine: dal presente al futuro”. Conclusione lavori.

Roma. In Curia Iulia la giornata di studi “La colonna traiana. Una rete di collaborazioni pubblico private per la tutela e la manutenzione programmata” a cura di Alfonsina Russo e Federica Rinaldi

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Venerdì 31 gennaio 2025, alle 14.30, la Curia Iulia ospita la giornata di studi “La colonna traiana. Una rete di collaborazioni pubblico private per la tutela e la manutenzione programmata” a cura di Alfonsina Russo e Federica Rinaldi, con l’obiettivo di raccogliere in un’unica sede scientifica gli attori a oggi coinvolti nella manutenzione e promozione di un monumento il cui ruolo simbolico e il forte influsso politico esercitato dal Medioevo in poi sono diffusamente noti. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti. Aprirà la giornata di studi la società Metro C che nell’ambito dei lavori della nuova linea della metropolitana di Roma ha in corso per i prossimi dieci anni il monitoraggio statico e strutturale assieme al monitoraggio dell’inquinamento atmosferico, del rumore, delle vibrazioni e delle acque sotterranee; inoltre, nell’ambito della elaborazione dei Testimoniali di Stato, un documento autografo che fotografa lo stato di conservazione della Colonna ad aprile 2024, sono state registrate le condizioni di salute della Colonna prima dell’avvio del lungo periodo dei lavori in programma per la stazione di Piazza Venezia. I Testimoniali, che saranno presentati anche nella forma di volumi cartacei corredati da testi e immagini, sono accompagnati da un rilievo 3d fotogrammetrico che a distanza di 5 anni aggiorna quello realizzato dal PArCo nel 2019. Seguiranno gli interventi del PArCo che, a partire dal 2023, dopo un primo triennio di attività volto a raccogliere dati e informazioni sulla conservazione della Colonna anche con indagini diagnostiche, ha previsto – con il coordinamento della funzionaria restauratrice Angelica Pujia – un piano triennale di ricerca, prove di laboratorio e manutenzione sia della scala a chiocciola interna, sia del fusto istoriato con piattaforma elevatrice (2023-2026). Il cantiere è anche l’occasione per proseguire con il progetto Post Columnam che indaga le tracce materiali lasciate sul marmo della Colonna tra il Medioevo e l’età moderna, documentandone così le modifiche, il riuso e le rifunzionalizzazioni avvenute nel corso dei secoli. La direzione lavori del cantiere è dell’arch. Aura Picchione. Infine, la nota affezione del popolo romeno ai temi trattati sulla Colonna raffiguranti il racconto delle campagne daciche di Traiano, ha portato ad una collaborazione istituzionale che si è concretizzata in un cofinanziamento destinato a coprire parte dei fondi necessari per il restauro della statua di San Pietro in cima alla Colonna. Nell’anno del Giubileo il bronzo monumentale sarà oggetto di un intervento di manutenzione straordinaria: la progettazione è già in corso e in occasione della giornata di studi saranno condivisi i primi dati preliminari.

Torino. Al museo Egizio fine mese con “Notti Egizie” promosso dal Club Silencio: pillole d’Egitto con i curatori, Musik & Drink

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Fine mese al museo Egizio di Torino con “Notti egizie”, promosso dal Club Silencio, che organizza eventi sostenibili appuntamento giovedì 30 (accrediti ancora disponibili) e venerdì 31 gennaio 2025 (già sold out), dalle 19.30 a mezzanotte, occasione per visitare il più antico Museo Egizio al mondo in una doppia data che porta alla scoperta del riallestimento per i suoi 200 anni. In programma “Pillole d’Egitto” con i curatori e le curatrici del museo nel percorso di visita per scoprire le novità dell’Egizio dal riallestimento della Galleria dei Re in occasione del bicentenario al nuovo allestimento permanente “Materia. Forma del tempo” fino ai primi artisti contemporanei Ali Cherri & Sara Sallam. E poi Music & Drink: “Dai club di Shangai all’opening a Nina Kraviz”, spiegano i promotori, “lasciati trasportare dal set di Foamnd e scopri la live performance dei Chalanga, duo che fonde la musica elettronica con sonorità acustiche e che ha calcato i palchi dei più importanti club e festival internazionali in Italia, Svizzera, Portogallo e Malta. Brinda con i premium drink di Spirito Reale, la nostra selezione di vini e le craft beer di BrewDog”

Locri (RC). Al museo nazionale Archeologico la conferenza “Un fil di seta tra la Calabria e Napoli” con Bianca Stranieri (università della Campania “L. Vanvitelli”), ultimo incontro del ciclo 2024 della rassegna “Un caffè… storicamente corretto” promosso col Circolo di Studi Storici Le Calabrie

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Al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri, si conclude la rassegna “Un caffè…storicamente corretto”, ultimo appuntamento del ciclo 2024 promosso il giovedì dal parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri con il Circolo di Studi storici “Le Calabrie” e il patrocinio del Comune di Locri, curato da Elena Trunfio e Marilisa Morrone. Giovedì 30 gennaio 2025, alle 17.30, si terrà la conferenza “Un fil di seta tra la Calabria e Napoli”. Dopo la consueta introduzione della direttrice Trunfio e della presidente del Circolo Morrone, interverrà Bianca Stranieri, università della Campania “L. Vanvitelli”. L’ingresso è gratuito e non è necessaria la prenotazione.

Roma. A Palazzo Corsini (accademia nazionale dei Lincei) il convegno “Le ville della Regio I: architettura, decorazione e paesaggi marittimi”, in presenza e on line: due giorni di approfondimento e confronto sulle ville romane negli antichi territori del Lazio e della Campania. Ecco il programma

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All’accademia dei Lincei il convegno sulle ville romane della Regio I (foto sabap-na-met)

La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli protagonista al convegno “Le ville della Regio I: architettura, decorazione e paesaggi marittimi” il 30 e 31 gennaio 2025 a Palazzo Corsini a Roma, sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei. L’evento è organizzato dall’Accademia Nazionale dei Lincei, in collaborazione con la soprintendenza e l’università di Pisa, nell’ambito delle attività del Centro Interdisciplinare Linceo Giovani. I lavori potranno essere seguiti dal pubblico anche in streaming. Il convegno rappresenta un’importante occasione di approfondimento e confronto scientifico sullo studio delle ville romane della Regio I, che comprende gli antichi territori del Lazio e della Campania, esplorando temi legati all’architettura, al paesaggio, alla decorazione e alle dinamiche economiche culturali e di questi complessi straordinari. Il soprintendente Mariano Nuzzo è intervenuto con i saluti istituzionali nella giornata di apertura, sottolineando l’importanza di valorizzare e divulgare le nuove conoscenze emerse dalle indagini archeologiche nel territorio campano. Quindi il funzionario archeologo della soprintendenza e membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Luca Di Franco, parteciperà con un intervento dedicato all’introduzione del concetto di “villa marittima” nella sessione inaugurale del convegno. Tra le numerose relazioni previste, spiccano le presentazioni di alcuni tra i maggiori esperti nazionali e internazionali, che affronteranno argomenti come le fonti letterarie, l’architettura, le soluzioni decorative e le recenti scoperte nei Campi Flegrei, a Capri e nella Penisola Sorrentina. La partecipazione della Soprintendenza a questo importante evento riflette il costante impegno nell’indagare e promuovere il patrimonio archeologico del territorio, in stretta sinergia con enti accademici e istituzioni culturali di prestigio.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 30 GENNAIO 2025. Alle 10, presidenza dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Indirizzi di saluto: Mariano Nuzzo (MiC – soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli): presentazione SESSIONE 1: La villa e il paesaggio marittimo in età romana Presiede: Carlo Gasparri (linceo, università di Napoli Federico II) 1.1. Inquadramento generale 10.40 Anna Anguissola (università di Pisa; Accademia Nazionale dei Lincei, Centro Interdisciplinare Linceo Giovani, coordinatrice), Luca Di Franco (MiC – soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, Accademia Nazionale dei Lincei, Centro Interdisciplinare Linceo Giovani, coordinatore): “Introduzione: la villa marittima”; Nicola Terrenato (university of Michigan): “The origins of villas”, 25 anni dopo; 11.10 Tobias Busen (Deutsches Archäologisches Institut): “L’architettura delle ville marittime: elementi, progettazione e realizzazione”; 11.30, Intervallo. 1.2. Risorse, gestione ed economia delle ville sul mare. 11.50, Annalisa Marzano (università di Bologna): “Non solo ozio: le ville come luoghi di produzione e innovazione tecnica”; 12.10, Mario Fiorentini (università di Trieste): “Le ville marittime nel mediterraneo romano: prospettive economiche ed elaborazioni giuridiche (I sec. a. C. – III sec. d. C.)”; 12.30, Roberta Ferritto (università di Bologna): “Architettura e piscicoltura: analisi delle peschiere romane”; 12.50, Discussione; 13.30 Intervallo 15, SESSIONE 2: La percezione della villa e il suo apparato decorativo Presiede: Eugenio Polito (linceo, università di Cassino) 2.1. La percezione della villa tra paesaggio e ornato. 15.20, Calogero Oddo (Scuola Superiore Sant’Anna Pisa): “Gli approcci scientifici alla percezione sensoriale”; 15.40, Mantha Zarmakoupi (University of Pennsylvania): “L’architettura delle ville in dialogo con il paesaggio”; 16, Intervallo; 16.20, Barbara Del Giovane (università di Firenze): “Aut libris me delecto … aut fluctus numero. Vivere sul mare: per un percorso storico-letterario”; 16.40, Eugenio La Rocca (linceo, Sapienza Università di Roma): “La percezione e la trasformazione del paesaggio naturale nelle ville romane”; 17, Caterina Parigi (Universität zu Köln): “La percezione degli apparati scultorei delle ville: potenzialità e limiti sull’esempio della Villa A di Oplontis”; 17.20, Discussione.

PROGRAMMA VENERDÌ 31 GENNAIO 2025. 2.2. Strutture, materiali, decorazione Presiede: Maria Elisa Micheli (lincea, università di Urbino). Alle 9, Hélène Dessales (École Normale Supérieure): “La diffusione dei materiali e delle tecniche edilizie nelle ville romane campane (I secolo d.C.)”; 9.20, Marina Caso (MiC – parco archeologico di Ercolano): “Marmi in contesto dall’Agro laurentino alla Penisola sorrentina”; 9.40, Domenico Esposito (Humboldt-Universität zu Berlin): “La decorazione pittorica delle villae d’otium”; 10, Francesca Boldrighini (MiC – parco archeologico del Colosseo): “Declinazioni del lusso: gli stucchi e le decorazioni dei ninfei”; 10.20, Discussione; 10.50, Intervallo; SESSIONE 3: La regio I: casi studio Presiede: Salvatore Settis (linceo, Scuola Normale Superiore di Pisa). 11.10, Paolo Carafa (Sapienza Università di Roma): “Latium vetus e Latium adiectum”; 11.30, Fabrizio Slavazzi (università di Milano): “Per una nuova immagine della Villa della Grotta a Sperlonga: ricerche in corso e proposte di lettura”; 11.50, Simona Formola (MiC – soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli), Michele Stefanile (Scuola Superiore Meridionale), Michele Silani (università della Campania “L. Vanvitelli”), Maria Luisa Tardugno (MiC – soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli): “Villae maritimae nei Campi Flegrei: modelli e soluzioni architettoniche”; 12.10, Intervallo; 12.30, Wolfgang Filser (University of Copenhagen): “La villa marittima del Capo di Sorrento. Riflessioni sul concetto di saxum e basis”; 12.50, Maria Luisa Catoni (Scuola IMT Alti Studi Lucca), Carlo Rescigno (linceo, università della Campania “L. Vanvitelli”): “Villa San Marco a Stabiae: dati dai nuovi scavi”; 13.10, Cecilia Giorgi (CNR – ISPC), Rosaria Perrella (MiC – museo Archeologico nazionale di Napoli): “Un nuovo racconto del vivere in villa a Capri: modelli e schemi architettonici”. Discussione conclusiva 15, Carlo Gasparri (linceo, università di Napoli Federico II), Pier Giovanni Guzzo (linceo, già soprintendente archeologo al ministero per i Beni e le Attività culturali), Eugenio La Rocca (linceo, Sapienza Università di Roma), Maria Elisa Micheli (lincea, università di Urbino), Eugenio Polito (linceo, università di Cassino), Carlo Rescigno (linceo, università della Campania “L. Vanvitelli”), Salvatore Settis (linceo, Scuola Normale Superiore di Pisa).

Esclusivo. Il co-direttore dello scavo del villaggio protostorico di Frattesina (Ro), Paolo Bellintani (Cpssae), traccia un primo bilancio della campagna 2024, nel progetto “Prima Europa”, soffermandosi sulle evidenze archeologiche più interessanti (dai crogioli per la produzione del vetro allo scheletro di neonati di cavallo, dalle fornaci alla capanna), e annunciando quelli che potrebbero essere i più importanti interventi futuri. Se ne parla il 1° febbraio a Rovigo

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Campagna 2024: l’area di scavo del villaggio protostorico di Frattesina a Fratta Polesine (Ro) (foto graziano tavan)

È stato definito “sito di produzione scambio” con collegamenti tra il Nord Europa e il Mediterraneo orientale, un unicum nell’Europa dei tempi di Ulisse: è il villaggio protostorico di Frattesina a Fratta Polesine (Ro), dove scava l’università Sapienza di Roma, diretto da Andrea Cardarelli e co-diretto da Paolo Bellintani, presidente del Cpssae di Rovigo, nell’ambito del progetto “Prima Europa. La protostoria del Medio Polesine”, coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, e finanziato dalla fondazione Cariparo. Proprio Paolo Bellintani, per archeologiavocidalpassato.com, traccia un primo bilancio della campagna 2024, si sofferma su alcune evidenze archeologiche particolarmente significative, come la fornace (già individuata nel 2023), una nuova fornace, i frammenti di crogiolo per la produzione del vetro (e questa di Frattesina – sottolinea Bellintani – “è la prima produzione vetraria sistematica d’Europa”), una capanna, e l’eccezionale ritrovamento dello scheletro intero di un neonato di cavallo. E poi annuncia quelli che potrebbero essere i più importanti interventi futuri (a cominciare dall’asportazione della fornace per la sua musealizzazione), se il progetto verrà nuovamente finanziato. Di tutto questo si parlerà sabato 1° febbraio 2025, a Palazzo Roncade a Rovigo, dalle 9, nell’incontro “Archeologia in Polesine. Progetti in corso novità prospettive”.

“Quest’anno (2024, ndr)”, spiega Bellintani, “avevamo in programma un approfondimento di quello che avevamo già visto l’anno scorso: abbiamo visto strutture abitative e strutture produttive del centro di produzione e scambio di Frattesina di Fratta Polesine.

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Campagna 2024: veduta d’insieme della capanna nel villaggio protostorico di Frattesina di Fratta Polesine (Ro) (foto graziano tavan)

“In particolare abbiamo allargato lo scavo verso Est per ricomprendere all’interno dell’area di ricerca una struttura, un’abitazione, una capanna che l’anno scorso vedevamo solo a metà. Quest’anno siamo riusciti a scoprirla completamente. E quindi abbiamo in buona parte terminato le operazioni di ripulitura della superficie pavimentale. Abbiamo individuato delle buche di palo che contornavano la capanna che sono le uniche testimonianze degli alzati che ci rimangono. Abbiamo anche completato lo scavo di una struttura in legno carbonizzato che si trova nella parte Nord, antistante la capanna che probabilmente o è la parete nord crollata o una piattaforma già in piano al momento dell’incendio di questa capanna che è rimasta lì, e si sono conservati i carboni abbastanza bene.

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Campagna 2024: la fornace (la “fornacetta” negli scavi 2023, ndr) e dell’area antistante nel sito protostorico di Frattesina di Fratta Polesine (Ro) (foto graziano tavan)

“Altra cosa importante, emersa l’anno scorso – continua Bellintani -, è la fornace per la produzione del vetro. Volevamo quest’anno tentare di strappare la fornace, di portarla intera in museo a Fratta per la sua musealizzazione. Ma il clima non è stato clemente in maniera sufficiente. Ci ha rallentato un po’ nei lavori. Abbiamo però aperto tutta la parte antistante, siamo arrivati sul piano d’uso in cui si facevano le lavorazioni relative a questa fornace. Qui si vedono ancora in scavo i frammenti di alcuni crogioli per la lavorazione del vetro. Sulla superficie interna di uno di questi crogioli si vede che conserva ancora le tracce del vetro che è rimasto aderente, incollato alla superficie interna. E di questi frammenti ce ne sono parecchi. L’idea – da verificare ancora – è che tutta l’area circostante la fornace fosse un’area di produzione, probabilmente già produzione di vetro primario, vetro grezzo, e poi successivamente di lavorazione che veniva effettuata in crogiolo”.

Prima di entrare nel merito della campagna 2024 a Frattesina di Fratta Polesine (Ro), Paolo Bellintani ragguaglia su enti e istituzioni coinvolte nel progetto “Prima Europa” di cui fa parte lo scavo di Frattesina. “Gli scavi di Fratta Polesine – ricorda Bellintani – rientrano nel progetto “Prima Europa. La protostoria del Medio Polesine”, progetto avviato nel 2022 grazie a un accordo di collaborazione tra la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza che coordina un gruppo di lavoro costituito dall’università la Sapienza di Roma che ha la direzione dello scavo nella persona di Andrea Cardarelli, e la co-direzione di Paolo Bellintani come presidente del Cpssae – Centro polesano di studi storici archeologici ed etnografici di Rovigo. Del progetto in generale fanno parte anche ovviamente l’università di Padova che ha lo scavo diretto da Michele Cupitò a Villamarzana. E abbiamo anche varie collaborazioni in questo progetto a partire in particolare dal museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine che coordina un po’ tutto l’aspetto della comunicazione. Collaboriamo anche con diverse università. Sempre con l’università di Padova: per la parte archeometrica Ivana Angelini ci dà una mano moltissimo per quello che riguarda le ambre, i vetri e in parte anche i metalli. E il progetto Geodap (GEOarchaeology of DAily Practices: extracting bronze age lifeways from the domestic stratigraphic record) diretto dal professor Cristiano Nicosia di Geoscienze, sempre di Padova, per le analisi micro-morfologiche e sedimentologiche. E poi collaborazioni con l’università di Bamberg, in particolare con Wieke De Neef, per il rilievo magnetometrico effettuato su tutta l’area dello scavo di Frattesina, ma anche di Villamarzana, e tra poco riprenderemo anche la magnetometria sul terzo sito di questo progetto che è quello di Campestrin di Grignano Polesine, il sito della lavorazione dell’ambra, contemporaneo alle prima fasi di Frattesina. E ricordo anche, sempre per quanto riguarda lo scavo di Frattesina il Comune di Fratta Polesine che ci sta dando una grandissima mano fin dall’inizio delle campagne di scavo; l’associazione il Manegium che ci offre i suoi spazi nel museo Etnografico per fare attività di laboratorio, lo stoccaggio dei materiali e il primo il primo trattamento dei materiali stessi, materiali che poi finiscono – almeno temporaneamente – come immagazzinamento nel museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, altro ente che collabora con noi sia per quanto riguarda lo scavo di Frattesina che per i materiali di Campestrin di Grignano Polesine. Il progetto – conclude Bellintani – è stato finanziato per il 2022-2024 dalla Fondazione Cariparo – cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha anche annunciato la possibilità concreta di poter rifinanziare anche per gli anni successivi la continuazione tanto del progetto “Prima Europa. Protostoria del Medio Polesine” quanto l’altro progetto, sempre finanziato da Cariparo, e che vede le università di Padova e di Venezia sul campo, e riguarda gli scavi di San Basilio di Ariano Polesine”.

“Novità di quest’anno (2024, ndr) – spiega Bellintani – è una struttura piro-tecnologica, una struttura cioè dedicata ad attività a fuoco – che non sappiamo se sia un semplice focolare o un’altra fornace. Lo stiamo aprendo, lo stiamo scavando, e ha delle caratteristiche che un po’ assomigliano alla fornace precedente, ma altre che invece se ne differenziano”.

“La fornace in sè non è una novità – ricorda Bellintani – perché l’avevamo già scavata l’anno scorso (era stata definita fornacetta, ndr) quando avevamo tolto tutti gli elementi della volta crollati all’interno che adesso sono conservati al museo di Rovigo per un sotto-progetto che prevede la ricostruzione virtuale – o fisica se ci riusciamo – di tutta quanta la struttura che verrà speriamo musealizzata nel museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine. La novità è che abbiamo aperto tutta l’area antistante l’imboccatura della fornace, e pian piano abbiamo trovato sulla superficie di uso della fornace tutta una serie di piccoli di elementi di scarti di lavorazione di vetro e, venendo più verso Sud, abbiamo continuato a trovare frammenti di crogioli per la lavorazione del vetro”.

Giulia di Giambernardino (Sapienza università di Roma) illustra i crogioli: lei che è stata un po’ la protagonista dello scavo di quest’area dove ha individuato questi reperti in particolare: “Dopo aver asportato l’us 1009 – ricorda di Giamberdino – che era caratterizzata da questi legnetti mineralizzati, abbiamo notato subito una colorazione bluastra-verdognola che ci ha fatto capire di doverci fermare ed essere un po’ più delicati. Quindi ci siamo resi conto subito di esserci trovati di fronte a quelli che sembravano essere frammenti di crogiolo adatti alla lavorazione del vetro”.

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Campagna 2024: dettaglio di frammento di crogiolo con tracce di vetro dallo scavo di Frattesina di fratta Polesine (Ro) (foto graziano tavan)

Se ne vede uno che conserva ancora la ceramica e la spalmatura di vetro che aderisce alla superficie interna. Vicino c’è una zona che non è ancora stata asportata in cui si può notare anche in questo caso un frammento di crogiolo che mostra sempre tracce della spalmatura di vetro. Interviene Bellintani: “Sul terreno ce ne sono parecchi di frammenti di crogiolo. Molti sono ancora in corso di scavo. L’idea è che un po’ tutta l’area probabilmente fosse in parte dedicata a diversi gradi di lavorazione, dalla produzione del vetro primario alla lavorazione del vetro, la sua colorazione, e poi la produzione di perle che sono il maggior prodotto. Le perle sono il prodotto principale di questa industria che, ricordo, come già detto nel 2023, è la prima produzione vetraria sistematica d’Europa”.

“Quest’anno – come detto, spiega Bellintani – abbiamo aperto un ulteriore settore verso Est per vedere i imiti orientali di una delle strutture che erano già emerse nello scavo del 2023. Si vedono bene le travi in orizzontale che possono essere interpretate o come la parete Nord della capanna crollata e rimasta molto ben conservata anche se combusta, carbonizzata, oppure come una struttura a terra, una piattaforma antistante la capanna. Dietro la piattaforma, quello che si vede più chiaro è il battuto pavimentale che adesso abbiamo scoperto integralmente e che delimita, individua un’area abbastanza vasta di 7-8 metri per 5-6 di una struttura probabilmente di tipo abitativo”.

Tra le evidenze della campagna 2024 c’è lo scheletro di un cavallo scavato da Matteo Cianfoni, archeo-zoologo dell’università La Sapienza di Roma che spiega: “Si tratta di un equide neonato, lo sappiamo perché ha le saldature delle epifisi confuse, la dentatura da latte, e apparentemente non era in un taglio ma sembra comunque sia stato avvolto in un tessuto, un qualche materiale deperibile che lo conteneva.

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Campagna 2024: l’eccezionale ritrovamento dello scheletro integro di un neonato di cavallo nello scavo di Frattesina di Fratta Polesine (Ro) (foto graziano tavan)

“Un ritrovamento abbastanza particolare – continua Cianfoni – perché i cavalli sono pochissimi in abitato, non utilizzati per l’alimentazione ma utilizzati per la cavalcatura, alcuni per il traino, ma sono comunque uno status symbol, e quindi una deposizione di un individuo neonato in abitato è una scoperta abbastanza eccezionale. Il cavallo è rannicchiato sul lato sinistro, si vede la mandibola con i denti. Il cranio purtroppo è un po’ imploso a causa della pressione della terra. Si vedono gli arti inferiori, il bacino, la zampa posteriore, la scapola, radio, omero, l’altra scapola e le vertebre. La testa guarda verso Nord come se fosse appoggiato sul suo lato posteriore. La percentuale di cavalli nelle faune rinvenute in questo tipo di abitati è. Stanno sotto l’1%”. Bellintani: “Questo per dare l’idea dell’eccezionalità del rinvenimento, soprattutto nel fatto che è un individuo intero. Il cavallo – come si diceva prima – era un elemento particolare nella fauna locale e uno status symbol destinato forse eccezionalmente anche all’alimentazione, ma soprattutto per la cavalcatura o per il tiro di carri”.

“Prospettive per quanto riguarda il sito di Frattesina? Se ci sarà il finanziamento con la possibilità di proseguire lo scavo – spiega Bellintani – ovviamente quello che dovremo fare innanzitutto – che ci promettevamo di fare quest’anno e non è stato possibile – sarà l’asportazione della fornace per poterla musealizzare. È un reperto unico cui stiamo dedicando particolare attenzione. Ma non meno importante è la prosecuzione almeno in quest’area di scavo per arrivare all’impianto delle strutture che stiano scavando che vede almeno un metro ancora di stratigrafia da esplorare. Quindi tante altre cose che stanno dando molte soddisfazioni perché grazie alla teleosservazione prima, e poi alla magnetometria, abbiamo individuato un’area di scavo che è sia un quartiere abitativo che anche una zona di produzione artigianale che è la caratteristica principale di questo sito che chiamiamo “sito di produzione scambio” perché legato a una rete di scambi veramente vastissima che va dal Nord Europa al Mediterraneo orientale e che fa di Frattesina un unicum, un sito eccezionale nell’Europa dei tempi di Ulisse”.