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Torino. Al museo Egizio la conferenza “Un’archeologia della psiche: i sogni e la loro interpretazione nell’Antico Egitto” con Luigi Prada dell’università di Uppsala, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

I sogni sono un fenomeno universale che permea la vita umana, e quella degli Egiziani antichi non faceva eccezione. Dall’Antico Regno sino al Periodo Copto, testimonianze relative alla dimensione onirica e alla vita del subconscio sono registrate in testi di ogni natura, da steli monumentali contenenti decreti regi, a umili documenti di vita quotidiana malamente tracciati su frammenti di ceramica. Se ne parla al museo Egizio di Torino lunedì 16 giugno 2025, alle 18.30, in sala conferenze nell’incontro “Un’archeologia della psiche: i sogni e la loro interpretazione nell’Antico Egitto” con Luigi Prada dell’università di Uppsala. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/unarcheologia-della-psiche…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. A partire dal Nuovo Regno, gli Egizi iniziarono persino a comporre libri di oniromanzia (ovvero, di interpretazione di sogni), intesi a decifrare messaggi enigmatici e premonizioni che si riteneva fossero contenuti nei sogni stessi. Questa conferenza presenterà i risultati di una vasta ricerca sul mondo dei sogni nell’Antico Egitto, e in particolare introdurrà il pubblico a un gruppo di papiri contenenti libri di oniromanzia tuttora inediti, rivelando aspetti sconosciuti della psiche antico-egiziana.

L’egittologo Luigi Prada dell’università di Uppsala

Luigi Prada è egittologo specializzato nello studio della lingua, religione, e letteratura antico-egizia, con focus particolare sul Periodo Tardo e Greco-Romano e la pubblicazione di testi inediti. Formatosi all’estero, è stato membro dei dipartimenti di Egittologia alle Università di Oxford, Heidelberg, e Copenhagen, ed è ora Associate Professor in egittologia all’Università di Uppsala e Research Associate presso quella di Oxford. Vice-direttore della missione egittologica di Oxford e Uppsala ad Elkab, nell’Alto Egitto, partecipa anche a spedizioni nel Deserto Sudanese. Fino al maggio di quest’anno, è stato Presidente di ACME, collaborando per anni con Fondazione Museo Egizio.

Padova. Alla libreria Italypost presentazione del catalogo Artem della mostra “Essere donna nell’antica Pompei” in corso nella Palestra grande di Pompei, a cura di Francesca Ghedini e Monica Salvadori

Sei donne per raccontare le donne di duemila anni fa, a Pompei. Sono Francesca Ghedini, prof.ssa emerita di Archeologia università di Padova e curatrice del catalogo; Monica Salvadori, prof.ssa ordinaria di Archeologia università di Padova e curatrice del catalogo; Monica Baggio, prof.ssa associata di Archeologia università di Padova; Patrizia Basso, prof.ssa ordinaria di Archeologia università di Verona; Mariastella Busana, prof.ssa ordinaria di Archeologia università di Padova; Anna Favero, dottoranda Università di Salerno. Lunedì 16 giugno 2025, alle 18.30, si ritrovano alla libreria Italypost in viale Codalunga 4l a Padova, per presentare – moderate da Camilla Consonni, redattrice VeneziePost – il catalogo Artem della mostra “Essere donna nell’antica Pompei”, in corso alla Palestra grande di Pompei dal 16 aprile 2025 al 31 gennaio 2026, realizzata dal dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova in collaborazione con le università di Salerno e Verona. Le relatrici guideranno i partecipanti alla scoperta di cosa significava essere una donna nell’antica Pompei. Prenotazione: https://librerieitalypost.it/…/catalogo-mostra-di…/

Locandina della mostra “Essere donna nell’antica Pompei” dal 16 aprile 2025 al 31 gennaio 2026 nella Palestra grande degli scavi

La mostra. Con il suo straordinario stato di conservazione Pompei si pone come osservatorio privilegiato. La documentazione emersa nel corso dei quasi tre secoli di scavi è preziosa per analizzare il ruolo della donna nella società romana, argomento che in altri contesti sfugge a causa della esiguità delle testimonianze. Ma soprattutto a Pompei si può cogliere la presenza non solo di coloro che appartenevano ai vertici della società, ma anche di quella folla indistinta di persone “comuni” a cui è stata dedicata la precedente mostra “L’altra Pompei”, con la quale la nuova esposizione si pone in continuità: la mostra “Essere donna nell’antica Pompei” – dal 16 aprile 2025 al 31 gennaio 2026 nella Palestra grande degli scavi – a cura di Francesca Ghedini e Monica Salvadori e in collaborazione con le università di Padova, Salerno e Verona. Il filo conduttore è la scoperta delle condizioni di vita delle donne e bambine, dei numerosi aspetti della vita quotidiana e della posizione che esse occupavano nella casa e nella società romana e ancor più in una città campana quale Pompei (vedi Pompei (Na). Aperta nella Palestra Grande la mostra “Essere donna nell’antica Pompei”: affreschi, ritratti privati e funerari, graffiti, iscrizioni ed oggetti d’uso documentano le diverse categorie femminili nelle varie fasi della vita e nei diversi ruoli che svolgevano nella società. Gli interventi del direttore Zuchtriegel, delle curatrici Ghedini e Salvadori, e del restauratore Napoli | archeologiavocidalpassato).

Aquileia (Ud). Rinasce Palazzo Brunner-Segré: un autentico scrigno di storia, archeologia e architettura. Completati i restauri, sarà la sede della Fondazione Aquileia e centro conferenze. Insiste su una porzione dell’anfiteatro romano che sarà valorizzata

Palazzo Brunner-Segré, in via Roma ad Aquileia, dopo i restauri (foto fondazione aquileia)

Aquileia: particolare della facciata di Palazzo Brunner-Segré a fine restauri (foto fondazione aquileia)

Ad Aquileia rinasce Palazzo Brunner-Segré: completato il restauro conservativo dell’edificio storico di via Roma, acquisito nel 1996 dal Demanio (ministero della Cultura) e trasferito alla Fondazione Aquileia nel 2019, che sarà la nuova sede della Fondazione Aquileia, futura sala conferenze e percorso archeologico integrato. Un autentico scrigno di storia, archeologia e architettura nel cuore di Aquileia torna a nuova vita e viene restituito alla collettività. L’inaugurazione si terrà domenica 15 giugno alle 11 con ingresso da via Roma 20 nell’ambito delle Giornate europee dell’Archeologia. L’edificio è stato interessato da un radicale lavoro di recupero e riqualificazione, che permetterà di trasferirvi la sede della direzione e degli uffici della Fondazione. Al secondo piano sarà inoltre realizzata una sala conferenze, mentre una seconda fase dell’intervento prevede la valorizzazione dell’area esterna, sotto la quale si cela una porzione dell’antico anfiteatro romano, e la creazione di un percorso di visita che collegherà l’edificio a via 24 Maggio. I lavori, eseguiti dalla ditta Valerio Sabinot s.r.l. di Basiliano sotto la direzione dell’arch. Barbara Pessina, dell’ing. Massimo Lanza e dell’ing. Maurizio Casoni, hanno dunque permesso il recupero di un importante edificio storico di Aquileia, che, disabitato da quasi ottant’anni, era ormai profondamente degradato. La bella facciata, contraddistinta dal portale carraio, dalla porta ad arco con terrazzino al primo piano e da un’apertura circolari al secondo piano, tutte decorate da teste in pietra, torna a risplendere.

Aquileia: Palazzo Brunner-Segré a metà degli anni Cinquanta del Novecento, quando era già disabitato (foto fondazione aquileia)

“L’intervento conservativo di Palazzo Brunner-Segré riveste un significato particolare, perché si tratta di un pregevole edificio storico riconsegnato all’ammirazione dei visitatori”, dice il presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo. “Il recupero del patrimonio edilizio del centro storico, costituito da notevoli esempi di architettura spontanea, e un suo utilizzo a servizio dei nostri ospiti è uno degli obiettivi della Fondazione, che in questi ultimi anni ha proceduto all’acquisizione di alcune proprietà private ormai non più abitate nella zona della basilica. Nel caso specifico, desidero sottolineare che il costo complessivo dell’opera, pari a 3.068.000 euro, è stato finanziato per 3 milioni di euro grazie ai Fondi per lo Sviluppo e la Coesione del ministero della Cultura, che, grazie al sollecito interessamento della Direzione Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia, siamo riusciti a dirottare verso il restauro di palazzo Brunner-Segré. Desidero ringraziare la Soprintendenza per la costante presenza nelle fasi progettuali, autorizzative e di avvio dei lavori, sempre delicati perché interessano un immobile vincolato. È un ulteriore segno della collaborazione proficua che si è instaurata nel processo di valorizzazione di Aquileia”.

Aquileia: fase dei lavori di restauro di Palazzo Brunner-Segré che sono durati due anni (foto fondazione aquileia)

“L’intervento di rigenerazione urbana dell’edificio, posto lungo uno degli assi viari principali di età medievale, la contrada di Sant’Andrea o dei calzolai, ha richiesto due anni di lavori”, commenta il direttore della Fondazione Aquileia, l’archeologo Cristiano Tiussi. “Un intervento complesso perché attuato su un edificio storico molto degradato, che ha richiesto un’attenzione particolare, per ovviare a problematiche emerse in corso d’opera. Nella fase iniziale, sono state condotte indagini archeologiche che hanno rivelato la ricchezza del deposito stratigrafico, ininterrotto dalle fasi moderne a quelle tardo-antiche. Le fasi di lavorazione si sono poi susseguite con regolarità, e per questo vorrei ringraziare i collaboratori della Fondazione, i professionisti della progettazione e della direzione lavori e le ditte impegnate negli scavi archeologici, nel recupero delle strutture edilizio, nella realizzazione degli impianti tecnologici. Ora proseguiremo con la sistemazione dell’area esterna, che terrà necessariamente conto anche della presenza di circa un quarto dell’anfiteatro: l’obiettivo è quello di rimetterne in luce almeno un tratto conservatosi delle fondazioni, per dare l’idea dell’imponenza dell’edificio”.

Mappa del Catasto napoleonico del 1812 con l’indicazione del Palazzo Brunner-Segré di Aquileia (foto fondazione aquileia)

Palazzo Brunner-Segré. Il complesso immobiliare del Palazzo Brunner è formato dal palazzo su tre piani, affacciato su via Roma, e dal follatoio (foladôr), lungo corpo di fabbrica un tempo adibito ad uso agricolo che è stato ristrutturato dalla Soprintendenza nel 1999-2000 ed è oggi utilizzato come deposito di reperti archeologici. In forme non dissimili dalle attuali, il complesso Brunner compare per la prima volta nel catasto napoleonico del 1812: la costruzione dovrebbe risalire quindi al XVII o al XVIII secolo. L’edificio principale fu tuttavia preceduto da un altro fabbricato, del XIV-XVI secolo, di cui sono state rinvenute le fondazioni nel corso dei saggi di scavo condotti sotto la direzione della Soprintendenza nel 2023 e anche due “butti”, cioè due immondezzai, uno dei quali ricco di belle ceramiche, vetri e stoviglie di uso quotidiano. Nel catasto napoleonico, oltre al palazzo fronte strada e al foladôr si riconosce un ulteriore corpo di fabbrica che chiudeva la corte verso nord e i cui resti sono stati messi in luce durante gli scavi effettuati dalla Soprintendenza nel 2018.

Gina Segré (prima seduta a destra), il marito Rodolfo Brunner (primo in piedi da dx) e il figlio Guido semidisteso (foto fondazione aquileia)

I Brunner-Segré. Il complesso fu acquistato nel 1923 da Gina Segré (1867-1948), membro della nobile famiglia triestina di religione ebraica. Il fratello Salvatore, industriale e finanziere, assunse il titolo di conte Segré-Sartorio e fu senatore del Regno d’Italia dal 1924 al 1947, rivestendo anche la carica di consigliere dell’Associazione Nazionale per Aquileia dalla sua fondazione nel 1928 e fino alla morte nel 1949. Nel 1888 Gina Segré aveva sposato Rodolfo Brunner (1859-1956), anch’egli di famiglia ebraica, originaria di Hohenems, in Austria occidentale e trasferitasi a Trieste nel 1832. I Brunner si affermarono ben presto come una delle grandi famiglie triestine ottocentesche, impegnata in attività commerciali e industriali, dalla navigazione, alle assicurazioni (nelle Generali), alla raffinazione del petrolio. Rodolfo Brunner s’interessò anche di agricoltura, ampliando i possedimenti delle tenute ereditate dal padre Carlo nella Bassa friulana (come quella di Cavenzano in Comune di Campolongo Tapogliano) e apportandovi miglioramenti e razionalizzando la produzione. Mentre Rodolfo Brunner fu un fedelissimo dell’impero asburgico, il figlio Guido (1893-1916) si arruolò nell’esercito italiano con il grado di sottotenente della brigata Sassari nella prima guerra mondiale, durante la quale cadde sul monte Fior: fu insignito della medaglia d’oro al valor militare. Il palazzo costituiva una delle residenze di campagna di Gina Segré fino al 1947, quando fu venduto. Da allora il complesso, ormai disabitato, passò di mano in mano fino all’acquisizione da parte del Demanio.

La mappa dell’anfiteatro romano di Aquileia con la posizione di Palazzo Brunner-Segré e l’estensione della braida (foto fondazione aquileia)

L’anfiteatro e le mura. Sotto la braida del palazzo Brunner-Segré si cela, per circa un quarto della sua estensione complessiva, l’anfiteatro di Aquileia. Il grande edificio ellittico (148 x 112 m) si è conservato solo a livello di fondazioni: l’alzato fu infatti smantellato nel corso dei secoli per ricavarne materiale da costruzione: la tradizione vuole che anche il campanile sia stato costruito nell’XI secolo con blocchi in calcare di Aurisina provenienti dall’anfiteatro. Gli scavi che ne hanno rilevato la presenza risalgono alla fine dell’Ottocento e a metà del Novecento. Un’indagine di dettaglio è stata condotta, tra il 2015 e il 2017, dall’università di Verona, sotto la direzione della prof.ssa Patrizia Basso. Rimangono le imponenti strutture di fondazione e i larghi canali di deflusso delle acque, sufficienti a ricostruire la grandiosità del monumento. Un’idea di come dovesse presentarsi la forniscono gli anfiteatri meglio conservati dell’antica Regio X: le dimensioni dell’edifico aquileiese erano superiori a quelle dell’arena di Pola e appena inferiori a quelle dell’arena di Verona. Accanto all’edificio di spettacolo, intorno al 300 d.C. furono realizzate le nuove mura di cinta, un tratto delle quali furono scavate nel 2018-2020 dalla Soprintendenza.

Ferrara. In occasione delle Giornate europee dell’archeologia apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale e visita guidata ai depositi e al sottotetto

Domenica 15 giugno 2025, alle 15 e alle 16.30, In occasione delle Giornate europee dell’Archeologia il museo Archeologico nazionale di Ferrara apre le porte dei depositi e dei sottotetti del Museo. Sarà un’occasione per conoscere e valorizzare il patrimonio archeologico e per riflettere insieme sull’importanza dei valori che esso rappresenta per la comunità. L’iniziativa è gratuita. Per accedere in Museo sarà necessario munirsi del biglietto di ingresso. Prenotazione obbligatoria allo 053266299. In questa occasione il Museo effettuerà un’apertura straordinaria fino alle 21 (ultimo ingresso ore 20.30).

Appia antica (Roma). Visite guidate di giugno alle Tombe della via Latina alla scoperta dei magnifici mosaici dell’ipogeo del sepolcro Barberini

A giugno 2025 il parco archeologico dell’Appia antica propone nuovi imperdibili appuntamenti per andare alla scoperta delle meravigliose Tombe della via Latina e dell’incantevole area archeologica che le circonda, con le visite guidate condotte dal personale del Parco alla scoperta dei magnifici mosaici dell’ipogeo del sepolcro Barberini, i meravigliosi stucchi dei sepolcri Valeri e Pancrazi. Questi gli appuntamenti con le visite guidate: domenica 15 giugno, ore 10; domenica 29 giugno, ore 10. Ingresso in via Arco di Travertino 151. Massimo 10 partecipanti a visita. Il biglietto può essere acquistato: online sul sito Musei Italiani; da telefono con la app Musei Italiani disponibile su Google Play e su App Store; il giorno stesso dai totem posizionati all’ingresso del sito, esclusivamente con carta di pagamento elettronico. Basterà selezionare il biglietto “Tombe della via Latina | Con visita guidata” e la tariffa: intero 6 euro / ridotto 2 euro / gratuito. L’ingresso è gratuito per i possessori di Appia Card previa prenotazione da app o portale Musei Italiani

Fumane (Vr). In occasione delle Giornate europee dell’Archeologia l’incontro “Nei cieli del Paleolitico – Rapaci e Vita Preistorica alla Grotta di Fumane”: pomeriggio speciale tra scienza, emozione e scoperta alla Grotta di Fumane

In occasione delle Giornate europee dell’Archeologia con “Nei cieli del Paleolitico – Rapaci e Vita Preistorica alla Grotta di Fumane” si può vivere un pomeriggio speciale tra scienza, emozione e scoperta. Appuntamento alla Grotta di Fumane (Vr) domenica 15 giugno 2025, dalle 14.30 alle 18.30. Un falconiere professionista porterà con sé grandi rapaci, che potrai ammirare da vicino. Alcuni di questi straordinari animali sono documentati nel record archeologico della grotta, attraverso resti ossei risalenti al Paleolitico. Un’occasione unica per scoprire come i Neandertal interagivano con l’avifauna preistorica, guidati da archeologi in un vero viaggio nel tempo. Attività previste:
incontro ravvicinato con rapaci e racconti del falconiere, tra etologia e archeologia; dimostrazione di scheggiatura della selce, per scoprire come venivano realizzati gli strumenti preistorici;
visita alla Grotta di Fumane, con spiegazioni accessibili a tutti;
approfondimento sull’avifauna del Paleolitico con una specialista, per comprendere l’importanza dei grandi rapaci durante la preistoria. Biglietti in loco, senza prenotazione: intero 10 euro, ridotto 7 euro (6-13 anni). Info: info@grottadifumane.it

Capodimonte (Vt). Riapre, dopo un anno di chiusura e un importante intervento di riallestimento, il museo della Navigazione nelle Acque interne con la presentazione della nuova direttrice, Giuliana Galli

Dopo quasi un anno di chiusura, il museo della Navigazione nelle Acque Interne di Capodimonte (Vt), situato in viale Regina Margherita, riapre le sue porte al pubblico al termine di un importante intervento di riallestimento e valorizzazione. L’inaugurazione sabato 14 giugno 2025, un’occasione per scoprire le novità del museo e conoscere da vicino le progettualità future. Alle 16.30, i saluti istituzionali del sindaco Mario Fanelli e la presentazione della nuova direttrice scientifica del Museo, Giuliana Galli. Alle 17, presentazione e interventi del Comitato Scientifico, composto da illustri studiosi nei campi dell’archeologia e dell’antropologia, e la partecipazione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale. il Museo è stato inaugurato nel 2010 per conservare la piroga monossila, ricavata da un solo tronco di un albero di faggio, dell’età del Bronzo Medio-Finale (1365-1020 a.C.) recuperata a 14 metri di profondità nelle acque del lago di Bolsena a ridosso dell’isola Bisentina e, in qualche modo, legata alla vita dell’abitato ritrovato nel vicino Monte Bisenzio. Contiene altre imbarcazioni che legano passato e presente, in uso anche in tempi moderni, passando dalla barca di Posta Fibreno a quella di Fondi fino a quella del lago di Bracciano. Interessante è l’esposizione di parte del carico di un’imbarcazione che trasportava tegole e coppi d’età etrusca ad indicare il fermento della vita lacustre.

Sibari (Cs). Il museo Archeologico nazionale della Sibaritide celebra la cultura dell’olio con “LINFA: essenze dalla terra”, mostra-evento immersiva e sensoriale tra archeologia, mito, gusto, che anticipa Vinitaly and the City, e lancia il progetto “Sibaritico: l’extravergine del Parco”

Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, davanti allo stand della Regione Calabria a Vinitaly 2025 (foto drm-calabria)

Il museo Archeologico nazionale della Sibaritide celebra la cultura dell’olio con “LINFA: essenze dalla terra”, mostra-evento immersiva e sensoriale tra archeologia, mito, gusto, e lancia il progetto “Sibaritico: l’extravergine del Parco”. Il 14 giugno 2025, alle 18, i parchi archeologici di Crotone e Sibari al museo Archeologico nazionale della Sibaritide inaugurano “LINFA: essenze dalla terra”, la nuova mostra-evento con show cooking e degustazioni dedicata alla cultura millenaria dell’olio in Calabria organizzata insieme all’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’agricoltura calabrese. Il grande appuntamento culturale-gastronomico del museo anticipa la seconda edizione di Vinitaly and the City che Regione Calabria “Dipartimento “Agricoltura e Sviluppo Rurale”, con il coordinamento di Arsac e in collaborazione con il ministero della Cultura, riporta nel sito dell’antica Sybaris dal 18 al 20 luglio. Il seguitissimo off-show di Vinitaly, dopo il sorprendente successo da ventimila presenze dello scorso anno, radunerà nuovamente all’interno del parco archeologico di Sibari il mondo enologico calabrese e del Sud Italia, rappresentato da aziende, Consorzi di Tutela, collettivi, produttori di olio e di amari. Il programma della kermesse con walk around tasting, wine talk, assaggi di piatti e specialità del territorio, mostre e musica richiamerà appassionati, addetti e operatori di settore, turisti e comunità locali. Ancora una volta prenderà vita la più ricca sintesi di storia millenaria e fermento contemporaneo rivelatasi, alla luce dell’esorbitante riscontro da parte del pubblico, modello vincente di promozione turistica. “Con LINFA abbiamo voluto restituire centralità a un simbolo del Mediterraneo come l’olio d’oliva, raccontandone non solo la storia millenaria, ma il valore culturale profondo che lo lega all’identità della Magna Grecia”, dichiara il direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma. “Proseguiamo nel solco della nostra missione, ispirata dalla convinzione che l’archeologia debba dialogare con il presente, con il territorio, con chi lo abita. Per questo la mostra intreccia reperti, esperienze sensoriali, laboratori, produzioni locali e narrazioni contemporanee. È un percorso pensato per tutti”.

Raccolta delle olive nel parco archeologico di Sibari per la produzione dell’oilio Sibaritico (foto drmn-calabria)

Linfa, dunque, preparerà la strada ad uno degli appuntamenti più attesi del palinsesto calabrese rafforzando ancora di più il connubio tra vino e olio, costruendo attorno a quest’ultimo un suggestivo racconto dell’identità territoriale. La mostra-evento è un percorso multisensoriale e immersivo tra storia, mito, archeologia e degustazioni, mette in dialogo reperti, tradizione agricola, paesaggi e storia contemporanea legata alla coltivazione dell’olivo e alla produzione. Si dipana attraverso testimonianze antichissime, strumenti digitali, realtà aumentata, arricchita anche dai contenuti fotografici e video forniti dal Consorzio di Tutela e Valorizzazione Olio di Calabria IGP. La mostra contempla, inoltre, una sessione di masterclass curate dagli esperti dell’Elaioteca regionale, che guideranno i visitatori in un approfondimento del patrimonio oleario calabrese e dei territori più vocati.

Allestimento della mostra “Linfa” al museo Archeologico nazionale della Sibaritide (foto drmn-calabria)

La mostra “Linfa” si articola in sette sezioni, suddivise in sei aree tematiche. Si parte dalla Preistoria e dalle origini della coltivazione, con le più antiche testimonianze sulle prime forme di addomesticazione della pianta rappresentata dai noccioli di olivo, provenienti dal parco archeologico di Broglio di Trebisacce, accompagnate dalla ricostruzione a grandezza reale del magazzino dei pithoi, ritrovato nello stesso sito. Segue la parte sulla produzione e il consumo dell’olio nella vita quotidiana con torchi, macine e contenitori da banchetto. Alle anfore olearie romane è affidato, invece, il capitolo relativo al trasporto e al ruolo chiave che ebbe l’olio nello sviluppo dell’economia mediterranea. Utensili e strumenti legati alla cosmesi e allo sport, come strigili, alabastra, balsamari, illustrano l’uso dell’olio per la cura del corpo.

Allestimento della mostra “Linfa” al museo Archeologico nazionale della Sibaritide (foto drmn-calabria)

Strigili e balsamari ci parlano dell’uso dell’olio nelle pratiche sportive, insieme ad una bellissima anfora panatenaica da Metaponto – subcolonia di Sibari – che conteneva l’olio degli uliveti sacri ad Atena e costituiva il premio riservato ai giochi atletici che in onore della dea si svolgevano ad Atene ogni quattro anni. Una raccolta di lucerne in terracotta e in bronzo di età greca e romana racconta, infine, l’impiego dell’olio come fonte luminosa. Cuore dell’esposizione è la pianta dell’ulivo, per il ruolo che ha avuto nell’essere stata simbolo culturale e spirituale, ponte tra l’umano e il divino sin dall’antichità, la cui componente simbolica viene richiamata dalla proiezione di uno spezzone del film “Odissea”.

La sessione enogastronomica di Linfa, con il nome di “Saturday Ionic Tapas Night”, si svolgerà nel grande giardino del parco archeologico della Sibaritide, articolata in quattro appuntamenti serali a partire dalle 20, ognuno condotto da uno chef iconico della costa ionica che preparerà live piatti creativi ed evocativi della tradizione: sabato 14 giugno 2025 Giuseppe Gatto rappresenterà l’areale di Trebisacce; sabato 21 giugno 2025 Peppe Pucci interpreterà alcune delle specialità del repertorio cirotano; sabato 28 giugno 2025 la chef stellata Caterina Ceraudo porterà i sapori e le suggestioni di  Dattilo; sabato 5 luglio 2025 Daniele Campana condenserà la sibaritide in tranci di pizza. Ad accompagnare questi percorsi del gusto ci saranno i vini espressione dei terroir calabresi.

Il palinsesto Linfa include anche l’inaugurazione della rassegna “Copia-Copiae” con gigantografie dell’archivio Claudio Abate, prevista sabato 28 giugno 2025 alle 18 al parco archeologico, e il convegno “Benessere e Bellezza. La cultura Sibarita nel futuro con BHICA”, sabato 12 luglio 2025 alle 18, in cui verranno approfonditi la Inner Beauty e i valori della città magno greca esportati nel mondo dalla Luxury Maison del Pollino.

Ad aprire la serata inaugurale al museo Archeologico nazionale della Sibaritide sarà Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, con Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura Regione Calabria; Fulvia Caligiuri, direttore generale di Arsac; Rocco Zappia, presidente dell’Elaioteca Regionale, e Giampaolo Iacobini, sindaco di Cassano all’Ionio che illustreranno l’intero programma. Durante l’incontro sarà presentato “Sibaritico”, l’olio extravergine d’oliva proveniente dagli uliveti centenari del Parco archeologico di Sibari. Figlio del progetto divulgativo sulla storia olivicola del luogo, Sibaritico è un progetto di valorizzazione integrata che coniuga salvaguardia del patrimonio e crescita sostenibile, cultura e coltura. L’iniziativa è curata dall’impresa sociale Catasta insieme al Consorzio Aion, network di aziende di eccellenza della filiera della valorizzazione dei Beni Culturali. L’impresa, in virtù di un accordo di partenariato pubblico-privato, gestisce il welcome point e una parte delle attività all’interno del Parco. Ottenuto dalle olive raccolte a mano nell’uliveto presente nel contesto archeologico, nato in un paesaggio che conserva intatta la memoria olivicola del territorio, Sibaritico riporta alla luce l’eredità dei Sibariti, celebri per il culto del lusso, del piacere e dell’armonia, per farla apprezzare e farla conoscere al grande pubblico. Con il prezioso packaging, che riprende l’iconografia classica con la raffigurazione della lekythos, questo olio si trasforma in un racconto vivo, tangibile, del territorio, inserendosi quale nuovo tassello di fruizione esperienziale del luogo.

 

 

Giornate europee dell’Archeologia 2025. Alcune proposte da Trieste a Firenze, da Este a Comacchio, da Tarquinia a Ostia antica a Reggio Calabria

TRIESTE E PROVINCIA. La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia aderisce alle Giornate europee dell’Archeologia, con diversi eventi sul territorio nelle giornate di sabato 14 e domenica 15 giugno 2025, anche in collaborazione con enti statali, locali e di ricerca. Sabato 14 giugno, ore 9.30, 11.30, 15.30, 17.30, visita itinerante in città: “La costa nascosta”. Archeologi della Soprintendenza accompagneranno il pubblico in un percorso itinerante alla ricerca delle tracce della linea di costa della colonia di Tergeste in età romana. Dal Teatro romano che si ergeva sulla riva dell’Adriatico alla Basilica paleocristiana in via Madonna del Mare, la visita toccherà anche aree archeologiche meno note come la strada romana di piazzetta Santa Lucia o i ritrovamenti di banchine portuali nella zona di Cavana. Ritrovo davanti al Teatro romano. Durata della visita: circa un’ora e mezza. Ingresso libero, max 30 persone. Prenotazione obbligatoria al link https://sabapfvg.cultura.gov.it/giornate-europee-dellarcheologia-13-14-e-15-giugno-2025/. Antiquarium di via del Seminario (Trieste, via del Seminario, 2): apertura dell’area archeologica ore 10-12. All’interno dell’Antiquarium è visibile il tratto delle mura tardorepubblicane volute da Ottaviano nel 33-32 a.C. per difendere la colonia di Tergeste, arroccata sulla sommità del colle di S. Giusto. All’inizio del II sec. d.C. le mura, ormai defunzionalizzate, servirono da struttura di contenimento e di terrazzamento per gli edifici costruiti a monte: qui si vede una vasca pavimentata in cotto, probabilmente impiegata nella lavorazione dell’olio. Ingresso libero (fino al limite di capienza massima). Grotta del Mitreo (Duino Aurisina – TS): apertura dell’area archeologica ore 10-12. La Grotta del dio Mitra, divinità di origine iranica connessa con il ciclo del sole e delle stagioni, fu frequentata fin dall’età neolitica e adattata in epoca romana (dal II al IV secolo d.C.) a luogo di culto del Mitraismo, religione salvifica giunta a Roma dall’Oriente e largamente diffusasi in età imperiale. Nella suggestiva ambientazione della Grotta è possibile osservare i calchi dei rilievi in calcare rinvenuti all’interno del sito, assieme ad alcune iscrizioni con i nomi di offerenti. Si consiglia di provvedersi di calzature sportive adeguate e di portare una bottiglietta d’acqua. Per info e prenotazioni: flondar@libero.it; tel. +39 3396908950. Domenica 15 giugno. Basilica Paleocristiana (Trieste, via della Madonna del Mare, 11): apertura dell’area archeologica ore10-12. È aperto ancora per questa domenica, prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione dell’area archeologica, l’ingresso all’edificio a croce latina, con abside esternamente poligonale, che fu costruito tra la fine del IV e l’inizio del V secolo d.C. È notevole la pavimentazione a mosaico realizzata in due fasi distinte: la prima mostra decorazioni geometriche bianche e nere, la seconda (posta a un livello di soli 6 cm più alto e databile al VI secolo d.C.) si arricchisce di motivi policromi. Nel tappeto musivo più recente è interessante la presenza di iscrizioni che riportano i nomi e le professioni dei benefattori della chiesa. Ingresso libero (fino al limite di capienza massima) Ultime visite prima della chiusura temporanea per lavori.

PORDENONE E PROVINCIA. Lo studio associato Eupolis e il museo Archeologico del Friuli Occidentale, in collaborazione con la Soprintendenza, propongono una serie di attività per visitare e valorizzare il sito archeologico della Villa romana di Torre di Pordenone e il vicino museo Archeologico. Sabato 14 giugno, 9-12 / 15-19, apertura museo Archeologico del Friuli Occidentale (Pordenone, loc. Torre – via Vittorio Veneto, n. 19). Domenica 15 giugno, 10-12, apertura romana (Pordenone, loc. Torre – Via Vittorio Veneto, dentro il parco comunale del Noncello) con visita guidata dalle 10 alle 11; 9-12, apertura Museo, con visita guidata dalle 11 alle 12; 14.30-16.30, apertura Villa con visita guidata dalle 14.30 alle 15.30); 15-19, apertura Museo con visita guidata dalle 15.30 alle 16.30; 16.30-18.30, laboratorio in Museo “Missione archeologo: scavo di famiglia”, per bambini accompagnati, al museo Archeologico del Friuli Occidentale. Laboratorio gratuito su prenotazione scrivendo a: prenotazionimusei@comune.pordenone.it o chiamando il 3804614951. A cura di: Eupolis Studio associato, museo Archeologico del Friuli Occidentale, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio FVG. Ingresso e visite guidate gratuiti e senza prenotazione. Per informazioni: prenotazionimusei@comune.pordenone.it, didattica@eupolis.info

PORTOGRUARO (Ve). Sabato 14 giugno 2025, alle 21, al museo nazionale Concordiese, in via Seminario 26, in occasione delle Giornate europee dell’Archeologia, “Antiquae Voces. Racconti femminili dalla colonia romana di Iulia Concordia”: presentazione al pubblico della nuova audioguida tematica a cura dell’autrice Stella Nosella e del direttore del museo Federico Bonfanti. Al termine è previsto un brindisi, offerto dall’Azienda Vitivinicola Piovan – Lison di Portogruaro. Ingresso gratuito su invito. Apertura straordinaria serale del Museo dalle 19 alle 23, con ingresso secondo ordinaria tariffazione (ultimo accesso ore 22.30). Info: drm-ven.museoportogruaro@cultura.gov.it, 0421 72674.

ESTE (Pd). Sabato 14 giugno 2025, in occasione delle Giornate europee dell’Archeologia, il museo nazionale Atestino sarà aperto straordinariamente fino alle 23. Sarà anche un’occasione da non perdere per chi vuole qualche anteprima su come sarà il Museo al termine dei lavori attualmente in corso: alle 21 infatti c’è l’incontro “Palazzo Mocenigo: da dimora rinascimentale a custode dei Veneti antichi. Un hub culturale aperto al territorio” a cura di Benedetta Prosdocimi, direttrice del Museo, e dell’architetto Chiara Matteazzi, responsabile dei lavori.

ADRIA (Ro). Sabato 14 giugno 2025, alle 10, al museo Archeologico nazionale in occasione delle Giornate europee dell’Archeologia, e In collaborazione con CoSeDelPo, presentazione di “Passione Archeologia: ricerche, scoperte e nuove dotazioni del MAN di Adria”, percorso di valorizzazione, multimediale e tattile, sulle nuove ricerche e studi legati ai reperti del Museo. Ingresso al Museo soggetto a regolare bigliettazione. Attività compresa nel costo del biglietto, gratuito per gli abbonati. Prenotazione obbligatoria. Info e prenotazione: 042621612

COMACCHIO (Fe). In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, il 14 giugno 2025 visita guidata al sito archeologico di Santa Maria in Padovetere, a cura della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio, mentre il 15 giugno 2025 è prevista una seconda tappa alla ricostruzione delle abitazioni etrusche della Sezione Open Air del museo Delta Antico presso Stazione Foce. Entrambe le visite partiranno in bicicletta dal museo Delta Antico, con possibilità di noleggio bici, per un itinerario che unisce natura, paesaggio e archeologia. Sabato 14 giugno, alle 9, incontro al museo Delta Antico; 9.30, partenza in bicicletta, accompagnati da una guida escursionistica ambientale, per raggiungere il sito archeologico di Santa Maria in Padovetere; 10, visita guidata al sito archeologico di Santa Maria in Padovetere a cura della Soprintendenza; rientro in centro storico previsto per le 12. Domenica 15 giugno, alle 9, incontro al museo Delta Antico; 9.30, partenza in bicicletta, accompagnati da una guida escursionistica ambientale, per raggiungere la Sezione Open air di Stazione Foce; 10, visita guidata a cura di una guida turistica alla ricostruzione delle abitazioni etrusche della Sezione Open air del museo Delta Antico di Stazione Foce; rientro in centro storico previsto per le 12. Possibilità di noleggio bici in loco: 10 euro. Prenotazione obbligatoria – 0533/311316.

FIRENZE. Sabato 14 giugno 2025, in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, il museo Archeologico nazionale di Firenze propone una serie di appuntamenti che porteranno i visitatori a scoprire strumenti, metodi e risultati delle ricerche che si svolgono in Museo. Sabato mattina: orario di apertura dalle 8.30 alle 14. Alle 11, verrà presentato il libro “Objects from Carlo Anti’s excavations in the Museo Egizio in Florence. Tebtunis in Italian museums”, che analizza i reperti rinvenuti durante gli scavi di Carlo Anti negli anni Trenta del Novecento nel sito di Tebtynis, importante città situata nel Fayyum, oggi conservati presso i depositi del museo Archeologico nazionale di Firenze. Insieme alla curatrice del libro, Giorgia Cafici, assegnista di ricerca al dipartimento di Culture e Civiltà dell’università di Verona, saranno presenti alcuni degli autori: Maria Cristina Guidotti, già direttore del “Museo Egizio” di Firenze; Ilaria Cariddi, assegnista di ricerca all’Istituto Papirologico “G. Vitelli” dell’università di Firenze; e Marco Stroppa, papirologo presso lo stesso Istituto. L’ingresso gratuito alla sola presentazione, e sarà consentito su prenotazione, obbligatoria, esclusivamente all’indirizzo man-fi@cultura.gov.it. Dopo il consueto orario di apertura del sabato il Museo riaprirà di nuovo i battenti per un’apertura straordinaria al pubblico dalle 15 alle 19, con visite guidate, comprese nel biglietto d’ingresso, a cura delle curatrici del Museo. Alle 15.15 e alle 17 Anna Consonni accompagnerà i partecipanti in un percorso dal titolo “Papiri e altri oggetti dagli scavi di Tebtynis nei depositi del Museo Egizio“. Saranno visibili per l’occasione alcuni dei reperti del sito conservati nei depositi del Museo. Appuntamento all’ingresso del Museo. Alle 16 e alle 18 Barbara Arbeid guiderà i visitatori alla scoperta delle molte informazioni che si ricavano dallo studio dei vasi antichi con un percorso dal titolo “Voci d’argilla: forme, funzioni e figure dei vasi antichi”. Appuntamento al secondo piano del Museo.

TARQUINIA (Vt). Sabato 14 giugno 2025, al museo Archeologico nazionale di Tarquinia, in occasione delle Giornate europee dell’Archeologia, apertura straordinaria serale dalle 20 alle 23, al costo di 2 euro. Alle 20.30, reading teatrale multimediale “Mare… Poeti e Naviganti”, organizzato dall’associazione culturale Archèotheatron, gratuito previa prenotazione obbligatoria (3494055382 / archeotheatron.ass@gmail.com)

OSTIA ANTICA (Roma). In occasione delle Giornate europee dell’Archeologia al parco archeologico sabato 14 giugno 2025, alle 10, si svolge il primo degli appuntamenti 2025 di “Muri per tutti a Portus”, dal format di archeologia pubblica creato dall’archeologa Valeria Di Cola che vuole avvicinare le persone alle tecniche murarie antiche. Non si tratta di una mera visita guidata, ma di un vero e proprio laboratorio nel corso del quale ai partecipanti sarà chiesto di orientarsi nell’area archeologica e di disegnare le strutture murarie. Attività destinata a un pubblico giovane e adulto. Attività compresa nel biglietto di ingresso all’area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano, prenotazione obbligatoria via email all’indirizzo pa-oant.portus@cultura.gov.it. Domenica 15 giugno 2025, alle 11, dalla Necropoli di Porto all’Isola Sacra ha il via la passeggiata archeologica “Isola Sacra, Archeologia e/è territorio”: visita guidata alla Necropoli di Porto e al Complesso di Sant’Ippolito (Fiumicino) a cura di Cristina Genovese. Attività compresa nel biglietto di accesso all’Area archeologica della Necropoli di Porto all’Isola Sacra, prenotazione obbligatoria via email all’indirizzo pa-oant.comunicazione@cultura.gov.it. Infine, domenica 15 giugno 2025, dalle 9 alle 18, il Portico di Pio IX e il Foro, all’interno degli Scavi di Ostia, ospitano una giornata di rievocazioni storiche dal titolo “Un giorno nell’antica Ostia”. Attività compresa nel biglietto di ingresso agli Scavi di Ostia, non è necessaria alcuna prenotazione. Consulta il programma della rievocazione storica.

MILETO (VV). Il museo nazionale di Mileto, sabato 14 e domenica 15 giugno 2025, partecipa alle Giornate europee dell’Archeologia proponendo l’evento “Archeologia a Mileto: dal Parco al Museo”, incentrato sulla recente campagna di scavo che nell’antico abitato ha fatto emergere interessanti reperti. Sabato 14 giugno, alle 17, dopo i saluti del direttore regionale Musei nazionali della Calabria Fabrizio Sudano, della direttrice del museo Maria Maddalena Sica, e del sindaco Salvatore Fortunato Giordano, seguirà una panoramica sulle indagini a cura della soprintendenza Abap per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia: gli archeologi Michele Mazza, oggi direttore del museo di Vibo Valentia, e il nuovo funzionario del territorio Francesco Parrotta introdurranno i lavori di Cristiana La Serra e Fabio Lico, funzionari archeologi della DrMn che hanno seguito le attività di scavo insieme all’equipe dell’università di Siena, diretta dal professore Carlo Citter. “L’obiettivo delle giornate – spiega Maria Maddalena Sica – è di presentare le novità in campo archeologico e sensibilizzare i cittadini sull’importanza della ricerca. Si presenterà una selezione dei materiali emersi durante la campagna di scavi offerta come anticipazione di quelli che saranno altri appuntamenti con la ricerca, lo studio e le scoperte del territorio”. Seguiranno la visita guidata alla mostra, allestita per l’occasione nel museo con alcuni reperti emersi di recente, e alle 18.30 il trasferimento in navetta al parco archeologico medievale di Mileto antica, nel luogo in cui si è svolta l’ultima attività di ricerca. “Archeologia a Mileto: dal Parco al Museo” proseguirà domenica 15 giugno con le visite guidate, programmate alle 9 e alle 11 nell’area che ospita i ruderi dell’abbazia normanna, a cura delle associazioni Pro Loco e Accademia Milesia. Nella stessa giornata il Museo osserverà un’apertura straordinaria dalle 17 alle 20. Anche in questo caso, dopo l’introduzione della direttrice Sica e della studiosa dell’università di Siena Sara Pistolesi, previsti la visita guidata alla mostra e il successivo trasferimento nei luoghi della campagna di scavo. La partecipazione alle Giornate europee dell’Archeologia è gratuita.

REGGIO CALABRIA. In occasione delle Giornate europee dell’Archeologia, sabato 14 giugno 2025 al museo Archeologico nazionale il laboratorio didattico “Storie sotto la terra”. Un pomeriggio dedicato ai bambini dai 6 agli 11 anni, per vivere un’avventura unica: simulare uno scavo archeologico guidato da archeologhe esperte. I bambini scopriranno le antiche sepolture della Calabria e impareranno il mestiere dell’archeologo, osservando e documentando reperti con metodo scientifico. Un’esperienza educativa e inclusiva per accendere la curiosità e avvicinare i più giovani al patrimonio culturale. Due turni disponibili: 15.30 e 17.15. Max 10 bambini per turno (accompagnatori benvenuti). Prenotazione obbligatoria: man-rc.didattica@cultura.gov.it. Evento sold out.

Roma. A Palazzo Mattei di Paganica l’incontro “La tutela del patrimonio culturale” con Agnese Carletti, Ilaria Miarelli Mariani e Massimo Osanna, ultimo appuntamento del progetto “L’Istituto Treccani Custode del sapere italiano”

Il 13 giugno 2025, alle 18, nella Sala Igea del Palazzo Mattei di Paganica, in piazza dell’Enciclopedia italiana a Roma, “La tutela del patrimonio culturale”, ultimo incontro del progetto “L’Istituto Treccani Custode del sapere italiano”, un’iniziativa promossa da Fondazione Treccani Cultura e sviluppata grazie al contributo di Struttura di missione anniversari nazionali ed eventi sportivi nazionali e internazionali. L’incontro dal titolo “La tutela del patrimonio culturale” sarà un’occasione per esplorare le sfide moderne legate alla protezione e valorizzazione dei beni culturali, che comprendono non solo la conservazione fisica degli oggetti, ma anche la loro trasmissione e fruizione da parte delle nuove generazioni, offrendo l’opportunità di riflettere su come il patrimonio non sia solo una testimonianza materiale del passato, ma anche un veicolo di identità, memoria e cultura per le future generazioni.  I relatori ospiti dell’ultimo incontro, saranno Agnese Carletti, sindaco di San Casciano dei Bagni; Ilaria Miarelli Mariani, consulente di Roma Capitale; e Massimo Osanna, direttore generale dei Musei del MIC. E la loro esperienza sarà cruciale per far comprendere come l’innovazione tecnologica, la cooperazione internazionale e la sensibilizzazione pubblica possano contribuire a garantire la sopravvivenza di questo patrimonio in un contesto globale in continuo cambiamento. L’ingresso è libero, ma è consigliato accreditarsi scrivendo a salaigea@treccani.it