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Torino. Al museo Egizio la conferenza “Sixteen Years of the University of Jaén in Qubbet el-Hawa: Major Results” con Alejandro Jimenez-Serrano (University of Jaén), in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

Nel 2008, l’Università di Jaén ha ripreso gli scavi archeologici a Qubbet el-Hawa. Gli obiettivi principali del nuovo progetto di ricerca erano la costituzione di un team interdisciplinare e lo studio di un gruppo specifico di tombe ancora mai state scavate o solo parzialmente esplorate: i complessi funerari della XII dinastia nella necropoli, dove veniva sepolta l’élite di Elefantina. Se ne parla al museo Egizio di Torino martedì 17 giugno 2025, alle 18.30, in sala conferenze nell’incontro “Sixteen Years of the University of Jaén in Qubbet el-Hawa: Major Results” con Alejandro Jimenez-Serrano (University of Jaén). L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/sixteen-years-of-the…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. L’incontro è in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala. In sedici stagioni di scavo, l’Università di Jaén ha concentrato i propri sforzi sul versante sud-orientale della collina, in particolare sulla tomba QH33, dove è stato individuato il luogo di sepoltura di due governatori della tarda XII dinastia. Sono stati inoltre scavati QH34, così come gli appartamenti funerari di Sarenput II nelle tombe QH31 e QH32. Sul lato nord della collina è stata sgomberata la tomba QH35p ed è in corso il completamento dello scavo dei pozzi funerari di Sarenput I. Durante questi scavi nell’area sud-orientale di Qubbet el-Hawa, sono state scoperte diverse nuove tombe, molte delle quali ancora intatte. Questi ritrovamenti ci hanno permesso di approfondire la comprensione dell’organizzazione della necropoli durante la XII dinastia e di identificare alcune usanze funerarie potenzialmente locali riscontrabili in queste sepolture.

L’egittologo Alejandro Jiménez-Serrano (università di Jaén)

Alejandro Jiménez-Serrano è professore di Egittologia e Archeologia del Vicino Oriente Antico all’università di Jaén. Ha conseguito la specializzazione in Archeologia all’università di Jaén e quella in Egittologia all’University College London (UCL). Dal 2008, dirige un progetto interdisciplinare nella necropoli di Qubbet el-Hawa (Assuan, Egitto). Gli obiettivi principali di questo progetto sono stati lo scavo delle tombe della XII dinastia presenti in questa necropoli, alcune delle quali non erano mai state scavate o solo parzialmente esplorate. I risultati di queste ricerche sono stati pubblicati su importanti riviste scientifiche e in monografie, come “Results of the 2019 Research Season at Qubbet el-Hawa” (curato insieme ad altri autori, UJA Editorial, 2021). È autore anche di altri libri, tra cui “Descendants of a Lesser God. Regional Power in Old Middle Kingdom Egypt” (AUC Press, 2023), in cui presenta la storia delle regioni più meridionali dell’Egitto e dei territori circostanti durante l’Antico e il Medio Regno.

Bosa-Cabras (Or). Al via il Festival dell’Archeologia, quattro giorni di incontri e approfondimenti promossi dalla Fondazione Mont’e Prama. Ecco il programma

La Fondazione Mont’e Prama si prepara a inaugurare il Festival dell’Archeologia, che prende il via martedì 17 giugno 2025 con un calendario fitto di incontri e approfondimenti, tra la Planargia e il Sinis, fino al 20 giugno 2025. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

L’apertura è prevista a Bosa, martedì 17 giugno 2’25, alle 20, nell’ex Convento dei Cappuccini, con una serata dedicata alla storia antica del territorio e all’eredità medievale del castello Malaspina. Dopo i saluti delle autorità, interverranno gli studiosi Attilio Mastino e Antonio Corda su “Bosa e la Planargia in età antica”, seguiti da Franco Giuliano Rolando Campus, con una riflessione sulle fortificazioni medievali sarde “Rocche fortificate medievali della Sardegna e il castello Malaspina di Bosa”. Presenta e conduce Ambra Pintore. La conclusione dell’incontro, alle 22, sarà affidata al Quintetto Atlantico, con Enzo Favata, Daniele di Bonaventura, Marcello Peghin, Salvatore Maltana, U.T. Gandhi.

Da mercoledì 18 giugno 2025, il Festival si trasferisce al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras per tre serate tematiche. La prima, con inizio alle 20.30, è dedicata alle grandi mostre internazionali della Fondazione Mont’e Prama, con la partecipazione dei curatori di alcuni dei principali musei europei: Carme Rovira Hortalà, curatrice museo Archeologico della Catalunia di Barcellona; Manfred Nawroth, curatore Neues Museum di Berlino; Natalia Demina, curatrice museo Ermitage di San Pietroburgo; Paolo Giulierini, già direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. Presenta e coordina Nicoletta Buffon, amministratore delegato di Villaggio Globale International. Verranno inoltre presentate le esposizioni realizzate in Sardegna, tra cui “Il ritorno dei Giganti”, a cura di Anthony Muroni; “Aristocrazie sarde ed etrusche nel mondo mediterraneo”, a cura di Paolo Giulierini; una mostra su Tharros al museo Diocesano Arborense di Oristano, con Silvia Oppo, Luca Cheri, Ilaria Orri, Nicoletta Camedda, Viviana Pinna, Maria Mureddu; “Sulle spalle dei Giganti. La Preistoria moderna di Costantino Nivola”, con Luca Cheri e Giorgio Murru. Presenta e conduce Ambra Pintore. La serata sarà introdotta da un intervento musicale del duo Federica Urracci & Alessio Sanna.

Giovedì 19 giugno 2025, il Festival affronta i temi di identità, narrazione storica e accessibilità. Alle 20.30, lo scrittore Francesco Grasso dialogherà con l’archeologa Maria Emanuela Alberti sull’immaginario mediterraneo nei romanzi storici “Isole nella storia. Le radici della Sicilia nei romanzi storici”. Seguirà “La Carta di Ustica e la collaborazione tra la Fondazione Sebastiano Tusa e la Fondazione Mont’e Prama” con Anthony Muroni, Valeria Li Vigni, Massimo Cultraro e Giorgio Murru; per poi concludere con l’incontro “Non toccarmi. Uso e accessibilità del corpo nelle opere d’arte” a cura di Claudio Pescio e Roberta Scorranese. Presenta e conduce Ambra Pintore. Introduzione e intervallo musicale a cura di Chiara Effe.

Il Festival si chiuderà venerdì 20 giugno 2025 con una serata interamente dedicata all’archeologia sarda e mediterranea. Alle 20.30, “Relazioni tra Sardegna nuragica, Egeo e Mediterraneo orientale” con Massimo Cultraro, Raimondo Zucca, Carlo Tronchetti e Anna Paola Delogu; “Prospezioni archeologiche nella laguna di Cabras” con Rita Auriemma, Piergiorgio Spanu e Maria Mureddu; “Indagini archeologiche nel nuraghe Cannevadosu di Cabras” con Raimondo Zucca, Nicoletta Camedda e Maura Vargiu; “Spazi di lavoro, spazi di preghiera. La vita quotidiana a Tharros attraverso le ricerche dell’Università di Bologna” a cura di Anna Chiara Fariselli; “Città e paesaggio costiero: le ricerche dell’Università di Cagliari” a cura di Carla Del Vais. Presenta e conduce Ambra Pintore. Introduzione e intervallo musicale a cura di Ilaria Porceddu e Emanuele Contis.

 

Napoli. A Palazzo Reale presentazione del Protocollo d’Intesa per la tutela e valorizzazione delle Ville Vesuviane siglato tra la Procura di Napoli, la Procura di Torre Annunziata, il dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale e la Fondazione Ente Ville Vesuviane

Martedì 17 giugno 2025, alle 10, nella Sala Conferenza di Palazzo Reale di Napoli, presentazione del Protocollo d’Intesa per la tutela e valorizzazione delle Ville Vesuviane. L’accordo, siglato tra la Procura della Repubblica di Napoli, la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, il dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale del ministero della Cultura e la Fondazione Ente Ville Vesuviane, rappresenta un importante passo avanti nella protezione e nella promozione di un patrimonio storico-artistico di eccezionale valore. Interverranno Aldo Policastro, procuratore generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli; Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli; Nunzio Fragliasso, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata; Luigi La Rocca, capo dipartimento per la tutela del patrimonio culturale – ministero della Cultura; Gennaro Miranda, presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane. Saranno inoltre presenti Pierpaolo Filippelli, procuratore aggiunto di Napoli; Mariano Nuzzo, soprintendente ABAP per l’area metropolitana di Napoli; Rosalia D’Apice, delegata del DG alla soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli. Il Protocollo d’Intesa nasce dalla volontà congiunta delle istituzioni coinvolte di rafforzare gli strumenti di tutela e di valorizzazione delle Ville Vesuviane, capolavori dell’architettura settecentesca situati lungo il “Miglio d’Oro”. L’accordo mira a garantire un’azione coordinata per contrastare il degrado e l’abbandono, promuovendo al contempo iniziative culturali e di sensibilizzazione. Nel corso dell’incontro verranno illustrati gli obiettivi e le azioni concrete previste dall’accordo, tra cui la mappatura delle ville, il monitoraggio delle condizioni di rischio, la promozione di attività di restauro e conservazione e la valorizzazione attraverso eventi e percorsi culturali.

Torino. Al museo Egizio la conferenza “Un’archeologia della psiche: i sogni e la loro interpretazione nell’Antico Egitto” con Luigi Prada dell’università di Uppsala, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

I sogni sono un fenomeno universale che permea la vita umana, e quella degli Egiziani antichi non faceva eccezione. Dall’Antico Regno sino al Periodo Copto, testimonianze relative alla dimensione onirica e alla vita del subconscio sono registrate in testi di ogni natura, da steli monumentali contenenti decreti regi, a umili documenti di vita quotidiana malamente tracciati su frammenti di ceramica. Se ne parla al museo Egizio di Torino lunedì 16 giugno 2025, alle 18.30, in sala conferenze nell’incontro “Un’archeologia della psiche: i sogni e la loro interpretazione nell’Antico Egitto” con Luigi Prada dell’università di Uppsala. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/unarcheologia-della-psiche…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. A partire dal Nuovo Regno, gli Egizi iniziarono persino a comporre libri di oniromanzia (ovvero, di interpretazione di sogni), intesi a decifrare messaggi enigmatici e premonizioni che si riteneva fossero contenuti nei sogni stessi. Questa conferenza presenterà i risultati di una vasta ricerca sul mondo dei sogni nell’Antico Egitto, e in particolare introdurrà il pubblico a un gruppo di papiri contenenti libri di oniromanzia tuttora inediti, rivelando aspetti sconosciuti della psiche antico-egiziana.

L’egittologo Luigi Prada dell’università di Uppsala

Luigi Prada è egittologo specializzato nello studio della lingua, religione, e letteratura antico-egizia, con focus particolare sul Periodo Tardo e Greco-Romano e la pubblicazione di testi inediti. Formatosi all’estero, è stato membro dei dipartimenti di Egittologia alle Università di Oxford, Heidelberg, e Copenhagen, ed è ora Associate Professor in egittologia all’Università di Uppsala e Research Associate presso quella di Oxford. Vice-direttore della missione egittologica di Oxford e Uppsala ad Elkab, nell’Alto Egitto, partecipa anche a spedizioni nel Deserto Sudanese. Fino al maggio di quest’anno, è stato Presidente di ACME, collaborando per anni con Fondazione Museo Egizio.

Padova. Alla libreria Italypost presentazione del catalogo Artem della mostra “Essere donna nell’antica Pompei” in corso nella Palestra grande di Pompei, a cura di Francesca Ghedini e Monica Salvadori

Sei donne per raccontare le donne di duemila anni fa, a Pompei. Sono Francesca Ghedini, prof.ssa emerita di Archeologia università di Padova e curatrice del catalogo; Monica Salvadori, prof.ssa ordinaria di Archeologia università di Padova e curatrice del catalogo; Monica Baggio, prof.ssa associata di Archeologia università di Padova; Patrizia Basso, prof.ssa ordinaria di Archeologia università di Verona; Mariastella Busana, prof.ssa ordinaria di Archeologia università di Padova; Anna Favero, dottoranda Università di Salerno. Lunedì 16 giugno 2025, alle 18.30, si ritrovano alla libreria Italypost in viale Codalunga 4l a Padova, per presentare – moderate da Camilla Consonni, redattrice VeneziePost – il catalogo Artem della mostra “Essere donna nell’antica Pompei”, in corso alla Palestra grande di Pompei dal 16 aprile 2025 al 31 gennaio 2026, realizzata dal dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova in collaborazione con le università di Salerno e Verona. Le relatrici guideranno i partecipanti alla scoperta di cosa significava essere una donna nell’antica Pompei. Prenotazione: https://librerieitalypost.it/…/catalogo-mostra-di…/

Locandina della mostra “Essere donna nell’antica Pompei” dal 16 aprile 2025 al 31 gennaio 2026 nella Palestra grande degli scavi

La mostra. Con il suo straordinario stato di conservazione Pompei si pone come osservatorio privilegiato. La documentazione emersa nel corso dei quasi tre secoli di scavi è preziosa per analizzare il ruolo della donna nella società romana, argomento che in altri contesti sfugge a causa della esiguità delle testimonianze. Ma soprattutto a Pompei si può cogliere la presenza non solo di coloro che appartenevano ai vertici della società, ma anche di quella folla indistinta di persone “comuni” a cui è stata dedicata la precedente mostra “L’altra Pompei”, con la quale la nuova esposizione si pone in continuità: la mostra “Essere donna nell’antica Pompei” – dal 16 aprile 2025 al 31 gennaio 2026 nella Palestra grande degli scavi – a cura di Francesca Ghedini e Monica Salvadori e in collaborazione con le università di Padova, Salerno e Verona. Il filo conduttore è la scoperta delle condizioni di vita delle donne e bambine, dei numerosi aspetti della vita quotidiana e della posizione che esse occupavano nella casa e nella società romana e ancor più in una città campana quale Pompei (vedi Pompei (Na). Aperta nella Palestra Grande la mostra “Essere donna nell’antica Pompei”: affreschi, ritratti privati e funerari, graffiti, iscrizioni ed oggetti d’uso documentano le diverse categorie femminili nelle varie fasi della vita e nei diversi ruoli che svolgevano nella società. Gli interventi del direttore Zuchtriegel, delle curatrici Ghedini e Salvadori, e del restauratore Napoli | archeologiavocidalpassato).

Ferrara. In occasione delle Giornate europee dell’archeologia apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale e visita guidata ai depositi e al sottotetto

Domenica 15 giugno 2025, alle 15 e alle 16.30, In occasione delle Giornate europee dell’Archeologia il museo Archeologico nazionale di Ferrara apre le porte dei depositi e dei sottotetti del Museo. Sarà un’occasione per conoscere e valorizzare il patrimonio archeologico e per riflettere insieme sull’importanza dei valori che esso rappresenta per la comunità. L’iniziativa è gratuita. Per accedere in Museo sarà necessario munirsi del biglietto di ingresso. Prenotazione obbligatoria allo 053266299. In questa occasione il Museo effettuerà un’apertura straordinaria fino alle 21 (ultimo ingresso ore 20.30).

Appia antica (Roma). Visite guidate di giugno alle Tombe della via Latina alla scoperta dei magnifici mosaici dell’ipogeo del sepolcro Barberini

A giugno 2025 il parco archeologico dell’Appia antica propone nuovi imperdibili appuntamenti per andare alla scoperta delle meravigliose Tombe della via Latina e dell’incantevole area archeologica che le circonda, con le visite guidate condotte dal personale del Parco alla scoperta dei magnifici mosaici dell’ipogeo del sepolcro Barberini, i meravigliosi stucchi dei sepolcri Valeri e Pancrazi. Questi gli appuntamenti con le visite guidate: domenica 15 giugno, ore 10; domenica 29 giugno, ore 10. Ingresso in via Arco di Travertino 151. Massimo 10 partecipanti a visita. Il biglietto può essere acquistato: online sul sito Musei Italiani; da telefono con la app Musei Italiani disponibile su Google Play e su App Store; il giorno stesso dai totem posizionati all’ingresso del sito, esclusivamente con carta di pagamento elettronico. Basterà selezionare il biglietto “Tombe della via Latina | Con visita guidata” e la tariffa: intero 6 euro / ridotto 2 euro / gratuito. L’ingresso è gratuito per i possessori di Appia Card previa prenotazione da app o portale Musei Italiani

Fumane (Vr). In occasione delle Giornate europee dell’Archeologia l’incontro “Nei cieli del Paleolitico – Rapaci e Vita Preistorica alla Grotta di Fumane”: pomeriggio speciale tra scienza, emozione e scoperta alla Grotta di Fumane

In occasione delle Giornate europee dell’Archeologia con “Nei cieli del Paleolitico – Rapaci e Vita Preistorica alla Grotta di Fumane” si può vivere un pomeriggio speciale tra scienza, emozione e scoperta. Appuntamento alla Grotta di Fumane (Vr) domenica 15 giugno 2025, dalle 14.30 alle 18.30. Un falconiere professionista porterà con sé grandi rapaci, che potrai ammirare da vicino. Alcuni di questi straordinari animali sono documentati nel record archeologico della grotta, attraverso resti ossei risalenti al Paleolitico. Un’occasione unica per scoprire come i Neandertal interagivano con l’avifauna preistorica, guidati da archeologi in un vero viaggio nel tempo. Attività previste:
incontro ravvicinato con rapaci e racconti del falconiere, tra etologia e archeologia; dimostrazione di scheggiatura della selce, per scoprire come venivano realizzati gli strumenti preistorici;
visita alla Grotta di Fumane, con spiegazioni accessibili a tutti;
approfondimento sull’avifauna del Paleolitico con una specialista, per comprendere l’importanza dei grandi rapaci durante la preistoria. Biglietti in loco, senza prenotazione: intero 10 euro, ridotto 7 euro (6-13 anni). Info: info@grottadifumane.it

Capodimonte (Vt). Riapre, dopo un anno di chiusura e un importante intervento di riallestimento, il museo della Navigazione nelle Acque interne con la presentazione della nuova direttrice, Giuliana Galli

Dopo quasi un anno di chiusura, il museo della Navigazione nelle Acque Interne di Capodimonte (Vt), situato in viale Regina Margherita, riapre le sue porte al pubblico al termine di un importante intervento di riallestimento e valorizzazione. L’inaugurazione sabato 14 giugno 2025, un’occasione per scoprire le novità del museo e conoscere da vicino le progettualità future. Alle 16.30, i saluti istituzionali del sindaco Mario Fanelli e la presentazione della nuova direttrice scientifica del Museo, Giuliana Galli. Alle 17, presentazione e interventi del Comitato Scientifico, composto da illustri studiosi nei campi dell’archeologia e dell’antropologia, e la partecipazione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale. il Museo è stato inaugurato nel 2010 per conservare la piroga monossila, ricavata da un solo tronco di un albero di faggio, dell’età del Bronzo Medio-Finale (1365-1020 a.C.) recuperata a 14 metri di profondità nelle acque del lago di Bolsena a ridosso dell’isola Bisentina e, in qualche modo, legata alla vita dell’abitato ritrovato nel vicino Monte Bisenzio. Contiene altre imbarcazioni che legano passato e presente, in uso anche in tempi moderni, passando dalla barca di Posta Fibreno a quella di Fondi fino a quella del lago di Bracciano. Interessante è l’esposizione di parte del carico di un’imbarcazione che trasportava tegole e coppi d’età etrusca ad indicare il fermento della vita lacustre.

Sibari (Cs). Il museo Archeologico nazionale della Sibaritide celebra la cultura dell’olio con “LINFA: essenze dalla terra”, mostra-evento immersiva e sensoriale tra archeologia, mito, gusto, che anticipa Vinitaly and the City, e lancia il progetto “Sibaritico: l’extravergine del Parco”

Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, davanti allo stand della Regione Calabria a Vinitaly 2025 (foto drm-calabria)

Il museo Archeologico nazionale della Sibaritide celebra la cultura dell’olio con “LINFA: essenze dalla terra”, mostra-evento immersiva e sensoriale tra archeologia, mito, gusto, e lancia il progetto “Sibaritico: l’extravergine del Parco”. Il 14 giugno 2025, alle 18, i parchi archeologici di Crotone e Sibari al museo Archeologico nazionale della Sibaritide inaugurano “LINFA: essenze dalla terra”, la nuova mostra-evento con show cooking e degustazioni dedicata alla cultura millenaria dell’olio in Calabria organizzata insieme all’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’agricoltura calabrese. Il grande appuntamento culturale-gastronomico del museo anticipa la seconda edizione di Vinitaly and the City che Regione Calabria “Dipartimento “Agricoltura e Sviluppo Rurale”, con il coordinamento di Arsac e in collaborazione con il ministero della Cultura, riporta nel sito dell’antica Sybaris dal 18 al 20 luglio. Il seguitissimo off-show di Vinitaly, dopo il sorprendente successo da ventimila presenze dello scorso anno, radunerà nuovamente all’interno del parco archeologico di Sibari il mondo enologico calabrese e del Sud Italia, rappresentato da aziende, Consorzi di Tutela, collettivi, produttori di olio e di amari. Il programma della kermesse con walk around tasting, wine talk, assaggi di piatti e specialità del territorio, mostre e musica richiamerà appassionati, addetti e operatori di settore, turisti e comunità locali. Ancora una volta prenderà vita la più ricca sintesi di storia millenaria e fermento contemporaneo rivelatasi, alla luce dell’esorbitante riscontro da parte del pubblico, modello vincente di promozione turistica. “Con LINFA abbiamo voluto restituire centralità a un simbolo del Mediterraneo come l’olio d’oliva, raccontandone non solo la storia millenaria, ma il valore culturale profondo che lo lega all’identità della Magna Grecia”, dichiara il direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma. “Proseguiamo nel solco della nostra missione, ispirata dalla convinzione che l’archeologia debba dialogare con il presente, con il territorio, con chi lo abita. Per questo la mostra intreccia reperti, esperienze sensoriali, laboratori, produzioni locali e narrazioni contemporanee. È un percorso pensato per tutti”.

Raccolta delle olive nel parco archeologico di Sibari per la produzione dell’oilio Sibaritico (foto drmn-calabria)

Linfa, dunque, preparerà la strada ad uno degli appuntamenti più attesi del palinsesto calabrese rafforzando ancora di più il connubio tra vino e olio, costruendo attorno a quest’ultimo un suggestivo racconto dell’identità territoriale. La mostra-evento è un percorso multisensoriale e immersivo tra storia, mito, archeologia e degustazioni, mette in dialogo reperti, tradizione agricola, paesaggi e storia contemporanea legata alla coltivazione dell’olivo e alla produzione. Si dipana attraverso testimonianze antichissime, strumenti digitali, realtà aumentata, arricchita anche dai contenuti fotografici e video forniti dal Consorzio di Tutela e Valorizzazione Olio di Calabria IGP. La mostra contempla, inoltre, una sessione di masterclass curate dagli esperti dell’Elaioteca regionale, che guideranno i visitatori in un approfondimento del patrimonio oleario calabrese e dei territori più vocati.

Allestimento della mostra “Linfa” al museo Archeologico nazionale della Sibaritide (foto drmn-calabria)

La mostra “Linfa” si articola in sette sezioni, suddivise in sei aree tematiche. Si parte dalla Preistoria e dalle origini della coltivazione, con le più antiche testimonianze sulle prime forme di addomesticazione della pianta rappresentata dai noccioli di olivo, provenienti dal parco archeologico di Broglio di Trebisacce, accompagnate dalla ricostruzione a grandezza reale del magazzino dei pithoi, ritrovato nello stesso sito. Segue la parte sulla produzione e il consumo dell’olio nella vita quotidiana con torchi, macine e contenitori da banchetto. Alle anfore olearie romane è affidato, invece, il capitolo relativo al trasporto e al ruolo chiave che ebbe l’olio nello sviluppo dell’economia mediterranea. Utensili e strumenti legati alla cosmesi e allo sport, come strigili, alabastra, balsamari, illustrano l’uso dell’olio per la cura del corpo.

Allestimento della mostra “Linfa” al museo Archeologico nazionale della Sibaritide (foto drmn-calabria)

Strigili e balsamari ci parlano dell’uso dell’olio nelle pratiche sportive, insieme ad una bellissima anfora panatenaica da Metaponto – subcolonia di Sibari – che conteneva l’olio degli uliveti sacri ad Atena e costituiva il premio riservato ai giochi atletici che in onore della dea si svolgevano ad Atene ogni quattro anni. Una raccolta di lucerne in terracotta e in bronzo di età greca e romana racconta, infine, l’impiego dell’olio come fonte luminosa. Cuore dell’esposizione è la pianta dell’ulivo, per il ruolo che ha avuto nell’essere stata simbolo culturale e spirituale, ponte tra l’umano e il divino sin dall’antichità, la cui componente simbolica viene richiamata dalla proiezione di uno spezzone del film “Odissea”.

La sessione enogastronomica di Linfa, con il nome di “Saturday Ionic Tapas Night”, si svolgerà nel grande giardino del parco archeologico della Sibaritide, articolata in quattro appuntamenti serali a partire dalle 20, ognuno condotto da uno chef iconico della costa ionica che preparerà live piatti creativi ed evocativi della tradizione: sabato 14 giugno 2025 Giuseppe Gatto rappresenterà l’areale di Trebisacce; sabato 21 giugno 2025 Peppe Pucci interpreterà alcune delle specialità del repertorio cirotano; sabato 28 giugno 2025 la chef stellata Caterina Ceraudo porterà i sapori e le suggestioni di  Dattilo; sabato 5 luglio 2025 Daniele Campana condenserà la sibaritide in tranci di pizza. Ad accompagnare questi percorsi del gusto ci saranno i vini espressione dei terroir calabresi.

Il palinsesto Linfa include anche l’inaugurazione della rassegna “Copia-Copiae” con gigantografie dell’archivio Claudio Abate, prevista sabato 28 giugno 2025 alle 18 al parco archeologico, e il convegno “Benessere e Bellezza. La cultura Sibarita nel futuro con BHICA”, sabato 12 luglio 2025 alle 18, in cui verranno approfonditi la Inner Beauty e i valori della città magno greca esportati nel mondo dalla Luxury Maison del Pollino.

Ad aprire la serata inaugurale al museo Archeologico nazionale della Sibaritide sarà Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, con Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura Regione Calabria; Fulvia Caligiuri, direttore generale di Arsac; Rocco Zappia, presidente dell’Elaioteca Regionale, e Giampaolo Iacobini, sindaco di Cassano all’Ionio che illustreranno l’intero programma. Durante l’incontro sarà presentato “Sibaritico”, l’olio extravergine d’oliva proveniente dagli uliveti centenari del Parco archeologico di Sibari. Figlio del progetto divulgativo sulla storia olivicola del luogo, Sibaritico è un progetto di valorizzazione integrata che coniuga salvaguardia del patrimonio e crescita sostenibile, cultura e coltura. L’iniziativa è curata dall’impresa sociale Catasta insieme al Consorzio Aion, network di aziende di eccellenza della filiera della valorizzazione dei Beni Culturali. L’impresa, in virtù di un accordo di partenariato pubblico-privato, gestisce il welcome point e una parte delle attività all’interno del Parco. Ottenuto dalle olive raccolte a mano nell’uliveto presente nel contesto archeologico, nato in un paesaggio che conserva intatta la memoria olivicola del territorio, Sibaritico riporta alla luce l’eredità dei Sibariti, celebri per il culto del lusso, del piacere e dell’armonia, per farla apprezzare e farla conoscere al grande pubblico. Con il prezioso packaging, che riprende l’iconografia classica con la raffigurazione della lekythos, questo olio si trasforma in un racconto vivo, tangibile, del territorio, inserendosi quale nuovo tassello di fruizione esperienziale del luogo.