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Sgonico (Ts). “Tina Jama Open Day + Laboratori”: due visite guidate gratuite agli scavi con archeologi e speleologi; e attività di archeologia sperimentale

Dieci giorni fa, il 15 ottobre 2025, a Trieste sono stati presentati i risultati delle nuove indagini nelle grotte preistoriche del Carso (vedi Trieste. Per l’80mo anniversario del Club Alpinistico Triestino al Magazzino 26 “Nuove indagini nelle grotte preistoriche del Carso. Dati recenti e prospettive di ricerca”. Ecco alcune anticipazioni dei relatori alla luce delle ricerche archeologiche dopo alcuni decenni di inattività | archeologiavocidalpassato). E tra queste anche la grotta Tina Jama, sul Monte Lanaro nel Carso triestino, nel comune di Sgonico, dove è in corso la terza campagna di scavi in concessione ministeriale. Per condividere con la cittadinanza e far conoscere l’importanza dei rinvenimenti, sono state organizzate due visite guidate gratuite agli scavi. Sabato 25 ottobre 2025, “Tina Jama Open Day + Laboratori”: gli archeologi dell’università Ca’ Foscari di Venezia, responsabili dei lavori, e gli speleologi del Club Alpinistico Triestino condurranno i visitatori all’esplorazione del sito della grotta Tina Jama. Ritrovo alle 10 e alle 14 al parcheggio alla base del sentiero numero 5A per il Lanaro, collocato circa 300 m a nord dell’agriturismo Milič Zagrski ( https://www.miliczagrski.com/ ). La risalita alla grotta richiede circa mezz’ora di cammino per persone allenate. Si consigliano abbigliamento e calzature adeguate. Prenotazione obbligatoria: È previsto un numero massimo di 30 persone per visita guidata. Per prenotare scrivere a: federico.bernardini@unive.it

Sempre il 25 ottobre 2025, all’agriturismo Milič Zagrski presso Sagrado/Zagradec si svolgeranno attività di archeologia sperimentale, come la scheggiatura della selce, l’accensione del fuoco, la lavorazione delle conchiglie e dell’osso per la produzione di monili e strumenti di uso quotidiano. Inoltre, si potrà partecipare a una prova pratica di tiro con arco e propulsore preistorico con il TES (Tecnico Educatore Sportivo) della UISP, Roberto Cappellina e immergersi nei suoni della preistoria grazie a una capanna sonora realizzata prendendo spunto dal lavoro di ricerca svolto dall’archeologo Simone Pedron dell’associazione Trame di Storia che cura il museo Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore e il museo dell’Uomo di Val Rosna. Età consigliata dai 6 anni in su. Il laboratorio, a cura di Alessandra Maria Rodriguez, vedrà protagonisti esperti di archeologia sperimentale Marco del Piccolo, Giuliano Bastiani e Marco Rodriguez.

Torgiano (Pg). Al museo del Vino apre la mostra “Vino, dono degli dei”: per la prima volta esposto il corredo dalla Tomba 58 (inviolata) della Necropoli dell’Osteria a Vulci, scoperta nel 2023. Carosi (SABAP): “Su un’anfora un’iscrizione a indicare la proprietà della cantina: un brand di 2600 anni fa”

Un nuovo contributo alla conoscenza del rituale del banchetto funebre etrusco e soprattutto del simposio come uno status symbol di elevazione sociale e di riconoscimento del proprio rango da parte dell’aristocrazia etrusca, con la mostra “Vino, dono degli dei”, che sarà inaugurata venerdì 24 ottobre 2025, alle 18, e resterà aperta sino al 5 luglio del 2026, al museo del Vino – MUVIT di Torgiano (in provincia di Perugia in Umbria), nell’ambito del progetto “TraMusei” della Fondazione Lungarotti, su impulso della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale e Fondazione Vulci, che vede anche la collaborazione della direzione generale Biblioteche.

Museo del Vino di Torgiano (Pg): da sinistra, Lorenzo Lepri, Teresa Severini, Simona Carosi e Carlo Casi (foto muvit)

La mostra sarà inaugurata nella Sala Sant’Antonio, alla presenza di Simona Carosi della soprintendenza ABAP Viterbo ed Etruria Meridionale, Carlo Casi della Fondazione Vulci, Lorenzo Lepri e Teresa Severini della Fondazione Lungarotti. A seguire, visita alla mostra e brindisi finale. La mostra presenta in anteprima assoluta un vasto patrimonio culturale d’eccellenza, inviolato da oltre 2600 anni. Si tratta di circa una sessantina di reperti archeologici esposti, tutti provenienti dalla Tomba 58 della Necropoli dell’Osteria a Vulci, scoperta nel 2023 durante la campagna di scavo della Fondazione Vulci, a cura della Soprintendenza, datata alla fine del VII sec. a.C. Troviamo anfore, olle e pithoi di impasto, vasellame in bucchero e in ceramica etrusco-corinzia, coppe, oggetti in ferro e in bronzo. Un corredo che attesta che si trattava di un sepolcro appartenente a due uomini di alto rango, uno per ciascuna delle due camere che lo costituivano.

La mostra “Vino, dono degli Dei” a Torgiano (Pg) (foto muvit)

Il rinvenimento della tomba ha fatto seguito per rilevanza, ricorda Simona Carosi, archeologa funzionaria responsabile di zona a Vulci, a quello della Tomba delle Mani d’argento. “È un caso più unico che raro”, evidenzia la referente della Soprintendenza. Al suo interno è stato trovato persino un calderone con i resti di un grappolo d’uva. E, tra le anfore etrusche (nella seconda camera le anfore sono di provenienza orientale), una addirittura riportava l’iscrizione “io (sono) di Velχa Felusna” (una sorta di prototipo delle moderne etichette e marchi di fabbrica, quello che oggi definiremmo “brand”), a indicare la proprietà della “cantina”. Questo fatto è quanto mai importante, fa notare Carosi, perché disegna idealmente un legame tra passato e presente, fra antico e moderno. Mostrando “l’eterna modernità” del racconto storico tramandato dalle necropoli etrusche al Parco archeologico e naturalistico di Vulci. L’approfondimento sul contesto, anche grazie al contributo delle discipline scientifiche applicate all’archeologia, oltre che spingere ad una revisione della topografia del sepolcreto, ha fornito nuovi dati interessanti sul rituale funerario etrusco e in particolare sugli usi a Vulci, soprattutto in quella fase cruciale di sviluppo che fu l’Orientalizzante recente.

Lametia Terme (Cz). Al museo Archeologico Lametino con la Fondazione Trame presentazione del percorso “Visioni Civiche L’Arte Restituita – Percorsi Didattici nell’era virtuale” e del Progetto educativo per le Scuole: proposta didattica che, attraverso il patrimonio culturale pubblico, promuove la partecipazione civica e democratica delle nuove generazioni

Realtà virtuale e Cittadinanza attiva: il futuro dell’educazione dal Museo alla Scuola. Venerdì 24 ottobre 2025, alle 17, al museo Archeologico Lametino a Lametia Terme (Cz), insieme alla Fondazione Trame, presentazione del percorso “Visioni Civiche L’Arte Restituita – Percorsi Didattici nell’era virtuale” e del Progetto educativo per le Scuole 2025-26 del museo Archeologico Lametino Educational. Incontro per insegnanti, educatori, operatori culturali e dell’informazione. Per la serata è prevista l’apertura straordinaria del Museo fino alle 22 e accompagnamenti guidati al percorso museale e all’installazione virtuale a cura del personale e dei volontari di Fondazione Trame. Prosegue l’alleanza virtuosa tra la Fondazione Trame e il museo Archeologico Lametino della direzione regionale Musei nazionali Calabria, questa volta con la presentazione congiunta di una proposta didattica che, attraverso il patrimonio culturale pubblico, promuove la partecipazione civica e democratica delle nuove generazioni.

A seguito del successo della mostra “Visioni Civiche L’Arte Restituita. Dalle opere confiscate alle mafie al bene comune”, promossa da Fondazione Trame ETS e Fondazione Cassa Depositi e Prestiti, con la collaborazione dell’Associazione MetaMorfosi e il patrocinio del ministero dell’Interno, Trame prosegue il progetto con una nuova iniziativa dedicata al mondo della scuola e alla formazione civica delle giovani generazioni, intrecciandosi con la nuova offerta educativa permanente che il museo Archeologico Lametino offre al territorio. Sarà proprio il museo Archeologico Lametino, luogo simbolico che ha ospitato la mostra in occasione della tredicesima edizione di “Trame. Festival dei libri sulle mafie”, ad accogliere una presentazione pubblica rivolta a dirigenti scolastici, docenti, studenti e stampa. All’incontro sarà presente Domenico Piraina, direttore del Palazzo Reale e del Settore Promozione culturale del Comune di Milano e dei Musei Scientifici Milanesi; interverranno inoltre Annalisa Spinelli, assessore alla Cultura del Comune di Lamezia Terme; Nuccio Iovene, presidente di Fondazione Trame; Simona Bruni, direttrice del museo Archeologico Lametino; Francesco Cefalà, direttore di Fondazione Trame; Domenico Bennardi, consulente ICT di Artedata; Stefania Bruno, amministratore di Artedata, moderati da Cristina Porcelli, referente dei Servizi Educativi del Museo.

Con questa nuova proposta, Fondazione Trame estende l’esperienza di “Visioni Civiche” anche a coloro i quali non hanno potuto godere delle opere già esposte, consegnando così la mostra ad un’esperienza che diventa digitale e permanente, rivolgendosi specificatamente alle scuole secondarie di secondo grado di Lamezia Terme, e non solo, e coinvolgendo studentesse e studenti in un innovativo percorso formativo itinerante e immersivo. L’iniziativa, a cura di Fondazione Trame con l’apporto tecnico di Artedata – Ente di Formazione specializzato nella trasformazione digitale del settore culturale – prevede l’allestimento digitale in alta qualità delle opere confiscate, accompagnate da pannelli didattici, incontri con esperti, visori di realtà virtuale (VR) e momenti di confronto con esperti di settore e non solo. Una postazione sarà accolta presso le sale del museo Archeologico Lametino, in via temporanea per tutta la durata del progetto.

Il progetto si inserisce pienamente nel quadro europeo delle azioni di conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale quali parte integrante dell’educazione alla cittadinanza, sia negli obiettivi di lotta al traffico illecito dei beni culturali e promozione della legalità, interpretando il patrimonio artistico come strumento di educazione, memoria e cittadinanza responsabile e attiva. La partnership inoltre con il Museo Archeologico suggella inoltre la visione condivisa e la responsabilità collettiva verso l’educazione dei giovani attraverso l’integrazione di percorsi formativi extracurricolari che mirano ad un ampliamento degli spazi e degli attori educativi sul territorio. Grazie alle tecnologie digitali e alle esperienze immersive, il museo Archeologico Lametino con la Fondazione Trame dialoga con le scuole attraverso un laboratorio di consapevolezza e partecipazione, per avvicinare i giovani al valore della legalità e alla responsabilità collettiva nella tutela del patrimonio culturale.

Al via la XVII edizione delle Giornate Gregoriane dal titolo “Oltre i confini. Uomini idee e culture in movimento” promosse dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento per la prima volta “fuori sede” a Lampedusa: tre giorni di confronti in presenza e on line

Al via la XVII edizione delle Giornate Gregoriane, dal 24 al 26 ottobre 2025, dal titolo “Oltre i confini. Uomini idee e culture in movimento”, promosse dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il Comune di Lampedusa e Linosa. Infatti, per la prima volta, le Giornate Gregoriane lasceranno la propria sede naturale per spostarsi a Lampedusa, isola simbolo delle migrazioni contemporanee. Le Giornate possono essere seguite in diretta sulla pagina Facebook del Parco Valle dei Templi: www.facebook.com/parcodeitempli. La maggiore delle Pelagie accoglierà un nutrito gruppo di studiosi di livello internazionale che si confronteranno sull’archeologia delle migrazioni, dalla preistoria all’età contemporanea, con uno sguardo particolare ai fenomeni che riguardano il Mediterraneo. Anche quest’anno il tema verrà trattato secondo un approccio trasversale, che coinvolge la letteratura, il diritto, la linguistica, l’antropologia.

Si inizia il 24 ottobre 2025, alle 16, nella sala Area marina protetta, con i saluti istituzionali del sindaco Filippo Mannino, del direttore del Parco Roberto Sciarratta e del presidente del Consiglio del Parco Giuseppe Parello. Tra le relazioni, la docente Barbara Sorgoni (università di Torino) parlerà del concetto di confine, mentre la prof.ssa Claudia Lambrugo (università di Milano) presenterà “Storie di uomini in viaggio, dall’antichità al contemporaneo”. Si continua il 25 ottobre 2025, dalle 9, con interventi dedicati alla storia antica e preistorica, con approfondimenti su viaggi nell’Odissea, ricerche archeologiche su Lampedusa, migrazioni in Sicilia tra la fine del III e il II millennio a.C., età greca ed ellenistica, fino alla bio-archeologia e alle tecnologie in movimento. L’ultima giornata, il 26 ottobre 2025, sempre dalle 9, si concentrerà sul periodo islamico e moderno, con contributi del docente Jeremy Johns e di Nadia Jamii (university of Oxford), oltre a focus su comunità greco-albanesi, naufragi nel Mediterraneo e iniziative del collettivo Askavusa.

 

Ravenna. Al museo Classis apre la mostra “Mosaici su carta. Da Ravenna a Parigi” che fa scoprire un capitolo affascinante dell’arte musiva: quello delle riproduzioni su carta da lucido dei grandi mosaici antichi

Venerdì 24 ottobre 2025, alle 18, il Classis Ravenna – museo della Città e del Territorio inaugura una mostra dal sapore storico e internazionale: “Mosaici su carta. Da Ravenna a Parigi” che rimarrà aperta fino al 18 gennaio 2026. L’appuntamento si inserisce nel programma della IX Biennale del Mosaico Contemporaneo e invita il pubblico a scoprire un capitolo affascinante dell’arte musiva: quello delle riproduzioni su carta da lucido dei grandi mosaici antichi, strumenti fondamentali per la loro conservazione, studio e divulgazione nel mondo. Curata da Giuseppe Sassatelli, Fabrizio Corbara e Daniele Torcellini, la mostra accende i riflettori su una serie di cartoni, realizzati con precisione e maestria, che hanno avuto un ruolo chiave nella diffusione e nella conservazione della memoria visiva del mosaico bizantino, ben prima che esistessero fotografie digitali e riproduzioni ad alta definizione. La mostra è promossa da Fondazione Parco Archeologico di Classe – RavennAntica, in collaborazione con Comune di Ravenna, Biennale di Mosaico Contemporaneo, Regione Emilia-Romagna, MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini, Accademia di Belle Arti, liceo artistico “Nervi-Severini” Ravenna e Musée des Arts Décoratifs – Paris.

L’idea nasce da lontano, ispirata a un evento storico di grande rilievo: l’Exposition internationale d’art byzantin, che si tenne nel 1931 al Musée des arts décoratifs di Parigi. Fu un momento decisivo per l’arte bizantina, che già godeva dell’attenzione del modernismo artistico europeo, e che proprio grazie a quella mostra conobbe una nuova stagione di riscoperta e valorizzazione. All’interno dell’esposizione sarà possibile ammirare alcune riproduzioni originali inviate a Parigi per l’occasione, firmate da Alessandro Azzaroni e Giuseppe Zampiga, insieme a materiali provenienti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, dall’Accademia di Belle Arti di Ravenna e dal Liceo Artistico “Nervi-Severini” Ravenna. Si tratta di un vero e proprio patrimonio di conoscenza, che ha accompagnato la rinascita contemporanea dell’arte musiva, rivelandosi ancora oggi uno strumento imprescindibile per studiosi, artisti e appassionati.

“Gli dei violati. Archeologia ritrovata a Morgantina”: al museo Archeologico di Aidone Serena Raffiotta presenta i reperti prossimi al rientro, e a Morgantina passeggiata a tema archeomafie al santuario di San Francesco Bisconti: due appuntamenti delle locali sezioni dei Gruppi archeologici d’Italia

Nell’ambito delle Giornate Nazionali di Archeologia Ritrovata, la manifestazione dei Gruppi Archeologici d’Italia diffusa su tutto il territorio nazionale, venerdì 24 e sabato 25 ottobre 2025 “Gli dei violati. Archeologia ritrovata a Morgantina”, due appuntamenti dedicati alle archeomafie a Morgantina, grazie a una nuova fruttuosa collaborazione tra Archeoclub Aidone Morgantina e Gruppo Archeologico Litterio Villari di Piazza Armerina in collaborazione con il parco archeologico di Morgantina e della villa romana del Casale.

L’archeologa Serena Raffiotta davati alal Testa di Ade nel museo Archeologico di Aidone (En) (foto dal profilo FB)

Si inizia venerdì 24 ottobre 2025, alle 17, al museo Archeologico di Aidone (En), con la conferenza della socia archeologa Serena Raffiotta, che presenterà i reperti prossimi al rientro ad Aidone, attualmente esposti a Roma al Museo dell’Arte Salvata. Interverranno il direttore del parco archeologico di Morgantina e della villa romana del Casale Carmelo Nicotra e i presidenti delle associazioni organizzatrici, Roberto Scollo (Gruppo Archeologico Litterio Villari di Piazza Armerina) e Cinzia Randazzo (Archeoclub Aidone Morgantina).

La Testa di Ade – trafugata da Morgantina – esposta a Palermo dove è rimasta temporaneamente nel 2016, riportata in Italia dal nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (foto carabinieri TPC)

Si prosegue sabato 25 ottobre 2025, alle 10, a Morgantina, con la passeggiata a tema archeomafie al santuario di San Francesco Bisconti per raccontarne la scoperta fortuita alla fine degli anni Settanta, presentando interessanti documenti d’archivio raccolti durante le indagini condotte negli anni Ottanta. Per la passeggiata, di media difficoltà, si richiedono scarpe adatte, essendo una zona a tratti scoscesa. Appuntamento al parcheggio del sito. Info 3314857221, 3477542166.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per il ciclo ETRUlegge presentazione del libro “Il romanzo del piccolo Messia” di Carlo A. Martigli e Vittorio Storaro (Solferino edizioni)

Per il ciclo ETRUlegge, venerdì 24 ottobre 2025, alle 17.45, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Il romanzo del piccolo Messia” di Carlo A. Martigli e Vittorio Storaro che dialogheranno con Eugenio Murrali, giornalista e saggista. Ingresso libero in sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata all’indirizzo mail: presentazioni11@yahoo.com

Copertina del libro “Il romanzo del piccolo Messia” di Martigli e Storaro

Il romanzo del piccolo Messia (Solferino edizioni). Quando alcuni pianeti si muovono in un modo che si ripete circa ogni cinque secoli, significa che si sta riformando la tripla congiunzione di Marte, Giove e Saturno. In questo evento astrale, come confermato da antichi manoscritti tramandati negli anni da profeti, filosofi e studiosi, grazie all’enorme energia sprigionata dalle masse planetarie si forma un fenomeno unico. Noi lo conosciamo come «stella cometa»: una luminosità bianchissima. La stessa che in una notte dell’anno Zero si proietta davanti a una donna, prossima a partorire in una grotta di Betlemme. E Maria sente come un invito a far nascere suo figlio, mentre la vibrazione sonora dei tre pianeti le ispira una melodia di gioia. Ma in quella Palestina antica percorsa dalla violenza e dalle trame politiche, lei e suo marito Giuseppe sono immediatamente costretti a fuggire verso l’Egitto per scampare ai sicari di re Erode. Inseguiti dal comandante Titus e dai suoi mercenari, cercano rifugio nelle comunità essene, aiutati dall’ombra protettiva dell’arcangelo Gabriele, visibile solo al Bambino e agli animali. Quando finalmente il pericolo cessa e la Sacra Famiglia trova stabilità e pace, sarà solo l’inizio: perché ora per Gesù, adolescente, come per suo cugino Giovanni, è arrivato il momento di cominciare la propria predicazione. Attraverso paesaggi desertici e monasteri isolati, tra fughe mozzafiato e momenti di rivelazione divina, questo romanzo narra una vicenda epica e commovente dai tratti di favola vera: l’amore più grande mai raccontato, quello tra Maria e Giuseppe, e la formazione spirituale del giovane Gesù. La storia dei due ragazzi, Gesù e Giovanni, con il loro carisma, la loro saggezza e l’insegnamento dei maestri esseni, proprio come una stella potrà ispirare e guidare tante persone che oggi non hanno modelli così luminosi con i quali identificarsi.

Lo scrittore Carlo A. Martigli

Carlo A. Martigli vive e lavora a Genova. Dopo un passato ai massimi livelli nella finanza, l’ha abbandonata per dedicarsi esclusivamente alla scrittura. Autore di numerosi bestseller tradotti in ventitré lingue, tra i quali 999. L’ultimo Custode, L’Eretico, La congiura dei potenti, Il settimo peccato, 999. L’Origine, ha venduto oltre due milioni di libri in tutto il mondo. Giornalista, sceneggiatore e conferenziere, appassionato in particolare del periodo rinascimentale e della vita di Gesù, ha contribuito alla realizzazione di alcuni lungometraggi, tra cui l’ultimo in una collaborazione di gioia per la sceneggiatura del film Il meraviglioso viaggio del piccolo Messia, con il maestro Vittorio Storaro.

Vittorio Storaro, direttore della fotografia

Vittorio Storaro è un direttore della fotografia italiano, vincitore di tre premi Oscar, per Apocalypse Now, Reds e L’ultimo imperatore. In oltre 50 anni di carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti sempre in ambito cinematografico, ai David di Donatello, i premio BAFTA, i premi Goya. Ha ricevuto anche 4 lauree honoris causa dall’Università di Łódź, dalle Accademie di Belle Arti di Macerata e Brera e dalla facoltà di sociologia dell’Università di Urbino.

Paludi (Cs). Al via l’11ma edizione di “Risonanze Brettie” che per due giorni coinvolge il parco archeologico di Castiglione di Paludi, il museo civico, il Centro Culturale Polifunzionale, le vie e le piazze del centro storico. Ecco il programma

Torna a Paludi (Cs) “Risonanze Brettie”, giunta alla sua undicesima edizione: due giorni, da venerdì 24 a sabato 25 ottobre 2025, con un ricco programma tra il parco archeologico di Castiglione di Paludi, il museo civico, il Centro Culturale Polifunzionale, le vie e le piazze del centro storico, ispirato alle tradizioni più autentiche del territorio associate a esposizioni d’arte, fotografiche, performance musicali, artistiche, degustazioni di cibi ispirati alla cucina antica, concerti, esibizioni di danza, il tutto ispirato al più autentico spirito di appartenenza che forse è l’anima più autentica di questa bella esperienza culturale. “Risonanze Brettie” avrà il sapore della rievocazione storica dei Brettii, il popolo che si insediò nell’antico abitato di Castiglione di Paludi molti secoli fa, quando la Sibaritide era terra di Magna Grecia.

Si comincia venerdì 24 ottobre 2025, alle 10, al parco archeologico Castiglione di Paludi con la Giocopasseggiata archeologica, percorso scientifico, con animazioni e divertimento, a cura di Donatella Novellis, direttrice scientifica del Parco; e Letture tra le mura, laboratorio animato di storie e racconti per piccoli e grandi esploratori a cura della Biblioteca dei bambini e dei ragazzi Carmine De Luca.

Si continua sabato 25 ottobre 2025. Alle 17, al parco archeologico Castiglione di Paludi, Passeggiata tra le antiche vestigia brettie: il club Trekking Corigliano-Rossano, guidato da Lorenzo Cara e dall’archeologo Luigi Arcovio, condurranno tra le magiche atmosfere naturali e archeologiche di Castiglione di Paludi; Rievocazione storica a cura della compagnia teatrale “i Sciollati”: i figuranti porteranno in scena  episodi tramandati dagli autori antichi, con particolare attenzione agli aspetti della vita quotidiana e della cultura materiale, agli episodi bellici con le comunità magnogreche; Risonanze pastorali: intermezzi musicali a cura della scuola di musica “Musicarte” del prof. Pierpaolo Mingrone. Alle 20.30, in centro storico, esposizioni, mostre artigianali e fotografiche. Tradizione, arte e creatività si incontrano! Un viaggio tra immagini, materiali e colori che raccontano storie di persone, territori e passioni autentiche. Gente e tradizioni nei luoghi del Bretti: mostra fotografica a cura dell’associazione Luce; Incontroluce: volti, luoghi e tradizioni di Paludi: esposizione fotografica dei partecipanti al concorso: Un racconto visivo tra passato e presente; Alla scoperta di pietre colorate, acchiappasogni e quadri artigianali: creazioni uniche, realizzate con amore e passione, portatrici di energia positiva e solidarietà a cura dell’Associazione VESCA; esposizione di oggetti in legno progettati, costruiti e restaurati con maestria dalla Falegnameria Artigianale Effeci; Le creazioni di Janis Basile: ghirlande, lavori all’uncinetto e oggetti in gesso ceramico: piccoli capolavori fatti a mano.

L’Arte del Cibo. I segreti e la storia di sapori e tradizioni perse nel tempo. Un percorso di gusto tra antiche ricette, prodotti locali e saperi tramandati: un’esperienza autentica per riscoprire l’identità gastronomica del territorio. Degustazioni di Ranu rattatu, una pietanza tradizionale dal sapore antico a cura di Associazione Les Crochets Paluriselle; Scoratelli, pasta fritta ricoperta di zucchero a cura di Pro Loco Paludi; le Chichille (caldarroste paludesi), un sapore d’autunno che scalda il cuore, a cura di Circolo San Francesco di Paludi; la Focaccia Brettia, ricetta originale del dolciere Massimiliano Tagliaferro, realizzata in collaborazione con le aziende Straface, Fonsi e la Comunità Slow Food; Vino tra le mura, degustazione di vini Tenuta Corno Valano di Pietro Panettiere.

Esibizioni Artistiche nel Centro Storico. Musica, magia e spettacolo tra le vie di Paludi. Il centro storico si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto, dove clown, giocolieri, trampolieri e artisti di strada incanteranno grandi e piccoli con la loro creatività e fantasia. Gli spettacoli itineranti si fonderanno con le performance musicali dal vivo, creando un’atmosfera unica, fatta di ritmo, colori ed emozioni.

Performance musicali. Un viaggio sonoro tra generi, culture e radici popolari: Delirium Quartet – Quartetto di clarinetti dalle sonorità eleganti e coinvolgenti; Father & Son – I classici della tradizione napoletana interpretati con mandolino e pianoforte; Med Organ Trio – Jazz mediterraneo con Leo Caligiuri (Hammond), Roy Panebianco (chitarra) e Maurizio Mirabelli (batteria); Inacustico – Un viaggio tra il rock e pop italiano e internazionale riarrangiati in chiave acustica, voce e chitarra, da Gianluca Chiarello; Maestro P. Maggi alla fisarmonica – Dal tango di Astor Piazzolla al jazz, passando per le sonorità balcaniche; Fantasie Popolari – Ritmi travolgenti con organetto, tamburello e danze popolari del Sud; Canzoni alla Spina Acoustic Trio – Con A. Spina, D. Ramundo e N. Novellis; NY jazz duo – Davide Paternostro -sax e Mimmo De Paola – contrabbasso. Atmosfere metropolitane e coinvolgenti dove ritmo e lirismo sfociano in un corpo sonoro pastoso, sofisticato ed elegante, l’esecuzione di standards e songs saranno reinterpretate di istinto e in maniera estemporanea alla ricerca dell’emozione unica e pura che solo il jazz può donare.

Donatella Novellis, direttrice del Parco archeologico e del Museo civico di Paludi (foto da profilo FB)

“Siamo profondamente felici di tornare a promuovere e realizzare questa nuova edizione di Risonanze Brettie”, interviene Domenico Baldino, sindaco di Paludi. “Un evento culturale divenuto storicizzato per la comunità di Paludi, di cui non possiamo più fare a meno, che ha preso avvio nella mia prima consiliatura a Sindaco di Paludi, ben dieci anni fa. Accoglieremo con la consueta ospitalità quanti vorranno partecipare alle numerose attività organizzate, che valorizzano le tradizioni, la bellezza, l’identità del paese di Paludi”. E l’architetto Corrado Fonsi, ideatore e direttore artistico: “Da paludese ho sempre sentito forte il legame con questo pezzo importante di storia, dal quale non possiamo staccarci e che va conosciuto sempre più. Sin dalla prima edizione, l’obiettivo di Risonanze Brettie è stata la valorizzazione di un luogo che racconta il passato di questa terra facendolo diventare palcoscenico di performance culturali e artistiche. Anche quest’anno, grazie a efficaci collaborazioni istituzionali e scientifiche e al contributo erogato dal ministero della Cultura, Fondo nazionale per la rievocazione storica, ottenuto grazie all’impegno di Tina Guglielmello e dei funzionari del Comune di Paludi, è stato possibile ampliare l’offerta culturale, disegnando un programma diversificato, che coinvolge insieme abitato antico e centro storico attuale, estendendone la durata. Sarà una due giorni che interesserà il Parco archeologico di Castiglione, il Museo Civico e il centro storico di Paludi attraverso attività diversificate, con un programma declinato sulla valorizzazione e il racconto delle peculiarità culturali, archeologiche, artistiche, musicali, gastronomiche del territorio. L’edizione 2025 vuole, inoltre, proporre attività che siano inclusive e aperte a tutti, non dimenticando la parte più giovane della comunità”. Chiude Donatella Novellis, direttrice del Parco archeologico e del Museo civico di Paludi: “L’undicesima edizione di Risonanze Brettie, evento al quale il territorio è particolarmente legato, continua a vedere la proficua ed efficace collaborazione tra Direzione artistica dell’evento, nella persona dell’Arch. Corrado Fonsi che ringrazio moltissimo, e della Direzione scientifica del Parco archeologico di Castiglione e Museo civico. L’azione culturale è da sempre legata alla promozione della conoscenza dell’abitato fortificato di Castiglione, alla valorizzazione dei suoi spazi. Anche quest’anno il Parco di Castiglione ospiterà nelle due giornate di venerdì e sabato azioni legate al suo valore archeologico, storico, naturalistico, paesaggistico. Si comincerà venerdì mattina con una GiocoPasseggiata archeologica nel Parco, che sarò onorata di animare per le comunità scolastiche del territorio. Oltre a una specifica animazione dedicata ai visitatori più piccoli, quest’anno avremo la collaborazione preziosa della Fondazione “Carmine De Luca”, che realizzerà “Letture tra le mura”, Laboratorio animato di storie e racconti per piccoli e grandi esploratori a cura della Biblioteca dei bambini e dei ragazzi Carmine De Luca, realtà culturale di profondo valore. Sabato pomeriggio tornerà il Club Trekking Corigliano-Rossano, guidato da Lorenzo Cara e da Luigi Arcovio, per una passeggiata alla scoperta delle atmosfere naturali e archeologiche di Castiglione; con loro la rievocazione curata dalla compagnia teatrale “i Sciollati” e le Risonanze pastorali della scuola “Musicarte” del Prof. PierPaolo Mingrone. A tutti loro – e a quanti saranno coinvolti nelle manifestazioni in centro storico – la più autentica gratitudine per quanto messo in atto ai fini della valorizzazione e promozione di Castiglione e della bella comunità di Paludi”.

Firenze. Per “I pomeriggi all’Archeologico” al MAF la conferenza “Presentazione dellaSocietà delle Belle arti. Circolo degli artisti Casa di Dante Firenze. Punto d’incontro di artisti dal 1843”

Al museo Archeologico nazionale di Firenze per la rassegna dei “Pomeriggi dell’Archeologico” conferenza della Società delle Belle arti. Circolo degli artisti “Casa di Dante” di Firenze “Presentazione della Società delle Belle arti. Circolo degli artisti Casa di Dante Firenze. Punto d’incontro di artisti dal 1843” per ricordare i grandi artisti dell’Associazione dalla fondazione a oggi. Interverranno Franco Margari, presidente dell’Associazione; Giuseppe Baldassarre, vicepresidente e critico letterario; Silvia Ranzi, storico dell’Arte; Giuseppe Venturini, artista e archeologo. Ingresso gratuito solo su prenotazione obbligatoria scrivendo all’indirizzo: man-fi@cultura.gov.it.

Sibari (Cs). Al museo Archeologico nazionale della Sibaritide “La nostalgia di Teocrito e il Sud di un Vittoriano. George Gissing e l’ultimo Grand Tour”, il primo de “I giovedì del Direttore” con presentazione del libro “Verso il mar Ionio. Un vittoriano al Sud” di George Gissing, a cura e con traduzione di Mauro F. Minervino (Exòrma Edizioni)

Il museo Archeologico nazionale della Sibaritide (Sibari, Cs) inaugura “I giovedì del Direttore”, una nuova rubrica di approfondimento dedicata ai temi della cultura, dell’archeologia e delle novità editoriali che dialogano con la storia e l’identità del territorio. Un appuntamento per riflettere, conoscere e condividere – attraverso la voce del Direttore e degli ospiti – le molteplici sfumature del patrimonio materiale e immateriale che anima la Sibaritide e il più ampio contesto mediterraneo. Giovedì 23 ottobre 2025, alle 17.30, “La nostalgia di Teocrito e il Sud di un Vittoriano. George Gissing e l’ultimo Grand Tour”, il primo appuntamento. Protagonista dell’incontro è il libro “Verso il mar Ionio. Un vittoriano al Sud” di George Gissing, a cura e con traduzione di Mauro F. Minervino (Exòrma Edizioni). Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, dialoga con l’autore Mauro F. Minervino. Introduce e modera Luigi Cristaldi.

Copertina del libro “Verso il mar Ionio. Un vittoriano al Sud” di George Gissing, a cura e con traduzione di Mauro F. Minervino

Verso il mar Ionio. Un vittoriano al Sud. Un classico della letteratura di viaggio, in edizione critica integrale. Il Sud d’Italia alle soglie del Novecento è vissuto e narrato come mai prima da un grande e singolare autore vittoriano, quarantenne inquieto e solitario: uno “scrittore nato” secondo Virginia Woolf. Il 16 novembre 1897 George Gissing lascia Napoli diretto a Paola, si ferma a Cosenza, poi raggiunge Taranto, Metaponto, Sibari, Crotone, Catanzaro, Squillace e infine Reggio Calabria, lungo il tracciato della ferrovia ionica. Lascia i bassifondi dell’East End londinese pensando di trovare la Land of Romance; ma quel fine secolo, incalzato dalla modernità, stava cancellando le tracce della classicità perfino nelle regioni più appartate. La sua reazione non sarà quella dello snob deluso, è proteso invece a cogliere i segni del cambiamento al di là degli stereotipi. Si interessa alla vita quotidiana e al costume, alla stampa locale, ai fatti di cronaca, si appassiona alla musica popolare; la visione delle grandi foreste di conifere secolari della Sila, delle campagne coltivate e di quelle desolate, convive con lo sconcerto di trovarsi in mezzo a una discarica nella periferia semiabbandonata di una delle città gioiello della Magna Grecia. Pubblicato al ritorno in patria in volume nel 1901, e prima in edizione a puntate nel 1900 sulla prestigiosa “The Fortnightly Review”, una delle riviste più importanti e influenti dell’Inghilterra del diciannovesimo secolo, fondata nel 1865 da Anthony Trollope, Frederic Harrison, Edward Spencer, questa traduzione integrale – arricchita con disegni e schizzi originali di pugno dello stesso Gissing – è frutto di una accurata ricostruzione filologica, che tiene conto per la prima volta, e include, degli appunti diretti e delle note originali del suo diario, insieme alle lettere spedite dai diversi luoghi del viaggio a suoi familiari in Inghilterra. Si rivela così per la prima volta in tutti i suoi aspetti, come una sorta di autentico cammino iniziatico, il racconto integrale dell’esperienza di viaggio in Italia che Gissing consegnerà poi nel testo di “By the Ionian Sea”.