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Capodanno tra templi, mosaici e memorie millenarie riscoprendo la magia dei parchi archeologici di Paestum e Velia

Capodanno nella storia: il 1° gennaio 2026 i parchi archeologici di Paestum e Velia aprono le loro porte per una giornata straordinaria all’insegna della cultura e della bellezza, grazie al Piano di Valorizzazione del ministero della Cultura. Un’occasione unica per iniziare l’anno tra templi, mosaici e memorie millenarie, riscoprendo la magia dei nostri Parchi: https://www.vivaticket.com/it/ticket/parco-archeologico-di-paestum-velia-apertura-straordinaria/292532.

A Paestum, apertura del museo e dell’area archeologica dalle 10 alle 18, con due appuntamenti speciali: alle 11 e alle 15 “Architettura senza barriere”, visite guidate al Tempio di Nettuno e alla Basilica, e alle 12 e alle 16 “Oltre il museo”, un viaggio tra le storie custodite nei depositi.

A Velia, il sito sarà accessibile dalle 10 alle 14, offrendo l’opportunità di esplorare un patrimonio unico tra tracce antiche e panorami suggestivi.

Verona. Capodanno al museo Archeologico nazionale con visita guidata gratuita

Capodanno al museo Archeologico nazionale di Verona. Il primo giorno del 2026 il MANVerona apre eccezionalmente (14.30-18), con le consuete modalità di ingresso. Alle 15, in programma una visita guidata gratuita a cura dello staff del Museo.

Senigallia (An). Tutti gli eventi che portano al finissage della mostra La forma dell’oro. Storie di gioielli dall’Italia antica” alla Rocca Roveresca, a cura di Massimo Osanna e di Luana Toniolo

Con il laboratorio “Crea il tuo gioiello”, attività per famiglie, il 30 dicembre 2025, alle 11, con replica il 2 gennaio 2026, alle 11 e alle 16; e il 31 dicembre 2025, alle 11, con l’ultima visita guidata dell’anno, iniziano gli eventi di avvicinamento al finissage della mostra “La forma dell’oro. Storie di gioielli dall’Italia antica”, allestita negli spazi della Rocca Roveresca di Senigallia (An), a cura di Massimo Osanna (direttore generale dei musei) e di Luana Toniolo (direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma), prorogata fino a domenica 11 gennaio 2026. Per quanto riguarda il finissage della mostra sono previsti quattro giorni di appuntamenti. Si comincia giovedì 8 gennaio 2026, alle 11, con la conference call con i musei prestatori; alle 13, il brindisi e alle 15.30 la visita guidata; infine alle 17 è prevista la conferenza “Il gioiello tra passato e presente” di Anna Tomassoni, esperta di storia dell’arte orafa. Venerdì 9 gennaio 2026, alle 15.30, ancora una visita guidata e alle 17 “Forme di protezione. Amuleti, magia e materia nell’antico Egitto”, conference call Martina Terzoli, curatrice del museo Egizio di Torino. Sabato 10 gennaio 2026, alle 11, ancora una visita guidata, quindi alle 15.30 “InventAmuleto, attività per famiglie con laboratorio e poi alle 17.30 “Gli ori della Magna Grecia”, conferenza dell’archeologa Maria Pia Giansanti. Infine domenica 11 gennaio 2026, ultimo giorno di mostra, alle 11 e alle 17.30 sono previste visite guidate, mentre alle 16 la conferenza “Animali preziosi. Presenze zoomorfe negli ornamenti antichi”, di Amanda Zanone, curatrice della tappa senigalliese della mostra.

Uno dei preziosi gioielli esposti nella mostra “La forma dell’oro” alla Rocca Roveresca di Senigallia (foto claudio ripati)

Una mostra unica. Allestita nelle sale rinascimentali della fortezza roveresca, la mostra propone una selezione di preziose testimonianze archeologiche provenienti da varie parti d’Italia: si ammirano infatti oltre 400 reperti di produzioni ornamentali nell’Italia peninsulare e in Sardegna dalla Preistoria all’Alto Medioevo. La ricca selezione di oggetti di grande valore storico-archeologico consente un affascinante viaggio geografico e temporale nell’Italia antica, dalla Preistoria all’alto Medioevo, tra ornamenti e gioielli che portano con sé, non solo bellezza e unicità, ma anche valenze simboliche legate agli ambiti del sacro, della magia, del potere e del prestigio sociale, attribuite in passato a questi oggetti che ancora suscitano attrazione e meraviglia in chi li guarda.

Verona. 7 incontri, 11 autori, 14 discussants, 5 case editrici, 1402 pagine lette e commentate: è il bilancio della prima edizione della rassegna “La Biblioteca di Nemo”

7 incontri, 11 autori, 14 discussants, 5 case editrici, 1402 pagine lette e commentate: è il bilancio della prima edizione della rassegna “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale di Verona” che si è conclusa il 18 dicembre 2025. “Ringraziamo le oltre 300 persone che sono venute ad ascoltare Claudia Addabbo, Paola Govoni, Maria Giovanna Belcastro, Alessandra Bonoli, Giovanna Guerzoni, Alessandro Guidi, Francesco Mezzalira, Elena Canadelli, Paola Bernadette Di Lieto, Andrea Augenti e Paolo Mazzarello”, spiegano al museo. “Un grazie infine al dipartimento di Culture e civiltà dell’università di Verona, partner dell’iniziativa, e alla Società italiana di Storia della Scienza, che ha patrocinato la rassegna”. Per chi fosse interessato, i libri si possono trovare alla Biblioteca del museo di Storia naturale di Verona.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale “I miti e le stelle”, un percorso di valorizzazione gratuito che intreccia astronomia e archeologia

Fin dall’antichità l’uomo ha alzato lo sguardo al cielo, cercando nelle costellazioni un racconto, un ordine, un senso. Le stelle non sono solo luci nel cielo: sono storie antiche di dei, eroi, colpe e redenzioni. Venerdì 26 dicembre 2025 il museo Archeologico nazionale di Taranto propone “I miti e le stelle”, un percorso di valorizzazione gratuito che intreccia astronomia e archeologia: un viaggio tra cielo, mito e collezioni del museo. Il pubblico potrà partecipare alle 18.30, 19.30, 20.30, a sessioni di osservazione e spiegazione delle costellazioni autunnali e invernali, curate dal prof. Paolo Battista, all’interno del planetario e nel chiostro, anche con l’ausilio di un telescopio. L’evento si svolgerà regolarmente anche in caso di condizioni meteo avverse. La prenotazione obbligatoria dovrà essere effettuata al numero 099 4532112 sino ad esaurimento dei posti disponibili, comunicando il proprio nome e cognome, email, telefono e numero di partecipanti. A seguire, con l’acquisto del biglietto, sono previsti approfondimenti sui reperti del museo legati ai personaggi mitologici delle costellazioni osservate, creando un dialogo suggestivo tra astronomia, mito e archeologia. Durante la serata verranno raccontati, tra gli altri, i miti di Andromeda, Perseo, Cassiopea, Orione e i Dioscuri, per scoprire come gli antichi Greci abbiano proiettato nel firmamento storie di potere, amore, hybris e punizione divina.

Bologna. I carabinieri del TPC hanno restituito al museo civico Archeologico una statuetta in bronzo raffigurante un guerriero etrusco parte di una refurtiva subita nel 1963, scovata negli USA

Cerimonia di consegna del bronzetto etrusco al museo civico Archeologico di Bologna: presenti Giorgia Boldrini, Federica Guidi, maggiore Carmelo Carraffa, Paola Giovetti, con militari del TPC (foto bologna musei)

Il 30 ottobre 1963 il museo civico Archeologico di Bologna denunciò un furto. A oltre sessant’anni di distanza una statuetta in bronzo raffigurante un guerriero etrusco, parte di quella refurtiva, ha fatto ritorno all’Archeologico di Bologna, consegnato alla direttrice Paola Giovetti dal Maggiore Carmelo Carraffa, comandate del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna, nel corso di una cerimonia ufficiale che si è tenuta il 19 dicembre 2025, presente Giorgia Boldrini, direttrice Settore Musei Civici di Bologna, e Federica Guidi, funzionaria archeologa del museo civico.

Il bronzetto etrusco restituito dai carabinieri del TPC al museo civico Archeologico di Bologna (foto bologna musei)

Il recupero del prezioso e raro manufatto è avvenuto grazie alla consolidata cooperazione tra gli Uffici di Polizia esteri e i militari in servizio nelle sedi del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale dislocate sul territorio nazionale. Per il bronzetto etrusco l’attività è stata seguita congiuntamente con l’Ufficio del Procuratore Distrettuale di New York e la Homeland Security Investigations statunitense che hanno informato il Comando Carabinieri TPC dell’avvenuto recupero così da poter predisporre il rimpatrio per la restituzione all’Italia dei beni archeologici, provento di scavi illeciti, ricettazione ed esportazione illecita ai danni dello Stato italiano. Il sodalizio criminale ha avuto inizio con diversi soggetti italiani, già interessati da attività di indagine, che si affidavano a bande di tombaroli per saccheggiare siti archeologici nazionali accuratamente scelti e non sufficientemente sorvegliati. Dopo averli saccheggiati, i trafficanti facevano in modo che i reperti venissero puliti, restaurati e forniti di una falsa provenienza, prima di metterli in vendita presso case d’asta, istituzioni museali e gallerie di tutto il mondo. A conclusione delle complesse attività di riscontro eseguite dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, è stato possibile accertare la corrispondenza tra la statuetta in bronzo del guerriero etrusco, localizzata nel territorio degli Stati Uniti d’America, e quella oggetto del furto in danno del museo civico Archeologico di Bologna, consentendo in tal modo il recupero e la restituzione al Museo per la pubblica fruizione del manufatto.

Guerriero etrusco nell’atto di scagliare una lancia (o forse Marte in assalto), bronzo del V sec. a.C. restituito al museo civico Archeologico di Bologna (foto bologna musei)

Guerriero o Marte in assalto (V sec. a.C.), Collezione Etrusco Italica. Il bronzetto che rientra a fare parte delle collezioni perma­nenti del museo civico Archeologico di Bologna, dopo la restituzione operata nel 2023 dal Virgi­nia Museum of Fine Arts di Richmond (USA) grazie all’Ufficio del Procuratore Distrettuale di New York, alla Homeland Security Investigations e al Comando Carabinieri Nucleo Tutela Patri­monio Culturale, si legge nella scheda curata da Federica Guidi, funzionaria archeologa del museo civico, rappresenta un guerriero nell’atto di scagliare una lancia, forse il dio Marte stesso, che gli Etruschi chiamavano Laran e che era particolarmente venerato in area umbra. La statuetta indossa una corta corazza che lascia scoperta la parte inferiore del corpo. Sul capo indossa un imponente elmo crestato. Si tratta di un dono votivo, deposto in un contesto sacro come un santuario o una stipe per sollecitarne il favore degli dei o come forma di ringraziamen­to per una grazia ricevuta (ex voto).

L’archeologa Federica Guidi illustra il bronzetto del guerriero etrusco restituito dal TPC al museo Archeologico di Bologna (foto bologna musei)

La statuetta schematica rientra nel gruppo dei bronzetti prodotti in ambiente etrusco-italico o più specificamente umbro settentrionale, secondo la definizione e la classificazione elaborate dall’etruscologo Giovanni Colonna già nel corso degli anni ‘60 e ‘70 del ‘900 (G. Colonna, Bron­zi votivi umbro sabellici a figura umana. 1, Periodo arcaico, n.121 p.60, tav. XXX). La diffusione del tipo del guerriero in assalto è fiorente in ambito etrusco, umbro e centro-itali­co; è attestata da produzioni colte cui se ne affiancano di più schematiche e popolari, come nel caso del nostro esemplare, che appartiene ai reperti originariamente parte della Collezione Universitaria, poi confluiti nelle collezioni del museo civico Archeologico. Nei luoghi di culto di una vasta parte dell’Italia pre-romana – conclude Guidi – è frequente l’atto devozionale di offrire alla divinità un oggetto. Progressivamente tale pratica si struttura nell’offerta di precisi oggetti simbolici: rappresentazioni di vittime animali, vasi usati per presentare l’offerta, imma­gini delle parti del corpo risanate (ex voto anatomici), immagini dell’offerente stesso o della divinità venerata. A fronte di una copiosa richiesta di tali beni da donare agli dei, nasce quindi una produzione artigianale finalizzata al culto, spesso localizzata presso i santuari stessi.

Piazza Armerina (En). Si inaugura il nuovo impianto di illuminazione artistica del percorso monumentale della villa romana del Casale, e concerto di chitarra classica “Guitar Recital” della musicista Edith Pageaut

Martedì 23 dicembre 2025, alle 17, aperitivo inaugurale per il nuovo impianto di illuminazione artistica del percorso monumentale della villa romana del Casale di Piazza Armerina (En), seguito alle 17.30 dal taglio del nastro. “Un passo avanti per migliorare la fruizione del sito”, commenta Carmelo Nicotra, direttore del parco archeologico di Morgantina e Villa Romana del Casale. Quindi, alle 18.30, per i concerti del parco archeologico di Morgantina e Villa Romana del Casale si potrà assistere al concerto di chitarra classica “Guitar Recital” della musicista Edith Pageaut.

Licodia Eubea (Ct). Con i video-diari di Terra Hyblea produzioni video e le riflessioni di Alessandra Cilio ecco il bilancio del XV festival della Comunicazione e del Cinema archeologico, cresciuto in qualità di film e approfondimenti, in quantità di eventi collaterali, in partecipazione del pubblico, in sedi e premi

Due settimane fa, domenica 7 dicembre 2025, quando si sono spente le luci al Polo culturale della Badia di Licodia Eubea (Ct), al termine della cerimonia di premiazione, si è chiusa ufficialmente la XV edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea: sei giorni intensi, tra Catania e Licodia Eubea, partecipati, dove ai film si sono accompagnati incontri, confronti con registi e produttori cinematografici, ma anche momenti conviviali e di approfondimento del patrimonio culturale che è anche tradizione e prodotti del territorio. Per questo, per introdurre la riflessione di Alessandra Cilio, archeologa, co-direttrice artistica del festival col regista Lorenzo Daniele, che traccia un primo bilancio della kermesse, abbiamo proposto senza soluzione di continuità i video-diari (uno per i ter giorni di Catania, tre per ogni giornata di Licodia Eubea) realizzati da Francesco Bocchieri con la direzione tecnica di Mauro Italia e la fotografia di Roberto Greco, le tre colonne portanti dello staff tecnico del festival.

XV festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea: la sala proiezioni al Polo culturale della Badia (foto graziano tavan)

“Il bilancio di questa XV edizione è assolutamente positivo”, esordisce Alessandra Cilio: “positivo anche per il riscontro del pubblico che è stato numeroso, presente, attivo. Tutti i momenti di incontro con autori, registi, tutti i talk hanno visto sempre un pubblico attento ma soprattutto partecipe nel porre domande, nell’interrogare gli ospiti e se stessi. E questo è stata la ciliegina sulla torta perché ci ha fatto capire che fare cultura, ma Cultura con la C maiuscola, è possibile. Ma non è scontato perché purtroppo oggi viviamo dietro lo schermo della parvenza di quello che i social, i media ci comunicano. Bisogna recuperare l’autenticità. Questo è un festival autentico. Questo è un festival che vuole continuare a crescere ancora nei prossimi anni”.

Sul palco: lo staff che garantisce la complessa organizzazione del festival di Licodia Eubea (foto graziano tavan)

“Il festival dopo 15 anni è cresciuto”, continua Cilio. “Non soltanto nei numeri delle persone coinvolte – parlo dello staff tecnico legato alla comunicazione e alla logistica dell’evento, che lavora insieme alla direzione artistica -, ma è cresciuto anche in termini di qualità e di consapevolezza di sé. È un evento di cinema, di buon cinema, che utilizza questo strumento per rendere la società consapevole del valore del patrimonio culturale. Patrimonio culturale che attraverso i film, i talk, messi in campo durante questa edizione, si dimostra estremamente vario e multiforme”.

Il prof. Massimo Frasca consegna il prenio Antonino Di Vita 2025 al prof. Maurizio Bettini: L’Oracolo, un’opera dell’artista Santo Paolo Guccione (foto graziano tavan)

“Il festival ha la parola archeologia che campeggia, ma in realtà l’archeologia è presente anche nella nostra quotidianità, nel nostro tempo. E l’archeologia – sottolinea Cilio – non è necessariamente lo scavo, il coccio, o il monumento, può essere anche una tradizione che vive questo tempo all’interno di una comunità come ha ben raccontato il film che ha vinto il premio del pubblico di questa edizione, La Festa, di Manuel Gutierrez Aragón. E quindi il patrimonio culturale è anche riflessione sul nostro tempo, su quello che è stato e su quello che sarà. Noi siamo gli eredi del passato ma, come ha detto Maurizio Bettini che è stato il nostro meritatissimo splendido premio Antonino Di Vita 2025, noi siamo anche i maiores, gli antenati dei minores, dei nostri discendenti. E ci dobbiamo sempre interrogare su quello che noi lasceremo in eredità. Se siamo dei buoni antenati oppure no”.

XV festival della comunicazione e del cinema archeologico: Alessandra Cilio al Centro universitario teatrale di Catania (foto graziano tavan)

“L’evento ha funzionato. La tappa catanese ha dato la possibilità a un pubblico più ampio di comprendere il senso di questa avventura che all’interno di Licodia Eubea diventa un fiore all’occhiello, un’eccellenza, un fuoco d’artificio. Ma che dentro la dimensione catanese si esprime in perfetta continuità con il fervore culturale e il dinamismo di questa città. Bello il leit motiv di questa edizione, l’ombra, perché è stata declinata in tutte le forme: dalle attività trasversali ai concerti ai film, per arrivare anche alle opere fuori concorso. Straordinaria la potenza del cinema – conclude Cilio – per opere come “Sotto le nuvole”, “La bocca dell’anima”, che, attraverso i linguaggi visionari di registi e produttori cinematografici che fortemente promuovono questo genere di opere, guarda alle profondità di terre soltanto apparentemente lontane e di mondi che in realtà sono molto vicini tra di loro”.

Pompei. Arriva la Fiamma Olimpica: lungo il percorso su via dell’Abbondanza, si potranno ammirare gli ambienti e la facciata dell’Insula dei Casti Amanti dopo i restauri. Braciere in piazza Bartolo Longo

Le scritte elettorali, dopo i restauri, lungo le pareti dell’Insula dei Casti Amanti lungo via dell’Abbondanza a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Il grande panificio nell’Insula dei Casti Amanti a Pompei (foto parco archeologico pompei)

La Fiamma Olimpica illumina l’antica città di Pompei: lunedì 22 dicembre 2025, dalle 13 alle 14, la Fiamma Olimpica farà tappa nell’area archeologica di Pompei. Quattro tedofori – Maria Marinella Biacca, Immacolata Cerasuolo, Sandro Cuomo, Kujtim Gazide – partendo dall’arena dell’anfiteatro, attraverseranno la città antica percorrendo via dell’Abbondanza fino al Foro. Lungo l’itinerario percorso dalla Fiamma, i visitatori potranno nuovamente ammirare l’intera facciata dell’insula dei Casti Amanti, finalmente liberata dai ponteggi e transenne dell’articolato intervento di scavo e restauro portato avanti da oltre due anni. Sul fronte si potranno rileggere in successione le famose scritte elettorali, anch’esse restaurate, le tracce dei secondi piani con i loro meniani (balconi superiori), le aperture degli ambienti ad uso commerciale che si affacciavano sulla più importante strada di Pompei. Inoltre, dal 22 dicembre 2025 sarà riaperto alla pubblica fruizione il grande panificio da cui si potranno scorgere gli ambienti della casa dei Casti Amanti dove è in corso di ultimazione il restauro degli affreschi. La Fiamma concluderà il percorso della giornata alle 19.30 in piazza Bartolo Longo con la Cerimonia di accensione del braciere.

San Casciano dei Bagni (Si). Al teatro dei Georgofili Accalorati presentazione delle nuove scoperte nella campagna 2025 al santuario etrusco-romano del Bagno Grande

Nuove storie dal Santuario Ritrovato di San Casciano dei Bagni (Si): è arrivato il momento – che è ormai una tradizione – di raccontare le novità emerse dall’ultima campagna di scavo 2025 al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni. Appuntamento domenica 21 dicembre 2025, alle 17, al teatro dei Georgofili Accalorati, per la presentazione delle nuove scoperte, a cui sono invitati con la cittadinanza tutti gli interessati. Interverranno Agnese Carletti, sindaca del Comune di San Casciano dei Bagni; Gabriele Nannetti, soprintendente ABAP per le province di Siena Grosseto e Arezzo; Jacopo Tabolli, direttore scientifico dello scavo, università per Stranieri di Siena; Ada Salvi, funzionaria della soprintendenza ABAP Siena Grosseto Arezzo; Emanuele Mariotti, direttore di scavo.