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Montecchio Maggiore (Vi). Al museo Zannato apre la mostra “Il cavaliere longobardo di Monticello di Fara” sull’eccezionale sepoltura scoperta nel 2020 a Sarego nei lavori per l’acquedotto anti Pfas

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Fase dei preparativi della mostra “Il cavaliere longobardo di Monticello di Fara” al museo di Archeologia e Scienze Naturali “G. Zannato” di Montecchio Maggiore (VI) (foto sabap-vr)

Al museo Zannato di Montecchio Maggiore (Vi) fervono gli ultimi preparativi per l’esposizione dedicata a “Il cavaliere longobardo di Monticello di Fara”. Giovedì 19 maggio 2022, alle 10, nella sala civica Corte delle Filande a Montecchio Maggiore, l’inaugurazione della mostra curata da Claudia Cenci per la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, dove verranno esposti al pubblico i materiali di età longobarda rinvenuti nel 2020 nel comune di Sarego (VI), durante le indagini di archeologia preventiva per la realizzazione dell’acquedotto anti Pfas nella tratta Brendola-Lonigo.

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L’umbone dello scudo del cavaliere longobardo al momento del rinvenimento a Monticello di Fara (foto sabap-vr)

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L’umbone del cavaliere longobardo di Monticello di Fara dopo il restauro (foto sabap-vr)

L’eccezionale sepoltura di un cavaliere di età longobarda ed altri importanti reperti, restaurati grazie al contributo di Veneto Acque Spa, saranno presentati per la prima volta al pubblico al museo di Archeologia e Scienze Naturali “G. Zannato” di Montecchio Maggiore (VI). Una nuova occasione di studio e conoscenza del territorio vicentino nell’Alto Medioevo. Dal 21 di maggio 2022 la mostra rimarrà aperta al pubblico il sabato (15-18.30) e la domenica (9.30-12.30 e 15-18.30).

montecchio_museo-zannato_mostra-il-cavaliere-longobardo-di-monticello-di-fara_locandina_foto-sabap-vrIl programma di giovedì 19 maggio 2022. Introduce Annachiara Bruttomesso, conservatore museo Zannato. Seguono i saluti istituzionali di Vincenzo Tinè, soprintendente ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza; Gianvittore Vaccari, amministratore unico Veneto Acque SpA; Roberto Castiglion, sindaco di Sarego; Gianfranco Trapula, sindaco di Montecchio Maggiore. Quindi la presentazione della mostra: Claudia Cenci, funzionario archeologo SABAP Verona Rovigo e Vicenza e DG ABAP Servizio II, scavi e tutela patrimonio archeologico, su “Dallo scavo alla vetrina. Il progetto di valorizzazione dei materiali di Monticello di Fara”; Caterina Giostra, docente di Archeologia medievale all’università Cattolica di Milano, su “Un cavaliere longobardo sepolto presso una chiesa”. A seguire inaugurazione dell’esposizione al museo Zannato.

Sicilia. Grandi numeri per la Notte europea dei Musei: oltre 10mila i visitatori nei musei e nei parchi archeologici della Regione Siciliana. In testa il museo Archeologico A. Salinas di Palermo

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In coda per entrare al museo Archeologico regionale “A. Salinas” di Palermo, il più visitato in Sicilia nella Notte europea dei Musei (foto regione siciliana)

Sono stati oltre diecimila i visitatori che hanno trascorso la serata del 14 maggio 2022 nei musei e nei parchi archeologici della Regione Siciliana, aperti al pubblico nell’ambito della “Notte Europea dei Musei”, con l’ingresso al prezzo simbolico di un euro. Uno straordinario successo che conferma il crescente interesse dei siciliani, e non solo loro, verso i luoghi della cultura. Iniziative come la Notte Europea dei Musei o gli ingressi gratuiti nella prima domenica del mese sono occasioni che spingono verso una sempre maggiore sensibilizzazione all’arte e alla cultura, incentivando soprattutto le famiglie alla visita nei Musei e nei parchi archeologici della Sicilia. Stimolare e potenziare la conoscenza dei luoghi della cultura è importante per educare alla bellezza e alla riappropriazione della propria storia, di cui il patrimonio culturale è espressione tangibile.

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Visitatori al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento nella Notte dei Musei (foto regione siciliana)

Grandi numeri, quindi, che vedono svettare il museo Archeologico regionale “A. Salinas” di Palermo con 1739 ingressi, seguito dall’Ipogeo di piazza Duomo a Siracusa con 1.446, dal museo interdisciplinare di Messina con 1170 e dal Palazzo Mirto a Palermo con 1109. Il museo d’Arte moderna e contemporanea di “Palazzo Riso” ha registrato 800 ingressi, 594 al Castello Maniace di Siracusa, 584 alla galleria regionale di Palazzo Abatellis, 563 all’area archeologica di Selinunte, 526 al Teatro Antico di Taormina, 400, sempre a Siracusa, alla galleria regionale di Palazzo Bellomo, 340 al museo Archeologico Pietro Griffo di Agrigento.

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Visitatori al museo del Satiro danzante di Mazara del Vallo nella Notte dei Musei (foto regione siciliana)

L’area archeologica di Segesta si è attestata a 251 visitatori, mentre il museo del Satiro di Mazara del Vallo ha fatto registrare 220 presenze. Nell’area archeologica di Monte San Basilio (San Mauro) all’interno del Parco di Leontinoi sono stati registrati 190 ingressi e 189 alla Villa Romana del Casale. Sono stati 120 i visitatori che hanno girato le sale del museo Archeologico eoliano “Bernabo’ Brea” e altrettanti quelli che si sono recati a visitare il Convento della Croce di Scicli. Diverse decine di visitatori anche al museo Archeologico di Centuripe, a Palazzo Trigona Museo del territorio e della città di Piazza Armerina, nell’area archeologica e Antiquarium di Tindari, al museo di Adrano e alle Mura Dionigiane, nel museo Archeologico di Giardini Naxos, alla Villa Romana di Patti, al museo Archeologico di Aidone, a Palazzo Cappellani di Palazzolo Acreide, nell’area archeololgica di Halaesa Arconidea e al museo della Ceramica di Caltagirone e negli altri siti aperti per l’occasione.

Reggio Calabria. Cinquantesimo dei Bronzi. Al museo Archeologico nazionale tre incontri sui restauri e le ricerche scientifiche sulle collezioni del museo. Si inizia con le terrecotte del tempio arcaico di Marasà. E poi un incontro con Adele Canale, una carriera per i beni archeologici calabresi

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Claudia Lucchese, direttrice del museo Jatta, e Carmelo Malacrino, direttore del MArRC, illustrano al pubblico la mostra “Il vaso sui vasi” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Dopo il successo della Notte dei Musei che al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria ha offerto un primo assaggio delle aperture serali estive, richiamando più di 330 persone, che hanno potuto coniugare la bellezza dei Bronzi di Riace e di Porticello con la possibilità di osservare il cielo attraverso i telescopi del Planetario reggino, guidato dalla prof.ssa Angela Misiano, ora si apre una settimana fitta di appuntamenti dedicata alle esperienze del Museo, con incontri incentrati anche sui restauri e le ricerche scientifiche, nell’ambito delle celebrazioni del Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace. Saranno tre gli appuntamenti curati dal funzionario restauratore Barbara Fazzari, previsti per il 17, il 19 e il 20 maggio 2022, nella sala conferenze a partire dalle 10. “Ringrazio la dott.ssa Fazzari, che coordina il nostro Laboratorio di Restauro, per queste iniziative, promosse in collaborazione con alcuni enti di ricerca e con le ditte di restauro impegnate in questi anni nella conservazione delle collezioni archeologiche del MArRC”, interviene il direttore Carmelo Malacrino. “Un ciclo di incontri per far conoscere al pubblico anche il dietro le quinte del Museo”.

reggio-calabria_archeologico_cinquantesimo_Conferenze sui restauri_terrecotte-marasa_locandinaMartedì 17 saranno presenti Rosa Ponterio, Francesco Armetta e Virgilio Vecchio, che presenteranno “Lo studio diagnostico delle terrecotte del tempio arcaico di Marasà”, nell’incontro organizzato in collaborazione con l’Istituto per i Processi Chimico Fisici del CNR di Messina e il dipartimento STEBICEF dell’università di Palermo. “Partendo dall’analisi delle tecniche di esecuzione”, spiega la Fazzari, “la conferenza affronterà tematiche di conservazione e restauro, offrendo utili spunti di approfondimento grazie ai risultati diagnostici ottenuti da una campagna di indagini effettuata di recente sui manufatti”. L’incontro si concluderà con una breve visita guidata ai reperti provenienti dal tempio locrese presenti al Livello B del Museo. Giovedì 19 maggio sarà la volta di Antonio Adduci, della ditta Adduci Restauri, che presenterà “Il restauro di alcuni corredi delle necropoli locresi di Canale Ianchina e Patarriti”, eseguito su manufatti vari, di cui la maggioranza in bronzo. Il racconto dell’intervento sarà preceduto da un approfondimento sulle tecniche esecutive e i fenomeni di degrado tipici degli oggetti in lega metallica. Al termine della conferenza verrà offerta un’esperienza didattica che permetterà ai partecipanti di osservare dal vivo alcuni strumenti scientifici, nonché dei prototipi realizzati per lo studio della tecnica esecutiva. Ultimo appuntamento venerdì 20 maggio, con la conferenza di Maria Labriola e Alessandra Milea, che parleranno dell’intervento conservativo eseguito dal Consorzio Pragma su uno dei mosaici provenienti dalla Villa dell’Annunziata di Reggio Calabria. “Si partirà da un’analisi della tecnica esecutiva degli apparati musivi e delle problematiche conservative ad essi connesse”, continua ancora la Fazzari, “per concludere con la descrizione del restauro effettuato”. Seguirà una breve visita guidata agli altri lacerti musivi provenienti dallo stesso contesto archeologico e conservati presso il Museo. “Queste conferenze”, conclude il direttore Malacrino, “vogliono dare spazio e visibilità ad alcuni importanti progetti di restauro, esponendo i risultati ottenuti, che spesso rimangono appannaggio dei soli addetti ai lavori. Capita infatti che i dati scientifici vengano pubblicati in riviste specialistiche, senza che gli stessi possano essere condivisi con la comunità locale. Con questi incontri il Museo offrirà un’importante esperienza didattico-culturale e insieme conoscitiva rivolta al grande pubblico, al fine di sviluppare nei visitatori l’interesse per le tematiche legate alla tutela e alla conservazione dei beni culturali”.

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L’architetto della soprintendenza Adele Canale (foto da heliosmag.it)

Inoltre martedì 17 maggio 2022, alle 17, in sala conferenze, si terrà l’incontro “Adele Canale. Una carriera per i beni archeologici calabresi”, curato dai funzionari architetti del Museo, Elena Nicolò e Claudia Ventura. Sarà presente l’arch. Canale, già funzionario architetto della Soprintendenza e del Museo, per raccontare e ripercorrere in grandi linee la sua carriera professionale e artistica. “Un lavoro stimolante, ricco e importante”, dichiara la Canale, “che mi ha permesso di conoscere tesori archeologici, paesaggistici e culturali della nostra terra. Stimoli, emozioni ed esperienze che ho sempre cercato di trasmettere ai miei collaboratori. Gruppi di lavoro, fatti di rapporti umani, di stima reciproca, di incontri con giovani capaci, motivati, entusiasti che mi hanno consentito di portare avanti i vari lavori. Onorata per questo riconoscimento attribuitomi dal direttore Malacrino, che ringrazio. Non poteva esserci gratificazione più grande a conclusione di un percorso di vita e di una affascinante carriera”. La serata, durante la quale saranno proiettate foto e immagini dei lavori svolti, vedrà il dialogo fra due generazioni di funzionari architetti del ministero della Cultura. “Il percorso professionale dell’architetto Adele Canale si intreccia con il suo percorso artistico”, commenta la Nicolò. “Nel corso dell’incontro avremo modo di ripercorrere alcune delle esperienze più significative della sua carriera, che hanno caratterizzato anche la storia dei beni archeologici calabresi e del nostro museo Archeologico”.

Parma. Al Complesso della Pilotta conferenza di Gloria Capelli su “Aemilia: la nostra strada” organizzata da Arkheoparma

parma_arkheoparma_pilotta_conferenza_Aemilia-la-nostra-strada_capelli_locandinaVolete saperne di più sulla via Emilia? Allora non perdete l’appuntamento di oggi proposto dall’associazione culturale Arkheoparma, in collaborazione con gli Amici della Pilotta, nella sala conferenze dei Voltoni del Palazzo della Pilotta, a Parma, lunedì 16 maggio 2022, alle 17: Gloria Capelli, direttore tecnico della società GEA s.r.l. Ricerca e documentazione archeologica, tratterà il tema “Aemilia: la nostra strada”. La prenotazione per la partecipazione all’evento è obbligatoria, scrivendo all’indirizzo arkheoparma.prenota@libero.it. Occorre essere in possesso della mascherina FFP2 per l’accesso all’evento. Durante la conferenza Gloria Capelli parlerà dell’origine della creazione della via Emilia e degli eventi che ne hanno determinato il tracciato, del suo evolversi nel corso dei secoli, partendo dalla volontà politica di Roma di conquistare il Nord della penisola per soddisfare il bisogno di terre coltivabili per i veterani e le popolazioni già sottomesse e per porre un baluardo contro le popolazioni provenienti dal Nord.

Roma. Bilancio più che positivo per la Notte dei Musei: oltre 70mila i visitatori che hanno affollato i musei civici e gli altri spazi culturali della città: 10mila partecipanti in più rispetto al 2019, l’ultimo prima della pandemia

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Pubblico ai Mercati di Traiano a Roma da cui si gode la vista sui fori imperiali (foto musei roma capitale)

Grande successo per La Notte dei Musei a Roma, sabato 14 maggio 2022. Dopo due anni di assenza dovuta all’emergenza sanitaria, la Capitale ha risposto con entusiasmo: sono oltre 70mila, infatti, i visitatori che hanno affollato dalle 20 alle 2 di notte, i musei civici e gli altri spazi culturali della città che hanno aderito all’iniziativa promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da Zètema Progetto Cultura. Un incremento di 10mila partecipanti rispetto all’ultima edizione a Roma che si è svolta nel 2019.

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Grande affluenza alla Centrale Montemartini a Roma (foto musei roma capitale)

Solo nel Sistema Musei di Roma Capitale si è registrato un afflusso di 35mila partecipanti, in evidente aumento rispetto ai 25mila del 2019. Tra i dati più significativi quelli del Museo di Roma a Palazzo Braschi dove sono entrati circa 5300 visitatori, dei Musei Capitolini con circa 4600 ingressi, dei Mercati di Traiano – Musei dei Fori Imperiali (circa 3600 partecipanti) e della Centrale Montemartini (circa 2700 visitatori). Dati particolarmente significativi che si vanno a sommare a quelli altrettanto importanti di altri spazi cittadini come il MAXXI, che ha fatto registrare un’affluenza di circa 2500 unità, il Palazzo delle Esposizioni con circa 2500 ingressi e il Polo Museale de La Sapienza Università di Roma, che all’interno dei suoi 17 musei aperti ha ospitato circa 12mila visitatori.

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Piazza del Campidoglio a Roma gremita di persone (foto musei roma capitale)

“Siamo molto soddisfatti per questa straordinaria edizione de La Notte dei Musei”, dichiara il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. “Oltre 70mila persone hanno partecipato a più di 100 eventi per la città. C’è una grande voglia di cultura, di bellezza e soprattutto di partecipazione. È stata davvero una bellissima serata, un successo straordinario, segno di una città che rinasce”. E l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor: “Sono molto felice per la partecipazione massiccia dei romani a questa Notte dei Musei. Le decine di migliaia di persone che hanno affollato i tanti luoghi della cultura della nostra città sono il segno che la nostra proposta è stata apprezzata e che è andata a soddisfare un bisogno profondo e diffuso di bellezza e di condivisione, dopo il lungo periodo di distanza imposto dalla pandemia. È stata una bellissima ‘ouverture’ dell’Estate Romana che arriverà”.

Notte europea dei Musei. Oltre duecento adesioni in Italia tra musei, complessi monumentali, parchi e siti archeologici statali al costo simbolico di 1 euro. Ecco alcune proposte da Cividale ad Agrigento, da Roma a Taranto

Sono più di 200 le adesioni dei luoghi della cultura statali in Italia alla “Notte europea dei Musei” che sabato 14 maggio 2022 si terrà in contemporanea in tutta Europa, con l’apertura serale straordinaria dei principali musei, complessi monumentali, parchi e siti archeologici statali al costo simbolico di un euro. Per accedere ai luoghi culturali statali non è più richiesto il possesso del green pass rafforzato, né di quello base, mentre l’utilizzo di mascherine chirurgiche è fortemente raccomandato. Il ministero della Cultura, guidato dal ministro Dario Franceschini, consiglia inoltre di consultare i siti dei musei e dei parchi archeologici prima di programmare la visita. Ecco qualche idea da Nord a Sud dell’Italia.

cividale_archeologico_notte-dei-musei_locandinaCominciamo da Cividale (Ud). Al museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli sabato 14 maggio 2022 è un giorno speciale con laboratori rivolti a bambini e famiglie sul riuso di materiali per guardare ad un futuro sostenibile nel quale “anche i musei hanno il potere di fare la loro parte” (RIUSO 2.0 ore 16.00, a cura di AnthropoiXXI – Per prenotazioni: 335 1067518). E poi… il Museo sarà aperto al pubblico con orario prolungato fino alle 22. Biglietteria e bookshop chiuderanno alle 21.30. Alle 20.30 percorso guidato alla collezione longobarda: Cividale del Friuli. I luoghi del potere. Spunti per osservare la città con altri occhi (visita compresa nel biglietto di ingresso al prezzo simbolico di 1 euro). Prenotazione: MAN Cividale 0432 700700; museoarcheocividale@beniculturali.it

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Passeggiate serali al sepolcreto romano do Aquileia con l’archeologo Cristiano Tiussi (foto fondazione Aquileia)

Aquileia (Ud), dove sono previste “Passeggiate serali al Sepolcreto di Aquileia”, alle 21 (si ripeterà anche il 10 giugno 2022). Il direttore della Fondazione Aquileia, l’archeologo Cristiano Tiussi, accompagna alla scoperta dell’unico tratto di necropoli attualmente visitabile ad Aquileia risalente al I sec. d.C.. Max 25 posti disponibili, prenotazione obbligatoria su Eventbrite https://www.eventbrite.it/…/biglietti-passeggiata-con… L’unico tratto di necropoli attualmente visitabile ad Aquileia è costituito da cinque recinti funerari, che si disponevano su una strada secondaria in uscita dalla città. Di dimensioni variabili in lunghezza ma di eguale profondità, essi appartenevano ad altrettante famiglie aquileiesi (Stazia, anonima, Giulia, Trebia, Cestia). Sulla base dei monumenti ancor oggi visibili e delle tombe che vi sono state scavate (1940-1941), i recinti vennero utilizzati a partire dal I secolo d.C. Nel caso della quarta area funeraria, l’uso si protrasse almeno fino al IV-V secolo, come testimoniano svariati sarcofagi tardo-antichi, taluni collocati su pilastrini in mattoni per rendere l’idea della quota originaria di ritrovamento.

portogruaro_archeologico_notte-dei-musei-2022_locandinaPortogruaro (Ve). Sabato 14 maggio 2022 il museo nazionale Concordiese sarà straordinariamente aperto con orario prolungato fino alle 22.30 (ultimo ingresso ore 22), con biglietto simbolico di 1 euro. Alle 20.45 conferenza “Sotto scacco”- Dati archeologici e curiosità sugli scacchi più antichi d’Europa, a cura del direttore Federico Bonfanti.

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Tramonto al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

Altino (Ve). Il 14 maggio 2022, al museo Archeologico nazionale di Altino, dalle 19.30 alle 22.30, con un’apertura straordinaria e biglietto di ingresso a 1 euro. “Scopri il fascino della storia di Altino… anche al tramonto!”.

este_archeologico_notte-dei-musei-2022_locandinaEste (Pd).  Apertura straordinaria del museo nazionale Atestino dalle 19 alle 22.30, ingresso al Museo con biglietto simbolico di 1 euro. La biglietteria chiude alle 22. Alle 20.30, “ILIOUPERSIS. ARCHETIPI EPICI LETTURE EPICHE AL MUSEO. LA MORTE DI ACHILLE. Parole, gesti, oggetti, ovvero i segni della memoria” a cura di Alberto Camerotto, Giovanna Gambacurta, Luigi Sperti, Angela Ruta Serafini, Benedetta Prosdocimi. Si consiglia la prenotazione allo 0429.2085.

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L’ingresso al percorso espositivo “Argilla. Storie di vasi” alle Gallerie d’Italia di Vicenza (foto intesa sanpaolo)

Vicenza. Palazzo Leoni Montanari – Gallerie d’Italia di Intesa San Paolo propone l’ultimo fine settimana di visita alla mostra “Come saremo. L’Italia che ricostruisce”, con immagini fotografiche di positività della seconda metà del secolo scorso, dall’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo. All’interno del percorso espositivo anche un itinerario musicale ispirato alle immagini in mostra. Sarà visitabile fino al 22 maggio, la mostra dedicata alla rivoluzionaria mappa a volo d’uccello del ‘500, Venezia, che impresa! La grande veduta prospettica di Jacopo de’ Barbari, accompagnata anche da un percorso di “paesaggi sonori” elaborato dagli studenti di musica elettronica e nuove tecnologie del Conservatorio Pedrollo di Vicenza. A disposizione anche l’itinerario espositivo “Argilla. Storie di vasi”, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Padova e “Vedere l’invisibile. Icone russe” dalla collezione di Intesa Sanpaolo, in dialogo con l’artista Valery Koshlyakov. In occasione della Notte dei Musei viene proposta l’originale iniziativa “Sul tetto dell’Olimpo”, un affascinante itinerario notturno dall’Ade al Monte degli Dei per scoprire le figure mitologiche che vegliano sul Palazzo (visita evento, ore 22 e ore 23). Durante la serata viene proposto alle famiglie il family lab “Tutti gli indizi in un vaso”: un invito a diventare detective per una notte per risolvere il mistero che avvolge la collezione di ceramiche antiche, andando a caccia di dettagli per scoprire tutte le verità nascoste in un vaso! (età consigliata 5-12 anni, ore 20.30 e ore 21).

verona_archeologico_notte-dei-musei-2022_locandinaVerona. Sabato 14 maggio 2022 il museo Archeologico nazionale di Verona aderisce con un’apertura straordinaria serale dalle 19.30 alle 22.30 al prezzo simbolico di 1 euro. Vengono proposte al pubblico visite guidate gratuite, a cura dello staff del museo, alle ore 19.30 e alle ore 21.00. Negli stessi orari vi sarà inoltre “Caccia all’oggetto”, attività didattica dedicata ai bambini a cura di SAP società archeologica srl. È gradita la prenotazione (tel. 346 5033652)

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Un rilievo egizio esposto al museo Egizio che fa parte del museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

Firenze. Sabato 14 maggio 2022 il museo Archeologico nazionale di Firenze sarà aperto dalle 20 alle 23, con ingresso al costo simbolico di 1 euro. Direttore e curatori saranno presenti per rispondere a tutte le vostre domande e curiosità. All’ingresso sarà distribuito un libro game, con una storia a bivi di cui i visitatori saranno protagonisti.

arezzo_archeologico_notte-dei-musei-2022_locandinaArezzo. Sabato 14 maggio 2022 il museo Archeologico nazionale e anfiteatro romano di Arezzo sarà visitabile in via straordinaria dalle 20 alle 23 al costo simbolico di 1 euro. Nell’arco della serata sarà inoltre possibile partecipare a due iniziative speciali: alle 20.15 e alle 21.30 visite al cantiere di restauro degli affreschi con le storie di San Benedetto distaccati dalle pareti del chiostro durante la Seconda Guerra Mondiale a cura del direttore dei lavori, Paola Ilaria Mariotti, funzionario restauratore. Da pochi giorni sono infatti stati consegnati al museo Archeologico nazionale di Arezzo alcuni frammenti del ciclo pittorico che decorava un’ala del chiostro dell’antico monastero di Santa Maria di Monte Oliveto, che oggi è l’ingresso del Museo. Gli affreschi, secondo la testimonianza fondamentale di Giorgio Vasari, furono iniziati dal fiorentino Lorenzo di Bicci e terminati da Marco da Montepulciano, che firmò l’opera datandola al 24 aprile 1448. Il ciclo, raffigurante le Storie di San Benedetto, già seriamente danneggiato, fu quasi completamente distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale: dalla parete semi crollata del lato meridionale del chiostro adiacente alla Chiesa di San Bernardo, nel 1943 furono strappati alcuni frammenti, in parte chiaramente riconducibili a scene della vita del Santo, come la Tentazione di Benedetto, anche grazie al confronto con testimonianze fotografiche precedenti alla guerra. Restaurati immediatamente dopo il recupero, i frammenti furono brevemente esposti al museo d’Arte Medievale e Moderna, per poi essere collocati nei depositi della Soprintendenza locale. Dopo essere stati rintracciati in seguito ad un approfondimento degli studi sulla straordinaria storia dell’edificio del Museo archeologico, monastero medievale edificato sui resti dell’anfiteatro romano di Arezzo, gli affreschi sono stati consegnati dalla Soprintendenza alla Direzione regionale musei della Toscana con l’obiettivo di ricollocarli nel luogo di origine e di raccontarli al grande pubblico. Alle 21, presentazione del saggio dello storico Giorgio Franchetti “A tavola con gli Etruschi. Viaggio alla scoperta dei Rasenna attraverso il loro rapporto con il cibo”, con le musiche dal vivo e le danze del gruppo Phonomachoi, le ricostruzioni del gruppo storico Antichi popoli – Rievocazione etrusca, celtica, medievale e la degustazione gratuita di alcune pietanze elaborate dall’abile archeo-cuoca Cristina Conte, che ha collaborato al volume nella parte riservata alle ricette “all’etrusca”, accompagnate dal vino “etrusco” prodotto da Francesco Mondini in anfora sotterrata, processo che gli è valso un premio dell’UNESCO. Il volume è un viaggio nel passato alla scoperta degli antichissimi Rasenna osservandoli da un punto di vista inedito: quello del rapporto che ebbero con il cibo. Cosa mangiavano gli Etruschi? Come cucinavano gli alimenti? Quanto possiamo affidarci alle opere di autori greci e romani per ricostruire, anche solo parzialmente, abitudini e vita quotidiana di un popolo che non ha lasciato alcuno scritto su questo argomento? Per cercare di rispondere a queste e altre domande, l’autore ha messo a sistema le raffigurazioni dell’arte, specialmente quella pittorica funeraria, le fonti antiche che descrivono cibi e paesaggi, gli oggetti deposti nei corredi all’interno delle tombe e i reperti organici rinvenuti in contesti abitativi e funerari. Il tutto per cercare di fare luce su un aspetto sconosciuto di questa antica città e formulare delle ipotesi. Un viaggio davvero incredibile indietro nel tempo, per comprendere meccanismi sociali, antropologico-culturali e cultuali e riuscire a conoscere meglio questo affascinante e antichissimo popolo. L’ingresso al Museo per le visite autonome così come la partecipazione alle iniziative in programma sono consentiti fino a esaurimento posti. Prenotazione consigliata al 0575 21421 o a museoarcheologicoarezzo@gruppomosaico.com

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Il museo Archeologico nazionale e Teatro romano di Spoleto nella locandina con foto di Domenico Lanoce

Spoleto (Pg). Apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale e Teatro romano di Spoleto dalle 20 alle 23 al costo simbolico di 1 euro (ultimo ingresso alle 22). Sabato 14 maggio 2022 il Museo ospiterà il 2° itinerario di SPOLIA 5. “Bestiario post/atomico” un progetto che vede coinvolti vari musei, chiese ed istituti culturali del territorio spoletino, a cura di Franco Troiani. Partirà alle 19.30 l’itinerario dedicato ed ispirato ad animali dipinti e/o scolpiti presenti nelle opere e nei reperti della Rocca Albornoz, Casa Romana, palazzo Mauri e Museo archeologico e teatro romano, affiancati da opere di artisti contemporanei ispirate alle varie simbologie di bestiari antichi, medioevali e moderni all’interno di vetrine e percorsi espositivi. Visita guidata alle 21.30 “Animali fantastici nei reperti di Piazza d’Armi” a cura della direttrice Silvia Casciarri. A conclusione un drink offerto da “Amici in Arte” Installazioni di Bruno Ceccobelli, Emanuele De Donno, Stefano Di Stasio, Myriam Laplante, Luca Pucci. Tre sculture di Anonimo contemporaneo. “Artisti, artieri, libri, bestiari e documenti in via di definizione…”, letture di Elisa Cappelli. Video di Matteo Pompili “Viaggiatori sulla Flaminia in FrecciaBianca Ravenna-Spoleto-Roma” 2021. Video di Roberto De Simone “Premio Yves Klein” Ippodromo di Capannelle Roma 2010 (Fotofinish della corsa. Una corsa di galoppo “immateriale” in omaggio a Yves Klein, commentata dallo storico cronista Piero Celli).

roma_casal-dei-pazzi_notte-dei-musei_2022-locandinaRoma Capitale aderisce all’iniziativa aprendo straordinariamente al pubblico in orario serale, dalle 20 alle 2 (ultimo ingresso all’una), gli spazi del Sistema Musei di Roma Capitale. Con ingresso a 1 euro (salvo che non sia diversamente indicato) si può assistere a un ricco programma di eventi e spettacoli dal vivo selezionati tramite l’apposito avviso concorrenziale “Notte dei Musei 2022”. Tra i musei civici coinvolti: musei Capitolini, Centrale Montemartini, Mercati di Traiano – museo dei Fori imperiali, museo dell’Ara Pacis, museo di Scultura antica “Giovanni Barracco”, museo di Casal de’ Pazzi. In questi musei l’accesso è completamente gratuito per i possessori della MIC card. Ma la Notte dei Musei a Roma, è anche l’occasione per visitare moltissimi altri spazi della città che hanno deciso di aderire all’iniziativa come università, accademie italiane e straniere, ambasciate, Istituti di alta formazione, istituzioni e tanti luoghi della cultura e dell’intrattenimento eccezionalmente aperti in orario serale. Sono circa 80 spazi, diffusi sul territorio al cui interno prendono vita oltre 100 eventi, con più di 60 mostre pronte ad accogliere i visitatori.

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Allestimento con videomapping del dipinto murale con veduta di Gerusalemme sopra la Porta Triumphalis del Colosseo (foto PArCo)

Roma. Il parco archeologico del Colosseo aderisce con un’apertura straordinaria del Colosseo. Al costo simbolico di 1 euro si potrà visitare in anteprima il nuovo allestimento con videomapping del dipinto murale con veduta di Gerusalemme. Si inaugura infatti la nuova installazione multimediale che, di giorno e in occasione di visite serali, offrirà al pubblico un’esperienza multisensoriale che restituisce la visione e il racconto del dipinto di Gerusalemme, un’importante testimonianza di una fase di vita del Colosseo meno nota, ma più duratura rispetto a quella di epoca romana. Durante l’Impero dalla Porta Triumphalis dell’Anfiteatro Flavio entrava in scena il corteo di gladiatori e animali che in occasioni di giochi e spettacoli si esibivano sul piano dell’arena. Secoli dopo, e precisamente nel corso del XVII secolo, sull’arco di fondo di questa porta veniva realizzato uno straordinario dipinto murale raffigurante una veduta della città di Gerusalemme, collegandola idealmente a Roma. La visita prevede l’ingresso dal varco consueto, l’esperienza con il videomapping, breve passeggiata con affaccio sul belvedere occidentale e uscita. Il biglietto, non prenotabile, potrà essere acquistato in ordine di arrivo presso la biglietteria in piazza del Colosseo. L’accesso avverrà dall’ingresso riservato allo staff e il percorso di visita sarà limitato all’accesso all’ambiente del dipinto (durata della visita 20 minuti circa). Orario: dalle 20 alle 23 con ultimo ingresso alle 22.30 (slot orari di 50 ingressi ogni 15 minuti). Apertura biglietteria alle 19.45.

roma_notte-dei-musei-2022_ssabap_locandinaRoma. La Soprintendenza Speciale di Roma sabato 14 maggio 2022 apre al pubblico alcuni dei siti archeologici più suggestivi: Terme di Caracalla, Villa di Livia, Arco di Malborghetto, Mitreo Barberini, Area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme, Area archeologica Nuovo Mercato di Testaccio. Tutte le modalità di prenotazione a questo link https://bit.ly/3Lcf5t6. “Con queste aperture straordinarie confermiamo la volontà della Soprintendenza di impegnarsi a rendere il più possibile aperti al pubblico e fruibili i suoi gioielli archeologici”, ha dichiarato Daniela Porro soprintendente speciale di Roma. Il programma è articolato e offre diverse opportunità di visita dal centro alle periferie. 

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Veduta aerea del complesso delle Terme di Caracalla a Roma (foto Mibact)

Una passeggiata alle Terme di Caracalla. Tra le opere pubbliche che egli lasciò a Roma, vi furono le magnifiche Terme che portano il suo nome, la cui sala per i bagni caldi è costruita, secondo gli architetti, con una tecnica che non si può riprodurre con nessun tipo di imitazione. Così nella Historia Augusta si descrivono le magnifiche Terme di Caracalla. Queste sono uno dei complessi termali più grandi e meglio conservati dell’antichità, realizzate nella parte meridionale della città e inaugurate per iniziativa di Caracalla nel 216 d.C. La pianta rettangolare è tipica delle grandi terme imperiali e le imponenti strutture, articolate nei diversi ambienti, riescono ancora ad evocare la vita e le attività degli antichi frequentatori e suggeriscono il lusso che le caratterizzava. Le terme, infatti, non erano solo un edificio per il bagno, lo sport e la cura del corpo, ma anche un luogo per il passeggio e lo studio. Si entrava nel corpo centrale dell’edificio da quattro porte sulla facciata nord-orientale. Sull’asse centrale si possono osservare in sequenza il calidarium, il tepidarium, il frigidarium e la natatio. Ai lati di questo asse sono disposti simmetricamente altri ambienti attorno alle due palestre. Ancora oggi le distese dei mosaici, i resti delle vasche e della decorazione architettonica, conservata negli estesi sotterranei, suggeriscono chiaramente il programma decorativo originario che le rende uno dei gioielli di Roma antica. Per l’approvvigionamento idrico fu creato un ramo speciale dell’Aqua Marcia, l’Aqua Antoniniana.  Nella serata del 14 maggio 2022 sarà possibile accedere, senza prenotazione, dalle 19.30 alle 22.30, con quattro momenti di “orientamento alla visita” curati da Coopculture.

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Il modellino dell’Arco quadrifronte inglobato nel Medioevo in una chiesa fortificata, esposto nell’Antiquarium dell’Arco di Malborghetto (foto ssabap-roma)

Il sogno prima della battaglia. L’Arco di Malborghetto è legato all’imperatore Costantino in ricordo del suo sogno premonitore alla vigilia della battaglia contro Massenzio del 28 ottobre 312. Intorno ad esso, nei secoli, sorse un piccolo borgo e si perse la memoria dell’imperatore, poi ritrovata grazie a studi recenti della Soprintendenza.  Nell’Arco è situato un piccolo Museo contenente materiali provenienti dagli scavi nell’area di Roma Nord che sarà possibile vedere con visite libere sabato 14 maggio 2022 dalle 19.30 alle 22.30, ingresso gratuito senza prenotazione.

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Una stanza della Villa di Livia, sulla via Flaminia, riportata in luce dagli scavi della soprintendenza (foto ssabap-roma)

La prima villa imperiale. Sabato 14 maggio 2022 sarà aperta al pubblico dalle 18 alle 21 la Villa di Livia, l’elegante residenza suburbana realizzata nel 38 a. C. dall’imperatore Augusto e da sua moglie Livia Drusilla costituendo il primo esempio di villa imperiale. Eretta su un poderoso terrazzamento all’incrocio tra la Via Flaminia e la via Tiberina, è ricordata dagli autori antichi come ad Gallinas Albas. La villa si contraddistingue per l’alternarsi di numerose zone destinate al verde, predilette dalla coppia imperiale, e blocchi edilizi articolati in settori funzionali collegati tra loro da lunghi corridoi: il giardino grande con il boschetto di allori, il giardino piccolo di fronte alle stanze da letto (cubicula) di Augusto e Livia, il quartiere privato articolato attorno a un atrio, quello di rappresentanza prospiciente un peristilio, il quartiere degli ospiti, il complesso termale di età flavia ristrutturato in età severiana. Di particolare rilievo è il triclinio semipogeo affrescato con una pittura continua di giardino dalla valenza simbolica. Le numerose ristrutturazioni dimostrano che la villa visse almeno fino al V-VI secolo d. C. Dopo l’abbandono a partire dal Seicento l’area fu soggetta a spoliazioni per la ricerca di antichità. Il rinvenimento nel 1863 della statua di Augusto e della sala semipogea le diedero notorietà ma non le garantirono protezione. Soltanto dal 1982, con l’acquisizione statale della sommità della collina, la Villa è stata sottoposta a tutela e ad indagini archeologiche proseguite fino al 2010 che hanno restituito numerosi reperti conservati nel suo Antiquarium. Oggi Villa di Livia rappresenta uno degli esempi più importanti di villa imperiale, caratterizzata da pregevoli pitture e pavimenti in mosaico e opus sectile, costituendo un’oasi archeologica in una zona di Roma ormai urbanizzata e deteriorata. Le visite sono libere, gratuite e senza prenotazione.

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Mosaici pavimentali visibili nell’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma (foto ssabap-roma)

Una serata all’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme. Sabato 14 maggio 2022 dalle 19 alle 22 sarà aperta al pubblico l’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme che si attesta sul palazzo imperiale (“Ad Spem veterem”) di età severiana poi ampliato e da Costantino (“Sessorium”) e abitato soprattutto dalla madre Elena, di cui comprende al suo interno o appena oltre i suoi confini resti consistenti: aule monumentali, anche inglobate nella chiesa di S. Croce, il Circo Variano e l’Anfiteatro Castrense (edifici da spettacolo ad uso della famiglia imperiale e della corte), la basilica civile (per l’amministrazione della giustizia), le domus dei funzionari di corte. A far da sfondo l’Acquedotto Claudio e le Mura Aureliane. Le visite, due turni alle 19 e alle 20.30, a cura della responsabile dell’area, l’archeologa Simona Morretta, sono gratuite con prenotazione obbligatoria compilando l’apposito modulo – Posti esauriti.

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L’affresco con il dio Mitra all’interno del Mitreo Barberini a Roma (foto ssabap-roma)

Notte dei Musei al Mitreo Barberini. Nell’ambiente seminterrato della Palazzina Savorgnan di Brazzà, sede del Circolo Ufficiali delle Forze Armate d’Italia, si cela un luogo di culto sotterraneo, conosciuto come Mitreo Barberini. Tutto della sala sotterranea, con volta a botte e banchine laterali dove si distendevano i fedeli, richiama il culto mitraico particolarmente diffuso tra le legioni romane soprattutto nel medio e tardo impero. Il Mitreo è stato rinvenuto casualmente nel 1936 e presenta una complessa e rara decorazione ad affresco (sono solo tre gli affreschi mitraici nel mondo!) in cui si possono ammirare i segni dello zodiaco nella volta celeste, dieci quadretti che raccontano la nascita di Mitra nella caverna e le sue imprese e la scena centrale dell’uccisione rituale del toro. Il ciclo di affreschi è stato sottoposto a un accurato intervento di restauro seguito dalla Soprintendenza Speciale di Roma ed è tenuto costantemente sotto controllo. Le visite guidate a cura dell’archeologa Antonella Bonini sono con prenotazione obbligatoria compilando l’apposito modulo. Sono tre i turni di visita previsti alle 19, alle 20 e alle 21 – Posti esauriti.

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Anfore nell’area archeologica sotto il Nuovo Mercato Testaccio (foto ssabap-roma)

Notte al mercato. Apertura straordinaria in occasione della Notte dei Musei dell’area archeologica sottostante il Nuovo Mercato di Testaccio. Il sito archeologico scavato per la realizzazione del Nuovo Mercato Testaccio, ha restituito una sequenza continua di livelli di occupazione umana dall’inizio dell’era volgare ad oggi. In particolare sono stati individuati strati databili tra il I e il V secolo d.C. con i resti di strutture utilitarie (magazzini, discariche organizzate) che raccontano il paesaggio legato all’economia di Roma antica, l’area logistica della città alle spalle del porto fluviale. Il sito archeologico è stato scavato e conservato sotto il complesso del nuovo mercato del rione. Nella parte visitabile del sito archeologico si vedono i resti, risalenti alla prima età imperiale, di un sistema di ambienti coperti e cortili scoperti, con una viabilità di servizio che risultano peculiari per il materiale da costruzione utilizzato. Tutti i “muri” del sistema sono infatti realizzati con anfore svuotate e reimpiegate impilate le une sulle altre. Allo stato attuale questo sistema di ambienti è stato identificato, nel settore nordorientale come un’ampia area di discariche per materiale edilizio di reimpiego, costituito per la maggior parte da frammenti di anfore e materiale laterizio. Il percorso permette di visitare parte degli scavi che saranno a breve interessati da lavori di restauro e di allestimento espositivo. Le visite, a cura del responsabile del sito Renato Sebastiani, sono gratuite con prenotazione obbligatoria compilando l’apposito modulo. Tre i turni di visita previsti per un massimo di 25 partecipanti per turno alle 19, alle 20 e alle 21.

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Affresco con il dio Mitra all’interno del Mitreo di Marino (foto ssabap-roma)

Marino (Rm). Sabato 14 maggio 2022 sarà possibile visitare il Mitreo di Marino (Rm) di sera, dalle 19 alle 22, grazie alle visite guidate gratuite dei funzionari della Soprintendenza (visite guidate: ore 19.15 e 21.15, max 15 persone per volta. Posti esuriti). Le pitture del Mitreo di Marino, individuato casualmente nel corso di lavori edilizi nel Secondo Dopoguerra, rappresentano sicuramente uno degli episodi più rilevanti e suggestivi della pittura romana di epoca imperiale. L’ottimo stato di conservazione, miracoloso date le condizioni ambientali dell’edificio, ricavato in una cisterna scavata nel banco tufaceo al piede del rilievo su cui sorge il paese, consente di apprezzare in tutto il suo sviluppo il ciclo iconografico caratteristico del racconto salvifico della religione di origine persiana incentrata su Mitra, in cui il giovinetto, ispirato dal Sole compie il rito, allusivo alla fecondità, del sacrificio del toro (tauroctonia), alla presenza dei suoi alfieri Cautes e Cautopates e della Luna che pare ritrarsi di fronte alla rivelazione divina, mentre sui lati una serie di quadretti illustranti la teologia del Mitraismo, nonché di apprezzare l’altro livello artistico della pittura antica ancora a fine II secolo d.C., pure in un episodio senza dubbio secondario e marginale sia per dislocazione che per committenza. Proprio questo ultimo aspetto è illustrato dalle iscrizioni con i nomi dei donatori della decorazione e di altre sistemazioni dell’edificio, personaggi di modesta condizione sociale ma evidentemente facoltosi al punto di finanziare i lavori. Sulla pertinenza del monumento sono state avanzate diverse ipotesi, la più suggestiva quella secondo cui si doveva trattare del luogo di culto riservato agli operai e al personale delle vicine cave di peperino (lapis Albanus).

cagliari_archeologico_notte-dei-musei-2022_locandinaCagliari. Sabato 14 maggio 2022 il museo Archeologico nazionale di Cagliari si può visitare fino alle 23. Per la serata saranno esposti i giavellotti in ferro dal tempio di Antas (Fluminimaggiore) recentemente restaurati e ora nuovamente visibili al pubblico. I reperti votivi sono relativi alla fase punica del tempio dedicato al dio Sid e sono datati al IV-III sec. a.C. Dalle 20 l’ingresso al Museo avverrà al costo simbolico di 1 euro. La biglietteria chiuderà alle 22.

campi-flegrei_parco_notte-dei-musei-2022_locandinaCampi Flegrei (Na). Anche il Parco archeologico dei Campi Flegrei aderisce alla Notte Europea dei Musei. Sarà possibile, nella serata del 14 maggio 2022, accedere straordinariamente al museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia al costo simbolico di 1 euro. Per l’occasione verrà proiettato il cortometraggio originale “Partenopellade. Avventura da Cuma a Neapolis tra mito e realtà” che ha visto tra le location protagoniste anche il Parco archeologico di Cuma e la Piscina Mirabilis a Bacoli. Il corto è stato realizzato dai ragazzi di Marano di Napoli per il Piano Triennale delle Arti promosso dal ministero della Cultura, in collaborazione con il museo Archeologico di Napoli, il parco archeologico dei Campi Flegrei, l’istituto comprensivo statale ICS “Socrate-Mallardo” di Marano, l’associazione Musicon-l’oro, la proloco Marano Flegrea, e la Scuola Secondaria di primo grado “Massimo D’Azeglio” di Marano.

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L’Ermes a riposo, bronzo da Ercolano, conservato nella Collezione della Villa dei Papiri al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Luigi Spina)

Napoli. Sabato 14 maggio 2022 dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso alle 22), il biglietto del museo Archeologico nazionale di Napoli avrà il costo simbolico di 1 euro. “I nostri tesori vi aspettano”, ricordano alla direzione. E stasera (e anche domenica) sarà possibile ammirare l’installazione “Mosaici di carta” di Caroline Peyron nella sala dell’Ercole Farnese.

ercolano_parco_notte-dei-musei_locandinaErcolano (Na). Il parco archeologico di Ercolano partecipa all’evento europeo con l’apertura straordinaria serale del percorso sotterraneo del Teatro Antico con tre turni di visita – alle 20.00, 21 e 22 – aperti per gruppi di massimo 10 persone per ciascun turno; la durata della visita sarà di circa 50 minuti. Il costo del biglietto sarà di 1 euro, salvo le gratuità previste dalla normativa. L’acquisto dei biglietti potrà avvenire on line al sito www.ticketone.it (prevendita 1,50 euro) e in biglietteria. La vendita per la visita al Teatro terminerà, sia on line, sia in biglietteria, alle 18 del 14 maggio 2022. I visitatori sono invitati a presentarsi all’ingresso del teatro, in corso Resina n. 187, con 10 minuti di anticipo rispetto all’orario di inizio della visita. Si ricorda che il percorso è dedicato solo a chi ha compiuto 18 anni. A causa del numero dei posti limitati si consiglia di programmare in anticipo l’acquisto del biglietto. Si ricorda inoltre che il costo del biglietto di accesso al Teatro Antico per le visite diurne rispetterà le consuete tariffe e che in occasione della Notte Europea dei Musei l’area archeologica non sarà visitabile.

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Visione notturna del tempio di Giove nel Foro di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

Parco archeologico di Pompei. Sabato 14 maggio 2022, il sito di Pompei, la villa di Poppea ad Oplontis, il museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” presso la Reggia di Quisisana e la Villa Regina a Boscoreale, saranno aperti in via straordinaria dalle 20 alle 23 (chiusura biglietterie ore 22) con ingresso a 1 euro (gratuito a Boscoreale e per i minori di 18 anni in tutti i siti, come da normativa vigente).

pompei_antiquarium_notte_musei_2022_locandinaPompei. A Pompei, entrando da Porta Marina si potrà visitare l’area monumentale del Foro Civile – illuminata a cura di Enel Sole e con un accompagnamento sonoro di sottofondo – dove si affacciano tutti i principali edifici pubblici per l’amministrazione della città e della giustizia, per la gestione degli affari, per le attività commerciali, come i mercati, oltre ai principali luoghi di culto cittadino. Il percorso si conclude con la visita all’Antiquarium, edificio dell’’800 che ospita uno spazio museale dedicato all’esposizione permanente di reperti che illustrano la storia di Pompei. Uscita da Piazza Esedra.

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La villa di Poppea a Boscoreale, illuminata per le visite serali (foto cesare abbate)

Villa Regina a Boscoreale. Alla Villa Regina a Boscoreale sono previste 2 visite guidate (alle 20.30 e alle 21.30) a cura degli archeologi di Coopculture. La visita condurrà alla scoperta degli ambienti della Villa Regina, che costituisce un esempio tra i meglio conservati di fattoria rustica adibita alla produzione del vino, con i numerosi dolia interrati, usati per la conservazione del vino.

Reggia di Quisisana

Visite serali anche al museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia (foto Francesco Squeglia)

Museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi – Reggia di Quisisana. Passeggiata libera alla Reggia di Quisisana che ospita il Museo Archeologico “Libero D’Orsi” di Castellammare di Stabia, nuovo spazio museale dedicato all’esposizione di numerosi e prestigiosi reperti del territorio stabiano.

torre-annunziata_oplontis_notte_musei_2022_locandinaVilla di Poppea a Oplontis/Torre Annunziata. Ad Oplontis è prevista l’apertura della Villa di Poppea, tra i più splendidi esempi di villa dell’aristocrazia romana, attribuita a Poppea Sabina, moglie dell’imperatore Nerone. L’Archeoclub d’Italia APS – sede di Torre Annunziata “Mario Prosperi”, organizza per l’occasione “Musica e strumenti musicali presso gli antichi”, itinerario guidato nella villa con intermezzi musicali a cura degli studenti del Liceo Musicale Pitagora. Prenotazione consigliata all’indirizzo mirella.azzurro@gmail.com. Biglietti acquistabili presso i singoli siti (Pompei- Porta Marina, Oplontis e Museo D’Orsi) e/o on line sul sito www.ticketone.it (con prevendita di 1,50 euro).

paestum-velia_parco_notte-dei-musei-2022_locandinaPaestum e Velia (Sa). Per l’occasione il parco archeologico di Paestum e Velia organizza due visite guidate tematiche. A Paestum, il direttore Tiziana D’Angelo accompagnerà il pubblico in una visita nel Santuario meridionale sulle orme del Grand Tour, il viaggio di istruzione dei giovani benestanti di tutta Europa in Italia, intrapreso dalla fine del XVI secolo e per tutto il Settecento. Paestum fu una tappa obbligata nell’itinerario per approfondire gli studi classici: con i suoi tre templi dorici ancora ben conservati era possibile, infatti, ammirare la cultura greca, ma senza recarsi in Grecia. A Paestum e al Grand Tour si legano importanti nomi come Winkelmann che elaborò proprio qui la sua teoria sull’arte greca; Giovanni Battista Piranesi che fece dell’area archeologica il soggetto di superbe incisioni e Johann Wolfgang Goethe che credette di riconoscere nei templi dorici pestani la perfezione dell’arte classica. Per calarsi meglio nell’atmosfera settecentesca, le visite avverranno alla luce di piccole lanterne date ai visitatori per seguire il percorso di visita. A Velia, il vero protagonista delle visite tematiche sarà il porto antico e, in particolare, il rapporto che da sempre ha legato la città con il mare: dal mare arrivarono i Focei che fondarono la colonia di Elea; nel mare si sono concentrati gli interessi economici della comunità; grazie al mare si strinsero importanti relazioni e scambi di saperi. La visita tematica si concentrerà nella città bassa, ovvero nel quartiere a ridosso della spiaggia antica, e sarà a cura dell’archeologo Francesco Uliano Scelza. Anche qui la visita tematica avverrà con le lanterne per ripercorrere le tappe più importanti di questo binomio città- mare dalle origini fino all’età romana.

matera_museo-nazionale_notte-dei-musei_2022_locandinaMatera. Sabato 14 maggio 2022 il museo nazionale di Matera apre dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22) con ingresso a 1 euro per tutti. A partire dalle 21, in collaborazione con l’associazione culturale ‘R. D’Ambrosio’, al museo Archeologico nazionale ‘Domenico Ridola’, nella sala dedicata alla sezione magnogreca e classica al primo piano, si esibirà il Quintetto di fiati Lucus. Un’occasione imperdibile per ripercorrere la storia del territorio e delle nostre radici, in cui l’eco del passato risuonerà in armonia con la musica, fondendosi in un’esperienza sensoriale davvero unica.

taranto_archeologico_notte-dei-musei_2022_locandinaTaranto. Sabato 14 maggio 2022 l’ingresso al museo Archeologico nazionale di Taranto costa 1 euro. Apertura serale straordinaria, dalle 20 alle 23 (con ultimo accesso alle 22.30). In programma numerose attività. Oltre alle visite in autonomia, sarà possibile ammirare da vicino i “Tesori mai visti dai depositi del MArTA” nella sala incontri del museo tarantino. Sarà l’archeologa Serena D’Alfonso dell’università di Bari ad accompagnare i visitatori alla scoperta delle “Storie di terracotta. Dall’archeologia della produzione al restauro archeologico”. L’operatore tecnico del laboratorio di restauro del MArTA, Mario Pazzano, invece condurrà i visitatori dietro le quinte del Museo svelando le tecniche che servono ad arrestare il degrado e a valorizzare le testimonianze provenienti dal passato. Nel Chiostro nel frattempo si potrà assistere al Workshop a cura degli operatori del mare tarantini. All’interno del progetto FISH&C.H.I.P.S. e in concomitanza con la mostra figitale su “Taras e i doni del mare”, al MArTA la Cooperativa dei mitilicoltori aderenti alla ConfCommercio di Taranto, presieduta da Luciano Carriero, terrà laboratori sulle attività di pesca e mitilicoltura di Taranto. Sarà anche possibile visitare le tre mostre temporanee in corso: quella di arte contemporanea dell’artista Federico Gori, dal titolo “L’Età dell’Oro”, la mostra fi-gitale “Taras e i doni del mare”, e la mostra “Taras e Vatl”.

reggio-calabria_archeologico_notte-dei-musei_2022_locandinaReggio Calabria. Per l’occasione il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria ha previsto una serie di iniziative culturali per rendere più suggestiva la visita dopo il tramonto, un primo assaggio delle attese Notti d’Estate al MArRC. A partire dai percorsi guidati di visita museale “Nottetempo. Aree sacre e rituali nel mondo greco”, programmati alle 21 e alle 21.30, e offerti gratuitamente al pubblico. “Sarà un viaggio emozionante, volto alla scoperta di antichi santuari atipici“, spiega il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “Si tratta degli spazi sacri entro cui si svolgevano alcuni riti notturni, che saranno presentati attraverso una accurata selezione di straordinari reperti: dall’area sacra di Griso Laboccetta a Reggio Calabria, fino al santuario locrese della Mannella e a quello di loc. Calderazzo a Rosarno. Ringrazio le dott.sse Roberta Eliodoro e Cristiana La Serra, collaboratrici ai Servizi Educativi del Museo, e il funzionario archeologo Daniela Costanzo che coordina l’iniziativa”. I percorsi, di circa 1 ora (inclusa una visita finale ai Bronzi di Riace e di Porticello), saranno aperti a un massimo di 20 partecipanti, con ritrovo in piazza Paolo Orsi, atrio del MArRC. Per partecipare è necessario inviare una mail a man-rc.didattica@beniculturali.it. “Alle 20.30 apriremo eccezionalmente al pubblico la magnifica terrazza affacciata sullo Stretto”, spiega ancora Malacrino. “Grazie alla preziosa collaborazione con il Planetario “Pythagoras”, guidato dalla prof.ssa Angela Misiano, sarà possibile ammirare la volta celeste con i telescopi e gli strumenti astronomici”. Per la professoressa Misiano: “Condizioni luminose permettendo, data la presenza della Luna in fase quasi piena, si potranno vedere l’ammasso globulare M13 nella costellazione dell’Ercole e la stella doppia Algieba, della costellazione del Leone”. E poi la magnifica collezione di circa 50 capolavori vascolari, giunti appositamente dal bellissimo museo nazionale Jatta di Ruvo di Puglia, per la mostra “Il vaso sui vasi”, inaugurata il 12 maggio 2022 al Livello E del MArRC. Al museo si accede senza prenotazione ed è fortemente raccomandato l’uso della mascherina chirurgica.

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Valle dei Templi ad Agrigento: il Tempio della Concordia al chiaro di luna (foto dario giannobile)

Sicilia. Sabato 14 maggio 2022 nuova straordinaria opportunità di visitare i beni culturali siciliani con il biglietto d’ingresso al prezzo simbolico di 1 euro. A partire dalle 19 e fino alle 23 (in alcuni siti alle 24) sarà possibile visitare, quindi, i principali musei regionali della Sicilia, molti dei quali, per l’occasione, proporranno visite guidate e allestimenti particolari. Per celebrare la serata, molti dei musei siciliani hanno programmato iniziative speciali. In particolare si segnalano:

Agrigento. Il museo Archeologico Griffo di Agrigento sarà aperto dalle 19 alle 22 con il seguente programma: alle 19, nel giardino del Museo concerto della U.S. Naval Forces Europe and Africa Band; alle 20 e alle 20.45, visita guidata all’itinerario tematico “L’etica della guerra nel mondo greco antico, alle 20.30 e alle 21.45, nella Sala Zeus, Gaetano Aronica legge “Omero, Iliade” di Alessandro Baricco.

Catania. In provincia di Catania aperti dalle 20 alle 22: il museo di Adrano e le Mura Dionigiane. Il museo della Ceramica di Caltagirone sarà visitabile dalle 18.30 alle 21.

Enna. Il parco archeologico di Piazza Armerina e della Villa Romana del Casale propone la visita della Villa Romana, del museo di Palazzo Trigona ad Aidone e del museo regionale di Aidone. Inoltre, alle Terme della Villa del Casale alle 21 si terrà una conversazione per illustrare il mosaico pavimentale del Tepidarium con resti di scena di ludi, tra cui la corsa con le fiaccole. La conversazione sarà tenuta dal prof. Paolo Barresi dell’università Kore di Enna e dal dott. Rosario Patanè, responsabile delle attività di valorizzazione del Parco archeologico.

Messina. Al MuMe – Museo Interdisciplinare di Messina (apertura dalle 20 alle 24) sarà allestita una piccola sezione espositiva e didascalica del culto mariano della Lettera, patrona di Messina, la cui festività ricorre il 3 giugno. Alle opere già esposte nel circuito museale del primo piano si aggiungerà una trascrizione in cinese del XVII secolo della lettera della Madonna ai messinesi (42 d.C.) e alcune opere artistiche tra cui due Cartagloria del XVII secolo in argento bulinato e sbalzato. Durante la serata le guide turistiche della provincia di Messina effettueranno visite guidate approfondite con gratuità per i giovani fino a 18 anni di età. Sempre in provincia di Messina aperto (dalle 20 alle 24) il parco archeologico di Tindari dove sarà possibile visitare: l’Antiquarium di Milazzo, a Tusa l’area archeologica di Halaesa Arconidea limitatamente all’Antiquarium, al Lapidarium e alla Chiesa di Santa Maria delle Palate. A Patti negli stessi orari aperta l’area archeologica e l’Antiquarium di Tindari e la Villa romana. A Capo d’Orlando ingresso libero dalle 20 alle 24 per l’area archeologica di Bagnoli. A Taormina, dalle 20 alle 23 sarà aperto il Teatro Antico e a Giardini Naxos apertura, sempre dalle 20 alle 23, per il museo Archeologico. Nell’Isola di Lipari il museo Archeologico Eoliano Bernabò Brea resterà aperto alle visite dalle 20 alle 23.

Palermo. Al museo Archeologico regionale A. Salinas apertura fino a mezzanotte. Con un sovrapprezzo è possibile prenotare la visita guidata alla collezione del Museo e alla statua di Athena, proveniente dal museo dell’Acropoli di Atene, e gustare un calice di vino. Richieste dirette al personale di Coopculture. Al museo regionale di Palazzo Abatellis apertura dalle 20 alle 24: Notturno a Palazzo Abatellis “Umanità del MedioEvo nel Trionfo della Morte” e “Umanità del Rinascimento in Laurana e Gagini”. Palazzo Mirto resterà aperto, sempre dalle 20 alle 24, con “L’arte di ricevere nei saloni di primo piano” e “L’arte di vivere il quotidiano negli ambienti del secondo piano.

Ragusa. Aperto dalle19 alle 22 il Convento della Croce a Scicli.

Siracusa. Alla Galleria regionale di Palazzo Bellomo in mostra “Le figure del presepe” in collaborazione con il Liceo artistico Gagini di Siracusa. Aperti anche l’Ipogeo di Piazza Duomo (dalle 20 alle 24) e il museo Archeologico Paolo Orsi (dalle 19 alle 23). Aperto anche il Castello Maniace (dalle 20 alle 24) dove, nella Sala Ipostila, si potrà ammirare la mostra “Passi” di Alfredo Pirri. A Palazzolo Acreide dalle 19 alle 23 si può visitare Palazzo Cappellani. A Lentini, dalle 16 alle 22, visitabile con un euro l’area archeologica di Monte San Basilio – San Mauro e il parco archeologico di Leontinoi che resterà aperto fino alle 22.00

Trapani. L’area monumentale del parco archeologico di Selinunte resta aperta dalle 19 alle 24. Stesso orario per il Museo del Satiro che si trova nella chiesa di S. Egidio a Mazara del Vallo. Al parco archeologico di Segesta apertura straordinaria dalle 20 alle 24. A Marsala restano aperti 19.30 alle 22.30 il parco archeologico Lilibeo e il museo Archeologico di Baglio Anselmi.

Locri (Rc). Dopo un lungo e complesso intervento di adeguamento sismico riapre il museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri: tre giorni di eventi. Inaugurazione a invito con diretta Facebook

locri-epizefiri_archeologico_riapre-il-museo_locandina“L’attesa è finita! Dopo un lungo e complesso intervento di adeguamento sismico, siamo lieti di annunciare la riapertura del museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri con una tre giorni di eventi”: lo fa sapere visibilmente emozionata la direttrice Elena Trunfio. “Per limitare gli assembramenti e per dare a tutti la possibilità di visitare il Museo in sicurezza, abbiamo previsto una serie di momenti diversi”. Venerdì 13 maggio 2022, alle 17, inaugurazione istituzionale (solo su invito, ma la giornata sarà trasmessa integralmente sulla pagina Facebook del museo). Introduce e coordina Elena Trunfio. Dopo il taglio del nastro con la benedizione di don Pietro Romeo, i saluti istituzionali di Salvatore Patamia, segretario regionale Mic per la Calabria; Fabrizio Sudano, soprintendente ABaP per Rc e Vv; Giuseppina Princi, vicepresidente Regione Calabria; Carmelo Versace, sindaco della città metropolitana di Reggio Calabria; ten. Giacomo Geloso, comandante nucleo Tutela Carabinieri; Giovanni Calabrese, sindaco di Locri; Rocco Luglio, sindaco di Portigliola. Intervengono: Giancarlo del Sole, responsabile unico del procedimento; Giuseppina Vitetta, coordinatrice alla progettazione; Rossella Agostino e Maria Maddalena Sica, responsabili scientifici dell’allestimento. Conclude Filippo Demma, direttore ad interim Direzione regionale Musei della Calabria. Seguirà la visita guidata alle sale espositive. Sabato 14 maggio 2022, alle 10, 12, 16 e 18, narrazione guidata dell’allestimento. Alle 15.30, “Il Museo incontra la comunità”: la direttrice Elena Trunfio incontra le associazioni del territorio. Alle 20.30, Notte dei Musei: performance reading “Morgana e i miti dello Stretto” (preferibile la prenotazione). Domenica 15 maggio 2022, alle 10, 12, 16 e 18, narrazione guidata dell’allestimento. Ingresso senza green pass, è fortemente consigliato l’uso della mascherina. “Ricordiamo a tutti – conclude la direttrice – che il Museo sarà liberamente visitabile (senza invito, quindi) nei giorni del 14 e del 15 maggio. Non è obbligatoria la prenotazione delle visite guidate ma se ci avvisate è meglio!  La prenotazione è invece necessaria per la notte dei musei: i posti per il reading sono limitati! Per prenotazioni e info, chiamateci al 3346126386”.

Il museo Archeologico nazionale di Locri documenta le produzioni degli artigiani locresi con manufatti significativi come i pinakes (quadretti votivi), le offerte alle divinità in terracotta, gli specchi bronzei e le tavolette dell’Archivio di Zeus Olimpio. Sono esposte anche produzioni ceramiche provenienti da diverse aree del mondo greco e insulare, testimonianza degli intensi scambi commerciali di Locri. Completano l’esposizione elementi architettonici recuperati dagli edifici della città. I pinakes. Agli inizi del Novecento, in località Mannella, immediatamente al di fuori della cinta muraria della città, Paolo Orsi identificò il Persephoneion, santuario dedicato alla dea Persefone, già ricordato dallo storico Livio. Da questa area provengono i pinakes, quadretti votivi in terracotta policromi offerti dai fedeli, che raffigurano scene legate al mito della dea. I pinakes venivano prodotti dagli artigiani locresi nella prima metà del V secolo a.C., con l’utilizzo di matrici (ne sono state distinte 81), e decorati con una vivace policromia. Gli archeologi ne hanno recuperati e classificati migliaia, distinguendoli in dieci gruppi a seconda della scena raffigurata.

Firenze. L’accademia toscana “La Colombaria” organizza “La Tarquinia degli Spurinas”, giornata di studi, in presenza e on line, in ricordo di Mario Torelli

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Il prof. Mario Torelli, etruscologo, archeologo, docente di archeologia e storia dell’arte greca e romana, è morto all’età di 83 anni nel settembre 2020

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Copertina del libro “Gli Spurinas. Una famiglia di principes nella Tarquinia della “rinascita” “

“Scrivere una storia di famiglia per epoche diverse da quella moderna è quasi sempre un azzardo”, scriveva Mario Torelli nella premessa del suo libro Gli Spurinas. Una famiglia di principes nella Tarquinia della “rinascita” (L’Erma di Bretschneider, 2019). “Nelle mani di un archeologo la vicenda di una famiglia antica, così come ce la fanno conoscere iscrizioni e rare e occasionali menzioni delle fonti letterarie, solo di rado è riuscita a diventare trama storica significativa, da leggere eventualmente sullo sfondo di eventi più generali, capaci di dare un senso a comportamenti, a documenti figurati o a evidenze monumentali. La famiglia al centro di queste pagine è quella degli Spurinas-Spurinnae, una potente gens tarquiniese, forse la più potente della città nella prima metà del IV secolo a.C., emersa come tutte le altre dell’età della “rinascita” dalla “notte oligarchica” del V secolo a.C. Di costoro ci parlano alcuni eccezionali documenti epigrafici in latino, i c.d. Elogia Tarquiniensia, fatti incidere su una lastra di marmo in età giulio-claudia; abbiamo così i resti della breve biografia, redatta secondo le regole codificate degli elogia latini, di tre personaggi vissuti fra la fine del V e la metà del IV secolo a.C., il capostipite Velthur Spurinna Lartis f., e il figlio e il nipote (o il figlio natu minor) di questi, Velthur Spurinna Velthuris f. e Aulus Spurinna Velthuris f. Queste brevi biografie, giunte a noi purtroppo con gravi lacune, erano destinate a fornire allo spettatore l’identità di tre statue, ovviamente perdute, erette all’inizio dell’età imperiale per celebrare gli antenati (pretesi) di una famiglia senatoria romana di fresca nomina, quella dei Vestricii Spurinnae nel luogo più augusto della città, il grandioso tempio poliadico di Tarquinia detto dell’Ara della Regina, dove si concentravano le memorie religiose più importanti della città e, per aspetti particolari come l’aruspicina, dell’intera nazione etrusca”.

firenze_la-tarquinia-degli-spurinas_giornata-di-studi_locandinaProprio in ricordo di Mario Torelli, che è mancato nel settembre 2020 (vedi Archeologia in lutto. È morto Mario Torelli, grande etruscologo, archeologo e docente di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana. Stava preparando una grande mostra su Pompei e Roma | archeologiavocidalpassato), l’Accademia toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria” organizza in presenza nella propria sede, in via Sant’Egidio 23 a Firenze, e on line (Link al collegamento zoom ID riunione: 862 4690 8148), una giornata di studi dal titolo “La Tarquinia degli Spurinas”. Appuntamento venerdì 13 maggio 2022, alle 10. La giornata di studi si apre con i saluti istituzionali: Sandro Rogari (accademia “La Colombaria”), Giuseppe Sassatelli (istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici), Concetta Masseria (università di Perugia), Massimo Osanna (università “Federico II” di Napoli; ministero della Cultura). Introduce i lavori Stefano Bruni (università di Ferrara). Alle 11, PRIMA SESSIONE, presieduta da Luciano Agostiniani (accademia “La Colombaria”). Intervengono: Tonio Hoelscher (università di Heidelberg) su “Pompe funebri tra Grecia, Roma e Tarquinia”; Lucio Fiorini (università di Perugia) su “Arath Spuriana, la Tomba dei Tori e Tarquinia arcaica”; Luca Cerchiai (università di Salerno) su “Le Tombe dell’Orco e gli Spurina: elogio di un paradigma”. 14.30, SECONDA SESSIONE, presieduta da Giuseppe Sassatelli (istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici). Intervengono: Carmine Ampolo (Scuola Normale Superiore) su “Gravisca e la riscoperta degli empori (tra ‘epigrafia, culti e storia’)”; Vincenzo Bellelli (Cnr; parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia) su “Note tarquinesi”; Giovanna Bagnasco (università di Milano) su “Un volto nuovo per un’antica dea. Il Mediterraneo e Tarquinia in epoca ellenistica”; Attilio Mastrocinque e Fiammetta Soriano (università di Verona) su “Il Foro romano di Tarquinia”; Stefano Bruni (università di Ferrara) su “Quinto Spurina, exemplum virtutis dal mondo antico alle soglie dell’umanesimo”.

Torino. Conferenza egittologica in presenza e on line al museo Egizio con il curatore Beppe Moiso su “Gebelein: un’area archeologica vasta e complessa”

torino_egizio_conferenza-gebelein_moiso_locandinaIl sito di Gebelein, in arabo le due montagne, sorge a una trentina di chilometri a sud di Luxor e costituì, già dalle epoche preistoriche, un importante centro abitato che continuò a vivere fino al periodo tolemaico, pur non mancando sepolture ascrivibili al periodo arabo. La spettacolarità di questo luogo, caratterizzato da due possenti rilievi, non mancò di stupire i savant al seguito della spedizione militare napoleonica del 1798, e l’artista Vivant Denon ne rese una bella tavola nella quale è esaltata l’asperità del luogo. Anche il mondo scientifico non tardò ad interessarsi a questo sito, attratto dalle tante antichità che emergevano dal terreno e già nel 1885 Gaston Masperò, allora direttore del Service des Antiquités, inaugurò una serie di ricerche sistematiche, tese a testare l’importanza archeologica del sito. Negli anni seguenti altri ricercatori avviarono improvvisate campagne di scavi, alcune anche illegali, e bisognerà attendere il 1910 perché la concessione di scavo venga rilasciata a Ernesto Schiaparelli, direttore del museo Egizio di Torino. Giovedì 12 maggio 2022, alle 18, nuovo appuntamento, in presenza e on line, con le conferenze del ciclo “Museo e Ricerca. Scavi, Archivi, Reperti”. Beppe Moiso, curatore del museo Egizio e responsabile dell’Archivio Storico, con la conferenza “Gebelein: un’area archeologica vasta e complessa” ci guida alla scoperta del sito di Gebelein. Introduce Christian Greco, direttore del museo Egizio. Ingresso libero in sala Conferenze del museo Egizio fino a esaurimento posti. È gradita la prenotazione scrivendo una email a comunicazione@museoegizio.it (i posti saranno riservati fino alle 18). Sarà necessario indossare una mascherina FFP2. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo: https://youtu.be/CYRqM1oSJ7o.

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Operai impegnati nello scavo del sito di Gebelein (foto Archivio museo Egizio di Torino)

La Missione Archeologica Italiana, diretta da Ernesto Schiaparelli, iniziò le sue ricerche agli inizi di gennaio del 1910, esplorando principalmente la sommità e il versante occidentale della prima collina. Sarà tuttavia la successiva campagna di ricerche concentrata sulla seconda collina e affidata al giovane Virginio Rosa, che consentirà lo straordinario ritrovamento di numerose tombe, alcune intatte con i loro corredi funerari. Gli scavi proseguirono nel 1914 e nel 1920, con la presenza dell’antropologo Giovanni Marro, presenza voluta da Schiaparelli stesso per affrontare lo studio del molto materiale osteologico presente sullo scavo. Le ricerche riprenderanno nel 1930 con Giulio Farina per proseguire nel 1935 e 1937. In tempi più recenti il sito venne ulteriormente indagato negli anni 1995, 1996 e 1999 dalla missione del museo Egizio con Anna Maria Donadoni Roveri, con lo scopo di contestualizzare, con scavi, le zone archeologiche esplorate in passato, redigendo nel contempo le mappe archeologiche del territorio. Attualmente l’intera area è oggetto di studio, con estese ricognizioni sul campo, da parte del Gebelein Archaeological Project dell’università di Varsavia che dal 1993, con la direzione di Wojciech Ejsmond, intende completare i rilievi individuando dai pochi resti esistenti, la posizione delle principali tombe. Questo lavoro riveste particolare importanza anche a causa dell’avanzare delle coltivazioni, con l’occupazione di terreni di notevole rilevanza archeologica.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del progetto “Il diritto alla bellezza dell’Arte. Il modellino tattile del Sarcofago degli Sposi”. Il direttore Nizzo: “migliora l’esperienza di visita per non vedenti e ipovedenti”

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Dettaglio del famoso Sarcofago degli Sposi, conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (foto etru)

È proprio il caso di dirlo: così sarà un “Etru a portata di mano”. Giovedì 12 maggio 2022, alle 17, nella Sala della Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, sarà presentato al pubblico il progetto “Il diritto alla bellezza dell’Arte. Il modellino tattile del Sarcofago degli Sposi”. Grazie all’associazione di volontariato Museum ODV, presieduta dall’architetto Maria Poscolieri, che lo ha ideato, e al finanziamento dell’otto per Mille della Chiesa Valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi) è stato possibile realizzare, a cura dello Studio ArchitaLab di Roma, due modellini in 3D che raffigurano fedelmente in scala 1:33 il celebre Sarcofago degli Sposi e, a grandezza naturale, le teste dei due coniugi. Una grande opportunità di fruizione per il pubblico con disabilità visiva che potrà vivere una straordinaria esperienza tattile, riconoscendo forme, profili e materiali di una delle opere etrusche più importanti al mondo. I modelli, realizzati grazie alle scansioni digitali messe a disposizione del Museo, sono resi con un materiale sintetico durevole di alta qualità che al tatto riproduce fedelmente la ceramica. Insieme ai modellini sono state realizzate anche delle brevi didascalie inclusive, con testo in braille e in caratteri adatti al pubblico ipovedente, e un testo divulgativo in braille stampato su un supporto durevole, il cui contenuto potrà essere ascoltato e potrà essere letto dalle persone sorde anche tramite un QR code. Il progetto ha visto il supporto scientifico e tecnico del Museo, nello specifico di Maria Paola Guidobaldi, conservatrice delle collezioni museali, e di Vittoria Lecce, responsabile del Servizio Accessibilità culturale. I modellini prodotti saranno esposti in via permanente grazie a due postazioni tattili che saranno posizionate nella sala 12, in prossimità del Sarcofago degli Sposi. L’ufficio tecnico del Museo sta lavorando alla progettazione delle postazioni e all’adeguamento della sala, necessari per ospitare questi nuovi componenti.

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Il direttore Valentino Nizzo davanti al sarcofago degli Sposi con un gruppo di studenti in visita al museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma (foto etru)

“L’impegno del Museo verso il miglioramento dell’accessibilità dei pubblici con esigenze speciali è costante”, spiega il direttore Valentino Nizzo, “e si concretizza in diverse iniziative e progettualità che spingono verso il superamento delle barriere fisiche che impediscono una fruizione completa del percorso espositivo e verso l’inclusione di tutte le tipologie di pubblico, soprattutto di quelle con difficoltà motorie e/o cognitive. La fruizione delle persone con disabilità visiva è spesso fortemente limitata dall’impossibilità di toccare con mano i reperti delle collezioni, collocati all’interno delle vetrine o non idonei all’esplorazione tattile per la loro fragilità conservativa. Questo progetto consentirà al Museo di sperimentare un nuovo approccio, più inclusivo e partecipato, e fornirà alle persone con disabilità visiva uno strumento più vicino alle loro reali necessità di fruizione. L’acquisizione dei modellini e la futura realizzazione delle postazioni tattili rappresentano un’importantissima innovazione che permetterà di migliorare significativamente l’esperienza di visita delle persone non vedenti e ipovedenti, così come di tutte le categorie di pubblico, regalando un‘esperienza più inclusiva e interattiva”.