Archivio | Incontri, convegni, conferenze RSS for this section

Festività natalizie al museo Egizio di Torino: aperture straordinarie e attività speciali, tra visite guidate interattive e laboratori per famiglie e per adulti

La Galleria dei Re nel museo Egizio di Torino quasi alla fine del percorso espositivo

Dal 23 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020, in occasione delle festività natalizie il museo Egizio di Torino accoglie i visitatori con un ricco programma di aperture straordinarie e di attività speciali, tra visite guidate interattive e laboratori per famiglie e per adulti. In particolare, da giovedì 26 a lunedì 30 dicembre 2019, e poi a ridosso dell’Epifania, da sabato 4 a lunedì 6 gennaio 2020, il museo osserverà un orario di apertura straordinario, dalle 9 alle 21, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Il museo rimarrà invece chiuso il giorno di Natale e il 1° gennaio. Per la vigilia di Natale, martedì 24 dicembre, il museo sarà inoltre aperto fino alle 16. Ricco il calendario di laboratori e visite speciali per il periodo natalizio.

Lunedì 23, martedì 24 e giovedì 26 dicembre 2019, alle 10.10, visita guidata per famiglie: Chi vuol essere faraone? L’antico Egitto in pillole”. Percorso condotto in forma di quiz: l’egittologo sottopone ai partecipanti una serie di domande e alla luce delle risposte ricevute ha l’opportunità di svelare “in pillole” le curiosità e gli aspetti più affascinanti della cultura faraonica. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-chi-vuol-essere-faraone-124

Giovedì 26, sabato 28 e lunedì 30 dicembre 2019, sabato 4 gennaio 2020, alle 19, visita guidata per adulti al “Museo Egizio nascosto”. Il percorso mette in luce le curiosità più interessanti relative alla fondazione del museo. La descrizione dei reperti è accompagnata dalla narrazione di alcuni aneddoti, che consentono di scoprire le meraviglie e gli aspetti più insoliti della cultura materiale egizia che il museo custodisce. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/museo-egizio-nascosto-132

Giovedì 26 dicembre 2019 e lunedì 6 gennaio 2020, alle 15, attività per famiglie “Seshen: luce di vita eterna”. “Seshen” è il nome che gli egizi davano al loto, la cui vita dipende fortemente dalla luce del sole. Miti, divinità, raffigurazioni: nell’antico Egitto, sono molti i richiami a questa pianta. Dopo la visita ai reperti della collezione legati al tema, in laboratorio i ragazzi, aiutati dai genitori, saranno invitati a costruire una semplice lanterna a forma di loto. L’iniziativa è indicata per le famiglie con bambini di età dai 6 ai 10 anni. Durata: 120 minuti. Costo: 8 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 08.30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13.

Da venerdì 27 a lunedì 30 dicembre 2019, attività per famiglie “Lo chiamavano But”. Lo scriba Butehamon e la cantatrice di Amon Tabekenkhonsu, in persona, guideranno i visitatori lungo un percorso museale ricco di sorprese. Un viaggio nel passato per rivivere le loro storie: la vita quotidiana nel villaggio di Deir el-Medina, la loro infanzia, le difficoltà della formazione da scriba e cantatrice, le amicizie e gli amori. Per approfondire il discorso sull’affascinante mondo delle divinità egizie e sui loro poteri, nella Galleria dei Re, Butehamon presenterà la dea Sekhmet e inviterà i partecipanti, tramite un rituale, a placare il cattivo umore della dea, nota per essere estremamente pericolosa. Infine, i visitatori potranno cimentarsi in una prova di disegno: da bravo maestro scriba, Butehamon sarà attento e disponibile a correggere le proporzioni, i dettagli e gli errori più comuni, ricordando con nostalgia le sue prime lezioni da apprendista. Infine, spiegherà ai giovani allievi come scrivere il loro nome in geroglifico, preceduto dal titolo onorifico di “sesh qedut” (“Scriba dei contorni”) direttamente su un frammento di carta di papiro. Ogni partecipante porterà a casa il foglio con il proprio disegno, a cui aggiungere il frammento di papiro personalizzato. Orari: 10.30 / 11.30 / 14 / 15. Durata: 90 minuti. Costo: 9 euro (biglietto di ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – mail: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13.

Venerdì 27, domenica 29 dicembre 2019 e domenica 5 gennaio 2020, alle 19, laboratorio didattico “Sulle tracce del passato: speciale adulti”. I visitatori potranno sperimentare il lavoro d’indagine compiuto da un archeologo, aiutato dalle moderne tecnologie. In questo modo, utilizzando speciali programmi informatici, sarà possibile vedere come “dal vivo” lo scavo archeologico nel deserto egiziano mediante l’uso della fotogrammetria e della riproduzione in 3D degli oggetti emersi dalla sabbia. Attraverso i potenti mezzi della tecnologia sarà possibile “sbirciare” dentro un vaso antico ancora sigillato, così come all’interno di un corpo imbalsamato senza spostare di una virgola le sue bende. A seguire i partecipanti, forniti di una torcia UV, potranno collaborare alla ricerca di errori, correzioni, mutilazioni antiche e restauri più recenti che l’occhio umano non è in grado di vedere. Orario: 19 (per tutte le date indicate). Durata: 90 minuti. Costo: 8 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/sulle-tracce-adulti

Lunedì 30 e martedì 31 dicembre 2019, alle 10.10, attività per famiglie “Egitto essenziale”: percorso per famiglie dedicato all’olfatto e agli aspetti più curiosi della cosmesi egizia. Gli antichi egizi si prendevano cura del proprio corpo, per esaltarne la bellezza e ottenere benessere. Da subito impararono a sfruttare le proprietà delle piante e dei minerali, alla ricerca di rimedi naturali, talvolta anche molto fantasiosi (ma poco efficaci). Unguenti, oli profumati, spezie e legni erano considerati preziosi, così come le resine profumate, bruciate durante le cerimonie religiose e funerarie. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso) Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/museo-egizio-essenziale-29

Da martedì 31 dicembre 2019 a giovedì 2 gennaio 2020, alle 15.10, attività per famiglie “Sulle tracce del passato”. I piccoli visitatori potranno farsi accompagnare dai loro genitori per sperimentare il lavoro d’indagine compiuto da un archeologo, aiutato dalle moderne tecnologie. In questo modo, utilizzando speciali programmi informatici, sarà possibile vedere come “dal vivo” lo scavo archeologico nel deserto egiziano mediante l’uso della fotogrammetria e della riproduzione in 3D degli oggetti emersi dalla sabbia. Attraverso i potenti mezzi della tecnologia sarà possibile “sbirciare” dentro un vaso antico ancora sigillato, così come all’interno di un corpo imbalsamato senza spostare di una virgola le sue bende. A seguire le famiglie, fornite di una torcia UV, potranno collaborare alla ricerca di errori, correzioni, mutilazioni antiche e restauri più recenti che l’occhio umano non è in grado di vedere. Le scoperte effettuate in museo saranno annotate sul proprio quaderno che ciascuno potrà personalizzare segretamente mediante una penna magica. Grazie a tale dotazione piccoli e grandi detective potranno dare continuità alle indagini iniziate in museo! Durata: 120 minuti. Costo: 12 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/visita-museo-egizio-sulle-tracce-del-passato

Mercoledì 1° e domenica 5 gennaio 2020, alle 10.10, visita per famiglie “A casa di Kha”. Un percorso dedicato alla vita quotidiana dell’antico Egitto, che per molti aspetti rispecchia le difficoltà che ancora oggi l’uomo affronta giorno per giorno, dividendosi tra il lavoro e la vita privata. Le attività lavorative erano frenetiche, ma non mancava il tempo da condividere in famiglia, ciascuno con il proprio ruolo. Il percorso propone di osservare gli oggetti più adatti a ricostruire uno spaccato di vita, particolarmente dettagliato nel caso del corredo funerario di Kha e Merit: dai mobili ai vestiti persino agli strumenti di lavoro, il pubblico potrà stupirsi di fronte alla straordinaria attualità di oggetti appartenuti ad un architetto e scriba reale vissuto circa 3400 anni fa. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso) Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-a-casa-di-kha

Giovedì 2 e domenica 5 gennaio 2020, alle 10.10, visita per famiglie “Geroglifici: che emozione!”. La visita guidata si focalizza sul fascino dell’antica scrittura geroglifica! Grazie all’aiuto di un egittologo, i giovani visitatori e i loro accompagnatori indagano il funzionamento dei segni geroglifici, provando a individuare e riconoscere i nomi, le formule e le espressioni più curiose che, con il loro significato nascosto, rendono ancora più affascinanti i reperti esposti. Un percorso coinvolgente invita alla riscoperta di quanto gli egizi hanno scritto di proprio pugno e hanno saputo tramandare fino ai giorni nostri! Durata: 90 min. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso) Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-geroglifici-che-emozione

Venerdì 3 gennaio 2020, alle 10.10, visita per famiglie “Una fame da Oltretomba: menù per il corpo e per lo spirito”. Al museo Egizio potrete scoprire le principali strategie di sopravvivenza adottate dagli antichi abitanti della Valle del Nilo mediante la coltivazione della terra e le attività di caccia, pesca e allevamento. Le esigenze nutrite nel corso della vita quotidiana per gli Egizi avrebbero dovuto essere soddisfatte anche dopo la morte, in un Aldilà popolato dalle anime dei defunti e dalle divinità. Con l’aiuto della guida, osservando curiosi reperti, cibo e ingredienti da cucina perfettamente conservati e alcune raffigurazioni sulle pareti delle tombe, si andrà alla scoperta delle abitudini alimentari degli egizi, imparando a distinguere gli “ingredienti” comuni dai prodotti più pregiati riservati alla “tavola” del faraone e degli dei. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro per adulti e bambini (biglietto di ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-fame-da-oltretomba

Venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 gennaio 2020, alle 10.10, attività per famiglie “Il potere magico degli amuleti egizi”. Lische conficcate in gola, morsi di serpenti e scorpioni, malattie e ogni sorta di sventura venivano scongiurati dagli abitanti dell’antica Valle del Nilo grazie al potere degli amuleti. Una visita guidata speciale svela ai partecipanti tutti gli espedienti magici di protezione, validi sia nella vita quotidiana sia nell’Aldilà. Simboli, oggetti curiosi e rituali: tutti, dal faraone al contadino, affidavano la propria incolumità alle segreta sapienza magica. Nel corso del laboratorio, sarà possibile personalizzare uno proprio amuleto, da conservare come magico alleato in ogni difficoltà. Durata: 120 minuti. Venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 gennaio 2020, ore 10:10 Attività per famiglie Il potere magico degli amuleti egizi Lische conficcate in gola, morsi di serpenti e scorpioni, malattie e ogni sorta di sventura venivano scongiurati dagli abitanti dell’antica Valle del Nilo grazie al potere degli amuleti. Una visita guidata speciale svela ai partecipanti tutti gli espedienti magici di protezione, validi sia nella vita quotidiana sia nell’Aldilà. Simboli, oggetti curiosi e rituali: tutti, dal faraone al contadino, affidavano la propria incolumità alle segreta sapienza magica. Nel corso del laboratorio, sarà possibile personalizzare uno proprio amuleto, da conservare come magico alleato in ogni difficoltà. Durata: 120 minuti Costo: 10 euro per adulti e bambini (biglietto di ingresso escluso) Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/visita-museo-egizio-potere-magico-amuleti-egizi

Sabato 4 gennaio 2020, alle 10.10, visita per famiglie “L’antico sapere dei faraoni”. Dove inizia e finisce una parola? Come si riconosce una formula magica? Quale significato nascondono i geroglifici? All’epoca dei faraoni il sapere veniva trasmesso mediante formule e testi presenti nei papiri oppure presenti su statue, sarcofagi o stele. L’uso della scrittura geroglifica era rivelato a pochi eletti, grazie ad un lungo e difficile insegnamento. Il percorso guidato si concentra sul fascino delle antiche iscrizioni geroglifiche e, attraverso la descrizione dei reperti esposti, farà luce sul sapere dei faraoni, sulle paure e sui loro desideri. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-antico-sapere-dei-faraoni

Natale a Pompei: ingressi gratuiti, mostra “Gli arredi di Giulio Polibio” all’Antiquarium, itinerari tra giardini dipinti e grandi spazi verdi interni alle domus, per i ragazzi in regalo il 24 dicembre il fumetto Vulcanalia

All’Antiquario di Pompei la mostra “Gli Arredi della Casa di Giulio Polibio” (foto parco archeologico Pompei)

Il logo del parco archeologico di Pompei

Natale al parco archeologico di Pompei. Dal 24 dicembre e per tutte le festività natalizie i visitatori di Pompei potranno visitare l’area archeologica con alcune proposte speciali. All’Antiquarium di Pompei è allestita la mostra “Gli Arredi della Casa di Giulio Polibio”. Il racconto di una famiglia, di un personaggio pubblico, di individui strappati alla vita. Le loro abitudini, il vezzo e il desiderio di mostrare la propria ricchezza, attraverso il lusso negli arredi e negli oggetti di vita quotidiana. Oltre 70 oggetti, tra lucerne, porta lucerne, bruciaprofumi, vasellame per la cottura degli alimenti (pentole per bollire, tegami per friggere, olle per la bollitura di focacce e verdure), coppe per banchetti e bottiglie in vetro, scaldavivande, candelabri, un anello con sigillo in bronzo con il nome di C.IVLI PHILIPPI, forse il vero proprietario della casa, il calco perfetto di un cesto in vimini, un salvadanaio in terracotta, dadi da gioco e altro ancora. Ma anche il tentativo di dare un aspetto agli abitanti della casa, raccontato attraverso i volti ricostruiti di 3 delle vittime rinvenute. Il viso di una ragazza di meno di 20 anni, agli ultimi mesi di gravidanza al momento dell’eruzione, quello di un uomo adulto tra i 25 e i 35 anni e quello di un uomo anziano, intorno ai 60 anni di età.

Il giardino della Casa degli Amorini dorati (foto parco archeologico Pompei)

Il giardino delal Casa dell’Ancora (foto parco archeologico Pompei)

Il giardino affrescato nella Casa della Venere in conchiglia (foto parco archeologico Pompei)

I visitatori potranno, poi, seguire un suggestivo itinerario nel verde dell’antica Pompei per visitare in maniera inedita gli scavi e comprenderne il modo di vivere, sotto diversi aspetti. I giardini ornamentali, sia raffigurati sulle pareti ad ampliare lo spazio visivo degli ambienti, sia come spazi verdi interni, laddove la dimora lo consentiva, caratterizzavano molte delle abitazioni dell’antica città. Due splendidi esempi di giardini interni sono quelli della Casa dell’Efebo e di Trittolemo, di recente restituiti al loro splendore, a seguito degli interventi di manutenzione del verde, che ne hanno previsto la risistemazione secondo progetti non impattanti e criteri storico-botanici nella scelta dell’essenze. Oltre alla casa di Trittolemo e dell’Efebo, tra le belle domus con ampi giardini interni meritano una visita: la Casa degli Amorini Dorati, anche essa riaperta da poco dopo gli interventi di manutenzione, la Casa dell’Ancora con il singolare giardino sottoposto, la Casa del Menandro, i Praedia di Giulia Felice, la Casa della Venere in Conchiglia, la Casa di Marco Lucrezio su via Stabiana.

Una tavola del fumetto il fumetto Vulcanalia, realizzato da Bianca Bagnarelli (foto parco archeologico Pompei)

Ingresso gratuito a tutti i siti archeologici vesuviani nei giorni 24, 26 e 31 dicembre 2019, nell’ambito dell’iniziativa del Mibact #IoVadoAlMuseo, secondo il consueto orario di visita. Il 24 dicembre, inoltre, i bambini e i ragazzi potranno ritirare gratuitamente all’Ufficio informazioni di Porta Marina il fumetto Vulcanalia, realizzato dalla fumettista Bianca Bagnarelli, nell’ambito del progetto “Fumetti nei Musei” promosso nel 2018 dal ministero per i Beni e le attività culturali e per il Turismo e quest’anno rinnovato per la seconda edizione. L’iniziativa, attraverso l’arte del fumetto, è finalizzata a promuovere la conoscenza del patrimonio archeologico e museale, facendo leva sull’immaginazione e la fantasia. Bianca Bagnarelli si ispira all’antica festa dei Vulcanalia celebrati con un rito: piccoli pesci e altri animali erano gettati in un grande falò, a simboleggiare la vita di chi compiva il sacrificio, chiedendo di essere ancora una volta risparmiati. Come ogni anno i pompeiani avevano eseguito il rito, ignari della sorte che li attendeva.

Pompei. Per due giorni aperti i cubicoli floreali della Casa del Frutteto: restauratori a disposizione dei visitatori. E per le feste natalizie itinerario alla scoperta dei più bei giardini interni alle domus

La vegetazione lussureggiante dipinta sulle pareti, ad avvolgere il riposo degli antichi abitanti della Casa del Frutteto a Pompei (foto parco archeologico Pompei)

Porte aperte per due giorni ai cubicoli floreali (stanze da letto) della Casa del Frutteto a Pompei decorati con limoni e corbezzoli, piante da frutto e ornamentali, uccelli svolazzanti, e un albero di fico a cui è avvinghiato un serpente. Una vegetazione lussureggiante dipinta sulle pareti, ad avvolgere il riposo degli antichi abitanti di questa dimora posta su via dell’Abbondanza, che conserva uno dei più begli esempi di pittura di giardino rinvenuti nella città. Il 19 e il 20 dicembre 2019 i visitatori potranno osservare da vicino il delicato lavoro di restauro che sta interessando questi affreschi. L’intervento in corso, a cura dei restauratori del Parco Archeologico di Pompei, è realizzato con fondi ordinari. I restauratori saranno a disposizione durante le due giornate, per mostrare e raccontare le minuziose tecniche di restauro applicate alle pitture. Un’occasione per ammirarne in anteprima i colori e i dettagli, in attesa dell’apertura della domus prevista per il 1° febbraio 2020, al termine dei lavori.

Il grande albero di fico con il serpente dipinto nella Casa del Frutteto a Pompei (foto parco archeologico Pompei)

Gli affreschi raffigurano in uno degli ambienti un giardino luminoso, immaginato di giorno nel pieno rigoglio del verde, con una tale precisione di dettagli da rendere possibile il riconoscimento delle specie vegetali e nell’altro, un giardino immerso nel buio della notte, con tre alberi di diversa grandezza, tra cui il grande fico con il serpente, auspicio di prosperità. A differenza di quanto attestato in altre case dove la pittura di giardino era riservata alle sale di rappresentanza, qui la si trova nei cubicoli. In alcuni ambienti, le raffigurazioni sono, inoltre, arricchite da motivi egittizzanti con riferimenti a Iside, probabile segno di devozione alla dea da parte del proprietario.

Il giardino della Casa del Frutteto a Pompei è popolata di uccelli svolazzanti (foto parco archeologico Pompei)

La domus, scavata parzialmente nel 1913 e poi nel 1951, presenta il classico impianto ad atrio, attorno al quale si dispongono vari ambienti e nella parte posteriore uno spazio verde con un triclinio estivo, utilizzato durante la stagione calda in alternativa al più interno triclinio. I giardini ornamentali, sia raffigurati sulle pareti ad ampliare lo spazio visivo degli ambienti, sia come spazi verdi interni, laddove la dimora lo consentiva, caratterizzavano molte delle abitazioni dell’antica città. Due splendidi esempi di giardini interni sono quelli della Casa dell’Efebo e di Trittolemo, di recente restituiti al loro splendore, a seguito degli interventi di manutenzione del verde, che ne hanno previsto la risistemazione secondo progetti non impattanti e criteri storico-botanici nella scelta dell’essenze.

Ambienti affrescati nella Casa del Frutteto a Pompei (foto parco archeologico Pompei)

Durante le festività natalizie – dal 23 dicembre 2019 – i visitatori di Pompei potranno ammirare queste e altre domus caratterizzate da bella vegetazione, in un vero e proprio itinerario del verde. Oltre alla casa di Trittolemo e dell’Efebo, tra le belle domus dotate di ampi giardini interni meritano una visita: la casa degli Amorini Dorati, anche essa riaperta da poco dopo gli interventi di manutenzione, la Casa dell’Ancora con il singolare giardino sottoposto, la Casa del Menandro, i Praedia di Giulia Felice, la Casa della Venere in Conchiglia, la Casa di Marco Lucrezio su via Stabiana.

“Le storie e la storia di Aquileia”: il racconto di una città attraverso le foto di famiglia dei suoi abitanti. La mostra nasce da un progetto di ricerca dello Iuav in convenzione col Comune di Aquileia

“Le storie e la storia di Aquileia”: progetto di ricerca con le fotografie conservate dagli aquileiesi

La locandina della mostra fotografica “Le storie e la storia di Aquileia”

La scelta delle fotografie consegnate dagli abitanti di Aquileia

“Le storie e la storia di Aquileia” un progetto in convenzione con Iuav e in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Aquileia: raccolta di fotografie e cartoline più o meno recenti (fine ‘800 e ‘900) conservate dagli aquileiesi in album, archivi o cassetti di famiglia. E ora la mostra “La storia e le storie di Aquileia” a Palazzo Meizlik di Aquileia dal 17 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020. curatela e progetto di allestimento Mauro Marzo e Susanna Campeotto; università Iuav di Venezia, Cluster di ricerca “CULTLAND Paesaggi culturali / Cultural Landscapes”, con Mattia Cocozza, Celeste Da Boit, Giada Saviane, Robert Vicentini; e con gli studenti del Laboratorio d’anno 3, Corso di laurea triennale in “Architettura: Tecniche e Culture del Progetto”; consulenti per il Comune di Aquileia Daniela Gerometta, consigliere comunale, e Nicola Vazzoler, assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici; consulente per il museo Archeologico nazionale di Aquileia il direttore Marta Novello. La mostra si propone di investigare le molte storie di Aquileia, quelle pubbliche come quelle private, appartenenti a un recente passato che si estende dalla fine dell’Ottocento agli anni ’80 del secolo scorso. La mostra è l’esito di un percorso di ricerca che ha impegnato 65 studenti di Architettura dell’università Iuav di Venezia, coordinati dal prof. Mauro Marzo, in collaborazione con l’amministrazione comunale e gli abitanti di Aquileia. Il progetto, uno studio storico-etnografico basato sulla raccolta di foto d’epoca, ha suscitato l’interesse di molti cittadini che hanno condiviso con il gruppo di lavoro i propri ricordi. Le fotografie di famiglia sono assunte quali lenti speciali attraverso cui guardare alla città. Segnate dal trascorrere dei decenni, estratte dagli album privati o custodite negli archivi del museo Archeologico nazionale, le foto in bianco e nero costruiscono una narrazione corale sulla città, sui suoi luoghi, sulle sue architetture e sui suoi spazi pubblici; mettono in scena le attività produttive del suo territorio, la celebrazione di feste religiose e cerimonie istituzionali, gli svaghi dei suoi abitanti nel tempo libero. Le “vecchie foto ingiallite dal tempo” esposte nelle sale museali di Palazzo Meizlik di fatto “posseggono” la città. Esse ci consentono di conoscere più a fondo Aquileia, di illustrarne la storia e le storie, di illuminarla con una nuova luce. La mostra è un primo risultato della convenzione quadro che l’università Iuav di Venezia (Cluster di ricerca “CULTLAND Paesaggi culturali / Cultural Landscapes”) e il Comune di Aquileia (assessorato all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici) hanno firmato il mese scorso, con l’obiettivo di rafforzare il valore culturale del paesaggio e del territorio attraverso attività didattiche, culturali e di ricerca-azione, progetti di partecipazione e sensibilizzazione delle comunità locali.

Roma. Apre al Foro Romano la mostra fotografica “Carthage ou la memoire des pierres” della fotografa tunisina Marianne Catzaras, a margine della mostra al Colosseo “Carthago. Il mito immortale”

La locandina della mostra fotografica al Foro Romano “Carthage ou la memoire des pierres” di Marianne Catzaras (17 dcembre 2019 – 29 marzo 2020)

“Carthage ou la memoire des pierre”: l’esposizione di dodici fotografie in bianco e nero, tutte scattate nel corso dell’ultimo anno in Tunisia, si inserisce con uno sguardo contemporaneo nella sezione della mostra “Carthago. Il mito immortale” che racconta la rifondazione della nuova Colonia Concordia Iulia Carthago, dopo la distruzione che segue la fine della Terza Guerra Punica: una città monumentale, dotata di edifici da spettacolo e lussuose abitazioni private, famose ovunque per la ricchezza musiva. “Carthage ou la memoire des pierres” di Marianne Catzaras nasce dalla volontà di raccontare attraverso le immagini e le fotografie dell’artista greco-tunisina dall’identità plurale – come lei stessa ama definirsi – il concetto di immortalità di Cartagine, il valore profondo della cultura del Mediterraneo, la voglia di credere nella diversità e nel mescolare le tracce. Il nuovo appuntamento al Parco archeologico del Colosseo con la cultura tunisina è in programma martedì 17 dicembre 2019, alle 11: la mostra fotografica “Carthage ou la memoire des pierres”, allestita nella Rampa Imperiale nel Foro Romano, rimarrà aperta fino al 29 marzo 2020. “È questa un’ulteriore occasione per scoprire la realtà artistica contemporanea della Tunisia e avvicinare il pubblico alla storia e alla civiltà di una delle città più potenti e affascinanti del mondo antico, Cartagine”, dice Alfonsina Russo, direttore del Parco archeologico del Colosseo. “Visitare, rivisitare Cartagine è, senza dubbio, un andare all’ascolto della memoria degli uomini, lì dove essa è più silenziosa e più presente” spiega Marianne Catzaras. “Rivisitare le civilizzazioni passate significa costruire delle passerelle, inventare un altro paese, quello di una lunga ospitalità”.

La fotografa e poetessa tunisina Marianne Catzaras

Marianne Catzaras, nata in Tunisia da genitori greci, è fotografa e poetessa. Dopo aver studiato letteratura alla Sorbona, si dedica alla fotografia, catturando ciò che è dietro il paesaggio rumoroso del mondo. I suoi primi lavori fotografici riguardano le minoranze, i neri di Jerba, gli zingari della Grecia. Con la scrittura e con lo sguardo trasfigura la realtà sfidando convenzioni e pregiudizi. In un andare e ritornare tra le lingue, tra le città, i paesi, nella ricerca incessante di tracce perse e ritrovate. Le sue fotografie sono state pubblicate in monografie e raccolte antologiche così come i suoi testi poetici. Ha esposto in Tunisia (Museo del Bardo, 2019; Galerie Le Violon Bleu, 2018), Francia (Institut des cultures d’islam, 2017), Italia (Fortezza di Livorno, 2017), Marocco (Musée de la palmeraie a Marrakech, 2017); ma anche negli Stati Uniti, Egitto, Grecia. Direttrice della Biennale d’arte mediterranea di Tunisi (2010), è stata curatrice di mostre in Italia (Photolux Lucca, 2017), in Arabia Saudita (L’Art Pur Gallery, 2019) e in Francia (Chapelle quartier haut, Sète, 2015). Ha ricevuto il Gran Premio della città di Tunisi (2010) e, nel 2011, è stata nominata Cavaliere delle arti e delle lettere della Repubblica francese. Vive a Tunisi.

Locandina della mostra “CARTHAGO. Il mito immortale”, al Colosseo e al Foro Romano dal 27 settembre 2019 al 29 marzo 2020

Con l’apertura della mostra “Carthago. Il mito immortale” il parco archeologico del Colosseo, con l’organizzazione di Electa, ha avviato un articolato programma di incontri, per approfondire non solo i temi della rassegna che si tiene al Colosseo e nel Foro Romano al Tempio di Romolo e alla Rampa imperiale, ma anche per avvicinare personalità della scena artistica tunisina di oggi. Dopo appuntamenti con artisti di varie discipline e giornate di studio su recenti scavi e ricerche, seguirà una riflessione sulla fortuna di Cartagine nel cinema, nel teatro e nella letteratura fino alla più contemporanea creazione di videogiochi. Un’importante occasione di confronto sarà fornita dal prossimo incontro in calendario (18 gennaio 2020), con Lucio Caracciolo, sulla realtà geopolitica del bacino del Mediterraneo.

I tesori del parco archeologico di Paestum sbarca in Cina. Aperta a Chengdu la mostra “Paestum – una città del Mediterraneo antico” con 134 preziosi reperti dai depositi, che consolida i rapporti economico-culturali tra la Campania e la provincia di Sichuan

La ricostruzione, in dimensioni monumentali, della Tomba del Tuffatore per la mostra “Paestum – una città del Mediterraneo antico” a Chengdu (foto parco archeologico Paestum)

La Tomba del Tuffatore come non si è mai vista. È stata ricostruita in dimensioni monumentali più grandi del vero a Chengdu, capoluogo del Sichuan, provincia cinese con 90 milioni di abitanti, per la mostra “Paestum – una città del Mediterraneo antico” organizzata dal Parco Archeologico di Paestum in collaborazione con il Museo del Sichuan dove rimarrà aperta fino al 26 febbraio 2020. L’iniziativa consolida la collaborazione con la provincia del Sichuan in materia di beni culturali e archeologici, e che ha già visto un’intensa attività di scambio di mostre di prestigio tra i nostri musei e siti archeologici e gli omologhi cinesi. Non si può infatti dimenticare il grande entusiasmo registrato per la mostra “Pompeii The infinite life” ospitata a Chengdu nel 2018 e per “Mortali Immortali. I tesori del Sichuan nell’antica Cina”, a Napoli nel 2019. Ultima iniziativa di questa cooperazione tra musei è ora la mostra “Paestum – una città del Mediterraneo antico” inaugurata a Chengdu dal vice assessore alla Cultura, Wang Yi, dal vice console italiano, Davide Castellani, e dal direttore del sito Unesco di Paestum, Gabriel Zuchtriegel che, in occasione dell’apertura, ha sottolineato l’importanza della cultura nella collaborazione tra i due Paesi.

Le lastre tombali dipinte provenienti dal parco archeologico di Paestum in mostra a Chengdu (foto parco archeologico Paestum)

Il direttore Gabriel Zuchtriegel a Chengdu (foto parco archeologico Paestum)

Il sito campano di Paestum sbarca dunque in una delle città più importanti della Cina, Chengdu, con la mostra “Paestum – una città del Mediterraneo antico” dove sono esposti 134 oggetti dai depositi del parco archeologico di Paestum, tra cui 24 lastre tombali dipinte, che raccontano la storia del Mediterraneo quale palinsesto di culture e tradizioni, da quella ellenica della colonia greca fino a quella lucana e romana. “La mostra”, spiega Zuchtriegel, “illustra la storia degli scambi culturali, delle migrazioni e dei cambiamenti socio-politici nel Mediterraneo in un periodo in cui la regione era divisa in innumerevoli città-stato indipendenti e comunità rurali. Ma anche un’epoca in cui sono stati realizzati grandi risultati nelle arti, nella letteratura e nella filosofia. Pitagora, Parmenide e Socrate vissero in quel periodo. In Cina, Confucio e Lao-tzu composero le loro opere”.

Il direttore Zuchtriegel con le autorità cinesi nella sala con la ricostruzione della Tomba del Tuffatore (foto parco archeologico Paestum)

Contestualmente all’inaugurazione, è stato firmato un accordo di collaborazione che prevede uno scambio scientifico sulle metodologie dello scavo archeologico, sui temi della tutela e della conservazione, nonché su aspetti museologici e di fruizione. Nel corso degli incontri, la delegazione della Campania ha offerto una perfetta sintesi del sistema regionale di innovazione e competenze legate ai beni culturali: la formazione per la conservazione e il restauro con l’università Suor Orsola Benincasa, la ricerca e la tecnologia con l’istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali (IPCB) del CNR, la valorizzazione del patrimonio con il museo Archeologico nazionale di Napoli, i nuovi media per la fruizione e la promozione turistica con la Conform. Grande interesse da parte degli interlocutori cinesi per la piattaforma “Campania Cultura” l’ecosistema digitale che promuove la regione campana e i suoi tesori, grazie all’intervento di Rosanna Romano, direttore generale per le Politiche culturali e il Turismo. Di particolare interesse sono state le riunioni con il Dipartimento dei Beni culturali e archeologici del Sichuan e con il Sichuan Cultural Relics and Archeology Research Institute, le cui rappresentanze erano giunte in Campania lo scorso febbraio.

L’aula magna del museo di Chengdu gremita per l’inaugurazione della mostra “Paestum – una città del Mediterraneo antico”

“La cooperazione con la provincia del Sichuan”, conclude Valeria Fascione, assessore regionale all’Internazionalizzazione e Start up – Innovazione, “è per la Campania un asset strategico che già dal 2007, anno della loro prima visita a Napoli, ci ha mostrato il forte interesse che gli interlocutori politici di Chengdu hanno per il nostro territorio e per il patrimonio culturale e le competenze tecnologiche che esprime. Oltre al museo Archeologico di Napoli che ha un protocollo di collaborazione strutturato con il Dipartimento della Cultura e del Turismo del Sichuan per la sperimentazione di nuove metodologie per la protezione e valorizzazione delle aree archeologiche urbane, anche l’IPCB del CNR ha da anni avviato un Joint Research Centre con l’università del Sichuan. Questa nostra missione ha, pertanto, consolidato un rapporto di preziosa collaborazione e posto le basi per l’organizzazione del 2020 Anno della Cultura e del Turismo Italia-Cina”.

Idea regalo per Natale al parco archeologico di Paestum: regalare l’abbonamento annuale Paestum Mia in promozione a 10 euro

La locandina della promozione “Paestum Mia” al parco archeologico di Paestum

Dodici mesi da vivere a Paestum con l’iniziativa “Paestum Mia”. Il parco archeologico di Paestum propone la sua idea regalo per Natale: il biglietto annuale “Paestum Mia” in promozione a 10 Euro, dall’8 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020. A quattro anni dalla sua introduzione, abbonarsi a Paestum risulta ancora una scelta vincente, vista la mole di opportunità che vengono offerte ai visitatori. Con il biglietto annuale “Paestum Mia”, si vive Paestum 365 giorno all’anno, con la possibilità di partecipare gratuitamente alle tante iniziative in programma ogni giorno al Parco. Il biglietto annuale “Paestum Mia” si può acquistare alle biglietterie del parco, in confezione natalizia, e in prevendita on-line sul sito Vivaticket. Altre agevolazioni sono riservate ai ragazzi dai 18 ai 25 anni e alle famiglie, per i quali il biglietto annuale costa rispettivamente 6 euro e 20 euro.

Il tempio di Athena a Paestum (foto parco archeologico paestum)

“L’anno scorso mi è stato regalato il biglietto annuale famiglia”, racconta un visitatore. “Non nego di non aver compreso subito le potenzialità di questo dono. Nel 2019, siamo tornati a Paestum tantissime volte per partecipare gratuitamente alle iniziative del Parco, ma anche per godere di una semplice passeggiata al tramonto all’ombra dei templi. I miei ragazzi hanno preso parte ai laboratori dedicati ai suoni e alla musica dell’antichità, abbiamo scoperto il dietro le quinte di questo straordinario museo e, in estate, abbiamo assistito a piacevoli concerti durante le aperture straordinarie serali. Cosa dire di più? Regalate a tutti Paestum Mia!”.

La Sala “Mario Napoli” al museo Archeologico nazionale di Paestum (foto parco archeologico Paestum)

Nel 2019 sono stati emessi 1276 abbonamenti, con un incremento di vendita del 175% in più rispetto all’anno precedente. I dati dimostrano la volontà del pubblico di sentirsi parte integrante di una comunità che costruisce lo sviluppo futuro di un intero territorio. “Siamo stati tra i primi istituti italiani a introdurre un abbonamento, puntando sull’accessibilità economica”, dichiara il direttore, Gabriel Zuchtriegel. “Sulla stessa scia, un anno fa, con il supporto del prof. Andrea Rurale, docente del master in Management dei Beni Culturali della Bocconi, abbiamo introdotto il biglietto dinamico che prevede una diversificazione di prezzo legata alle stagioni. Da dicembre a febbraio saremo in bassa stagione e il biglietto costerà solo 6 euro, ma la nostra offerta culturale rimane sempre la stessa. Vi aspettiamo ogni giorno per vivere un’esperienza unica fatta di laboratori, visite guidate, mostre, videomapping, depositi, archeologia circolare e tanto altro”.