Parma. All’auditorium dei Voltoni del complesso monumentale della Pilotta l’incontro “Archeologia del paesaggio. Come si sviluppa e cambia il concetto di urbanizzazione nella storia” con Antonia Cozzi, sesto e ultimo appuntamento delle “Conferenze di Arkheoparma”
Giovedì 7 maggio 2026, sesto e ultimo appuntamento del ciclo “Conferenze di archeologia con Arkheoparma” in collaborazione con l’associazione Amici della Pilotta. Alle 17 all’Auditorium dei Voltoni, Complesso monumentale della Pilotta, a Parma, la conferenza “Archeologia del paesaggio. Come si sviluppa e cambia il concetto di urbanizzazione nella storia” di Antonia Cozzi L’incontro sarà una passeggiata attraverso le varie epoche, dai primi insediamenti umani alle città del periodo barocco, per ricostruire e decodificare le tracce dei vari sistemi insediativi che si sono succeduti e che lasciano segni ancora visibili nelle nostre città; questa ricerca è alla base dell’archeologia del paesaggio, che studia i paesaggi pluristratificati ed il rapporto tra le persone e l’ambiente. L’architetta Antonia Cozzi mostrerà come l’uomo ha iniziato a scegliere i percorsi mediante i quali spostarsi e dove creare i primi insediamenti e come la geomorfologia dei luoghi ha influenzato la tipologia dei centri abitati. Cominciando da quelle che sono ritenute la prime città della storia, passerà ad analizzare l’urbanistica romana e gli importanti segni che ha lasciato anche nel territorio esterno ai centri abitati; illustrerà come poter leggere le tracce delle grandi infrastrutture dell’epoca in città e le testimonianze lasciate da acquedotti e centuriazioni. Parlerà poi di un’altra epoca fondamentale per lo sviluppo dell’urbanistica, che ha lasciato numerosissimi centri urbani: il medioevo. Illustrerà la differenza tra gli aspetti urbani dell’alto e del basso medioevo e le regole presenti negli statuti cittadini per il decoro e la sostenibilità ambientale, che mostrano come ciò che è stato spesso presentato come “disordine” medievale, sia invece un diverso ordine rispetto a quello delle epoche successive, ma non meno studiato e pensato per il bene comune. Passando attraverso le caratteristiche dell’urbanistica del periodo rinascimentale, l’incontro terminerà esaminando le innovazioni del periodo barocco, che espressero al massimo le ricerche spaziali e le esigenze di rappresentatività già iniziate con il rinascimento e continuate nel 1500 con il potere signorile e papale. Ingresso gratuito.
Ischia (Na). Al museo Archeologico di Pithecusae in Villa Arbusto a Lacco Ameno la conferenza “Fenici a Ischia? Tracce di Levantini a Pithekoussai” con Massimo Botto (CNR e Scuola di Specializzazione OrSa), secondo appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio” a cura di Mariangela Catuogno
Giovedì 7 maggio 2026, alle 19, al museo Archeologico di Pithecusae in Villa Arbusto a Lacco Ameno sull’isola d’Ischia (Na), in collaborazione con il Comune di Lacco Ameno, la conferenza “Fenici a Ischia? Tracce di Levantini a Pithekoussai” con Massimo Botto, dirigente di Ricerca al CNR e professore di Archeologia fenicio-punica alla Scuola di Specializzazione OrSa, secondo appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio”, a cura di Mariangela Catuogno, il ciclo di conferenze annuale – quest’anno è dedicato al ricordo del centenario di Lady Walton e al suo operato di creatrice di un luogo straordinario come i Giardini La Mortella – promosso dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, che con un approccio interdisciplinare propone una riflessione sullo straordinario patrimonio culturale italiano e internazionale. La conferenza offrirà un importante contributo sullo stato degli studi circa la presenza levantina attestata nell’insediamento di Pithekoussai. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella Alessandra Vinciguerra, relazionerà il prof. Massimo Botto sul tema. A moderare l’appuntamento sarà Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. La natura e la composizione etnica della comunità che si insediò a Ischia nel secondo quarto dell’VIII sec. a.C., definita euboica dagli autori classici, è tutt’ora al centro di un serrato dibattito fra gli specialisti. Partendo dai numerosi dati raccolti da Giorgio Buchner e David Ridgway nella necropoli di San Montano è stato possibile identificare la presenza ˗ oltre che di Greci e individui locali ˗ anche di Etruschi, Italici e “Fenici” nell’accezione più ampia del termine intesa a indicare sia persone provenienti dall’area siro-palestinese sia elementi che dalle coste del Levante presero parte a quell’ampio e articolato processo di irradiazione in Occidente promosso dalla potente città di Tiro, che si avvalse di vari protagonisti reclutati tanto in Oriente quanto nel Mediterraneo centro-occidentale. Non tutti gli studiosi sono però concordi nel ritenere che a Pithekoussai operassero stabilmente mercanti e artigiani “Fenici”. Partendo dalla documentazione archeologica ed epigrafica in nostro possesso e facendo riferimento alle più recenti linee di ricerca sull’argomento, nel corso dell’incontro si avrà modo di chiarire la natura multietnica e multiculturale di Pithekoussai valorizzando l’apporto dell’elemento orientale.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “I Pomeriggi all’Archeologico” incontro con Alessandro D’Alessio, direttore del parco archeologico di Ostia antica, su “La cenatio rotunda della Domus Aurea”
Al museo Archeologico nazionale di Firenze per “I Pomeriggi dell’Archeologico”, giovedì 7 maggio 2026, alle 17, la conferenza “La cenatio rotunda della Domus Aurea” con Alessandro D’Alessio, direttore del parco archeologico di Ostia antica, che esplorerà forma, struttura e funzionamento di uno degli ambienti più affascinanti dell’antichità. Un viaggio tra archeologia, fonti antiche e meraviglie dell’ingegneria romana, alla scoperta di uno dei più suggestivi enigmi della Roma imperiale. Ingresso gratuito su prenotazione scrivendo a: man-fi@cultura.gov.it. Ricercata per decenni e alternativamente individuata nella sala ottagona del Padiglione di Colle Oppio o sul Palatino (sotto la cenatio Iovis della Domus Flavia e più di recente nell’area di Vigna Barberini), la celebre cenatio rotunda citata da Svetonio (Nero, 31) può essere oggi identificata proprio nella sala ottagona. Il riconoscimento e la collazione di una notevole messe di dati ed evidenze archeologiche, messe a confronto con le informazioni riportate nelle fonti letterarie, ci consente infatti di ricostruire, con buonissima approssimazione, forma, struttura e funzionamento della “sala rotante”: una controcalotta a lacunari aperti la quale girava, diebus ac noctibus vice mundi, a ridosso del rivestimento in lamine presumibilmente bronzee della grande cupola, azionata da un meccanismo idraulico e carica di significati simbolici di natura astronomica.
Padova. A Palazzo Liviano presentazione del libro “Ecologia preistorica: ambiente, società e cultura nella preistoria d’Italia” di Umberto Tecchiati (università di Milano)
Giovedì 7 maggio 2026, alle 10.30, nell’Aula S di Palazzo Liviano (università di Padova) in piazza Capitaniato 7 a Padova, presentazione del libro “Ecologia preistorica: ambiente, società e cultura nella preistoria d’Italia” di Umberto Tecchiati (dipartimento di Beni culturali e ambientali, università di Milano) (ed. UTET Università). Nel corso dell’iniziativa, il prof. Michele Cupitò del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova, presenta il libro e, in dialogo con l’Autore, ne approfondirà il taglio metodologico e i contenuti. L’incontro è aperto a dottorandi, specializzandi, studenti e a tutti gli interessati.

Copertina del libro “Ecologia preistorica: ambiente, società e cultura nella preistoria d’Italia” di Umberto Tecchiati
Ecologia preistorica: ambiente, società e cultura nella preistoria d’Italia. Oggetto di questo manuale-trattato è la relazione delle società preistoriche e protostoriche italiane con il loro ambiente tra il X e il I millennio a.C. con riferimento all’impatto che queste ebbero su di esso nella costruzione del paesaggio culturale e nello sfruttamento delle risorse naturali. All’inizio dell’Olocene, comunità piccole e mobili, che basavano la propria sussistenza su caccia e raccolta, esercitavano un debole impatto sull’ambiente, ma, a partire dal VI millennio a.C., l’agricoltura comportò un uso più intenso e continuativo delle risorse del suolo in territori circoscritti. Vi si aggiunse, dal IV millennio a.C., la coltivazione di miniere di rame e attività metallurgiche. La ricostruzione della storia di questa lunga relazione, basata su evidenze archeologiche e bioarcheologiche, riflette l’evoluzione di strumenti metodologici appropriati e di approcci estesi a numerosi ambiti naturalistici. Sussistenza, deforestazione, sistemi irrigui, connettività, tecniche, stili alimentari, mobilità, estrazione mineraria, edilizia, artigianato, scambi e conflitti sono analizzati alla luce dei reperti, mostrando una preistoria e protostoria vive e attuali, non cristallizzate in un’astratta “antichità”.
Venezia. A Palazzo Grimani presentazione del video “Felicità” e della app Musei Italiani con il direttore generale Musei Massimo Osanna
Mercoledì 6 maggio 2026, alle 18, al museo di Palazzo Grimani, Rugagiuffa, Castello 4858, a Venezia, presentazione del video “Felicità” e della app Musei Italiani. Si parlerà di “Accessibilità” con Massimo Osanna, direttore generale Musei, e Luca Finotti, regista dell’opera video Felicità. Modera Sara Sozzani Maino, direttrice creativa Fondazione Sozzani; ospite Lina Lapelyté, Leone d’Oro Biennale Arte 2019 Padiglione Lituania. Incontro organizzato dalla direzione generale Musei. Prenotazione obbligatoria su app Musei Italiani al link: https://portale.museiitaliani.it/…/bebf0f65-9e92-4165… A seguire cocktail, e visita al museo e alla mostra di Amoako Boafo “It doesn’t have to always make sense”.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro con Stefano Curone e Maddalena Santeroni su “Le donne… le dive in bianco e nero”: nuovo appuntamento della rassegna “Mercoledì talk!”
Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia torna l’appuntamento con MERCOLEDÌ TALK! il ciclo di incontri ideato dall’Associazione Amici dell’Arte moderna a Valle Giulia, che vede protagonisti grandi nomi della cultura e del pensiero italiano per svelare ciò che resta nascosto tra le pieghe della vita, della memoria, della cronaca. Mercoledì 6 maggio 2026, alle 17.45, appuntamento con Stefano Curone e Maddalena Santeroni su “Le donne… le dive in bianco e nero” che ci parleranno delle grandi attrici del cinema italiano degli anni ’20-’50. Ripercorrendo i volti e le storie delle icone che hanno reso grande il cinema italiano prima del colore. Da Francesca Bertini e Lyda Borelli, regine del muto, ad Anna Magnani, Alida Valli e Silvana Mangano, simboli del Neorealismo e della rinascita. Un viaggio tra sguardi, scandali e talento che hanno segnato un’epoca. Ingresso gratuito in sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione richiesta all’indirizzo mail: presentazioni11@yahoo.com
Roma. A Palazzo Massimo quarto appuntamento del ciclo di conferenze “Il Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano”: ecco il programma
Mercoledì 6 maggio 2026, alle 17, a Palazzo Massimo a Roma, quarto appuntamento del ciclo di conferenze “Il Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano” a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro promosso dal museo nazionale Romano. Dedicato agli studi e alle ricerche che hanno per oggetto o punto di partenza i reperti, la documentazione e le collezioni del Museo, il ciclo ha come obiettivo quello di far conoscere al pubblico, oltre alle opere esposte, anche il continuo dialogo e confronto del Museo con la comunità scientifica. Il 6 maggio 2026, alle 17, nella sala conferenze di Palazzo Massimo, la direttrice del museo nazionale Romano Federica Rinaldi introduce e modera i contributi “Le lastre Campana del Museo Nazionale Romano: dai documenti d’archivio alla raccolta archeologica” di Agnese Pergola, Giulia Severini, Giulia D’Angelo, e “Un sepolcro perduto della via Cassia” di Luca Zizi.
Verona. Al museo civico di Storia naturale la conferenza “Agricoltura e allevamento nell’età del Bronzo alpina” col prof. Umberto Tecchiati (università di Milano), promossa dall’associazione Naturalisti veronesi con I-Muv
Martedì 5 maggio 2026, alle 17.30, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo civico di Storia naturale di Verona, la conferenza “Agricoltura e allevamento nell’età del Bronzo alpina” col prof. Umberto Tecchiati (università di Milano), promossa dall’associazione Naturalisti veronesi in collaborazione con i musei civici di Verona. L’accesso è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili. L’intervento affronta il tema delle pratiche agricole e zootecniche nell’arco alpino durante l’età del Bronzo, con particolare riferimento al territorio del Trentino-Alto Adige. Attraverso alcuni casi di studio significativi, basati su dati archeologici, archeobotanici e archeozoologici, vengono analizzate le strategie di sfruttamento delle risorse ambientali adottate dalle comunità protostoriche. L’attenzione è rivolta all’organizzazione economica degli insediamenti, alla gestione degli animali domestici e alla coltivazione dei cereali, nonché al ruolo di tali attività nella costruzione del paesaggio alpino. I risultati contribuiscono a una migliore comprensione delle modalità di adattamento umano a un ambiente di montagna e delle dinamiche socio-economiche che caratterizzano la protostoria alpina.
Umberto Tecchiati è professore associato di Preistoria ed Ecologia preistorica al dipartimento di Beni culturali e ambientali all’università di Milano. Archeologo della preistoria, è specialista di archeologia alpina e archeozoologia, ambiti nei quali ha sviluppato un approccio fortemente interdisciplinare. Le sue ricerche si concentrano sullo studio delle società preistoriche e protostoriche dell’Italia settentrionale, con particolare attenzione al rapporto tra comunità umane, ambiente e risorse.
Afragola (Na). Al Palazzo Comunale presentazione di “Riscopriamo Afragola”, il protocollo d’intesa tra la soprintendenza e il Comune per la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e archeologico del territorio. Ecco il programma
Martedì 5 maggio 2026, alle 1630, nel Salone Moriani del Palazzo Comunale di Afragola (Na), sarà presentato “Riscopriamo Afragola”, il protocollo d’intesa tra la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli e il Comune di Afragola, finalizzato alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e archeologico del territorio. L’accordo nasce dalla volontà condivisa di rafforzare la collaborazione istituzionale per la tutela, la promozione e la fruizione dei beni culturali locali. Il territorio di Afragola, interessato negli ultimi anni da importanti rinvenimenti archeologici, si configura oggi come un contesto strategico per lo sviluppo di nuove politiche culturali integrate. Il Protocollo definisce un quadro organico di interventi che comprendono attività di conservazione, ricerca, valorizzazione e promozione, con l’obiettivo di restituire alla comunità un patrimonio spesso poco conosciuto ma di grande rilevanza storica. Tra le azioni previste: programmi di manutenzione e tutela dei siti archeologici, iniziative espositive e divulgative, attività educative rivolte alle scuole, nonché lo sviluppo di progetti di ricerca e collaborazioni con università e soggetti del territorio. Particolare rilievo assume la prospettiva della realizzazione di un museo/deposito e di un polo di studio e ricerca presso il Palazzo Comunale, insieme all’allestimento di una mostra temporanea dedicata ai reperti rinvenuti nel territorio afragolese.

Paola Ricciardi, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli (foto mic)
Il programma. Dopo i saluti istituzionali del commissario straordinario del Comune di Afragola, Fernando Mone, e della soprintendente ABAP per l’area metropolitana di Napoli, Paola Ricciardi, intervengono Daniele De Simone, funzionario archeologo della SABAP NA-MET, su “I reperti archeologici rinvenuti ad Afragola: quale futuro?”, e Salvatore Salzano, presidente nazionale del Movimento Culturale Ideelibere, su “Dal museo civico agli itinerari diffusi: tutela e valorizzazione del patrimonio culturale locale come fondamenti di una nuova strategia di rigenerazione urbana”. “Questo Protocollo”, dichiara la soprintendente Paola Ricciardi, “rappresenta un passaggio concreto verso una nuova idea di tutela, capace di tenere insieme conoscenza, responsabilità istituzionale e partecipazione delle comunità. Afragola non è solo un luogo di rinvenimenti archeologici, ma un territorio che può ritrovare, attraverso la cultura, una propria narrazione condivisa. Il nostro impegno è quello di trasformare le tracce del passato in strumenti vivi di crescita, consapevolezza e sviluppo, costruendo un dialogo continuo tra ricerca scientifica e vita quotidiana”. L’iniziativa rappresenta un primo momento pubblico di condivisione di un percorso istituzionale che mira a costruire, attraverso la cultura, nuove opportunità di crescita e consapevolezza per il territorio. Ingresso libero fino a esaurimento posti.












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