Cortona (Ar). Al MAEC “La Domenica in mostra!” Visite tematiche con l’esperto: Rocchini, Bruschetti, Paolucci, Giulierini, Angori. Uno spazio di racconto, approfondimento e dialogo in occasione della mostra “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etrusch”. Ecco il programma
“La Domenica in mostra!” Visite tematiche con l’esperto al museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona – MAEC: ogni domenica il museo diventa uno spazio di racconto, approfondimento e dialogo. In occasione della mostra “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi”, il MAEC propone un ciclo di visite guidate tematiche con studiosi ed esperti, pensate per accompagnare il pubblico dentro i temi, le storie e i personaggi che attraversano l’esposizione. Un percorso che intreccia archeologia, collezionismo, viaggi, relazioni internazionali e nuove interpretazioni del mondo etrusco. Visite comprese nel biglietto d’ingresso. Attività gratuita per i residenti.
Il programma. Domenica 25 gennaio 2026, alle 11: Seduzione etrusca: collezionisti, viaggiatori e spie tra Cortona e l’Olanda con Patrizia Rocchini; domenica 1° febbraio, alle 11: La riscoperta degli Etruschi dopo il progetto del 1985 con Paolo Bruschetti; domenica 15 febbraio, alle 11: La collezione Corazzi con Giulio Paolucci; domenica 1° marzo, alle 11: Dai bronzi di Leida ai santuari extraurbani di Cortona con Eleonora Sandrelli; domenica 8 marzo, alle 11: Gli Etruschi, il grifo e una nuova interpretazione con Paolo Giulierini; domenica 15 marzo, alle 11: Collezionisti cortonesi tra Sette e Ottocento con Sergio Angori.
Il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona presenta la mostra “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi”, un’esposizione che celebra lo storico legame tra Cortona e la città di Leida, nel segno della cultura etrusca e della collaborazione internazionale. Il progetto espositivo, promosso dal Comune di Cortona e dall’Accademia Etrusca, in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida, segna un nuovo capitolo nella valorizzazione del patrimonio archeologico e nella memoria dell’“Anno degli Etruschi” del 1985, un momento chiave nella storia culturale della Toscana e dell’Italia, quando l’archeologia da conoscenza per pochi iniziò un percorso di maggiore condivisione pubblica.
La mostra ripercorre, attraverso cinque sezioni, l’evoluzione del pensiero archeologico e del collezionismo dal Settecento a oggi. Si parte dal “Progetto Etruschi” (1985), per affrontare il crescente interesse per l’archeologia (1727–1826) con la nascita dell’Accademia Etrusca e la riscoperta delle origini. Da qui, nella terza sezione, si giunge in Olanda e quindi alla collezione etrusca di Leida, mediante un viaggio dei reperti cortonesi verso il Rijksmuseum e la storia del collezionismo europeo. Quarta tappa è quella della valorizzazione del patrimonio culturale nazionale con le grandi scoperte archeologiche del territorio cortonese e le collaborazioni internazionali più recenti per concludere sul tema dell’influenza degli Etruschi sull’arte contemporanea, con opere come il Giano di Gino Severini e la “Collezione Statuette Ginori – Progetto Etruschi 1985”.
Il fulcro dell’esposizione è la restituzione temporanea di importanti reperti etruschi della Collezione Corazzi, provenienti dal Rijksmuseum di Leida. Un ritorno simbolico a Cortona, luogo d’origine dei manufatti, che rappresenta un atto di memoria e una nuova forma di cooperazione culturale tra Italia e Paesi Bassi. Come nel 1985, anche questa mostra intende generare partecipazione, dialogo e consapevolezza collettiva sul valore del patrimonio storico e artistico. L’iniziativa anticipa inoltre le celebrazioni per i 300 anni dell’Accademia Etrusca di Cortona (1727–2027).
Cividale (Ud). Al museo Archeologico nazionale per il Giorno della Memoria “Canti spezzati”
Domenica 25 gennaio 2026, Giorno della memoria, al museo Archeologico nazionale di Cividale (Ud), alle 11, “Canti spezzati”, iniziativa realizzata in collaborazione con Storica Somsi di Cividale aps, associazione musicale Sergio Gaggia, ANPI – Associazione Nazionale Partigiani Italia, Sezione di Cividale, circolo culturale KD Ivan Trinko, con il patrocinio del Comune di Cividale del Friuli. In programma la storia del compositore, organista e maestro di cappella sloveno Lojze Bratuz, italianizzato in Luigi Bertossi, vittima del regime fascista, raccontata dalle parole della moglie Ljubka Šorli, poetessa, scrittrice e insegnante, con le voci di Antonella Bukovaz e Michele Obit. Interventi musicali a cura dell’Associazione Sergio Gaggia con Nicolò Biemmi, primo fagotto del teatro la Fenice; Giulia Contaldo, pianoforte.
Capodimonte (Vt). Riapre il museo della Navigazione nelle Acque interne e torna “Mai dire Mnai”: visite guidate con la direttrice Giuliana Galli
Domenica 25 gennaio 2026 a Capodimonte (Vt) riapre il museo della Navigazione nelle Acque interne e torna “Mai dire Mnai”: due turni di visite guidate, 11.30–12.30 e 15.30–16.30, accompagnati dalla direttrice Giuliana Galli. Il percorso di questa apertura porta i partecipanti dentro la vita del lago in età protostorica: imbarcazioni antiche, collegamenti fluviali, pesca, e quel filo continuo tra comunità, acqua e paesaggio che racconta Capodimonte meglio di mille slogan. In più c’è anche la mostra fotografica di Rosanna Tarantello, dedicata ai paesaggi bolsenesi e al mondo della pesca. Ingresso gratuito, senza prenotazione.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione di libri di poesia a cura della professoressa Cecilia Bello Minciacchi (università di Roma La Sapienza)
Sabato 24 gennaio 2026, alle 17, in sala della Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, presentazione di libri di poesia a cura della professoressa Cecilia Bello Minciacchi (università di Roma La Sapienza) con i poeti Vincenzo Frungillo, Carmen Gallo e Ivan Schiavone, editi nella collana Adamàs dell’editore La Vita Felice. Introduce l’incontro Antonietta Simonelli, funzionario archeologo museo ETRU. In dialogo con gli autori Cecilia Bello Minciacchi, professoressa di Letteratura Italiana contemporanea, Sapienza Università di Roma. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata all’indirizzo mail: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Partendo da sguardi, forme e intenzioni poetiche differenti, i tre volumi condividono uno scopo comune: quello di rispecchiare la complessità del mondo contemporaneo. Nello specifico “La luce dell’eclissi” di Vincenzo Frungillo, attraverso un dispositivo filosofico e teatrale, mette in campo la tragedia della biografia sullo sfondo della violenza della storia; con “Stanze per una fuga” Carmen Gallo, tramite un’ironia straniata e a tratti perturbante, ci presenta una galleria di personaggi, per lo più femminili, in rotta con una realtà aggressiva e intimidatoria; le “Didascalie venatorie” di Ivan Schiavone, muovendosi tra mito, allegoria e fantascienza, commentano, in una prosa fortemente ritmica e visionaria, lo stato di crisi permanente che l’umanità si sta trovando ad affrontare.
Tarquinia (Vt). Al Palazzo dei Priori presentazione del libro “Etruscheria. Eruditi, antiquari ed etruscomani alla riscoperta del mito etrusco” di Vittorio Gradoli a cura della Stas – Società Tarquiniense d’Arte e Storia

Copertina del libro “Etruscheria. Eruditi, antiquari ed etruscomani alla riscoperta del mito etrusco” di Vittorio Gradoli
Sabato 24 gennaio 2026, alle 17.30, in sala Sacchetti di Palazzo dei Priori a Tarquinia (Vt), presentazione del libro “Etruscheria. Eruditi, antiquari ed etruscomani alla riscoperta del mito etrusco” di Vittorio Gradoli (C&P Adver Effigi, 2024), nell’ambito del calendario delle iniziative culturali promosse dalla Stas – Società Tarquiniense d’Arte e Storia, patrocinate dal ministero della Cultura.
Etruscheria. Dopo secoli di oblio, nella prima metà del Settecento gli Etruschi tornarono improvvisamente alla ribalta grazie alla pubblicazione del De Etruria Regali, opera postuma di Thomas Dempster, un eclettico e colto scozzese dalla vita romanzesca. I libri ebbero un enorme successo coinvolgendo la maggior parte degli eruditi del tempo. Sulla scia di questo “sacro fervore” venne a formarsi una corrente culturale che sarà poi chiamata “Etruscheria” popolata da personaggi singolari e a volte molto coloriti. Tra loro è facile scorgere il visionario, l’erudito, il razionale uomo di scienza, il bigotto, il “tuttologo”. Il giudizio negativo che molti storici daranno a questo movimento è dovuto al valore eccessivo assegnato agli Etruschi da cui derivarono lapalissiane manipolazioni dei fatti e tesi fantasiose. A tutto questo è da aggiungere una forte componente campanilistica che permeò i vari personaggi e le risse sterili che molti di loro ingaggiarono sui vari argomenti. Tuttavia, grazie a queste personalità le Accademie ripresero vigore incrementando studi che posero le basi della moderna Etruscologia. Furono rivitalizzate o create nuove collezioni archeologiche e vennero attuate alcune istituzioni museali pubbliche che portarono ad una prima forma di tutela delle antichità opposta alla dispersione dei materiali, mentre le comunità cominciarono a riscoprire le proprie origini. Qualunque sia l’interpretazione che si voglia dare a questo fenomeno, conoscere quei personaggi e le loro opere è cosa di sicuro interesse per tutti i cultori dell’Etruscologia e per quelli che amano la storia.
Roma. Il museo nazionale Romano organizza visite immersive alla scoperta dell’Aula Ottagona alle Terme di Diocleziano
Sabato 24 e domenica 25 gennaio 2026, alle 11 e alle 15, il museo nazionale Romano propone visite immersive alla scoperta dell’Aula Ottagona alle Terme di Diocleziano e della sua storia, con la possibilità di esplorare I suoi sotterranei. Prenotazione sul posto (max 10 persone). Probabilmente impiegata come frigidarium secondario, l’Aula Ottagona ha forma quadrata all’esterno e ottagonale all’interno ed è coperta da una maestosa cupola “a ombrello”, anticamente decorata da preziosi stucchi. Il piano del pavimento antico si trovava a una quota molto più bassa rispetto a quello attuale; l’Aula fu infatti trasformata nel Seicento in uno dei magazzini del granaio annonario pontificio, epoca a cui risalgono i grandi pilastri in muratura che scandiscono l’ambiente sotterraneo dove sono anche visibili gli edifici preesistenti alla costruzione delle Terme di Diocleziano. Nel 1928 l’Aula fu trasformata nel Planetario, attraverso l’installazione di un proiettore che riproduceva sulla cupola la volta celeste. Del Planetario, rimosso nel 1987, resta ancora l’intelaiatura a reticolo geometrico su colonnine metalliche e capitelli in ghisa.
Viterbo. Al museo nazionale Etrusco di Rocca Albornoz incontro con Jacopo Tabolli (università per Stranieri di Siena) su “Raccontare senza io: archeologia al plurale a San Casciano dei Bagni”, primo appuntamento col nuovo ciclo di conferenze del 2026 “Raccontare l’Archeologia nella Tuscia”, dedicato ai musei e al territorio
Venerdì 23 gennaio 2026, alle 17, nei locali del Mezzanino del museo nazionale Etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo, l’incontro “Raccontare senza io: archeologia al plurale a San Casciano dei Bagni” con Jacopo Tabolli, docente di Archeologia preromana ed Etruscologia all’università per Stranieri di Siena, direttore del Centro di Archeologia della Diversità e della Mobilità nell’Italia preromana e prorettore per i Rapporti con le Istituzioni culturali e politiche, primo appuntamento col nuovo ciclo di conferenze del 2026 “Raccontare l’Archeologia nella Tuscia”, dedicato ai musei e al territorio. L’incontro si aprirà con la presentazione dell’intero ciclo di conferenze, alla presenza del direttore della direzione regionale Musei nazionali Lazio, Elisabetta Scungio; dell’assessore alla Cultura del Comune di Viterbo, Alfonso Antoniozzi; e della direttrice del museo nazionale Etrusco di Rocca Albornoz, Sara De Angelis. L’ingresso alle conferenze è sempre libero, fino ad esaurimento posti, e senza obbligo di prenotazione. Tabolli presenterà il racconto dello scavo di San Casciano dei Bagni, una delle scoperte archeologiche più significative degli ultimi anni in Italia: un complesso termale etrusco-romano straordinariamente conservato, con vasche sacre, iscrizioni e centinaia di ex voto in bronzo. Il sito è al tempo stesso una testimonianza materiale di pratiche rituali e di vita quotidiana e un vero laboratorio di ricerca, in cui archeologia, storia, antropologia e tecnologie innovative si intrecciano. Il racconto dello scavo è la sintesi di molte voci e propone un modo di fare archeologia “al plurale”, sia sul campo sia nel post-scavo, rovesciando il paradigma dell’impresa individuale. Al centro vi è l’archeologia civica: una ricerca condivisa che coinvolge studiosi, istituzioni e comunità locali, trasformando la scoperta in un patrimonio vivo e partecipato.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Oltre Apollo. Il santuario di Portonaccio a Veio tra vecchi e nuovi scavi” con Laura Maria Michetti (Sapienza università), primo incontro del ciclo “Chi (ri)cerca trova” che apre il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico
Venerdì 23 gennaio 2026, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, la conferenza “Oltre Apollo. Il santuario di Portonaccio a Veio tra vecchi e nuovi scavi” con Laura Maria Michetti, primo incontro 2026 con “Chi (Ri)cerca Trova”, il ciclo di conferenze che presenta la ricerca scientifica e i progetti di studio che coinvolgono il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, a cura dei Servizi Educativi del Museo. Appuntamento alle 16 in sala della Fortuna. Ingresso gratuito. Prenotazioni all’indirizzo mail: mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Tra i grandi santuari dell’Italia preromana, quello di Portonaccio a Veio rappresenta un caso particolarmente rilevante per la straordinaria decorazione del tempio tuscanico sul cui tetto – caso unico in Etruria – “gli dei camminano”. Ma volendo guardare “oltre Apollo”, che costituisce una delle opere iconiche del Museo di Villa Giulia e dell’arte etrusca in generale, le caratteristiche di eccezionalità del contesto emergono per molti altri aspetti: l’antichità del culto e la continuità di frequentazione dell’area, il ricchissimo corpus di iscrizioni di dono, la quantità e qualità del materiale votivo. Nonostante i grandi ritrovamenti, ancora c’è molto da lavorare… È a questo scopo che nel 2025, nel quadro di un progetto condiviso tra Museo e dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza e grazie a un finanziamento del MiC, si è svolta una nuova campagna di scavo con la direzione scientifica di Luana Toniolo e Laura M. Michetti. Dei primi risultati di questi scavi, delle ricerche in corso e delle prospettive future si darà voce in questa conferenza.
Laura M. Michetti è professoressa ordinaria di Etruscologia e Antichità italiche alla Sapienza università di Roma, coordinatrice del curriculum di Etruscologia del Dottorato in Archeologia e direttrice del museo delle Antichità etrusche e italiche. Membro ordinario dell’Istituto nazionale di Studi etruschi ed italici, dal 2016 dirige la missione di scavo presso il porto e il santuario etrusco di Pyrgi. La sua attività di ricerca è incentrata sull’archeologia del sacro, sul rapporto tra città e territorio in Etruria, sulle produzioni artigianali e i rituali funerari nell’Italia preromana.











Commenti recenti