Varese. Il film “Banksy e la ragazza del Bataclan” di Edoardo Anselmi vince il premio del pubblico e quello della giuria tecnica al Varese Archeofilm 2024. Menzione per “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso” di Nicola Castangia e Andrea Fenu

Varese Archeofilm 2024: le premiazioni con Marco Castiglioni e Giulia Pruneti (foto archeologia viva)
“Bansky e la ragazza del Bataclan” fa l’asso pigliatutto alla VII edizione di Varese Archeofilm 2024, quattro serate di grandi ospiti e grande pubblico dal 4 al 7 settembre 2024. Il film di Edoardo Anselmi vince il “Premio Città di Varese” al film più gradito al pubblico e “Premio Alfredo e Angelo Castiglioni” assegnato dalla giuria tecnica.

Frame del film “Banksy e la ragazza del Bataclan” di Edoardo Anselmi
“Premio Città di Varese” al film più gradito al pubblico: “Banksy e la ragazza del Bataclan” di Edoardo Anselmi (Italia / Francia, 52’). Può un’opera di street art esprimere il sentimento di un’intera comunità e diventare oggetto di ricerche sia da parte della polizia italiana che francese? Sì, se è di Banksy! “Banksy e la ragazza del Bataclan” ripercorre l’incredibile viaggio dell’opera iconica realizzata da Banksy al Bataclan, che simboleggia l’orrore del terrorismo e il paradosso della street art e di Banksy stesso.

Varese Archeofilm 2024: la targa del premio “Angelo e Alfredo Castiglioni” (foto archeologia viva)
“Premio Alfredo e Angelo Castiglioni” – giuria tecnica: “Banksy e la ragazza del Bataclan”. Motivazione: “Il lavoro di Edoardo Anselmi pone efficacemente in luce, attraverso narrazione, testimonianze e interviste, il valore e le contraddizioni della street art e in particolare di una delle opere più significative di Banksy “La Ragazza Triste” dipinta dal misterioso artista sulla porta della discoteca parigina Bataclan teatro della strage terroristica del 13 novembre 2015 e trafugata in seguito da sconosciuti. La pellicola evidenza con chiarezza il rapporto che questa particolare forma d’arte innesca nei confronti del mercato nero, delle leggi sul copyright e sul diritto di proprietà, dei muri pubblici e dei musei privati, senza, però, perdere mai di vista il filo rosso delle indagini che portano al ritrovamento dell’opera trasformandosi, così, in un avvincente poliziesco”.

Frame del film “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso” di Nicola Castangia e Andrea Fenu
Menzione speciale a: “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso” di Nicola Castangia e Andrea Fenu (Italia, 42’). Dall’incontro tra l’archeologo Franco Mezzena, scopritore dell’area megalitica di Saint Martin de Corleans ad Aosta, con l’archeologo Giorgio Murru, direttore del Menhir Museum di Laconi, nasce questo docufilm dove Franco Mezzena racconta la sua scoperta avvenuta nel lontano 1969 e, con il suo sorriso luminoso, ci fa viaggiare tra mito e realtà trascinandoci nel mondo del megalitismo e tra le entusiasmanti avventure degli Argonauti, di Cadmo, di Giasone e della figura di Ercole sollecitando, con maestria e profonde conoscenze, il confronto tra il sito megalitico di Aosta e la Sardegna preistorica. Motivazione: “Il film si fa apprezzare per il tono divulgativo dove vengono accostate con efficacia le scoperte archeologiche con le affascinanti avventure degli eroi mitologici. Attraverso la figura di Mezzena, si delinea un percorso di scienza, storia e poesia, utilissimo anche per avvicinare le giovani generazioni al mondo dell’archeologia”.
Fratta Polesine (Ro). Ecco gli Open Day allo scavo di Frattesina: “Progetto prima Europa. La protostoria del Polesine. Scavi aperti a Frattesina 2024”. Visita guidata all’Archeologico nazionale; approfondimenti su reperti da vecchi e nuovi scavi; visita allo scavo
A tu per tu con gli archeologi. È passato poco più di una settimana (2 settembre 2024) dalla ripresa degli scavi archeologici nel sito di Frattesina di Fratta Polesine ed è già tempo di Open Day 2024 che permettono al grande pubblico di incontrare gli archeologi impegnati nelle ricerche nell’insediamento che, tra la fine dell’età del Bronzo e l’inizio dell’età del Ferro, costituiva un importante centro di produzione e scambio in Europa e in tutto il Mediterraneo. Mercoledì 11 settembre e mercoledì 2 ottobre 2024 sono organizzati infatti due eventi di archeologia pubblica dal titolo “Progetto prima Europa. La protostoria del Polesine. Scavi aperti a Frattesina 2024” per vedere da vicino le attività di scavo e conoscere le ultime novità e le prospettive future direttamente dai responsabili dello scavo.

Campagna 2023 a Frattesina: la fornacetta alla fine dello scavo (foto graziano tavan)
La campagna archeologica di quest’anno è dedicata in particolar modo allo scavo della fornacetta individuata nel 2023, probabilmente dedicata alla produzione di vetro, oltre ad indagare alcuni aspetti rimasti ancora da chiarire sul villaggio e sulle sue attività. Gli scavi sono condotti dal dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza università di Roma e il CPSSAE Rovigo, nell’ambito del progetto “Prima Europa. La protostoria del Polesine” finanziato dalla Fondazione Cariparo e coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine e il Comune di Fratta Polesine.

Open day 2023 sullo scavo di Frattesina di Fratta Polesine (foto drm-veneto)
Il programma delle giornate prevede: ore 15.30-16.30, visita guidata al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine con la direttrice del museo, Maria Letizia Pulcini, Andrea Cardarelli (Sapienza università di Roma) e Paolo Bellintani (Cpssae Rovigo) responsabili dello scavo di Frattesina. Ore 16.30-17.30, “Alla scoperta dei reperti dai vecchi e nuovi scavi” con Costanza Paniccia e Alessia Bovio, Sapienza università di Roma, e Ivana Angelini, università di Padova. Ore 17.30-18.30, visita allo scavo di Frattesina con Andrea Cardarelli e Paolo Bellintani. All’evento sarà, infine, presente anche un rappresentante della Fondazione Cariparo. Ritrovo alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, barchessa nord di Villa Badoer, via Giovanni Tasso 1. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti (MAX 35 PERSONE). Info e prenotazioni allo 0425668523 o via e-mail drm.ven-museofratta@cultura-gov-it. Biglietto d’ingresso al museo Archeologico nazionale a 2 euro. I partecipanti dovranno provvedere allo spostamento con mezzi propri.
Taormina. Iside tra Sant’Agata e Santa Lucia: a Palazzo Ciampoli la conferenza “Nostra Signora del Mediterraneo Antico. Navigazione e culto di Iside tra ellenismo e impero” con Tigano, Frisone e Cavillier, a margine della mostra “Da Tauromenion a Tauromenium”

Il culto di Iside, divinità dell’antico Egitto adorata anche in Sicilia durante l’epoca ellenistica-romana – culto che, secondo gli studiosi, sfociò in quello per Sant’Agata a Catania durante il periodo cristiano, mentre a Siracusa Santa Lucia è associata a Demetra – sarà il tema della conferenza “Nostra Signora del Mediterraneo Antico. Navigazione e culto di Iside tra ellenismo e impero” in programma martedì 10 settembre 2024 a Palazzo Ciampoli, alle 18. Un evento a latere della mostra “Da Tauromenion a Tauromenium” (Palazzo Ciampoli, aperta tutti i giorni, dalle 10 alle 19, fino al 30 novembre 2024: vedi Taormina. A Palazzo Ciampoli apre la mostra archeologica e multimediale “Da Tauromenion a Tauromenium. Alla scoperta della città invisibile tra storia e archeologia” con reperti, elementi architettonici, frammenti e statue rinvenuti durante gli scavi antichi e recenti (come la Sacerdotessa di Iside) e la ricostruzione animata degli edifici | archeologiavocidalpassato) che ha visto il rientro dal Museo Salinas di Palermo della statua della Sacerdotessa di Iside (II d.C.) ritrovata a Taormina nel 1867 in un terreno accanto alla chiesa di San Pancrazio. Edificio che anticamente era proprio un santuario dedicato alle divinità egizie di Iside e Serapide: un serapeion (tempio dedicato a Serapide) trasformato nei secoli in chiesa cristiana. A parlarne, introdotti da Gabriella Tigano (archeologa e direttrice del Parco archeologico Naxos Taormina) – che per questa mostra ha avuto in prestito la statua della sacerdotessa di Iside recuperata a Taormina nel 1867 e da allora esposta al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo – saranno Flavia Frisone (storica dell’università del Salento) e Giacomo Cavillier (egittologo dell’università del Cairo) che mostreranno come il culto di Iside, partendo dalle rive del Nilo, si sia integrato, trasformandosi nel contesto culturale del Mediterraneo antico.

Mostra “Da Tauromenion a Tauromenium”: la Sacerdotessa di Iside osservata dagli archeologi Gabriella Tigano, Dario Barbera e Maria Grazia Vanaria (foto regione siciliana)

La prof. Flavia Frisone, storica greca dell’università del Salento (foto parco naxos taormina)

L’egittologo Giacomo Cavillier dell’università del Cairo (foto parco naxos taormina)
Al centro dell’incontro la straordinaria importanza del culto di Iside, il cui influsso si estese in tutto il Mediterraneo durante il periodo ellenistico e romano. Divinità dell’antico Egitto, terra che nell’antichità classica era considerata origine di culti arcani e venerabili, Iside ha esteso il proprio influsso ben oltre le sponde del Nilo. Dea protettrice e signora di arti magiche, Iside era considerata un nume capace di ascolto per i suoi devoti: una dimensione empatica e comunicativa che diede al suo culto una rilevanza unica e universale nel mondo ellenistico-romano. Lo spiega Flavia Frisone: “Prendendo le mosse da un reperto importantissimo segno della dimensione storica e culturale dell’antica Tauromenion, esploreremo una figura divina che espresse appieno il peculiare legame fra il mare e il sacro che fu di tutte le civiltà del Mediterraneo antico”. Mentre il racconto di Giacomo Cavillier parte “Dal culto isiaco nell’ Egitto tolemaico – spiega – per giungere nella Roma imperiale e cristiana. In questo sentiero magico-rituale, si tenterà di delineare importanti aspetti del sincretismo di Iside con divinità femminili del pantheon classico ed ellenistico e di fare emergere la sua dimensione culturale, politica e religiosa nel contesto imperiale romano”.

La statua della Sacerdotessa di Iside durante i lavori di riallestimento del museo “Antonio Salinas” di Palermo nel progetto “No Memory” di Iole Carollo (foto iole carollo)
La statua della Sacerdotessa di Iside è stata restaurata nel 2016, durante i lavori di riallestimento del museo “Antonio Salinas” di Palermo e fotografata, insieme ad altre sculture della collezione, da Iole Carollo, autrice del progetto “No memory” dedicato al periodo di chiusura del museo e alla narrazione dei reperti temporaneamente oscurati da teli e veline e quindi impossibilitati a rappresentare la memoria della collettività.
Al via al Castello Arcivescovile di Kroměříž (sito UNESCO) nella Repubblica Ceca la conferenza internazionale sull’itinerario culturale europeo dei Santi Cirillo e Metodio con l’intervento del presidente di Fondazione Aquileia Roberto Corciulo

Il castello arcivescoviule di Kroměříž (sito UNESCO) nella Repubblica Ceca ospita la conferenza internazionale sull’itinerario culturale europeo dei Santi Cirillo e Metodio (foto fondazione aquileia)
Martedì 10 settembre 2024 le sale del Castello Arcivescovile di Kroměříž (sito UNESCO) nella Repubblica Ceca ospitano la conferenza internazionale sull’itinerario culturale europeo dei Santi Cirillo e Metodio, in cui anche Aquileia sarà presente con l’intervento “Example of good practice in a cultural tourism project”, in collegamento video, del presidente di Fondazione Aquileia Roberto Corciulo, anche in rappresentanza del Comune di Aquileia e della Basilica patriarcale di Aquileia. Apre i lavori alle 9.30, Lubomír Traub, presidente dell’Itinerario culturale europeo dei Santi Cirillo e Metodio e vicegovernatore della Regione di Zlín. Quindi gli interventi: 9.50, Martina Dlabajová, membro del Parlamento europeo 2014-2024, su “The importance of cultural routes in the European space and the need for cooperation”; 10.20, Zuzana Vojtová, direttrice dell’Itinerario culturale europeo dei Santi Cirillo e Metodio e dell’Ente per il Turismo della Moravia Orientale, e Lenka Durďáková, segretaria della Regione Moravia Slovacchia, su “Evaluation of the development since 2021, Cyril and Methodius Route as a tourism product”; 11, Tatiana Mikušová, direttrice della Casa slovacca di Centrope, su “Cyril and Methodius Route – a product of cultural tourism”; 11.30, Radim Holiš, governatore della Regione di Zlín, su “Benefits of the cultural route of the Council of Europe to the Zlín Region”; 12, pausa pranzo; 13, Peter Ivanič, Constantine the Philosopher University in Nitra, su “Activities of the scientific committee of the association and exhibition on the veneration of the relics of St. Cyril”; 13.30, Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, in videoconferenza su “Example of good practice in a cultural tourism project”; 13.55, Petr Hirsch, vicepresidente dell’Ultreia, su “Pilgrim or tourist, their needs in today’s world”; 14.15, Tatiana Mikušová, Casa slovacca di Centrope, Martina Janochová, Itinerario Culturale europeo dei SS. Cirillo e Metodio, e Martin Peterka, Itinerario Culturale europeo dei SS. Cirillo e Metodio, su “Examples of good practice – St. Olav Ways – experience from the visit”.
Pompei. All’anfiteatro del parco archeologico ultima replica di “Ludi Pompeiani”: dimostrazione di vita militare prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Locandina dell’evento “Ludi pompeiani” (foto paolo di nunno)
“Ludi pompeiani. Tra gladiatori, legionari e Plinio il Vecchio”, ultimo atto. Domenica 8 settembre 2024 sarà possibile partecipare all’ultimo dei tre appuntamenti speciali al parco archeologico di Pompei dove, nell’Anfiteatro, si esibiranno gladiatori in abbigliamento storico filologicamente ricostruito, simulando ipoteticamente quelli che erano gli originali combattimenti e relative tecniche dell’epoca. Un’occasione per adulti e bambini di partecipare a una dimostrazione di vita militare prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. presso l’Anfiteatro, sede di giochi e di esercitazioni. Le esibizioni si svolgeranno in 4 fasce orarie (ore 10 e 12, e ore 15 e 17). La partecipazione all’evento è al costo di 5 euro, oltre al biglietto di ingresso al sito. Gratuito al di sotto dei 6 anni. Acquisto su www.ticketone.it o presso le biglietterie del Parco. L’evento è per posti limitati. È consigliata la prenotazione e l’acquisto su piattaforma Ticketone > Special Tour per garantirsi la disponibilità di posti. Durata: 1 ora
Campagna 2024 nel sito protostorico di Villamarzana (Ro) nell’ambito del progetto Prima Europa: anticipazioni e obiettivi. Ne parlano ad “archeologiavocidalpassato.com” il direttore dello scavo, prof. Michele Cupitò; il direttore del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, Maria Letizia Pulcini; e il sindaco d Villamarzana, Daniele Menon

Villamarzana: campagna 2024. Gli archeologi sono tornati sul sito protostorico (foto drm-veneto)
Gli archeologi dell’università di Padova sono tornati a Villamarzana per la seconda campagna di scavo e ricerche nel sito protostorico, “aperta” ufficialmente nella serata di presentazione “3000 anni fa a Villamarzana. Risultati degli scavi 2023 e prospettive 2024” il 3 settembre 2024 al teatro parrocchiale di Villamarzana, organizzata nell’ambito del Progetto “Prima Europa. Protostoria del Polesine” sostenuto dalla fondazione Cariparo (vedi Al via l’edizione 2024 del progetto “Prima Europa. La Protostoria del Polesine”: già aperto lo scavo di Frattesina, e a Villamarzana (lo scavo dal 9) conferenza sui risultati 2023 e le prospettive 2024. Già programmati gli Open Day con visita al museo Archeologico di Fratta Polesine e poi sul cantiere di scavo | archeologiavocidalpassato). E gli obiettivi della campagna 2024 sono ambiziosi, come spiega il prof. Michele Cupitò dell’università di Padova, direttore dello scavo di Villamarzana, ad archeologiavocidalpassato.com. C’è innanzitutto la necessità di raccogliere nuovi dati per capire meglio le trasformazioni che hanno caratterizzato il X sec. a.C. anche il Medio Polesine con la nascita del sito di Villamarzana nel Sistema Medio Polesine. E poi capire meglio l’organizzazione – urbanistica e quindi socio-economica – del sito, se sia composto da due nuclei distinti ma collegati o se sia stato un unico grande agglomerato. A seguire lo sviluppo delle ricerche, con la comunicazione e la divulgazione, ci penserà anche quest’anno il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) come conferma ad archeologiavocidalpassato.com la direttrice Maria Letizia Pulcini. Per il Comune di Villamarzana è l’occasione per conoscere meglio la propria storia e le proprie origini e avere l’opportunità di “vivere” in diretta l’archeologia sul campo: ne è convinto il sindaco Daniele Menon che lo conferma ad archeologiaviocidalpassato.com.
“Oggi è il 3 settembre 2024 e possiamo considerare che questa giornata – spiega Michele Cupitò – sia l’avvio della seconda campagna di scavo nel sito di Villamarzana nell’ambito del progetto “Prima Europa”, progetto coordinato dalla soprintendenza per le province di Verona Rovigo e Vicenza e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Siamo al secondo anno, appunto: quindi è una prosecuzione di quanto abbiamo avviato già nell’inverno 2022. Gli obiettivi di questa campagna sono innanzitutto approfondire gli aspetti che abbiamo già sondato nello scorso anno. In particolare – con la giornata di oggi (3 settembre, ndr) – abbiamo già ampliato il settore di scavo. Riteniamo di poter identificare un edificio la cui funzione ancora non è chiara. Potrebbe essere un’abitazione, potrebbe essere una struttura di carattere produttivo, ma databile sempre al X sec. a.C., momento nel quale sappiamo il Medio Polesine ha un momento di trasformazione fondamentale con appunto la nascita del grande sito di Villamarzana e la nascita di quello che ora possiamo effettivamente chiamare Sistema Medio Polesine.

Tavola sull’assetto del popolamento tra Adige e Po tra Bronzo finale 3 e primo Ferro (foto dbc-pd)
“Un secolo, il X, particolarmente problematico – sottolinea Cupitò -, nel senso che è meno noto rispetto ai secoli precedenti. In questo territorio, ma più in generale in Europa, in Italia e nel bacino del Mediterraneo, rappresenta un momento di grandissima trasformazione. Grandissima trasformazione dalla Grecia all’Europa, ma anche per l’area polesana, proprio perché rappresentava uno snodo fondamentale nei traffici che collegavano l’area alpina e l’area europea con l’Adriatico e il resto dell’Italia, si configura come un momento chiave.

Gli straordinari frammenti di ceramica di tipo protogeometrico dell’Italia sud-orientale, in particolare della Puglia, rinvenuti nel sito protostorico di Villamarzana: prima e dopo il restauro (foto dbc-pd)
“Lo scavo di Villamarzana quindi intende inserire dei tasselli maggiori – assicura Cupitò – per comprendere questo momento particolarmente complicato, particolarmente complesso, ma particolarmente importante dal punto di vista delle trasformazioni di carattere economico, socio-politico, commerciale. Già l’anno scorso con il rinvenimento di alcuni straordinari frammenti di ceramica di tipo protogeometrico, probabilmente prodotta o comunque legata alle produzioni dell’Italia sud-orientale, in particolare della Puglia, avevamo compreso come in questo momento problematico – come detto – il Medio Polesine era ancora un sistema estremamente attivo, estremamente fiorente. E quindi il nostro obiettivo di quest’anno è approfondire e inserire dei dati per comprendere questo aspetto. Anche perché questo aspetto prelude – e quindi i dati che riusciremo a considerare, a recuperare, saranno fondamentali in questo senso – all’inizio del IX secolo a.C. quando il sistema, fiorente per almeno tre secoli, implode. E come tutti i collassi di sistema dobbiamo ed è interessante comprenderne le ragioni.

Prospezioni geofisiche a Villamarzana: in rosso le ricerche 2022, in giallo quele 2023. Rimane un tassello da studiare per il 2024 (foto dbc-pd)
“Sul piano operativo – continua Cupitò – procederemo come l’anno scorso, quindi con un impianto estremamente interdisciplinare, dalla geo-archeologia all’archeobotanica all’archeozoologia già direttamente sullo scavo. Ed estenderemo l’area di indagine dello scavo per comprendere in maniera più dettagliata la struttura, l’organizzazione del sito, quindi la planimetria, l’urbanistica di questo grande insediamento, ma proseguiremo anche con le prospezioni magnetometriche condotte dalla collega Wieke de Neef dell’università di Bamberg soprattutto analizzando il segmento che unisce i due settori che abbiamo indagato per comprendere – aspetto estremamente importante – se questo sito – come apparirebbe dalle evidenze di superficie – è un insediamento costituito da nuclei separati ma ovviamente parte di un unico sistema oppure se è un unico grande insediamento.
“Importanti saranno anche le collaborazioni che abbiamo già avviato l’anno scorso, in particolare per quel che riguarda gli aspetti geo-morfologici, sedimentologici, con il prof. Cristiano Nicosia del dipartimento di Geoscienze di Padova perché in questo momento chiave, e soprattutto per la comprensione delle ragioni dell’implosione del sistema, è estremamente utile – conclude Cupitò – per capire se e quanto le trasformazioni di carattere ambientale, di carattere paleoidrografico (ricordiamoci che nell’Età del Ferro il Po di Adria cambia completamente corso e quindi scardina completamente i sistemi che si erano avviati nelle fasi precedenti) hanno avuto un peso oppure se – e sicuramente è anche così – hanno avuto un ruolo importante determinante anche quelle trasformazioni radicali sotto il profilo politico e socio-economico di cui vi ho parlato in precedenza”.

“Ricominciamo. Siamo tutti molto emozionati per questa ripresa. E il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine – spiega Maria Letizia Pulcini – si occuperà delle attività di comunicazione e di valorizzazione sia per gli scavi di Frattesina che per gli scavi di Villamarzana, ovviamente in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, con le università – la Sapienza di Roma e l’università di Padova – e il CPSSAE di Rovigo. Stiamo già iniziando a muoverci sia sui nostri canali social sia con i comunicati stampa. Sia la stampa scritta che i giornali online stanno già rispondendo positivamente e stasera, appunto, 3 settembre c’è il primo degli eventi organizzato dal Comune di Villamarzana ma a cui noi partecipiamo proprio in virtù di questa rete di collaborazione di cui andiamo molto fieri. E poi a seguire ci saranno gli Open Day, ci sarà un’attività con i bambini prevista per sabato 7 settembre proprio per spiegare ai bambini con questo laboratorio ludico-didattico a cura di Scatola Cultura per spiegare ai bambini cos’è uno scavo archeologico. Ci sarà quindi una simulazione di scavo archeologico e costruiranno la loro stratigrafia in barattolo. Quindi quest’anno abbiamo pensato agli adulti ma anche ai visitatori più giovani proprio per avvicinarli all’archeologia e in particolar modo all’archeologia del Polesine. Seguiteci tutti. Così sarete aggiornati sulle novità di entrambi gli scavi di Frattesina e Villamarzana”.
“Sono il sindaco di Villamarzana. Per noi come comunità – sottolinea Daniele Menon – è molto importante questa serie di scavi archeologici che durano da anni ma in particolare lo scavo che c’è stato l’anno scorso e quello che faremo quest’anno perché permettono di scoprire quello che era la storia del nostro paese e le nostre origini. È un’opportunità che Villamarzana ha anche nel riscoprire quella che è l’attività dell’archeologo, perché ci saranno degli Open Day che permetteranno a tutti i cittadini a chi vuol vedere di seguire quello che è lo scavo in prima persona e quindi io penso che sia una cosa molto positiva e che ne valga la pena anche seguirla e anche partecipare alle varie attività che ci saranno nel corso di questo mese”.
Firenze. Per la Festa della Rificolona il museo Archeologico nazionale aperto anche la sera con laboratorio didattico e visite guidate. Il direttore Maras svela i segreti della Chimera e dell’Arringatore
In occasione della Festa della Rificolona, sabato 7 settembre 2024, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze sarà aperto eccezionalmente dalle 18 alle 22, con ultimo ingresso alle 21.15, con una serata ricca di eventi per grandi e piccini. Troverete un laboratorio didattico e visite guidate per tutti i gusti. Tutte le attività sono comprese nel costo del biglietto di ingresso al museo ed è possibile farle anche tutte. Info e prenotazioni: claudia.noferi@cultura.gov.it.
“Sulle tracce di Maria Maddalena de’ Medici”, alle 18. Laboratorio didattico dedicato a tutti i bambini dai 5 agli 11 anni, a cura dei Servizi educativi del MAF. Non solo archeologia: nel laboratorio didattico della durata di 75 minuti circa, scopriremo insieme la storia di Maria Maddalena de’ Medici, un tempo vissuta nel Palazzo della Crocetta, ora sede del museo, e attraverseremo il suo passaggio segreto che la conduceva proprio sull’affaccio all’interno della Basilica della SS. Annunziata. E soprattutto costruiremo una Rificolona speciale da sfoggiare durante la processione, come gli storici contadini, e alla Festa che si terrà proprio su piazza SS. Annunziata, dove affaccia il museo. Il laboratorio è è compreso nel biglietto d’ingresso al museo e la prenotazione è obbligatoria. È opportuno che i genitori portino lo smartphone perché servirà.

Il Coretto di Maria Maddalena a Firenze (foto maf)
Visita guidata al “Corridore” di Maria Maddalena e al “Coretto”, della durata di 30 minuti circa, alle 18.30, 19.30 e 21.15, con la curatrice Claudia Noferi. Apertura straordinaria del Coretto di Maria Maddalena de’ Medici con l’affaccio sulla Basilica della SS. Annunziata. Il corridoio delle gemme porterà i partecipanti in uno degli angoli più intimi e suggestivi del Palazzo della Crocetta alla scoperta della vita di una dama seicentesca della famiglia de’ Medici. La visita è compresa nel biglietto d’ingresso al museo e la prenotazione è obbligatoria.

Daniele Federico Maras, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, tra due capolavori del Maf, la Chimera e l’Arringatore (foto maf)
“Al Museo con il direttore. Parliamo di capolavori: la Chimera e l’Arringatore”, alle 18.15 e 20.45, con il direttore Daniele Federico Maras. Se qualcuno pensa di conoscere tutto sui due spettacolari grandi bronzi del MAF, si dovrà ricredere ascoltando il direttore che farà scoprire tutti gli intrighi e i segreti che si nascondono nei secoli successivi alla scoperta di questi grandi capolavori etruschi. La visita è compresa nel biglietto di ingresso al museo e non è necessaria la prenotazione.

I sarcofagi conservato al museo Egizio di Firenze (foto unifi / maf)
“I signori della vita. Alla scoperta dei sarcofagi del Museo Egizio”, alle 19 e 20.30, con la curatrice Anna Consonni. Nel programma non potevano mancare delle visite guidate alla sezione “Museo Egizio”, tanto amato. Viene proposto un viaggio alla scoperta degli straordinari sarcofagi che arricchiscono la sezione “Museo Egizio”, tra usi e costumi del rituale funerario di questo affascinante popolo. La visita è compresa nel biglietto di ingresso al museo e non è necessaria la prenotazione.

La Testa di cavallo Medici-Riccardi conservata al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)
“Il restauro dei grandi bronzi del Museo: il caso della Testa di cavallo Medici-Riccardi e della Minerva”, alle 19.30 e 20.45, con la restauratrice Giulia Basilissi. Una visita che condurrà i partecipanti nei secoli, attraverso la storia dei restauri di due grandi capolavori del MAF, per scoprire come questa sublime arte, possa ancora rivelare sorprese inaspettate. La visita è compresa nel biglietto di ingresso al museo e non è necessaria la prenotazione.
Bentivoglio (Bo). A Saletto la conferenza “La stele di Saletto di Bentivoglio e altre sculture orientalizzanti dell’Etruria padana” a cura di Paola Poli, archeologa del MUV: l’incontro “sul luogo del ritrovamento” di uno degli esempi più significativi di arte funeraria del VII secolo a.C. (periodo orientalizzante)
Storia, cultura, arte… musica, tè e biscotti nel luogo dove è avvenuto il ritrovamento la stele di Saletto, protagonista dell’incontro “La stele di Saletto di Bentivoglio e altre sculture orientalizzanti dell’Etruria padana” a cura di Paola Poli, archeologa del museo della Civiltà Villanoviana di Castenaso (Bo). Appuntamento venerdì 6 settembre 2024, alle 20.30, all’interno del sagrato della chiesa di Santa Maria e San Folco di Saletto di Bentivoglio (Bo) “per continuare a parlare del nostro territorio”, scrivono i promotori, “per riscoprire e tornare a valorizzare i piccoli paesi”. In caso di maltempo l’incontro si terrà all’interno.

La stele etrusca di Saletto di Bentivoglio, conservata al museo civico Archeologico di Bologna (foto bologna musei)
La stele etrusca di Saletto di Bentivoglio, conservata al museo civico Archeologico di Bologna, è uno degli esempi più significativi di arte funeraria del VII secolo a.C., durante il periodo orientalizzante. Questa stele antropomorfa, caratterizzata da una forma allungata sormontata da un disco circolare che richiama la figura umana, è decorata con motivi simbolici profondamente influenzati dalle culture del Vicino Oriente. Tra questi, spicca l’albero della vita, un motivo che trova le sue origini nella tradizione mesopotamica, rappresentato con una fedeltà sorprendente ai modelli assiri del II e I millennio a.C. Un dettaglio distintivo di questa stele è la presenza di una sfinge alata all’interno del disco, simbolo di potere e protezione.
La stele di Saletto è stato altresì uno dei pezzi principali della mostra “La Stele delle Spade e le altre”, ospitata nella sala Gozzadini del MUV (Museo della civiltà Villanoviana) a Castenaso e tenutasi nel 2017. Un’esposizione dedicata ai primi esempi di sculture di età orientalizzante prodotte nell’Etruria padana tra la fine dell’VIII secolo a.C. e i primi decenni del VI secolo a.C. I cippi e le stele esposti, provenienti da scavi nel territorio bolognese, hanno inteso rappresentare una peculiarità di Bologna e del suo territorio, offrendo una panoramica su un periodo di intensi scambi culturali con l’Oriente.
Bolsena-Saturnia. Al via il XVII Incontro di Studi Preistoria e Protostoria in Etruria “Sorgenti della Nova: 50 anni di scoperte. Per una rilettura del Bronzo Finale in Italia”. Ecco il ricco programma della tre giorni di lavori
Al via il XVII Incontro di Studi Preistoria e Protostoria in Etruria in programma il 6, 7 e 8 settembre 2024 a Bolsena (Vt) e Saturnia (Gr), promosso dal Centro Studi di Preistoria e Archeologia di Milano, Comune di Valentano, Comune di Bolsena, Comune di Manciano, museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese, museo diffuso della Comunità Mancianese. A 50 anni di distanza dall’inizio degli scavi di Sorgenti della Nova, il XVII Incontro di Studi di Preistoria e Protostoria in Etruria sarà dedicato ad una rilettura del Bronzo Finale della penisola italiana. Seguirà la sezione dedicata a: Ricerche e Scavi che raccoglierà gli interventi relativi agli studi e alle scoperte pre- e protostoriche effettuate in Etruria durante gli ultimi anni, con preferenza per gli aggiornamenti dei temi affrontati nei convegni precedenti.


Ferrante Rittatatore Vonwiller sulla sua fida 850 nel 1971 (foto csp)
Sorgenti della Nova: 50 anni di scoperte. Per una rilettura del Bronzo Finale in Italia. Individuato per la prima volta da Ferrante Rittatore Vonwiller nel 1938, l’abitato di Sorgenti della Nova è oggetto di scavi sistematici dal 1974, condotti prima dall’università di Milano e oggi dal Centro Studi di Preistoria e Archeologia. Quest’anno ricorre quindi il 50° anniversario dell’inizio delle ricerche, che hanno reso Sorgenti della Nova un punto di osservazione privilegiato per la comprensione delle dinamiche storiche che interessarono la media valle del fiume Fiora e, più in generale, l’Etruria meridionale nel Bronzo Finale e all’alba dell’età del ferro. A 50 anni di distanza dall’inizio degli scavi, il XVII Incontro di Studi di Preistoria e Protostoria in Etruria sarà dunque dedicato ad una rilettura del Bronzo Finale della penisola italiana. Scopo del convegno è quello di indagare le trasformazioni avvenute in questo periodo, dall’occupazione del territorio, allo sviluppo della società, ai cambiamenti culturali e ideologici. Le tematiche che ci si propone di affrontare saranno quindi: la relazione uomo-ambiente, lo sfruttamento del territorio, la percezione e la costruzione del paesaggio, l’articolazione degli spazi abitativi, la concezione del sacro e l’ideologia funeraria, l’organizzazione sociale, la concezione del potere e simboli di status. L’Incontro di Studi costituirà inoltre un’occasione sia per ripercorrere la storia degli studi sia per presentare nuove scoperte. Come di consueto, la discussione si incentrerà sulle testimoniane restituite dal territorio italiano. Allo scopo di meglio contestualizzare i temi proposti, saranno tuttavia valutati anche interventi che interessano il Mediterraneo e i territori d’Oltralpe.
PROGRAMMA VENERDÌ 6 SETTEMBRE 2024. Bolsena – palazzo Monaldeschi della Cervara – centro visite SIMULABO. Alle 9.30, saluto delle autorità: Raffaella Bruti, vicesindaco e assessore Cultura e Scuola del Comune di Bolsena; Barbara Barbaro, funzionario della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale; Marco D’Aureli, coordinatore scientifico SIMULABO (Sistema Museale del Lago di Bolsena); Andrea Cardarelli, presidente Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Alle 10, inizio dei lavori. Christian Metta, Veronica Gallo “Sorgenti della Nova: 50 anni di scoperte”; Francesco di Gennaro “Le ultime pagine di Nuccia Negroni sul protovillanoviano”; Marica Venturino, Marina Giaretti “L’età del bronzo finale in Piemonte. Un aggiornamento Francesco Rubat Borel Settant’anni dopo F. Rittatore Vonwiller, il “Bronzo Finale” nell’Italia nord-occidentale tra XIII e IX secolo a.C.: considerazioni culturali e di storia degli studi”. Alle 11.40, pausa caffè. Marco Baioni, Cristina Longhi, Claudia Mangani “Il Bronzo Finale nella Lombardia orientale: alcune riflessioni Laura Pau Il Bronzo Finale in area padana centro-orientale. Cronologia e aspetti insediativi”; Valentina Donadel “Il Bronzo Finale nel Veneto orientale e il centro di Treviso”. Alle 13.15, pausa pranzo. Alle 14.30, ripresa dei lavori. Michele Cupitò, David Vicenzutto, Cristina Ambrosioni, Ivana Angelini, Vanessa Baratella, Veronica Gallo, Nadia Noio, Vito G. Prillo, Silvia Tinazzo, Massimo Vidale, Paola Salzani, Claudio Bovolato, Claudio Balista, Maria Sofia Manfrin, Wieke de Neef, Cornelius Meyer, Cristiano Nicosia, Marta Dal Corso, Elena Zaffaina “Le ricerche dell’università di Padova a Villamarzana. Nuovi dati per una lettura aggiornata del “sistema Medio Polesine” alla fine dell’età del bronzo”; Riccardo Vanzini, Claudio Cavazzuti “Il Bronzo Finale in Emilia orientale: nuove prospettive di ricerca”; Alberto Agresti “La fine dell’età del bronzo nel bacino dell’Arno. Forme del popolamento e dinamiche culturali”; Carlo Cavanna, Paolo Nannini, Claudio Calastri, Massimo Cardosa “I tumuli e le strutture megalitiche di Monte Leoni (Roccastrada – Campagnatico, Gr): un progetto di ricerca in corso”; Carlo Persiani “Montarana (Tarquinia – Vt), Bronzo Recente e Finale. Analisi quantitativa dei ritrovamenti di superficie”. Alle 16.30, pausa caffè. Anna Maria Conti “Tuscania – Dal villaggio alla città? Nuovi dati da Colle San Pietro”; Patrizia Costa, Fabio Rossi “Le Rogge (Canino, Vt): i materiali ceramici del Bronzo Finale”. Alle 18, presentazione del volume “Le abitazioni a pianta ellittica di Sorgenti della Nova e Sovana. Confronti con l’Etruria e il Latium vetus, tra l’età del Bronzo e l’età del Ferro” di Nuccia Negroni Catacchio e Matilde Kori Gaiaschi. Edizioni del Centro Studi di Preistoria e Archeologia, Milano 2024. Presenta il volume: Monica Miari.
PROGRAMMA SABATO 7 SETTEMBRE 2024. Saturnia – sala Bartolini. Alle 9.30, saluto della autorità: Matteo Bartolini, consigliere delegato alla Cultura del Comune di Manciano; Giovanni Altamore, funzionario della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le provincie di Siena Grosseto e Arezzo; Massimo Cardosa, direttore del museo diffuso della Comunità Mancianese; Marco Firmati, direttore del polo culturale Pietro Aldi di Saturnia; Massimo Barbini, presidente TEMA Vita ETS. Alle 10, inizio dei lavori. Alessandro Zanini “Il Bronzo Finale medio-tirrenico. Cronologie e sincronismi”; Carlo Virili, Alessandro Zanini, Alessandro M. Jaia “L’apogeo prima della crisi: il sito perilacustre di Paduli nell’età del bronzo finale nel quadro della dialettica tra uomo e ambiente”; Anna De Santis, Claudio Giardino “Geopolitica del Latium vetus nell’età del bronzo finale”; Kewin Peche-Quilichini “Paci è saluta. Il Bronzo Finale della Corsica: elementi per una sintesi”. Alle 11.40, pausa caffè. Laura Pau, Salvatore Sebis “Il Bronzo Finale nel Sinis e nel Campidano Maggiore. Stato delle ricerche”; Paola Basoli “Relazione fra uomo e ambiente tra Bronzo Finale e alba dell’età del ferro nel sito di San Luca (Ozieri-Sassari)”; Gaia Pignocchi “Il Bronzo Finale nelle Marche. Trasformazioni e dinamiche evolutive fino all’inizio dell’età del Ferro”. Alle 13.15, pausa pranzo. Alle 14.30, ripresa dei lavori. Tomaso Di Fraia “A 50 anni dalla scoperta: l’insediamento di Archi testimone di un’inaspettata complessità nell’area medio-adriatica alla fine dell’età del Bronzo”; Teodoro Scarano, Claudio Cavazzuti “Il Bronzo Finale della necropoli a cremazione di Torre Guaceto”; Andrea Celestino Montanaro “La Daunia tra Bronzo Finale e prima età del ferro. La nascita della civiltà iapigia e l’ideologia funeraria”; Elisa Pizzuti, Alessandro Vanzetti “Nuovi dati sul Bronzo Finale in Italia meridionale attraverso la rilettura della necropoli a cremazione di Timmari (Mt)”; Massimo Cultraro “Il Bronzo Finale nella Sicilia centro-orientale: dati generali e problemi aperti”. Alle 16.30, pausa caffè. Discussione poster – tema monografico. Alice Maria Sbriglio, Barbara Grassi, Omar Larentis, Claudia Mangani “Una necropoli del Protogolasecca a Colle Brianza (LC)”; Giulia Mannino “La fase di passaggio tra Bronzo Recente e Bronzo Finale nella Romagna occidentale”; Alberto Agresti, Luca Biancalani, Lionello Morandi, Niccolò Mazzucco “Tra monti e mare. Le comunità dell’Appennino tosco-ligure alla fine dell’età del Bronzo. Revisione preliminare delle forme del popolamento e potenzialità della ricerca tra Toscana settentrionale e Liguria di Levante”; Alberto Agresti, Lionello Morandi “Le tazze con ansa sormontante configurata. Riflessioni su forma e funzione di una delle forme vascolari rappresentative del Bronzo Finale dell’Italia centrale”; Veronica Gallo, Francesco Radin “Nuovi dati da Sorgenti della Nova (Farnese, Vt): la Struttura h del settore IX”. Alle 18, presentazione del volume “Archeologia del Fuoco. La vita, la morte, i culti: una presenza costante. Ricerche e Scavi”, Atti del XVI Incontro di Studi Preistoria e Protostoria in Etruria. Edizioni del Centro Studi di Preistoria e Archeologia, Milano 2024. Presenta il volume Massimo Cardosa.
PROGRAMMA DOMENICA 8 SETTEMBRE 2024. Saturnia – sala Bartolini. RICERCHE E SCAVI Alle 9.30, iInizio dei lavori. Simona Pannuzi, Carlo Persiani, Carlo Rosa “Presenze eneolitiche sulle sponde dell’antico Stagno di Ostia (Roma)”; Felice Larocca, Donata Luiselli, Federico Spiganti, Mirko Traversari “La Grotta dei Conoidi nel Fosso del Bagno di Parrano (Terni). Un nuovo sito archeologico presso il complesso delle Tane del Diavolo”; Fabio Martini, Lapo Baglioni, Patrizio Balli, Federica Biagiotti, Chiara De Marco, Isabella Matera, Samuele Mugnai, Filippo Olmi, Pasquino Pallecchi, Lucia Sarti “Il progetto “Tane del Diavolo di Parrano”: nuove indagini sui contesti produttivi e programmi di valorizzazione”; Alessandro Zanini “La fase subappenninica di Poggio Gaiella nel quadro del sistema di popolamento Cetona-Chiusi”. Alle 10.45, pausa caffè. Francesco Laurita, Roberto Dan, Artur Petrosyan “Un’ossidiana è per sempre. Analisi preliminare dell’industria in pietra scheggiata dell’età del ferro da Solak-1/Varsak, Armenia”; Orlando Cerasuolo “I dati archeologici sulla lavorazione dell’ambra: spunti per un confronto tra Etruria ed Europa”. Discussione poster – Ricerche e scavi. Sem Scaramucci, Teresa Cavallo “Nuovo rinvenimento di industrie litiche paleolitiche a Marsiliana d’Albegna (Manciano-Gr); Anna Maria Conti, Carlo Persiani “Tuscania – Testimonianze dell’Eneolitico finale da Colle San Pietro”; Simona Carosi, Fabio Rossi, Alessandro Tizi “Nuovi dati per l’Eneolitico di Tuscania. Due reperti inediti da Montebello”; Christian Metta, Matteo Aspesi “Nuove indagini in località La Botte (Farnese, Vt). Relazione preliminare”; Patrizia Costa, Fabio Rossi “Un nuovo sito protostorico in località Cerrosughero – Canino (Vt); Giulia Deimichei, Elena Marocchino, Jessica Taormina, Massimo Cardosa, Fabio Rossi, Silvia Amicone “Investigating ceramic production in the early Iron Age site of Duna Feniglia (Orbetello, Gr): an archaeometric approach”. Alle 13, conclusioni e chiusura dei lavori.


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