Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta la VideoguidaLIS, scaricabile gratuitamente, che permette al visitatore con disabilità uditiva di conoscere le opere e fruire dei contenuti di Villa Giulia e Villa Poniatowski
Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia taglia un traguardo importante nella sfida alla accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva dei suoi spazi e delle sue collezioni. L’esperienza di visita si arricchisce e si completa con l’inserimento del Museo nei luoghi della cultura dotati di videoguida in Lis (Lingua Italiana dei Segni). Appuntamento giovedì 19 settembre 2024, alle 16.30, in sala della Fortuna, per la presentazione della VideoguidaLIS del Museo a cura dei Servizi Educativi, con contenuti redatti dal personale del Museo, con il coordinamento di Vittoria Lecce e adattati da Rosanna Pesce di Digi.Art. Ingresso gratuito. Intervengono Luana Toniolo, direttrice museo ETRU; Vittoria Lecce, funzionario archeologo, responsabile progetto; Giuseppe Musicò, Digi.Art Servizi Digitali; Vittorio Corsini, presidente consiglio regionale ENS Lazio; Maria Rosaria Lo Muzio, direzione generale Musei. A seguire visita guidata ad alcuni capolavori del Museo. Per tutta la durata dell’iniziativa sarà presente un interprete LIS. La VideoguidaLIS, attraverso un percorso di oltre 90 video fra opere e sezioni raccontate con testi dal linguaggio accessibile e accompagnate dalle videodescrizioni in LIS, offre uno strumento utile per guidare il visitatore con disabilità uditiva a conoscere le opere e fruire i contenuti delle diverse sezioni del Museo di entrambe le sedi, Villa Giulia e Villa Poniatowski. La VideoguidaLIS può essere scaricata gratuitamente sui Market Store Apple e Android o può essere utilizzata on-line sulla piattaforma nazionale www.videoguidalis.it.
Udine-Trieste. Per i cento anni della soprintendenza, apre la mostra fotografica “100xSABAP100” con molte altre iniziative. Ecco il programma tra settembre e novembre

Mercoledì 18 settembre saranno presentati al pubblico, contemporaneamente nelle due sedi istituzionali di Trieste e Udine, la mostra fotografica “100xSABAP100” e il programma delle iniziative organizzate tra settembre e novembre 2024, in collaborazione con il Segretariato regionale del Ministero della cultura per il Friuli Venezia Giulia, per celebrare i 100 anni della fondazione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia. Sono previsti gli interventi a Palazzo Economo a Trieste della soprintendente, Valentina Minosi, e a Palazzo Clabassi a Udine del Segretario regionale del Ministero della Cultura per il Friuli Venezia Giulia, Andrea Pessina. All’evento udinese interverranno anche Luciano Nonis, direttore della Fondazione Friuli, che ha sostenuto gli interventi di conservazione degli archivi, e Federico Angelo Pirone, assessore Istruzione, Università e Cultura del Comune di Udine. Gli eventi programmati nel corso dei tre mesi si pongono l’obiettivo di illustrare alla collettività le attività della Soprintendenza per stimolare una riflessione sulle dinamiche di tutela e conservazione del patrimonio culturale attuate durante un secolo di storia, anche mettendo a confronto modalità, pratiche ed esperienze di conservazione.

Le due sedi della Sabap Fvg: a sinistra, il salone nobile di Palazzo Clabassi a Udine, e a destra il salone PIemontese di Palazzo Economo a Trieste (foto sabap-fvg)
La mostra fotografica. L’esposizione fotografica, aperta dal 18 settembre al 14 novembre contemporaneamente nella sede di Trieste (orario 10-13) e nella sede di Udine (orario 10-15), racconta, attraverso 100 immagini selezionate delle raccolte dell’archivio della soprintendenza e suddivise per decennio, la storia e le attività dell’istituzione, dalla sua fondazione ad oggi, illustrando il lavoro svolto in questi primi cento anni nella nostra regione, nei vari ambiti disciplinari che interessano i beni culturali che interessano i beni culturali, come l’archeologia, l’architettura, il paesaggio e il patrimonio storico-artistico sia materiale che immateriale. La mostra permetterà al visitatore di ripercorrere le fasi salienti della storia della tutela in un viaggio attraverso le 100 immagini scelte per i pannelli e molte altre che sono state selezionate e montate in un video (che sarà messo a disposizione anche sul sito web https://sabapfvg.cultura.gov.it), a corredo dell’esposizione. che racconta storie di vita, di insediamenti, di passato, di culture e popoli che si intrecciano, di costruzioni, di drammatiche distruzioni, di restauri e ricostruzioni.

Un’immagine esposta all amostra fotografica “100xSABAP100” (foto sabap-fvg)
Le fotografie scelte riportano la memoria verso un tempo lontano in cui gli uffici preposti alla tutela, tra le difficoltà delle guerre, delle emergenze e degli eventi calamitosi, si sono sempre occupati, con impegno e sacrificio, della salvaguardia della nostra cultura materiale e immateriale, per tramandare ai posteri le tracce del passato e per consolidare, al contempo, le nostre radici. La mostra, oltre che per celebrare il centenario, nasce dall’esigenza di valorizzare il lavoro sistematico di riorganizzazione dei fondi dell’archivio fotografico della Soprintendenza, suddivisi tra le due sedi di Trieste e Udine, che conservano materiali storici di grande interesse a documentazione delle attività della Soprintendenza, fin dalle sue origini. Questo progetto, finanziato in parte con fondi ministeriali, in parte con il contributo della Fondazione Friuli, prevede di intervenire sull’intero patrimonio fotografico con attività di censimento, inventariazione, conservazione e digitalizzazione dei fondi fotografici storici, che annoverano alcune migliaia di immagini, per garantirne la conservazione e facilitarne la consultazione e la pubblica fruizione.

Le giornate di studio e i concerti. Oltre all’esposizione, le iniziative volte a celebrare i 100 anni di vita della Soprintendenza si articoleranno anche in tre giornate di studio (19 settembre, 10 ottobre e 14 novembre) finalizzate a ricordare le fasi salienti della nascita e della prima formazione dell’istituzione dedita alla tutela in regione, le sue attività nel corso di questo secolo di storia e le prospettive per il futuro. Il primo incontro, che si terrà il 19 settembre 2024 (Udine, Palazzo Clabassi, ore 10.30-18.00), intitolato “La difesa del patrimonio artistico tra guerre e calamità naturali”, vedrà la partecipazione di funzionari, studiosi e rappresentanti delle istituzioni che affronteranno i temi della tutela nelle situazioni di emergenza anche con uno sguardo attento alla storia della regione durante le fasi più salienti e drammatiche dei due conflitti mondiali e del terremoto del 1976. Seguirà, il 10 ottobre 2024 (Trieste, Palazzo Economo, ore 10.30-18), una giornata di studi dedicata a “La tutela nel Terzo Millennio”, nella quale sono previsti gli interventi di esperti che delineeranno i confini, le prospettive, le problematiche e le esperienze di tutela recenti. Da ultimo, a conclusione delle iniziative, il 14 novembre 2024 (Udine, Palazzo Clabassi, ore 10.30-18), è in programma una giornata dedicata alla tutela dell’architettura contemporanea con l’incontro dal titolo “Attenzione: fragile! Riflessioni sulla tutela dell’architettura del XX secolo”, che vedrà a confronto studiosi ed esperti delle problematiche connesse alla salvaguardia dell’arte e dell’architettura contemporanea, in continuo dialogo con il contesto urbanistico.

Ogni incontro sarà chiuso da un concerto aperto al pubblico, in programma a partire dalle 19.30, rispettivamente nelle sedi che ospitano la giornata di studi. I concerti sono organizzati dalla Camera Strumentale italiana (posti limitati, si consiglia la prenotazione al seguente link https://sabapfvg.cultura.gov.it/sabap-100-1923-2023-100-anni-di-patrimonio-culturale-in-friuli-venezia-giulia/). Il primo concerto si svolgerà il 19 settembre, dopo la prima giornata di studio. Per l’evento si esibirà a Udine il duo T4TWO, con Tatiana Donis all’arpa celtica ed Elia Vigolo al violino, in un concerto dal titolo “Incanto d’Irlanda”. Il 10 ottobre è previsto invece a Trieste il concerto di fisarmonica di Roberto Daris, “Atmosfere sensuali” e per finire, il 14 novembre a Udine, si esibiranno alla chitarra Fabio Cascioli e Giulio Chiandetti del Duo Viozzi in “Concerto per il centenario di Bruno Tonazzi”.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Il vecchio al mare” di Domenico Starnone (Einaudi), primo appuntamento del ciclo “ETRU legge”
Al via al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia una nuova rassegna: “ETRUlegge”, ciclo di presentazioni d libri. Il primo appuntamento mercoledì 18 settembre, alle 18, nel giardino dell’emiciclo del piazzale di Villa Giulia. Presentazione del libro “Il vecchio al mare” (edizioni Einaudi), il nuovo romanzo di Domenico Starnone in dialogo con la scrittrice Chiara Tagliaferri. A seguire un brindisi insieme per inaugurare questa nuova iniziativa. Ingresso gratuito. Prenotazioni all’indirizzo: presentazioni11@yahoo.com
Il vecchio e il mare. Sulla spiaggia di un ottobre caldissimo c’è un vecchio signore che legge, scrive, passeggia. Una mattina qualcosa gli leva il respiro, gli sfugge. Cosa se ne sta andando per sempre? Muove da questo istante di smarrimento un racconto vorticoso e raffinatissimo, teso e scanzonato, che insegue Rosa, ombra di madre sarta, morta troppo presto, e Lu, giovane commessa di boutique che, nel tempo libero, coltiva la passione per la canoa. Un libro sulla perdita del proprio mondo, sulla vecchiaia, sull’amore per le donne, sul prodigio e lo smacco della scrittura.
Torino. Al museo Egizio conferenza dell’egittologo Antonio Loprieno su “Gli antichi Egizi credevano nei loro dei?”. Incontro in presenza e on line
Un’occasione unica per approfondire la religione degli antichi Egizi è la conferenza dell’egittologo Antonio Loprieno “Gli antichi Egizi credevano nei loro dei?” in programma nella sala conferenze del museo Egizio di Torino mercoledì 18 settembre 2024, alle 18. Introduce Federico Poole. Ingresso libero, con prenotazione obbligatoria su Evenbrite. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Lungi dall’essere la realtà uniforme, infatti, la religione egiziana fu sempre un insieme composito e variegato di dottrine teologiche e pratiche cultuali. Inoltre, in due momenti storici essa fu radicalmente rivoluzionata. Alla fine del Tardo Bronzo, intorno al 1200 a.C., si afferma la possibilità, fino allora assente, di un dialogo diretto fra sfera umana e sfera divina. Durante l’età del Ferro, intorno al 600 a.C., le religioni mediterranee vengono più direttamente associate alla dimensione etnica e nazionale, e conoscono un’opposizione sempre più accentuata fra mistero dottrinale e pratica cultuale.

L’egittologo Antonio Loprieno
Antonio Loprieno (1955) ha studiato Egittologia e Orientalistica all’università di Torino (1973–1977), libera docenza all’università di Göttingen (1984) e ha insegnato nelle università di Perugia (1983–1989), università della California a Los Angeles (UCLA, 1989–2000), e università di Basilea (dal 2000 fino all’emeritazione nel 2023), di cui è stato anche Rettore dal 2005–2015. È membro dell’Accademia delle Scienze di Torino. È stato anche Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università svizzere (CRUS, 2008–2015), della Federazione delle Accademie delle Scienze in Europa (ALLEA, 2018–2024), del Consiglio Austriaco della Scienza (2016–2021), e del Comitato Scientifico del Museo Egizio (2011–2018). Ha inoltre diretto numerosi progetti di ricerca internazionale, da ultimo “Crossing Boundaries”, in collaborazione con la sezione papirologica del Museo Egizio. È attualmente professore ospite dell’università di Bonn. La sua produzione scientifica copre la lingua, la religione e la cultura letteraria egiziana.
Reggio Calabria. Il museo Archeologico nazionale fa il punto sui risultati del progetto Check up Bronzi, alla fine della prima campagna di verifica e monitoraggio dello stato di salute dei Bronzi di Riace e di Porticello, condotta da MArRC, Icr e Unige
Si chiude mercoledì 18 settembre 2024, la campagna 2024 di verifica e monitoraggio dello stato di salute dei Bronzi di Riace custoditi al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Il progetto Check up Bronzi, nato dalla collaborazione tra il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR) e l’università di Genova, ha permesso l’avvio di una campagna di controllo delle condizioni conservative dei Bronzi di Riace e di Porticello dallo scorso mese di aprile. In questi 5 mesi si sono tenuti 4 sopralluoghi – nella prossima settimana si terrà il quinto e ultimo – svolti dall’équipe scientifica impegnata in una serie di indagini autoptiche e diagnostiche nella sala Bronzi. Un progetto di “conservazione preventiva”, che attraverso questa prima fase servirà a pianificare tutte le azioni volte alla di prevenzione dei fenomeni di degrado e gli interventi di manutenzione necessari a garantire la corretta conservazione delle opere. Per raccontare questo primo step di attività, il MArRC ha organizzato un incontro che si terrà mercoledì 18 settembre 2024, alle 10.30, in piazza Paolo Orsi. All’incontro interverranno Fabrizio Sudano, direttore MArRC, Luigi Oliva, direttore ICR, e il prof. Paolo Piccardo, delegato del rettore dell’università di Genova. La conferenza ha lo scopo di presentare alla stampa e al pubblico l’impegno del MArRC per la tutela e la valorizzazione dei Bronzi di Riace, le attività di verifica/monitoraggio, le indagini diagnostiche svolte finora e la fruttuosa collaborazione con gli enti coinvolti nel progetto.
Villamarzana (Ro). Open day agli scavi diretti da Michele Cupitò dell’università di Padova con visita guidata al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, allo scavo del sito protostorico e ai laboratori collegati allo scavo. Prenotazione obbligatoria

Villamarzana: campagna 2024. Gli archeologi sono tornati sul sito protostorico (foto drm-veneto)
Anche per il prof. Michele Cupitò e il suo team dell’università di Padova è arrivato il momento di aprire le porte dello scavo del sito protostorico di Villamarzana (Ro) a cittadini e interessati: c’è l’Open day 2024, esempio di archeologia pubblica all’interno del progetto “Prima Europa. La Protostoria del Polesine” finanziato dalla Fondazione Cariparo e coordinato dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza. Un’occasione unica per curiosi, appassionati di storia, archeologia, territorio che vedrà questa volta protagonisti gli scavi di Villamarzana, dove stanno intervenendo studenti e ricercatori dell’università di Padova, diretti dal professor Michele Cupitò.
L’appuntamento è per mercoledì 18 settembre 2024 alle 13.50 al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, barchessa nord di Villa Badoer, in via Giovanni Tasso 1. Dalle 14 alle 15.30 visita guidata al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine con la direttrice del museo, Maria Letizia Pulcini, e il prof. Michele Cupitò dell’università di Padova. Dalle 15.45 alle 16.45 visita guidata allo scavo in corso nel sito di Villamarzana con Paola Salzani, della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, con il prof. Michele Cupitò, David Vicenzutto e Claudio Bovolato dell’università di Padova. Infine, tra le 17 e le 17.45, visita guidata ai laboratori collegati allo scavo con Veronica Gallo, Cristina Ambrosini dell’università di Padova e Maria Sofia Manfrin dell’università di Milano. Presente per l’occasione anche Giuseppe Toffoli, vice presidente vicario della Fondazione Cariparo, che porterà ai partecipanti i saluti dell’ente.

Un momento della campagna di scavo 2024 a Villamarzana (foto drm-veento)
Si ricorda che per partecipare è richiesta la prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento del numero massimo di posti disponibili, e che gli spostamenti tra Fratta Polesine e Villamarzana avverranno esclusivamente con mezzi propri. Si invitano inoltre i visitatori ad indossare indumenti e scarpe comodi per accedere al laboratorio e agli scavi. Per prenotazioni ed informazioni, è possibile contattare il museo archeologico nazionale di Fratta Polesine al numero di telefono 0425 668523 o all’indirizzo e-mail drm-ven.museofratta@cultura.gov.it. Il costo del biglietto di accesso al museo è di 2 euro.
Urbino. Alla Galleria Nazionale delle Marche presentazione del libro “Che cosa sono i classici” dello storico dell’arte Luca Nannipieri (Skira)

Alla Galleria Nazionale delle Marche ci si interroga sui “classici” dell’arte con lo storico dell’arte toscano Luca Nannipieri che presenta il suo libro “Che cosa sono i classici” (Skira). Appuntamento nel Giardino d’inverno di Palazzo Ducale, a Urbino, martedì 17 settembre 2024, alle 17. Con l’autore del libro interverranno il direttore del museo, Luigi Gallo, e Luigi Bravi, professore ordinario di Filologia classica all’università d’Annunzio di Chieti-Pescara e presidente dell’Accademia Raffaello.

Copertina del libro “Che cosa sono i classici” di Luca Nannipieri (Skira)
Che cosa sono i classici. Usiamo la parola “classici” tutti i giorni: a scuola, nei musei, nei teatri, in cucina, nell’abbigliamento, in televisione, al cinema, spesso nei libri. Ma che cosa sono? Perlustrando vari campi d’espressione, dall’arte alla letteratura, dall’architettura alla moda, dal cibo alla toponomastica, questo libro riflette sulla durevolezza o meno del segno umano. Perché abbiamo bisogno di classici e perché essi, al di là delle apparenze che li mostrano stabili, costantemente mutano? Si pensa che i classici siano opere immortali, ma se guardiamo la storia delle civiltà, ciò che constatiamo è che la caratteristica più inesorabile delle opere umane è proprio la loro mortalità. Ma questa mortalità è per sempre? No, dice la storia, a cominciare da quella specifica sequenza di espressioni che è la storia dell’arte: ogni manufatto può trascorrere secoli di oblio e poi tornare vivo e dopo, nuovamente, andare ancora in ombra. L’impermanenza è proprio il principio vitale che sta alla base delle opere dei popoli.

Luca Nannipieri, scrittore e storico dell’arte
Scrittore e storico dell’arte, Luca Nannipieri ha pubblicato con Rizzoli “Candore immortale” (2022). Tra le sue pubblicazioni, il libro A cosa serve la storia dell’arte (Skira, 2021) è stato tradotto e pubblicato in Francia, nel 2022, da L’Harmattan, nella collana diretta dal professore emerito di Sociologia della Sorbonne di Parigi Pequignot. Ha collaborato e scritto su Panorama, Il Giornale e la dorsale tosco-emiliana del Corriere della Sera. Ha curato e presentato rubriche d’arte in Rai e Mediaset. Ha tenuto conferenze nei principali musei italiani.
Noto (Sr). Al museo Antropologico di Testa dell’Acqua “MATcinemArt”: aperitivo e proiezione del film “Askòs – Il canto della Sirena”, terzo appuntamento itinerante del XIV Festival della Comunicazione del Cinema Archeologico di Licodia Eubea
Un aperitivo al tramonto, un’atmosfera magica, un film avvincente, scritto e diretto magistralmente, tanta bella gente tutta quanta insieme. Ecco gli ingredienti di “MATcinemArt”, terzo appuntamento itinerante inserito nella programmazione del XIV Festival della Comunicazione del Cinema Archeologico di Licodia Eubea (9-13 ottobre 2024). Quando? Domenica 15 settembre 2024, a partire dalle 19, al museo Antropologico MAT di Testa dell’Acqua (Noto, Sr). L’evento, in collaborazione con l’Ecomuseo degli Iblei, rientra nella ricca programmazione del festival di Licodia Eubea che dal 2011 ospita appassionatamente documentari e film d’autore che esplorano la storia, le civiltà antiche, le scoperte archeologiche e i complessi legami fra il patrimonio culturale e le comunità. Si inizia dunque alle 19 con l’aperitivo al tramonto, e alle 20 proiezione del film documentario “Askòs. Il canto della Sirena” di Antonio Martino (Italia, 2023, 63′) che affronta il delicato tema del trafugamento e del traffico illecito dei beni culturali: fenomeno diffuso, radicato e sommerso, noto come “archeomafia”.

Il film “Askòs. Il canto della Sirena” di Antonio Martino
“Askòs. Il canto della Sirena”. Nel 1983 in un bosco fuori la città di Crotone, un contadino, trova per caso una tomba antica e tra i tanti reperti rinvenuti trova anche un oggetto a forma di uccello, poi volgarmente definito dal contadino la “Papera”. Molto presto scopre che l’oggetto potrebbe avere un valore economico, cosi lo rivende ad un ricettatore di Bari per 10 milioni di lire e una mucca. Subito dopo viene portato in Svizzera e acquistato da un gruppo di multinazionali del farmaco per 400 milioni di lire. Successivamente, attraverso altri passaggi, l’oggetto viene acquistato dal Getty Museum di Malibù per 2 miliardi di lire. La “Papera” in realtà è un Askòs, un reperto funerario magno-greco risalente al IV-V secolo A.C. Rappresenta una sirena (arpia) e costituisce uno dei rari oggetti che possono essere legati direttamente alla dottrina di Pitagora, che fondò la scuola di sapere proprio a Crotone. I segreti della civiltà magno greca, relativi alla storia di Crotone, restano ancora un mistero. Nonostante sia un’area di altissimo interesse archeologico i siti di interesse vengono abbandonati a se stessi. Gli anni Ottanta, periodo in cui la sirena fu rinvenuta clandestinamente, erano gli anni della piena industrializzazione del territorio crotonese. La cultura del denaro, del progresso e del materialismo sfrenato, che stava cambiando radicalmente il territorio crotonese negli ultimi 70 anni, non considerò l’archeologia una cosa importante, la quale venne ignorata oppure distrutta per favorire la costruzione di strade e di infrastrutture. Questo favorì la nascita di bande di tombaroli, che in contatto con ricettatori internazionali, iniziarono il traffico di reperti archeologici. Quattro personaggi raccontano la storia dal loro punto di vista, offrendo una visione diversificata del problema dell’archeologia e dell’importanza di proteggere il patrimonio ancora nascosto nel sottosuolo, costantemente minacciato da scavi illegali e commercio clandestino.
Il documentario di Antonio Martino, scritto con Francesco Mollo e prodotto da Lago Film in collaborazione con Solaria Film, ha già ottenuto il premio “ArcheoVisiva” nell’ottobre 2023 alla XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico; il premio Università di Firenze alla VI edizione del Firenze Archeofilm nel marzo 2024, e nel maggio 2024 una menzione speciale per la sceneggiatura alla XII edizione dell’Agon Festival di Atene
Mercoledì 18 settembre 2024, il museo Archeologico nazionale di Firenze ospiterà il quinto appuntamento della rassegna “SFIDA – Serate FIorentine Di Archeologia”. Come nelle altre aperture serali dell’estate 2024, per l’occasione il Museo sarà aperto dalle 18 alle 22 e offrirà ai visitatori un pacchetto di attività tutte comprese nel costo del biglietto di ingresso.
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