Ercolano. Per il lungo weekend di Ognissanti due giornate a ingresso gratuito e apertura straordinaria del Teatro Antico. Aperta anche Villa Sora

La magia del sito archeologico di Ercolano dominato dal Vesuvio (foto Paerco)

Il mese di novembre 2024 parte con il raddoppio delle giornate gratuite, dopo domenica 3 novembre che rientra nell’iniziativa ministeriale di #domenicalmuseo, con apertura gratuita dei siti statali nella prima domenica di ogni mese, lunedì 4 novembre si ripete l’apertura a ingresso gratuito grazie alla terza delle giornate annuali a ingresso gratuito istituita in occasione del Giorno dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate. Domenica 3 novembre si potrà approfittare per visitare anche Villa Sora a Torre del Greco, la grande e scenografica villa marittima in contrada Sora che si apriva sul mare con un fronte di 150 metri di lunghezza, parte di quel sistema di ville d’otium ricordate anche da Strabone che si dispiegavano lungo il golfo di Napoli ed abitate dai più ricchi esponenti del ceto dirigente romano. Il parco archeologico di Ercolano nel weekend di Ognissanti sarà aperto secondo l’orario invernale dalle 8.30 alle17 (ultimo ingresso alle 15.30) con le regolari tariffe di accesso.

Visitatori con torcia e caschetto durante la visita al Teatro Antico di Ercolano (foto paerco)
Proseguono inoltre gli ingressi accompagnati al Teatro Antico del Parco di Ercolano, si può approfittare dell’apertura straordinaria del 1° novembre, e comunque fino al 9 novembre è fruibile l’esperienza di visita attraverso gli antichi cunicoli che nel tempo hanno condotto alla scoperta del teatro, hanno ospitato i viaggiatori del Grand Tour fino a diventare ricovero durante la Guerra.
Roma. In Curia Iulia al via il ciclo di conferenze “Tre capitali cristiane. Rileggendo Richard Krautheimer” a trent’anni dalla morte dell’insigne storico dell’arte e storico dell’architettura autore del libro “Tre capitali cristiane. Topografia e politica”, pietra miliare degli studi di archeologia e topografia cristiana e tardoantica. Ecco il programma
Giovedì 31 ottobre 2024, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la prima conferenza del ciclo “Tre capitali cristiane. Rileggendo Richard Krautheimer”. ingresso libero da largo della Salara Vecchia con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti. A trent’anni dalla morte di Richard Krautheimer (Fürth, 6 luglio 1897 – Roma, 1° novembre 1994), insigne storico dell’arte e storico dell’architettura, il parco archeologico del Colosseo propone un ciclo di conferenze a partire dal libro “Tre capitali cristiane. Topografia e politica” (1983) pietra miliare degli studi di archeologia e topografia cristiana e tardoantica. Ciascun appuntamento approfondirà la trasformazione di una delle tre capitali dell’Impero – Roma, Costantinopoli e Milano – all’indomani dell’Editto di Milano, sulla spinta dell’impulso rinnovatore di Costantino che determinò profonde e susseguenti trasformazioni urbanistiche e topografiche. Sarà inoltre l’occasione, a trent’anni di distanza, per portare alla conoscenza del grande pubblico nuove scoperte e acquisizioni archeologiche. L’iniziativa gode del patrocinio del dicastero per l’Evangelizzazione – sezione per le questioni fondamentali per l’evangelizzazione nel mondo.

La testa colossale di Costantino conservata nel cortile del Palazzo dei Conservatori ai musei Capitolini di Roma (foto PArCo)
Giovedì 31 ottobre alle 16.30 il ciclo di conferenze si apre con “Quei giorni che cambiarono il mondo: Costantino tra novità religiose, topografia e politica”, intervento di monsignor Andrea Lonardo, direttore del Servizio per la Cultura e l’Università della Diocesi di Roma, che offrirà un’ampia introduzione sulla figura di Costantino tra novità religiose, topografia e politica e il rapporto fra il potere temporale e quello religioso. Introduce Alfonsina Russo, direttore del Parco archeologico del Colosseo. L’imperatore Costantino è figura estremamente controversa proprio perché è indubbia la sua grandezza, paragonabile forse solo a quella di Ottaviano Augusto. La sua intuizione di puntare su Costantinopoli e sull’oriente creò uno spazio in occidente che sarà decisivo nell’evoluzione di impero e chiesa. Sebbene il cristianesimo fosse ancora minoritario in occidente ed egli non avesse alcun interesse per questioni teologiche complesse – sulla scia dei suoi predecessori interessati soprattutto alla pax deorum -, nondimeno egli comprese la crisi del paganesimo e si appoggiò con evidenza al cristianesimo, mentre da parte della chiesa si guardò a lui come se fosse un catecumeno.

Ricostruzione dell’area presbiteriale della basilica lateranense a Roma all’epoca costantiniana (foto PArCo)
Sabato 9 novembre, alle 11.30, Lucrezia Spera in “Città degli imperatori e città degli apostoli. Roma tardoantica e la metamorfosi in capitale cristiana”. Nel giorno del millesettecentesimo anniversario della dedicazione della basilica lateranense, Lucrezia Spera, professoressa di Archeologia tardoantica all’università di Roma Tor Vergata e di Topografia cristiana di Roma al Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, rileggerà il radicamento progressivo del Cristianesimo nel tessuto urbano di Roma attraverso gli apporti delle scoperte archeologiche più recenti, con la rilettura monumentale di alcuni contesti significativi e alcune riflessioni aggiornate sulla città tardoantica.

Mappa di Constantinopoli (1422) del cartografo fiorentino Cristoforo Buondelmonte, conservata alal biblioteca nazionale di Parigi (foto Wp)
Sabato 23 novembre, alle 11.30, Enrico Zanini in “Costantinopoli: una città, tre capitali (una delle quali cristiana)”. A pochi giorni dalla ricorrenza della cerimonia della limitatio della città, Enrico Zanini, professore di Metodologia della ricerca archeologica all’università di Siena, illustra la fondazione della Nuova Roma e il conseguente spostamento della capitale dell’Impero da Roma a Costantinopoli, città multiforme e straordinariamente complessa che conosciamo ancora poco dal punto di vista archeologico, fornendo una chiave di interpretazione degli spazi, delle funzioni e dei monumenti di un organismo urbano al tempo stesso luogo di vita quotidiana e grandiosa macchina scenica.

La basilica di San Lorenzo Maggiore a Milano (foto PArCo)
Sabato 7 dicembre, alle 11.30, Marco Sannazaro in “Milano paleocristiana: un bilancio delle ricerche degli ultimi decenni”. In occasione della festa di Sant’Ambrogio, Marco Sannazaro, professore di Archeologia cristiana, tardoantica e medievale all’università Cattolica del Sacro Cuore, concluderà la serie di incontri approfondendo le vicende di Milano / Mediolanum e proponendo un bilancio delle ricerche degli ultimi decenni sulla città paleocristiana.
Palermo. Al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” presentazione del libro “Dalla ceramica alla storia economica. Il caso di Palermo islamica” di Viva Sacco (Ed. École française de Rome)
Presentazione del libro “Dalla ceramica alla storia economica. Il caso di Palermo islamica” di Viva Sacco (Ed. École française de Rome), un’opera fondamentale per gli studi sulla Palermo islamica e medievale, che si fonda sul l’analisi di oltre 40mila reperti, alcuni dei quali conservati nelle collezioni del museo Salinas. Appuntamento mercoledì 30 ottobre 2024, alle 17, nell’Agorà del museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo. La presentazione vedrà la partecipazione di studiosi di prestigio, Lucia Arcifa (università di Catania) e Annliese Nef (université de la Sorbonne). L’autrice Viva Sacco (British Academy-UCL) discuterà i risultati del suo lavoro pionieristico. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Copertina del libro “Dalla ceramica alla storia economica. Il caso di Palermo islamica” di Viva Sacco (Ed. École française de Rome)
Il libro. Negli ultimi anni lo studio della Sicilia islamica, per lungo tempo affidato esclusivamente all’analisi delle fonti scritte, ha beneficiato di numerosi nuovi risultati archeologici, i quali hanno permesso di accedere a nuovi tipi di informazioni utili a gettare luce su alcuni aspetti della storia sociale ed economica dell’isola. Allo stesso tempo si è reso necessario distinguere la cultura materiale tipica dell’età islamica da quella della successiva epoca normanna, a lungo considerate un tutt’uno. Questo nuovo approccio allo studio della Sicilia islamica ha fatto emergere in maniera più evidente il ruolo chiave che Palermo ebbe nelle dinamiche politiche, economiche e sociali del Mediterraneo centrale. Il presente lavoro si inserisce in questa nuova fase degli studi concentrandosi sulla capitale siciliana, osservata attraverso il filtro delle sue produzioni fittili destinate sia al mercato locale sia al più ampio mercato mediterraneo, oltre che delle importazioni ceramiche. Per la prima volta vengono messi a sistema oltre 40.000 frammenti provenienti da contesti archeologici di diversi siti palermitani ed extra-urbani al fine di proporre un utile strumento di lavoro per lo studio dei depositi stratigrafici. Inoltre, questo lavoro classificatorio permette anche e soprattutto di mostrare il contributo che la fonte archeologica, ed in particolare la ceramica, può offrire nella ricostruzione della storia economica di un periodo e di un’area geografica a lungo considerati avvolti nell’oscurità.

L’archeologa Viva Sacco
Viva Sacco. Dottore in archeologia e storia dell’arte islamica all’université Paris-Sorbonne e l’università di Messina, ancienne membre de l’École française de Rome, è una archeologa e ceramologa specialista nello studio delle produzioni ceramiche circolanti in Sicilia e Ifrīqiya tra IX e XII secolo.
Pompei. “Una sera a Pompei. Tra la Villa dei Misteri e Boscoreale”: passeggiate serali in occasione della presentazione del libro “Villa dei Misteri” di Maria Rispoli e Gabriel Zuchtriegel alla Biblioteca “Giuseppe Fiorelli”, che viene riaperta al pubblico nei nuovi spazi di San Paolino

La Villa dei Misteri a Pompei (foto parco archeologico pompei)
Nuovo appuntamento, mercoledì 30 ottobre 2024, con le passeggiate serali al parco archeologico di Pompei, con possibilità di visitare la Villa dei Misteri e la Villa Regina a Boscoreale con l’annesso Antiquarium. Due esempi di ville suburbane del territorio, l’una grande dimora residenziale dedita anche ad attività di produzione del vino, l’altra villa rustica, vera e propria fattoria del vino, l’unica interamente conservata dell’epoca, che saranno collegate dal servizio navetta Pompeii Artebus.

I nuovi spazi della biblioteca “Giuseppe Fiorelli” nell’edificio di San Paolino a Pompei (foto parco archeologico pompei)
In occasione di questa apertura serale il Parco presenta alle 17.30, nei nuovi spazi della Biblioteca “Giuseppe Fiorelli”, nell’edificio di San Paolino, via Plinio 4, a Pompei, il libro “Villa dei Misteri” a cura di Maria Rispoli e Gabriel Zuchtriegel, edizioni Arte’m. La biblioteca “Giuseppe Fiorelli” ubicata negli edifici demaniali di San Paolino, dopo una attività di ristrutturazione e adeguamento dei locali, sarà aperta al pubblico da giovedì 31 ottobre 2024, dal lunedì al venerdì, dalle 10-17. Specializzata in archeologia, con particolare attenzione al sito di Pompei e al territorio vesuviano, la biblioteca è custode di un patrimonio librario di oltre 21mila unità bibliografiche, continuamente incrementato da acquisti, scambi e donazioni. Una prima biblioteca negli Scavi fu costituita nell’ambito della Scuola Archeologica fondata nel 1866 dal Direttore degli Scavi, Giuseppe Fiorelli. La biblioteca aveva sede nella Casa dei Cadaveri di Gesso (VI 17, 27) ed era specializzata in archeologia di Pompei e dei siti vesuviani. Dopo la soppressione della Scuola nel 1875 anche la Biblioteca cessò la sua esistenza. Oggi riprendendo l’idea di Giuseppe Fiorelli, con la sua riqualificazione si intende offrire un sostegno a studiosi e ricercatori per le indagini scientifiche e farne un luogo di riferimento per la promozione e la valorizzazione della ricerca archeologica. L’accesso alla Biblioteca è gratuito ed è consentito a tutti gli interessati dietro presentazione di un documento d‘identità. Oltre alle sale destinate alla ricerca e allo studio, la Biblioteca è dotata anche di una sala eventi per svolgimento di seminari, lezioni, conferenze, dotata di 47 posti a sedere. Tutti gli ambienti sono utilizzabili previa autorizzazione e su prenotazione. Al piano superiore dell’edificio di San Paolino che ospita la Biblioteca è stata realizzata, inoltre, una foresteria composta da 6 stanze con bagno per un totale di 9 posti letto e dotata di una grande sala comune. Tale spazio è pensato per accogliere ospiti nell’ambito delle attività di ricerca, studio, istituzionali e di collaborazione del parco archeologico di Pompei.

Dettaglio degli ambienti della Villa dei Misteri a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Copertina del libro “Villa dei Misteri” a cura di Maria Rispoli e Gabriel Zuchtriegel (edizioni Arte’m)
Il libro “Villa dei Misteri” esce nell’ambito della collana “I Cantieri di Pompei”, all’esito del progetto di restauro e di sostituzione delle coperture della villa. L’intervento, conclusosi nel 2023, è stato progettato dal parco archeologico di Pompei che ha tenuto conto dei principi fondamentali del restauro, quali il minimo intervento, la reversibilità, la compatibilità con gli edifici archeologici, ma anche del criterio della sostenibilità energetica tramite l’uso di coppi fotovoltaici. Il volume si propone anche come occasione per rileggere alcune interpretazioni riguardanti il grande fregio del salone della villa, riattualizzandole alla luce degli studi sul processo che ha portato la nascita dell’arte romana. Quest’ultima viene approcciata tramite l’introduzione del concetto di arte “post-ellenistica” nel testo di Gabriel Zuchtriegel, che interpreta il grande fregio come una testimonianza antesignana di tale movimento artistico. Non manca, nel volume, un omaggio al soprintendente Amedeo Maiuri, in carica dal 1924 al 1961, il quale, oltre a completare lo scavo della villa dei Misteri, si rivela essere un precoce esperto di “fundraising”, dal momento che chiese e ottenne un finanziamento dal Banco di Napoli per questa impresa “da manuale” di tutela, ricerca e fruizione del patrimonio vesuviano. Ma il volume affronta anche i temi del restauro, della fruizione, dell’illuminazione e dell’accessibilità, chiudendo con un accenno ai nuovi scavi in corso dopo l’abbattimento di un edificio abusivo sovrastante l’area del Parco e che finora aveva impedito le indagini archeologiche della parte ancora inesplorata della villa. Splendide immagini corredano il testo, rese possibili grazie al contestuale progetto di illuminazione che ha scelto soluzioni sostenibili, attraverso l’utilizzo di coppi di reimpiego delle vecchie coperture, a cui sono stati associati embrici fotovoltaici: scelte efficaci che, pur adottando soluzioni tecnologiche innovative, rimangono rispettose dell’ecosistema e del paesaggio.

Panoramica notturna della Villa Regina a Boscoreale (foto parco archeologico pompei)

Il portico della Villa dei Misteri di Pompei illuminato per le visite serali (foto parco archeologico pompei)
Le passeggiate serali del 30 ottobre 2024 prevedono un percorso delle ville suburbane – Villa dei Misteri e Villa Regina a Boscoreale con annesso Antiquarium – e un secondo itinerario di visita alla mostra “L’altra Pompei. Vite comuni all’ombra del Vesuvio” allestita nella palestra grande di Pompei. Il percorso Ville suburbane ha il costo di 7 euro, incluso il servizio navetta Pompeii Artebus (gratuità e riduzioni come da normativa). Orari: 19.30-23.30 con ultimo ingresso alle 22.30. Durata del percorso: circa 40 minuti Villa dei Misteri e circa 1 ora Boscoreale. L’ingresso alla Villa dei Misteri è da strada urbana esterna. Il servizio navetta Pompeii Artebus è in partenza da Piazza Esedra con fermate a Villa dei Misteri e a Boscoreale. Orari consultabili sul sito www.pompeiisites.org. L’accesso alla mostra “L’altra Pompei” all’Anfiteatro ha invece il costo di 5 euro (gratuità e riduzioni come da normativa). Orari 19.30-23.30 con ultimo ingresso alle 22. Durata del percorso: circa 1 ora. Info: www.pompeiisites.org.
Cairo (Egitto). All’Ifao (Institut Français d’Archéologie Orientale) il simposio “Reading reuse. Image recycling in Egypt and beyond”, in presenza e on line: quattro giorni di confronto sul riutilizzo dei manufatti decorati in contesti archeologici o architettonici
“Reading reuse. Image recycling in Egypt and beyond” è il titolo del simposio internazionale promosso al Cairo (Egitto) nella propria sede dall’Ifao (Institut Français d’Archéologie Orientale) dal 30 ottobre al 2 novembre 2024, in inglese, in presenza e on line. Per partecipare alle sessioni della conferenza all’Ifao del Cairo, è necessario registrarsi compilando il modulo collegato qui: https://forms.gle/VSzpRnfKgcW6cmpB6. È disponibile anche la partecipazione a distanza. Per partecipare a distanza bisogna selezionare la casella corrispondente sottostante nello stesso modulo online. L’Ifao organizza un simposio sul concetto di riutilizzo dei manufatti decorati (interi monumenti o rilievi parietali, mobili, statue, figurine, vasi dipinti o incisi, oggetti di ornamento personale o mobiliare, ecc.) in contesti archeologici o architettonici. L’obiettivo è contribuire alla comprensione della creazione e dell’uso di oggetti portatori di immagini nelle società nel corso del tempo e oltre i confini: come e perché possono cambiare nella forma e nella funzione, e cosa significa studiare e interpretare tali oggetti biografici. “Forma, dimensione, materiale e decorazione sono solo alcuni degli elementi che giocano un ruolo importante nella percezione e nel possibile riutilizzo dei manufatti, che si rivelano versatili, sempre mutevoli nella loro apparente passività in base alle nostre necessità. In quanto tali, gli oggetti vivono diverse vite meritevoli di essere esplorate, il cui susseguirsi costruisce nel tempo una biografia” (Kopytoff 1986, Henare 2006). I loro usi successivi non sono necessariamente quelli destinati loro dai produttori e dai committenti; inoltre, persone e oggetti si influenzano costantemente a vicenda, come teorizzato da Gell (1998), Freedberg (1989), Bredekamp (2017). Il simposio del Cairo è in gran parte incentrato sul contesto e sul corpus materiale egiziano, ma lo scopo è decisamente interdisciplinare e transculturale. I casi di studio ancoreranno le varie riflessioni a pratiche concrete e serviranno a costruire un quadro metodologico, interpretativo e teorico comune, accessibile a un corpo diversificato di specialisti. È nell’interesse accademico riunire studiosi di ambiti ed epoche diverse, attraverso un approccio comparativo, che non si limiti allo studio delle società del passato ma si avvalga anche delle intuizioni dell’antropologia culturale. L’Ifao vuole collocare questo incontro scientifico al crocevia tra archeologia, antropologia e storia dell’arte, e conta che i dialoghi attingano da una varietà di approcci.
PROGRAMMA GIORNO 1 (30 ottobre) CONSIDERAZIONI METODOLOGICHE. Alle 8.20, benvenuto ai partecipanti; 8.45, discorso introduttivo del direttore; introduzione generale (Vera Allen, Axelle Brémont, Simon Connor). SESSIONE 1. TECNICHE E METODI. IDENTIFICAZIONE DEI MARCATORI ARCHEOLOGICI DEL RIUTILIZZO Tecnologie di imaging: 9.20, FOCUS TALK: “Confronto di diversi approcci sperimentali nella visualizzazione del sarcofago riutilizzato di Ramses IV: evidenziare ciò che non si vede”, Nour Bader et al.; 9.35, “Il “potere” delle immagini nel riuso dei sarcofagi gialli”, Stefania Mainieri; 9.55, discussione. Abbigliamento da uso: 10.05, “Dalla vita quotidiana all’aldilà: la circolazione dei gusci di ostriche del Medio Regno”, Ahmed Mekawy; 10.25, “Oggetti votivi per la fertilità riutilizzati? Andando oltre i modelli rappresentativi ed esplorando le variazioni materiali, contestuali e d’uso nelle figurine antropomorfe femminili”, Paulina Wandowicz; 10.45, discussione; 10.55, pausa caffè. Registrazione di palinsesti: 11.20, “Analisi comparativa dei libri memoriali del primo Medioevo”, Ciara Cronin (online); 11.40, FOCUS TALK: “Adattare la matrice Harris per analizzare i palinsesti”, Axelle Brémont; 11.50, discussione. Contesto archeologico: 12, “Determinazione degli eventi del ciclo di vita della scultura e dell’architettura, nuovi approcci nel museo e sul campo”, Candace Richards; 12.20, “Una città completamente riciclata: Saint-Bertrand-de -Comminges/Lugdunum des Convènes (Francia)”, William van Andringa; 12.40, discussione; 12.50, pausa pranzo. SESSIONE 2. LUNGA VITA. SMONTATO BLOCCO DOPO BLOCCO Il destino delle Immagini. Spazi cultuali di fronte all’abbandono: 14.20, “Ladri che rubano ad altri ladri: un approccio interdisciplinare sullo smantellamento, la distruzione e il riutilizzo delle spoglie faraoniche nel Cairo Vecchio”, Mustafa Tupev e Kyra Gospodar; 14.40, “Pratiche di riuso in un paesaggio culturale continuamente in divenire”, Nico Staring; 15, discussione. Nuove funzioni per vecchie pietre: 15.15, FOCUS TALK: “Testimoni silenziosi del cambiamento. Blocchi kushiti riutilizzati provenienti da Karnak e Medinet Habu”, Aleksandra Hallmann; 15.30, FOCUS TALK: “Frantumato in pezzi. Lo smantellamento e la riconversione dei monumenti nell’area di Memphite”, Kyra Gospodar; 15.45, “Due esempi menfiti di riuso ideologicamente motivato”, Philippe Collombert; 16.05, discussione; 16.25, pausa caffè. SESSIONE 3. AGGIUNTA E AGGIORNAMENTO. COME SI COMPORTANO LE NUOVE IMMAGINI CON QUELLE PRECEDENTI SULLO STESSO ARTEFATTO? 16.45, “Incrocio. Oppure, come abitare ambienti diversi”, Vera E. Allen; 17.05, discussione; 17.20, “I calzolai sono i peggiori calzati? Informazioni sulla maestria di un capo scultore e sui requisiti estetici in azione per il riutilizzo della sua tomba”, Alexis Den Doncker; 17.40, discussione; 18, apertura della mostra “REading REuse” nella sala principale dell’Ifao, alla presenza degli artisti. Cocktail di benvenuto nel giardino Ifao (solo relatori).
GIORNO 2 (31 OTTOBRE) IL PROBLEMA DELL’USURPAZIONE: TRA APPROPRAZIONE E OMAGGIO. Alle 8.45, riepilogo del giorno precedente e breve introduzione al tema della giornata. SESSIONE 4. LA POSTA IN GIOCO DEL POTERE. IL PRESTIGIO DEI CIMELI E DEL PATRIMONIO DEL PASSATO. Collezionare e fare tesaurIzzazione: 9, “Il passato presente: oggetti curati dalle tombe dell’Apulia centrale (525-350 a.C.)”, Bice Peruzzi; 9.20, “Doni diplomatici, cimeli o manufatti scambiati? Recinzioni nell’antichità”, Karin Kopetzky; 9.40, discussione. Premi e memoriali. Decontestualizzare e “museificare”: 9.50, “Frammenti di statue egiziane a Kerma: doni diplomatici? Rituali di esecrazione?”, Dietrich Raue e Simon Connor; 10.10, “Fuori contesto: la semiotica del riutilizzo monumentale”, Benjamin de Almeida; 10.30, discussione; 10.40, pausa caffè. Il signore del riuso. Ramses II e i suoi imitatori: 11, “Ramses il Grande fa rivivere i monumenti abbandonati”, Hourig Sourouzian; 11.30, “Modelli di riutilizzo durante il tardo periodo ramesside e il successivo”, Simone Burger; 11.50, “Imitare il faraone? Riutilizzo di statue antiche da parte di individui non reali sotto Ramses II”, Simon Connor e Tom Hardwick; 12.10, discussione; 12.30, pausa pranzo. Riutilizzo in bella vista o riuso mimetizzato?: 14, “Riutilizzo del tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari. Il caso delle cancellature e delle reincisioni sotto il regno di Thutmosi III”, Katarzyna Kapiec; 14.20, “Riuso e riconversione degli obelischi nell’impero romano”, Nicola Barbagli; 14.40, discussione. SESSIONE 5. LO SPECIALE INTERESSE DEL RIUSO FUNERARIO. Oltre la disfunzionalizzazione: fatto per la tomba?: 14.50, “Manufatti funerari modificati: pratica e significato”, Helen Strudwick e Melanie Pitkin (online); “Questo è riuso? Immagini del vestiario bizantino: riciclo o utilizzo a lungo termine?”, Apolline Gay; 15.30, discussione; 15.40, pausa caffè. “C’è spazio per due” – su “usurpazione”, salvataggio e omaggio: 16, “Ripensare il riutilizzo delle tombe nell’antico Egitto”, Carina van den Hoven; 16.20, “Il riutilizzo degli ushabti nell’antico Egitto”, Rahel Glanzmann; 16.40, discussione. Fatto per il riutilizzo?: 16.50, FOCUS TALK: “Identità dell’immagine e biografia dell’oggetto: considerazioni sui sarcofagi egiziani “gialli” della XXI dinastia”, Cynthia May Sheikholeslami e Jaume Vilaró Fabregat; FOCUS TALK: “Proprietà dei sarcofagi gialli e “biografia dell’oggetto” durante la XXI dinastia”, Jaume Vilaró Fabregat; 17.25, discussione.
GIORNO 3 (1° NOVEMBRE) RIUTILIZZO ORIENTATO ALL’IMMAGINE E COMPORTAMENTO VERSO LE IMMAGINI (1) Alle 8.45, riepilogo del giorno precedente e breve introduzione al tema della sessione del giorno. SESSIONE 6. COMPRENSIONE DELL’OGGETTO STRANIERO. REINTERPRETARE, RIMOTIVARE? Contatti culturali e distanza geografica: 9, “Il riuso della statuaria dell’antico Egitto in contesti non egiziani”, Ashley Arico; 9.20, “L’uso e il riutilizzo degli amuleti egiziani nelle antiche necropoli del Mediterraneo”, Carmen Muñoz; 9.40, “Oggetti egiziani a Mishrifa/Qatna”, Alexander Ahrens; 10, discussione; 10.15, pausa caffè. Distanza cronologica e “lIsIbIlItà”: 10.40, “Riuso e riciclo dell’arte monumentale preistorica: il caso dei vishap armeni”, Alessandra Gilibert; 11, “Riuso della scultura antica nell’Egitto islamico medievale: atteggiamenti e pratiche”, Jorge Elices Ocón; 11.20, “Frammenti di una biografia dell’Anfiteatro Romano di Lucca”, Aloisia de Trafford; 11.40, discussione. SESSIONE 7. IMMAGINI A FACCIA IN GIÙ. IL RIUTILIZZO PUÒ NON AVERE ALCUNA UTILITÀ PER LE IMMAGINI? 11.50, “Il riutilizzo delle lastre decorate nella costruzione delle tombe megalitiche neolitiche in Europa occidentale (V-III millennio a.C.)”, Guillaume Robin (online); 12.10, discussione; 12.20, FOCUS TALK: “Un blocco decorato riutilizzato da Karnak”, Khaled Ismail; 12.35, FOCUS TALK: “Il concetto di inquinamento semantico”, Benjamin de Almeida; 12.50, discussione; 13, pranzo leggero. Escursione al Cairo islamico. Cena al Cairo islamico (hotel Riad) (solo relatori).
GIORNO 4 (2 NOVEMBRE) RIUSO ORIENTATO ALL’IMMAGINE E COMPORTAMENTO VERSO LE IMMAGINI (2) Alle 8.45, riepilogo del giorno precedente e breve introduzione al tema della sessione del giorno. SESSIONE 8. AL DI LÀ DEGLI “SPOLIA” PURAMENTE ECONOMICI, COSA RENDE ATTRAENTE UN’IMMAGINE? 9, “Il riuso dei capitelli antichi nell’architettura religiosa islamica della Medina di Tunisi”, Khaoula Mighri (online); 9.20, “Il riuso delle iscrizioni geroglifiche nello spazio pubblico nel periodo medievale: economia o magia apotropaica?”, Jean-Charles Ducène; 9.40, FOCUS TALK: “Un frammento spoliato dell’antico Egitto nel Khanqah islamico medioevale di Shaykhu”, Peter J. Moore; 9.55, “Gli spolia pittorici nel Cairo medievale islamico: rivisitare il concetto di immagine contro natura“, Radwa Zaki; 10.15, discussione; 10.30, pausa caffè. SESSIONE 9. RESTAURO, RIPARAZIONE, RISTRUTTURAZIONE A che punto la rielaborazione si trasforma in una nuova opera d’arte?: 10.50, “Scavando più a fondo: il riutilizzo e la ristrutturazione delle chiese scavate nella roccia in Cappadocia”, Elizabeth Zanghi; 11.10, “Lettura dell’intervento materiale e interpretazione del riutilizzo nei ritratti della Roma imperiale”, Emily Frank; 11.30, “Strato su strato. Ridipintura degli edifici nell’Egitto romano”, Sara Kitat; 11.50, discussione. Politica, etica ed economia della conservazione e del restauro come riutilizzo: 12.05, FOCUS TALK: “Riutilizzo nel contesto del restauro, della ricostruzione e della distruzione: esempi tratti da siti del patrimonio culturale islamico e copto in Egitto”, Dina Bakhoum; 12.20, discussione; 12.30, pausa pranzo. SESSIONE 10. MANIPOLAZIONI FISICHE DI IMMAGINI ANTICHE Riutilizzo vs. distruzione. Funziona perché è rotto/sepolto/scartato: 14, “Efficacia attraverso la sepoltura: talismani etiopi”, Siena de Ménonville (online); 14.20, discussione; 14.30, FOCUS TALK: “Mutilare Min: dove è finito il fallo – e perché?”, Marion Claude; 14.45, FOCUS TALK: “Il Sumhuram Yakṣī e il semiotica della rottura”, Divya Kumar-Dumas; 15, pausa caffè. Gesti e credenze: 15.20, “La permanenza dell’oggetto: il tavolo delle offerte dell’antico Egitto come utensile, segnaposto e simbolo”, Esmeralda Lundius; 15.40, “Il riuso è nel dettaglio: riciclo di immagini funerarie attraverso contesti e media nel Nuovo Regno”, Silvia Zago; 16, discussione; 16.15, “Spunti di riflessione: alcuni casi di studio dall’Egitto e oltre”, Axelle Brémont e Simon Connor; 16.30, discussione; 16.45, breve pausa caffè; 17, discussione finale (con caffè).
Taranto. Al museo Archeologico nazionale si festeggia Halloween con “Reperti… da paura!”: visite tematiche per adulti al mattino, e i più piccoli al pomeriggio
Il museo Archeologico nazionale di Taranto si appresta a vivere il periodo più pauroso dell’anno dedicata alla Festa di Halloween. Il 30 e il 31 ottobre 2024, alle 11, il personale del MArTA accompagnerà i visitatori in “Reperti… da paura!”: una visita tematica, della durata di un’ora e mezza, destinata a grandi e piccini. Un viaggio nel tempo attraverso i corridoi dei due piani del museo di Taranto e le sue collezioni permanenti, alla coperta delle vicende avventurose di divinità, eroi e creature mostruose che si celano fra le vetrine. La visita delle 11 è prevista per un massimo di 25 partecipanti. Alle 16.30 invece la visita diventa un percorso con indizi e indovinelli tra i capolavori custoditi nelle sale del museo incontrando mostri e fantasmi, civette, gorgoni e satiri, dedicata a bambini tra i 6 e i 12 anni. La visita dura circa un’ora e mezza e al termine del percorso sarà consegnato a tutti i bambini un ricordo della giornata.
Roma. Al Palazzo delle Esposizioni la conferenza “Quello che Omero ha taciuto. Il viaggio dei Troiani verso Occidente tra archeologia, storia e mito” con Massimo Cultraro (Cnr-università di Palermo) nell’ambito della rassegna “Mirabilia Urbis. Racconti d’arte a Roma”
Sold-out in un lampo. È la conferenza “Quello che Omero ha taciuto. Il viaggio dei Troiani verso Occidente tra archeologia storia e mito” con Massimo Cultraro, dirigente di ricerca del CNR e docente di Archeologia egea all’università di Palermo, martedì 29 ottobre 2024, alle 18.30, al Palazzo delle Esposizioni a Roma, nell’ambito della rassegna “Mirabilia Urbis. Racconti d’arte a Roma” a cura di Ivana Della Portella e Irene Berlingò.

Heinrich Schliemann (1822-1890)
Nell’autunno del 1875 Heinrich Schliemann (1822-1890), il celebre scopritore di Troia, in un momento di difficoltà con le autorità ottomane che gli avevano revocato il permesso di scavo ad Hissarlik, si trasferisce a Roma, dando avvio ad un nuovo e ambizioso progetto di ricerca. Nasce l’idea di ricostruire la storia degli esuli troiani in Italia, attraverso una combinazione di indagini archeologiche e la rilettura del celebre mito della fuga di Enea dalla città di Troia. Seguendo il viaggio dei Troiani, Schliemann esplora prima Segesta ed Erice, alla ricerca della tomba di Anchise, per poi spostarsi nel Lazio, dove alcuni saggi di scavo presso Marino rivelano una necropoli ad incinerazione dell’età del Ferro, identificata con la mitica Alba Longa.
Padova. Prima conferenza della terza edizione di “Incontri bizantini e neogreci d’autunno” promossi dall’università di Padova tra ottobre e dicembre. Ecco il programma
La conferenza di Maria Rosa Caracausi dell’università di Palermo, martedì 29 ottobre 2024, apre la terza edizione di “Incontri bizantini e neogreci d’autunno” organizzati, in collaborazione con l’associazione italiana di Studi Bizantini e l’associazione nazionale di Studi Neogreci, da Niccolò Zorzi e Francesco Scalora del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova, nell’ambito degli insegnamenti di Letteratura bizantina, Filologia bizantina, Storia e civiltà bizantina, “Tra Oriente e Occidente: da Bisanzio al Rinascimento italiano, Lingua e Letteratura neogreca”, che riuniscono giovani ricercatori e studiosi affermati, che presentano ricerche in corso o sintesi critiche. Gli incontri si tengono da ottobre a dicembre 2024 a Palazzo Maldura e al Complesso di Beato Pellegrino di Padova, aperti agli studenti della laurea triennale e magistrale, i dottorandi, gli assegnisti e tutti gli interessati.
IL PROGRAMMA. Martedì 29 ottobre 2024, alle 16.30, al Complesso Beato Pellegrino, Maria Rosa Carausi (università di Palermo) in “Jorgos Seferis, Οι γάτες τ’ Αϊ-Νικόλα: storia di una poesia”; giovedì 31 ottobre 2024, alle 14.30, al Complesso Beato Pellegrino, Lambros Liavas (National and Kapodistrian University of Athens) in “Music in the Aegean: the Sounding Sea. The musical tradition of the Aegean Archipelago from Antiquity toour days”; martedì 19 novembre 2024, alle 12.30, a Palazzo Maldura (aula Scattola), Daniele Tinterri (università di Padova) in “Le voci dei greci negli archivi genovesi e veneziani. Appunti sulla società dell’Egeo tardomedievale”; lunedì 25 novembre 2024, alle 12.30, a Palazzo Maldura (aula Scattola), Vivien Prigent (Ecole Française de Rome – CNRS Paris) in “Bisanzio e l’Occidente nel secolo XI: nuove sfide, nuove opportunità”; mercoledì 11 dicembre 2024, alle 14.30, a Palazzo Maldura (aula Scattola), Massimo Peri (università di Padova) in “Ideologia e metrica neogreca”.

Con la cerimonia del taglio del nastro al Next al via giovedì 31 ottobre 2024 la XXVI edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, a Paestum fino a domenica 3 novembre 2024. La BMTA è promossa da Regione Campania, Città di Capaccio Paestum, parchi archeologici di Paestum e Velia in collaborazione con la Camera di Commercio di Salerno, la Provincia di Salerno, il parco nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni. Ideata e organizzata dalla Leader srl. Il Next, ex Tabacchificio Cafasso, sito di archeologia industriale risalente agli anni Venti, quando vi lavoravano 300 tabacchine e in occasione dello sbarco a Paestum del 1943 sede del comando degli Alleati, “simbolo della Piana del Sele” come lo definì il critico d’arte e filosofo Gillo Dorfles. Ingresso gratuito alla BMTA, esteso anche al Parco archeologico e al Museo nazionale, oltre allo sconto del 30% sulle Frecce di Trenitalia per chi raggiunge Napoli o Salerno. Info su bmta.it

IL DIALOGO INTERCULTURALE E IL PREMIO INTITOLATO A Khaled al-Asaad Già dai tempi della distruzione dei Buddha di Bamiyan, poi dei siti e musei archeologici in Afghanistan e in Iraq, la Borsa ha avuto un occhio sempre attento ai Paesi vetrina di guerre o conflitti. Nel 2015, dopo che la BMTA per anni ha sempre eletto un Paese ospite ufficiale, la drammatica distruzione del sito archeologico di Palmira e l’attentato al Museo del Bardo a Tunisi trovarono protagonismo nell’immagine coordinata a ricordo di quanto accaduto, così come fu istituito annualmente un premio dedicato a Khaled al-Asaad, l’International Archaeological Discovery Award, l’archeologo che aveva pagato con la vita per mano dell’Isis e che premia la scoperta archeologica dell’anno a livello internazionale, quale riconoscimento per gli archeologi, protagonisti nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio dell’umanità. La 10ª edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” è stata vinta dalla scoperta del MOLA Museum of London Archaeology dei resti di un mausoleo romano a Londra nel quartiere di Southwark. Il Premio si inserisce a pieno titolo come buona pratica di dialogo interculturale e della cooperazione tra popoli, tematiche che la BMTA ha portato a Paestum quale luogo di incontro (legittimato dalla partecipazione dei vertici delle Nazioni Unite della Cultura di Parigi, UNESCO, e del Turismo di Madrid, UNWTO, ora UN Tourism) tra accademici, archeologi e operatori turistico culturali, che hanno lavorato a progetti e tavoli comuni, nel solco di una visione culturale, dove non esistono frontiere e ideologie, vedi anche il gemellaggio con Palmira nel 2018 e quest’anno l’incontro “Cultura, archeologia, turismo: identità mediterranee” organizzato dal “Cortile dei Gentili” (Fondazione guidata dal Card. Gianfranco Ravasi per promuovere il dialogo tra credenti e non credenti sulle grandi questioni etiche e culturali del nostro tempo) in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede e con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e con la partecipazione dei direttori del Colosseo Alfonsina Russo e di Pompei Gabriel Zuchtriegel.




I PREMI Il premio “Paestum Mario Napoli” a Acropolis Museum, Atene; e Fondazione Mont’e Prama, Sardegna. Il premio internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” alla migliore mostra dalla valenza scientifica internazionale “Le vie dell’acqua a Mediolanum” al civico museo Archeologico di Milano: la mostra ha documentato per la prima volta lo straordinario lavoro di ingegneria idraulica messo in opera a Mediolanum in epoca romana e in gran parte conservatosi nel sottosuolo urbano. Metodologicamente ha un suo valore didattico e disciplinare per ciò che si intende come archeologia subacquea, ovvero il rapporto tra l’uomo e l’acqua nel tempo, conservatosi sott’acqua o in ambiente umido. Il premio al progetto più innovativo a cura di Istituzioni, Musei e Parchi Archeologici a White Crane Ridge (Baiheliang) Underwater Museum, Cina: il primo museo sottomarino della Cina e “il primo museo sottomarino accessibile senza immersioni al mondo” riconosciuto dall’UNESCO. Il premio al miglior contributo giornalistico in termini di divulgazione a John Pedeferri giornalista Sky TG24, ideatore e curatore del podcast “Trafug’Arte”. Numerose le puntate dedicate all’archeologia subacquea, tra le quali memorabili quelle sui Bronzi di Riace e sull’Atleta di Lisippo rinvenuto nell’Adriatico davanti alla città di Fano. Le sue trasmissioni si distinguono per il coinvolgimento di personaggi del mondo scientifico quanto di persone che vivono nei luoghi vicino al rinvenimento di opere d’arte, poi, in parte o totalmente finite all’estero. Il premio riconoscimento alla carriera a Luis Filipe Monteiro Vieira de Castro: professore di archeologia subacquea alla prestigiosa Università di Coimbra, si è affermato come archeologo subacqueo navale attraverso una lunga carriera maturata in Portogallo, Stati Uniti, Italia. Ha saputo coniugare archeologia subacquea, archeologia navale e storia, antropologia: questa modalità interdisciplinare gli ha permesso di raggiungere risultati importanti per la storia del rapporto tra l’uomo e il mare, non solo nell’antichità. Il premio “Antonella Fiammenghi” conferito agli studenti universitari che hanno svolto la migliore tesi di laurea sul turismo archeologico.
Mercoledì 30 ottobre 2024, alle 17.30, nell’aula di Archeologia del museo dell’Arte classica del dipartimento di Scienze dell’Antichità – Polo Museale – Sapienza Università di Roma, presentazione del libro “Museo dell’Arte Classica: Gipsoteca. Volume II” di Raffaella Bucolo (Casa Editrice Aguaplano). Dopo i saluti di Giorgio Piras, direttore del dipartimento di Scienze delle Antichità di Sapienza università Roma; e Claudia Carlucci, direttrice del polo museale Sapienza, presentano Anna Anguissola, università di Pisa; Claudia Cecamore, museo della Civiltà Romana; Simone Rambaldi, università di Palermo.
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