Roma. Al CNR-ISPC il workshop internazionale, in presenza e online, “Ricercando l’infanzia. Percezione e rappresentazione dei bambini nel Mediterraneo antico” nell’ambito del progetto “Invisible Actors” che ha l’obiettivo di gettare nuova luce sugli “attori invisibili” nella società fenicia e punica
“Ricercando l’infanzia. Percezione e rappresentazione dei bambini nel Mediterraneo antico” è il titolo del workshop Internazionale nell’ambito del progetto “Invisible Actors”. Appuntamento venerdì 15 novembre 2024, alle 9.30, in presenza nella Sala Convegni dell’Edificio 6, Area della Ricerca di Roma 1, del CNR – Istituto di Scienze del Patrimonio culturale, in via Salaria km. 29,300, a Roma. Per partecipare online è necessario inviare una richiesta a ispc.socialboard@ispc.cnr.it. Il workshop si può seguire anche online su piattaforma Teams, basta farne richiesta inviando una mail a ispc.socialboard@ispc.cnr.it: si riceverà il link per seguire online. Durante il workshop internazionale a cura di Massimo Botto e Emanuele Madrigali del CNR-ISPC di Roma, organizzato nell’ambito del progetto PRIN2022 Invisible Actors e dedicato all’infanzia, si affronteranno con spirito critico le metodologie di studio e si esploreranno le tendenze innovative dei più recenti percorsi analitici, illustrando significativi casi di studio e delineando le future prospettive della ricerca. Con un approccio interdisciplinare saranno dibattuti temi e contesti di carattere storico, archeologico, mitografico, epigrafico, bio-archeologico con il contributo di studiose e studiosi che spazieranno da Oriente a Occidente lungo tutto il I millennio a.C., provando ad identificare e superare gli stereotipi che hanno influenzato l’immagine complessiva dei Fenici e dei loro vicini sia in relazione ai grandi processi storici che alle pratiche quotidiane come riflesse dal record archeologico.
Il progetto ha l’obiettivo di gettare nuova luce sugli “attori invisibili” nella società fenicia e punica. L’obiettivo è quello di studiare le donne e i bambini che, in quanto agenti storici, sono raramente al centro dell’attenzione degli studiosi. Ci proponiamo di esplorare diverse dimensioni della loro esperienza di vita utilizzando un approccio interdisciplinare, con l’obiettivo specifico di promuovere un nuovo paradigma interpretativo. Questo approccio nasce dal desiderio di identificare e superare gli stereotipi che hanno influenzato l’immagine complessiva dei Fenici e dei loro vicini in relazione sia ai principali processi storici che alle pratiche di vita quotidiana riflesse nella documentazione archeologica. Fino a poco tempo fa, gli studi fenici e punici sono stati in gran parte condizionati da un marcato punto di vista androcentrico. In questa prospettiva, le donne e i bambini sono emarginati (come avviene in particolare nell’interpretazione dei reperti archeologici) o posti al centro di rituali crudeli e nefasti (come nel caso delle ricostruzioni mitografiche e storiografiche basate su fonti classiche e bibliche che elaborano i sacrifici di bambini, la prostituzione sacra, ecc.).
Pompei. All’auditorium Stefano De Caro e Paola Miniero presentano il libro “La Casa di C. Giulio Polibio a Pompei (IX, 13, 1-3) e i bronzi del triclinio (EE)”, della collana “Quaderni di Studi Pompeiani”, curato dagli archeologi Fausto Zevi ed Elsa Nuzzo. Incontro promosso dall’associazione internazionale “Amici di Pompei”
Un volume destinato a rimanere un punto fermo nella conoscenza della Casa pompeiana di C. Giulio Polibio e dei suoi arredi, quello che viene presentato nel nuovo incontro promosso dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS: appuntamento venerdì 15 novembre 2024, alle 17, all’auditorium scavi del parco archeologico di Pompei, per la presentazione del libro “La Casa di C. Giulio Polibio a Pompei (IX, 13, 1-3) e i bronzi del triclinio (EE)”, decimo volume della collana “Quaderni di Studi Pompeiani” edito dall’associazione Amici di Pompei, curato dagli archeologi Fausto Zevi ed Elsa Nuzzo, che, oltre ai puntuali articoli dei curatori si avvale anche di quelli di altri studiosi e tecnici del mondo antico, quali Klara De Decker, Domenico Esposito, Simona Minichino, Elisa Pucci e coautori, Grete Stefani e Antonio Varone, che completano e arricchiscono le varie parti dello studio. Il libro, alla presenza degli autori, verrà presentato dagli archeologi Stefano De Caro, già direttore generale Archeologia del ministero dei Beni culturali nonché direttore generale ICCROM, organismo intergovernativo con circa 150 stati membri per la conservazione e il restauro dei Beni Culturali in ogni parte del mondo; e Paola Miniero, già direttrice degli scavi di Stabia e del museo nazionale del Castello di Baia.

Copertina del libro “La Casa di C. Giulio Polibio a Pompei (IX, 13, 1-3) e i bronzi del triclinio (EE)” a cura di Fausto Zevi ed Elsa Nuzzo
L’opera, che ha avuto una lunga e profonda gestazione, era stata inizialmente concepita con l’intento di realizzare la pubblicazione definitiva degli splendidi bronzi tricliniari rinvenuti nel 1978 nella casa di Giulio Polibio a Pompei, ma si è poi subito allargata, in assenza di una pubblicazione definitiva sulla casa, allo studio del contesto storico e della realtà culturale in cui si collocano i preziosi reperti. Sono state così investigate sia la figura degli abitatori della casa, sia la storia edilizia dell’edificio, mirabile esempio di abitazione sannitica conservatasi pressoché immutata fino al 79 dopo l’accorpamento di due “case a schiera” avvenuto nel tardo II sec. a.C. Nello stesso tempo sono stati analizzati gli arredi pittorici del complesso, né si è trascurato uno sguardo generale sui corredi tricliniari di Pompei, mentre un capitolo speciale è stato riservato al lungo e puntuale restauro eseguito sui bronzi presso l’Istituto Centrale del Restauro a Roma e l’Opificio delle Pietre Dure a Firenze. La parte centrale del lavoro è riservata all’analisi dei singoli reperti, mirabilmente illustrati anche dalle foto di Luciano e Marco Pedicini, dei quali vengono anche elencate le occasioni in cui essi sono stati presentati al pubblico in varie mostre ed esposizioni.

L’archeologo Fausto Zevi

L’archeologa Elsa Nuzzo
A curare il libro due archeologi legati alla storia del sito vesuviano. Fausto Zevi, già soprintendente di Napoli e Pompei nonché ordinario di Archeologia all’università di Roma “La Sapienza”, è membro dell’Accademia dei Lincei; Elsa Nuzzo, archeologa formatasi alla Scuola Archeologica Italiana di Atene, è da anni operante su temi dell’archeologia campana.
Arona (No). Per “I Giovedì in Biblioteca” presentazione del libro “ArcheologA. Storie di Preistoria: un’autobiografia” di Monica Piancastelli che dialogherà con Anna Bernardoni, conservatrice archeologa all’Archemuseo Khaled al-Asaad
Giovedì 14 novembre 2024, alle 18, alla biblioteca civica di Arona (No), per il ciclo di incontri “I Giovedì in Biblioteca” presentazione del libro “ArcheologA. Storie di Preistoria: un’autobiografia” di Monica Piancastelli che dialogherà con Anna Bernardoni, conservatrice archeologa all’Archemuseo Khaled al-Asaad di Arona: Un punto di vista femminile su un mondo per lungo tempo maschile e un viaggio nei decenni che hanno cambiato il modo di fare archeologia ma anche la stessa società italiana.

Copertina del libro “ArcheologA. Storie di Preistoria: un’autobiografia” di Monica Piancastelli
Monica Piancastelli è geoarcheologa specializzata in Preistoria. Ha lavorato per venti anni nei cantieri archeologici di numerose regioni italiane. Ha tenuto corsi di formazione per tecnici di scavo e lezioni specialistiche in Master universitario, come docente a contratto. È autrice di articoli scientifici, di una guida narrata su Malta preistorica e di due libri per bambini. Negli ultimi anni ha condotto laboratori ludodidattici nelle scuole, curato eventi espositivi e costruito giocattoli della tradizione popolare. I balocchi della tradizione popolare in legno e altri materiali non hanno un’origine sempre nota, talvolta occorre andare indietro di millenni, come nel caso della trottola. Le mie mani di archeologa che un tempo scavavano la terra, ad un certo punto della mia storia, hanno prediletto la realizzazione di questi giocattoli. Tra i tanti costruiti, ne sono nati una decina che, per forma o per motivi decorativi, si sono ispirati ad opere e sintassi dell’arte mobiliare e parietale preistorica, divenendo preziosi dispositivi per accostare bambine e bambini all’origine dell’Arte, le cui tracce risalgono a oltre 40.000 anni fa. Passi autobiografici raccontano le fatiche fisiche e psicologiche della professione negli scavi archeologici e le peculiarità di un mestiere poco conosciuto al grande pubblico. Un omaggio anche ai tanti giovani il cui lavoro sul campo è stato ed è ancora sottovalutato.
Udine. A Palazzo Clabassi, per SABAP100, incontro, in presenza e on line, “Attenzione: FRAGILE! Riflessioni sulla tutela dell’architettura del XX secolo”, e a seguire il concerto Concerto del Viozzi Guitar Duo, nel centenario della nascita di Bruno Tonazzi, chitarrista e musicologo
Giovedì 14 novembre 2024 si concludono le giornate di studio organizzate nell’ambito delle iniziative volte a celebrare i 100 anni di vita della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia. Il terzo incontro, organizzato in collaborazione con il Segretariato Regionale del MiC per il Friuli Venezia Giulia, intitolato “Attenzione: FRAGILE! Riflessioni sulla tutela dell’architettura del XX secolo”, si terrà il 14 novembre a Palazzo Clabassi (via Zanon, 22 – Udine) dalle 10.30 alle 18. Sarà possibile seguire la giornata di studio anche da remoto collegandosi al seguente link: https://teams.microsoft.com/l/team/19%3AkP2cVRebdtei69HujfQ-Z1d6gnbRjFUSTP9QvI2nyFM1%40thread.tacv2/conversations?groupId=8ca5cefb-f4e1-47de-813b-8ea3ecaadede&tenantId=2ce1fa22-bde8-436d-b238-a0540d4f21d6. L’incontro di chiusura porrà l’accento sulle pratiche di tutela e conservazione del patrimonio del contemporaneo, caratterizzato da una duplice fragilità: quella intrinseca delle componenti materiche costituenti la costruzione, come il cemento armato, le pellicole polimeriche e i “nuovi” materiali sperimentati durante tutto il corso Novecento, e quella legata alla componente culturale, che spesso sembra dimenticarsi dell’apporto dell’architettura contemporanea alla definizione di quell’apparato socio-culturale al quale apparteniamo, negandone spesso quella dignità riconosciuta alle opere di un passato più remoto. All’incontro parteciperanno studiosi, professionisti e funzionari del ministero della Cultura che racconteranno esperienze diversificate per la tutela e la valorizzazione dell’architettura contemporanea, su scala nazionale e locale.

Navarons di Spilimbergo (Pn): oratorio di Nostra Signora di Lourdes di G. Gresleri – S. Varnier (foto sabap-fvg)
PROGRAMMA 10.30 -13.30: saluti istituzionali. Modera Valentina Minosi, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia. Interventi: Luciano Antonino Scuderi, Direzione Generale Creatività Contemporanea, “Il censimento delle architetture italiane dal 1945 a oggi come strumento di conoscenza”; Ugo Carughi, Past-President DOCOMOMO Italia – Member of the ICOMOS Italian National Council, “Procedure di tutela dell’architettura contemporanea in Italia e all’estero”; Paolo Nicoloso, università di Trieste, “Vecchie città e piani urbanistici: contrasti e accordi a Trieste, Udine, Gorizia e altrove. 1925-1941”; Sara di Resta, università IUAV, “Il restauro dei materiali dell’architettura contemporanea tra teoria e prassi”. 15 -18: Sergio Pratali Maffei, università di Trieste, “L’architettura contemporanea in Friuli Venezia Giulia: conoscenza e conservazione nelle attività dell’Università degli Studi di Trieste e di Do.Co.Mo.Mo. FVG”; Alessandro Bertoli, Comune di Udine, “TRA incantesimo e TRAsformazione”; Giulio Avon, Raggi e ArchiTetture, “La Città di Lignano come laboratorio di sperimentazione dell’architettura degli anni ’50 e ’60 del Novecento”; Vincenzo Giampaolo, SABAP FVG, “L’importanza della lettera d). Alcuni casi di tutela del contemporaneo in Friuli Venezia Giulia”; conclusioni.

A conclusione della giornata di studio organizzata dalla soprintendenza ABAP FVG, alle 19.30, per Centenario in Note, in occasione del centenario della nascita di Bruno Tonazzi, chitarrista, musicologo e insegnante, è in programma il Concerto del Viozzi Guitar Duo, a cura della Camerata Strumentale italiana. Il concerto è aperto al pubblico e gratuito. I posti sono limitati, è richiesta la prenotazione al seguente link: https://sabapfvg.cultura.gov.it/attenzione-fragile-riflessioni-sulla-tutela-dellarchitettura-del-xx-secolo-giornata-di-studio-e-concerto/. Fabio Cascioli e Giulio Chiandetti sono i protagonisti del Viozzi Guitar Duo che, formatisi nel 1981 nella classe di Bruno Tonazzi, si sono esibiti nelle principali città italiane, europee e sono stati invitati dalla prestigiosa Università californiana UCLA di Los Angeles (USA). Bruno Tonazzi, una fra le più importanti personalità della civiltà musicale triestina del XX secolo, ha dato un indispensabile contributo alla rinascita e alla diffusione di musiche per chitarra, pubblicando per importanti editori italiani, svizzeri e germanici. Ha curato, fra le altre cose, la trascrizione in notazione moderna, la revisione e la diteggiatura di centinaia di composizioni per liuto e per chitarra di vari autori, antichi e moderni, e la pubblicazione di numerose opere a scopo didattico.
Napoli. A Palazzo Reale la soprintendenza presenta i risultati delle campagne di scavo 2023-2024 della Villa Augustea di Somma Vesuviana. Il soprintendente Nuzzo: “Un’occasione per condividere con il pubblico i risultati del lavoro di tutela e ricerca con prestigiose istituzioni internazionali”
Mercoledì 13 novembre 2024, alle 17, nella sala “Giovanni Carbonara” del Palazzo Reale di Napoli, presentazione delle campagne di scavo 2023-2024 della Villa Augustea di Somma Vesuviana, un importante appuntamento per raccontare le scoperte e i progressi delle ricerche in questo sito archeologico di grande valore storico. All’evento parteciperanno il soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, Mariano Nuzzo, e il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore di Sarno. Saranno presenti anche Antonio De Simone, responsabile della conservazione e del restauro del progetto per l’università Suor Orsola Benincasa, e Mauro Antonio Di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, che offriranno approfondimenti sul contributo delle rispettive istituzioni al progetto. Dal Giappone interverranno Satoshi Matsuyama, direttore tecnico dello scavo, e Mariko Muramatsu, referente del progetto per l’Italia, entrambi rappresentanti della The University of Tokyo, insieme a Claudia Angelelli, archeologa responsabile scientifica dello scavo per la stessa università. Completeranno il parterre Luca Di Franco, funzionario SABAP NA-MET responsabile dell’area archeologica, e Daniele De Simone, funzionario archeologo SABAP NA-MET responsabile di zona. Questa occasione di confronto e dialogo tra esperti italiani e giapponesi offrirà al pubblico una visione completa sulle metodologie di scavo, sulle ultime scoperte e sulle prospettive future della ricerca. “La presentazione delle campagne di scavo della Villa Augustea”, dichiara il soprintendente Mariano Nuzzo, “rappresenta un momento cruciale per condividere con il pubblico i risultati del lavoro di tutela e ricerca svolto in collaborazione con prestigiose istituzioni internazionali. È nostro impegno proseguire in questo percorso di conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio culturale, al fine di restituire alla comunità e alle future generazioni un’eredità storica di inestimabile valore”.
Milano. A BookCity Giuseppe Sassatelli e Maurizio Harari presentano “Bologna etrusca. La città invisibile”, primo appuntamento del ciclo “Mitologia e Antichità” promosso dalla Fondazione Luigi Rovati
Per il secondo anno Fondazione Luigi Rovati partecipa a BookCity (11-17 novembre 2024) con un palinsesto di cinque appuntamenti su “Mitologia e Antichità”. Martedì 12 novembre 2024, alle 18, Giuseppe Sassatelli e Maurizio Harari presentano “Bologna etrusca. La città “invisibile”, edito da Bologna University Press.

Copertina del libro “Bologna etrusca. La città invisibile” di Giuseppe Sassatelli (Editore Bologna University Press)
Al contrario delle “città invisibili” di Italo Calvino che vivono solo nella fantasia di Marco Polo e nella credulità del Kublai Khan, la Bologna etrusca non si vede, ma è reale e concreta. Nel suo abitato di straordinaria estensione, nei suoi luoghi di sepoltura, specchio fedele della società e dei cittadini, nella sua economia agricola e nel controllo della fertile pianura padana, nella sua dimensione produttiva, nel suo ruolo di snodo commerciale tra il Mediterraneo e l’Europa. Per la prima e unica volta nella sua storia, con gli Etruschi, Bologna è stata una grande capitale. Il libro intende raccontare il lungo e complesso periodo storico che va dal X al IV secolo a.C., sulla base delle tracce archeologiche dell’abitato etrusco e delle necropoli recuperate dal sottosuolo della città, delle sue vie, delle sue piazze e delle sue case, tracce non più visibili, ma bene individuate dalla ricerca archeologica che dura da tanti anni. Manca comunque uno strumento conoscitivo che metta insieme tutti i dati disponibili fornendo un quadro complessivo dell’estensione della città, della sua struttura, della sua importanza territoriale e del suo ruolo economico. Questo si propone il libro “Bologna etrusca. La città invisibile”. L’esigenza di una sintesi su una lunga e importante fase della storia più antica è particolarmente sentita in ragione dei molti scavi, fatti in particole negli ultimi decenni in occasione di diversi interventi urbani, dai quali è emerso un quadro completamente nuovo della città etrusca e del suo ruolo storico. Un ricco apparato di figure e fotografie accompagna il lettore in questa narrazione. Il volume è completato dai testi delle principali fonti scritte greche e latine sulla città e da una bibliografia di approfondimento.
Gli altri appuntamenti: Sabato 16 novembre alle 15, Roberto Piumini, Milva Maria Cappellini con Enrica Caretta presentano “Il dio spezzato. Tra arte e mito”, edito dalle Edizioni di Storia e Letteratura. Sabato 16 novembre alle 18, Silvia Romani e Mauro Bonazzi presentano “Omero oltre Omero: in guerra con i Greci”, edito da Il Mulino. Domenica 17 novembre alle 11, Guido Barbujani presenta “L’alba della storia. Una rivoluzione iniziata diecimila anni fa”, edito da Laterza. Domenica 17 novembre alle 18, Laura Pepe e Mauro Bonazzi presentano “Sparta”, edito da Laterza.
Spalato (Croazia). All’ottava edizione del Festival Internazionale del Cinema Archeologico (MFAF) vince il film francese “Mysteries of the Bayeux Tapestry / Misteri dell’arazzo di Bayeux” di Alexis de Favitski. Riconoscimenti a due film di produzione italiana “L’oro di Venezia” di Nicola Pittarello e “Black Italian Renaissance” di Christiano Di Mattia

Cerimonia di premiazione dell’8. Festival Internazionale del Film Archeologico di Spalato (MFAF 7-9 novembre 2024 (foto mfaf)
Nel palmares dell’8. Festival Internazionale del Film Archeologico di Spalato (MFAF 7-9 novembre 2024) ci sono due dei quattro film di produzione italiana in concorso (vedi Spalato (Croazia). Al via l’ottava edizione del Festival Internazionale del Cinema Archeologico (MFAF): tre giorni di proiezioni, workshop e conferenze, con 18 film in concorso tra cui 4 produzioni italiane. Ecco i titoli | archeologiavocidalpassato): sono il film “L’oro di Venezia” diretto da Nicola Pittarello e il film “Black Italian Renaissance” dal regista Christiano Di Mattia. Ma vediamo nel dettaglio tutti i premi.

Frame del film francese “Mysteries of the Bayeux Tapestry / Misteri dell’arazzo di Bayeux” diretto da Alexis de Favitski
Il primo premio dell’8. Festival Internazionale del Film Archeologico di Spalato è andato al film francese “Mysteries of the Bayeux Tapestry / Misteri dell’arazzo di Bayeux”, diretto da Alexis de Favitski (Francia 2022, 59’). L’Arazzo di Bayeux è un’opera d’arte straordinaria e unica che è sopravvissuta per quasi 1.000 anni. Realizzato nell’XI secolo, racconta la storia della rivendicazione di Guglielmo di Normandia al trono inglese, culminata nell’invasione normanna dell’Inghilterra e nella battaglia di Hastings. Con una lunghezza di quasi 70 metri, l’Arazzo di Bayeux comprende 623 personaggi, centinaia di animali e un’ampia varietà di scene che raffigurano la vita quotidiana ed eventi epici. È un tesoro di informazioni, che offre una visione straordinaria di un momento cruciale della storia.

Frame del film “L’oro di Venezia” di Nicola Pittarello
La giuria ha assegnato il secondo premio al film “L’oro di Venezia” diretto da Nicola Pittarello (Italia 2022, 55’). Pochi conoscono il rapporto tra la Repubblica di Venezia e i suoi possedimenti terrieri. Nei boschi veneti, friulani e istriani, Venezia trovava il legno indispensabile per costruire le navi da guerra. Per preservare tali materiali, la Serenissima attuò una serie di buone pratiche volte a salvaguardare il territorio, dando luogo anche a un profondo cambiamento di mentalità.

Frame del film “The Time They Spent Here” diretto da Ed Owles
Mentre il terzo è stato vinto dal film “The Time They Spent Here” diretto da Ed Owles (Regno Unito 2023, 10’). Qual è la magia dell’arte rupestre? Due esperti archeologi attivi a Tanum, in Svezia, provano a comprendere quale sia il metodo migliore per catalogare le incisioni svedesi dell’Età del Bronzo ed esaminano le differenze tra documentazione analogica e digitale.

Frame del film “The black Italian Renaissance / Rinascimento nascosto” di Cristian di Mattia
Quest’anno, la giuria di esperti ha assegnato due premi speciali: per il cortometraggio è stato assegnato al film “Kurnati: l’alfabeto della memoria – Walls”, diretto da Mateja Šarić, e per il lungometraggio, il premio è andato al film “The black Italian Renaissance / Rinascimento nascosto” di Cristian di Mattia (Italia 2023, 90’). Il film racconta le vite di personaggi afro-discendenti nell’Italia Rinascimentale, legati tra loro dalla diffusione delle esplorazioni geografiche del XV e XVI secolo, e che, in modi diversi, hanno segnato la Storia. I loro volti fanno capolino tra le tele di alcune delle più grandi opere d’arte di tutti i tempi. I loro nomi sono sparsi tra i libri mastri di archivi antichi. Raccontando le storie di nobili, schiavi, ambasciatori e cavalieri, il documentario svela come il concetto rinascimentale di “razza” fosse diverso da quello che conosciamo oggi.
“Porte aperte al Deposito archeologico di Granarolo dell’Emilia” in occasione della Festa del Borgo di Granarolo dell’Emilia (Bo)
“Porte aperte al Deposito archeologico di Granarolo dell’Emilia”: in occasione della Festa del Borgo di Granarolo dell’Emilia (Bo), sabato 9 novembre 2024, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le provincie di Modena Reggio Emilia e Ferrara, dal 14.30 alle 17.30, apre le porte del deposito archeologico inaugurato nel 2020 all’interno del Borgo Servizi, in via San Donato 74, grazie alla collaborazione del Comune di Granarolo dell’Emilia e dell’associazione Hydria Aps. Ingresso libero senza necessità di prenotazione. I minori devono essere accompagnati da un adulto. Dopo l’ultima apertura del 29 settembre 2024, durante la quale i visitatori hanno potuto comprendere il compito di tutela svolto dalla Soprintendenza e ascoltare una dottoranda che sta svolgendo uno studio su un sito archeologico del territorio, il 9 novembre 2024 saranno esposti al pubblico gli esiti preliminari degli ultimissimi scavi condotti dalla SABAP-BO e, di seguito, un’antropologa racconterà come studiare i resti umani rinvenuti negli scavi e quali dati ottenere dall’analisi degli stessi.

Mercoledì 13 e giovedì 14 novembre 2024 al teatro Caio Melisso di Spoleto (Pg) il convegno “Sulle tracce dei Longobardi”, organizzato dall’Associazione Italia Langobardorum, ente di gestione del sito seriale UNESCO “I Longobardi in Italia – I luoghi del potere (568-774 d.C.)”. Il convegno, a partecipazione libera e organizzato grazie alle risorse erogate dal ministero della Cultura a valere sulla legge 77/2006 dedicata ai siti UNESCO, rappresenta un importante momento di riflessione scientifica, che si rivolge non solo agli specialisti, ma a una platea ampia ed eterogenea, con l’obiettivo di condividere con il grande pubblico le nuove scoperte e conoscenze legate alla civiltà dei Longobardi. Dopo numerose iniziative di successo sui temi della promozione, della divulgazione conoscitiva e dell’educazione culturale, connessi alla valorizzazione del sito seriale UNESCO, l’Associazione Italia Langobardorum punta nuovamente i riflettori sui temi della ricerca coinvolgendo studiosi di rilevanza internazionale, con interventi che spazieranno dalla geopolitica del VI secolo alle pratiche funerarie, fino all’architettura religiosa longobarda, le forme di insediamento e la presenza dei Longobardi nei musei, presentando anche una serie di case studies focalizzati sui sette gruppi monumentali appartenenti al sito seriale UNESCO.
Il programma e il taglio scientifico del convegno sono stati messi a punto e definiti grazie al comitato scientifico composto da: Immacolata Aulisa (direttrice del Centro Studi Micaelici e Garganici dell’università di Bari Aldo Moro), Gian Pietro Brogiolo (già università di Padova), Angela Maria Ferroni (già ministero della Cultura), Paola Mercurelli Salari (direttrice museo del Ducato e Tempietto sul Clitunno), Piero Pruneti (direttore di Archeologia Viva e Tourisma), Marcello Rotili (già università del Sannio), Marco Sannazaro (università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Donatella Scortecci (università di Perugia) e Luca Villa e al coordinamento tecnico scientifico di Francesca Morandini, Fondazione Brescia Musei e responsabile di progetto per l’Associazione Italia Langobardorum; Maria Stovali, Comune di Spoleto e responsabile di progetto per l’Associazione Italia Langobardorum; e Arianna Petricone, responsabile di progetto per l’Associazione Italia Langobardorum.

Al via “Che non sia solo il 25 novembre”, il festival culturale organizzato da “Io Calabria Magazine” in collaborazione con i Parchi archeologici di Crotone e Sibari e dedicato al contrasto della violenza di genere. Appuntamento dal 9 al 23 novembre 2024 al museo Archeologico nazionale della Sibaritide. “Che l’archeologia (e la cultura in generale) possa essere un buon viatico per contrastare la violenza di genere ai parchi archeologici di Crotone e Sibari ne siamo ben consapevoli”, spiegano al museo della Sibaritide. “È per questo motivo che, a fine 2023, in collaborazione col Centro Antiviolenza Fabiana, abbiamo lanciato #nonRompeteci, una serie di azioni concrete (conferenze, laboratori tematici, un’asta di beneficenza i cui proventi sono stati utilizzati per finanziare un mensile che affronta il tema da vari punti di vista, e tanto altro) per contrastare la violenza di genere stimolando giovani e meno giovani per educarli alla cultura del rispetto, raccontare loro le donne del passato e la condizione contemporanea, attraverso un impegno civico necessario, un sistema di relazioni da costruire fin da piccoli, con una comunicazione sana che dia gli strumenti giusti a decodificare la violenza e le sue strategie. È su questa rotta che si inserisce anche “Che non sia solo il 25 novembre”, il festival culturale organizzato da Io Calabria Magazine in collaborazione con i parchi archeologici di Crotone e Sibari e dedicato al contrasto della violenza di genere che si terrà dal 9 al 23 novembre 2024 al museo Archeologico nazionale della Sibaritide”.
9 novembre 2024, alle 18, “L’inizio della storia delle discriminazioni attraverso la voce del mito”. Indagando le figure femminili nel mito greco, da Penelope a Clitemnestra, da Circe ad Arianna, fino ad arrivare a figure storiche della romanità come Poppea, proveremo a ripercorrere la storia del ruolo della donna nelle società antiche toccando “con mano”, attraverso i reperti archeologici, la vita quotidiana, le abitudini e i costumi femminili che sono stati parte di una storia dalle radici lontane, ma che resta comunque strettamente connessa alla nostra cultura. A cura di Gianluca Sapio, archeologo, giornalista, scrittore, e Paola Sammarro, giornalista e imprenditrice. Titolare del centro sanitario multidisciplinare Io Calabria e direttrice della testata giornalistica Io Calabria Magazine.
16 novembre 2024, alle 18, “La performance della mascolinità: e tu che uomo sei?”. L’inganno principale che la società patriarcale crea negli uomini? L’illusione della loro libertà. Gli uomini, al pari delle donne, sono intrappolati dentro schemi sociali e costrizioni culturali di genere talmente interiorizzati da inchiodarli, senza che neanche se ne accorgano, a comportamenti preconfezionati, rigidi, stereotipati. Come decostruire quindi il mito della mascolinità tossica? Con Lorenzo Gasparrini, filosofo femminista, formatore e autore di molti libri dedicati ai femminismi e alle nuove maschilità, pubblicati con vari editori, come Tlon, Eris, Effequ. Dialogano con Gasparrini: Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari e, ad interim, direttore regionale Musei Calabria, e Giovanna Vingelli, ricercatrice di sociologia, insegna “Differenze e disuguaglianze di genere” al dipartimento di Scienze politiche e sociali, Unical.
23 novembre 2024, alle 18, presentazione del libro “Corpi invisibili” (Ediz. Becco Giallo 2024) di Antonia Caruso (autore), Michela Rossi (illustratore), Chiara Melchionna (illustratore), dialoga con l’autrice Gemma-Anaïs Principe, archivista della soprintendenza Archivistica e bibliografica della Calabria, storica e critica d’arte. Si occupa di tutela e valorizzazione culturale.
Cosa succede quando un corpo viene ignorato, nascosto o ne viene proposta una percezione diversa? Questo corpo diventa invisibile. C’è chi non deve pensare al proprio corpo, quando è in pubblico, perché conforme, adatto, “normale”; e ci sono corpi invece che vengono (e sono sempre stati) tenuti fuori dalla sfera pubblica, dai luoghi fisici, dalle narrazioni. La loro assenza non si nota, anzi, al contrario turba la loro presenza perciò “lontano dagli occhi, lontano dal cuore” e questi corpi cessano di esistere, vengono dimenticati. L’idea di questo libro è quella di rappresentare i corpi invisibilizzati dal 1930 fino ai nostri tempi. A corredo degli incontri laboratorio gratuito per bambini “Il tuo corpo è tuo” a cura della dottoressa Valeria Aloe. Psicologa clinica e del benessere. Insegnante di Yoga Kundalini e pratiche mente/corpo. Rivolto ai bambini dai 6-10 anni max 10 persone dalle ore 18 alle ore 19, il 9 e il 16 novembre (su prenotazione) insegna ai bimbi a riconoscere e rispettare le parti del proprio corpo, i confini personali e l’importanza di stabilire e rispettare i propri spazi e quelli degli altri. Tramite la lettura condivisa del libro “Il tuo corpo è tuo” di Lucía Serrano e la pratica dello yoga, il laboratorio ha l’obiettivo di fornire strumenti per riconoscere situazioni inappropriate e come reagire. Promuove l’idea che ogni bambino ha il diritto di decidere cosa è giusto per il proprio corpo e l’incoraggia a parlare con adulti di fiducia se si sentono a disagio o minacciati. Per partecipare al laboratorio è necessario iscriversi inviando una mail a
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