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Bologna. Al museo civico Stefania Casini (civico museo Archeologico di Bergamo) in dialogo con Chiara Pizzirani (università di Bologna) su “La donna è mobile. Storie di donne tra Etruria padana e Italia settentrionale” secondo appuntamento del ciclo “Sì, viaggiare… identità e mobilità culturale in Etruria Padana e in Italia settentrionale”

bologna_archeologico_ciclo-si-viaggiare_casini-pizzirani_locandinaGiovedì 3 aprile 2025 secondo appuntamento del ciclo di incontri “Sì, viaggiare…”, organizzato in collaborazione con la sezione Etruria padana e Italia settentrionale dell’Istituto nazionale di Studi etruschi e Italici, nell’ambito del progetto “Sì, viaggiare… identità e mobilità culturale in Etruria Padana e in Italia settentrionale”: incontri durante i quali due studiosi si confronteranno su argomenti riconducibili al tema dell’identità nell’Italia antica, in una sorta di “botta e risposta” tra Etruschi di area padana e popolazioni delle regioni settentrionali. Appuntamento in sala conferenze del museo civico Archeologico di Bologna, alle 16.30, con Stefania Casini (civico museo Archeologico di Bergamo) e Chiara Pizzirani (università di Bologna) su “La donna è mobile. Storie di donne tra Etruria padana e Italia settentrionale”. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Prossimo appuntamento: giovedì 10 aprile 2025.

Roma. All’Istituto centrale per il Restauro il convegno “Il ruolo delle istituzioni di rilievo internazionale nella diffusione della cultura”

roma_icr_convegno-il-ruolo-delle-istituzioni-nella-tutela-e-diffusione-della-cultura_locandinaMercoledì 2 aprile 2025, alle 11, nell’aula magna “Cesare Brandi” dell’Istituto centrale per il Restauro, in via di San Michele a Roma, il convegno “Il ruolo delle istituzioni di rilievo internazionale nella diffusione della cultura”, che si propone di analizzare il ruolo chiave della cooperazione tra istituzioni nella promozione, valorizzazione e tutela della cultura a livello europeo e globale. In un mondo sempre più interconnesso, la cultura diventa un ponte tra nazioni, un veicolo di dialogo e sviluppo sociale. Per questo motivo, istituzioni come il CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), ONG attive nel settore culturale, associazioni di giovani professionisti del patrimonio e organismi governativi sono fondamentali per garantire la circolazione delle idee, il sostegno ai progetti culturali e la salvaguardia del patrimonio. Dopo i saluti istituzionali dell’arch. Luigi Oliva, direttore dell’ICR, e del dott. Francesco Lamonea, docente di Diritto Europeo al SAF ICR e funzionario della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il dibattito sarà moderato da Adriano Belli. Interventi: Angelo Pagliara, componente CESE, “Il ruolo ei compiti del Comitato Economico e l’importanza del coinvolgimento della società civile”; Davide Trono, vicepresidente Eurodemos ONG, “L’impatto delle organizzazioni non governative nel promuovere la cultura come strumento di inclusione e cittadinanza attiva”; Gianluca Buoncore, presidente AIGU (Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO), “Il contributo dei giovani nella diffusione dei valori dell’UNESCO e della protezione del patrimonio”; Mattia Peradotto, direttore UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), “L’importanza di una cultura inclusiva e accessibile, capace di combattere discriminazioni e favorire la diversità culturale”; Cesare Crova, ministero della Cultura ICR, “I lavori e gli interventi realizzati dall’ICR in altri paesi in virtù delle convenzioni internazionali”. Questo convegno rappresenta un’opportunità per esaminare il ruolo delle istituzioni nella tutela e diffusione della cultura, per illustrare alcune strategie di collaborazione tra enti governativi, ONG e istituzioni accademiche e soprattutto sottolineare l’importanza della cultura come strumento di coesione sociale e sviluppo sostenibile. L’evento è aperto a tutti gli interessati, inclusi professionisti del settore culturale, studenti, ricercatori e cittadini sensibili alle tematiche legate alla cultura e alla sua dimensione internazionale. Un’occasione di confronto che permetterà di gettare le basi per nuove sinergie e progetti futuri nel panorama culturale globale

Firenze. Anche ad aprile al museo Archeologico nazionale “Le passeggiate del venerdì”. Ecco il programma

firenze_passeggiate-del-venerdì_4-aprile_locandinaIl museo Archeologico nazionale di Firenze propone anche in aprile “Le passeggiate del venerdì” con visite guidate ai “Cortili dei Fiorentini” e alla mostra “Visioni di miti e riti etruschi a Firenze”. Venerdì 4 e venerdì 11 aprile 2025 sono infatti proposte due visite abbinate, con partenza alle 9.30 e alle 11.30, che comprenderanno il Cortile dei Fiorentini, eccezionale espositore di reperti archeologici della romana Florentia, e la guida alla mostra temporanea “Visioni di miti e riti etruschi a Firenze”. Le visite sono comprese nel costo del biglietto di ingresso al museo, con prenotazione obbligatoria, chiamando lo 055/2357744. In caso di maltempo, la visita al Cortile dei Fiorentini sarà sostituita da un percorso all’interno del Museo.

Torino. Al museo Egizio la conferenza “Ricette di produzione ceramica: chiavi per ricostruire il passato” con Silvia Amicone dell’università di Tubinga, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

torino_egizio_conferenza-ricette-di-produzione-ceramica_amicone_locandinaLa ceramica è una delle testimonianze più preziose per comprendere la vita quotidiana e le dinamiche sociali delle civiltà antiche. Oltre al loro valore estetico e funzionale, i manufatti ceramici ci offrono informazioni fondamentali sulle competenze tecnologiche e sulle conoscenze artigianali dei popoli del passato. Se ne parla al museo Egizio di Torino martedì 1° aprile 2025, alle 18.30, in sala conferenze nell’incontro “Ricette di produzione ceramica: chiavi per ricostruire il passato” con Silvia Amicone dell’università di Tubinga. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/ricette-di-produzione…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Questo intervento si focalizza su come lo studio interdisciplinare delle ricette di produzione ceramica possa rivelare non solo le tecnologie impiegate, ma anche le reti di scambio, le influenze culturali e le gerarchie sociali che ne hanno determinato lo sviluppo. Attraverso l’analisi scientifica dei materiali, unita a tecniche archeologiche e archeometriche, emergono nuove prospettive sulle interazioni tra tecnologia e società, permettendo di ricostruire non solo i processi produttivi, ma anche le relazioni umane e culturali che caratterizzavano le antiche civiltà.

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L’archeologa Silvia Amicone dell’università di Tubinga

Silvia Amicone è docente presso l’università di Tubinga, dove si occupa dello studio della tecnologia ceramica antica attraverso un approccio interdisciplinare. Dopo aver conseguito un dottorato in archeologia e archeometria, ha collaborato con numerosi istituti di ricerca internazionali, concentrandosi in particolare sulla produzione ceramica nel mondo antico. La sua ricerca unisce l’analisi dei materiali con metodi scientifici e archeologici per comprendere le tecniche e il sapere degli antichi ceramisti. Attraverso i suoi studi, indaga come le pratiche tecnologiche riflettano dinamiche sociali, culturali e commerciali. Ha pubblicato articoli in riviste accademiche internazionali ed è relatrice in numerose conferenze del settore. Oltre alla ricerca, è impegnata nella formazione di giovani studiosi e nello sviluppo di progetti di collaborazione interdisciplinare.

Alessandro Magno al centro di due appuntamenti speciali: un film (su Rai 5) e una conferenza alla SAIA (e on line)

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Il grande mosaico di Alessandro Magno e Dario al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)

Alessandro Magno al centro di due appuntamenti speciali, un film e una conferenza, mercoledì 2 aprile 2025: su Art Night (Rai 5) “Il volto di Alessandro”, alla Scuola archeologica italiana di Atene e on line “Painted Images of Alexander the Great in the Hellenistic Period”.

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Il volto di Alessandro, dal grande mosaico del Mann, reso tridimensionale: frame del documentario di Vanni Gandolfo (foto mann)

Il documentario Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario, scritto e diretto da Vanni Gandolfo, dopo l’anteprima mercoledì 26 marzo 2025 all’auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli (vedi Napoli. All’auditorium del museo Archeologico nazionale in anteprima il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo, in prima tv mercoledì 5 aprile in “Art Night” (su Rai 5): narra l’intervento epocale sul mosaico scoperto nel 1831 nella Casa del Fauno a Pompei | archeologiavocidalpassato), arriva in prima TV mercoledì 2 aprile 2025, alle 21.15 su Rai 5, all’interno di Art Night. napoli_mann_film-il-volto-di-alessandro_di-vanni-gandolfo_presentazione_locandinaProdotto da GA&A Productions in associazione con DOCLAB e in collaborazione con Rai Cultura, il documentario offre uno sguardo esclusivo sul complesso restauro del celebre Mosaico di Alessandro e Dario, uno dei più grandi tesori dell’arte antica, custodito al MANN. Quest’opera straordinaria, scoperta nel 1831 nella Casa del Fauno a Pompei, raffigura il trionfo di Alessandro Magno su Dario III di Persia e rappresenta una delle fonti più rilevanti per ricostruire le sembianze reali del leggendario condottiero macedone. Grazie a un approccio interdisciplinare, il restauro ha combinato tecnologie diagnostiche avanzate e metodologie innovative per preservare il mosaico e valorizzarne il significato storico e culturale. Parallelamente, il documentario esplora la ricerca sul volto “umano” di Alessandro attraverso l’intelligenza artificiale, con il contributo degli studenti dell’Accademia delle Arti e delle Nuove Tecnologie di Roma, che hanno confrontato fonti storiche e iconografiche, tra cui il celebre ritratto di Lisippo. Il documentario racconta un’impresa senza precedenti, in cui ricerca e innovazione si intrecciano per restituire al mondo uno dei più grandi capolavori dell’antichità.

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Il direttore Paolo Giulierini nel gruppo di operatori che ha portato a termine il ribaltamento del mosaico di Alessandro al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)

Iniziato nel marzo 2021, per iniziativa dell’allora direttore del Mann, Paolo Giulierini, il restauro del Gran musaico è giunto all’ultimo step, con la seconda fase esecutiva: completare il consolidamento degli strati preparatori originari del mosaico e realizzare un nuovo supporto. L’opera è in posizione orizzontale. Si prevede di chiudere i lavori entro l’estate 2025.

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Fasi del restauro del grande mosaico di Alessandro al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

“Il restauro del Mosaico di Alessandro”, commenta il direttore generale dei Musei Italiani, Massimo Osanna, “dimostra come un approccio interdisciplinare, che unisce ricerca, innovazione e metodologie avanzate, sia fondamentale per la conservazione e la piena comprensione di uno straordinario capolavoro dell’antichità. Un intervento che non si limita alla tutela materiale dell’opera, ma ne rafforza il valore storico e culturale, migliorandone la leggibilità e l’accessibilità, affinché possa essere pienamente fruibile all’interno di una narrazione ampia e completa, capace di coinvolgere tutti i pubblici”.

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Alla Scuola Archeologica Italiana di Atene la conferenza “Painted Images of Alexander the Great in the Hellenistic Period” con la prof.ssa Olga Palagia (National and Kapodistrian University of Athens). Appuntamento mercoledì 2 aprile 2025, alle 19, nell’Aula Magna “Doro Levi”, in odòs Parthenonos 14 ad Atene. La conferenza può essere seguita anche a distanza sul canale YouTube della SAIA, https://www.youtube.com/results….

Milano. All’università presentazione del libro “Spazi domestici nell’età del Bronzo: dall’individuazione alla restituzione” (Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, n. 16, 2023) a cura dell’archeologa Paola A.E. Bianchi e di Massimo Saracino archeologo preistorico del museo veronese

milano_università_libro-spazi-domestici-nell-età-del-bronzo_locandinaLunedì 31 marzo 2025, alle 10.30, in aula 435 del settore didattico dell’università di Milano, in via Festa del Perdono 7, presentazione del libro “Spazi domestici nell’età del Bronzo: dall’individuazione alla restituzione”, Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, n. 16, 2023. Intervengono Andrea Cardarelli (presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria) e i curatori Paola A.E. Bianchi (archeologa libera professionista) e Massimo Saracino (I-MUV museo di Storia naturale di Verona, sezione di Preistoria), in dialogo con Marta Rapi e Umberto Tecchiati (dipartimento di Beni culturali e ambientali, università di Milano).

“Il volume monografico “Spazi domestici nell’età del Bronzo”, che esce nella 2° serie delle Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, dedicata alle Scienze dell’Uomo”, scrive nella Presentazione Monica Miari già presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, “prende le mosse dall’Incontro Annuale di Preistoria e Protostoria tenutosi il 6 e 7 ottobre 2022 al Museo di Storia Naturale di Verona e delle conferenze online, propedeutiche all’evento, che l’hanno preceduto. L’incontro di studio, l’undicesimo da quando l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria ha promosso l’organizzazione di questi momenti di aggiornamento e di scambio di idee, centrati sull’attualità della ricerca e su tematiche circoscritte, ha inteso approfondire e analizzare il tema della “casa”, intesa come unità fisica e funzionale, nell’età del Bronzo. La realizzazione dello I.A.P.P. è stata possibile grazie al sostegno e alla collaborazione dei Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale, nonché all’impegno del Comitato Scientifico, composto da Paolo Bellintani, Maria Bernabò Brea, Paola A.E. Bianchi, Nicoletta Martinelli, Mara Migliavacca, Italo M. Muntoni, Cristiano Nicosia, Domenico Oione, Laura Pau, Giulia Recchia e Massimo Saracino. Da ricordare altresì la disponibilità di cooperazione offerta dalla direzione museo Archeologico nazionale di Verona, in occasione della visita alla sua esposizione permanente. Nel volume, preceduto da un’ampia introduzione scritta a quattro mani dai curatori e coordinatori dell’evento, Paola A.E. Bianchi e Massimo Saracino, è stata mantenuta la suddivisione in sezioni che aveva caratterizzato i lavori a Verona, a partire dall’inquadramento metodologico, per poi declinarsi in tre macro-aree tematiche: “Individuare e riconoscere lo spazio domestico”, “Scavo e ricostruzione dello spazio domestico”, “Strutture, materiali e analisi dello spazio domestico”. Mantenendo le promesse, la pubblicazione restituisce, quindi, alla comunità degli studiosi, un quadro aggiornato sulla tematica scelta, dall’illustrazione di nuovi contesti, alla presentazione di innovative metodologie di documentazione e indagine, all’aggiornamento puntuale e progressivo di alcuni dei più importanti siti di abitato dell’età del Bronzo in Italia”.

Forte dei Marmi (Lu). Finissage della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” con il concerto “Scene da Aida” in piazza Garibaldi

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Il Fortino. luogo iconico di Forte dei Marmi, ospita la mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” (foto graziano tavan)

Con le arie di “Aida” il Comune di Forte dei Marmi (Lu) celebra il finissage della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo”, che il 2 aprile 2025 chiude i battenti al Forte di Leopoldo I a Forte dei Marmi. Domenica 30 marzo 2025, alle 17, in piazza Garibaldi viene presentato “Scene da Aida”, un concerto lirico, tratto dalla celebre opera di Giuseppe Verdi, basata su un soggetto originale dell’archeologo francese Auguste Mariette, primo direttore del museo Egizio del Cairo. Sul palco in piazza Garibaldi saliranno il soprano Gianna Queni, il mezzosoprano Benedetta Mazzeto e il tenore Vladimir Reutov, che saranno accompagnati al pianoforte dal Maestro Cesare Goretta.  Per l’occasione, gli interpreti indosseranno raffinati abiti di scena storici, realizzati dalla celebre sartoria Cerratelli e messi gentilmente a disposizione dalla Fondazione omonima. In programma da Aida primo atto: “Celeste Aida” (tenore), “Ritorna vincitor” (soprano); da Aida atto secondo: “Fu la sorte dell’armi a tuoi funesta” (soprano-mezzosoprano); da Aida atto quarto: “Già i sacerdoti adunansi” (tenore-mezzosoprano), “La fatal pietra sovra me si chiuse… O terra addio” (Soprano-mezzosoprano-tenore). Ingresso libero.

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Bronzetto della dea Iside Lactans di epoca tarda alla alla mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” di Forte dei Marmi (foto graziano tavan)

“Aver avuto l’opportunità di ospitare una mostra di tale prestigio, l’unica esposizione organizzata in spazi esterni dal museo Egizio nell’anno del Bicentenario”, dichiara il sindaco di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, “è stato per noi un grande onore e motivo di immenso orgoglio. L’eccezionale successo di pubblico, in particolare l’entusiasmo con cui le scuole hanno accolto questa iniziativa, dimostra quanto sia essenziale investire nella cultura e nella conoscenza del nostro passato. L’elevata richiesta di visite ci ha spinti a prolungare l’esposizione, segno evidente dell’interesse e dell’apprezzamento che ha saputo suscitare. Questa straordinaria esperienza culturale ha rappresentato un’importante crescita per l’offerta del nostro territorio, rafforzando il ruolo di Forte dei Marmi come punto di riferimento per l’arte e la cultura. Siamo entusiasti di concludere questo percorso con un evento così suggestivo, che unirà la grande musica di Verdi alla magnificenza dell’arte egizia”.

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Mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi: da sinistra, il curatore Paolo Marini, il sindaco Bruno Murzi e il presidente della Fondazione Villa Bertelli Ermindo Tucci (foto graziano tavan)

“Un commiato originale e affascinante per una mostra unica, che ci ha proiettato nel mondo dell’antico Egitto”, aggiunge il presidente della Fondazione Villa Bertelli Ermindo Tucci. “Un percorso educativo e straordinario, che ci ha visti lavorare fianco a fianco del museo Egizio di Torino, una delle realtà museali più prestigiose del mondo nell’anno delle celebrazioni del bicentenario della sua nascita. Un valore aggiunto ad una iniziativa di grande spessore culturale e storico che ci ha arricchito, meravigliato e inorgoglito. La superba musica dell’Aida suggellerà degnamente questa nostra esperienza.  Ringrazio il direttore della Fondazione Cerratelli Diego Fiorini per il gentile prestito dei costumi di scena”.

Bibione (Ve). Giornata speciale alla villa romana di Mutteron dei Frati: visite guidate con Oderzo Cultura al mattino, e con gli archeologi di Regensburg e Padova nel pomeriggio sulle recenti scoperte

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Villa romana di Mutteron dei Frati a Bibione (Ve): campagna di scavo 2025 (foto bibione antica)

Giornata speciale quella di sabato 29 marzo 2025 alla villa romana di Mutteron dei Frati di Bibione (San Michele al Tagliamento, Ve) per iniziativa di Oderzo Cultura e di Bibione Antica, il servizio di informazione delle università di Regensburg e Padova che da anni portano avanti le ricerche archeologiche.

DepliantA5_MuseoIntornoMarzo25OKLa fondazione Oderzo Cultura promuove l’appuntamento “Il museo intorno – primavera 2025” dedicato a “Bibione tra archeologia e natura”: un percorso tra archeologia e natura, con la possibilità di visitare, in via eccezionale, il cantiere di scavo della villa romana di Mutteron dei Frati, condotto dall’università di Regensburg e dall’università di Padova con la collaborazione della soprintendenza ABAP-VE-MET, accompagnati dal gruppo di ricerca. Dalle 11 alle 12, visita al cantiere di scavo della villa romana di Mutteron dei Frati (Bibione), all’interno dell’area naturalistica Val Grande, accompagnati dal gruppo di ricerca. Dopo la pausa pranzo, dalle 14 alle 17, “L’area naturalistica Val Grande”: itinerario di circa 5 km alla scoperta dell’oasi naturalistica Val Grande, un’area naturale protetta di oltre trecento ettari tra pinete, lecci, canneti e zone umide, abitata da caprioli, fagiani, folaghe e fenicotteri, accompagnati da un’archeologa e una guida ambientale escursionistica.

bibione_mutteron-dei-frari_incontro-tra-archeologia-e-natura_bis_locandina“Open Day” allo scavo archeologico della villa romana di Mutteron dei Frati con gli archeologi delle università di Regensburg e Padova. Visite guidate alle 14.30, 15.30, e 16.30 per seguire l’équipe al lavoro, conoscere la storia del luogo e avere un’anteprima delle ultime scoperte. Durata un’ora. Ritrovo all’oasi naturalistica Val Grande, dietro il ristorante Havana.

Roma. A Palazzo Altemps presentazione del restauro di alcuni degli affreschi della cosiddetta Villa del Giurista, insieme al libro “La retorica dei frammenti” di Giorgio Sobrà e al video “La retorica dei frammenti” di Edoardo Mariani e Francesco Scognamiglio

roma_palazzo-altemps_presentazione-restauri-dipinti-villa-del-giurista_locandinaNel 2013 gli scavi di archeologia preventiva condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma nell’ambito dei lavori di ampliamento dell’Autostrada A24 portarono alla luce, in corrispondenza del Cavalcavia di Salone (IV Municipio di Roma Capitale), i resti di un’importante complesso residenziale di età tardo-repubblicana. Grazie al rinvenimento di frammenti di intonaco dipinto con la raffigurazione di temi e formule del diritto romano la proprietà della villa è stata attribuita, da Felice Costabile, al giurista Quinto Mucio Scevola (140-82 a.C.). Il restauro di alcuni degli affreschi della cosiddetta Villa del Giurista è protagonista dell’evento che si tiene venerdì 28 marzo 2025, alle 18.30, al teatro di Palazzo Altemps e che vede coinvolti la soprintendenza Speciale di Roma, il museo nazionale Romano, l’Istituto Centrale per il Restauro e la Fondazione Paola Droghetti Onlus. Intervengono Edith Gabrielli, direttrice generale delegata del museo nazionale Romano; Daniela Porro, soprintendente speciale di Roma; con Fabrizio Santi, funzionario archeologo responsabile del territorio; Luigi Oliva, direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro; e Vincenzo Ruggieri, presidente della Fondazione Paola Droghetti onlus. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

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Copertina del libro “La retorica dei frammenti. I dipinti murali di età repubblicana dalla “Villa del Giurista” in via di Salone – Studi e restauri” a cura di Giorgio Sobrà

Nell’occasione verranno presentati il video “La retorica dei frammenti” di Edoardo Mariani e Francesco Scognamiglio, prodotto dalla fondazione Paola Droghetti onlus, e il libro “La retorica dei frammenti. I dipinti murali di età repubblicana dalla “Villa del Giurista” in via di Salone – Studi e restauri” a cura di Giorgio Sobrà (Gangemi editore), XXXII volume della collana INTERVENTI d’arte sull’arte, che racconta e documenta un progetto di restauro di straordinaria importanza: il recupero e la valorizzazione di alcuni preziosi frammenti architettonici dipinti appartenenti a una villa romana di epoca repubblicana detta “la villa del Giurista” scavata in occasione della costruzione del Cavalcavia di Salone sul GRA dell’A24. “Le pagine di questo volume”, scrive nell’Introduzione Vincenzo Ruggieri, presidente della Fondazione Paola Droghetti, “non solo ripercorrono le fasi del restauro, ma offrono anche uno sguardo sulle scelte metodologiche adottate e sulle sfide affrontate. La complessità di questo lavoro si è rivelata in tutta la sua difficoltà quando i restauratori e gli studiosi si sono trovati di fronte a centinaia di frammenti, ognuno portatore di una storia, ma privato del proprio contesto originale. Ogni frammento era un tassello di un intricato puzzle in cui la pazienza e la competenza delle restauratrici si intrecciavano per restituire forma e significato a ciò che il tempo aveva frammentato”

Viterbo. Al museo Archeologico nazionale Etrusco “Rocca Albornoz” la conferenza “Vulci. Viaggio alla scoperta della società etrusca di età orientalizzante” con Simona Carosi e Carlo Regoli del ciclo “Raccontare l’archeologia nella Tuscia”

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Venerdì 28 marzo 2025, al museo Archeologico nazionale Etrusco “Rocca Albornoz”, alle 16.30, la conferenza “Vulci. Viaggio alla scoperta della società etrusca di età orientalizzante” a cura di Simona Carosi e Carlo Regoli, terzo incontro del ciclo di conferenze “Raccontare l’archeologia nella Tuscia” a cura della direzione regionale Musei nazionali Lazio, avviato a gennaio 2025, incentrato sui musei e sul territorio; gli incontri, tenuti da studiosi ed esperti di diverse discipline, presentano al pubblico le ricerche scientifiche e i progetti in fase di studio. Le conferenze continuano fino a dicembre e si tengono in due sedi prestigiose: il museo nazionale Etrusco di Rocca Albornoz di Viterbo e il museo Archeologico nazionale dell’Agro falisco e Forte Sangallo di Civita Castellana. L’incontro del 28 marzo presenta i risultati degli ultimi anni di scavo a Vulci con tutte le riflessioni connesse ai rituali, al profilo socio-culturale e produttivo che emergono dalle indagini nella necropoli settentrionale. Il panorama della società etrusca di età orientalizzante si arricchisce di dati grazie anche al supporto delle discipline di bio-archeologia.