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Pompei. Festa del Vino: al parco archeologico si torna a vendemmiare. Visite ai vigneti dell’area archeologica, brindisi con i vini di Feudi di San Gregorio e degustazione dell’olio IGP del Parco, Pumpaia

A Pompei si torna a vendemmiare e, con il taglio e la raccolta delle uve degli antichi vigneti dell’area archeologica, si celebra la Festa del Vino. Mercoledì 16 settembre 2026, alle 16.30, al Vigneto della Casa del Triclinio all’aperto, con ingresso da piazza Anfiteatro, in occasione della prima vendemmia – frutto del progetto vitivinicolo nato dal partenariato pubblico-privato con il Gruppo Tenute Capaldo, attraverso le cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco – i visitatori potranno conoscere alcuni dei vigneti dell’area archeologica e riscoprire il legame profondo con la vite e la cultura del vino. Con la Festa del Vino, dunque, Pompei ripropone in chiave contemporanea un momento che richiama gli antichi saperi agricoli legati a Bacco, dio del vino, della vite, della convivialità e della rinascita della natura. Un tema particolarmente significativo per il Parco, che nel corso del 2026 ha dedicato diverse attività e iniziative alla dimensione dionisiaca della vita pompeiana, anche a seguito della recente scoperta, nella Regio IX, 10, del salone del Tiaso.

Uva nelle vigne del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Per l’occasione sarà previsto un brindisi con i vini di Feudi di San Gregorio e una degustazione di pane e olio IGP del Parco, Pùmpaiia, e anche di altri prodotti della Parvula Domus – Fattoria culturale e sociale del Parco, espressione della produzione agricola contemporanea sviluppata all’interno del sito archeologico. Il raccolto di quest’anno riguarda i 14 piccoli vigneti custoditi all’interno delle Domus del Parco, per una superficie complessiva di poco più di un ettaro, coltivata anche con finalità di ricerca e didattica. Con la vendemmia 2026 il progetto entra nella sua prima fase produttiva, riportando nel cuore dell’antica città un gesto agricolo che apparteneva alla vita quotidiana dei suoi abitanti e che oggi torna a essere occasione di conoscenza, ricerca e condivisione.

Il vigneto al Foro Boario di Pompei, a un passo dall’anfiteatro (foto parco archeologico pompei)

Nel corso della giornata i visitatori potranno assistere alle attività della vendemmia, partecipare alle visite ad alcuni dei vigneti dell’area archeologica e prendere parte al momento conviviale con: brindisi con i vini di Feudi di San Gregorio; degustazione di pane e olio IGP del Parco, Pùmpaiia; prodotti della Parvula Domus/Fattoria culturale e sociale del parco. La giornata sarà anche un’occasione per raccontare il progetto vitivinicolo e il lavoro di ricerca che accompagna la cura dei vigneti di Pompei. Programma visite e attività didattiche: visite ai vigneti dell’orto dei fuggiaschi e del triclinio all’aperto a partire dalle 16. Visite e attività didattiche per i ragazzi presso il vigneto del Foro Boario dalle 15, a cura del Pompeii Children’s Museum. Laboratori su prenotazione su www.pompeiichildrenmuseum.it.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale al via il ciclo di aperture straordinarie serali “Scopriamo le Collezioni del MAF” con due visite guidate a cura di Barbara Arbeid e Gregorio Aversa

Mercoledì 16 settembre 2026 il museo Archeologico nazionale di Firenze inaugura il suo ciclo di aperture straordinarie serali “Scopriamo le Collezioni del MAF”, nelle quali saranno proposte visite guidate e attività di curatori e archeologi del museo, comprese nel costo del biglietto di ingresso, per far conoscere al pubblico particolarità e sorprese delle nostre collezioni. Il MAF, con ingresso da via della Colonna 38, è aperto dalle 18 alle 22, con ultimo ingresso alle 21.15. Appuntamento alle 18 e alle 20: “Dei, devoti e sacerdoti. Il mondo degli Etruschi nelle collezioni del MAF”, con Barbara Arbeid; alle 19 e alle 21: “Tra Grecia e Magna Grecia: il fascino di una cultura”, con Gregorio Aversa.

Roma. Alle Terme di Diocleziano per i “Mercoledì al Museo”, riprende il ciclo di conferenze “Il Museo si trasforma” con l’incontro “Terme di Diocleziano. Roma prima di Roma: il nuovo Museo”

Mercoledì 16 settembre 2026, alle 17, alle Terme di Diocleziano a Roma, per i “Mercoledì al Museo”, riprende il ciclo di conferenze “Il Museo si trasforma”, coordinato da Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano, e Saveria Petillo, dedicato ai grandi lavori del progetto URBS, dalla città alla campagna romana, il progetto finanziato dai fondi del Piano Nazionale Complementare al PNRR, con interventi a cura dei gruppi di lavoro coordinati dai Responsabili dei Progetti e dai Direttori dei Lavori con la partecipazione dei progettisti e delle imprese coinvolte. Il tema del primo appuntamento di questa nuova sessione del ciclo dedicata alle Terme di Diocleziano è “Terme di Diocleziano. Roma prima di Roma: il nuovo Museo”. Ingresso libero nel limite dei posti disponibili. Prenotazione obbligatoria al link: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-il-museo-si… Prossimi appuntamenti: 21 ottobre 2026, “Terme di Diocleziano. Le aule: restauri e allestimenti in corso”; 18 novembre 2026, “Terme di Diocleziano. Il nuovo ingresso e i nuovi percorsi di fruizione”.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la giornata di studi “Vulci a Villa Giulia. Rileggere la Tomba François nel suo contesto” a cura di Luana Toniolo, Laura Maria Michetti e Christian Mazet in occasione dell’acquisizione degli affreschi della Tomba François da parte dello Stato Italiano e della loro esposizione all’Etru

In occasione dell’acquisizione degli affreschi della Tomba François da parte dello Stato Italiano e della loro esposizione al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, mercoledì 16 settembre 2026 in sala della Fortuna al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia giornata di studi “Vulci a Villa Giulia. Rileggere la Tomba François nel suo contesto” a cura di Luana Toniolo, Laura Maria Michetti e Christian Mazet. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it

PROGRAMMA. Alle 9.30, saluti Istituzionali: Alfonsina Russo (dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale); Giuseppe Sassatelli (Istituto nazionale di Studi etruschi ed italici); Luana Toniolo, Christian Mazet, Laura Maria Michetti, “Rileggere la tomba François nel suo contesto”. Alle 10, “Il contesto della Tomba François”: Alessandro Conti (Sapienza università di Roma) “La François e “le altre”. La necropoli di Ponte Rotto: topografia e architettura funeraria”; Giulio Paolucci (Fondazione Luigi Rovati), Lionel Pernet (Musée cantonal d’Archéologie et d’Histoire Lausanne) “Nuovi dati sul corredo della tomba François di Vulci”; Carmine Ampolo (Scuola Normale Superiore di Pisa) “La Tomba François e Roma arcaica, tra storia e mito”. Alle 11.30, pausa/discussione. Alle 12, “Storie di ricezione”: Laurent Haumesser (Musée du Louvre) “La tomba dei destini incrociati: la tomba François e i suoi lettori”; Maurizio Sannibale (Pontificia Accademia Romana di Archeologia) “L’ultima grande impresa di Carlo Ruspi: le copie della tomba François al Museo Gregoriano Etrusco”; Christian Mazet, Aude Mongiatti (British Museum) “Nuovi dati sugli ori della Tomba François: i gioielli Castellani del British Museum”. Alle 13.30, pausa. Alle 15, “Vulci in età ellenistica”: Anna Maria Moretti Sgubini (già soprintendente per i Beni archeologici dell’Etruria meridionale) “Esperienze di pittura parietale e scultura nelle tombe ellenistiche di Vulci”; Maurizio Harari (IUSS Pavia) “Fenomenologia della parete dipinta nella Tomba François. La grande pittura a parete all’alba dell’età ellenistica”; Enrico Benelli (università Roma Tre) “Scrivere nelle tombe. Note di epigrafia vulcente”; Alfonsina Russo (DiVA), Simona Carosi (SABAP Viterbo-Etruria Meridionale), Carlo Regoli, Carlo Casi (Fondazione Vulci) “Vulci nel IV secolo: nuovi studi e scoperte”. Discussione e conclusioni.

Cividale del Friuli (Ud). Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “Grimoaldo, dal ducato friulano al regno”, atti del quarto convegno del Centro studi longobardi tenutosi nel 2024 a Cividale

Martedì 15 settembre 2026, alle 18.30, al museo Archeologico nazionale di Cividale (Ud), aperto straordinariamente fino alle 23 (ultimo ingresso 22.30), presentazione del libro “Grimoaldo, dal ducato friulano al regno”, atti del quarto convegno del Centro studi longobardi tenutosi a Cividale (Villa de Claricini, 24-28 aprile 2024) che aveva affrontato gli anni centrali del VII secolo, un periodo decisivo per la formazione del primo medioevo. La figura di riferimento è il potente duca e poi re Grimoaldo, figlio di Gisulfo II e Romilda. Presentazione di Oldino Cernoia, presidente della fondazione de Claricini Dornpacher. Introduzione Angela Borzacconi, direttrice museo Archeologico nazionale di Cividale. Interventi: Attilio Vuga, sindaco di Cividale; Stefano Balloch, consigliere regionale FVG e già sindaco di Cividale; Andrea Tilatti, presidente deputazione di Storia Patria del Friuli; Gabriele Archetti, presidente del Centro studi longobardi di Brescia. Il libro raccoglie i principali orientamenti storiografici, il contesto storico generale, la biografia e l’operato del re, assieme alle strutture socioeconomiche e ai lasciti culturali, le elaborazioni artistiche, il persistere della memoria nei relitti linguistici, le tradizioni longobarde con attenzione alla realtà friulana. Dopo la presentazione, alle 20.30, è prevista una visita guidata alla sezione dei Longobardi con il direttore del museo (prenotazione consigliata).

GRIMOALDO. Dal ducato friulano al regno, a cura di Gabriele Archetti, Andrea Tilatti e la collaborazione di Oldino Cernoia. Atti del IV Convegno internazionale di studio (Cividale del Friuli – Bottenicco di Moimacco, 24-28 aprile 2024). Il quarto convegno internazionale del Centro studi longobardi affronta gli anni centrali del VII secolo, un periodo “oscuro”, ma decisivo per la formazione del primo Medioevo, della storia italica e della nascita del territorio forogiuliese, imperniata sul nome della città capo di uno dei più illustri ducati longobardi. A fare da cornice è lo scenario europeo di popoli che ne hanno caratterizzato gli sviluppi in prospettiva diacronica, con al centro il potente duca e poi re longobardo Grimoaldo. Figlio di Gisulfo II e Romilda, dopo un’infanzia in cui si distinse per il coraggio, riparò a Benevento dove ascese al vertice del ducato, respinse le ambizioni bizantine e liberò il santuario di San Michele sul Gargano. Inserendosi con destrezza nel conflitto per la successione al trono, conseguì la dignità regia a Pavia e tutte le terre longobarde, dal Nord al Sud, con lui furono riunite sotto un unico sovrano, abile nel governare le diverse regioni e nell’avvalersi di una rete di uomini a lui fedeli. Impegnato sul fronte interno al regno e ai ducati, fu attivo sullo scacchiere internazionale e in campo religioso. Mostrò tolleranza nei confronti dei cattolici, pur essendo di fede ariana, grazie all’influsso della seconda moglie e i nove “capitula” emanati a integrazione dell’Editto di Rotari documentano la sua attività legislativa. Grimoaldo morì nel 671, lasciando il trono al figlio minorenne Garibaldo che, pochi mesi dopo, venne deposto da Pertarito mentre il regno prendeva altre scelte politiche. Nel libro sono presentati i principali orientamenti storiografici, il contesto storico generale, la biografia e l’operato del sovrano, insieme alle strutture socio-economiche e ai lasciti culturali.

Miramare (Ts). A corollario della mostra “Una sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna” la conferenza “Tra meraviglia e curiosità: collezioni e musei tra il Rinascimento e Massimiliano d’Asburgo” a cura di Marianna Bressan. direttrice dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna. E visita guidata alla mostra

Mostra “Una Sfinge l’attrae”: testa di Sfinge di Sesostri III in siltite (Medio Regno, XII dinastia), conservata al Kunsthistorisches Museum (foto f. parenzan)

Nell’ambito della mostra “Una sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna”, allestita fino al 1° novembre 2026 alle Scuderie del Castello di Miramare (Ts) (vedi Trieste. Aperta alle Scuderie del Castello di Miramare la mostra “Una Sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna”, a cura di Massimo Osanna, Christian Greco, Cäcilia Bischoff e Michaela Hüttner: oltre cento repertitestimonianola passione per l’Egittologia nel panorama del collezionismo ottocentesco triestino – archeologiavocidalpassato), prosegue il ciclo di conferenze dedicato all’approfondimento di alcuni dei temi legati all’esposizione e alla figura di Massimiliano d’Asburgo. Il nuovo appuntamento martedì 15 settembre 2026, alle 17, nella Sala del Trono del Castello di Miramare, con la conferenza “Tra meraviglia e curiosità: collezioni e musei tra il Rinascimento e Massimiliano d’Asburgo” a cura di Marianna Bressan. direttrice dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna.

Prima della conferenza, alle ore 15.30, sarà possibile partecipare a una visita guidata alla mostra “Una sfinge l’attrae” alle Scuderie del Castello. La visita sarà curata dal personale del Museo e accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle oltre cento opere esposte, tra reperti egizi e testimonianze del collezionismo ottocentesco, approfondendo il rapporto tra Massimiliano, l’egittologia e le collezioni sviluppatesi tra Trieste e Vienna. Per partecipare alla conferenza e alla visita guidata in mostra è necessaria la prenotazione, da effettuare scrivendo all’indirizzo eventi.miramare@cultura.gov.it, indicando entrambe le attività a cui si desidera prendere parte. La partecipazione alla conferenza è gratuita, mentre la visita guidata alla mostra è inclusa nell’acquisto del biglietto di ingresso ridotto alla mostra, pari a 10 euro. I posti sono limitati e la prenotazione si intende confermata esclusivamente a seguito della ricezione di una mail di conferma.

Adria (Ro). Al teatro Politeama, a conclusione di cinque giorni intensi e molto partecipati di Adrikà rassegna internazionale del cinema archeologico, proclamato il film vincitore del premio del pubblico “Città di Adria”: è il greco “L’esercito degli amanti” di Lefteris Charitos. E già si pensa alla terza edizione

Gli organizzatori di Adrikà 2026: da sinistra, Emanuela Finesso, Lorenzo Daniele, Alberta Facchi, Sandra Bedetti, Alessandra Cilio (foto graziano tavan)

Adrikà: cinque giorni di proiezioni, incontri, approfondimenti, visite guidate, spettacoli, scuola attiva, sotto lo sguardo incuriosito del Tritone a due code, conservato al museo Archeologico nazionale di Adria, simbolo e mascotte della rassegna elaborato dall’Agenzia Vassalli Associati, che ha portato fortuna. E lo dimostra la risposta di un pubblico attento, sempre partecipante, che ha sancito il successo della seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale del cinema archeologico Adria Delta del Po e ha convinto gli organizzatori che la scommessa/sfida del 2025 è stata ampiamente vinta. E quindi è già tempo di pensare alla terza edizione. In qualche modo lo hanno fatto capire i protagonisti di Adrikà sul palco del teatro Politeama di Adria, novità prestigiosa di questa seconda edizione. A cominciare dai direttori artistici, Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, forti dell’esperienza quindicennale a Licodia Eubea (Ct) dove curano il festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico; per passare all’organizzazione di Emanuela Finesso, presidente del circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria e giungere alla direzione scientifica di Alberta Facchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Adria, e Sandra Bedetti, archeologa. Tutti visibilmente soddisfatti e pronti migliorare e rendere più ricca la prossima edizione.

Momento atteso dell’ultima serata di Adrikà, domenica 13 settembre 2026, la proclamazione del film vincitore del premio “Città di Adria” assegnato dal voto del pubblico alla fine di ogni proiezione. A leggere la classifica finale e proclamare il vincitore è stato il direttore artistico Lorenzo Daniele.

Frame del film “Army of Lovers” di Lefteris Charitos

Al primo posto, vincitore di Adrikà 2026, con un voto di 4,72, il film “L’esercito degli amanti” di Lefteris Charitos (Grecia Austria 2025, 53’). L’esercito degli amanti porta alla luce la storia perduta del Battaglione Sacro di Tebe, un’unità d’élite composta da 150 coppie di amanti che divennero tra i guerrieri più formidabili del mondo antico. La loro vicenda riaffiora quando gli archeologi scoprono prove sepolte da secoli, rivelando un capitolo dimenticato di amore, guerra e lotta per la libertà.

Frame del film “Vitrum. Il vetro dei romani” di Marcello Adamo

Al secondo posto, con un voto medio di 4,62 su 5, il film “Vitrum. Il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Nel cuore del Mediterraneo, al largo della Corsica, riemerge dopo duemila anni un relitto romano con un carico straordinario di vetro grezzo e manufatti raffinati. Vitrum segue l’indagine di un team internazionale di archeologhe a bordo dell’Alfred Merlin, tra tecnologie avanzate e rotte antiche, per svelare il ruolo rivoluzionario del vetro nell’Impero romano e nella storia della civiltà.

Frame del film “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi

Al terzo posto, con un voto medio di 4,46 su 5, il film “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’). Una regista percorre le coste della Puglia inseguendo storie sepolte sotto la superficie. Tra Adriatico e Ionio il viaggio attraversa approdi, rovine e memorie affidate al mare. Gli incontri con archeologi e abitanti riportano alla luce tracce sommerse e identità in continua trasformazione. Il Mediterraneo diventa così un archivio vivente, dove il passato riaffiora nel presente e ogni luogo custodisce ciò che il tempo non è riuscito a cancellare.

Il giornalista Graziano Tavan ritira simbolicamente il premio “Città di Adria” (foto aurora cassetta)

A ritirare il premio, in modo simbolico, è stato chiamato sul palco Graziano Tavan, giornalista e protagonista della masterclass di domenica mattina “Quando l’archeologia fa notizia”.

Roma. Al teatro di Palazzo Altemps lo spettacolo “ARTEMISIA CLASSICA. flauto, violino, viola, violoncello. Mozart”, primo appuntamento del ciclo “Il Museo in scena”. Ecco tutto il programma

Per il ciclo “Il Museo in scena” promosso da museo nazionale Romano, lunedì 14 settembre 2026, alle 18, nel teatro di Palazzo Altemps, aperto straordinariamente dalle 15.30 alle 22.30, con biglietto speciale a 5 euro, il primo appuntamento: lo spettacolo “ARTEMISIA CLASSICA. flauto, violino, viola, violoncello. Mozart”, con Elisa Papandrea violino, Domenica Pugliese viola, Daniela Petracchi violoncello, Luisa Sello flauto. In programma musiche di W.A. Mozart: Quartetto in do maggiore KV 285b (Allegro, Andantino con variazioni, Rondò); Quartetto in re maggiore KV 285 (Allegro, Andante, Presto). Prenotazione nel limite dei posti disponibili su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-il-museo-in-scena….

Col mese di settembre 2026 parte dunque “Il Museo in scena”, la nuova rassegna al museo nazionale Romano, con una serie di appuntamenti dedicati alla musica e alle arti performative. Realizzata in collaborazione con Luisa Sello, presidente e direttrice artistica dell’associazione Amici della Musica di Udine ETS nell’ambito del progetto ARTI PARALLELE, la rassegna “Mostly Mozart” intende rafforzare il legame dell’espressione artistica, coinvolgendo i visitatori del Museo con ‘La Grande Musica Classica’, permettendo così di scoprire forme d’arte analoghe. La scelta di Mozart è legata a un importante episodio storico: il 29 aprile 1770 il giovane compositore si esibì proprio a Palazzo Altemps, ospite del principe Baldassarre Odescalchi. Un’occasione speciale per riscoprire il fascino di un luogo ricco di storia attraverso un’esperienza che unisce arte, architettura e musica. Il programma continua venerdì 23 ottobre 2026, alle 19, col PENDERECKI STRING QUARTET in “Oltre” con Jeremy Bell violino, Jerzy Kapłanek violino, Christine Vlajk viola, Katie Schlaikjer violoncello, Luisa Sello flauto; sabato 7 novembre 2026, alle 19, con DUO AURA flauto e chitarra in “Percorsi classici” con Maria Francesca Arcidiacono chitarra, Luisa Sello flauto; mercoledì 23 dicembre 2026, alle 19, con LUISA SELLO flauto e voce, in “Affabulazione”.

Varese. Alla nona edizione dii Varese Archeofilm il film “Maasai Eunoto” di Kire Godal vince sia il premio del pubblico “Città di Varese” sia quello della critica “Angelo e Alfredo Castiglioni”

Varese Archeofilm 2026: la proclamazione dei film vincitori (foto museo castiglioni)
Frame del film “Maasai Eunoto” di Kire Godal

La nona edizione di Varese Archeofilm, evento organizzato da Comune di Varese, in collaborazione con Museo Castiglioni, Ass. Conoscere Varese, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm, Ce.R.D.O., con il patrocinio di Università Insubria, un’edizione ricca di ospiti, documentari meravigliosi e un pubblico attento e molto numeroso, si chiude con un film pigliatutto: il bellissimo documentario “Maasai Eunoto” di Kire Godal (Kenya 2024, ’34) vince sia il premio del pubblico “Città di Varese” sia quello della critica “Angelo e Alfredo Castiglioni”. Gli indigeni Masai lottano ancora oggi per mantenere vive le loro tradizioni. Attraverso le voci di guerrieri e anziani durante il loro emotivo rito di passaggio nel 2022, il film segue il passaggio del guerriero Masai allo stadio di anziano, rivelando il passato e il presente nascosti di una delle cerimonie di iniziazione culturale più importanti dell’Africa.

Varese Archeofilm 2026: Giulio Rossini, Marco Castiglioni e Giulia Pruneti col premio “Angelo e Alfredo Castiglioni” (foto museo castiglioni)

I giurati Giulio Rossini, Matteo Inzaghi, Diego Pisati e Maurizio Fantoni Minnella premiano questo pregevole lavoro etnografico per qualità visiva. Ricco di informazioni etnografiche, commovente in alcune scene, come quando i ragazzi, piangendo, vengono rasati perdendo per sempre i lunghi capelli tipici dello status di guerriero. Il film restituisce con grande efficacia e coinvolgimento l’orgoglio di un popolo che cerca di mantenere vive le sue radici più antiche che, con lo scorrere del tempo, saranno destinate inesorabilmente a scomparire.

Varese Archeofilm 2026: i due premi in palio, quello del pubblico e quello della giuria (foto museo castiglioni)

Per il pubblico varesino il podio si compone come segue. Al terzo posto (media voti 4,261) “Roma sotterranea, una metro nella storia” per la regia di Laurent Portes, al secondo (media voti 4,483) il plurimo premiato nei vari Archeofilm “Vitrum – il vetro dei Romani” per la regia di Marcello Adamo e al primo posto con una media voti di 4,578 “Masaai Eunoto”. Gli organizzatori danno appuntamento al 2027 per la decima edizione.

Velia (Sa). Al parco archeologico “Kéramos – le terrecotte architettoniche veline”, il laboratorio di ceramica promosso dai parchi archeologici di Paestum e Velia

Dare forma alla storia, a partire dall’argilla. Il 13 settembre 2026, alle 11, al parco archeologico di Velia, torna “Kéramos – le terrecotte architettoniche veline”, il laboratorio di ceramica promosso dai parchi archeologici di Paestum e Velia dedicato alla conoscenza e alla reinterpretazione delle tecniche e delle forme della tradizione antica. Protagoniste dell’incontro saranno le terrecotte architettoniche ritrovate a Elea-Velia, elementi legati in particolare alla copertura degli edifici sacri e pubblici. I tetti erano costituiti da tegole, coppi e antefisse in terracotta, elementi decorativi collocati lungo la linea di gronda, a chiusura delle testate dei coppi. Le antefisse, realizzate a stampo, potevano presentare motivi differenti: palmette, girali, volti umani, menadi, satiri e figure mostruose. Queste ultime avevano anche una funzione apotropaica, legata alla volontà di proteggere l’edificio dagli influssi negativi e dal malocchio. Durante il laboratorio, i partecipanti potranno conoscere queste testimonianze della città antica e lasciarsi ispirare dalle loro forme e decorazioni per realizzare attraverso l’argilla una propria interpretazione delle terrecotte architettoniche veline. Un’esperienza che mette in dialogo archeologia, manualità e creatività, permettendo di avvicinarsi al patrimonio attraverso un gesto antico come quello di modellare la terra. Biglietto per la partecipazione al laboratorio 2 euro (dai 6 anni in poi) che si aggiunge al costo del biglietto di ingresso ai Parchi (ove previsto) e all’abbonamento Paestum&Velia e che può essere acquistato presso le biglietterie dei Parchi oppure online: http://vivaticket.com/it/ticket/keramos-laboratori-di-ceramica/304047.