Cavriana (Mn). Alla seconda edizione della rassegna internazionale del cinema archeologico “Frammenti dal tempo”, promossa da Petrafilm al museo civico Archeologico dell’Alto Mantovano, vince il film “Donne di miniera” di Roberto Carta che ha conquistato il favore del pubblico

Quando sono saliti sul palco era ormai mezzanotte a Cavriana (Mn) alla fine di una giornata intensa di proiezioni e incontri con i protagonisti. Petra Paola Lucini, l’anima della rassegna internazionale del cinema archeologico “Frammenti dal tempo” giunta alla seconda edizione promossa da Petrafilm col museo civico Archeologico dell’Alto Mantovano, aveva appena letto con delicatezza, con i toni distanti dai proclami da stadio, la classifica finale decretata dal voto del pubblico, e tutti i registi presenti in sala civica – vincitori e vinti – si sono raccolti attorno a Petra – Stefano Zampini, Lorenzo Scaraggi, Filippo Ticozzi e Roberto Carta. E questo esemplifica lo stile e il clima che caratterizzano la rassegna del cinema archeologico di Cavriana: un’occasione di incontro e confronto con registi indipendenti tra loro e con il pubblico.

Tra pomeriggio e sera, sabato 19 settembre 2026, “Frammenti dal tempo” ha proposto un suggestivo viaggio in 10 tappe tra lungometraggi e cortometraggi d’autore: dieci sguardi unici che hanno ricomposto un grande disegno collettivo permettendo al pubblico di immergersi nel passato. E il pubblico alla fine ha premiato il film “Donne di miniera” di Roberto Carta (Italia 2023, 54’). Il film vuole raccontare quella che è stata la grande industria mineraria nel Sulcis Iglesiente in Sardegna attraverso l’originale punto di vista femminile. Ribaltando l’immaginario comune che mette in relazione l’ambiente minerario solo col genere maschile, il documentario vuole riportare alla luce le storie di queste lavoratrici che hanno contribuito a spianare la strada all’emancipazione delle donne di oggi.

Al secondo posto il film “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’). Antonella è una regista pugliese che da anni percorre le coste della sua terra inseguendo storie. Non è una turista, non è un’accademica: è una cacciatrice di memorie, che ha imparato a guardare sotto la superficie delle cose — sotto la sabbia, tra le pietre consumate dal vento — e a riconoscere che nessun luogo è davvero immobile. Il film attraversa un viaggio lungo il mare, insieme letterale e interiore, lungo alcuni dei luoghi più stratificati della Puglia adriatica e ionica: Vieste e il Gargano, Siponto, le Isole Tremiti, Scalo di Furno, Porto Cesareo, Leuca. In ogni tappa, Antonella incontra archeologi, studiosi e abitanti, entrando in contatto con storie che affiorano tra superficie e profondità. È attraverso questi incontri che il Mediterraneo prende forma: non come sfondo, ma come protagonista.

Al terzo posto il film “Le colline moreniche del Garda. Ambienti, paesaggi e insediamenti umani” di Mario Piavoli (Italia 2025, 34’). Le colline moreniche del lago di Garda dalla formazione geologica ai paesaggi della contemporaneità con un particolare approfondimento sui siti Unesco di Tosina di Monzambano e di Castellaro Lagusello. Flora, fauna, reperti neolitici e romani, testimonianze dei principali protagonisti delle ricerche e scavi archeologici.



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