Ascoli Piceno. Tra il chiostro di Sant’Agostino e il giardino dell’Arengo al via “Armillae 2026 – II Convegno Internazionale sulla Storia dell’Anellone Piceno”, una tre giorni dedicata a storia, archeologia e identità del celebre manufatto arcaico, con la partecipazione di esperti internazionali e del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Ecco il programma

Dal 21 al 23 agosto 2026, Ascoli Piceno – la città delle cento torri – ospita “Armillae 2026 – II Convegno Internazionale sulla Storia dell’Anellone Piceno” dedicato alla storia, all’archeologia e all’identità del celebre manufatto arcaico, con la partecipazione di esperti internazionali e del ministro della Cultura Alessandro Giuli. L’evento, ideato e curato dall’antropologo Giacomo Recchioni, nasce per accendere i riflettori su uno dei simboli più enigmatici, affascinanti e identitari della civiltà picena nell’Età del Ferro: l’Anellone a nodi (o Armilla). L’iniziativa vanta una rete istituzionale e territoriale di altissimo livello. Organizzato in stretta sinergia con la Città di Ascoli Piceno, il prestigioso appuntamento vede il fondamentale supporto del ministero della Cultura, dell’Archivio di Stato di Ascoli Piceno, del Bim Tronto, del Sistema Museale Piceno e, in un inedito e virtuoso connubio tra cultura e identità locale, dell’Ascoli Calcio. A sostenere il progetto in veste di main sponsor è Sambuca Molinari, marchio da sempre vicino alla valorizzazione delle eccellenze. “Armillae 2026” si preannuncia come un momento di straordinario valore scientifico e di forte richiamo turistico, capace di ricollegare la comunità contemporanea alle proprie radici più profonde attraverso lo studio di un simbolo unico nel panorama europeo.
Un programma trans-adriatico tra grandi scoperte e dialoghi internazionali. Il convegno si sviluppa in una tre giorni ricca di interventi scientifici e divulgativi, alternando due tra le cornici storiche più suggestive della città: gli incontri pomeridiani (dalle 18 alle 19.30) si terranno nel Chiostro di Sant’Agostino, mentre le sessioni serali (dalle 21.30 alle 23) animeranno il Giardino dell’Arengo.
Venerdì 21 agosto 2026, il percorso prenderà il via al Chiostro di Sant’Agostino con il saluto inaugurale di Patrizia Petracci (presidente della Commissione Cultura), seguito dalle relazioni di Concetta Ferrara, direttrice del Sistema Museale Piceno, sul concetto di museo diffuso, e dal focus tecnico sul disegno archeologico a cura di Sara Giorgi. La sera, al Giardino dell’Arengo, dopo i saluti del soprintendente Marche Sud Giovanni Issini e dello storico dell’arte Stefano Papetti, la funzionaria Laura Calvaresi svelerà la memoria archivistica legata a Giulio Gabrielli. Spazio poi all’attualità archeologica con Ilaria Di Sabatino e Samantha Fusari, che presenteranno i sorprendenti dati scientifici sui recenti scavi (2024-2025) condotti nella necropoli di Belmonte Piceno-Colle Ete, incentrati sul prestigio femminile nei rituali funerari. La serata assumerà infine un respiro internazionale grazie a Morana Vuković, direttrice del museo Archeologico di Zara, che analizzerà i legami storici con la Liburnia meridionale sull’altra sponda dell’Adriatico.
Sabato 22 agosto 2026 il pomeriggio si aprirà analizzando l’impatto tecnologico e scientifico: Oronzo Mauro coadiuvato da Giacomo Recchioni illustrerà la geolocalizzazione delle Armille Picene nei musei del mondo, mentre Gabriella Rosselli (università di Camerino) approfondirà le tecniche di diagnostica chimica applicate alle metallurgie antiche. L’evento clou della serata al Giardino dell’Arengo si aprirà con l’atteso saluto istituzionale del ministro della Cultura, Alessandro Giuli. A seguire, il curatore Giacomo Recchioni guiderà il pubblico in un viaggio sul collezionismo di Armille tra Settecento e Novecento, seguito dall’intervento di Walter Scotucci (deputazione Storia patria delle Marche) sulla figura di Paolo Maria Paciaudi. La sessione si chiuderà con un altro prestigioso ospite straniero, Ivan Radman-Livaja, direttore del museo Archeologico di Zagabria, che racconterà la campagna di Ottaviano in Illiria del 35 a.C. e la fine del popolo degli Iapodi.
Domenica 23 agosto 2026 calerà il sipario. Gli incontri pomeridiani al Chiostro vedranno gli interventi di Veronica Alberti e Luca Belisari sull’armilla come musa nelle “vacanze d’artista” nel Piceno, seguiti dal parallelismo tra archeologia, arte e devozione proposto dal medico umanista Americo Marconi, che collegherà l’anellone alla dea Cupra e alle Madonne del Latte. La sessione finale della sera, aperta dal sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti e dal consigliere regionale Andrea Maria Antonini, sarà impreziosita da una suggestiva performance di musica arcaica a cura de Le Trovatrici. Il focus scientifico conclusivo sarà affidato alle relazioni di Maurizio Landolfi (già soprintendenza Archeologica) sull’armilla rinvenuta a Numana, di Rossanna Tuteri (ministero della Cultura) sulla mobilità delle donne picene, e infine di Stefano Papetti, che illustrerà come l’Armilla sia rimasta un elemento identitario fortissimo persino nella tradizione della ceramica ascolana del Novecento.
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