Archivio | luglio 2025

Aquileia (Ud). Al via la XVI edizione dell’Aquileia Film Festival organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm: sei serate con cinema, archeologia, esperti. Ecco il ricco programma. Tutti i film sottotitolati per le persone sorde e audiodescritti per ciechi e ipovedenti

Con la proiezione del film “Sulle Tracce del Patrimonio. Le Ragioni dell’Archeologia” di Eugenio Farioli Vecchioli martedì 29 luglio 2025, alle 21, in piazza Capitolo ad Aquileia (Ud), apre la XVI edizione dell’Aquileia Film Festival: cinema, archeologia, esperti si alterneranno per sei serate (29-30-31 luglio e 1-4-5 agosto 2025). Il tema scelto per quest’anno è “Strati di memoria”, un fil rouge che attraversa il Festival esplorando il patrimonio culturale e archeologico attraverso lo sguardo di autori, studiosi e testimoni che ne restituiscono la ricchezza e la fragilità. La rassegna internazionale di cinema archeologico è organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm; in collaborazione con ministero della Cultura, Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, Basilica di Aquileia; con il sostegno di PromoTurismoFVG e Cassa Rurale FVG. L’ingresso è gratuito su prenotazione obbligatoria al link Eventi di Fondazione Aquileia – 6 attività e biglietti futuri | Eventbrite. Come di consueto, il pubblico sarà chiamato a votare il vincitore del Premio Aquileia, un mosaico realizzato dalla Scuola Mosaicisti del Friuli che verrà consegnato la sera di venerdì 1° agosto 2025: i film in concorso sono scelti tra il meglio della produzione cinematografica internazionale.

“Ogni civiltà lascia dietro di sé tracce, impronte sedimentate nel tempo, capaci di raccontare ciò che siamo stati e, in parte, ciò che siamo. In ogni film riaffiora un patrimonio che appartiene a tutti noi, e che abbiamo il dovere di proteggere, condividere e tramandare”, sottolinea il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo. “È fondamentale che questa memoria, custodita nei luoghi e nei reperti del passato, sia restituita in forme comprensibili, inclusive e partecipate. Rendere la cultura accessibile a tutti significa aprire spazi di conoscenza condivisa, in cui ogni persona può riconoscersi e trovare strumenti per comprendere il presente attraverso il passato. Per questo motivo – annuncia Corciulo – l’Aquileia Film Festival da quest’anno sarà interamente accessibile grazie alla collaborazione con Sub-T”. Spiega Federico Spoletti, ceo di Sub-Ti Access “tutti i film in programma saranno sottotitolati per le persone sorde e ipoacusiche e audiodescritti per le persone cieche e ipovedenti, mentre le conversazioni con gli ospiti avranno la trascrizione in tempo per renderle fruibili anche dalle persone con disabilità uditive. L’Aquileia Film Festival si conferma quest’anno un esempio autentico di inclusione. Sono davvero felice che l’edizione 2025 sia accessibile anche alle persone con disabilità sensoriale – continua Spoletti – È uno dei primi festival cinematografici al mondo a rendere l’intero programma accessibile a tutti. La Fondazione Aquileia dà così un segnale concreto e importante di apertura e partecipazione culturale”. Aggiunge Piero Pruneti direttore di Archeologia Viva: “L’Aquileia Film Festival, dopo ben sedici anni ininterrotti di programmazione, si conferma un fiore all’occhiello del Friuli Venezia Giulia e come uno degli eventi culturali più importanti e partecipati d’Italia. Credo che tutto questo si debba alla capacità degli organizzatori di attualizzare le trascorse vicende dell’umanità facendone uno strumento di dibattito per la comprensione della realtà storica che stiamo vivendo. Anche quest’anno lo dimostrano i film in calendario e gli ospiti di assoluto rilievo che interverranno ogni sera”. “Come ogni anno, la rassegna rappresenta inoltre”, aggiunge il direttore della Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi, “un’utilissima occasione di confronto, anche dietro le quinte, con gli ospiti, rappresentanti di prestigiosi enti e istituzioni italiane e non, con i quali di discute sulle prospettive di valorizzazione e i sistemi di gestione dei siti archeologici”.

Frame del film “Sulle Tracce del Patrimonio. Le Ragioni dell’Archeologia” di Eugenio Farioli Vecchioli

PROGRAMMA DI MARTEDÌ 29 LUGLIO 2025. Serata di apertura. Alle 21, apre il film “Sulle Tracce del Patrimonio. Le Ragioni dell’Archeologia” di Eugenio Farioli Vecchioli (Italia 2021, 60’). Archeologia, industria, agricoltura, lottizzazione edilizia. A partire dagli anni ’60 del secolo scorso le ragioni del patrimonio archeologico sono spesso entrate in conflitto con quelle dello sviluppo industriale, agricolo e urbanistico del nostro Paese. Dalle aree archeologiche della Basilicata allo scavo dell’antica città di Sibari. Dai templi di Paestum alla straordinaria scoperta del santuario-emporio di Gravisca. Il film ripercorre le storie esemplari dei conflitti, delle scoperte, e della salvaguardia del nostro patrimonio archeologico.

Francesca Cenerini dell’università di Bologna (foto fondazione aquileia)

Segue la conversazione con Francesca Cenerini, professoressa ordinaria di Storia romana all’università di Bologna. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata il film “Luigi de Gregori. Salvare la creatura / Luigi De Gregori. Save the creature” di Tommaso Sestito, Lorenzo Chechi (Italia 2024, 18’). Roma, 1936. La Seconda Guerra Mondiale è all’orizzonte. Il governo italiano decide di attuare un piano di protezione antiaerea per salvaguardare il patrimonio artistico e culturale nazionale. La difesa dei materiali librari più preziosi della Capitale è affidata a Luigi De Gregori, bibliotecario di fama internazionale e punto di riferimento per i direttori di biblioteche di tutta Italia. Inizia così la ricerca di nascondigli sicuri.

Frame del film “Il mondo perduto dei Giardini Pensili / Lost world of the Hanging Gardens” di Duncan Bulling

PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 30 LUGLIO 2025. Alle 21, apre il film “Il mondo perduto dei Giardini Pensili / Lost world of the Hanging Gardens” di Duncan Bulling (Regno Unito 2024, 54’). Per tre anni lo Stato islamico ha terrorizzato Mosul, l’antica capitale degli Assiri, Ninive, e distrutto inestimabili reperti. Ora gli archeologi stanno portando alla luce nuove testimonianze, risolvendo alcuni enigmi di questa civiltà: come è stato forgiato il primo impero dell’umanità? Quali progressi hanno permesso loro di costruire una città di oltre 100.000 abitanti? Ninive potrebbe essere la sede di una delle sette meraviglie del mondo ovvero i Giardini Pensili di Babilonia?

Luca Peyronel dell’università di Milano (foto fondazione aquileia)

Segue la conversazione con Luca Peyronel, professore ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico all’università di Milano “La Statale”. È direttore della Missione Archeologica Italiana nella Piana di Erbil (Kurdistan iracheno) e del Progetto Archeologico Italiano a Kültepe, Turchia. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude il film “Libano segreto: i tesori di Byblos / Secret Lebanon: the treasures of Byblos” di Philippe Aractingi (Francia 2024, 52’). Sulla costa del Libano si trova una delle città più antiche del mondo: Byblos. Durante l’antichità, fu un importante centro di scambi commerciali e culturali con Egitto e Mesopotamia. Si credeva che le ricerche archeologiche, andate avanti per oltre un secolo, avessero rivelato tutti i suoi segreti… Ora, recenti scoperte svelano inediti e sorprendenti aspetti dell’antica Byblos.

San Casciano dei Bagni, scavi 2024: vasca sacra, recupero del serpente agatodemone in bronzo (foto ludovico salerno / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)

PROGRAMMA di GIOVEDÌ 31 LUGLIO 2025. Alle 21, apre il film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2024, 56’). Il documentario racconta l’ultima campagna di scavo presso il sito archeologico del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni (Si), terminata a ottobre 2024, che ha rivelato scoperte eccezionali. L’aspirazione più alta per uno studioso quella di produrre conoscenza: ovvero interrogare i reperti e restituire al pubblico la loro storia.

Jacopo Tabolli dell’università per Stranieri di Siena (foto fondazione aquileia)

Segue la conversazione con Jacopo Tabolli, docente di Civiltà dell’Italia Preromana ed Etruscologia all’università per Stranieri di Siena e direttore scientifico dello scavo di San Casciano dei Bagni. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo (Italia 2025, 52’). Un affascinante viaggio che svela i segreti e le sfide dietro il restauro di uno dei più straordinari tesori dell’arte antica: il leggendario mosaico di Alessandro e Dario raffigurante il volto di Alessandro Magno custodito al MANN. Il capolavoro, il mosaico più importante mai ritrovato a Pompei, costituisce una delle fonti più anomale, ma anche attendibili, per immaginare le vere sembianze del grande condottiero macedone. L’intervento di restauro, che combina tecnologie diagnostiche all’avanguardia e metodologie innovative, ha lo scopo di preservare un’opera importantissima, essenziale per la comprensione della cultura ellenistica. Parallelamente, il documentario dedica spazio significativo alla ricerca del volto “umano” di Alessandro mediante l’intelligenza artificiale.

Il giornalista Corrado Augias (foto fondazione aquileia)

PROGRAMMA DI VENERDÌ 1° AGOSTO 2025. Alle 21, apre il film fuori concorso “Regina Viarum. Via Appia nella storia” di Agostino Pozzi (Italia 2023, 47’). Uno speciale realizzato da Rai Cultura, in collaborazione con il Ministero della Cultura, racconta la storia della più antica via pubblica del nostro Paese, inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2024. Segue la conversazione con Corrado Augias, giornalista, scrittore e conduttore televisivo. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata e il festival l’attribuzione del “Premio Aquileia” 2025 al film più votato dal pubblico.

Frame del film “Marcho. L’ultima bandiera” di Marco Fabbro

Eros Cisilino e William Cisilino, presidente e direttore dell’ARLeF; Claudio Zorzenon, di Arte Video; Marco Fabbro, regista (foto fondazione aquileia)

FUORI FESTIVAL. LUNEDÌ 4 AGOSTO.  Alle 21, il film “Marcho. L’ultima bandiera” di Marco Fabbro (Italia 2024, 60’). Il film documentario ricostruisce le vicende del nobile Marcho, signore di Moruzzo, l’ultimo alfiere del Patriarcato di Aquileia che si oppone alla Repubblica di Venezia. La storia si snoda tra il 1335 quando il patriarca Bertrando consegna il vessillo del Patriarcato a Federico, nonno di Marcho e il 1421 quando il doge di Venezia fa assediare il castello di Moruzzo, e in poco tempo sconfigge gli assediati e fa arrestare Marcho. Prima di essere catturato Marcho riesce a far fuggire il figlio Pileo che porta con sé il vessillo del Patriarcato. Di lui non si saprà più nulla e il vessillo non sarà mai ritrovato. Segue la conversazione con Eros Cisilino e William Cisilino, presidente e direttore dell’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana; Claudio Zorzenon, di Arte Video srl; Marco Fabbro, regista. A cura di Alessandra Salvatori, direttrice di Telefriuli.

FUORI FESTIVAL. MARTEDÌ 5 AGOSTO 2025.  Alle 21, “Omaggio ad Altan”, in occasione dei 50 anni della Pimpa. Conversazione con Francesco Tullio Altan, fumettista, vignettista e autore satirico, e Paolo Rumiz, giornalista, scrittore, viaggiatore. A cura di Elena Commessatti, giornalista e scrittrice. Segue il film “Mi chiamo Altan e faccio vignette” di Stefano Consiglio (Italia 2019, 75’). Un film sul grande disegnatore Francesco Tullio Altan. Un racconto sulla sua vita e sulla sua carriera attraverso i suoi personaggi, fra tutti Pimpa e Cipputi, e con l’aiuto dei suoi amici e colleghi, come per esempio Paolo Rumiz, Michele Serra, Vauro, Sergio Staino e Zerocalcare. Partendo da Aquileia, dove vive e lavora, si giunge nella «sua» Torino, dove c’è la fabbrica per antonomasia: la Fiat di Cipputi. Un documentario con Altan e sul Paese che ha raccontato e che sta continuando a raccontare da oltre quarant’anni, con tutte le sue aspirazioni, le sue evoluzioni e involuzioni.

Denizli (Turchia). Nella campagna 2025 a Tripoli ad Maeandrum prova generale per l’anastilosi della volta monumentale nell’ambito del progetto “Il Ninfeo Monumentale di Tripolis ad Maeandrum. Archeologia, architettura e restauro”, condotto dal CNR ISPC in collaborazione con l’università di Pamukkale

Il team del Cnr Ispc alla fine della prova di ricostruzione della volta monumentale del Ninfeo di Tripoli ad Maeandrum in Turchia (foto cnr ispc)

L’obiettivo principale della campagna 2025 era sperimentare la ricostruzione della volta monumentale del ninfeo dell’antica città di Tripoli ad Maeandrum, in Turchia. E l’esperimento sembra essere perfettamente riuscito. È il primo bilancio di una fase intensa – appena conclusa – della campagna 2025 del progetto “Il Ninfeo Monumentale di Tripolis ad Maeandrum. Archeologia, architettura e restauro”, condotto dal CNR ISPC in collaborazione con l’università di Pamukkale, Denizli (Turchia).

Progetto “Il Ninfeo Monumentale di Tripolis ad Maeandrum. Archeologia, architettura e restauro”: al centro Tommaso Ismaelli tra Giacomo Casa e Sara Bozza (foto cnr ispc)

Il progetto “Ninfeo Monumentale” è finalizzata allo studio del patrimonio architettonico di Tripolis, una grande città della Lidia meridionale. La città di Tripolis ad Maeandrum, situata ai confini delle regioni di Lidia e Frigia (Turchia), ha svolto un ruolo chiave al crocevia tra i fiumi Lykos e Meandro dal periodo ellenistico a quello bizantino. Dal 2012 la città è oggetto di scavi e restauri da parte della missione archeologica dell’università di Pamukkale (Tripolis Kazısı), diretta dal prof. dr. Bahadır Duman. Il progetto italiano, diretto da Tommaso Ismaelli (CNR SPC), è finalizzato allo studio, restauro, valorizzazione e anastilosi del Ninfeo Monumentale (II-V sec. d.C.), uno dei principali edifici pubblici della città. Nato come laboratorio archeologico congiunto tra i due Paesi, Italia e Turchia, finanziato durante il biennio 2019-2021 dal CNR, il progetto “Ninfeo Monumentale”, dal 2022, è riconosciuto ufficialmente dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (MAECI). Fanno parte del team di ricerca: Tommaso Ismaelli (Cnr-Ispc di Firenze), Sara Bozza (Cnr-Ispc di Lecce), Giacomo Casa (Sapienza università di Roma, associato ISPC), Lorenzo Kosmopoulos (Cnr-Ispc di Firenze). Le attività vedono la partecipazione congiunta di ricercatori, studenti e restauratori turchi e italiani di varie istituzioni, università e centri di ricerca.

Tommaso Ismaelli segue la catalogazione e lo studio dei frammenti lapidei del Ninfeo di Tripoli ad Maeandrum in Turchia (foto cnr ispc)

Durante la missione, il team ha proseguito lo studio e la digitalizzazione dei rivestimenti parietali del ninfeo. Sono stati analizzati centinaia di frammenti marmorei per ricostruire la configurazione originaria della decorazione.

Cuore della campagna è stata la prova di ricostruzione della grande volta in marmo e travertino, che un tempo dominava il settore nord del monumento e scavalcava la strada che conduce al teatro. Dopo la prova a terra dello scorso anno, è stata realizzata una nuova impalcatura su misura per il rimontaggio provvisorio di tutti gli elementi originali, integrati da 10 nuovi blocchi in travertino tagliati direttamente in cantiere.

Progetto “Il Ninfeo Monumentale di Tripolis ad Maeandrum. Archeologia, architettura e restauro”: una fase della ricostruzione della volta monumentale (foto cnr ispc)

Questa fase è fondamentale per verificare la posizione dei blocchi e definire gli accorgimenti tecnici per l’anastilosi definitiva, prevista nella prossima campagna di settembre. Un passo decisivo verso la ricostruzione del ninfeo, che unisce competenze archeologiche, architettoniche, conservative e artigianali in un lavoro corale tra professionisti italiani e turchi.

Creta (Grecia). A Gortina la campagna di scavo 2025 dell’università di Siena diretta dal prof. Zanini ha portato alla luce un tratto della strada principale della città romana e tardo-antica e indagate alcune sepolture di epoca proto-bizantina

Il team di scavo diretto del prof. Enrico Zanini impegnato nella campagna 2025 dell’università di Siena a Gortina, sull’isola di Creta (foto unisi)

La campagna di scavo 2025 dell’università di Siena a Gortina, sull’isola di Creta (Grecia), si è concentrata sul quartiere bizantino. Le ricerche archeologiche dell’università di Siena, in collaborazione con l’Eforia alle Antichità di Heraklion, sotto la direzione di Enrico Zanini, si sono svolte dal 16 giugno all’11 luglio 2025.

Veduta zenitale dell’area di scavo dell’università di Siena nel quartiere bizantino di Gortina sull’isola di Creta (foto unisi)

La campagna ha portato a termine lo scavo di un tratto della strada principale della città, contribuendo in modo significativo alla conoscenza dell’assetto urbanistico di Gortina in età romana, tardo-antica e bizantina. Questo intervento si inserisce inoltre nel progetto di valorizzazione e di creazione di un percorso di visita del sito.

Le sepolture di epoca proto-bizantina indagate dalla missione del prof. Zanini a Gortina sull’isola di Creta (foto unisi)

Nel settore del tempio di Apollo Pizio, sono state indagate alcune sepolture di epoca proto-bizantina, che offrono nuovi elementi per la comprensione della società e dell’organizzazione degli spazi nel Quartiere bizantino.

Cavriana (Mn). Il premio del pubblico della prima rassegna internazionale del cinema archeologico va al film “Campo della fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro. Momenti di commozione in apertura con la curatrice Petra Paola Lucini che ha dedicato la Rassegna all’archeologo Giuseppe Orefici a un mese dalla scomparsa

Il regista Massimo D’Alessandro premiato da Petra Paola Lucini, curatrice della Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Cavriana (foto graziano tavan)

Nel palmares del regista romano Massimo D’Alessandro c’è un nuovo premio, quello assegnato al film “Campo della fiera e il pozzo del tempo” dal pubblico della prima edizione della Rassegna internazionale del cinema archeologico di Cavriana (Mn) ideata e curata da Petra Paola Lucini, riparte da Cavriana (Mn) per iniziativa del museo Archeologico dell’Alto Mantovano di Cavriana e della cremonese PetraFILM con nove proiezioni, sei nella sezione pomeridiana e tre seguiranno in quella serale, presentate dagli stesi registi all’inizio di ogni sezione, moderati dalla giornalista Adele Oriana Orlando.

Registi alla Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Cavriana: da sinistra, Stefano Zampini, Filippo Ticozzi, Massimo D’Alessandro, Marco Castiglioni. e Nicolò Bongiorno (foto graziano tavan)

Il momento della proclamazione dei film votati dal pubblico è stata preceduta da una simpatica chiacchierata informale dei registi col pubblico, molto apprezzata. Un’idea da tenere presente per altre manifestazioni.

Momenti di commozione c’erano stati in apertura di rassegna nella sala civica di Cavriana quando Petra Paola Lucini ha voluto dedicare all’archeologo Giuseppe Orefici, a un mese dalla sua scomparsa (vedi Archeologia in lutto. Si è spento a 79 anni Giuseppe Orefici, uno dei massimi esperti della cultura Nazca, e più in generale delle civiltà precolombiane dell’America Latina. Le sue ricerche da Nazca a Cahuachi, da Tiwanaku a Rapa Nui. Una vita dedicata anche alla divulgazione scientifica | archeologiavocidalpassato), e col quale era particolarmente legata avendo vissuto direttamente in Perù le emozioni di una campagna di scavo e l’umanità dell’archeologo bresciano raccontate dalla stesas Petra Paola Lucini nel film “Cahuachi. Labirinti nella sabbia”.

E proprio dal suo film è stato presentato un breve estratto a memoria e in omaggio a Giuseppe Orefici.

Ecco i primi tre film classificati: al primo posto, come si diceva, il film “Campo della fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro (Italia 2024, 52’) con il 37,53% dei voti. Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si trova Campo della Fiera, un luogo straordinario in cui sacralità e storia si intrecciano da oltre duemila anni. Identificato come la sede del leggendario Fanum Voltumnae, santuario federale degli Etruschi. Il sito ha poi visto passare le diverse epoche diventando un centro spirituale e amministrativo dei Romani e successivamente un insediamento francescano. Le indagini archeologiche condotte negli ultimi vent’anni hanno portato alla luce manufatti di inestimabile valore: antichi templi, mosaici, ceramiche pregiate e un profondo pozzo mai esplorato, custode di tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni storiche, interviste esclusive e riprese spettacolari, “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” accompagna il pubblico in un affascinante viaggio alla scoperta della vita, del declino e della rinascita di questo sito unico. Uno dei reperti rinvenuti nel pozzo, inoltre, apre uno squarcio nel velo di mistero che avvolge i Templari e un possibile intrigo storico.

Il regista Nicolò Bongiorno premiato da Petra Paola Lucini, curatrice della Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Cavriana (foto graziano tavan)

Al secondo posto il film “I leoni di Lissa” di Niccolò Bongiorno (Italia 2018, 76’) con il 34,80% dei voti. Il film evoca la storia della leggendaria battaglia navale di Lissa (1866), scontro simbolo e icona della marineria moderna. Il racconto si sviluppa tra le acque di Lissa, lungo i sentieri della memoria, nel cuore di quel mare Adriatico che è luogo di nascita degli eroi e ponte tra le culture del mediterraneo. Una moderna fiaba visiva raccontata in prima persona da grandi pionieri delle immersioni profonde e da maestri dell’archeologia subacquea, che vivono l’esplorazione come un concetto mentale, e conducono lo spettatore, attraverso “l’epica della subacquea”, dentro un affascinante mosaico di suggestioni visive e storiche, alla ricerca del relitto più nascosto e dimenticato, nel grembo profondo dell’Unità d’Italia.

Il regista Filippo Ticozzi premiato da Petra Paola Lucini, curatrice della Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Cavriana (foto graziano tavan)

Al terzo posto il film “Le cime di Asclepio”, di Filippo Ticozzi (Italia 2024, 17’) con il 27,77%. Un museo si sta svuotando. Ciò che normalmente lo abita cambia posizione e prospettiva. Possono oggetti, statue, cimeli morire? Il film racconta il trasloco di un museo archeologico cercando di assumere il punto di vista dei protagonisti inanimati: oggetti antichi e immortali, ora senz’aura, costretti a confrontarsi con la corruttibilità terrena.

Marzabotto (Bo). Per “Sere d’estate al parco archeologico dell’antica Kainua” passeggiata archeologica al tramonto per la città di Kainua e il museo nazionale Etrusco con gli archeologi dell’università di Bologna

Domenica 27 luglio 2025, alle 18, a Marzabotto, per “Sere d’estate al parco archeologico dell’antica Kainua” passeggiata archeologica al tramonto per la città di Kainua e il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto con gli archeologi del dipartimento Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna. La visita, promossa dal Mnema, comprende tutta l’area dell’antica città etrusca, compresa la Necropoli Nord solitamente non accessibile, e il museo nazionale Etrusco. Proposta a numero chiuso, è necessaria la prenotazione al 353 4412879 oppure mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it. La visita inizia alle 18, è consigliato arrivare prima per completare i pagamenti. E dura circa 2 ore. Il costo di partecipazione è 10 euro a persona (sono previste agevolazioni) + il biglietto di ingresso a Museo e area archeologica di 3 euro.

Ispica (Rg). Portato alla luce l’antico relitto greco al largo di Santa Maria del Focallo a sei metri di profondità, databile tra il VI e il V secolo a.C., al termine della sesta campagna di archeologia subacquea condotta dal dipartimento di Studi umanistici e del Patrimonio culturale dell’università di Udine e dalla soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Ecco i risultati

Kaukana Project: scavo subacqueo del relitto greco di Ispica nella campagna 2025 dell’università di Udine e soprintendenza del Mare (foto M Capulli, D. Innocenti, L. Maghet / uniud)

Portato alla luce l’antico relitto greco di Ispica al largo di Santa Maria del Focallo (Rg). Un altro importante tassello della storia del Mediterraneo riaffiora dai fondali della Sicilia. Al largo di Santa Maria del Focallo, nel territorio di Ispica nel Ragusano, è stato quasi del tutto portato alla luce un relitto greco che si trova a sei metri di profondità, databile tra il VI e il V secolo a.C.  Il risultato arriva al termine della sesta campagna di archeologia subacquea condotta dal dipartimento di Studi umanistici e del Patrimonio culturale dell’università di Udine e dalla soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Le ricerche rientrano nel più ampio progetto di collaborazione scientifica denominato Kaukana Project, voluto nel 2017 dal compianto Sebastiano Tusa e da Massimo Capulli, per la ricostruzione diacronica del paesaggio sommerso e costiero della provincia di Ragusa.

Kaukana Project: il team dell’università di Udine e soprintendenza del Mare (foto M Capulli, D. Innocenti, L. Maghet / uniud)

Si tratta infatti di un programma organico di ricerca e studio delle testimonianze storico-archeologiche conservate lungo il litorale tra le antiche città di Ispica, Kaukana e Kamarina, regolato da una Convenzione di Collaborazione Scientifica tra il DIUM e la Soprintendenza del Mare. Le attività a mare, oltre a Massimo Capulli e Fabrizio Sgroi, hanno visti impegnati Dario Innocenti e Lucrezia Maghet per l’università di Udine, Salvo Emma per la soprintendenza del Mare, Lisa Briggs e Peter Campbell per la Sunk Costs Productions. Le ricerche si sono avvalse inoltre della collaborazione della Capitaneria di Porto di Pozzallo e del supporto logistico della “3PSUB” di Paolo Ciacera che ha fornito i mezzi nautici.

Dopo una prima breve indagine nel settembre 2024, le nuove operazioni sono state realizzate nell’arco di cinque settimane tra maggio e giugno 2025, consentendo di mettere in luce ampia parte del relitto, oggetto sia di documentazione diretta, che di riprese fotogrammetriche finalizzate a ottenere un modello tridimensionale. Le indagini del 2025 sono state sponsorizzate dalla Sunk Costs Productions, che insieme alla Sikelia Productions di Martin Scorsese sta lavorando al progetto cinematografico “Shipwreck of Sicily”. Alle attività scientifiche sono state quindi alternate fasi di riprese video, che serviranno alla realizzazione di questo docufilm co-prodotto dal celebre regista americano.

Kaukana Project: scavo subacqueo del relitto greco di Ispica nella campagna 2025 dell’università di Udine e soprintendenza del Mare (foto M Capulli, D. Innocenti, L. Maghet / uniud)

La campagna di scavo del 2025, diretta da Massimo Capulli in stretto coordinamento con Fabrizio Sgroi della Soprintendenza del Mare, ha permesso la quasi completa messa in luce dei resti della nave, che si trova a circa 6 metri di profondità coperta da uno strato frammisto di sabbia, ciottoli e massi. Grazie all’utilizzo della sorbona ad acqua si è infatti potuto liberare buona parte dell’ossatura della nave, tra cui il paramezzale e una delle due ruote, nonché di individuare l’albero dell’imbarcazione con il suo piede.

Kaukana Project: pezzo di cima scoperto nello scavo subacqueo del relitto greco di Ispica nella campagna 2025 dell’università di Udine e soprintendenza del Mare (foto M Capulli, D. Innocenti, L. Maghet / uniud)

Inoltre, durante lo scavo è emerso un pezzo di cima in ottimo stato di conservazione, frammenti di ceramiche a figure nere e un piccolo unguentario con inciso in lettere greche “NAU” (nave). Dal punto di vista della costruzione navale, il relitto fa parte della tipologia “su guscio portante”, ossia quelle navi in cui le tavole del fasciame venivano rese solidali tra loro grazie a una serie di incastri detti a mortasa e tenone: ciò consentiva di ottenere una struttura (guscio) autoportante, mentre solo successivamente venivano messe in opera le ordinate, ovvero le costole della nave, con funzione solo di rinforzo.

Kaukana Project: uso della sorbona nello scavo subacqueo del relitto greco di Ispica nella campagna 2025 dell’università di Udine e soprintendenza del Mare (foto M Capulli, D. Innocenti, L. Maghet / uniud)

La nuova campagna ha permesso, grazie all’utilizzo di una sorbona ad acqua, di avanzare di circa due metri allargando la trincea di scavo fino al totale esaurimento del deposito. Sono stati inoltre documentati i resti, attraverso rilievi diretti e riprese fotogrammetriche, che hanno permesso di generare un modello tridimensionale. Sono state condotte una serie di verifiche nello stesso areale, su altri potenziali siti, utili non solo alla comprensione e tutela di questo tratto di mare, ma anche per programmare le future ricerche. Questi siti erano stati indicati alla Soprintendenza del Mare da un pescatore subacqueo locale, Antonino Giunta, che già in precedenza aveva segnalato importanti relitti.

Agrigento. Il sorgere del sole alla Valle dei Templi torna a risplendere di parole, emozioni e memorie eterne con “Il risveglio degli Dei”: cinque gli appuntamenti di questo viaggio teatrale, poetico e civile di Marco Savatteri

“Il risveglio degli Dei” dà appuntamento all’alba, al tempio delal Concordia, nella Valle dei Templi di Agrigento. A partire dal 27 luglio 2025 il sorgere del sole alla Valle dei Templi di Agrigento tornerà infatti a risplendere di parole, emozioni e memorie eterne con il ritorno delle “Albe”, il suggestivo ciclo di narrazioni mitologiche prodotto da Parco Valle dei Templi e Savatteri Produzioni Teatro e Musica con una formula ormai divenuta celebre. Cinque gli appuntamenti di questo viaggio teatrale, poetico e civile, capace di toccare corde profonde e interrogare la nostra epoca attraverso la voce immortale della classicità: il 27 luglio (ore 4.30) e il 3, 24, 29 e 31 agosto 2025 (ore 5). In tutti i casi l’accesso sarà dalla biglietteria di Giunone. Ticket disponibili presso il Box office di Agrigento, via Imera 27, telefono 0922 20500 o su www.agrigento-biglietti.com.

Lungo la via Sacra, tra il Tempio della Concordia e quello di Giunone, il pubblico sarà guidato in un cammino tra i miti del passato. Gli attori in costume, tra recitazione, danza e canto, tra la luce nascente e le vestigia dell’antichità, daranno voce alle storie di dei ed eroi, rievocando un tempo sospeso dove le leggende si intrecciano con la realtà contemporanea con tematiche eterne come amore, odio, guerra. I miti millenari risuoneranno con forza rinnovata: lo spettacolo, infatti, non è sempre uguale a se stesso, ma risente a ogni nuovo appuntamento di modifiche e integrazioni. Il cast, quest’anno, conterà anche alcuni attori americani che sono stati selezionati dallo stesso Savatteri nel contesto di un progetto con la Montclair State University curato dalla professoressa Teresa Fiore.

Rotzo (Vi). Al Bostel di Castelletto la due giorni di Raetica 2025, il Festival dell’Archeologia: un viaggio nel tempo con esperienze di realtà immersiva e aumentata, spettacoli di ricostruzione storica e laboratori di archeologia sperimentale. Ecco il ricco programma

Il 26 e 27 luglio 2025 al Bostel di Castelletto di Rotzo (Vi) sull’altopiano dei Sette Comuni, torna Raetica, l’atteso Festival dell’Archeologia appuntamento ormai fisso per immergersi in un viaggio nel tempo con esperienze di realtà immersiva e aumentata, spettacoli di ricostruzione storica e laboratori di archeologia sperimentale.

PROGRAMMA DI SABATO 26 LUGLIO. Alle 10, apertura del museo Archeologico Sette Comuni; alle 12, apertura del Parco Archeologico, del Villaggio, dei Campi Storici, della Taverna, de Chioschi e del Mercatino; dalle 14 alle 18, Didattiche, vita quotidiana, artigianato e laboratori a rotazione (al Villaggio e ai Campi Storici)

Visite guidate all’area archeologica a cura degli archeologi delle università Ca’ Foscari Venezia, Progetto Stempa, Università Pegaso e Nea Archeologia. Partenza dall’info-point ogni 30 minuti, sabato dalle 14 alle 18, domenica dalle 10 alle 11 e dalle 14 alle 18, previo acquisto di un braccialetto valido entrambi i giorni, presso l’info point.

Alle 15, saluti delle autorità e presentazione ufficiale di Raetica 2025.

Alle 17, nell’area conferenze, la conferenza “L’arte delle Situle attraverso l’Archeologia Sperimentale” a cura di Stefano Buson, restauratore per i musei nazionali del Veneto. L’arte delle situle, con le sue scene figurate incise su bronzo, può essere meglio compresa attraverso l’archeologia sperimentale. Questa disciplina, che si occupa di riprodurre antichi manufatti per studiarne le tecniche di fabbricazione, permette di analizzare i processi di progettazione, costruzione e narrazione che stanno dietro alla creazione di questi reperti. Attraverso la riproduzione sperimentale, è possibile comprendere come venivano realizzati i disegni, come veniva inciso il metallo e come venivano ottenuti gli effetti decorativi. L’archeologia sperimentale non solo aiuta a capire il “come” dei manufatti, ma anche il “perché”. Ad esempio, lo studio delle tecniche di incisione può rivelare informazioni sulla complessità del lavoro artigianale e sull’abilità degli artigiani. Le ricostruzioni di situle, come quelle presentate nell’evento al Bostel di Rotzo, permettono di toccare con mano la maestria degli antichi e di apprezzare l’arte delle situle da una prospettiva più concreta, immergendosi nelle tecniche e nei processi che hanno portato alla loro creazione. Al termine della conferenza verrà proiettato un filmato che illustrerà le varie fasi di fabbricazione di una situla.

Alle 18.30, in area palco, Gesti di Antica Memoria: spettacolo di Danze Antiche; e alle 19.30, Mitici Animali e Uomini Divini: epiche leggende e racconti bardici: momenti di grandi emozioni tra Danze Antiche ricostruite, epiche leggende celtiche e racconti bardici mentre assaporate i cibi e le bevande della Taverna Retica. A cura di Teuta Nertobacos.

In area palco, IRON AGE FASHION SHOW: durante l’orario cena del sabato si potrà assistere ad una vera e propria “sfilata di moda dell’Età del Ferro” dove i ricostruttori storici sfoggeranno i loro abiti migliori, i gioielli più belli e le armi più peculiari in base alla cultura e l’epoca storica rappresentata.

Alle 21.30, SITULAE: dai campi della luce alla riva delle tenebre, il grande spettacolo di ricostruzione storica. Come ogni anno, il Bostel diviene lo scenario per la rappresentazione di uno spettacolo emozionante, veicolo della divulgazione storica e scientifica attraverso le emozioni di narrazioni, musiche e rievocatori. Il palcoscenico del Bostel vede sabato sera la rappresentazione di una “situla vivente” che narra i fasti di una vita e la gloria dopo la morte, per terminare con il fuoco sempre caro a tutti noi. Uno spettacolo storico, un teatro, un film… frutto di studio, ricerca e ipotesi. Ma che sa portare indietro nel tempo, emozionare, coinvolgere e ricordare ancora una volta le genti di un passato lontano. A seguire festa, musica e taverna aperta fino a mezzanotte.

PROGRAMMA DI DOMENICA 27 LUGLIO. Alle 10, apertura del parco archeologico, del museo, del villaggio, dei campi storici, dei chioschi e del mercatino; dalle 10 alle 12, didattiche, vita quotidiana, artigianato e laboratori a rotazione (al Villaggio e ai Campi Storici); visite guidate all’area archeologica con gli archeologi delle università che coordinano gli scavi (partenza area info point ogni 30 min.); alle 11, Gesti di Antica Memoria: spettacolo di Danze Antiche (area palco), a seguire Mitici Animali e Uomini Divini: epiche leggende e racconti mitici (area palco); alle 12, apertura della Taverna; dalle 14 alle 18, didattiche, vita quotidiana, artigianato e laboratori a rotazione (al Villaggio e ai Campi Storici); visite guidate all’area archeologica con gli archeologi delle università e di NEA Archeologia (partenza area info point ogni 30 min).

Alle 15, in area conferenze, la conferenza “Simbolismo folk e pratiche del passato nelle comunità contemporanee” a cura di Elena De Dominicis, antropologa e giornalista. Il Bostel nel modello nordico dei musei all’aria aperta. L’ambiente nelle rappresentazioni storiche partecipate dal vivo e online. Dalle pratiche folk alla musica: Heilung, Wardruna, folk metal, modern vikings nelle tradizioni e nel problema dell’autenticità. Rune, navi, tamburi, archetipi. Lo studio è vincitore del premio nazionale Goi Comunità Bresciana dell’università di Brescia 2024 ed è stato presentato a Marsiglia alla conferenza internazionale di Netnografia Netnocon2025.

Alle 16, in area spettacoli, il Pugilato delle Situle: il bronzo delle Situle ci racconta di competizioni sportive di Pugilato con i manubri, di campioni, di trofei e di astanti. Siete pronti a scegliere il vostro campione e a fare il tifo per lui? A cura di Insubria Gaesata.

Alle 17, al villaggio, apertura della fornace ceramica; alle 18, apertura della Taverna. A seguire chiusura della manifestazione ed arrivederci a RAETICA 2026.

Augusta (Sr). Al Nuovo circolo Tennis “Baia. Il parco sommerso”, terzo e ultimo incontro del ciclo “Parole e pietre. Rassegna di libri e cultura classica”, promosso dall’Archeoclub di Augusta

Sabato 26 luglio 2025, alle 19.30, al Nuovo circolo Tennis di Augusta (Sr), in contrada Balate, “Baia. Il parco sommerso”, terzo e ultimo incontro del ciclo “Parole e pietre. Rassegna di libri e cultura classica”, giunta alla IV edizione, quest’anno dedicato a “Parchi archeologici di terra e di mare poco conosciuti o poco raccontati”, promosso dall’Archeoclub d’Italia sede di Augusta. Questa volta riflettori puntati su una delle cinque meraviglie sommerse in Italia, il Parco sommerso di Baia, Campi Flegrei, Napoli. Antiche rovine sommerse; “immergersi” e visitare un museo straordinario dove la vita marina e i resti storici si fondono in un’esperienza totalmente differente da uno spazio espositivo a terra. Introduce Mariada Pansera, presidente dell’Archeoclub d’Italia sede di Augusta. Intervengono Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, e Massimo Cultraro, archeologo del Cnr-Ispc di Catania.

Il concerto di Serena Brancale nell’area archeologica di Velia apre la rassegna estiva “Musica & Parole”: sei appuntamenti serali (con navetta gratuita) tra Paestum e Velia. E il 10 agosto c’è la Notte Bianca tra i templi

Sarà Serena Brancale a inaugurare “Musica & Parole” il 26 luglio 2025, alle 21, nell’area archeologica di Velia, con il suo “Anema e Core” Tour 2025: un live che mescola jazz, soul e suggestioni mediterranee, firmato da una delle voci più versatili della scena italiana. Giunta alla quarta edizione, “Musica & Parole”, la rassegna musicale dei Parchi archeologici di Paestum e Velia che unisce suoni, parole e paesaggi straordinari, va in scena dal 26 luglio al 17 agosto 2025: sei appuntamenti animeranno le sere d’estate tra due siti Patrimonio UNESCO, con una programmazione che spazia tra jazz, cantautorato, soul e contaminazioni contemporanee. “Anche quest’anno, la rassegna Musica & Parole si conferma un appuntamento centrale nella programmazione culturale dei Parchi archeologici di Paestum e Velia”, dichiara Tiziana D’Angelo, direttore dei Parchi. “Attraverso un dialogo tra musica, parola e paesaggio, l’iniziativa arricchisce l’esperienza di visita e propone nuove modalità di fruizione del patrimonio in contesti di eccezionale valore. La rassegna si inserisce nell’ambito del Piano di Valorizzazione promosso dal Ministero della Cultura, con l’obiettivo di ampliare l’accesso alla cultura, favorire la partecipazione e rafforzare il legame tra i luoghi della memoria e le comunità contemporanee”.

Il programma. Il 5 agosto 2025 si resta a Velia, dove saliranno sul palco Sergio Cammariere e la violoncellista Giovanna Famulari. Un duo affiatato per un concerto dal tono intimo, che intreccia jazz, canzone d’autore e arrangiamenti originali. Il 7 agosto 2025 il testimone passa a Paestum, per la serata “Note dei tempi”. Sul palco si alterneranno grandi nomi della musica italiana come Rita Forte, Amedeo Minghi, Fausto Leali, Mario Rosini e la Quisisona Orchestra: un evento corale che intreccia racconto, memoria e melodia. L’11 agosto 2025, ancora a Paestum, protagonista sarà Simone Cristicchi con “Dalle tenebre alla luce” Summer Tour 2025, un viaggio musicale che unisce poesia, spiritualità e riflessione in un format originale e coinvolgente. Il 13 agosto 2025 si torna a Velia, dove i riflettori si accenderanno su Stefano Di Battista e Nicki Nicolai. Il loro “Mille Bolle Blu” è un omaggio jazz alla grande canzone italiana, tra virtuosismo e leggerezza. Gran finale il 17 agosto 2025 a Paestum con Lusaint e il suo “Self Sabotage” Tour 2025: elettronica, soul e scrittura d’autore si incontrano in un live potente e dal linguaggio musicale contemporaneo.

Torna la Notte Bianca nel parco archeologico di Paestum (foto pa-paeve)

A completare il calendario estivo dei Parchi, il 10 agosto 2025 tornerà a Paestum l’attesissima Notte Bianca, con apertura straordinaria dell’intera area archeologica dalle 20 alle 2. Un’esperienza immersiva tra luci, visite guidate, momenti performativi e degustazioni di prodotti del territorio, pensata per vivere la magia del sito in una veste notturna e spettacolare.

Servizio navetta gratuito. In occasione di tutte le sei serate della rassegna “Musica & Parole” 2025, sarà disponibile un servizio navetta gratuito, con partenza alle 19 e rientro alle 23.30, secondo le seguenti modalità: per i concerti a Paestum (7, 11 e 17 agosto), partenza alle 19 dal parcheggio dell’area archeologica di Velia, rientro da Paestum (parcheggio del Bar Anna) alle 23.30: per i concerti a Velia (26 luglio, 5 e 13 agosto), partenza alle 19 dal parcheggio del Bar Anna, rientro da Velia alle 23.30.