Aulla (Ms). Nel chiostro di San Caprasio al via le “Notti dell’Archeologia”: dagli Etruschi ai colori delle statue antiche, dalle nuove prospettive di ricerca archeologica in Lunigiana ai Bronzi di San Casciano. Apre Paolo Giulierini su “Gli Etruschi e la magia”. Ecco tutto il programma
Con la conferenza “Gli Etruschi e la magia” con Paolo Giulierini, alle 21.15, nella splendida cornice del chiostro dell’abbazia di San Caprasio ad Aulla (Ms), iniziano domenica 6 luglio 2025, le “Notti dell’archeologia”. Quasi due settimane intense e piene zeppe di storie da raccontare, dagli Etruschi ai colori delle statue antiche, dalle nuove prospettive di ricerca archeologica in Lunigiana ai Bronzi di San Casciano, passando da un bel focus sull’alimentazione e uno sullo studio delle ossa. Tutte le serate sono ad ingresso libero, nel chiostro dell’Abbazia di San Caprasio ad Aulla. In caso di pioggia si tengono comunque, nel vicino auditorium di San Caprasio dotato di aria condizionata. Per la serata inaugurale di domenica 6 luglio 2025 intervento del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Archeologo, etruscologo ed ex direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini guiderà i partecipanti alla scoperta dei saperi magici e religiosi degli Etruschi: tra Dei, fulmini, rituali e conoscenze farmacologiche che attraversano i secoli fino a oggi. “Magia e pratiche religiose”: non c’è ambito più esemplare, tra le civiltà del mondo antico, in cui come nel caso degli Etruschi questi due mondi si compenetrino. Se infatti la magia manipola le forze della natura e la religione si concentra sul culto degli Dei, talora anche per ottenere vantaggi personali, i sacerdoti etruschi riescono a controllare strumenti apparentemente naturali che però sono prerogativa divina – come i fulmini – per distruggere mostri e creare sbarramenti. È nota la fama degli Etruschi quali preparatori di medicinali o di farmaci in quanto “discendenti di Circe”: una competenza che è rimasta, strisciante, nei saperi delle più recondite campagne toscane, superando l’età antica, passando con il Medioevo, attraverso le figure di streghe stregoni ultimi eredi degli aruspici e degli auguri.
Il programma delle Notti dell’archeologia 2025. Lunedì 7 luglio, Cristiana Barandoni, archeologa, conservatrice specializzata in diagnostica non invasiva e policromia antica, scrittrice e divulgatrice, “Le sculture del mondo antico come non le avete mai viste (svelati i colori dei marmi romani)”; martedì 8 luglio, Paola Bombardi, ricercatrice e divulgatrice, “Il leone nella iconografia romanica, il legame con i maestri costruttori”; venerdì 11 luglio, Stefano Ricci, archeologo e antropologo dell’università di Siena, “Omicidi medievali, le ossa raccontano”; sabato 12 luglio, Enrico Giannichedda, archeologo, allievo del prof. Tiziano Mannoni, protagonista di varie stagioni di scavi anche in Lunigiana, “Gratta e vinci. Cosa aspettarci dalle future scoperte archeologiche in Lunigiana”; domenica 13 luglio Caterina Rapetti, storica dell’arte, ricercatrice e divulgatrice, “FANTASMATA CUNCTA RECEDANT Campane medievali nelle chiese lunigianesi”; mercoledì 16 luglio, Emilia Petacco, archivista, storica e ricercatrice, “Dal Medioevo una donna per il futuro: Ildegarda di Bingen. Scienziata, medico, musicista, santa”. La serata prevede un evento collaterale: la degustazione di biscotti preparati dallo chef Rolando Paganini secondo la ricetta originale di Ildegarda. Giovedì 17 luglio, Antonio Fornaciari, archeologo, docente dell’università di Pisa, “Alimentazione, mobilità malattie e stile di vita degli aullesi del Medioevo dallo studio delle sepolture dell’abbazia di san Caprasio”. Infine venerdì 18 luglio, Gabriele Nannetti, architetto, soprintendente per le province di Siena, Grosseto ed Arezzo, “Il santuario del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni: dalle recenti scoperte archeologiche alla musealizzazione e alla valorizzazione del territorio”. Nell’ultima serata, la chiusura del ciclo di appuntamenti sarà sancita con la degustazione dell’inedito “pane del pellegrino” presentato dallo chef Rolando Paganini.
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)


Molto interessante grazie!