Archivio | giugno 2024

Paestum e Velia celebrano il patrimonio e la cultura europea con visite guidate ispirate al tema dell’Europa

paestum-velia_giornata-del-patrimonio-e-della-cultura-europea-2024_locandinaDomenica 9 giugno 2024, i parchi archeologici di Paestum e Velia celebrano il patrimonio e la cultura europea. L’obiettivo delle iniziative, come indicato dal ministero della Cultura, è quello di dare un segno visibile dell’importanza delle comuni radici e dei valori storici, artistici e culturali che si considerano come elementi fondanti e identitari dell’Europa. In entrambi i siti, alle 11, saranno organizzate visite guidate ispirate al tema dell’Europa. A Paestum, il mito di Europa sarà lo spunto per raccontare i luoghi amministrativi della città, dal comizio all’ekklesiasterion. A Velia, invece, la visita si concentrerà sull’acropoli alla scoperta dei luoghi della vita pubblica di una città magnogreca governata, secondo la tradizione, dalle leggi formulate da Parmenide. Le attività didattiche sono svolte in collaborazione con Le Nuvole. Appuntamento in biglietteria. Costo della visita guidata 3 euro. Per prenotazioni arte@lenuvole.com. Il biglietto per le visite guidate può essere acquistato direttamente presso le biglietterie di Paestum e Velia.

Duino Aurisina (Ts). Alla Grotta del Mitreo passeggiata naturalistica, visita all’area archeologica col mitreo di epoca romana, e concerto “Acqua chiara”, per il progetto “Quattro passi SOTTOeSOPRA”

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Il mitreo frequentato dal II al V secolo d.C. nella grotta omonima nel Carso in comune di Duino Aurisina (foto sabap-fvg)

La Grotta del Mitreo, nel Carso, in Comune di Duino Aurisina (Ts), col concerto “Acqua Chiara”, è protagonista del terzo appuntamento del progetto “Quattro passi SOTTOeSOPRA”, realizzato dall’associazione culturale Opera Viva in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia. L’evento, dedicato alla conoscenza del Carso epigeo e ipogeo, prevede una passeggiata naturalistica insieme al Gruppo Speleologico Flondar per raggiungere le pendici del monte Ermada, dove si trova la Grotta del Mitreo, frequentata già dal Neolitico e adattata in età romana (dal II al V secolo d.C.) a luogo di culto del dio. Una visita guidata dell’area archeologica a cura della Soprintendenza precederà quindi il concerto dal titolo “Acqua chiara”, organizzato in collaborazione con il Conservatorio di musica “Giuseppe Tartini” di Trieste. Nella suggestiva grotta si potranno ascoltare duetti di J. S. Bach per tromba (da Balay: metodo per tromba, ed. Leduc) con due talentuosi musicisti Massimo Fabbro e Anna Poropat allievi del Maestro Massimiliano Morosini. L’evento è gratuito, con obbligo di prenotazione all’e-mail: assoc.operaviva@libero.it (posti limitati).

duino-aurisina_grotta-del-mitreo_concerto-acqua-chiara_locandinaProgramma. Alle 17, passeggiata naturalistica a cura del Gruppo Speleologico Flondar (il ritrovo è previsto alle 17 davanti all’edificio della Guardia Forestale); 17.30, visita guidata all’area archeologica della Grotta del Mitreo a cura della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio FVG. A seguire il concerto “Acqua chiara” a cura del Conservatorio di musica “Giuseppe Tartini” di Trieste. Duetti di J. S. Bach per tromba (da Balay: metodo per tromba, ed. Leduc) con Massimo Fabbro e Anna Poropat.

Roma. Al parco archeologico dell’Appia antica entra nel vivo la rassegna artistica “ATTRAVERSAMENTI. La via Appia tra Pietra e Visione”. Al Ninfeo della Villa dei Quintili due eventi: l’incontro “Il verde che cura” e la performance di danza “De Rerum Natura” da Lucrezio

appia-antica_attraversamenti_2024_locandinaDopo la presentazione e inaugurazione, giovedì 30 maggio 2024, nella chiesa di San Nicola al Castrum Caetani (vedi Roma. Al parco archeologico dell’Appia antica al via la rassegna artistica “ATTRAVERSAMENTI. La via Appia tra Pietra e Visione” dieci appuntamenti di teatro, musica, danza, ma anche botanica, scienze mediche e arte della cura, tra arte, natura e paesaggio | archeologiavocidalpassato), entra nel vivo la rassegna artistica “ATTRAVERSAMENTI. La via Appia tra Pietra e Visione”, promossa dal parco archeologico dell’Appia Antica con il sostegno del ministero della Cultura – direzione generale dello Spettacolo, ideata in collaborazione con la Rete dei Teatri di Pietra, in programma nei siti del Parco dal 30 maggio al 12 luglio 2024, portando i partecipanti alla scoperta del legame indissolubile tra arte, natura e paesaggio in un programma ricco di eventi.

appia-antica_attraversamenti_ninfeo-villa-dei-quintili_de-rerum-natura_il-verde-che-cura_locandinaAppuntamento sabato 8 giugno 2024, alle 18.30, al Ninfeo di Villa Dei Quintili sull’Appia Antica (ingresso Santa Maria Nova) con due eventi: “Il verde che cura”, incontro con Leonardo Scuderi e Rosario Schicchi, e “De Rerum Natura” da Lucrezio, performance con Elisa Carta Carosi, Camillo Ciorciaro, Paola Saribas; musiche live Marcello Fiorini. Ingresso 8 euro , link: https://portale.museiitaliani.it/…/a62f7628-2b88-42c7….

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Performance sul verde sacro e profanato (foto parco appia antica)

“Il verde che cura” – Riflessioni su verde sacro e verde profanato. Il mondo vegetale costituisce di fatto la maggiore componente della biomassa vivente presente sulla terra. Il verde è ovunque, le piante ci precedono sul pianeta terra e hanno evoluto nel tempo strategie complesse per vivere pur restando ferme. Sono di fatto un laboratorio di sostanze chimiche che pian piano l’uomo ha imparato a usare per la propria salute. Per millenni dalle piante è dipeso tutto: le case, il combustibile, l’alimentazione di base e le medicine. Per millenni le piante sono state viste con sacralità e sono state fonte di miti presso tutti i popoli della terra. Ma oggi… oggi abbattere un albero secolare non crea più rimorsi, foreste millenarie vengono abbattute e profanate per fare piantagioni a monocoltura di mais e di soia. Il sacro viene profanato… ma dalle piante dipende ancora la nostra vita!

appia-antica_attraversamenti_ninfeo-villa-dei-quintili_de-rerum-natura_locandina“De Rerum Natura” da Lucrezio. Danza ispirata al poema “De rerum natura” (sulla natura), capolavoro di Lucrezio. Diviso in sei libri che iniziano ciascuno con una raffinata introduzione, si articola con armonioso disegno in tre gruppi di due libri ciascuno dedicati alla fisica, all’antropologia e alla cosmologia. Lucrezio non intende dare una spiegazione fredda e razionale dei fenomeni dell’universo, ma un’interpretazione poetica di essi, dell’armonioso aggregarsi e disgregarsi degli atomi, per cui tutte le cose nascono e muoiono. Anche l’uomo ne fa parte, senza dispersione, perché nulla nasce dal nulla e nulla muore riducendosi al nulla. Il movimento va a raccontare l’infinita mutazione del mondo e la ciclica rigenerazione, lo spazio/tempo dove l’uomo si forma e si trasforma. E poi il corpo, tra materia ed energia, tra dinamiche armoniche e infiniti conflitti “innaturali”.

Pompei. Sabato speciale agli scavi con “L’altra Pompei prende vita” a corollario della mostra “L’altra Pompei. Vite comuni all’ombra del Vesuvio”: 17 personaggi della vita quotidiana di duemila anni fa animeranno altrettanti i luoghi della città antica. Una mappa per incontrarli

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Popidio il fornaio, la schiava Luperca e la sua padrona, Gaius il fullone (lavandaio), Verecundus il venditore ambulante, Primigenia la seguace di Iside sono alcuni dei personaggi della vita quotidiana di Pompei che sabato 8 giugno, dalle 10 alle 15, animeranno i luoghi della città antica. Protagonisti della vita di tutti i giorni di 2000 anni fa – cui la mostra “L’altra Pompei. Vite comuni all’ombra del Vesuvio” allestita nella Palestra grande ha dedicato attraverso le sue sezioni un narrazione – racconteranno, intenti alle loro occupazioni, le loro storie ed accompagneranno i visitatori alla scoperta della attività lavorative e non solo di tutti i giorni.

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“L’altra Pompei predne vita”: la domina Emilia la si può incontrare nella Casa del Menandro (foto parco archeologico pompei)

17 antichi pompeiani riprenderanno vita, grazie alla collaborazione di alcuni gruppi di rievocazione storica, nelle strade e negli edifici di Pompei.  Li si potrà incontrare nelle case e nelle botteghe in cui vivevano, sulle strade principali ma anche nei punti più sconosciuti della città in cui è rimasta traccia del loro passaggio. Una mappa, scaricabile dal sito del Parco o attraverso un QR code agli ingressi, fornirà tutte le indicazioni dei luoghi di incontro: alla Casa della Venere in conchiglia incontreremo la schiava Luperca e la sua padrona Iusta; alla Casa di Octavius Quartio la domina Livia; alla Bottega e casa il vasaio Flavius; all’Orto dei Fuggiaschi lo schiavo fuggitivo; alla Casa della Nave Europa il marinaio Severus; alla Casa del Frutteto Antonia e la sua mamma; alla Caupona di Vetutius Placidus il padrone Vetutius Placidus; alla Taberna Pomaria di Felix il fruttivendolo Felix; all’Officina di Granio Romano l’usuraia Faustilla; alla Casa del Menandro la domina Emilia, il procuratore Quintus Poppaeus e il cliente Lucio; alla Fullonica di Stephanus il fullone (lavandaio) Gaius; alla Caupona di Demetrius l’avventore della caupona, Demetrius e la moglie Helpis Afra; al Tempio di Iside Primigenia, la seguace di Iside, e il mendicante Rusticus; al Panificio di Popidio Prisco il fornaio Popidio e l’ambulante Verecundus; alla Casa dei Vettii la prostituta Eutychis e il portinaio Filocalo; alla Casa del Fauno il dominus e Libella, la levatrice; infine alle Terme del Foro lo schiavo fornacator (addetto alla fornace) Nicia. Proviamo a conoscere meglio qualcuno di questi antichi pompeiani.

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L’altra Pompei prende vita”: la domina Iusta si può incontrare alla Casa della Venere in conchiglia (foto parco archeologico pompei)

Sono Iusta. Amo gli abiti e i trucchi: tutte le mattine, con l’aiuto della mia schiava Luperca, dedico parte del mio tempo a farmi bella e a scegliere il colore della tunica che indosserò. Dopo il bagno Luperca, preparato tutto ciò che occorre per la mia toeletta, si occupa della pettinatura e del trucco. Deve fare molta attenzione, mi arrabbio per un nonnulla, soprattutto se, pettinandoli, mi tira i capelli”.

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“L’altra Pompei prende vita”: il procuratore Quintus Poppaeus lo si può incontrare alla Casa del Menandro (foto parco archeologico pompei)

Sono Q. Poppaeus Eros, il procurator della famiglia dei Poppei. Da sempre sono al servizio di questa famiglia. Il padrone mi ha dato l’incarico di controllare il lavoro degli schiavi, i loro orari, le loro uscite: ogni giorno un gruppo considerevole lascia la casa per andare a lavorare i fondi e le vigne della famiglia Poppaea. Sono finalmente libero e in alcun modo voglio perdere la stima che ho conquistato in tanti anni. Puoi incontrarmi nella Casa del Menandro. Per controllare il lavoro degli schiavi vivo nel quartiere servile della casa ma certo non in quelle piccole stanzette: il padrone mi ha dato un piccolo appartamento con atrio, larario e alcune camere. Al momento sono in corso alcuni lavori in casa quindi offro i miei spazi per conservare importanti oggetti in bronzo”.

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“L’altra Pompei prende vita”: l’oste Vetutius Placidus lo si può incontrare nella sua caupona (foto parco archeologico pompei)

Sono Lucio Vetuzio Placido, l’oste di questa locanda; ho trentacinque anni e da almeno quindici faccio questo lavoro. Ho delle serve decisamente operative che sanno tenere a bada i clienti della locanda, non proprio gentiluomini soprattutto se brilli e infervorati dal gioco. La sua posizione è molto buona, su via dell’Abbondanza e gli affari vanno bene. A tutte le ore del giorno passano i miei clienti a cui servo ottimi cibi e del buon vino. Nelle stanzette sul retro i miei clienti più affezionati dopo il lavoro vengono a bere e a giocare. Se durante il gioco litighino per la vittoria e diventino molesti e quindi sono costretto a cacciarli fuori”.

L’iniziativa che non prevede alcun biglietto aggiuntivo, oltre al normale costo di accesso agli scavi, è una iniziativa del Parco archeologico di Pompei, in collaborazione con i gruppi di rievocazione storica: Gruppo storico oplontino, Gruppo archeologico Kyme, Legio XXX UlpiaVictrix, Schola Militum, Diva Camenae.

napoli_gruppo-archeologico-kyme_logoGruppo Archeologico Kyme, associazione di promozione sociale, ha come obiettivo principale la conservazione, valorizzazione e diffusione del patrimonio storico-archeologico (materiale e immateriale) e naturalistico che sviluppa attraverso laboratori didattici, visite guidate ed eventi culturali.  Punta di diamante dell’associazione è la Living History.

torre-annunziata_gruppo-archeologico-oplontino_logoGruppo Storico Oplontino (G.S.O.) è una associazione di rievocazione storica attiva nel territorio vesuviano, in particolar modo a Oplontis. Il periodo storico trattato è quello della dinastia Giulio Claudia, dal I sec. a C. al I sec. d. C. con le vicende di Poppea, Nerone, Agrippina, Seneca. Inoltre l’associazione da circa un decennio si occupa anche della vita quotidiana nell’antica Pompei, con un focus particolare sugli schiavi e sui vari aspetti della città antica, anche con l ‘ ausilio di laboratori, banchi didattici e teatralizzazioni. L ‘ Ass.ne vanta la partecipazione a programmi televisivi dedicati a questi argomenti e campagne di promozione turistica del territorio vesuviano.

campi-flegrei_militum-schola_logoMilitum Schola è un progetto rievocativo che si occupa della vita militare e civile dei campi Flegrei ambientato intorno al I/II d.C. Collabora con associazioni ed enti del territorio per la valorizzazione storica e culturale dei Campi Flegrei.

napoli_divae-camenae-danze-antiche_logoDivae Camenae sono un’associazione culturale di danze antiche impegnate nella divulgazione di una proposta di danza basata sullo studio delle fonti letterarie e reperti legati alla civiltà romana, anche grazie alle sue associate, archeologhe e storiche dell’arte; portano, oltre alla passione per l’antica Roma, anche le competenze individuali, fondamentali per un risultato non solo armonioso esteticamente ma puntuale dal punto di vista storico. Il loro nome ha origine dalle Camenae, ninfe delle sorgenti che vivevano in una grotta circondata da un bosco sacro; Egeria era la più importante di esse.

Legio-XXX-Vlpia-Victrix_logoLa Legio XXX Vlpia Victrix è una Associazione di Promozione Sociale, che opera nella ricerca, ricostruzione e sperimentazione storica tramite l’archeologia sperimentale e studi puntuali delle fonti. Svolge attività destinate alla promozione, valorizzazione e divulgazione della cultura e delle civiltà italiche e di Roma antica nell’arco temporale compreso tra il periodo monarchico e il raggiungimento del massimo splendore (II sec. d.C.).

Verona. Al museo Archeologico nazionale la conferenza di Paola Salzani (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza) su “La necropoli di Arano e Nogarole Rocca a confronto” quinto e ultimo del ciclo di Archeo Racconti

verona_archeologico_archeoracconti_salzani_7-giugno_locandina“La necropoli di Arano e Nogarole Rocca a confronto” è il titolo del quinto incontro che chiude Archeo Racconti, il ciclo di conferenze promosse dal museo Archeologico nazionale di Verona, raccontate dalla viva voce dei protagonisti delle ricerche archeologiche sul campo. Appuntamento venerdì 7 giugno 2024, alle 16.30, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Verona con l’archeo-racconto di Paola Salzani, della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, che ai partecipanti parlerà delle campagne di scavo condotte a Nogarole Rocca (Vr), dove recentemente è stata messa in luce una necropoli con notevoli sepolture che creano lo spunto per un confronto con la necropoli di Arano di Cellore d’Illasi (Vr). La partecipazione alla conferenza è gratuita. Info: 045591211 o drm-ven.museoverona@cultura.gov.it.

Este (Pd). Al museo nazionale Atestino per “1984-2024: a 40 anni dalla riapertura. Work in progress” Elisabetta Govi dell’università di Bologna presenta il libro “Aria di famiglia. Identità e società nel Veneto preromano” (Sap libri) di Fiorenza Bortolami dell’università Ca’ Foscari di Venezia

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Per il ciclo di incontri “1984-2024: a 40 anni dalla riapertura. Work in progress” del museo nazionale Atestino in collaborazione con l’istituto nazionale di Studi etruschi ed italici – sezione Etruria padana e Italia settentrionale, Elisabetta Govi dell’università di Bologna presenta il libro “Aria di famiglia. Identità e società nel Veneto preromano” (Sap libri) di Fiorenza Bortolami dell’università Ca’ Foscari di Venezia. Appuntamento al museo nazionale Atestino di Este (Pd) venerdì 7 giugno 2024, alle 17.30. Ingresso libero.

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Copertina del libro “Aria di famiglia. Identità e società nel Veneto preromano” (Sap libri) di Fiorenza Bortolami

Aria di famiglia. Come si è modificata la struttura sociale dei Veneti antichi durante l’età del Ferro? Questo volume esamina la forma dei gruppi familiari attraverso un’analisi approfondita della documentazione funeraria di quattro siti: Padova, Este, Altino e Oderzo. Mette in luce lo sviluppo nel corso dei secoli ed evidenzia le differenze tra i diversi comparti della regione. La ricerca si articola attraverso l’esame di tumuli e nuclei di sepolture selezionati, caratterizzati da una notevole continuità d’uso nel tempo e composti da soggetti diversi per genere ed età. Queste caratteristiche suggeriscono legami interpersonali che, in vita, coinvolgevano le persone, enfatizzati da pratiche peculiari come le deposizioni plurime e la riapertura delle tombe per il ricongiungimento dei defunti. L’analisi stratigrafica e planimetrica delle sepolture, insieme alle similitudini nei corredi e ai dati osteologici, rivelano l’adozione di costumi funerari condivisi all’interno delle stesse famiglie. Questi elementi costituiscono la chiave di lettura per approfondire le relazioni ereditarie ed affettive tra gli individui, contribuendo a ricostruire l’articolazione dei gruppi di parentela e a delineare l’evoluzione delle comunità venetiche nel I millennio a.C.

Pompei. All’auditorium l’incontro con l’archeologo Sergio Cascella su “La villa rustica di Caius Olius Ampliatus distrutta nel 79 d.C.” promosso dall’associazione internazionale “Amici di Pompei”    

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Villa rustica attribuita a Caius Olius Ampliatus: dettaglio dello scheletro con il sigillo (foto sabap-met-na)

Il racconto della storia della villa rustica attribuita, grazie al ritrovamento di un sigillo, a Caius Olius Ampliatus, è al centro della conferenza “La villa rustica di Caius Olius Ampliatus distrutta nel 79 d.C.” dell’archeologo Sergio Cascella, collaboratore in diversi scavi della soprintendenza dell’Area metropolitana di Napoli, promossa dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS. Appuntamento venerdì 7 giugno 2024, alle 17, all’auditorium degli scavi di Pompei. Scoperta nell’ambito dei lavori per la ricostruzione post terremoto del 1980 e in particolare per la realizzazione del rione per l’edilizia residenziale popolare (Lotto O), la villa rustica, di cui si conservano vari ambienti per la produzione vinicola, venne distrutta nell’eruzione del 79 dopo Cristo. Si tratta di una fattoria che si trovava ai margini del territorio orientale dell’antica Neapolis nei pressi del fiume Sebeto.

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L’archeologo Sergio Cascella

“Elemento importante”, spiega l’archeologo Sergio Cascella, “che contraddistingue questa zona rispetto alle altre dell’area pompeiana ed ercolanese, consiste nel fatto che durante l’epoca traianea (prima metà del II secolo d.C.) il sito fu rioccupato.  Non lontano dalla prima villa vi fu costruita una seconda villa, riportata completamente alla luce negli ultimi scavi degli anni 2000-2006, le cui fasi di vita perdurano fino all’epoca alto medievale”.

“Dei e Faraoni a Torino: musiche, documenti e racconti dell’800”: per Archivissima – La Notte degli Archivi 2024 il museo Egizio di Torino e la Fondazione Giubergia propongono un happening che unisce archeologia, storia e musica classica: un’occasione unica per scoprire la Torino di inizio Ottocento, quando le statue di dei e faraoni sono approdate in città

torino_egizio_notte-degli-archivi_dei-e-faraoni_musiche-documenti-e-racconti-dall-800_locandinaIn occasione dell’edizione 2024 di Archivissima – La Notte degli Archivi, il museo Egizio di Torino e la Fondazione Giubergia propongono un evento molto speciale: un’occasione unica per scoprire la Torino di inizio Ottocento, quando le statue di dei e faraoni sono approdate in città dando vita al più antico museo di antichità egizie al mondo. Documenti storici, aneddoti e curiosità sulla nascita, 200 anni fa a Torino, del più antico museo Egizio al mondo sono infatti gli ingredienti di “Dei e Faraoni a Torino: musiche documenti e racconti dell’800”, un happening al museo Egizio, il 7 giugno 2024, alle 18.30, con replica alle 19.30 e alle 20.30. Organizzato dal museo Egizio in collaborazione con la Fondazione Renzo Giubergia e con l’associazione De Sono, l’appuntamento unisce archeologia, storia e musica classica. In occasione dell’happening si esibiranno nella corte del Museo: Fé Avoulgan (soprano), Alessandro Fantoni (tenore), Tania Pacilio (mezzosoprano), Giulia Maino (voce recitante), Diego Mingolla (pianoforte) con momenti musicali dall’Aida di Giuseppe Verdi .

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Statue di dei e faraoni nell’allestimento tempèorneo al museo Egizio di Torino che rievoca il primo allestimento nell’Ottocento (foto museo egizio)

Accompagnati dallo spettacolo musicale, i curatori del museo, Beppe Moiso e Tommaso Montonati, responsabili dell’archivio storico fotografico del museo Egizio, attraverso documenti d’archivio, lettere dell’epoca e curiosità storiche racconteranno l’avventurosa origine del museo Egizio e il viaggio che intrapresero le statue di dei e faraoni dall’antico Egitto a Torino. Statue che saranno visibili al pubblico nell’atrio e sotto le arcate auliche del palazzo barocco ex Collegio dei Nobili, tuttora sede del Museo, in un allestimento temporaneo che offre una suggestione dell’origine del Museo. Nel 1823 queste, infatti, assieme a migliaia di reperti della collezione Drovetti, varcarono la soglia del palazzo barocco che oggi ospita il museo Egizio e l’accademia delle Scienze e furono sistemate al piano terreno e nella corte. Un anno dopo nacque a Torino il primo museo Egizio al mondo.

Venezia. Allo scavo archeologico della villa romana di Lio Piccolo un mese intenso di incontri, visite guidate, aperitivi archeologici nel segno dell’archeologia pubblica e dell’archeologia di comunità. Ecco il programma

venezia_lio-piccolo_eventi-giugno-2024_locandinaQuello di giugno 2024 sarà un mese intenso di incontri, visite guidate, aperitivi archeologici, promossi dal dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia, con il Comune di Cavallino Treporti e la soprintendenza di Venezia e laguna, nello scavo della Villa Marittima di Lio Piccolo, il più grande scavo archeologico stratigrafico di epoca romana condotto all’interno nella laguna di Venezia: il tutto nel segno dell’archeologia pubblica e dell’archeologia di comunità. E di “patrimonio partecipato” si parlerà proprio nell’incontro del 7 giugno 2024 con Monica Calcagno, Diego Calaon, Cinzia Dal Maso. Archeologi, studenti, amministratori, cittadini costruiscono insieme una storia contemporanea fatta di elementi antichi per immaginare un futuro sostenibile per il turismo e la residenzialità in un ambiente delicato e unico. Gli eventi sono gratuiti. È necessaria la prenotazione a: vivereacqua@unive.it. La prenotazione dà diritto al pass per il passaggio nella ZTRU (Zona Tutelata a Rilevanza Urbanistica) di Lio Piccolo. Per ragioni di tutela ambientale, l’accesso è consentito a 50 persone ad ogni evento. Ad ogni appuntamento sono consentiti gli accessi di 20 autovetture. Al momento della prenotazione si otterrà un voucher che permetterà l’accesso alla zona traffico limitato. L’accesso allo scavo avviene attraverso il piazzale dell’Agriturismo Le Saline (via della Sparesera 4, Lio Piccolo). Non sono ammesse autovetture se non quelle in possesso del pass. In caso di maltempo l’evento sarà annullato con una comunicazione via mail entro le 19 del giorno precedente. Per informazioni vivereacqua@unive.it.

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Veduta da drone dell’antico magazzino per il sale a Lio Piccolo nello scavo della villa romana del progetto Vivere d’acqua (foto unive)

Lo scavo. Un eccezionale conformazione dell’argine lagunare ha permesso di conservare un sito molto particolare: da terra, anche se in mezzo alle acque, è possibile scavare quasi all’asciutto, grazie all’ausilio delle pompe, le profonde strutture di epoca imperiale (a 3 metri sotto il livello di calpestio) di una “azienda” antica per la produzione del sale e per l’allevamento del pesce. La struttura era collocata proprio sulla spiaggia antica, sul lido di epoca romana, e si affacciava su un ampio canale che connetteva il porto della città antica di Altino con il mare, e la sua bocca di porto. Individuata già quasi 25 anni fa ad Ernesto Canal, negli ultimi tre anni la struttura è stata scavata da terra. Le strutture fanno riferimento a una serie di edifici complessi con un’ampia cronologia dal I al VI secolo d.C. Le strutture abitative e produttive hanno cambiato forma nel tempo, e la parte residenziale, di grande pregio, sembra essere stata sostituita presto da aree artigianali e di lavoro dove i lavoratori dell’epoca, gli schiavi, sapevano trarre i frutti migliori dagli spazi salati delle lagune litoranee. Lo scavo di Lio Piccolo ci racconta qualcosa di raro: abitare in quella che è la laguna attuale non significava stare in un luogo marginale e rifugiarsi per scappare dai pericoli. Significava piuttosto scegliere di stare dove le rotte marine incontravano quelle fluviali. Dove la solida terra lascia spazio ad un ambiente molle, umido, solo apparentemente inospitale ma ricco di risorse: sale, pesce, boschi litoranei, legno e avifauna. Significava abitare in un luogo dove la relazione con l’ambiente cangiante è imprescindibile. Studiare e narrare Lio Piccolo significa conoscerci un po’ meglio, conoscere meglio la complessità dell’abitato lagunare antico, conoscere meglio il non sempre facile rapporto tra uomo e natura.

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Una visita guidata allo scavo della villa romana di Lio Piccolo nella laguna di Venezia (foto unive)

Uno scavo aperto al pubblico. Le strutture archeologiche in corso di scavo sono collocate a una quota molto profonda, e per forza di cose dovranno essere ricoperte dal terreno stesso di scavo qualche settimana dopo la conclusione dei lavori di ricerca: questo è infatti l’unico modo per conservarle. Il team scientifico di Ca’ Foscari e l’amministrazione comunale di Cavallino Treporti, perciò, ha preso la decisione di trasformare il cantiere in un museo a cielo aperto, per permettere alla cittadinanza e ai visitatori di toccare con mano l’antico passato della laguna nord di Venezia, prima di Venezia. Si tratta di un evento unico, per comprendere letteralmente camminando dentro la storia come le donne e gli uomini antichi abbiano costruito, vissuto e prodotto in ambiente incomparabile, fatto quasi solo di acque. Ecco il programma.

Venerdì̀ 7 giugno 2024, alle 17: “Archeologia e Beni Culturali. Nuovi scenari possibili per un Patrimonio Partecipato. Il progetto NextGen Heritage” con Monica Calcagno, Diego Calaon, Cinzia Dal Maso e il team di CREST/CHANGES. Con aperitivo archeologico.

Sabato 8 giugno 2024, alle 17: “Alla ricerca della città Romana. Verso la nuova campagna di scavi dell’università̀ Ca’ Foscari Venezia – Venezia ad Altino” con Luigi Sperti, Eleonora Dalpozzo, Jacopo Paiano. Con aperitivo archeologico.

Domenica 9 giugno 2024, alle 11, apertura dello scavo al pubblico

Giovedì̀ 13 giugno 2024, alle 17: “Questa volta lo scavo lo faccio io!”, i bambini fanno gli archeologi. Visita archeologica “veri” presso l’area dello scavo. Visita archeologica per i genitori. Attività̀ di archeologia per i bambini 6-10 anni. Laboratorio su prenotazione.

Venerdì̀ 14 giugno 2024, alle 17, Giornate Europee dell’Archeologia: “Arrivano Nuove Notizie dalla Città: da Lio Piccolo a Altino” con Marianna Bressan (museo nazionale e area archeologica di Altino). Con aperitivo archeologico.

Sabato 15 giugno 2024, alle 17, Giornate Europee dell’Archeologia: “Tutela nella Laguna nord” con Sara Bini, della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Comune di Venezia e la laguna. Con aperitivo archeologico.

Giovedì̀ 20 giugno 2024, alle 17: “Ambiente lagunare: ville e sfruttamento delle risorse economiche in epoca romana: il caso di Lio Piccolo” con Marco Marchesini, Daniela Cottica, Fabio Lambertini. Giornate Europee dell’Archeologia: “Nuove scoperte: Le infrastrutture costiere degli Alberoni” con Cecilia Rossi, della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Comune di Venezia e la laguna. Con aperitivo archeologico.

Venerdì 21 giugno 2024, alle 17: “La villa marittima di Mutteron dei Frati a Bibione e il territorio circostante” con Maria Stella Busana, Alice Vacilotto. Con aperitivo archeologico.

Sabato 22 giugno 2024, alle 17: “Dall’archeologia alle Parole. Le storie di Lio Piccolo. Anteprima di Stampa: Abitare la sparesera AD 1689” con Pietro Santostefano, Sandro Bergamo. Con aperitivo archeologico.

Domenica 23 giugno 2024, alle 11: “Dall’archeologia alle Parole. Le storie di Lio Piccolo. Documenti e memorie del litorale” con Antonio Padovan. Con aperitivo archeologico.

Giovedì 27 giugno 2024, alle 17: “Fiumi delta e lagune: un sistema portuale prima di Roma” con Giovanna Gambacurta.

Venerdì 28 giugno 2024, alle 16.30: la “Carta di Altino” in visita a Lio Piccolo. Visita Archeologica Guidata allo scavo. Segue la presentazione del libro di Galatea Vaglio: “Afrodite. La verità della Dea” (Giunti Editore) con Marco Paladini che dialoga con l’autrice. Con aperitivo archeologico.

Sabato 29 giugno 2024, alle 17: “Lo scavo subacqueo del Sito di Lio Piccolo dell’università̀ Ca’ Foscari – Venezia” con Carlo Beltrame, Elisa Costa. A seguire la Festa di chiusura dell’attività̀ del 2024. Intervengono il sindaco del Comune di Cavallino Treporti, l’assessore alla Cultura, il direttore del dipartimento di Studi umanistici di Ca’ Foscari; la Prorettrice alla Terza Missione. Teatro con I Frullatorio DJ set.

Ariano nel Polesine (Ro). Per il “Venerdì archeologico” nel giardino delle scuole, Caterina Previato (università di Padova) tiene la terza conferenza sulle scoperte della campagna di scavo 2024 a San Basilio. Segue apericena

ariano-nel-polesine_san-basilio_conferenza-5-giugno_previato_locandinaPer il “Venerdì archeologico” penultimo appuntamento con il ciclo di conferenze legate agli scavi archeologici di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro). Venerdì 7 giugno 2024, alle 18.30, nel giardino delle scuole di Ariano nel Polesine terza conferenza sugli sviluppi della campagna di scavo 2024 tenuta dalla professoressa Caterina Previato dell’università di Padova. In caso di maltempo l’incontro si tiene nella vicina sala della Cultura in via Matteotti 42. Verranno presentati gli eccezionali risultati dello scavo romano a San Basilio. “Quest’anno ci siamo concentrati sulla cosiddetta villa romana”, anticipa Previato, “e su un edificio finora sconosciuto, recentemente individuato grazie a prospezioni geofisiche, coinvolgendo complessivamente 28 studenti, specializzandi e dottorandi dell’università di Padova”. Al termine della conferenza sarà offerto un’apericena per tutti i partecipanti. È consigliata la prenotazione allo 392.9259875.