Isola della Scala (Vr). Per GEA 2024, laboratori didattici e visite guidate nella chiesa di Santa Maria Maddalena e nel museo Archeologico col conservatore Biondani, esperti e studenti dei licei Maffei e Messedaglia di Verona
In occasione delle Giornate europee dell’archeologia 2024, l’Associazione archeologica di Isola della Scala e il museo Archeologico di Isola della Scala, con il patrocinio del Comune di Isola della Scala (Vr), propongono attività e laboratori didattici per bambini e visite guidate a cura di Paolo Biondani conservatore del Museo, di esperti e degli studenti dei Licei Maffei e Messedaglia di Verona in alternanza scuola-lavoro. Le attività sono gratuite. La partecipazione è libera, però per ragioni organizzative è gradita la prenotazione scrivendo al seguente indirizzo: museo.isoladellascala@gmail.com. Programma: venerdì 14 giugno 2024, ore 15-18, “Antichi giochi da tavolo”: laboratorio didattico per bambini; visite guidate per adulti e bambini della chiesa di Santa Maria Maddalena e del museo Archeologico. Sabato 15 giugno 2024, ore 10-12: “Alle origini di Isola della Scala”: escursione al sito dell’età del bronzo di Mulino Giarella, alla chiesa della Bastia e alla torre Scaligera: a cura del conservatore del museo Archeologico (ritrovo ore 10 presso il museo Archeologico); ore 15-18: laboratori didattici per bambini della scuola primaria: “a. come si accendeva il fuoco e come si realizzavano gli strumenti in pietra che servivano per cacciare durante la preistoria?” Laboratorio a cura di Germano Piccoli dell’Associazione museo Paleontologico di Camposilvano; “b. come si realizzavano i vasi nella preistoria prima dell’introduzione del tornio?” Laboratorio a cura di Marisa Morelato, responsabile delle attività didattiche presso il Centro Ambientale Archeologico di Legnago; “c. realizziamo dei diorami con gladiatori”: laboratorio a cura di Giovanna Ziliani, insegnante ed autrice di libri-gioco per bambini; “d. quali erano i giochi da tavolo dei romani?” laboratorio a cura degli studenti dei Licei Maffei e Messedaglia di Verona. Visite guidate per adulti e bambini della chiesa di Santa Maria Maddalena e del museo Archeologico. Domenica 16 giugno 2024, ore 15-18: “Antichi giochi da tavolo”: laboratorio didattico per bambini. Visite guidate per adulti e bambini della chiesa di Santa Maria Maddalena e del museo Archeologico.
Comacchio (Fe). Per GEA 2024, “Ritorno alla Pieve: inaugurazione del nuovo percorso di visita all’area archeologica di Santa Maria in Padovetere”: speciali visite guidate all’area archeologica normalmente non accessibile al pubblico
In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia 2024 “Ritorno alla Pieve: inaugurazione del nuovo percorso di visita all’area archeologica di Santa Maria in Padovetere”: speciali visite guidate all’area archeologica di Santa Maria in Padovetere, in strada Fiume snc a Comacchio (Fe), normalmente non accessibile al pubblico. L’evento è promosso dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena Reggio Emilia e Ferrara e del Comune di Comacchio per inaugurare insieme il nuovo percorso di visita all’interno del sito archeologico.
Venerdì 14 giugno 2024, alle 10.30, all’area archeologica di Santa Maria in Padovetere, inaugurazione del nuovo percorso di visita e racconto delle scelte progettuali. A seguire visita guidata all’area archeologica. Programma. Saluti istituzionali: Francesca Tomba, soprintendente ABAP BO-MO-RE-FE; Pierluigi Negri, sindaco Comune di Comacchio; Aida Morelli, presidente Parco Delta del Po Emilia-Romagna. Intervengono: Mattia Bonassisa, Sara Campagnari (soprintendenza ABAP BO-MO-RE-FE); Marco Bruni, direttore museo Delta Antico di Comacchio; Roberto Vitali, presidente Village for All V4A. Visita guidata con Carolina Ascari Raccagni (soprintendenza ABAP BO-MO-RE-FE). Evento gratuito con ingresso libero. Iniziativa all’aperto, si consiglia un abbigliamento comodo e un cappello per il sole. Per info: Museo Delta Antico di Comacchio Tel. 0533 311316 https://journees-archeologie.eu/c-2024/lg-it/Italia/fiche-initiative/20672/Area-archeologica-di-Santa-Maria-in-Padovetere
Sabato 15 e domenica 16 giugno 2024, ore 10, 11, 17, 18: all’area archeologica di Santa Maria in Padovetere. Ciclo di visite guidate in occasione dell’inaugurazione del nuovo percorso di visita all’area archeologica di Santa Maria in Padovetere. Visite per un massimo 30 partecipanti per turno. Evento gratuito con prenotazione obbligatoria. Iniziativa all’aperto, si consiglia un abbigliamento comodo e un cappello per il sole. Per prenotazioni e info: Museo Delta Antico di Comacchio Tel. 0533 311316, https://journees-archeologie.eu/c-2024/lg-it/Italia/fiche-initiative/20491/Area-archeologica-di-Santa-Maria-in-Padovetere
Roma. Per GEA 2024, la sovrintendenza Capitolina propone tre giorni di appuntamenti per diffondere la conoscenza del patrimonio archeologico della città di Roma
Dal 14 al 16 giugno 2024 tornano le Giornate europee dell’Archeologia cui aderisce anche la sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali per diffondere la conoscenza del patrimonio archeologico della città di Roma: tre giorni con tanti appuntamenti nei musei e sul territorio per scoprire il patrimonio archeologico di Roma. La manifestazione è indetta dall’Institut national des recherches archéologiques préventives (INRAP) con il patrocinio del ministero della Cultura francese. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura. Prenotazione obbligatoria allo 060608 (tutti i giorni, ore 9-19). Attività gratuita. Ingresso secondo tariffazione vigente (gratuito per i possessori della Roma MIC Card) o gratuito per tutti nei musei gratuiti.

Veduta dei musei Capitolini dal palazzo del Campidoglio (foto musei in comune)
Venerdì 14 giugno 2024, a largo Corrado Ricci, verranno condivise dalle archeologhe e dalle storiche dell’arte le recenti scoperte avvenute sul cantiere di scavo (ore 9.30 e 11, a cura di Antonella Corsaro e Nicoletta Bernacchio), mentre i più giovani si potranno cimentare in una simulazione di scavo archeologico all’Area archeologica dei Fori Imperiali (ore 10, a cura di Valentina Musella e Andrea Sebastiani); ai musei Capitolini, invece, verrà raccontato il Campidoglio nel medioevo (ore 16.30, a cura di Francesca Zagari).

“La riscoperta delle civiltà orientali” al museo di Scultura Antica Barracco (foto musei in comune)
Sabato 15 giugno 2024, aperture straordinarie con visite guidate a Porta San Paolo (ore 10 e 11.30, a cura di Marina Marcelli, Cristina Carta, Alessandra Tedeschi) e al Casale di Giovio a Villa Doria Pamphilj (ore 10.30 a cura di Elda Scoppetta); al museo di Scultura Antica Barracco saranno narrate le avventure di eruditi ed esploratori e la nascita degli studi contemporanei sulle grandi civiltà preclassiche (ore 10.45 e 12.15, a cura di Alessandro di Ludovico) e, al museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Porta Aurelia si racconterà tra passato e presente con una visita didattica e laboratorio ludico per bambini (ore 11, a cura di Mara Minasi e volontarie del Servizio Civile Universale). In serata, musica e archeologia nella luce della nuova illuminazione artistica della Villa di Massenzio con la John Cabot Chamber Orchestra (ore 18.30 e 20, a cura di Ersilia Maria Loreti, Francesca Romana Cappa e Associazione Culturale Musicale John Cabot Chamber Orchestra).

Visita guidata con apertura straordinaria di Porta S. Paolo, una delle più monumentali e meglio conservate di Roma (foto musei in comune)
Domenica 16 giugno 2024, nell’ambito del progetto “Archeologia in Periferia”, visita guidata all’Area archeologica di Settecamini, dove emerge un lungo tratto della via Tiburtina antica (ore 10.30, a cura di Francesca Romana Cappa e Associazione culturale Quattro Sassi), poi al museo di Scultura Antica Giovanni Barracco per parlare di calchi, copie e falsi in archeologia (ore 10.30 e 12, a cura di Anna Maria Rossetti), infine al museo di Casal de’ Pazzi, partendo dallo scavo e arrivando fino ad oggi, si evidenzierà la centralità del Museo nel tessuto sociale della periferia romana di Rebibbia (ore 11, a cura delle volontarie del Servizio Civile Universale).
Torino. Al museo Egizio l’egittologo Ray Johnson (University of Chicago, Luxor) in “Windows into the Vanished World of Akhenaten, Nefertiti, and Tutankhamun. Amarna-Period Talatat Blocks in the collection of the Museo Egizio”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme
Piccoli blocchi di calcare e arenaria (i talatat, i mattoni con cui era stata edificata l’antica capitale di Akhetaton), lunghi tre lunghezze di mano, erano i preferiti di Akhenaton e Nefertiti per la costruzione dei loro enormi templi dedicati al disco solare, l’Aton Vivente. Il museo Egizio di Torino ospita una delle più grandi collezioni di questi blocchi in Europa. Se ne parla giovedì 13 giugno 2024, alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio di Torino, nell’incontro “Windows into the Vanished World of Akhenaten Nefertiti and Tutankhamun. Amarna-Period Talatat Blocks in the collection of the Museo Egizio” con Ray Johnson (University of Chicago, Luxor), nuovo appuntamento organizzato con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Introduce Christian Greco. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/windows-into-the-vanished…. La conferenza sarà in inglese, con traduzione simultanea in sala. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino.

Talatat con una regina (forse Nefertiti) che rende omaggio all’Aten suonando un sistro (arenaria, Nuovo Regno, XVIII dinastia), conservato al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Alcuni di questi talatat provengono dal primo complesso templare di Akhenaton dedicato all’Aton a Karnak, e molti provengono dall’Orizzonte dell’Aton, Akhetaten, Tell el-Amarna, fondata dalla famiglia reale come nuovo centro di culto per il solo adorazione dell’Aton. Tutti i monumenti di Akhenaton furono demoliti e riciclati dopo la sua morte, ma molti blocchi sono stati recuperati in scavi moderni. I blocchi, finemente scolpiti, presentati in questa conferenza conservano dettagli elaborati della vita quotidiana della famiglia reale e della corte, nonché della popolazione non reale, e rappresentano una straordinaria finestra sul mondo ormai scomparso di Akhenaton, Nefertiti e Tutankhamon.

L’egittologo W. Raymond Johnson dell’università di Chicago a Luxor
Raymond Johnson ha conseguito il dottorato in Archeologia egizia all’università di Chicago nel 1992 e ha partecipato a scavi sulla costa del Maine, USA; a Chogha Mish, Iran; a Quseir Al-Qadim sulla costa del Mar Rosso in Egitto; e a Cartagine, Tunisia. Nel 1979 si unì al Survey Epigrafico dell’Oriental Institute (ora Institute for the Study of Ancient Cultures), università di Chicago, con sede a Chicago House a Luxor, Egitto, e lavorò come disegnatore epigrafico mentre scriveva la sua tesi. Ha ricoperto il ruolo di direttore del Survey Epigrafico dal 1997 al 2022, e attualmente è Associate dell’ISAC. Ray Johnson è specializzato nella ricostruzione di sculture frammentarie e rilievi murali dei monumenti in pietra della tarda XVIII e prima XIX dinastia di Amenhotep III, Akhenaton, Tutankhamon, Seti I e Ramses II. È onorato di essere Visiting Scholar presso il Museo Egizio, Torino, dove si concentra sullo studio e la pubblicazione della collezione di blocchi e frammenti di sculture del periodo di Akhenaton del museo.
Verona. Al museo di Storia naturale il convegno “Pratiche fotografiche. Documentare, misurare e divulgare nelle scienze tra Otto e Novecento” che esplora l’intricato intreccio tra tecnologia e visione del mondo nel suo sviluppo storico all’interno del contesto della storia della scienza

Le pratiche fotografiche al centro di un convegno al museo di Storia naturale di Verona. Un’opportunità, in programma venerdì 14 giugno 2024, con inizio alle 10, per approfondire le tecniche del documentare, misurare e divulgare nelle scienze tra Otto e Novecento. La partecipazione è libera fino a esaurimento dei posti disponibili. Il convegno “Pratiche fotografiche. Documentare misurare e divulgare nelle scienze tra Otto e Novecento” è promosso dalle Biblioteche dei Musei Civici di Verona, in collaborazione con la Scuola di dottorato del dipartimento di Culture e Civiltà dell’università di Verona, ed è patrocinata dalla Società Italiana di Storia della Scienza. L’evoluzione della fotografia scientifica e la sua introduzione come strumento di riproduzione visiva dei dati scientifici ha trasformato radicalmente il modo di percepire e comprendere il mondo che ci circonda. Il convegno si propone di esplorare questo intricato intreccio tra tecnologia e visione del mondo attraverso lo studio del suo sviluppo storico all’interno del contesto della storia della scienza. Dai primi scatti di scintille elettriche alla documentazione antropologica nei territori coloniali, dalla documentazione zoologica alle ricostruzioni tramite foto editing, la fotografia ha infatti affrontato una gamma sterminata di soggetti e contesti scientifici, declinandosi tanto come pratica di laboratorio quanto come strumento di ricerca sul campo. Tuttavia non è, come spesso si ritiene, un mezzo neutro e neutrale per catturare la realtà; è piuttosto una pratica intrinsecamente soggettiva, influenzata dalle prospettive e dalle interpretazioni degli individui che la utilizzano. I casi di studio che vengono presentati mettono in luce, infatti, come la fotografia sia stata e resti ancora oggi una pratica diffusa in diverse aree di ricerca, in ciascuna delle quali assume specificità e rivela problematiche affascinati relative al nostro concetto di scienza e alla costruzione dei “fatti” scientifici.
Programma della giornata. Alle 10, avvio dei lavori e saluti istituzionali. Alle 10.30, Keynote: Florike Egmond (Leiden University, The Netherlands), “Visual traditions: depicting Bolca fish fossils in drawing and photography”, introduce Luca Ciancio (università di Verona). Alle 11.15, SESSIONE 1 – Fotografare la scienza in atto, modera Elena Canadelli, università di Padova. Interventi: Daniela Monaldi (York University, Canada), “Vedere l’invisibile. Scienziate e fotografia nella storia della fisica”; Alessandra Passariello (Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli), “Fotografare processi: le tecniche autoradiografiche nei quaderni di laboratorio di Jean Brachet”. Alle 12.30, SESSIONE 2 – La fotografia naturalistica, modera Leonardo Latella (Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale). Interventi: David Ceccarelli (università di Roma Tor Vergata), “L’alterazione visuale nella fotografia paleontologica: un contributo italiano”; Claudia Addabbo (Centro di Ateneo “Orto Botanico” università di Padova), “Istantanee di natura. Achille Forti e la fotografia botanica nel primo Novecento”. Alle 15, SESSIONE 3 – Fotografare la “devianza”, modera Gianluca Solla (università di Verona). Interventi: Monica Ghidoni (Comune di Verona), “Fotografia e psichiatria: pose e sguardi per una scienza in costruzione”; Michele Di Giorgio, ricercatore indipendente, “Teorie e pratiche di fotografia criminale, segnaletica e giudiziaria. Umberto Ellero e la Scuola di polizia scientifica”. Alle 16, SESSIONE 4 – Documenti visuali oltre la scienza, modera Luca Ciancio (università di Verona). Interventi: Agnese Ghezzi (Scuola IMT Alti Studi Lucca), “Un’iconografia umana. Fotografia e antropologia in Italia, tra scienze naturali e sociali (1861-1911)”; Fedra Alessandra Pizzato (università di Verona e IAUB Barcelona), “L’obiettivo dell’archeologia: immaginari visuali nei fondi Halbherr e Van Deman”; Elena Cadamuro (università di Genova), “Eva era africana? La scoperta di “Eva mitocondriale” nelle pratiche visuali dei rotocalchi italiani”
Torino. Alle Gallerie d’Italia la video-installazione immersiva “Paesaggi/Landscapes”, progetto culturale ideato dal museo Egizio – in partnership con Intesa Sanpaolo – in cui la fotografia e la video-arte incontrano l’archeologia e l’antico Egitto: anticipazione di ciò che i visitatori del museo Egizio potranno sperimentare con “Egitto immersivo” nel 2025

La sala immersiva delle Gallerie d’Italia di Torino con la video-installazione “Paesaggi/Landscapes” (foto graziano tavan)
Otto minuti per una full immersion nel paesaggio dell’Egitto, dalle campagne di oggi all’interpretazione di quello antico. “Paesaggi/Landscapes” è l’installazione immersiva, che dal 13 giugno al 12 settembre 2024 si potrà vedere gratuitamente, al mattino, alle Gallerie d’Italia di Torino, parte del progetto culturale ideato dal museo Egizio in cui la fotografia e la video-arte incontrano l’archeologia e l’antico Egitto. A corollario della video-installazione, e in concomitanza della chiusura del museo Egizio (17 giugno – 12 luglio 2024) per i lavori di copertura del cortile barocco, è in programma un ciclo di dialoghi a ingresso libero che metterà a confronto fotografi, artisti ed egittologi saranno i protagonisti di “Paesaggi/Landscapes”. La dicotomia tra paesaggio reale e paesaggio immaginario nella ricerca archeologica e fotografica è il tema centrale dell’iniziativa, curata dall’egittologo Enrico Ferraris, curatore del museo Egizio di Torino, e che rientra nell’ambito di un accordo triennale tra la Fondazione Museo delle Antichità Egizie e Intesa Sanpaolo su iniziative di sviluppo e diffusione della cultura e dell’arte. Intesa Sanpaolo è infatti main partner del progetto di trasformazione architettonica avviato dal museo Egizio, con il riallestimento e rinnovamento della Galleria dei Re, in occasione del bicentenario della fondazione del Museo.

Progetto OMA per il museo Egizio di Torino: rendering della sala immersiva (foto OMA Rotterdam)
Il video rappresenta proprio un’anticipazione di ciò che i visitatori del museo Egizio potranno sperimentare con “Egitto immersivo”, nel 2025, quando aprirà al pubblico uno spazio immersivo da mille metri quadrati, grazie alla collaborazione tra il Museo e l’Istituto italiano di Tecnologia. Le chiavi di lettura di “Paesaggi/Landscapes” e del nuovo museo sono la multidisciplinarietà e l’apertura verso l’esterno dei musei, verso altri enti museali e scientifici, temi che il museo Egizio sta perseguendo con più vigore proprio nel 2024, anno in cui celebra il suo bicentenario e in cui il Museo affronta un ambizioso progetto di trasformazione, sia da un punto di vista architettonico firmato dallo Studio Oma di Rotterdam, con la corte barocca che sarà coperta per diventare il centro nevralgico del nuovo Museo, e sotto il profilo culturale, con nuove collaborazioni, tra cui quella con le Gallerie d’Italia che non si esaurirà solo con “Paesaggi/Landscapes”.
“A 200 anni dalla fondazione del museo Egizio”, spiega il direttore Christian Greco, “ci siano interrogati su due quesiti fondamentali: cosa manca al museo dopo 200 anni? E la risposta era immediata: manca l’Egitto. E la seconda domanda era: il museo è un luogo di conservazione o di distruzione? Un po’ entrambe, perché i grandi musei europei comprarono delle collezioni che venivano tolte, private del loro luogo di appartenenza. E quindi si uccideva quasi la biografia dell’oggetto. Su questo tema noi stiamo riflettendo con un artista contemporaneo che è Ali Cherri, che è l’artista in residenza del museo Egizio. E allora ci siamo subito interrogati: come facciamo a riportare l’Egitto a Torino? Come facciamo dopo 200 anni a sanare questa divisione che era successa? E la risposta è stata immediata: dobbiamo portare il paesaggio. Allora il paesaggio lo riportiamo in due modi: lo portiamo ricostruendo un giardino. Quindi ricostruendo la flora, portando fisicamente un qualcosa di vivo che è un aspetto innovativo all’interno di un museo. Il museo non è più solo di cose inanimate, ma avremo finalmente un curatore dei giardini, un curatore di questa flora dell’antico Egitto. E poi la ricostruzione digitale del paesaggio, che è un rapporto tra materiale e immateriale, la possibilità di riflettere su cosa sia il paesaggio, il palinsesto in cui l’elemento antropico ha sempre operato, in cui i frammenti di memoria – che sono gli oggetti – da lì derivano, e poi far riflettere come la documentazione si evolva dalla mastaba di Mereruca ai papiri alla Description de l’Égypte alle nuove modalità digitali e quello che possiamo fare anche grazie all’intelligenza generativa e a capire come ci sia una mutazione del paesaggio. E tutto e nella dinamicità delle immagini – conclude Greco – ci fa vedere che non esiste il paesaggio statico, non esiste l’antico Egitto: quella è una costruzione culturale fatta all’interno dei musei, perché l’antico Egitto esiste nella nostra testa. Esiste la costruzione illuministica degli oggetti e noi cerchiamo di riavvicinarli, cerchiamo di cogliere quei momenti, quei frammenti di memoria e questo video insegna soprattutto questo”.

Christian Greco, Evelina Christillin e Michele Coppola alla presentazione del progetto “Paesaggi/Landscapes” alle Gallerie d’Italia di Torino (foto graziano tavan)
“Questo progetto, che ospita il museo Egizio dentro le Gallerie d’Italia”, commenta Michele Coppola, executive director Arte, Cultura e Beni Storici e direttore generale Gallerie d’Italia, “è evidente testimonianza della forte e vitale amicizia fra due importanti realtà torinesi che, poste a pochi metri l’una dall’altra, traducono la vicinanza in una visione e attività comuni. La nuova iniziativa arricchisce il nostro rapporto di sostegno e collaborazione, fondato sulla condivisione di competenze e contenuti per costruire proposte che, unendo fotografia, tecnologia, mondo digitale e archeologia, coinvolgono un pubblico sempre più ampio ed eterogeno. Siamo lieti di accogliere “Paesaggi” nella sala immersiva del museo di piazza San Carlo, offrendo ai visitatori un modo per continuare ad apprezzare il lavoro e bellezza di una delle istituzioni più prestigiose in Europa e nel mondo, anche durante la sua temporanea chiusura”.

Da sinistra, Antonio Carloni, vicepresidente Gallerie d’Italia; Michele Coppola, direttore generale Gallerie d’Italia; Evelina Christillin, presidente museo Egizio; Riccardo Antonino di Robin Studio; Christian Greco, direttore museo Egizio; Enrico Ferraris, curatore museo Egizio, alla presentazione del progetto “Paesaggi/Landscapes” alle Gallerie d’Italia di Torino (foto graziano tavan)
“Siamo grati a Gallerie d’Italia Torino, che per la prima volta apre le porte al nostro Museo e all’archeologia”, dichiara Greco. “In questi anni il museo Egizio si è aperto al mondo, ha cambiato la sua offerta espositiva, anche al di fuori dei suoi confini, ha studiato nuove strade e modalità per raccontare non solo la cultura materiale, ma anche la storia nascosta dei reperti e della civiltà dell’antico Egitto, attraverso la ricerca e le nuove tecnologie digitali. Ora ci apprestiamo a vivere una nuova stagione di trasformazione, in occasione dei 200 anni del Museo. Celebrarli non è solo un esercizio di memoria, ma significa anche programmare il futuro con un occhio attento alla ricostruzione del paesaggio, della natura e della cultura, da cui provengono gli oggetti che custodiamo e raccontiamo al pubblico. Alla base di questa evoluzione c’è l’idea di un museo come laboratorio della contemporaneità, attento alla sostenibilità e pronto a creare nuovi legami con discipline ed enti culturali”.
A introdurre e spiegare la genesi e la realizzazione della video-installazione “Paesaggi/Landscapes” è lo stesso curatore Enrico Ferraris: “Qui stiamo sfidando quella che è la rappresentazione tradizionale di un Egitto eterno, immutabile, tanto diverso da noi, lontano nel tempo e nello spazio, che tuttavia – dobbiamo ammetterlo – è un’eredità del nostro passato coloniale, dell’800, quando nasceva il museo Egizio, si formava un’idea di mondo moderno di cui l’Europa era al centro e tutto il resto era periferia. Quando era importante definire, polarizzare, un noi e un loro, un centro e una periferia, un ordine e un caos. Quella è un po’ un’eredità che poi è rimasta proiettata fondamentalmente nell’immaginario comune che è stato anche sfruttato nell’ambito di una certa industria culturale di cui in fondo hanno poi beneficiato tutti quanti. Adesso il museo compie 200 anni. È nato esattamente in quel momento in cui nasceva questo modo di raccontare l’Egitto. Adesso sente l’esigenza – proprio perché grazie alla direzione di Greco è ormai veramente un centro di ricerca – sente la necessità di non solo di portare quello che oggi è la ricerca in sala, ma soprattutto di portarlo al pubblico e di trovare una modalità per raccontare cose che sono altrimenti sentite come accademiche e farle diventare invece un’occasione di dialogo con il pubblico. Questo argomento è proprio quello dei paesaggi. Fondamentalmente ogni civiltà si delinea grazie a un sistema di interazioni con un territorio di partenza, un territorio che ha un clima, risorse, minerali; che ha ovviamente altre popolazioni che sono lì intorno, e tutti questi fattori contribuiscono a generare una fisionomia di una cultura. Questo succede davvero per tutte le civiltà, è così anche per l’Egitto. Ora dobbiamo pensare che tutti questi fattori che contemplano poi la lingua, il modo di definire persino i colori, tutti gli aspetti sensoriali che un essere umano può cogliere in un ambiente in cui si trova genera cultura e crea una cultura.

Frame della video-installazione “Paesaggi/Landscapes” alle Gallerie d’Italia a Torino (foto museo egizio)
“Ora noi che siamo di fronte a queste culture e di cui depositiamo di cui curiamo la tradizione culturale, ebbene abbiamo un limite – continua Ferraris -: siamo tanto lontani nel tempo da quelle civiltà. E più andiamo indietro nel tempo e meno è facile riuscire ad avere una visione integra. Dunque dobbiamo procedere a delle interpretazioni. Dobbiamo setacciare tutti questi “livelli”, tutti questi elementi che creano appunto culture e in generale possiamo definire paesaggi. Perciò ci sono paesaggi sonori, ci sono paesaggi linguistici, paesaggi naturalistici, eccetera. Se a questo aggiungete che nel tempo questi paesaggi cambiano, cambiano le lingue, cambiano i territori, e noi però siamo con i contemporanei che ci troviamo a dover lavorare. Dunque è attraverso questa indagine su tutti questi livelli che nel tempo dobbiamo setacciare, ripercorrere e a un certo punto dobbiamo interpretare. E questo tema dell’interpretazione è il cuore centrale dell’affermazione, del desiderio che il museo Egizio ha di condividere con i propri visitatori, proprio perché la ricerca in fondo non è un procedere per assoluti, è un procedere per domande, per ipotesi, per continue riscritture.

Frame della video-installazione “Paesaggi/Landscapes” alle Gallerie d’Italia a Torino (foto museo egizio)
“Esattamente questo è quello che proviamo a raccontare in questo video. Passiamo dalle immagini in 8K con droni, retiniche, soundscape preso in presa diretta, in quello che è oggi la campagna egizia e man mano iniziamo a spostarci indietro nel tempo, e vedrete a un certo punto che alle immagini che rappresentano il paesaggio naturale inizia a entrare in gioco il tempo attraverso l’ingresso delle luci che iniziano a muoversi in timelapse. Poi passiamo allora a un secondo livello, perché stiamo andando indietro nel tempo. Lì entra in gioco la riflessione egittologica, ovverosia la ricerca. E vedremo perciò immagini dell’antico Egitto, che vengono analizzate e scandite attraverso immagini che vengono dalle tavole della Description de l’Égypte che ovviamente. figlia dell’Illuminismo, è stato uno dei primi modi di classificare una civiltà, e i modi più recenti che abbiamo di studiare i reperti come flora e fauna. Infine – conclude Ferraris – l’interpretazione: attraverso algoritmi di intelligenza artificiale che creeranno degli effetti morphing vedrete in questo caso quel processo di interpretazione, che significa forme di idee che si formano e si deformano e si riformano in continuazione come se fossimo veramente nella testa di un ricercatore o mi piace pensare del museo Egizio stesso che si presenta appunto a tutti voi”.
Il video – che qui vediamo nella presentazione ufficiale nella sala immersiva delle Gallerie d’Italia di Torino – si muove dalla rappresentazione oggettiva della campagna egiziana oggi, per virare verso il passato. Riprese con droni e tecnologie moderne, realizzate in Egitto da Robin Studio, in collaborazione col Museo Egizio, sotto la curatela di 8 egittologi, propongono una traduzione visiva delle ricerche e delle riflessioni multidisciplinari degli archeologi sui reperti, sulle loro connessioni spazio-temporali e sul paesaggio, in una sorta di percorso a ritroso dall’Egitto moderno fino alle schegge di memoria, ai frammenti di reperti archeologici e alle loro interpretazioni. Il filtro digitale ricostruisce e rimodella lo sguardo, rappresenta in maniera simbolica il passato. Il suono della natura sconfina nella musica, in un crescendo che porta il visitatore quasi ad immagini allucinatorie, metafora del dubbio e della pluralità di discipline che oggi sovraintendono alla ricerca archeologica.
Marzabotto (Bo). Al parco archeologico dell’antica Kainua al via le “Sere d’Estate” con Dario Vergassola vs Elena Sofia Ricci: intervista semiseria a una grande attrice. Possibile visita guidata nell’area archeologica e apericena
Tornano le “Sere d’Estate” al parco archeologico dell’antica Kainua a Marzabotto (Bo), un ciclo di spettacoli nella bella – e fresca cornice del Teatro di Paglia dell’antica Kainua. Primo appuntamento della stagione giovedì 13 giugno 2024, alle 21, con Dario Vergassola vs Elena Sofia Ricci. Intervista semiseria a una grande attrice. Programma della serata: alle 18.30, per chi lo desidera, lo staff del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” offre una passeggiata tematica – gratuita – per la città etrusca di Kainua; 19.30, possibilità di apericena a cura di Al di là del fiume Cielo (costo 8 euro); 21, inizio spettacolo. Costo evento 15 euro, gratuito per i minori di 14 anni. Il biglietto comprende lo spettacolo e la visita guidata tematica al parco archeologico. Si consiglia di portare un cuscino. In caso di maltempo gli eventi previsti all’interno del parco archeologico si terranno alla Casa della Cultura e della Memoria in via Aldo Moro 2 a Marzabotto.
Gli altri appuntamenti. Mercoledì 19 giugno 2024, Arianna Porcelli Safanov in “Fiabafobia” (prenotazione a crinali@unioneappennino.bo.it, costo evento 15 euro, gratuito per i minori di 14 anni, abbonamento 38 euro); venerdì 28 giugno 2024, Serena Dandini in “La vendetta delle Muse”; domenica 30 giugno 2024, coro Farthan con visita cantata nell’area archeologica per la rassegna “A tutta voce! Voci, suoni, racconti” (costo ingresso al museo e all’area archeologica 3 euro, gratuito per residenti a Marzabotto e gratuità di legge, non è necessaria la prenotazione); giovedì 4 luglio 2024, proiezione del film “La Chimera” per la rassegna “Crinali Cinema” (costo ingresso al museo e all’area archeologica 3 euro, gratuito per residenti a Marzabotto e gratuità di legge, non è necessaria la prenotazione)
Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del libro “La dieta degli ormoni” di Annamaria Colao (università “Federico II” di Napoli)
Mercoledì 12 giugno 2024, alle 17, la Curia Iulia ospita la presentazione del libro “La dieta degli ormoni” di Annamaria Colao, professore ordinario di Endocrinologia al dipartimento di Medicina Clinica Chirurgia, università “Federico II” di Napoli. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Roberto Baldelli, dirigente medico endocrinologo AO San Camillo – Forlanini, Roma; Lucia Migliaccio, presidente associazione PRIMA Insieme per la Qualità della Vita. Sarà presente l’autrice. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione su eventbrite.it. E sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo.

L’endrovrinologa Annamaria Colao dell’università “Federico II” di Napoli
L’endocrinologa Annamaria Colao da anni studia con il suo team dell’università Federico II di Napoli gli equilibri delicatissimi che dettano il nostro rapporto con la tavola e la sintesi delle sue ricerche è presentata in un volume, edito da Sonzogno, che offre a tutti le informazioni per consentire di perdere peso in maniera salutare, rapida e duratura, agendo alle radici del metabolismo. Il regime proposto dalla professoressa Colao si articola in quattro schemi che hanno come protagonisti altrettanti ormoni, da intrecciare e alternare nei vari momenti dell’esistenza. Lo schema Insulina stop mira a ridurre l’insulina in circolo, andando ad aggredire le riserve adipose e in particolare il grasso addominale. Il secondo schema, Serotoninergico, si accompagna al rilascio di serotonina, l’ormone del buonumore. Il terzo, Leptinico, ripristina l’equilibrio tra grelina e leptina, i due ormoni coinvolti nella fame e nella sazietà. L’ultimo schema, Melatonina plus, favorisce la produzione di melatonina, l’ormone del sonno, e consente un reset periodico del metabolismo.
Open-day dei cantieri di scavo (solo sabato 15 giugno 2024), aperture straordinarie, passeggiate e laboratori per bambini, archeologia sperimentale e visite guidate per il fine settimana delle Giornate Europee dell’Archeologia. Il ricco programma di attività è realizzato grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, direzione regionale musei del Friuli Venezia Giulia – museo Archeologico nazionale di Aquileia, Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia, di Verona, Pro Loco Aquileia, associazione nazionale per Aquileia, Fondazione Radio Magica, Consorzio di Bonifica Pianura Friulana.










Per la grande festa delle Giornate europee dell’Archeologia il parco archeologico del Colosseo ha organizzato tante attività rivolte alle famiglie e ai visitatori. Le visite sono gratuite per quanti siano in possesso di un biglietto di accesso al Parco archeologico del Colosseo o della Membership Card. I laboratori sono gratuiti quando indicato.

Sabato 15 giugno 2024, alle 10.30: “Una reggia da sogno” Attività per bambini e bambine di età compresa tra gli 8 e i 12 anni. Ingresso presso l’Arco di Tito. Bambini e bambine di età compresa tra gli 8 e i 12 anni, con famiglie al seguito, sono invitati sul Palatino per allestire la propria “reggia da sogno”: attraverso un percorso tra i luoghi più belli del PArCo, scopriranno le meraviglie del Palazzo dell’Imperatore e avranno modo di fare le proprie scelte da arredatori, per creare una reggia ideale. Accesso gratuito per i bambini e due accompagnatori solo per i prenotati, fino a esaurimento posti. I posti sono limitati ed è obbligatoria la prenotazione scrivendo a
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