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Torino. Al museo Egizio l’egittologo Renaud Pietri (università di Liegi) su “Sic parvis magna: Reconstructing papyri from Deir el-Medina kept in the Museo Egizio”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-Sic parvis magna_renaud-pietri_locandinaNel museo Egizio di Torino sono conservati circa 12.000 frammenti di papiri, probabilmente scoperti nel villaggio di Deir el-Medina, vicino all’antica città di Tebe, e risalenti all’epoca Ramesside (ca. 1295-1069 a.C.). Giovedì 10 novembre 2022, alle 18, nella conferenza “Sic parvis magna: Reconstructing papyri from Deir el-Medina kept in the Museo Egizio”, primo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del museo Egizio, Renaud Pietri (università di Liegi) parlerà del lavoro di ricostruzione dei papiri di Deir el-Medina conservati al museo Egizio. Introduce: Christian Greco, direttore del museo Egizio. L’evento di terrà nella sala Conferenze del Museo e l’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Conferenza in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano per il solo pubblico in sala. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo: https://www.youtube.com/watch?v=WsnHEiBArC4. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino. “Questi frammenti di papiro”, spiegano al museo Egizio, “appartengono a documenti più ampi, spesso parzialmente perduti e quindi definibili come puzzle frammentari, per i quali è necessario un lungo e paziente lavoro di ricostruzione. Nell’ambito del progetto internazionale “Crossing Boundaries: Understanding Complex Scribal Practices in Ancient Egypt”, è stato possibile trovare nuove connessioni tra questi frammenti, e quindi migliorare la ricostruzione di diversi documenti già noti, o identificarne di nuovi”. La conferenza presenta alcuni risultati di questo lavoro di ricostruzione attraverso diversi casi studio.

Renaud Pietri (università di Liegi)

Renaud Pietri (università di Liegi)

Renaud Pietri si è prima formato in Storia dell’Arte e Filologia all’ Ecole du Louvre (Parigi), e dopo ha conseguito il suo dottorato “Chariot in Egyptian mind” all’università Paul Valéry Montpellier 3 nel 2017. Nel 2019, ha preso parte al progetto ‘Transforming the Egyptian Museum in Cairo’ come “project curator” e “Coordinator” per il Musée du Louvre, prima di unirsi al team di “Crossing Boundaries” nel gennaio 2020 come ricercatore post-doc all’università di Liegi. Vanta anche diverse esperienze sul campo in Egitto come apprendista nel Centro franco-egiziano per lo Studio dei Templi di Karnak, e come membro del team “Colossi of Memnon and Amenhotep III Temple Conservation Project” e, più recentemente, a Deir el-Medina. Nell’ambito del progetto “Crossing Boundaries”, lavora sulla descrizione e sull’identificazione del contenuto dei diversi e frammentari papiri della collezione torinese focalizzandosi sui testi letterari, magici e religiosi. Nello specifico, mira a trovare, ricostruire e infine pubblicare le diverse versioni del famoso testo letterario Ramesside conosciuto come “Lettera Satirica di Hori”.

Torino. Al via al museo Egizio le conferenze scientifiche ‘22-’23 con le ultime novità nell’ambito della ricerca egittologica direttamente dalla voce dei protagonisti. Apre, in presenza e on line, il curatore Federico Poole su “Statuette funerarie transgender: un problema epistemologico” 

torino_egizio_manifesto-progamma-2022-2023È online sul sito del museo Egizio di Torino il nuovo programma di conferenze scientifiche per la stagione 2022/2023: un ricco calendario di incontri incentrati sui temi di ricerca e di indagine egittologica e museale con protagonisti il dipartimento Collezione e Ricerca del museo Egizio e studiosi provenienti da università e istituti di ricerca italiani e internazionali. Ad aprire la stagione sarà Federico Poole, curatore del museo Egizio, il 20 ottobre 2022, con la conferenza “Statuette funerarie transgender: un problema epistemologico” per analizzare le differenze fra l’arte egiziana e quella tradizionale dell’Occidente, e affrontare il nodo della complessa figura dell’ushabti. Alcuni degli argomenti proposti dal dipartimento Collezione e Ricerca del museo Egizio sono approfondimenti sulla cultura materiale, sui contesti archeologici di provenienza dei reperti e sulla società egizia, fino ai più recenti progetti espositivi realizzati come “Cortile Aperto. Flora dell’antico Egitto”. Grazie alla preziosa collaborazione con l’associazione ACME (Amici e Collaboratori del Museo Egizio), il pubblico potrà ascoltare le ultime novità nell’ambito della ricerca egittologica direttamente dalla voce di studiosi provenienti da università e istituti di ricerca italiani e internazionali. Tra i protagonisti il direttore del museo Egizio Christian Greco che parlerà della scoperta della tomba di Tutankhamon, l’egittologa Rita Lucarelli (University of California, Berkeley) che approfondirà il rapporto tra antico Egitto e l’Afrofuturismo, e Luigi Prada, assistant professor all’università di Uppsala e presidente dell’associazione ACME che terrà un intervento dal titolo “Quando l’antico torna di moda: Geroglifici per papi, re, e principi nell’Ottocento europeo”. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Tutti gli appuntamenti si terranno in presenza, in sala Conferenze, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Per gli incontri in lingua inglese, sarà disponibile il servizio di traduzione simultanea per il pubblico in sala. Tutti gli appuntamenti verranno anche trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo Egizio.

torino_egizio_conferenza-statuette-funerarie-transgender_poole_locandinaAd aprire la stagione ’22-’23 sarà dunque Federico Poole, curatore del museo Egizio, il 20 ottobre 2022, alle 18, con la conferenza “Statuette funerarie transgender: un problema epistemologico” per analizzare le differenze fra l’arte egiziana e quella tradizionale dell’Occidente, e affrontare il nodo della complessa figura dell’ushabti.  Introduce: Alessia Fassone, curatrice museo Egizio. Ingresso libero fino a esaurimento posti. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. A partire dal periodo ramesside, i defunti di sesso femminile sono talvolta accompagnati nella tomba da statuette funerarie (“ushabti”) chiaramente caratterizzate come maschili dal loro abbigliamento. Questo fenomeno ci lancia una sfida interpretativa: le statuette sono infatti normalmente immagini del defunto, e conosciamo vari esemplari per donne che recano infatti parrucche femminili. Il tentativo di spiegare l’apparizione degli ushabti “trans” ci porterà, da un lato, al cuore del problema epistemologico della differenza fra l’arte egiziana e quella tradizionale dell’Occidente, dall’altro, ad affrontare il complesso nodo della natura dell’ushabti, al contempo immagine del defunto e suo servitore.

Torino. Al museo Egizio l’archeologa Bettina Bader (Accademia austriaca delle Scienze) su “Objective identities. How Egyptian is Egyptian Material Culture? / Identità oggettive. Quanto è egiziana la cultura materiale egiziana?”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-Objective identities_bettina-bader_locandinaMartedì 7 giugno 2022 alle 18, in presenza e on line, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate in con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del museo Egizio. Bettina Bader dell’Accademia austriaca delle Scienze interverrà su “Objective identities. How Egyptian is Egyptian Material Culture? / Identità oggettive. Quanto è egiziana la cultura materiale egiziana?” per sensibilizzare l’opinione pubblica su pregiudizi e idee preconcette in qualche modo nascoste sull’identità dei popoli antichi, basate sulla cultura materiale in varie forme. Spesso queste idee non possono essere realmente corroborate dalla conoscenza attuale degli oggetti e anche i riferimenti testuali, se esistono, non sono così immediati come vorremmo. In primo luogo, gli individui possono aver avuto più identità di quanto non appaia immediatamente e non tutte sono facilmente riconoscibili nella documentazione archeologica. Inoltre, la ricerca dimostra che alcune idee sull’antico Egitto e sui suoi abitanti sono radicate in paradigmi storico-culturali antiquati, che risalgono a narrazioni ideologiche. È giunto il momento di evidenziare questi problemi e di evitare narrazioni storiche semplicistiche a favore di ricostruzioni più complesse. Appuntamento in la sala Conferenze del museo Egizio di Torino, ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per l’accesso è necessario indossare la mascherina FFP2. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Conferenza in lingua inglese. Introduce Federica Facchetti, curatrice del museo Egizio. La conferenza fornirà alcune basi teoriche del pensiero archeologico con una proposta di ricostruzione delle circostanze e delle realtà della vita antica, con un caso di studio ambientato nel tardo Medio Regno (1800-1700 a.C. circa).

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L’archeologa Bettina Bader (Accademia austriaca delle Scienze)

Bettina Bader è responsabile del gruppo di ricerca Archeologia in Egitto e Sudan, Dipartimento di Preistoria e Archeologia dell’Asia occidentale e dell’Africa nordorientale, Accademia Austriaca delle Scienze. Dopo aver terminato la laurea (1998) e il dottorato (2004) all’ Istituto di Egittologia, Università di Vienna, prosegue con diversi post-doc finanziati dal Fondo Scientifico Austriaco, la Banca Nazionale Austriaca e la Commissione Europea (2004-2009). Segue il Marie Curie Project, condotto al McDonald Institute for Archaeological Research, Università di Cambridge (UK). Nel 2010-2014 è la principale ricercatrice del progetto Foreigners in Ancient Egypt – The Archaeology of Culture Contact (FWF, V147-G21) e Assistente Professore all’ Istituto di Archeologia, Università di Vienna (anno Accademico 2012-2013). Dal 2015 è principale ricercatrice del START-project Beyond Politics: Material Culture of Second Intermediate Period Egypt and Nubia (FWF, Y754-G19) e responsabile del gruppo di ricerca Material culture in Egypt and Nubia. Dal 2021 è responsabile del gruppo di ricerca di Archeologia in Egitto e in Sudan, Dipartimento di Preistoria e Archeologia dell’Asia Occidentale e dell’Africa Nordorientale, Accademia Austriaca delle Scienze.

Torino. Al museo Egizio l’egittologo Luigi Prada (università di Uppsala) su “Il guardiano dei coccodrilli: alla scoperta delle origini antico-egizie di una “leggenda” plurimillenaria”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-il-guardiano-dei-coccodrilli_prada_locandinaNel secondo libro delle sue Storie, dedicato all’Egitto, Erodoto racconta non solo della storia antica del paese, ma anche della sua natura. Tra i passi più famosi è quello che descrive la peculiare simbiosi fra il coccodrillo del Nilo e un piccolo uccello, chiamato trochilo. A detta dello storico greco, questo volatile, anche noto come il “guardiano dei coccodrilli”, si ciba dei parassiti che infestano la bocca del coccodrillo, il quale, beneficiandone, gli permette di entrare e uscire illeso dalle sue fauci. Il “guardiano dei coccodrilli” è il tema del nuovo appuntamento con le conferenze organizzate al museo Egizio di Torino con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Martedì 31 maggio 2022, alle 18, in presenza nella Sala Conferenze del museo Egizio, ingresso libero fino ad esaurimento posti (è gradita la prenotazione scrivendo una email a comunicazione@museoegizio.it: i posti saranno riservati fino alle 18; per l’accesso è necessario indossare la mascherina FFP2) e on line in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo, l’egittologo Luigi Prada dell’università di Uppsala parlerà de “Il guardiano dei coccodrilli: alla scoperta delle origini antico-egizie di una “leggenda” plurimillenaria”. Introduce Christian Greco, direttore del museo Egizio. L’aneddoto del trochilo è sempre stato ritenuto un’invenzione di Erodoto, senza autentica base nella cultura egizia. Al contrario, la conferenza di Luigi Prada (università di Uppsala) dimostrerà come la storia abbia le sue origini in genuine tradizioni egizie, come rivelato da recenti scoperte papirologiche. L’intera tradizione del trochilo, che godette di immensa fortuna dall’antichità classica al presente, fra racconti scritti e arti visive, sia nelle tradizioni occidentali che nelle culture islamica ed ebraica, deve alfine le sue origini all’attenzione che gli antichi Egizi sempre ebbero per la natura che li circondava.

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L’egittologo Luigi Prada

Luigi Prada è egittologo specializzato nello studio della lingua, religione, e letteratura antico-egizia, con focus particolare sul Periodo Tardo e Greco-Romano. Formatosi all’estero, è stato membro dei dipartimenti di Egittologia alle università di Oxford, Heidelberg, e Copenhagen, ed è ora Assistant Professor in egittologia all’università di Uppsala e Research Associate in quella di Oxford. Vice-direttore della missione egittologica di Oxford e Uppsala ad Elkab, nell’Alto Egitto, partecipa anche a spedizioni nel Deserto Sudanese. Come presidente di ACME, collabora da anni con il museo Egizio. Uno dei suoi progetti attuali concerne lo studio del multilinguismo e scambio culturale fra gli Egizi e i Greci nell’Egitto di Epoca Tolemaico-Romana e Tardo-Antica.

Torino. Al museo Egizio Jennifer Cromwell (Manchester Metropolitan University) su “Western Thebes in the Early Islamic Period: archaeology and coptic texts”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_western-thebes-in-early-islamic-period_jennifer-cromwell_locandinaUn ostrakon copto, proveniente da Tebe occidentale e conservato al museo Egizio di Torino, contiene un breve testo sui suoi due lati. Nonostante l’apparente modestia di questo oggetto, il testo rappresenta un unicum. Registra infatti l’unica menzione databile di un’eclissi solare in tutta la storia egiziana precedente il periodo islamico. Parte da questo reperto la conferenza di Jennifer Cromwell “Western Thebes in the Early Islamic Period: archaeology and coptic texts”, organizzata dal museo Egizio di Torino con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Introduce Christian Greco, direttore del museo Egizio. Appuntamento martedì 5 aprile 2022, alle 18, nella sala conferenze. Ingresso libero fino ad esaurimento posti, è gradita la prenotazione scrivendo a comunicazione@museogizio.it. È necessario presentare in Super Green Pass e indossare una mascherina FFP2. La conferenza, in lingua inglese, sarà anche trasmessa live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo.

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L’ostrakon copto, conservato al museo Egizio di Torino, che ricorda l’eclisse del 10 marzo 601 d.C. (foto museo egizio)

“Il 14° giorno di Phamenoth del quarto anno di indizione, il sole si oscurò alla quarta ora del giorno – e nell’anno in cui Petros figlio di Palou era capo del villaggio Djeme”. Non solo questa eclissi può essere datata al 10 marzo 601 d.C., ma la sua data fa anche di questo ostrakon il più antico testo copto databile proveniente da Tebe occidentale. Durante la conferenza, la dr.ssa Jennifer Cromwell riesaminerà questo importante testo, suggerendo una nuova interpretazione del suo contesto di provenienza, compreso il villaggio che menziona, Djeme (costruito nel tempio mortuario di Ramses III, Medinet Habu, e nei suoi dintorni), e le comunità monastiche vicine. La conferenza presenterà anche le ricche testimonianze che sopravvivono in questa regione tra il VII e l’VIII secolo, un periodo di grandi cambiamenti politici e sociali.

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La professoressa Jennifer Cromwell

Jennifer Cromwell è docente senior di Storia Antica alla Manchester Metropolitan University, di cui è entrata a far parte nel 2018. I suoi interessi di ricerca riguardano la storia sociale ed economica dell’Egitto, in particolare durante il VI-VIII secolo d.C., e lo studio dei documenti copti. Il suo progetto attuale, Ancient History, Contemporary Belonging, affronta le questioni di appartenenza nella società contemporanea e la migrazione forzata sia di persone che di manufatti storici.

Torino. Al museo Egizio l’egittologa Salima Ikram “The Animal Mummies of the Museo Egizio / Le mummie animali del Museo Egizio”. Conferenza on line in collaborazione con Acme

Mentre la maggior parte dei musei ospitano uno o due esempi di mummie animali, il Museo Egizio possiede una delle più vaste collezioni di questi artefatti. Diversamente da altre collezioni, molte provengono da scavi e la loro provenienza è ben documentata. “The Animal Mummies of the Museo Egizio / Le mummie animali del Museo Egizio” con Salima Ikram: martedì 29 marzo 2022, alle 18, nuovo appuntamento in streaming al museo Egizio di Torino con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Introduce Christian Greco, direttore del museo Egizio. La conferenza vuole presentare la nuova iniziativa da parte del Museo di documentare e studiare la sua collezione di mummie animali, usando sia nuove tecnologie che le tecniche tradizionali, e alcune delle informazioni derivate da tali studi. La conferenza, in lingua inglese, è in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo Egizio.

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L’egittologa Salima Ikram

La prof.ssa Salima Ikram è Distinguished Professor of Egyptology all’American University in Cairo ed Extraordinary Professor all’Università di Stellenbosch. Lavora come archeologa in Egitto dal 1986. Ha co-diretto il progetto Predynastic Gallery e la North Kharga Oasis Survey e ha diretto l’Animal Mummy Project, the North Kharga Oasis Darb Ain Amur Survey focalizzato sull’arte rupestre, e la Amenmesse Mission of KV10 and KV63 nella Valle dei Re. Ha anche lavorato in Egitto, Sudan e Turchia come archeozoologa e archeologa. Membro dell’American Academy of Arts and Sciences, la dott.ssa Ikram è autrice di numerose pubblicazioni, sia accademiche che divulgative (per adulti e per bambini) su diversi temi: da quelli di soggetto tradizionalmente egittologico ad argomenti di zooarcheologia. Al momento la sua ricerca si focalizza su come i cambiamenti climatici dell’Egitto abbiano influito sulla fauna, basandosi sulle prove derivanti dalle testimonianze pittoriche, testuali, archeozoologiche e climatologiche; sui cambiamenti delle risorse di cibo e le abitudini alimentari; l’arte rupestre e gli usi funerari.

Torino. Al museo Egizio Gersande Eschenbrenner Diemer  su “From the basement to the archaeological fieldwork: rediscovering Deir el-Medina woodcraft from a comprehensive study”. Conferenza in inglese introdotta dal direttore Christian Greco, in presenza e on line in collaborazione con Acme

L’Istituto francese di Archeologia Orientale del Cairo (IFAO) ospita nei suoi sotterranei un’importante collezione di oggetti, la maggior parte dei quali sono il risultato degli scavi dell’inizio del XX secolo. Lo studio di questa eccezionale collezione è ora ripreso da vari specialisti la cui missione è quella di inventariare, documentare e pubblicare questa documentazione a lungo dimenticata. Martedì 30 novembre 2021, alle 18, in sala conferenze, nuovo appuntamento del museo Egizio di Torino in collaborazione con ACME, associazione Amici e Collaboratori del museo Egizio: Gersande Eschenbrenner Diemer di ArScAn Laboratory UMR 7041 Nanterre (France) terrà in inglese la conferenza “From the basement to the archaeological fieldwork: rediscovering Deir el-Medina woodcraft from a comprehensive study” introdotta dal direttore Christian Greco. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo.

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Gersande Eschenbrenner Diemer

Realizzato inizialmente nell’ambito del progetto di collaborazione PERCEA Bois tra il 2017 e il 2018, lo studio completo di questa collezione viene ora condotto nell’ambito del progetto EBENES, che riunisce diversi istituti di ricerca internazionali, missioni archeologiche e specialisti di materiali lignei. Durante la sua conferenza, la dott.ssa Gersande Eschenbrenner Diemer ci accompagnerà nel sito di Deir el-Medina, dove i materiali lignei riscoperti nei sotterranei dell’IFAO e sul campo vengono analizzati grazie al lavoro di un team di sei egittologi (in stretta collaborazione con l’IFAO e il museo Egizio) che stanno cercando di ridisegnare uno scenario artigianale poco conosciuto: quello del legno nel Nuovo Regno.

Torino. Al museo Egizio il prof. Alberto Rizzuti (università di Torino) su “Il suono della rugiada”: lo strano fenomeno sonoro che la rugiada produceva al sorgere del sole sul Colosso di Memnone. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

Mèta di viaggiatori eccellenti sin dai tempi più antichi, il Colosso di Memnone conobbe una straordinaria fortuna fra il 27 a.C. e il 199 d.C., periodo in cui al sorgere del sole produceva – forse a causa dell’evaporazione della rugiada – un affascinante fenomeno sonoro. Giovedì 25 novembre 2021, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio di Torino , nuovo appuntamento con gli incontri organizzati in collaborazione con ACME, associazione Amici e Collaboratori del museo Egizio, “Il suono della rugiada”: Alberto Rizzuti, docente di Storia della civiltà musicale all’università di Torino ci parla di un curioso fenomeno sonoro rilevato presso il Colosso di Memnone da numerose testimonianze. Letture di Valentina Monateri e Marta Romagnoli. Ingresso in sala conferenze fino a esaurimento posti. La conferenza sarà trasmessa anche in live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo.

I Colossi di Memnone a Tebe Ovest: facevano parte del tempio funerario di Amenofi III

Le proprietà oracolari attribuite nel tempo alle sonorità del Colosso furono un vettore potente della sua fama, tanto che al suo cospetto sfilarono in pochi decenni ben tre imperatori romani; il secondo di essi, Adriano, andò a visitarlo in compagnia della moglie e della poetessa Julia Balbilla, la quale lasciò incisi sul basamento quattro epigrammi in lingua greca. In epoca moderna il Colosso è divenuto mèta di personaggi anche letterari. La relazione del prof. Alberto Rizzuti muove dalla scena in cui, nel corso di un improbabile percorso di formazione, al suo cospetto giunge Peer Gynt, il protagonista del dramma omonimo di Henrik Ibsen (1867). Oltre a illustrare i pochi versi in cui il drammaturgo norvegese concentra la profezia, la relazione propone l’analisi e l’ascolto della pagina (1875) in cui il l’amico e compatriota di Peer Gynt, Edvard Grieg, affida all’orchestra sinfonica il compito non facile di evocare un suono sepolto da sedici secoli nella sabbia del deserto egiziano.

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Il prof. Alberto Rizzuti (università di Torino)

Alberto Rizzuti insegna Storia della civiltà musicale all’università di Torino. Fra le sue pubblicazioni più recenti si segnalano “Musica sull’acqua. Fiumi sonori, fontane magiche e mari in tempesta da Händel a Stravinskij” (Roma, Carocci, 2017) e “Torino 6 unica. Un’indagine preliminare sul manoscritto Varia 42/2 della Biblioteca Reale”, Studi francesi LXIV-I, 2020, pp. 84-112. 

Torino. Al museo Egizio il direttore Christian Greco su “Egitto fra storia e memoria: il ruolo dei musei”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

I musei costituiscono il mezzo principale di interazione con i resti fisici dell’antico Egitto. Considerando la loro natura, potremmo dire che le collezioni archeologiche sono parziali, frammentarie, idiosincratiche. Ciononostante, i musei cercano di presentare una visione coerente di un unico “antico Egitto”. I musei sono poi promotori ed essi stessi oggetto di studio. Ne parlerà Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, nella conferenza “Egitto fra storia e memoria: il ruolo dei musei” al museo Egizio, in collaborazione con Acme, martedì 23 novembre 2021, alle 18 (ingresso in sala conferenze dalle 17.30, fino a esaurimento dei posti). La conferenza sarà trasmessa in live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Durante la sua conferenza, il direttore del museo Egizio Christian Greco prenderà in esame lo sviluppo e il ruolo dei musei come istituzione, la storia dell’acquisizione delle collezioni egizie e l’esperienza dei visitatori per comprendere come i musei rimangano un interlocutore importante per la formazione della memoria collettiva della terra del Nilo.

Torino. Al via le “Conferenze 2021-2022 del Museo Egizio”, due cicli di incontri con egittologi provenienti da tutto il mondo (nove appuntamenti) e con i curatori del Museo (undici appuntamenti). La maggior parte in presenza, sempre on line

La galleria con la Tomba di Kha al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Al via il 14 ottobre 2021 le “Conferenze 2021-2022 del Museo Egizio”, due cicli di incontri con egittologi provenienti da tutto il mondo e con i curatori del Museo. Alla base dell’iniziativa l’idea di mantenere vivo il dialogo con la comunità scientifica internazionale e divulgare le ricerche e gli studi, condotti in ambito accademico e dai curatori del museo Egizio, non solo sui reperti conservati a Torino, ma anche su scavi archeologici e archivi. Dopo i mesi difficili della pandemia, la maggior parte degli incontri saranno in presenza, ma con la possibilità di seguire gli interventi di eminenti studiosi italiani e stranieri anche in live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. L’ingresso è gratuito.

Locandina del ciclo di conferenze “Museo e ricerca: scavi, archivi, reperti”, undici incontri con protagonisti gli egittologi curatori del museo Egizio di Torino

Il 14 ottobre 2021, alle 18, si apre il ciclo “Museo e ricerca: scavi, archivi, reperti”, undici incontri con protagonisti gli egittologi curatori del museo Egizio. A fare gli onori di casa il direttore del museo, Christian Greco, che poi passerà la parola a Paolo Marini, curatore e coordinatore delle mostre itineranti ideate dall’Egizio. Marini approfondirà il tema “Botteghe regali e botteghe templari nell’Egitto di Età Ramesside”. Seguirà il 4 novembre 2021 “Fondamenti e limiti del potere del faraone”, appuntamento a cura di Federico Poole, che si occupa dell’editoria scientifica dell’istituzione torinese e dirige la Rivista del Museo Egizio.

Progetto “Transforming Egyptian Museum in Cairo”

Il 13 gennaio 2022 sarà la volta della curatrice responsabile della collezione di papiri del museo Egizio, Susanne Töpfer con “Un passaporto per l’aldilà al femminile: le donne e i libri dei morti”. In collegamento da Il Cairo Heba Ab del Gawad illustrerà il 27 gennaio 2022 un progetto congiunto tra il museo Egizio di Torino e quello de Il Cairo. L’incontro dal titolo “Transforming Egyptian Museum in Cairo” sarà in lingua inglese, così come quello tenuto da Johannes Auenmüller su “A Chapel and its visitors: Secondary Stelae and graffiti at Ellesija”, previsto il 17 febbraio. Il 10 marzo 2022 sarà il momento di approfondire “I vasi in terracotta del Museo Egizio: contesti di provenienza, tipologie e studi in corso” con l’egittologa Federica Facchetti.

La locandina della mostra “Archeologia invisibile” al museo Egizio di Torino

“Mariette e Aida: Viaggio negli archivi” è l’appuntamento del 28 aprile 2022 con Enrico Ferraris, curatore della mostra in corso “Archeologia invisibile”. Beppe Moiso, che si occupa di ricerche archivistiche legate alla formazione della collezione torinese, il 12 maggio terrà un incontro dedicato a “Gebelein: un’area archeologica vasta e complessa”. Il 19 maggio sarà la volta di Cédric Gobeil, egittologo specializzato in archeologia della vita quotidiana e cultura materiale del Nuovo Regno di stanza al Museo torinese, con una conferenza in inglese dal titolo “The third Cataract Project in Sudan. Archeological entanglement on the Nile Valley”. “Ernesto Schiaparelli a Tebe. Dai primi viaggi ai primi scavi archeologici” è invece il tema affrontato il 16 giugno dal Paolo Del Vesco, vice direttore della missione italo-olandese (Museo Egizio, Universiteit Leiden, Rijksmuseum van Oudheden) nella necropoli del Nuovo Regno a Saqqara. Chiude il ciclo il 30 giugno 2022 l’egittologo archivista Tommaso Montonati con un incontro dedicato a “Il sito archeologico di Qau El Kebir”.

Locandina del ciclo “Lectures 2021-2022”, organizzato dal museo Egizio di Torino in collaborazione con Acme: nove incontri con accademici internazionali

Nove incontri con accademici internazionali compongono invece il ciclo “Lectures 2021-2022”, organizzato dal Museo in collaborazione con Acme (Amici collaboratori del Museo Egizio di Torino). Si parte il 26 ottobre 2021, alle 18, con un collegamento in live streaming da Montreal con Jean Revez, docente del dipartimento di Storia dell’università del Quebec, dedicato a “The Anastylosis of An Ancient Monument: Evaluating the Modern Reconstruction of the Hypostyle Hall at Karnak”. Seguirà il 23 novembre un intervento del direttore del museo Egizio Christian Greco dal titolo “Egitto fra storia e memoria: Il ruolo dei musei”. Il 25 novembre sarà la volta de “Il suono della rugiada” a cura di Alberto Rizzuti, dell’università di Torino. Il 30 novembre è attesa a Torino, dall’ArScan Laboratory di Nanterre in Francia, Gersande Eschenbrenner-Diemer, protagonista dell’incontro “From the Basement to the archaeological fieldwork: rediscovering Deir El-Medina woodcraft from a comprehensive study”.

Esempi di mummie animali conservate al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Il 18 gennaio 2022 sarà la volta di Bettina Bader (Austrian Academy of Science) con un intervento su “Objective identities. How Egyptian is Egyptian material culture?”. Il 29 marzo si collegherà da Il Cairo Salima Ikram (American University) per un focus su “The Museo Egizio’s animal mummies”. “Western Thebes in the Early Islamic Period: Archaelogy and coptic texts” è il tema che verrà affrontato da Jennifer Cromwell della Manchester Metropolitan University, attesa a Torino il 5 aprile. In collegamento dalla Cina (United International College di Beijing e Normal University di Zhuhai) ci sarà il 24 maggio Julien Cooper con un intervento dal titolo “Between the Nile and the Sea: The History and Archaelogy of Eastern Sudan From the Neolithic to the Medieval Period”. Chiuderà il ciclo il 31 maggio 2022 Luigi Prada dell’università di Uppsala con “Il Guardiano dei coccodrilli: alla scoperta delle origini antico-egizie di una leggenda plurimillenaria”.