Archivio | agosto 2023

Velia. Sull’Acropoli alla presenza del ministro Sangiuliano si inaugura la mostra “Elea: la rinascita”, la prima realizzata dal parco con l’autonomia: prende spunto dalla scoperta – nel 2022 – del tempio arcaico di Atena coevo alla fondazione della colonia nel VI sec. a.C.

velia_area-archeologica_mostra-elea-la-rinascita_inaugurazione_locandinaConto alla rovescia per l’apertura a Velia della mostra “Elea: la rinascita”, la prima mostra realizzata al parco archeologico di Paestum e Velia da quando è stato dotato di autonomia speciale nel 2020, che trae ispirazione dagli straordinari risultati degli scavi recentemente condotti sull’Acropoli che hanno restituito tracce di un santuario dedicato ad Atena, risalente agli anni della fondazione della colonia magnogreca di Elea, verso la metà del VI sec. a.C. (vedi Velia. Sull’acropoli scoperti i resti del più antico tempio arcaico dedicato ad Atena con ceramiche dipinte, armi e armature: reliquie della battaglia navale di Alalia del 541-535 a.C. tra i greci di Focea contro Cartaginesi ed Etruschi. Osanna: “Nuova luce sulla storia della colonia greca dei Focei” | archeologiavocidalpassato). Per il taglio del nastro della mostra “Elea: la rinascita” appuntamento sull’Acropoli di Velia venerdì 4 agosto 2023, alle 17. Interverranno Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia; Franco Alfieri, presidente della Provincia di Salerno e sindaco del Comune di Capaccio Paestum; Pietro D’Angiolillo, sindaco del Comune di Ascea; Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del parco archeologico di Pompei; Claudio Gubitosi, direttore del Giffoni Film Festival. Le conclusioni affidate a Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura. Chiude il vernissage, alle 21, “Letture eleatiche” di Roberto del Gaudio; progetto sonoro di Gigi Masin ed Emanuele Errante; Visual art di Andrea Maioli a cura della Fondazione Alfonso Gatto. La mostra sarà aperta fino al 30 aprile 2024.

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Veduta zenitale dell’acropoli di Elea-velia, interessata dalla campagna di scavo 2021-2022 (foto pa-paeve)

Il parco archeologico di Velia ospita la mostra “Elea: la rinascita”, che racconta la nascita di Elea e della sua comunità. “Elea – raccontano gli archeologi del Parco – non è una città come le altre. La sua vita comincia sotto il segno della guerra, con l’assedio e l’abbandono della madrepatria Focea e con la diaspora di un popolo che si trova ad affrontare una profonda crisi. La storia della nascita di Elea e della ri-nascita dei suoi abitanti in fuga da un destino di schiavitù è tanto antica quanto attuale e si concretizza nelle persone, nelle terre e nelle pietre di Elea. Intorno al 545 a.C. Focea, sulle coste dell’Asia Minore (Turchia), fu vittima della pressione dell’impero persiano. I suoi abitanti decisero di abbandonare la patria pur di non perdere la propria libertà, intraprendendo un lungo viaggio nel Mediterraneo. Circa un secolo dopo il grande storiografo Erodoto ne descrive le vicende: In viaggio verso Elea […] i Focei trassero in mare le pentecontere, imbarcarono i figli, le donne, e tutto il trasportabile, e inoltre le statue del santuario e le altre offerte […]; imbarcarono tutto, salirono a bordo essi stessi […]. Focea, deserta d’uomini, fu occupata dai Persiani. Scopriamo così una storia di battaglie e profughi, popoli e città, interventi diplomatici e territori. Dopo numerose traversie, nel 540 a.C. fu fondato il primo insediamento di Elea, che si presentava come un modesto villaggio di case di pietra e terra cruda, addensato ai bordi del promontorio dell’Acropoli, al cui vertice era il santuario di Athena”.

Tarquinia. Visita guidata in notturna alla Tomba degli Aninas nella necropoli di Monterozzi con l’archeologa Rossella Zaccagnini della Sabap Etruria meridionale

tarquinia_necropoli-monterozzi_visita-guidata-tomba-degli-aninas_locandinaCosa c’è di meglio in una notte estiva di luna crescente che scoprire i tesori del sottosuolo? Se lo chiede Rossella Zaccagnini, archeologa, responsabile di zona per la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, che invita tutti al nuovo appuntamento con le aperture straordinarie e le viste guidate in notturna a Tarquinia (Vt). Dopo la notturna di venerdì 28 luglio 2023, con moltissimi visitatori che si sono fatti affascinare dalla Tomba dell’Orco, nella necropoli di Monterozzi, Rossella Zaccagnini ora aspetta i nuovi ospiti con le sue spiegazioni venerdì 4 agosto 2023, alle 20.30, alla tomba della famiglia Aninas, una delle più illustri famiglie tarquiniesi di IV secolo a.C. che racconterà la sua storia. Prenotazione obbligatoria a: sabap-vt-em.tarquinia@cultura.gov.it. Trattandosi di passeggiate in notturna ed in terreni accidentati si consiglia vivamente di indossare calzature adatte (preferibilmente chiuse) e di giungere muniti di una torcia elettrica.

Roma. Per “Estate all’Etru”, visita guidata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con Giulia Bison “Servizi da banchetto in bronzo nelle collezioni di Villa Giulia”

roma_villa-giulia_estate-all-etru_servizi-da-banchetto-in-bronzo-a-villa-giulia_locandina“Servizi da banchetto in bronzo nelle collezioni di Villa Giulia”: quarto appuntamento con le speciali visite guidate di Estate all’ETRU. Giovedì 3 agosto 2023, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Giulia Bison guiderà i partecipanti lungo le sale espositive alla scoperta degli oggetti e degli strumenti in bronzo impiegati durante il simposio e conservati nelle collezioni del museo di Villa Giulia. Momento fondante della vita sociale nell’antica Grecia, il rituale del simposio costituisce anche un punto di contatto fondamentale fra la civiltà greca e quella etrusca, in un processo di scambio e reciproche influenze culturali e produttive. Visita guidata gratuita compresa nel costo del biglietto al Museo. Prenotazione all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it indicando il numero di partecipanti. Sarà possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo, salvo disponibilità.

Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia lancia il progetto “Un anno con gli dei etruschi”: ogni mese un approfondimento su una divinità con l’invito a scoprirla in museo. Per agosto il focus è su la dea Vei, protettrice della vita

roma_villa-giulia_un-anno-con-gli-dei-etruschi_locandinaNuovo mese e nuova divinità in un anno con gli dei etruschi: uno da scoprire per ogni mese dell’anno. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ha deciso di ritmare il 2023 con il racconto degli dei etruschi. Sul sito del museo è stato inserito un approfondimento dedicato alle divinità venerate dagli Etruschi, una per ciascun mese dell’anno: dodici narrazioni curate dall’archeologa Vittoria Lecce che a gennaio sono partite con Culsans, il guardiano delle porte e dei cicli temporali; seguite a febbraio con Fufluns, il Dioniso greco; a marzo con Laran, il dio guerriero; ad aprile con Turan, la dea dell’amore; a maggio con Tinia, il dio della Luce; a giugno con Uni, la sposa di Tinia; a luglio con Menerva, la dea guerriera protettrice dei giovani (vedi Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia lancia il progetto “Un anno con gli dei etruschi”: ogni mese un approfondimento su una divinità con l’invito a scoprirla in museo. Per luglio il focus è sulla dea Menerva, la guerriera protettrice dei giovani | archeologiavocidalpassato). Per agosto il focus è su la dea Vei, protettrice della vita.

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Testa di statua in terracotta modellata a mano, dal deposito votivo di Fontanile di Legnisina a Vulci (scavi 1985, fine IV secolo a.C.) conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

AGOSTO E LA DEA VEI. Vei era una divinità sconosciuta fino agli anni ’80 del secolo scorso perché il suo nome non compare sul Fegato di Piacenza né fra le divinità etrusche tramandate dalle fonti antiche. Le iscrizioni e lo studio dei dati archeologici hanno permesso la “riscoperta” di questa figura divina, che ad oggi risulta venerata in molte grandi città etrusche, come Cerveteri, Tarquinia (presso il porto di Gravisca), Vulci, Orvieto e Veio; quest’ultima città addirittura porta lo stesso nome della dea. Si trattava quindi di una divinità importante, probabilmente fra le più antiche del pantheon etrusco. Secondo una suggestiva interpretazione, “Vei” potrebbe aver avuto lo stesso significato del termine latino “vis”, da intendere specificamente come “forza generatrice”. Il nome, qualunque sia stato il significato originario, definisce certamente una dea preposta alla rigenerazione del ciclo vitale, sia umano sia della natura, e non a caso “Ati” (Madre) era uno dei suoi attributi. Per le sue caratteristiche Vei venne assimilata alla Demetra dei Greci e alla Cerere dei Romani.

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Statuetta votiva in terracotta modellata a stampo con due dee in trono, dal santuario di Vei a Campetti (Veio) (fine V secolo a.C.) conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Il culto doveva comprendere l’offerta di primizie e di simboli legati alla fertilità: in diversi santuari sono state rinvenute “ollette” (recipienti da fuoco) destinate probabilmente alla preparazione di zuppe di cereali e uteri femminili. Questi doni richiamano la capacità di Vei di assicurare la fertilità dei campi e la fecondità umana, attraverso la protezione della gravidanza. Non sembra sia esistito un modo “etrusco” di raffigurare la dea: le immagini note derivano da iconografie greche, legate soprattutto a Demetra ma anche ad Afrodite.

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Statua di divinità femminile in marmo pario di produzione greca dal santuario della Cannicella a Orvieto. (fine VI secolo a.C.) conservata al museo Claudio Faina di Orvieto (foto wikimedia commons(. A destra, ricostruzione della Venere della Cannicella in versione “nuda” e “vestita”. Disegno di Nancy de Grummond (foto wikimedia commons)

È il caso della cosiddetta Venere della Cannicella, una scultura di importazione realizzata in marmo greco e rinvenuta a Orvieto, dove era quasi certamente utilizzata per il culto di Vei. La dea è nuda, in origine la statua era completata da gioielli e forse era anche rivestita di stoffe preziose. I seni appaiono “consumati”, tanto che uno venne restaurato in antico: probabilmente in alcune occasioni i fedeli potevano toccare la statua per assicurarsi la protezione della divinità, come accade ancora oggi in alcuni santuari cristiani.

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Utero a placca in terracotta modellata a stampo con iscrizione “Vei” dal deposito votivo di Fontanile di Legnisina a Vulci (scavi 1985. Fine IV secolo a.C.) conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

L’assimilazione di Vei con Demetra favorì anche la diffusione dei misteri eleusini (riti segreti che si celebravano in origine nel santuario di Demetra a Eleusi) in Etruria: agli iniziati veniva promessa una sorte migliore nell’aldilà o una “rigenerazione”, ovvero una nuova vita dopo la morte. A Fontanile di Legnisina è documentato il culto di Vei; gli uteri, sia del modello “a placca” sia “pieni” (raffigurati gonfi, probabilmente per indicare una gravidanza) sono una delle offerte votive più comuni del santuario.

Aquileia. Al via la XIV edizione dell’Aquileia Film Festival: ecco il programma. Si apre con la serata dedicata alla ricorrenza dei 25 anni dal riconoscimento del titolo Unesco ad Aquileia e film sulla candidatura della Via Appia regina viarum

aquileia_fondazione_film-festival-2023_locandinaLa proiezione del trailer-anteprima della puntata di “Viaggio nella bellezza” dedicata ad Aquileia  – di cui sono in corso le riprese – prodotto da Rai Cultura con la regia di Federico Cataldi, autrice Keti Riccardi, apre martedì 1° agosto 2023, in piazza Capitolo ad Aquileia, la XIV edizione di Aquileia Film Festival, la rassegna internazionale di cinema archeologico organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm in collaborazione con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio del FVG, Basilica di Aquileia, PromoTurismoFvg, direzione regionale Musei FVG e museo Archeologico nazionale di Aquileia e il sostegno della Famiglia Mattiussi. Documentari di produzione internazionale si alterneranno agli esperti sul palco sotto le stelle di piazza Capitolo da martedì 1° agosto 2023 – serata dedicata alla ricorrenza dei 25 anni dal riconoscimento del titolo Unesco ad Aquileia – a venerdì 4 agosto 2023, alle 21 (vedi Aquileia. L’archeologia ritorna sul grande schermo dal 1° all’8 agosto 2023 per la XIV edizione dell’Aquileia Film Festival: antiche vie, mosaici sommersi, dinosauri, capolavori di arte etrusca, il mistero dei geroglifici e le pitture rupestri. E incontri con i protagonisti. Ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria | archeologiavocidalpassato). Tutte le serate sono a ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria su www.fondazioneaquleia.it.

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Frame del film “Regina viarum. Via Appia nella storia” di Agostino Pozzi

Eugenio Farioli Vecchioli

Eugenio Farioli Vecchioli, autore e capo progetto Rai Cultura (foto fondazione aquileia)

La serata del 1° agosto 2023 prosegue ospitando la proiezione del film “Regina Viarum. Via Appia nella storia” di Agostino Pozzi, che racconta l’antica strada consolare, lunga novecento chilometri che connette Roma a Brindisi, prima candidatura Unesco promossa e coordinata dal ministero della Cultura. Protagonisti della conversazione condotta e moderata da Giulia e Piero Pruneti, caporedattore e direttore di Archeologia Viva saranno Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia; Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia; Angela Maria Ferroni, coordinatrice scientifica della candidatura della Via Appia; Laura Acampora, funzionaria dell’ufficio Unesco del Mic; ed Eugenio Farioli Vecchioli, autore e capo progetto Rai Cultura.

Biga Etrusca di Monteleone di Spoleto_foto-etru

La biga etrusca di Monteleone di Spoleto trafugata dall’Italia 120 anni fa e ora esposta al Met di New York come Golden Chariot (foto etru)

Valentino Nizzo direttore del Museo archeologico di Villa Giulia - Roma

Valentino Nizzo direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Mercoledì 2 agosto 2023, alle 21, si entra nel vivo del concorso con la proiezione del film “L’anello di Grace” di Dario Prosperini in cui si ricostruisce la storia del “carro d’oro” di Monteleone, una biga etrusca unica al mondo su cui era raffigurato il ciclo completo della vita dell’eroe omerico Achille. Appena scoperto nel 1902 il reperto sparì misteriosamente nell’oblio. A nulla valsero le indagini di carabinieri, prefetti e alti funzionari del Ministero: la biga riapparve nel 1903 in una teca del Metropolitan Museum di New York.  A seguire la conversazione con Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. A seguire la proiezione del film “Jurassic Cash”, regia di Xavier Lefebvre, produzione Gedeon Programmes, un documentario sul nuovo business dei fossili di dinosauro e sulle aste milionarie frequentate dai collezionisti di tutto il mondo.

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Frame del film “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici” di Jacques Plaisant,

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Fatma Naït Yghil, direttrice del museo nazionale del Bardo a Tunisi (foto fondazione aquileia)

Giovedì 3 agosto 2023, alle 21, la serata si apre con il documentario francese “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici”, regia di Jacques Plaisant, produzione Tournez s’il vous plait – Agnès & Christie Molia, che narra come duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della storia dell’umanità. A seguire Piero Pruneti e Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia, converseranno con Fatma Naït Yghil, direttrice del museo nazionale del Bardo a Tunisi. In chiusura la proiezione del film “Baia, la città sommersa”, regia di Marcello Adamo, con il racconto del lavoro di un team di restauratori unico al mondo che ha l’arduo compito di restaurare e preservare il più grande sito archeologico sommerso del pianeta a pochi chilometri da Napoli: Baia la città del lusso e del piacere edonistico dei nobili romani.

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Frame del film “I misteri della grotta Cosquer” di Marie Thiry

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Licia Colò, conduttrice di “Eden, un pianeta da salvare” e autrice televisiva (foto fondazione aquileia

Venerdì 4 agosto 2023, alle 21, va in scena l’ultimo dei film in concorso “I misteri della grotta Cosquer”, regia di Marie Thiry, che ci porta a più di trentacinque metri sotto il mare, nel Parco Nazionale delle Calanques, dove si nasconde l’ingresso di uno dei più grandi capolavori dell’arte rupestre: la grotta Cosquer. Poco nota, in quanto accessibile solo ai subacquei, questa incredibile grotta custodisce dipinti di 27.000 anni. Oggi è però minacciata dall’innalzamento delle acque. Il film ripercorre l’incredibile storia di una delle grotte dipinte più importanti d’Europa. Quindi, conversazione con Licia Colò, conduttrice di “Eden, un pianeta da salvare” e autrice televisiva, ha collaborato con diverse testate giornalistiche. Ama molto la natura e da sempre è impegnata nella difesa dei diritti degli animali e nella salvaguardia dell’ambiente. In chiusura assegnazione del “Premio Aquileia” al film più gradito al pubblico.