Archivio | agosto 2023

Sperlonga (Lt). Al museo Archeologico nazionale il convegno “La navigazione nel Mediterraneo”: si parlerà di navigazione ma soprattutto delle diverse tipologie di mappe utilizzate dal Medioevo al Rinascimento

sperlonga_archeologico_convegno-la-navigazione-nel-mediterraneo_locandina“La navigazione nel Mediterraneo” è il titolo del convegno al museo Archeologico nazionale di Sperlonga domenica 6 agosto 2023, alle 18. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Museo, Parco Riviera di Ulisse e Lega Navale di Sperlonga. Si parlerà di navigazione ma soprattutto delle diverse tipologie di mappe utilizzate dal Medioevo al Rinascimento. Inoltre, fino al 27 agosto 2023, saranno presenti dei pannelli illustrativi nella Sala didattica del Museo. L’evento è realizzato con il patrocinio del Comune di Sperlonga. Saranno presenti per i saluti Cristiana Ruggini, direttrice del Museo; Armando Cusani, sindaco di Sperlonga; Angelo Napolitano, comandante della Capitaneria di Porto di Gaeta; Gennaro Di Lorenzo, presidente Lega Navale sezione di Sperlonga; Oreste Luongo, direttore del Parco Riviera di Ulisse. Intervengono: Manuela Ruggiero, docente, “La navigazione oceanica e scambi commerciali nel mando arabo islamico”; Carlo Danadio, docente di geografia fisica e geomorfologia DISTART università Federico II di Napoli, Progetto RomEWInd “Roman Environment Wind Indicators”; Luigi Valerio, collaboratore DISTART università Federico II di Napoli, “La navigazione nel Mediterraneo dal Medioevo al Rinascimento”; Adriano Madonna, ECLab – Dipartimento di Biologia università Federico II di Napoli, “I mostri marini spauracchio degli antichi navigatori”.

Adria. Al museo Archeologico nazionale sarà esposto in modo permanente il vaso attico a figure nere del gruppo di Leagro recuperato dai carabinieri Tpc e consegnato alla direzione regionale musei del Veneto

adria_archeologico_vaso-attico-restituito_1_foto-drm-veneto

Vaso attico a figure nere opera dei ceramografi del gruppo di Leagro (525-500 a.C.) (foto drm-veneto)

adria_archeologico_vaso-attico-restituito_2_foto-drm-veneto

Vaso attico a figure nere opera dei ceramografi del gruppo di Leagro (525-500 a.C.) (foto drm-veneto)

La sua provenienza è ignota. Ma è certo che il vaso attico consegnato ufficialmente nei giorni scorsi dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia alla direzione regionale Musei Veneto verrà successivamente assegnato permanentemente al museo Archeologico nazionale di Adria per l’esposizione al pubblico. L’importante reperto, un vaso attico a figure nere opera dei ceramografi del gruppo di Leagro e databile tra il 525 e i 500 a.C., arricchirà e integrerà così in modo significativo la sua già importante collezione di ceramica attica, nota a livello internazionale.

Reggio Calabria. Per “Notti d’Estate” al museo Archeologico nazionale “Grandi Incontri” sulla spettacolare terrazza del MArRC: Stefano Casciu, Mario Iozzo e Barbara Arbeid del museo Archeologico nazionale di Firenze

reggio-calabria_archeologico_notti-d-estate-2023_5-agosto_locandinaPer “Notti d’Estate” 2023, sabato 5 agosto 2023, alle 21, sulla magnifica terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, il MArRC e il Touring Club Italiano, sezione di Reggio Calabria, presentano l’atteso approfondimento “Grandi Incontri al MArRC”. “Il Club di territorio del TCI di Reggio Calabria”, dichiara il console Francesco Zuccarello Cimino, “dopo la bellissima esperienza dell’anno scorso con la direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze Cecilie Hollberg, promuove questo nuovo incontro sul museo Archeologico nazionale di Firenze, una delle principali realtà museali italiane”. Negli anni il format ha proposto entusiasmanti dialoghi con i più attivi direttori di musei ed enti culturali italiani, nella panoramica cornice della terrazza del Museo. “L’idea”, commenta il direttore del Museo, Carmelo Malacrino, “nasce dalla certezza che la condivisione di esperienze diverse e contesti geografici differenti possa offrire spunti di crescita comune e stimolare la partecipazione attiva alle iniziative culturali della città”. Aprirà la serata l’intervento di Stefano Casciu, a capo della direzione regionale Musei della Toscana, che parlerà dell’accordo di valorizzazione con il Museo reggino dal quale è nata la mostra “Le nuvole e il fulmine. Gli Etruschi interpreti del volere divino”, appena inaugurata al MArRC. “Ho accolto con entusiasmo questo invito”, dichiara Casciu. “La mia presenza su questa splendida terrazza segna l’avvio di una significativa sinergia, volta a promuovere e valorizzare in rete il ricchissimo patrimonio archeologico del nostro Paese”. A seguire ci sarà la presentazione di Mario Iozzo, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze. Archeologo di chiara fama, è socio ordinario della Società Archeologica Greca di Atene, membro ordinario dell’Istituto nazionale di Studi etruschi e italici, membro della Pontificia accademia di Archeologia e membro corrispondente dell’American Institute of Archaeology. Ha curato numerose mostre, tra cui The Chimaera of Arezzo (Malibu, 2009-2010); Piccoli Grandi Bronzi. Capolavori greci, etruschi e romani delle Collezioni Mediceo-Lorenesi (Firenze, 2015); Tesori dalle terre d’Etruria: la collezione dei conti Passerini, Patrizi di Firenze e Cortona (Firenze, 2020-2021). Iozzo presenterà i capolavori del museo Archeologico nazionale di Firenze. “Quello fiorentino”, commenta Iozzo, “è il più grande museo Archeologico d’Italia a Nord di Roma e le sue collezioni lo rendono tra i più rilevanti per la cultura degli Etruschi. Mi fa piacere accompagnarvi in un viaggio alla scoperta di questo Museo, con le sue straordinarie raccolte archeologiche, in gran parte risalenti al collezionismo dei Medici e dei Lorena”. La serata si concluderà con l’intervento dell’estruscologa Barbara Arbeid, curatrice della sezione etrusca del Museo fiorentino, che illustrerà il percorso della mostra appena inaugurata. “L’esposizione che abbiamo creato vuole illustrare gli aspetti principali della storia e della cultura etrusca attraverso una selezione di opere legate alle credenze religiose e ai rituali funerari. Tra gli oggetti più preziosi in mostra vi è certamente il grande diadema in oro, appartenuto a una sacerdotessa del V secolo a.C.”. Sabato 5 agosto 2023 il Museo resterà aperto fino alle 23 (ultimo ingresso 22.30). Dalle 20, il prezzo del biglietto sarà di soli 3 euro, maggiorato di 1 euro a favore del patrimonio culturale danneggiato dall’alluvione in Emilia Romagna (art. 14, DL 61/2023).

Aquileia (Ud). Assegnato al film “Baia, la città sommersa” il premio Aquileia della XIV edizione dell’Aquileia Film Festival. Protagonista negativo il maltempo. Successo dello streaming

Aquileia_Film Festival_piazza-capitolo_serata-2-agosto_foto-fondazione-aquileia

Piazza Capitolo piena di gente per la serata del 2 agosto dell’Aquileia Film Festival (foto fondazione aquileia)

Aquileia_Film Festival_piazza-capitolo_serata-2-agosto_pruneti-nizzo_foto-fondazione-aquileia

Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, sul palco dell’Aquileia Film Festival (foto fondazione aquileia)

Con l’assegnazione del Premio Aquileia si è conclusa venerdì 4 agosto 2023 la prima parte della XIV edizione dell’Aquileia Film Festival,  la rassegna internazionale di cinema archeologico organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm in collaborazione con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio del FVG, Basilica di Aquileia, PromoTurismoFvg, direzione regionale Musei FVG e museo Archeologico nazionale di Aquileia e il sostegno della Famiglia Mattiussi. Quattro serate caratterizzate purtroppo dal maltempo (straordinaria per partecipazione e location solo la serata di mercoledì 2 agosto 2023, graziata da Giove Pluvio, con l’intervento di Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia). Ma la partecipazione in streaming ha confermato il gradimento del pubblico.

film_baia-la-città-sommersa_film-di-marcello-adamo

Frame del film “Baia. La città sommersa” di Marcello Adamo

Il vincitore di questa XIV edizione dell’Aquileia Film Festival è “Baia, la città sommersa (Italia, 52’), una produzione di Marcello Adamo (Filmare Entertainment) e Gioia Avantaggiato (AG&A Productions), consulenza scientifica di Gennaro di Fraia. Un team di restauratori unico al mondo, ha l’arduo compito di restaurare e preservare il più grande sito archeologico sommerso del pianeta a pochi chilometri da Napoli: Baia la città del lusso e del piacere edonistico dei nobili romani. Il Premio Aquileia, un mosaico realizzato dagli allievi della prestigiosa Scuola Mosaicisti del Friuli è stato consegnato dal presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo a Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, che lo porterà al regista vincitore che non era presente alla serata.

film_i-misteri-della-grotta-Cosquer_di-Marie-Thiry

Frame del film “I misteri della grotta Cosquer” di Marie Thiryel

Il secondo posto viene assegnato a “I misteri della grotta Cosquer / The Mysteries of Cosquer Cave” (Francia, 56’) di Marie Thiry, una produzione di Stéphane Millière, Gedeon Programmes e con la consulenza scientifica di Luc Vanrell. A più di 35 metri sotto il mare, nel Parco Nazionale dei Calanchi, si nasconde l’ingresso di uno dei più grandi capolavori dell’arte rupestre: la grotta Cosquer. Poco nota, in quanto accessibile solo ai subacquei, questa incredibile grotta custodisce dipinti di 27.000 anni. Oggi è però minacciatadall’innalzamento delle acque. Il film ripercorre l’incredibile storia di una delle grotte dipinte più importanti d’Europa.

film_i-fratelli-champollion_nel-segreto-dei-geroglifici_di-Jacques-Plaisant

Frame del film “I fratelli Champollion. Nel mistero dei geroglifici” di Jacques Plaisant

Il terzo posto a “I fratelli Champollion. Nel mistero dei geroglifici” (Francia, 52’) di Jacques Plaisant, produzione Tournez s’il vous plait, Agnès & Christie Molia; consulenza scientifica Karine Madrigal, Vincent Rondot. Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della storia dell’umanità. Ciò che è poco noto è che dietro questo genio si nasconde un uomo nell’ombra: Jacques-Joseph, il fratello maggiore della famiglia Champollion. Il recente studio degli archivi di famiglia getta nuova luce sull’avventura intellettuale della decifrazione.

Ischia. Per il progetto Kepos 2023, al museo Archeologico di Pithecusae a Lacco Ameno la conferenza “Navigatori, mercanti e pirati sugli “umidi sentieri” del Mediterraneo antico” con Flavia Frisone (università del Salento)

lacco-ameno_archeologico_progetto-kepos_la-navigazione-tra-storia-e-mito_locandinaA Villa Arbusto di Lacco Ameno sull’isola d’Ischia (Na), sede del museo Archeologico di Pithecusae, quarto appuntamento del progetto Kepos 2023 Archeologia e paesaggio. Appuntamento sabato 5 agosto 2023, alle 19, con l’incontro “Navigatori mercanti e pirati sugli “umidi sentieri” del Mediterraneo antico”. Gli “umidi sentieri”, famosa espressione poetica coniata da Omero per indicare il mare e i suoi percorsi, è la definizione di un Mediterraneo che non è il nostro, ma è uno spazio di avventura e scoperta nel quale le navigazioni, fra mito e realtà hanno contribuito alla costruzione di una durevole dimensione culturale. Dagli uomini alle idee, dalle piante all’esperienza del vivere, tutto ha viaggiato su questi sentieri del mare. E ha costruito storie nuove, nuove identità, incroci e scambi determinati non tanto da categorie etnico-politiche pre-definite ma dai ritmi, dalla forza, dall’imprevedibile potenza del mare e della natura, e dall’incessante umana ricerca che ne ha carpito i segreti. Dopo i saluti della presidente della fondazione “W. Walton e Giardini La Mortella” Alessandra Vinciguerra e del sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale, interverrà la prof.ssa Flavia Frisone, ordinario di Storia greca all’università del Salento a Lecce con la relazione “Navigatori, mercanti e pirati sugli “umidi sentieri” del Mediterraneo antico”. L’appuntamento sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del progetto Kepos 2023. Ingresso libero. “Il nostro mare di mezzo”, spiegano gli organizzatori, “è, storicamente, un mosaico di esperienze e di apporti che conoscono l’intero ventaglio di modalità che sempre hanno le interazioni fra i gruppi umani, dalle forme di coesistenza pacifica alle espressioni di più violento conflitto. Suoi tratti connotativi sono l’incontro e la dinamica, e, nella misura in cui questi due elementi sono capaci di alimentarsi reciprocamente e rigenerarsi l’uno dall’altro. Partendo da questo luogo topico, la Pithekoussai dei Greci, simbolo ed esempio di quella remota stagione di sfide e di creatività, la conferenza vuole illustrare alcuni dei protagonisti di quelle lontane avventure, così come ci vengono restituiti dalla documentazione storico-archeologica”.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la visita guidata “Gli Etruschi e la divinazione” con Alessandra Leonardi apre il nuovo ciclo “Sabato al museo” per i quattro sabati di agosto

roma_villa-giulia_sabato-al-museo_locandinaAd agosto 2023 il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia raddoppia l’offerta con un nuovo ciclo di visite guidate gratuite a cura del personale del Museo. Così, dopo il successo di Estate all’Etru, ecco “Sabato al Museo”: quattro appuntamenti, uno per ogni sabato, per scoprire gli Etruschi e la loro affascinante cultura. Sabato 5 agosto 2023, “Gli Etruschi e la divinazione” a cura di Alessandra Leonardi; sabato 12 agosto 2023, “L’altorilievo di Pyrgi: dal mito greco alla Divina Commedia” a cura di Roberta Mingione; sabato 19 agosto 2023, “Segni e testimonianze della lingua etrusca” a cura di Luigi Corbelli; sabato 26 agosto 2023, “Alla ricerca di Ercole, eroe dei principi etruschi” a cura di Stefania de Majo. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Sarà possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo, salvo disponibilità.

roma_villa-giulia_sabato-al-museo_5-agosto_locandina“Gli Etruschi e la divinazione”: primo appuntamento sabato 5 agosto 2023 del ciclo “Sabato al Museo”, le visite guidate di approfondimento sulla cultura degli Etruschi a cura del personale del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Alle 17, Alessandra Leonardi accompagnerà i partecipanti alla scoperta dell’arte divinatoria nel mondo etrusco attraverso le numerose testimonianze nelle collezioni del Museo. La visita guidata è gratuita, compresa nel costo del biglietto d’ingresso al Museo. Per partecipare alla visita guidata occorre prenotarsi all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it indicando il numero di partecipanti. Sarà possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo, salvo disponibilità.

Castellammare (Na). A Villa San Marco dell’antica Stabiae i nuovi scavi portano alla luce la parte terminale del portico superiore con pitture e frammenti di pareti e soffitto che “raccontano” le dinamiche dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. 

castellammare_villa-san-marco_Frammenti della decorazione del peristilio (portico colonnato) superiore _10_foto-parco-archeologico-pompei

Antica Stabiae (Castellammare), Villa San Marco: frammenti della decorazione del peristilio (portico colonnato) superiore (foto parco archeologico pompei)

castellammare_villa-san-marco_Frammenti della decorazione del peristilio (portico colonnato) superiore_5_foto-parco-archeologico-pompei

Antica Stabiae (Castellammare), Villa San Marco: peristilio (portico colonnato) superiore (foto parco archeologico pompei)

A Villa San Marco dell’antica Stabiae, oggi Castellammare di Stabia, è emersa la parte terminale del portico superiore, parzialmente scavato e oggetto di ulteriore indagine di questo cantiere, con pitture ancora in situ e ampi stralci di sezioni crollate dalle pareti o dal soffitto. Sono i risultati della più recente campagna di scavo, avviata a marzo 2023 e tuttora in corso. Si tratta di parti preziose che contribuiscono ad indagare nel dettaglio e ad acquisire nuovi elementi circa le dinamiche della distruzione del complesso con l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Lo scavo è condotto sul campo nella forma del cantiere didattico, con il coinvolgimento di docenti, giovani ricercatori e dottorandi in collaborazione tra il parco archeologico di Pompei, la Scuola superiore Meridionale, l’università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ e la Scuola IMT Alti Studi di Lucca, sotto la direzione della professoressa Maria Luisa Catoni, del professor Carlo Rescigno e del direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel.

castellammare_villa-san-marco_Frammenti della decorazione del peristilio (portico colonnato) superiore_2_foto-parco-archeologico-pompei

Antica Stabiae (Castellammare), Villa San Marco: frammenti della decorazione del peristilio (portico colonnato) superiore (foto parco archeologico pompei)

castellammare_villa-san-marco_Frammenti-architettonici_foto-parco-archeologico-pompei

Antica Stabiae (Castellammare), Villa San Marco: frammenti architettonici (foto parco archeologico pompei)

“Questa campagna di scavi nell’antica Stabia”, ha commentato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, “propone scoperte di grande pregio archeologico e si aggiunge a tutte le altre attività messe in campo dal ministero della Cultura in questi mesi per la salvaguardia e lo sviluppo di tutta l’area. Il contesto che si snoda tra Stabia, Oplonti, Ercolano e Pompei è tra i più rilevanti al mondo e ha ancora tanto da rivelare”. E il direttore, Gabriel Zuchtriegel: “Grazie alla collaborazione con le università e alla professionalità del team del Parco Stabia si conferma come un centro per la ricerca archeologica di risonanza internazionale. Questo è un’ottima premessa per portare avanti i nostri ambiziosi progetti di valorizzazione: ampliamento del Museo “Libero d’Orsi” e creazione di un centro di formazione alla Reggia di Quisisana, valorizzazione delle ville S. Marco e Arianna con la creazione di servizi di accoglienza e didattica, studio e messa in sicurezza di Grotta San Biagio per progettare una sua futura fruizione”.

castellammare_villa-san-marco_veduta-satellitare_foto-parco-archeologico-pompei

Veduta satellitare di Villa San Marco dell’antica Stabia sul pianoro di Varano (foto parco archeologico pompei)

Stabia, l’antica città vicino a Pompei, era divenuta alla fine del I secolo a.C. un luogo di villeggiatura dell’élite romana. Qui, ancora oggi, sono presenti preziose testimonianze di architetture e pitture di straordinaria qualità, tra cui Villa San Marco. Si tratta di un grande complesso esteso per più di 11mila metri quadri che occupa parte del ciglio del pianoro di Varano, cuore del vecchio centro urbano. Negli ultimi anni, la Villa è stata interessata da diverse campagne di scavo volte ad indagare fasi edilizie precedenti del complesso e a comprendere l’estensione dell’intera struttura. La Villa San Marco era stata scavata per cunicoli e a cielo aperto nella prima epoca borbonica, quindi risepolta e nuovamente scavata restaurata e integrata da Libero D’Orsi negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. Inoltre, la dimora è stata nuovamente restaurata a seguito dei danni subiti dal terremoto del 1980.

castellammare_Villa San Marco_portico_foto-parco-archeologico-pompei

Villa San Marco è una delle perle del territorio stabiese (foto parco archeologico pompei)

castellammare_villa-san-marco_planimetria_foto-parco-archeologico-pompei

Planimetria dell’area di villa San Marco a Stabia interessata dai nuovi scavi archeologici (foto paco archeologico pompei)

Il complesso si articola in un quartiere con doppio atrio e impianto termale, un giardino colonnato inferiore con una grande piscina coronata a est e a ovest da raffinati ambienti di soggiorno e rappresentanza (il Grande Salone a Ovest e le due diaetae a Est). La struttura si conclude con un portico superiore monumentale a tre bracci aperto verso il mare. Di quest’ ultimo era noto l’avvio, e solo in anni recenti ne è stata individuata la fine, a circa cento metri di distanza dall’angolo oggi conservato. Una ampia parte di tale articolazione è quindi ancora da portare alla luce. Nel 2020 era iniziato un primo cantiere, parte di un più ampio programma di ricerca centrato sullo scavo del portico attivo anche in questi mesi.

castellammare_villa-san-marco_Frammenti della decorazione del peristilio (portico colonnato) superiore_3_foto-parco-archeologico-pompei

Antica Stabiae (Castellammare), Villa San Marco: lo scavo riporta alla luce poco a poco frammenti della decorazione del peristilio (portico colonnato) superiore (foto parco archeologico pompei)

castellammare_villa-san-marco_frammenti-del-tetto-crollato_peristilio-superiore_foto-parco-archeologico-pompei

Antica Stabiae (Castellammare), Villa San Marco: frammenti del tetto crollato del peristilio (portico colonnato) superiore (foto parco archeologico pompei)

La struttura emerge dai lapilli nel suo assetto originario con la ricca decorazione pittorica in IV stile alle pareti e molto ben conservata. E con il monumentale soffitto figurato in crollo sull’alto strato di lapillo grigio e le architetture poderose concluse con una fuga di colonne tortili. Seguendo il racconto fornito dalle stratigrafie di lapilli e di crolli e dalla sequenza dei flussi piroclastici che hanno invaso atri, giardini e sommerso i tetti provocandone in tempi diversi i crolli, è inoltre possibile ricostruire le ultime ore di vita della villa.

castellammare_villa-san-marco_Frammenti della decorazione del peristilio (portico colonnato) superiore_14_foto-parco-archeologico-pompei

Antica Stabiae (Castellammare), Villa San Marco: frammenti della decorazione del peristilio (portico colonnato) superiore (foto parco archeologico pompei)

A conclusione della pioggia dei lapilli, o quando questa sembrò indebolirsi, un gruppo di abitanti, per ragioni a noi ancora sconosciute, tornò sul luogo o emerse da nascondigli di fortuna, ma fu sorpreso dall’ultimo parossismo eruttivo. Correnti piroclastiche, venti densi, caldi, generati dal crollo al suolo della colonna eruttiva sommersero tutto. Decretando la fine dell’insediamento e lasciando sopravvivere solo alcune parti di quella che fu la lussuosa villa di San Marco.

castellammare_villa-san-marco_Frammenti della decorazione del peristilio (portico colonnato) superiore_99_foto-parco-archeologico-pompei

Antica Stabiae (Castellammare), Villa San Marco: frammento di affresco con figura seduta sulle architetture (foto parco archeologico pompei)

castellammare_villa-san-marco_Frammenti della decorazione del peristilio (portico colonnato) superiore_88_foto-parco-archeologico-pompei

Antica Stabiae (Castellammare), Villa San Marco: frammento di affresco con amorini (foto parco archeologico pompei)

Nonostante la distruzione drammatica, la vita e il lusso della villa riaffiorano nelle gamme cromatiche delle pitture su pareti e soffitti, negli stucchi, nei capitelli, nei preziosi rivestimenti e coronamenti di colonne e coperture. Le pitture riproducono tappeti, candelabri e scene fantastiche, finte architetture con profondi scorci prospettici spesso realizzate in diversi toni di azzurro. Le pareti sono popolate da figure sedute sulle architetture, attori o figure mitiche, o disposte a riempire il centro dei tappeti, spesso in volo. Nelle finte architetture troviamo statue dorate, quadretti con rappresentazioni di genere, nature morte, paesaggi marini e architettonici, naumachie.

Ischia di Castro (Vt). Al museo civico Archeologico “Pietro e Turiddo Lotti” la mostra “Il ritorno della biga. Carri etruschi da Castro, Vulci e Tarquinia” per il ritorno a casa della celebre biga in bronzo rinvenuta nel 1967

ischia-di-castro_archeologico_mostra-il-ritorno-della-biga_locandinaAl museo civico Archeologico “Pietro e Turiddo Lotti” di Ischia di Castro (Vt) venerdì 4 agosto 2023, alle 18, sarà inaugurata la mostra “Il ritorno della biga. Carri etruschi da Castro, Vulci e Tarquinia”, visitabile dal 5 agosto al 31 dicembre 2023, che vuole celebrare il ritorno, nella località da cui proviene, della celebre Biga in bronzo, datata al 530-520 a.C. e rinvenuta nel 1967 grazie alle ricerche condotte dal Centro belga di Studi etrusco-italici nella necropoli etrusca di Castro. La Tomba della Biga, che ha preso il nome del currus etrusco, è oggi visitabile nel parco archeologico Antica Castro e il video della scoperta si potrà ammirare al museo di Ischia di Castro. Insieme alla Biga di Castro sono esposti altri due esempi importanti di carri etruschi: il calesse femminile rinvenuto a Tarquinia, negli scavi dell’università di Torino, all’interno del Tumulo della Regina, risalente alla prima metà del VII secolo a.C. e quello proveniente dalla Tomba delle Mani d’Argento (640-630 a.C.), scavato dalla Soprintendenza insieme alla Fondazione Vulci, nella necropoli dell’Osteria a Vulci. Da questa ricca tomba provengono anche la testiera di cavallo con i preziosi finimenti bronzei, il collare e alcuni morsi equini in ferro, che completano l’esposizione. La mostra è stata fortemente voluta dal Comune di Ischia di Castro – museo civico Archeologico “Pietro e Turiddo Lotti” e ha visto il coinvolgimento della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, della direzione regionale Musei del Lazio – museo nazionale Etrusco Rocca Albornoz, della soprintendenza speciale di Roma, della Fondazione Vulci e della rivista Archeo, come media partner.

Tito (Pz). A Satrianum (Torre di Satriano in Tito) torna, dopo la pandemia, “Festivalia. L’archeologia si racconta”, quest’anno dedicata alla figura realmente esistita di Sodegerio da Tito: visite guidate e narrazione teatrale

satriano_festivalia_il-ritorno-di-sodegerio_locandina“Festivalia. L’archeologia si racconta”: dopo lo stop causato dalla pandemia, ritorna a Satriano (Pz)il tanto atteso evento format di divulgazione archeologica e archeologia pubblica che, nelle passate tre edizioni, ha portato sul sito archeologico di Satrianum (Torre di Satriano in Tito) oltre 400 presenze. Per la quarta edizione del 2023, l’università della Basilicata e la Scuola di specializzazione in Beni archeologici di Matera, grazie alla prof.ssa Francesca Sogliani (cattedra di Archeologia tardoantica e medievale, Dipartimento delle Culture europee e del Mediterraneo – UniBas), ideatrice ed organizzatrice dell’evento, in collaborazione con il Comune di Tito, l’Associazione Istituto Poliziano per lo Studio del Mediterraneo, la Compagnia teatrale “Cecco Spera – ANSPI CARITÀ”, organizzano il 3 agosto 2023, nel sito archeologico di Satrianum – Torre di Satriano, Tito (Potenza) una serata dedicata al Medioevo, tra conoscenza e spettacolo. “Abbiamo atteso con impazienza di poter tornare a organizzare Festivalia a Satrianum, dopo due anni di pausa forzata e finalmente possiamo nuovamente condividere con tutti le nostre ricerche archeologiche. Tante nuove scoperte e nuove collaborazioni confermano l’importanza di questo sito per l’archeologia medievale della Basilicata e del meridione d’Italia. Il patrocinio della SAMI – Società dei Medievisti Italiani e della sezione Basilicata dell’Istituto Italiano dei Castelli sostengono le nostre attività, condotte sempre in sinergia con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio della Basilicata. Festivalia si inserisce quest’anno tra le attività della Notte europea dei ricercatori SuperScienceMe ed è come sempre parte delle attività della Cattedra Unesco Paesaggi culturali del Mediterraneo e comunità di Saperi dell’UniBas”.

Alle 18, le équipes degli archeologi, impegnati nel mese di luglio nella campagna di scavo in concessione SABAP Basilicata – MiC che, per il secondo anno vede anche la partecipazione degli archeologi dell’università di Rennes II, coordinati dal prof. Dominique Allios, professore di Archeologia medievale nell’ateneo francese, accompagneranno i visitatori sul sito, spiegando i risultati delle ricerche. L’antica Satrianum si rianimerà e tutti avranno l’occasione di passeggiare in un’area archeologica allestita con botteghe in cui si potranno gustare cibi preparati secondo ricette medievali e osservare l’attività degli artigiani nelle officine medievali, con un occhio anche alla sostenibilità. Il percorso si concluderà sotto la Torre dove verrà rappresentata la narrazione teatrale dal titolo “Il ritorno di Sodegerio. Storia di fedeltà e tradimenti tra Svevi e Angioini”, a cura della Compagnia teatrale “Cecco Spera” (20.30 primo spettacolo, 21.30 secondo spettacolo). La storia che si racconta quest’anno è dedicata alla figura realmente esistita di Sodegerio da Tito, importante funzionario inviato da Federico II, nel 1238, come podestà nella Marca Trevigiana, dove svolse una raffinata attività politica in accordo con le feudalità vescovili, con quelle del capitolo della cattedrale e delle famiglie più potenti, fuggito poi in seguito alla morte di Federico II, nel 1250, e caduto in disgrazia.  “È per noi motivo di orgoglio ritornare ad ospitare Festivalia: un’occasione di valorizzazione del sito archeologico della Torre di Satriano in Tito e di divulgazione anche delle nuove scoperte che sono state realizzate”, dichiara Fabio Laurino, vicesindaco di Tito, “a tutte queste iniziative si aggiungono anche i lavori di conservazione, messa in sicurezza e conservazione, finanziati dal Fondo Cultura del Mic, che sono in corso di realizzazione sulla Torre e nell’area della Cattedrale e di realizzazione di supporti tecnologici multimediali che consentiranno ai visitatori di poter usufruire, in maniera innovativa, di tutti i contenuti storici, archeologici e architettonici che il sito offre”.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per “Notti d’Estate al MArRC” sulla terrazza sullo stretto presentazione del libro “Scilla. Il mito che vive” di Adriana Verardi. In attesa della grande mostra “Le nuvole e il fulmine. Gli Etruschi interpreti del volere divino”

reggio-calabria_archeologico_notti-d-estate-2023_3-agosto_locandinaGiovedì 3 agosto 2023, alle 21, sulla splendida terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, nuovo appuntamento con “Notti d’Estate” con la presentazione del libro “Scilla. Il mito che vive”, promossa dall’associazione Calabria Spagna, immersi nella coreografia mitologica curata dall’architetto Giuseppe Bruzzese. Interviene Carmela Palumbo, cultrice di cose calabre alla presenza dell’autrice Adriana Verardi. “Dopo il grande successo della programmazione del mese di luglio, con oltre 20.000 ingressi, il Museo rilancia con nuovi e appassionanti eventi nel cuore dell’estate”, commenta il direttore Carmelo Malacrino. “Ciò conferma il successo della programmazione serale delle Notti d’Estate. Cittadini e turisti hanno la possibilità di visitare le meravigliose collezioni del Museo in atmosfera notturna”. “Con questa iniziativa”, dichiara Rosa Italia Fontana, presidente dell’associazione Calabria Spagna, “procede la collaborazione con il Museo reggino e con il suo Direttore, che negli anni si é mostrato ampiamente sensibile alla vastità della secolare cultura reggina. La peculiarità del libro è una ricca e pregevole raccolta di carte che lo impreziosisce. Si rinsalda l’attenzione verso uno dei luoghi di maggior rilevanza relativamente alla presenza spagnola nella nostra terra: Scilla fu infatti baronia feudale e sede di Principato. Siamo certi che lo spessore dell’evento e la cura posta nella sua preparazione sarà apprezzata dal pubblico e dai membri e simpatizzanti del sodalizio filo spagnolo”. L’Associazione Calabria Spagna ha voluto esaltare la rilevanza mitologica, oltreché storica, del sito avvalendosi della coreografia “mitologica” approntata per l’occasione dalla società UNICRAM dell’architetto Giuseppe Bruzzese, che fruirà della collaborazione della costumista Renè Bruzzese, dell’aiuto costumista Sofia Peschi, del Coreografo Ruben Bruzzese, delle modelle: Valentina Canino, Alessia Alessi, Giada Bruzzi, Veronika Kalugina, Sofia Calabrò e Martina De Lorenzo.

reggio-calabria_archeologico_mostra-Etruschi_le-nuvole-e-il-fulmine_locandina

Locandina della mostra “Le nuvole e il fulmine. Gli Etruschi interpreti del volere divino” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dal 4 agosto al 29 ottobre 2023

Da venerdì 4 agosto il Museo arricchirà l’offerta espositiva con quattro mostre temporanee, senza alcun biglietto supplementare. Inoltre gli eventi sulla terrazza, frutto di consoliate sinergie con le associazioni del territorio, continueranno a regalare ai visitatori nuove emozioni e occasioni di approfondimento”.Infatti venerdì 4 agosto 2023, doppio appuntamento al Museo. Alle 18, l’attesa inaugurazione della mostra “Le nuvole e il fulmine. Gli Etruschi interpreti del volere divino”, curata dal direttore del MArRC, Carmelo Malacrino, insieme al direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, Mario Iozzo, e all’etruscologa Barbara Arbeid (vedi Reggio Calabria. Gli Etruschi per la prima volta in Magna Grecia. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “Le nuvole e il fumine. Gli Etruschi interpreti del volere divino”: più di 100 opere dal museo Archeologico nazionale di Firenze | archeologiavocidalpassato). L’esposizione nasce dalla collaborazione con la direzione regionale Musei della Toscana. La sera il Museo proporrà un evento d’eccezione in terrazza, promosso in collaborazione con il Centro Internazionale Scrittori della Calabria. Alle 21, la conferenza “Baccanti di Euripide: “il doppio” nel vino e nel teatro”, tenuta dalla prof.ssa Paola Radici Colace, già ordinario di Filologia classica del Dipartimento di Civiltà antiche e moderne università di Messina e presidente onorario e direttore scientifico del CIS.