Roma. A Villa Lante sul Gianicolo giornata di studi “La natura e il verde in Ostia antica” promossa dall’Institutum Romanum Finlandiae e dal parco archeologico di Ostia antica

La cavea del teatro romano di Ostia Antica oggi (foto parco archeologico ostia antica)
L’Institutum Romanum Finlandiae e il parco archeologico di Ostia antica organizzano il 21 giugno 2023 una giornata di studi dedicata a “La natura e il verde in Ostia antica”: appuntamento a Villa Lante al Gianicolo. Per partecipare alla conferenza bisogna prenotare il posto compilando il modulo di registrazione. Programma: 9.30, saluti di Alessandro d’Alessio, direttore del parco archeologico di Ostia antica; 9.40, saluti e introduzione di Ria Berg, direttrice dell’Institutum Romanum Finlandiae; 10, Janet De Laine: “Il giardino dell’Insula dei Dipinti: uno spazio verde nel cuore della città”; 10.30, Paola Olivanti: “Ostia e i giardini: una convivenza difficile?”; 11, caffè; 11.30, Maria Chiara Alati, Roberto Crivellaro, Claudia Irene Mornati: “Memoria ed evoluzione. Il patrimonio paesaggistico ed ambientale del Parco archeologico di Ostia antica fra tradizione e nuove prospettive”; 12, Massimiliano David, Stefano De Togni, Elisa Frigato: “Per una corretta interpretazione dei movimenti della linea di costa e della spiaggia di Ostia antica”; 12.30, Arja Karivieri: “Natura e resilienza ad Ostia antica”.
Roma. Riapre al pubblico l’Area Sacra di Largo Argentina, teatro dell’omicidio di Giulio Cesare. Grazie ai lavori ultimati il sito è ora accessibile a tutti, e permette di leggerne le fasi dall’età repubblicana al Medioevo

Panoramica dell’Area sacra di Largo Argentina a Roma (foto roma capitale)

L’ingresso all’Area sacra di Largo Argentina a Roma (foto roma capitale)
20 giugno 2023, ore 9.30: riapre al pubblico l’Area Sacra di Largo Argentina, dove si è consumato uno degli omicidi più famosi della storia, l’uccisione di Giulio Cesare. Ma che racconta molto di più. Sono stati infatti ultimati i lavori che ora consentono la piena fruibilità di una delle più affascinanti aree archeologiche del centro storico di Roma. La storia millenaria dell’Area Sacra di Largo Argentina, dal 20 giugno 2023, si offre dunque al pubblico con un nuovo percorso che per la prima volta consente di accedere al sito e visitarlo in modo sistematico, leggendone le fasi di vita dall’età repubblicana attraverso l’epoca imperiale e medievale, fino alla riscoperta avvenuta nel secolo scorso con le demolizioni degli anni Venti. I lavori, condotti sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, sono stati resi possibili grazie a un atto di mecenatismo da parte della Maison Bulgari. La maestosità dei resti dei templi dell’Area Sacra si può ora cogliere a distanza ravvicinata, apprezzandone i dettagli, le fasi costruttive e i materiali, camminando allo stesso livello di strutture che per decenni cittadini e turisti hanno osservato dal piano stradale.

Spazi sotto del piano stradale di via di San Nicola de’ Cesarini a Largo Argentina a Roma: testa di statua colossale di divinità femminile forse Feronia (foto roma capitale)
“Siamo orgogliosi di aver contribuito a rendere finalmente fruibile ai cittadini e ai turisti questo gioiello archeologico e architettonico, preziosa testimonianza dell’affascinante sovrapposizione di epoche e stili che rende la Città Eterna unica al mondo”, commenta Jean-Christophe Babin, amministratore delegato del Gruppo Bulgari. “Un progetto che ci ha consentito di onorare, ancora una volta, il profondo legame che abbiamo con Roma, da sempre inesauribile fonte di ispirazione e crocevia millenario di arti, culture e tradizioni. Nell’Area Sacra si percepisce il respiro della Storia. Queste maestose vestigia – che da oggi potremo ammirare da vicino – raccontano la grandezza di un impero che ha forgiato la nostra civiltà”. E il sovrintendente Claudio Parisi Presicce: “Il prezioso lavoro dei tecnici dalla Sovrintendenza – dichiara – ha restituito alla città un’area importantissima, consentendo a tutti di ammirare uno spaccato di storia di oltre due millenni: dalla Roma repubblicana a quella degli imperatori, dal riutilizzo delle strutture come dimore di famiglie aristocratiche, chiese e monasteri fino alle demolizioni degli anni Venti del ‘900. Lo splendido risultato che si può ammirare da oggi è stato possibile grazie a una proficua collaborazione tra pubblico e privato per il quale voglio ringraziare il Gruppo Bulgari”. Chiude Miguel Gotor, assessore alla Cultura di Roma Capitale: “Uno dei luoghi più belli e preziosi di Roma, grazie a questo intervento frutto di un importante atto di mecenatismo del Gruppo Bulgari che ringrazio, è finalmente fruibile appieno da parte dei cittadini romani e dei turisti, i quali da ora in avanti potranno vedere da vicino meravigliosi reperti archeologici di varie epoche della storia della nostra città”.

Le nuove passerelle prive di barriere architettoniche nell’Area sacra di Largo Argentina a Roma (foto roma capitale)
I lavori sono stati realizzati ponendo attenzione ai criteri che hanno consentito di rendere il sito facilmente accessibile a tutti. Da via di San Nicola de’ Cesarini il visitatore ha la possibilità di scendere e visitare l’area archeologica grazie a un percorso su passerella completamente privo di barriere architettoniche. Una piattaforma elevatrice consente l’accesso alle persone con mobilità ridotta, mentre all’interno sono stati eliminati tutti i dislivelli e salti di quota, rendendo agevole la visita anche in sedia a rotelle o con passeggini. Elemento di grande novità sono le due aree espositive nel portico della medioevale Torre del Papito e nei locali al di sotto del piano stradale di via di San Nicola de’ Cesarini. Gli spazi sono stati allestiti con una selezione dei numerosi reperti provenienti dagli scavi e dalle demolizioni del secolo scorso, tra cui frammenti di epigrafi, sarcofagi, decorazioni architettoniche e due teste di statue colossali appartenenti a divinità venerate nell’area. Per raccontare al meglio la storia del sito e delle trasformazioni avvenute nel corso dei secoli, l’intero percorso di visita è dotato di una serie di pannelli illustrativi con testi in italiano e in inglese e di un ricco corredo fotografico. Per le persone ipovedenti e non vedenti sono stati realizzati due grandi pannelli tattili, in italiano, inglese e braille con le indicazioni dell’intero complesso e dei singoli monumenti e con la lettura tattile di due reperti scansionati in 3D – un frammento di lastra con uccellino che becca un frutto e la testa colossale di statua di culto femminile. È stata realizzata una nuova illuminazione su tutta la passerella e gli espositori situati nello spazio museale, mentre a livello stradale è stato illuminato il portico della Torre del Papito.

Area sacra di Largo Argentina a Roma: per le persone ipovedenti e non vedenti sono stati realizzati due grandi pannelli tattili, in italiano, inglese e braille (foto roma capitale)
Area Sacra di Largo Argentina. Ingresso via di San Nicola De’ Cesarini (di fronte al civico 10). Biglietteria e libreria presso la Torre del Papito piazza dei Calcarari snc, Roma. Orari: martedì-domenica, 9.30-19 (ora legale), 9.30-16 (ora solare); ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Prevendita obbligatoria www.sovraintendenzaroma.it (max 5 biglietti per volta). Possessori MIC CARD in corso di validità – ingresso libero. Aventi diritto alla gratuità (disabili, minori, etc.) – ritiro dei biglietti presso la biglietteria. Tariffe: intero non residente, 5 euro; ridotto non residente, 4 euro; intero residente, 4 euro; ridotto residente, 3 euro; prevendita, 1 euro. Gratuito per le categorie aventi diritto. Ingresso contingentato ogni 20 minuti. Informazioni e prenotazioni gruppi/scuole: call center 060608 (tutti i giorni, 9-19). Durata della visita: 45 minuti circa. Note: l’area archeologica è accessibile a tutti. Non sono presenti servizi igienici.

Veduta aerea dell’Area sacra di Largo Argentina a Roma (foto roma capitale)
Cenni storici. Tra il 1926 e il 1929 i lavori di demolizione del quartiere compreso tra via del Teatro Argentina, via Florida, via S. Nicola de’ Cesarini e corso Vittorio Emanuele II per la costruzione di nuovi edifici, riportarono alla luce una vasta piazza lastricata su cui sorgono quattro templi, comunemente indicati con le prime quattro lettere dell’alfabeto in assenza di identificazione certa: il tempio C (inizi III sec. a.C.), dedicato probabilmente a Feronia; il tempio A (metà III sec. a.C.) in onore di Giuturna; il tempio D (inizi II sec. a.C.), dedicato alle Ninfe o ai Lari Permarini; e il tempio B (fine II sec. a.C.), dedicato alla Fortuna huiusce diei. Alla metà del I sec. a.C. si data il complesso dei Portici di Pompeo, adiacente all’area sacra, nella cui Curia (di cui è ancora visibile il basamento in tufo alle spalle dei templi B e C) ebbe luogo l’assassinio di Giulio Cesare. L’incendio dell’80 d.C. che devastò gran parte del Campo Marzio portò a una profonda trasformazione dell’area sotto l’imperatore Domiziano, con la realizzazione di una nuova pavimentazione in lastre di travertino, ancora visibile, e la ricostruzione degli alzati dei templi. Con il V secolo ha inizio il processo di abbandono e trasformazione degli edifici. Si ipotizza che l’area venne occupata da un complesso monastico, mentre successivamente, tra l’VIII e il IX secolo, vennero realizzate strutture forse pertinenti a case aristocratiche. Sempre al IX secolo appartengono anche le prime testimonianze dell’impianto di una chiesa all’interno del tempio A, che nel 1132 fu dedicata a San Nicola, con la denominazione prima de’ Calcarario e poi de’ Cesarini. In età barocca sulla chiesa medievale si impostò un nuovo edificio sacro, distrutto completamente durante le demolizioni del Governatorato.
Lamezia Terme (Cz). In biblioteca torna la rassegna “All’Ombra dell’Abbazia”, con la presentazione del volume “Temesa. Il mito e la storia” di Maurizio Cannatà (Rubettino Editore) alla conoscenza delle fasi più antiche del popolamento della fascia tirrenica centrale della Calabria
Ritorna la rassegna “All’Ombra dell’Abbazia”, con la presentazione del libro “Temesa. Il mito e la storia” di Maurizio Cannatà (Rubettino Editore). Appuntamento lunedì 19 giugno 2023, alle 17.30, nella biblioteca comunale di Lamezia Terme (Cz). Dialogano con Maurizio Cannatà, autore del libro “Temesa. Il mito e la storia”, Giovanna de Sensi Sestito, dell’università della Calabria; Fabrizio Mollo, dell’università di Messina; Florindo Rubettino, editore. Modera Giorgia Gargano, assessore alla Cultura. Un libro che ci trasporterà nelle fasi più antiche del popolamento della fascia tirrenica centrale della Calabria, tra miti trasformati in storia dall’archeologia e recenti scoperte archeologiche che hanno ridefinito le conoscenze dell’area tra l’Oliva e il Savuto dall’età greca arcaica all’inizio della tarda antichità.

Copertina del libro “Temesa. Il mito e la storia” di Maurizio Cannatà (Rubettino editore)
Temesa. Il mito e la storia. Con il polionimo Temesa (latino Tempsa) gli antichi hanno identificato un centro ubicato lungo la fascia costiera tirrenica della Calabria, tra Clampetia e Hipponion, dapprima emporion internazionale di scambio di metalli (VIII sec. a.C.), poi centro indigeno posto sotto il controllo delle poleis greche, Sibari prima e Crotone poi (VI-V sec. a.C.), ancora oppidum italico (IV-III sec. a.C.) e colonia civium Romanorum (II-I sec. a.C.), statio lungo la principale viabilità imperiale (I-IV sec. d.C.) e infine una delle più antiche sedi vescovili di tutta l’Italia meridionale (VI-VII sec. d.C.). Vent’anni di studi e ricerche hanno consentito di riconoscere Temesa in un complesso sistema insediativo ubicato tra i corsi terminali dei fiumi Oliva e Savuto, dove sono concentrate numerose testimonianze materiali che coprono, nel loro complesso, l’intera storia del centro antico. Non un unico sito pluristratificato quindi, bensì una pluralità di evidenze, che riassumono quanto noi sappiamo su Temesa da parte delle fonti letterarie. Attraverso la rilettura dei vecchi dati, della cartografia, delle foto aeree, di nuovi scavi e ricognizioni, questo lavoro colma per la prima volta il gap esistente tra l’eccezionale corpus di fonti letterarie relative alla città e i dati archeologici a essa riferibili, fornendo una lettura organica di tutte le fasi di occupazione del suo territorio, dalla protostoria alla tarda antichità.
Adria. Al museo Archeologico nazionale per le Gea 2023 l’occasione per scoprire le mansiones romane e la danza antica. Cosa offre il museo tutti i giorni
Alla scoperta delle mansiones romane e della danza antica al museo Archeologico di Adria. In occasione delle Giornate europee dell’Archeologia e come evento conclusivo del progetto di valorizzazione degli scavi di San Basilio, il museo Archeologico Nazionale di Adria e il @gavdanzeantiche Gruppo Danze Antiche di Villadose offrono uno speciale appuntamento con la storia. Alle 17 di domenica 18 giugno 2023, la direttrice Alberta Facchi guiderà il pubblico alla scoperta della sezione del Museo dedicata alle mansiones di età romana. Seguirà la performance del Gruppo Danze Antiche di Villadose, coordinato dalla maestra Silvia Bellinello. Le giovani danzatrici, che si esibiscono nei più importanti festival storici europei, offriranno uno spettacolo di danze antiche e orientali nella splendida cornice del Pubblico Giardino, il parco alberato del Museo di Adria. Prenotazioni e info: 0426 21612; drm-ven.museoadria@cultura.gov.it.

Cratere a figure rosse con anse a volute raffigurante una Nike (Vittoria) in volo: particolare della testa della Nike con i boccoli in sovradipintura, il diadema coronato legato sulla nuca, l’orecchino semilunato. Dalla tomba 436 VT da Spina esposta al MAN Adria in prestito di scambio dal MAN di Ferrara (foto drm-er)
Agli appassionati di storia o ai semplici curiosi e alle famiglie che vorranno celebrare l’archeologia tutti gli altri giorni, la direzione dell’Archeologico ricorda cosa si può trovare al museo Archeologico nazionale di Adria: le novità del 2023, tra cui il corredo di una intera tomba da Spina in prestito di scambio dal MAN di Ferrara, la nuova vetrina dell’età del bronzo, il reperto del mese e l’apparato didascalico tradotto in inglese; ii giochi per visitare il museo con i bambini: la caccia al tesoro “Scopri il tuo Museo” e l’ArcheGiochi nel parco alberato; il Museo per tutti: il museo di Adria è totalmente percorribile con le carrozzine; la nuova guida del Museo: il catalogo a stampa con foto e disegni in lingua italiana e inglese stampato in collaborazione con BancAdria, acquistabile presso la biglietteria; il MuseumPass, l’abbonamento al Museo con il quale al prezzo di 12 euro si può entrare in museo illimitatamente per un intero anno; e molto, molto di più: 3500 reperti, allestiti in 1440 mq di esposizione, pronti a raccontare le mille storie dell’Archeologia della città etrusca di Adria e del Basso Polesine.
Ansedonia (Orbetello). C’è “Una COSA da scoprire”: visite guidate e conferenze al museo Archeologico nazionale e Antica Città di Cosa con l’università di Firenze per le Gea 2023

Panorama mozzafiato sulla costa toscana dall’antica città di Cosa ad Ansedonia (Orbetello, Argentario) (foto unifi/drm-toscana)
C’è “Una COSA da scoprire”. In occasione delle Giornate europee dell’Archeologia (GEA) il museo Archeologico nazionale e Antica Città di Cosa e l’università di Firenze organizzeranno visite guidate e conferenze gratuite nella città romana di Cosa a Ansedonia (Orbetello) sull’Argentario. Gli studenti fiorentini accompagnano i visitatori in una passeggiata alla scoperta del sito archeologico da cui si può godere di un incantevole panorama sugli antichi templi della città e sulla costa toscana. Appuntamento dunque al museo Archeologico nazionale e Antica Città di Cosa domenica 18 giugni 2023: alle 11.00, visita guidata a cura dell’università di Firenze; 12.30, “Ricerche in corso. Cosa e i suoi materiali: produzioni locali e contatti mediterranei”, interviene Martina Rodinò (università di Firenze); 15.30, visita guidata a cura dell’Università di Firenze; 17, “Le attività di scavo dell’Università di Firenze a Cosa. L’Edificio P e i suoi intonaci dipinti”, intervengono Ilaria Romeo (direttrice degli scavi dell’università di Firenze a Cosa) e Anna Maria Nardon (università di Firenze). Ingresso al Museo: 2 euro (intero). L’ingresso all’area archeologica è sempre gratuito. Per info e prenotazioni: tel.: +39 0564 881421, cell.: +39 335 1471086, e-mail: drm-tos.museocosa@cultura.gov.it.
Bibione. In occasione delle GEA 2023 visita guidata alla Villa romana di Mutteron dei frati, nell’oasi naturalistica della Valgrande: primo di 5 appuntamenti tra giugno e luglio. Prenotazione obbligatoria
Primo Archeo Trekking nell’oasi naturalistica della Valgrande, a pochi passi dalla spiaggia di Bibione (Ve) domenica 18 giugno 2023, in occasione delle giornate Europee dell’Archeologia. In tutto sono 5 gli appuntamenti, tra giugno e luglio, che gli archeologi delle università di Regensburg e Padova hanno previsto per presentare il progetto di ricerca e di scavo della Villa romana di Mutteron dei frati, avviato nel 2022, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza, grazie al finanziamento della DFG (Deutsche Forschungsgemeinschaft), l’istituzione più importante di promozione scientifica della Germania. Il sito archeologico della Villa romana di Mutteron dei frati è un unicum nel panorama costiero dell’Alto Adriatico, con strutture preservatesi in elevato anche fino a due metri di altezza perché ricoperte nel tempo dalle sabbie (vedi Bibione. Visita guidata con scavo in corso alla villa romana di Mutteron dei Frati. Progetto di indagine e obiettivi da raggiungere dagli archeologi delle università di Ratisbona (Regensburg) e Padova | archeologiavocidalpassato). Le visite in programma sono aperture straordinarie su prenotazione organizzate con Studio D Archeologia e grazie al supporto della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso, dei proprietari e del gestore della Valgrande. L’auspicio degli organizzatori è che le date proposte siano solo le prime di una lunga serie di appuntamenti e attività sul sito.

Una fase della seconda campagna di scavo (primavera 2023) alla Villa romana al Mutteron dei frati a Bibione (Ve) (foto bibione antica)
Si inizia dunque domenica 18 giugno 2023, con turni alle 9.30, 11, 14.30 e 16. I turni in partenza alle 11 e 16.30 prevedono la spiegazione anche in lingua inglese. Il ritrovo è al parcheggio del ristorante Havana, via Baseleghe 2, Bibione (VE), 15 minuti prima dell’inizio delle visite. I posti sono limitati e si accede solo su prenotazione. Per prenotare rivolgersi allo IAT di Bibione, via Maja 84, Bibione (VE): +39 0431 444846. L’ingresso è libero per i bambini e ragazzi fino ai 15 anni. Per tutte le altre persone è cortesemente richiesto un contributo volontario di 5 euro. Le altre date: giovedì 22 giugno 2023, alle 14.30 e 16; domenica 25 giugno 2023, alle 9.30, 11, 14.30 e 16; giovedì 29 giugno 2023, alle 14.30 e 16; domenica 2 luglio 2023, alle 9.30, 11, 14.30 e 16.

Una fase dello scavo archeologico della villa romana marittima di Bibione (Ve) al Mutteron dei Frati (foto Universität Regensburg-Institut für Klassische Archäologie / Dirk Steuernagel)
Quanto grande doveva essere questa dimora all’epoca affacciata sul mare? Chi ci viveva e quali attività si svolgevano in questo luogo? Com’era il paesaggio tutt’intorno? Il complesso aveva un ruolo nei traffici commerciali che interessavano il mare Adriatico e le vie fluviali navigabili? Per rispondere a queste e a molte altre domande gli archeologi hanno iniziato le indagini e raccolto già i primi risultati che aggiungono nuovi tasselli al quadro delle conoscenze. Il desiderio dell’equipe italo-tedesca è quello di condividere fin da subito vecchie e nuove scoperte con la collettività, perché possano essere tutti a conoscenza del valore di questo luogo e partecipi delle ricerche in corso. Finora lo scavo ha interessato una superficie di almeno 60 mq, che è stata indagata e documentata da un’equipe internazionale costituita da 20 archeologi, tra responsabili e studenti afferenti alle università di Regensburg (Germania) e Padova, con la supervisione di Alessandro Asta della soprintendenza. Nelle giornate di visita, in Valgrande si accede accompagnati da giovani archeologi preparati a far rivivere la storia del sito in un breve percorso a tappe, che si sviluppa tra pineta e antiche dune costiere. Sono proprio loro a guidare i partecipanti nella lettura dell’antico paesaggio e dei resti archeologi, nonché a fornire gli elementi per scorgere anche quanto non è più così facilmente percepibile. Le archeo-guide sono a completa disposizione anche per rispondere a domande e curiosità che emergeranno durante la passeggiata: un’esperienza da non perdere nella Bibione di oltre 2000 anni fa.
Este (Pd). Il museo nazionale Atestino con la Proloco propone “Poesia al Museo. Quattro voci in dialogo con l’arte”, performance poetica di letture in versi, con visita alle sale e aperitivo panoramico
Recarsi al museo con l’intenzione di fare un viaggio visivo e materiale nelle tracce del passato per ritrovarsi attratti ed immersi nella forza evocativa della parola. Questo il fascino di un incontro inusitato al museo nazionale Atestino di Este (Pd) dove, sempre alle 18.30, la Proloco propone “Poesia al Museo. Quattro voci in dialogo con l’arte”, una performance poetica di letture in versi dei noti poeti Roberta Dapunt, Tomaso Pieragnolo, Pasquale Di Palmo, Fabrizio Dall’Aglio, accompagnati dalle note di Danilo Memoli. L’esperienza letteraria si completa con l’aperitivo panoramico e visita al museo Atestino. Evento a pagamento (10 euro) a cura della Pro Loco di Este, con prenotazione obbligatoria: info e prenotazioni: 0429.3635 – info@prolocoeste.it. Introduce il presidente della Proloco Este, Lisa Celeghin; interviene la direttrice dell’Atestino Benedetta Prosdocimi; suono e parola con Nadia Santin. Il primo appuntamento sabato 17 giugno 2023, con Roberta Dapunt e Tomaso Pieragnolo, al pianoforte il maestro Danilo Memoli. Il secondo appuntamento sabato 24 giugno 2023, con Pasquale Di Palmo e Fabrizio Dall’Aglio, al pianoforte il maestro Danilo Memoli.

In occasione del solstizio d’estate e della Festa della Musica Fondazione Aquileia organizza, per il terzo anno consecutivo, un suggestivo concerto all’alba – mercoledì 21 giugno 2023 alle 5 – nell’area dell’antico porto fluviale di Aquileia. Protagonisti un duo d’eccellenza formato dal flautista Tommaso Dionis e dalla violoncellista Francesca Favit che ci allieteranno con un percorso musicale che spazia dal barocco, al tardo romanticismo fino al novecento. Ingresso libero senza prenotazione. L’accesso all’area del porto fluviale sarà solo da via Gemina. Il programma musicale: G. P. Telemann: Duet TWV 40:107, Affettuoso, Allegro, Andante, Presto; J. S. Bach: Sonata in Mi maggiore, BWV 1035 per flauto e basso continuo, Adagio ma non tanto, Allegro, Siciliano, Allegro assai; G. Fauré: Pavane; F. Danzi: Duo op. 64 n.2, Lento, Larghetto, Adagio; P. Mascagni: dalla “Cavalleria Rusticana” Intermezzo; R. Gliere: Prelude, Gavotte, Berceuse, Canzonetta, Intermezzo, Impromptu, Etude, Scherzo. L’evento è organizzato in collaborazione con Associazione Imprenditori di Aquileia, Comune di Aquileia e soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio del FVG.

Videogames, Tour Virtuali, App, video istallazioni e ricostruzioni 3D, il lancio della pagina 




LE APP. MANNapp, presentata da Gianluigi De Lucia di Artware, da due mesi è la app gratuita riservata ai visitatori del museo. “ArtWareCaronte” è scaricabile gratuitamente inquadrando un QR Code o attraverso app-store. I contenuti audiovisivi, anche inediti, sono nel segno dell’inclusività. Tra le novità anche la possibilità per i visitatori di interagire commentando in tempo reale. Ulteriore elemento di innovazione è rappresentato da Archimede, la Web App dedicata alla visualizzazione dei dati sui visitatori mediante modelli di Data Science e Machine Learning. APP extraMANN: l’app di mappatura collaborativa che promuove il protagonismo attivo delle persone nel racconto dei siti extraMANN e del patrimonio culturale della città di Napoli, illustrata da Ilaria Vitellio di Cityopensource coinvolge gli oltre 40 siti della rete Obvia-ExtraMANN. 



Con le Giornate europee dell’Archeologia appassionati di storia o semplici curiosi, in famiglia o con la classe, tutti possono venire a scoprire la ricerca e il patrimonio archeologico. La direzione regionale Musei Lombardia partecipa a questa tredicesima edizione delle GEA con una serie di proposte che coinvolgono il museo Archeologico nazionale della Lomellina a Vigevano, le Grotte di Catullo a Sirmione, la Villa Romana a Desenzano del Garda, il parco archeologico di Castelseprio, Palazzo Besta a Teglio, il parco nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, il museo nazionale della Preistoria della Valle Camonica a Capo di Ponte e il museo Archeologico nazionale della Valle Camonica a Cividate Camuno. Ecco gli appuntamenti di domenica 18 giugno 2023: da Cividate Camuno a Teglio a Castelseprio.


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