Archivio | giugno 2023

Roma. A Villa Lante sul Gianicolo giornata di studi “La natura e il verde in Ostia antica” promossa dall’Institutum Romanum Finlandiae e dal parco archeologico di Ostia antica

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La cavea del teatro romano di Ostia Antica oggi (foto parco archeologico ostia antica)

L’Institutum Romanum Finlandiae e il parco archeologico di Ostia antica organizzano il 21 giugno 2023 una giornata di studi dedicata a “La natura e il verde in Ostia antica”: appuntamento a Villa Lante al Gianicolo. Per partecipare alla conferenza bisogna prenotare il posto compilando il modulo di registrazione. Programma: 9.30, saluti di Alessandro d’Alessio, direttore del parco archeologico di Ostia antica; 9.40, saluti e introduzione di Ria Berg, direttrice dell’Institutum Romanum Finlandiae; 10, Janet De Laine: “Il giardino dell’Insula dei Dipinti: uno spazio verde nel cuore della città”; 10.30, Paola Olivanti: “Ostia e i giardini: una convivenza difficile?”; 11, caffè; 11.30, Maria Chiara Alati, Roberto Crivellaro, Claudia Irene Mornati: “Memoria ed evoluzione. Il patrimonio paesaggistico ed ambientale del Parco archeologico di Ostia antica fra tradizione e nuove prospettive”; 12, Massimiliano David, Stefano De Togni, Elisa Frigato: “Per una corretta interpretazione dei movimenti della linea di costa e della spiaggia di Ostia antica”; 12.30, Arja Karivieri: “Natura e resilienza ad Ostia antica”.

Aquileia. La Fondazione Aquileia promuove all’alba al porto fluviale il Concerto del Solstizio in occasione del solstizio d’estate e della Festa della Musica con il flautista Tommaso Dionis e la violoncellista Francesca Favit. Ingresso gratuito

aquileia_porto-fluviale_solstizio-concerto-all-alba_foto-fondazione-aquileiaaquileia_fondazione_concerto-solstizio-d-estate-2023_locandinaIn occasione del solstizio d’estate e della Festa della Musica Fondazione Aquileia organizza, per il terzo anno consecutivo, un suggestivo concerto all’alba – mercoledì 21 giugno 2023 alle 5 – nell’area dell’antico porto fluviale di Aquileia. Protagonisti un duo d’eccellenza formato dal flautista Tommaso Dionis e dalla violoncellista Francesca Favit che ci allieteranno con un percorso musicale che spazia dal barocco, al tardo romanticismo fino al novecento. Ingresso libero senza prenotazione. L’accesso all’area del porto fluviale sarà solo da via Gemina. Il programma musicale: G. P. Telemann: Duet TWV 40:107, Affettuoso, Allegro, Andante, Presto; J. S. Bach: Sonata in Mi maggiore, BWV 1035 per flauto e basso continuo, Adagio ma non tanto, Allegro, Siciliano, Allegro assai; G. Fauré: Pavane; F. Danzi: Duo op. 64 n.2, Lento, Larghetto, Adagio; P. Mascagni: dalla “Cavalleria Rusticana” Intermezzo; R. Gliere: Prelude, Gavotte, Berceuse, Canzonetta, Intermezzo, Impromptu, Etude, Scherzo. L’evento è organizzato in collaborazione con Associazione Imprenditori di Aquileia, Comune di Aquileia e soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio del FVG.

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La violoncellista Francesca Favit (foto fondazione aquileia)

Francesca Favit si è diplomata brillantemente al Conservatorio di Musica A. Steffani di Castelfranco Veneto nella classe di Violoncello della Prof.ssa Teodora Campagnaro. Ha proseguito gli studi di perfezionamento rispettivamente nel repertorio solistico con i Maestri M. Meir, D. Lupu, E. Bronzi, M. Flaksman, M. Rousi, C. Richter, F.M. Ormezowski, M. Polidori e Y. Savary ed in quello cameristico con i Maestri F. Rossi (presso la Scuola Internazionale del Trio di Trieste), il Trio Altenberg (presso la Musikhochschule di Vienna), L. Simoncini, S. Balshem, V. Mendelssohn e con il Quartetto Borodin, B. Giuranna, A. Specchi, B. Baraz (presso i Corsi Internazionali di Perfezionamento musicale a Portogruaro). Nel 2010 ha conseguito il Diploma Solistico all’Accademia di Alto Perfezionamento di Santa Cecilia a Roma nella classe di Violoncello del M° Francesco Strano. Dal 1998 al 2002 ha fatto parte del Quartetto d’Archi “Pezzè” con il quale ha ottenuto diversi riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali: II premio alla rassegna di Trio e Quartetto di Vittorio Veneto (1998), I premio al Concorso internazionale Caffa Righetti di Cortemilia (1998), II premio all’audizione di Musica da Camera Estate Musicale a Portogruaro (1999). Con tale formazione si è esibita in diversi Teatri e Sale concertistiche in Italia e all’estero. Ha suonato in diverse formazioni cameristiche con G.B. Rigon, S. Chiesa, D. Rossi, S. Braconi, V. Mendelssohn, A. Specchi, A. Vinnitski, J. Raclin. In Duo con Pianoforte ha suonato per l’inaugurazione del Giardino Botanico Hortus presso la Chiesa Santa Maria Maggiore di Spello ed ha aperto la Stagione Concertistica 2004 – 2005 dell’Auditorium San Domenico di Foligno. Nella formazione di Duo e Trio con Pianoforte ha ottenuto il II premio al Concorso nazionale Santa Cecilia di Napoli, il I premio al Concorso nazionale I Poggioli di Torre Annunziata e il I premio all’Audizione di musica da camera Estate Musicale a Portogruaro. Si è esibita in diverse stagioni concertistiche. Ha collaborato con l’Orchestra Filarmonica A. Toscanini e l’Orchestra del Teatro Regio di Parma, l’ Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra del Teatro Verdi di Trieste, l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, esibendosi in importanti teatri italiani ed esteri sotto la direzione di illustri Maestri quali R. Muti, L. Maazel, Z. Mehta, V. e M. Jurowski, R. Abbado, Lu Jia, Y. Levi, B. Bartoletti, M.W. Chung, K. Ono, M. Plasson, J. Webb, Y. Temirkanov, J. Valchua D. Kitajenko A. Fisch, P.Inkinen e S.Denève. Suona con l’Anahit Ensemble proponendo un percorso singolare alla scoperta della cultura armena attraverso i testi di Sonya Orfalian e musiche del compositore Komitas. In occasione della giornata in ricordo del Genocidio del popolo armeno, l’ensemble ha eseguito musiche dal vivo all’interno del melologo “L’eclisse” nella serata trasmessa in diretta su Radio3. È fondatrice, insieme al bandoneonista Massimiliano Pitocco, degli Strings&bottons che si sono esibiti al Teatro Massimo di Pescara per la stagione concertistica della Società del Teatro e della Musica. Ha inciso La Serva Padrona di G.B. Pergolesi (a parti reali) e Arie d’Opera con l’Ensemble Le Pleiadi (flauto, soprano, arpa e violoncello), per la casa discografica Tactus; per la casa discografica Decca invece ha inciso l’Omaggio a B. Gigli con l’Orchestra del Teatro Regio di Parma e il tenore F. Armiliato. È docente di violoncello e musica da camera al Liceo XXV Aprile di Portogruaro.

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Il flautista Tommaso Dionis (foto fondazione aquileia)

Tommaso Dionis ha studiato flauto al Conservatorio di musica G. Tartini di Trieste con i prof. Giorgio Blasco e Giuseppina Mascheretti, diplomandosi con il massimo dei voti e la lode nel 2013. Si è specializzato in seguito con flautisti di fama internazionale come Giampaolo Pretto, Marco Zoni e Janos Balint. Ha intrapreso una florida attività concertistica ricoprendo il ruolo di flautista presso orchestre di grande rilievo come l’Orchestra Filarmonica della Scala di Milano, Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta e selezionata dal Maestro Ricardo Muti, FVG Mitteleuropa Orchestra e l’Orchestra Virtuosi Brunensis, esibendosi in importanti teatri italiani ed esteri. Parallelamente all’attività flautistica si è dedicato allo studio della direzione d’orchestra diplomandosi nel conservatorio di Trieste con il M. Antonino Fogliani. Si è specializzato nella prestigiosa Accademia Chigiana di Siena con i maestri Daniele Gatti e Gianluigi Gelmetti. È stato assistente di direttori come Antonino Fogliani, Donato Renzetti e Daniele Gatti ed il suo percorso musicale l’ha visto impegnato come direttore con l’orchestra e il coro della Fondazione lirica del Teatro Verdi di Trieste, l’Orchestra della Fondazione I Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra Giovanile Italiana, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, l’orchestra Virtuosi Brunensis e l’orchestra della Fondazione Bulgaria Classic. Più volte ha collaborato con l’autorevole festival rossiniano Rossini in Wildbad Belcanto Opera Festival come assistente musicale collaborando all’incisione per NAXSOS di importanti pagine musicali. Già docete di flauto al Liceo musicale di Portogruaro, attualmente ricopre il ruolo di docente al Conservatorio G.P da Palestrina di Cagliari.

Roma. Riapre al pubblico l’Area Sacra di Largo Argentina, teatro dell’omicidio di Giulio Cesare. Grazie ai lavori ultimati il sito è ora accessibile a tutti, e permette di leggerne le fasi dall’età repubblicana al Medioevo

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Panoramica dell’Area sacra di Largo Argentina a Roma (foto roma capitale)

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L’ingresso all’Area sacra di Largo Argentina a Roma (foto roma capitale)

20 giugno 2023, ore 9.30: riapre al pubblico l’Area Sacra di Largo Argentina, dove si è consumato uno degli omicidi più famosi della storia, l’uccisione di Giulio Cesare. Ma che racconta molto di più. Sono stati infatti ultimati i lavori che ora consentono la piena fruibilità di una delle più affascinanti aree archeologiche del centro storico di Roma. La storia millenaria dell’Area Sacra di Largo Argentina, dal 20 giugno 2023, si offre dunque al pubblico con un nuovo percorso che per la prima volta consente di accedere al sito e visitarlo in modo sistematico, leggendone le fasi di vita dall’età repubblicana attraverso l’epoca imperiale e medievale, fino alla riscoperta avvenuta nel secolo scorso con le demolizioni degli anni Venti. I lavori, condotti sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, sono stati resi possibili grazie a un atto di mecenatismo da parte della Maison Bulgari. La maestosità dei resti dei templi dell’Area Sacra si può ora cogliere a distanza ravvicinata, apprezzandone i dettagli, le fasi costruttive e i materiali, camminando allo stesso livello di strutture che per decenni cittadini e turisti hanno osservato dal piano stradale.

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Spazi sotto del piano stradale di via di San Nicola de’ Cesarini a Largo Argentina a Roma: testa di statua colossale di divinità femminile forse Feronia (foto roma capitale)

“Siamo orgogliosi di aver contribuito a rendere finalmente fruibile ai cittadini e ai turisti questo gioiello archeologico e architettonico, preziosa testimonianza dell’affascinante sovrapposizione di epoche e stili che rende la Città Eterna unica al mondo”, commenta Jean-Christophe Babin, amministratore delegato del Gruppo Bulgari. “Un progetto che ci ha consentito di onorare, ancora una volta, il profondo legame che abbiamo con Roma, da sempre inesauribile fonte di ispirazione e crocevia millenario di arti, culture e tradizioni. Nell’Area Sacra si percepisce il respiro della Storia. Queste maestose vestigia – che da oggi potremo ammirare da vicino – raccontano la grandezza di un impero che ha forgiato la nostra civiltà”. E il sovrintendente Claudio Parisi Presicce: “Il prezioso lavoro dei tecnici dalla Sovrintendenza – dichiara – ha restituito alla città un’area importantissima, consentendo a tutti di ammirare uno spaccato di storia di oltre due millenni: dalla Roma repubblicana a quella degli imperatori, dal riutilizzo delle strutture come dimore di famiglie aristocratiche, chiese e monasteri fino alle demolizioni degli anni Venti del ‘900. Lo splendido risultato che si può ammirare da oggi è stato possibile grazie a una proficua collaborazione tra pubblico e privato per il quale voglio ringraziare il Gruppo Bulgari”. Chiude Miguel Gotor, assessore alla Cultura di Roma Capitale: “Uno dei luoghi più belli e preziosi di Roma, grazie a questo intervento frutto di un importante atto di mecenatismo del Gruppo Bulgari che ringrazio, è finalmente fruibile appieno da parte dei cittadini romani e dei turisti, i quali da ora in avanti potranno vedere da vicino meravigliosi reperti archeologici di varie epoche della storia della nostra città”.

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Le nuove passerelle prive di barriere architettoniche nell’Area sacra di Largo Argentina a Roma (foto roma capitale)

I lavori sono stati realizzati ponendo attenzione ai criteri che hanno consentito di rendere il sito facilmente accessibile a tutti. Da via di San Nicola de’ Cesarini il visitatore ha la possibilità di scendere e visitare l’area archeologica grazie a un percorso su passerella completamente privo di barriere architettoniche. Una piattaforma elevatrice consente l’accesso alle persone con mobilità ridotta, mentre all’interno sono stati eliminati tutti i dislivelli e salti di quota, rendendo agevole la visita anche in sedia a rotelle o con passeggini. Elemento di grande novità sono le due aree espositive nel portico della medioevale Torre del Papito e nei locali al di sotto del piano stradale di via di San Nicola de’ Cesarini. Gli spazi sono stati allestiti con una selezione dei numerosi reperti provenienti dagli scavi e dalle demolizioni del secolo scorso, tra cui frammenti di epigrafi, sarcofagi, decorazioni architettoniche e due teste di statue colossali appartenenti a divinità venerate nell’area. Per raccontare al meglio la storia del sito e delle trasformazioni avvenute nel corso dei secoli, l’intero percorso di visita è dotato di una serie di pannelli illustrativi con testi in italiano e in inglese e di un ricco corredo fotografico. Per le persone ipovedenti e non vedenti sono stati realizzati due grandi pannelli tattili, in italiano, inglese e braille con le indicazioni dell’intero complesso e dei singoli monumenti e con la lettura tattile di due reperti scansionati in 3D – un frammento di lastra con uccellino che becca un frutto e la testa colossale di statua di culto femminile. È stata realizzata una nuova illuminazione su tutta la passerella e gli espositori situati nello spazio museale, mentre a livello stradale è stato illuminato il portico della Torre del Papito.

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Area sacra di Largo Argentina a Roma: per le persone ipovedenti e non vedenti sono stati realizzati due grandi pannelli tattili, in italiano, inglese e braille (foto roma capitale)

Area Sacra di Largo Argentina. Ingresso via di San Nicola De’ Cesarini (di fronte al civico 10). Biglietteria e libreria presso la Torre del Papito piazza dei Calcarari snc, Roma. Orari: martedì-domenica, 9.30-19 (ora legale), 9.30-16 (ora solare); ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Prevendita obbligatoria  www.sovraintendenzaroma.it (max 5 biglietti per volta)Possessori MIC CARD in corso di validità – ingresso libero. Aventi diritto alla gratuità (disabili, minori, etc.) – ritiro dei biglietti presso la biglietteria. Tariffe: intero non residente, 5 euro; ridotto non residente, 4 euro; intero residente, 4 euro; ridotto residente, 3 euro; prevendita, 1 euro. Gratuito per le categorie aventi diritto. Ingresso contingentato ogni 20 minuti. Informazioni e prenotazioni gruppi/scuole: call center 060608 (tutti i giorni, 9-19). Durata della visita: 45 minuti circa. Note: l’area archeologica è accessibile a tutti. Non sono presenti servizi igienici. 

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Veduta aerea dell’Area sacra di Largo Argentina a Roma (foto roma capitale)

Cenni storici. Tra il 1926 e il 1929 i lavori di demolizione del quartiere compreso tra via del Teatro Argentina, via Florida, via S. Nicola de’ Cesarini e corso Vittorio Emanuele II per la costruzione di nuovi edifici, riportarono alla luce una vasta piazza lastricata su cui sorgono quattro templi, comunemente indicati con le prime quattro lettere dell’alfabeto in assenza di identificazione certa: il tempio C (inizi III sec. a.C.), dedicato probabilmente a Feronia; il tempio A (metà III sec. a.C.) in onore di Giuturna; il tempio D (inizi II sec. a.C.), dedicato alle Ninfe o ai Lari Permarini; e il tempio B (fine II sec. a.C.), dedicato alla Fortuna huiusce diei. Alla metà del I sec. a.C. si data il complesso dei Portici di Pompeo, adiacente all’area sacra, nella cui Curia (di cui è ancora visibile il basamento in tufo alle spalle dei templi B e C) ebbe luogo l’assassinio di Giulio Cesare. L’incendio dell’80 d.C. che devastò gran parte del Campo Marzio portò a una profonda trasformazione dell’area sotto l’imperatore Domiziano, con la realizzazione di una nuova pavimentazione in lastre di travertino, ancora visibile, e la ricostruzione degli alzati dei templi. Con il V secolo ha inizio il processo di abbandono e trasformazione degli edifici. Si ipotizza che l’area venne occupata da un complesso monastico, mentre successivamente, tra l’VIII e il IX secolo, vennero realizzate strutture forse pertinenti a case aristocratiche. Sempre al IX secolo appartengono anche le prime testimonianze dell’impianto di una chiesa all’interno del tempio A, che nel 1132 fu dedicata a San Nicola, con la denominazione prima de’ Calcarario e poi de’ Cesarini. In età barocca sulla chiesa medievale si impostò un nuovo edificio sacro, distrutto completamente durante le demolizioni del Governatorato.

Napoli. Al primo Digital day al museo Archeologico nazionale presentati 26 progetti digitali: Videogames, Tour Virtuali, App, video istallazioni e ricostruzioni 3D, il lancio della pagina sketchfab.com. Ecco alcune importanti novità e anticipazioni

napoli_mann_digital-day_presentazione_locandinaVideogames, Tour Virtuali, App, video istallazioni e ricostruzioni 3D, il lancio della pagina sketchfab.com

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Logo del MANN VRm il Mann Virtual Visit del museo Archeologico nazionale di Napoli

che si aggiunge agli altri social del Mann: l’archeologia non è mai stata così contemporanea. Nel suo primo Digital day, lunedì 19 giugno 2023, dalle 10 alle 17.30, aperto ai visitatori e agli appassionati di tecnologia, il museo Archeologico nazionale di Napoli ha presentato 26 progetti digitali per la valorizzazione realizzati grazie ai fondi PON Cultura e Sviluppo, tra i quali alcune importanti novità ed anticipazioni. “Dal 2015”, spiega il direttore del Mann, Paolo Giulierini, “abbiamo correttamente impiegato tutti i fondi destinati al digitale, per la valorizzazione e per la catalogazione: 4 milioni e 700mila euro circa, di cui 800mila già spesi e due tranches di 2 milioni e 500mila e 1 milione e 500mila spesi al 60% e destinati a progetti tutti già contrattualizzati. Sicuramente l’emergenza coronavirus ha dato una accelerazione alla digitalizzazione anche nel settore dei Beni Culturali, ma non avremmo potuto conseguire certi risultati se non fossimo partiti ben prima con la programmazione, puntando subito su linguaggi vicini ai più giovani, dai videogiochi ai fumetti, coinvolgendo Università e ricercatori. Per raccontare a tutti questa nostra ‘rivoluzione digitale’ abbiamo scelto una formula campus, ovvero presentazioni in Auditorium, con la possibilità per il pubblico di incontrare gli esperti, e attività di svago e relax nel giardino della Vanella, con l’invito a connettersi per scoprire la nostra offerta digitale, giocare e visitare le sale del Museo”. E il prof. Ludovico Solima (università della Campania Luigi Vanvitelli), coordinatore delle linee guida della digitalizzazione nel Piano Strategico del museo Archeologico nazionale di Napoli: “Il Mann è uno dei pochi musei al mondo che ha introdotto il tema delle strategie digitali all’interno della propria programmazione pluriennale, con la presentazione del secondo piano strategico nel 2020. È importante sottolineare che tutti i progetti annunciati sono stati realizzati o sono in corso di completamento. Alcuni di questi sono particolarmente innovativi, perché si collocano sulla frontiera della tecnologia. Come già accaduto in passato il MANN di Paolo Giulierini è stato un apripista, anche sul tema del digitale, dimostrando coraggio e capacità di visione”.

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La piattaforma VRMANN, app del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Ecco le novità assolute presentate in anteprima: VR MANN è la piattaforma di navigazione per la visita virtuale del museo da remoto, illustrata da Francesco Gabellone (Technè. Servizi per comunicazione museale). Nella visita virtuale funzionalità avanzate permettono la fruizione ad altissima risoluzione delle sale (12K), la visione stereoscopica, sistemi multilingua e un tour assistito da una guida reale remota (“live-guided tour”) per gruppi di visitatori che potranno connettersi contemporaneamente sul web. La piattaforma è disponibile come WebApp, sia on-line che off-line, è compatibile con qualsiasi device e sistema operativo ed è integrata con schede di approfondimento, filmati, supporto LIS e modelli 3D interattivi.

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Il direttore del Mann, Paolo Giulierini (primo accosciato a sinistra), con il gruppo dell’app Greenbike (foto mann)

APP “GREENBIKE MANN EST-OVEST: dall’arte al mare”. Segue la vocazione verde del museo la nuova APP, che ha la funzione di accompagnare l’utente alla scoperta della città metropolitana e delle bellezze del suo territorio attraverso il cicloturismo. Un progetto sostenibile che mette insieme paesaggio, storia, arte, archeologia, antropologia, curato da Paolo Giulierini, Daniela Savy, Riccardo Motti, Marialucia Giacco, Francesca Scamardella, Luca Simeone, Ludovica Lanzuise (Procida). Tutti gli itinerari prendono il via dal Mann (che ha appena inaugurato l’area bike esterna con rastrelliere, ricariche per bici elettriche e una fontanella) e Bicycle house nella Galleria Principe (afferente alla rete ExtraMann, progettata dall’Università Federico II nel quadro di OBVIA per il Mann). NAPOLI OVEST / Teatro Bellini, CSI Gaiola Pausyllipon, Chiesa di San Gennaro Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, Serapeum, Tempio di Apollo lago d’Averno, Terme di Baia, Casina Vanvitelliana, Lago Miseno, Piscina Mirabile, Castello Aragonese, Museo archeologico di Baia. A questo itinerario è collegato quello di Procida, che si può raggiungere via mare da Pozzuoli. NAPOLI PROCIDA / Marina grande, Palazzo Merlato, i limoneti, il faro, il cottimo, Torre Aragonese in contrada Pozzovecchio, spiaggia del postino, la Parula, isolotto di Vivara, belvedere Centane, la casa di Graziella, Marina di Corricella, piazza dei Martiri, Santa Margherita nuova, Palazzo d’Avalos, Abbazia di san Michele. NAPOLI EST / Circumvesuviana, San Giovanni a Teduccio Polo UNINA, Pietrarsa, MAAV Museo del vino, Portici Reggia MUSA e Orto Botanico, Villa Campolieto, Ercolano. MANN E IL MARE / Acquedotto del Serino, Necropoli ellenistica, Pietrasanta, Chiesa dell’arte della Seta, Chiesa di San Pietro Martire, Porto Immacolatella, sito archeologico piazza Municipio, metro dell’arte, Palazzo Reale, Molo San Vincenzo. L’applicazione è disponibile sia per iOS che Android. L’app comprende svariate funzionalità, in italiano e in inglese, tra le quali sezioni dedicate alla descrizione degli itinerari (divisi per singoli punti di interesse) con collegamento a immagini di opere d’arte del MANN; geolocalizzazione dell’utente e dei siti; possibilità di filtrare il tipo di percorso; indicazione dei livelli di difficoltà dell’itinerario; linea grafica Kids. Il progetto di comunicazione comprende anche un video. L’App, realizzata da SPICI con il contributo di Hack The Duck, è stata illustrata da Mariangela Contursi (Dg SPICI).

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Locandina di Manncraft: il museo Archeologico nazionale nell’universo di Minecraft (foto mann)

MANNCRAFT. Il museo Archeologico nazionale di Napoli è tra i primi musei al mondo ad approdare all’universo di Minecraft (il celebre video gioco “sandbox” prodotto da Mojang e distribuito da Microsoft, capace di coinvolgere oltre 140 milioni di utenti attivi al mese). Per “sandbox” si intende un tipo di videogame che mette numerosi strumenti a disposizione dei giocatori, senza imporre un particolare obiettivo da raggiungere, lasciando loro la possibilità di inventare e modificare il gioco. Minecraft offre quindi ai suoi utenti (target 8-20 anni) piena libertà di invenzione e creazione. Non sorprende che sia stato adottato come strumento educativo da migliaia di scuole nel mondo, utile per avvicinare gli studenti all’apprendimento di varie discipline. Col tempo Minecraft è diventato un vero e proprio ecosistema, aperto ad iniziative di costruttori di mappe e creatori di contenuti. Il Mann approda a Minecraft in grande stile grazie ad una riproduzione in scala 1 a 1 dell’edificio principale e delle sue sale. Al suo interno, trova collocazione una selezione delle più celebri opere del Museo, riprodotte con lo stile a cubetti tipico di Minecraft. Il giocatore può interagire con le opere, ricavando le informazioni principali sulla loro storia, oppure esplorare la mappa dialogando con personaggi che non giocano, in grado di fornire ulteriori informazioni e aneddoti. Il gioco è disponibile da oggi e a fine giugno avrà un sito dedicato.

Fuga dal Museo è il titolo, ancora provvisorio, del nuovo gioco per dispositivi vocali Echo, che sarà distribuito a settembre sullo store digitale di Amazon. Si tratterà, a tutti gli effetti, di un escape game che richiederà all’utente di completare un percorso, le cui tappe saranno caratterizzate da porte da aprire e meccanismi da attivare. Grazie all’utilizzo della voce, il giocatore entrerà “virtualmente” all’interno delle sale del museo Archeologico nazionale di Napoli e diventerà protagonista di una misteriosa avventura, che gli richiederà di risolvere una serie di enigmi e di conoscere celebri personaggi storici legati alla storia del Museo. Interagendo con i dispositivi vocali Amazon Echo sarà possibile, molto facilmente, anche compiere azioni apparentemente complesse, come muoversi tra le sale, osservare oggetti posti in alto o in basso, aprire porte, azionare meccanismi, raccogliere indizi e tanto altro ancora. Fuga al Museo offrirà un’esperienza immersiva, in cui la curata componente sonora ricreerà un’atmosfera ricca di fascino e di mistero. Il progetto è presentato da Fabio Viola (Mobile idea srl).

Plastico di Pompei: Pompei e il MANN, la nuova video installazione. Opera del videoartista Pietro Galifi della Bagliva, prodotta da IMAGO MUSE, sarà collocata nella sala del Plastico di Fiorelli (attualmente in fase di montaggio). Sei monitor di differenti dimensioni illustreranno in loop la corrispondenza tra il plastico ricostruttivo e la città antica di Pompei. Un’intricata rete di relazioni che si arricchisce degli oggetti rinvenuti e conservati nelle collezioni del Museo.

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Rielaborazione 3D del Toro Farnese conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Ecco gli altri progetti presentati nel corso della giornata, divisi per tematiche. ARCHEOLOGIA IN 3D: Digitalizzazione, modellazione e ricostruzione 3D di reperti della sezione Egizia del MANN, presentato da Davide Maria Calandra (DMC S.R.L.). Digitalizzazione e realizzazione con tecnologia 3D in metallo e polimeri del Toro Farnese, presentato da Alessandro Manzo. Il risultato è, per la prima volta, una riproduzione assolutamente fedele dell’opera, che potrà essere osservata da prospettive diverse e, toccata senza rischi per l’originale.

napoli_mann_mannapp_locandinaLE APP. MANNapp, presentata da Gianluigi De Lucia di Artware, da due mesi è la app gratuita riservata ai visitatori del museo. “ArtWareCaronte” è scaricabile gratuitamente inquadrando un QR Code o attraverso app-store. I contenuti audiovisivi, anche inediti, sono nel segno dell’inclusività. Tra le novità anche la possibilità per i visitatori di interagire commentando in tempo reale. Ulteriore elemento di innovazione è rappresentato da Archimede, la Web App dedicata alla visualizzazione dei dati sui visitatori mediante modelli di Data Science e Machine Learning. APP extraMANN: l’app di mappatura collaborativa che promuove il protagonismo attivo delle persone nel racconto dei siti extraMANN e del patrimonio culturale della città di Napoli, illustrata da Ilaria Vitellio di Cityopensource coinvolge gli oltre 40 siti della rete Obvia-ExtraMANN.  

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Il direttore del Mann, Paolo Giulierini, gioca col videogioco “Father and son 2” (foto mario laporta / Kontrolab)

GAMING. Father and son 2 – Sequel di Father & Son, il primo videogame prodotto da un museo archeologico, è stato illustrato da Fabio Viola (Associazione culturale TUO Museo). Se nel primo episodio, l’utente era proiettato dall’Antico Egitto alla Napoli borbonica del Settecento, passando attraverso l’eruzione del Vesuvio vista da Pompei nel 79 d.C., nel secondo si può incontrare Cleopatra e Marco Antonio, in navigazione attraverso il Mediterraneo nel I secolo a.C. Arrivando in epoche più recenti, ci ritroviamo nel 1844 in compagnia di Charles Dickens durante la sua visita agli scavi di Ercolano e poi catapultati nella Napoli della Seconda guerra mondiale. Il videogame è stato recentemente segnalato con menzione speciale al Premio Gianluca Spina. Supervisore del progetto è il Prof. Ludovico Solima (Università della Campania L.Vanvitelli). “Project Ulisse – Le donne dell’Odissea come non sono mai state raccontate” è il titolo del videogioco i cui contenuti sono stati anticipati da Matilde Finarelli e Siro Toracchio di 20tab. Al centro della narrazione la storia di Ulisse e delle figure femminili che incontra nel suo percorso, cambiandolo per sempre. Un’avventura interattiva che farà riflettere sul ruolo della donna, in un contesto tanto antico quanto eccezionalmente attuale.

ACCESSIBILITÀ. I Capolavori del MANN – Raccontati dal Responsabile scientifico, prof. Alessandra Pagliano (università Federico II di Napoli, dipartimento di Architettura), sono circa 35 video dedicati alle principali collezioni del MANN. Attraverso la combinazione di grafica, animazione, suoni e racconto, forniscono accattivanti spiegazioni per varie tipologie di fruitori, articolate in quattro percorsi narrativi: SuperMANN, GigaMANN, UltraMANN e VirtualMANN. I contenuti sono stati elaborati tenendo conto delle necessità del pubblico con disturbo dello spettro autistico. GENS – Intrighi di famiglia è il nuovo format narrativo illustrato dalla prof. Alessandra Cirafici – (DADI Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli), fruibile nella App del Mann. La cifra innovativa della proposta è rappresentata sia dal linguaggio che dal ritmo narrativo adottato, assai prossimi alle strategie delle webseries.  

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Ricostruzione digitale della Quadriga di Ercolano nella sezione Campania romana al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

PRODOTTI DIGITALI PER ALLESTIMENTI PERMANENTI E MOSTRE. Campania Romana – Studio e video-ricostruzione della Quadriga di Ercolano. La proposta ricostruttiva digitale si fonda sull’integrazione di tutte le informazioni offerte dalla documentazione iconografica antica, dalle fonti storiche e d’archivio e dalle evidenze archeologiche. La sua verifica attraverso le tecniche del restauro digitale ha permesso di riconsegnare agli studiosi e al pubblico un monumento ancora lacunoso, ma ora sicuramente molto più leggibile e fruibile nei suoi aspetti tecnici, artistici, figurativi, storici. Sono intervenuti Stefania Pafumi (CNR-Istituto di Studi sul Mediterraneo, Napoli), Francesco Gabellone (CNR-Istituto Nanotec, Lecce), Fabiana Cerasa (Dottorato in Scienze per il Patrimonio e la Produzione Culturale, Università di Catania). Video ricostruttivo della decorazione pittorica dell’Anfiteatro di Pompei, realizzato per la mostra “Gladiatori” da Paolo Saracini – Altair Multimedia srl. “Progettazione, allestimento digitale e multimediale del Plastico del MANN” è il progetto illustrato da Mario Grimaldi.

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L’ipogeo dei Cristallini, com’è e com’era, nella sezione Napoli greco-romana al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Sezione Napoli greco-romana – Ipogeo dei Cristallini. Presentazione del rilievo architettonico con tecnologia laser-scanner dell’Ipogeo dei Cristallini di Federico Capriuoli (ACAS 3D) e illustrazione dello Studio ricostruttivo e VR Virtual reality App dell’Ipogeo dei Cristallini, con interventi di Raffaella Bosso (Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per il Comune di Napoli), Carlo Rescigno (università della Campania L. Vanvitelli – Scuola Superiore Meridionale), Francesco Gabellone. Lo studio ricostruttivo si inquadra nella più ampia finalità della conoscenza, valorizzazione e fruizione dei contesti delle necropoli magnogreca di Neapolis. L’obiettivo è quello di proporre forme di rappresentazione e metodi di comunicazione innovativi, che possano rivolgersi al grande pubblico, ma all’interno di un percorso rigoroso di ricerca. Il MANN dedicherà prossimamente un approfondimento sull’ipogeo dei Cristallini.

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BAIAExperience al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Sezione Mediterraneo antico – BAIAExperience. Viaggio virtuale nelle Terme sommerse di Baia. Con la tecnica della “fotografia VR” (Realtà Virtuale), è stato realizzato un video VR a 360° a partire da singole istantanee in qualità 4K collocate in punti selezionati lungo l’itinerario. La visita, della durata di circa venti minuti, si completa con un’audio descrizione in italiano e in inglese. Intervento di Nicolai Lombardo (associazione BAIAExperience).

La giornata si è chiusa con la proiezione dei video realizzati per importanti mostre, partendo da “Lucy. Sogno di un’evoluzione” e “Moebius. Alla ricerca del tempo,” realizzate in collaborazione con Comicon. Per la mostra Gladiatori sono stati illustrati il Totem Interattivo Multi-touch per la fruizione di modelli 3D (Davide Maria Calandra – DMC srl) e i Video ricostruttivi realizzati dal regista Aldo Zappalà (The Village doc&films), infine il progetto Slidedoor (Paolo Maria Chiarolanza – Intraluoghi) che ha messo in comunicazione l’atrio del MANN con il Colosseo. Contributo finale, le immagini del film “Agalma” di Doriana Monaco (voci di Sonia Bergamasco e Fabrizio Giufuni) che ha partecipato alla Mostra del Cinema di Venezia – Giornate degli Autori nel 2020 ed è ambasciatore nel mondo della ‘vita segreta del museo’: intervento della produttrice Antonella di Nocera – Parallelo 41.

Lamezia Terme (Cz). In biblioteca torna la rassegna “All’Ombra dell’Abbazia”, con la presentazione del volume “Temesa. Il mito e la storia” di Maurizio Cannatà (Rubettino Editore) alla conoscenza delle fasi più antiche del popolamento della fascia tirrenica centrale della Calabria

lamezia_biblioteca_all-ombra-dell-abbazia_libro-temesa-il-mito-e-la-storia_cannata_presentazione_locandinaRitorna la rassegna “All’Ombra dell’Abbazia”, con la presentazione del libro “Temesa. Il mito e la storia” di Maurizio Cannatà (Rubettino Editore). Appuntamento lunedì 19 giugno 2023, alle 17.30, nella biblioteca comunale di Lamezia Terme (Cz). Dialogano con Maurizio Cannatà, autore del libro “Temesa. Il mito e la storia”, Giovanna de Sensi Sestito, dell’università della Calabria; Fabrizio Mollo, dell’università di Messina; Florindo Rubettino, editore. Modera Giorgia Gargano, assessore alla Cultura. Un libro che ci trasporterà nelle fasi più antiche del popolamento della fascia tirrenica centrale della Calabria, tra miti trasformati in storia dall’archeologia e recenti scoperte archeologiche che hanno ridefinito le conoscenze dell’area tra l’Oliva e il Savuto dall’età greca arcaica all’inizio della tarda antichità.

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Copertina del libro “Temesa. Il mito e la storia” di Maurizio Cannatà (Rubettino editore)

Temesa. Il mito e la storia. Con il polionimo Temesa (latino Tempsa) gli antichi hanno identificato un centro ubicato lungo la fascia costiera tirrenica della Calabria, tra Clampetia e Hipponion, dapprima emporion internazionale di scambio di metalli (VIII sec. a.C.), poi centro indigeno posto sotto il controllo delle poleis greche, Sibari prima e Crotone poi (VI-V sec. a.C.), ancora oppidum italico (IV-III sec. a.C.) e colonia civium Romanorum (II-I sec. a.C.), statio lungo la principale viabilità imperiale (I-IV sec. d.C.) e infine una delle più antiche sedi vescovili di tutta l’Italia meridionale (VI-VII sec. d.C.). Vent’anni di studi e ricerche hanno consentito di riconoscere Temesa in un complesso sistema insediativo ubicato tra i corsi terminali dei fiumi Oliva e Savuto, dove sono concentrate numerose testimonianze materiali che coprono, nel loro complesso, l’intera storia del centro antico. Non un unico sito pluristratificato quindi, bensì una pluralità di evidenze, che riassumono quanto noi sappiamo su Temesa da parte delle fonti letterarie. Attraverso la rilettura dei vecchi dati, della cartografia, delle foto aeree, di nuovi scavi e ricognizioni, questo lavoro colma per la prima volta il gap esistente tra l’eccezionale corpus di fonti letterarie relative alla città e i dati archeologici a essa riferibili, fornendo una lettura organica di tutte le fasi di occupazione del suo territorio, dalla protostoria alla tarda antichità.

Adria. Al museo Archeologico nazionale per le Gea 2023 l’occasione per scoprire le mansiones romane e la danza antica. Cosa offre il museo tutti i giorni

adria_archeologico_gea-2023_danze-antiche_locandinaAlla scoperta delle mansiones romane e della danza antica al museo Archeologico di Adria. In occasione delle Giornate europee dell’Archeologia e come evento conclusivo del progetto di valorizzazione degli scavi di San Basilio, il museo Archeologico Nazionale di Adria e il @gavdanzeantiche Gruppo Danze Antiche di Villadose offrono uno speciale appuntamento con la storia. Alle 17 di domenica 18 giugno 2023, la direttrice Alberta Facchi guiderà il pubblico alla scoperta della sezione del Museo dedicata alle mansiones di età romana. Seguirà la performance del Gruppo Danze Antiche di Villadose, coordinato dalla maestra Silvia Bellinello. Le giovani danzatrici, che si esibiscono nei più importanti festival storici europei, offriranno uno spettacolo di danze antiche e orientali nella splendida cornice del Pubblico Giardino, il parco alberato del Museo di Adria. Prenotazioni e info: 0426 21612; drm-ven.museoadria@cultura.gov.it.

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Cratere a figure rosse con anse a volute raffigurante una Nike (Vittoria) in volo: particolare della testa della Nike con i boccoli in sovradipintura, il diadema coronato legato sulla nuca, l’orecchino semilunato. Dalla tomba 436 VT da Spina esposta al MAN Adria in prestito di scambio dal MAN di Ferrara (foto drm-er)

Agli appassionati di storia o ai semplici curiosi e alle famiglie che vorranno celebrare l’archeologia tutti gli altri giorni, la direzione dell’Archeologico ricorda cosa si può trovare al museo Archeologico nazionale di Adria: le novità del 2023, tra cui il corredo di una intera tomba da Spina in prestito di scambio dal MAN di Ferrara, la nuova vetrina dell’età del bronzo, il reperto del mese e l’apparato didascalico tradotto in inglese; ii giochi per visitare il museo con i bambini: la caccia al tesoro “Scopri il tuo Museo” e l’ArcheGiochi nel parco alberato; il Museo per tutti: il museo di Adria è totalmente percorribile con le carrozzine; la nuova guida del Museo: il catalogo a stampa con foto e disegni in lingua italiana e inglese stampato in collaborazione con BancAdria, acquistabile presso la biglietteria; il MuseumPass, l’abbonamento al Museo con il quale al prezzo di 12 euro si può entrare in museo illimitatamente per un intero anno; e molto, molto di più: 3500 reperti, allestiti in 1440 mq di esposizione, pronti a raccontare le mille storie dell’Archeologia della città etrusca di Adria e del Basso Polesine.

Ansedonia (Orbetello). C’è “Una COSA da scoprire”: visite guidate e conferenze al museo Archeologico nazionale e Antica Città di Cosa con l’università di Firenze per le Gea 2023

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Panorama mozzafiato sulla costa toscana dall’antica città di Cosa ad Ansedonia (Orbetello, Argentario) (foto unifi/drm-toscana)

C’è “Una COSA da scoprire”. In occasione delle Giornate europee dell’Archeologia (GEA) il museo Archeologico nazionale e Antica Città di Cosa e l’università di Firenze organizzeranno visite guidate e conferenze gratuite nella città romana di Cosa a Ansedonia (Orbetello) sull’Argentario. Gli studenti fiorentini accompagnano i visitatori in una passeggiata alla scoperta del sito archeologico da cui si può godere di un incantevole panorama sugli antichi templi della città e sulla costa toscana. Appuntamento dunque al museo Archeologico nazionale e Antica Città di Cosa domenica 18 giugni 2023: alle 11.00, visita guidata a cura dell’università di Firenze; 12.30, “Ricerche in corso. Cosa e i suoi materiali: produzioni locali e contatti mediterranei”, interviene Martina Rodinò (università di Firenze); 15.30, visita guidata a cura dell’Università di Firenze; 17, “Le attività di scavo dell’Università di Firenze a Cosa. L’Edificio P e i suoi intonaci dipinti”, intervengono Ilaria Romeo (direttrice degli scavi dell’università di Firenze a Cosa) e Anna Maria Nardon (università di Firenze). Ingresso al Museo: 2 euro (intero). L’ingresso all’area archeologica è sempre gratuito. Per info e prenotazioni: tel.: +39 0564 881421, cell.: +39 335 1471086, e-mail: drm-tos.museocosa@cultura.gov.it.

Giornate europee dell’Archeologia in Lombardia: gli appuntamenti a Cividate Camuno (Bs), Teglio (So) e Castelseprio (Va)

Giornate-europee-dell-archeologia_2023_logoCon le Giornate europee dell’Archeologia appassionati di storia o semplici curiosi, in famiglia o con la classe, tutti possono venire a scoprire la ricerca e il patrimonio archeologico. La direzione regionale Musei Lombardia partecipa a questa tredicesima edizione delle GEA con una serie di proposte che coinvolgono il museo Archeologico nazionale della Lomellina a Vigevano, le Grotte di Catullo a Sirmione, la Villa Romana a Desenzano del Garda, il parco archeologico di Castelseprio, Palazzo Besta a Teglio, il parco nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, il museo nazionale della Preistoria della Valle Camonica a Capo di Ponte e il museo Archeologico nazionale della Valle Camonica a Cividate Camuno. Ecco gli appuntamenti di domenica 18 giugno 2023: da Cividate Camuno a Teglio a Castelseprio.

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A Cividate Camuno (Bs) il nuovo museo Archeologico nazionale della Valle Camonica (foto drm-lombardia)

Museo Archeologico nazionale della Valle Camonica, Cividate Camuno (Bs), ore 11: “Scritture brevi: ieri e oggi”. Durata: 1 ora e 30 circa. Utenza: pubblico adulto. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Presentazione di alcune schede mobili della collezione epigrafica del Museo realizzate nell’ambito del PCTO (Percorso per le Competenze Trasversali all’Orientamento) dell’a.s. 2021-2022 con gli studenti del Liceo Classico “Camillo Golgi” di Breno. Il progetto, intitolato “Scritture brevi: ieri e oggi”, ha affrontato il tema della comunicazione nel mondo antico e in particolare l’utilizzo nel mondo romano di forme di comunicazione con testi sintetici posti su monumenti pubblici e privati. Ieri come oggi (sui social media, nella pubblicità, etc..) sigle e abbreviazioni codificate sono sempre state usate.

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Una stele esposta all’antiquarium di Palazzo Besta a Teglio (So) (foto drm-lombardia)

Palazzo Besta, Teglio (So), ore 16: “Dal museo al territorio”. Un itinerario dedicato all’esplorazione del patrimonio archeologico diffuso. In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia il museo di Palazzo Besta propone una visita itinerante sull’arte rupestre, accompagnati dall’archeologo Angelo Martinotti e dalla direttrice del museo Giuseppina Di Gangi. Partendo dalle stele e dai frammenti litici incisi conservati all’interno del museo, i visitatori verranno accompagnati ad esplorare uno dei luoghi di ritrovamento. Programma della visita itinerante: “Il sito di Caven: un contesto per le stele di Teglio”. Durata prevista: 2-3 ore. Utenza: adulti e bambini. Difficoltà: media (si consiglia abbigliamento comodo e scarpe da trekking). L’attività è gratuita, previo pagamento del biglietto d’ingresso, prenotazione da effettuarsi all’indirizzo drm-lom.palazzobesta@beniculturali.it. È obbligatorio per i partecipanti essere muniti di mezzo proprio per gli spostamenti, condizione che dovrà essere confermata al momento dell’iscrizione. L’evento fa parte del progetto “La memoria delle rocce. Percorsi di arte rupestre in Valtellina”. Dopo la visita alle stele dell’Antiquarium Tellinum, l’itinerario proseguirà con mezzo proprio verso Caven, una delle prime località in cui furono rinvenute le stele. Il percorso a piedi avrà inizio dalla località Somasassa per raggiungere la grande roccia di Caven, che conserva significative incisioni. L’itinerario guidato consentirà di descrivere direttamente uno dei più rilevanti siti preistorici della Valtellina. Qui, nell’età del Rame (IV-III millennio a.C.), sorgeva un “centro cerimoniale” megalitico con stele figurate e circoli di pietre, dedicato alla venerazione degli antenati. Sulle rocce del vicino sperone, nello stesso periodo venivano incise articolate composizioni geometriche, probabili mappe simboliche del territorio.

Castelseprio, l'Antiquarium, conventino francescano di San Giovanni

Castelseprio, l’Antiquarium: conventino francescano di San Giovanni (foto di Enzo Zardoni, su autorizzazione di Marina De Marchi/ soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia)

Parco archeologico e antiquarium di Castelseprio (Va), ore 10.30 – 16: “Alla scoperta dell’archeologia”. Cosa fa un archeologo? Come funziona uno scavo archeologico? Cosa ci racconta? Durante la giornata risponderemo a tutte queste domande e a molte altre. Insieme allo staff del Parco e alle squadre delle Università che stanno conducendo ricerche a Castelseprio sarà possibile esplorare gli scavi in corso e scoprire gli strumenti e i metodi che permettono agli archeologi di riportare alla luce il nostro passato. Orari passeggiate accompagnate: 10.30, 11.30, 14, 15, 16 (ritrovo all’Info Point). I visitatori più piccoli potranno scoprire insieme allo staff del Parco le misteriose pitture medievali della chiesa di Santa Maria foris portas e avventurarsi con i propri genitori alla scoperta dei segreti dell’antica città di Castelseprio e dei suoi abitanti. Orari visite guidate per famiglie con attività: 11, 15.15, 16.15 (ritrovo all’Info Point). La partecipazione ad entrambe le attività è gratuita. Per tutta la giornata la chiesa di Santa Maria foris portas, l’Antiquarium e l’area archeologica saranno aperti alle visite.  Sarà possibile disporre liberamente dell’area pic nic attrezzata per pranzi e merende al sacco.

Bibione. In occasione delle GEA 2023 visita guidata alla Villa romana di Mutteron dei frati, nell’oasi naturalistica della Valgrande: primo di 5 appuntamenti tra giugno e luglio. Prenotazione obbligatoria

bibione_villa-romana-mutteron-dei-frari_gea-23_locandinaPrimo Archeo Trekking nell’oasi naturalistica della Valgrande, a pochi passi dalla spiaggia di Bibione (Ve) domenica 18 giugno 2023, in occasione delle giornate Europee dell’Archeologia. In tutto sono 5 gli appuntamenti, tra giugno e luglio, che gli archeologi delle università di Regensburg e Padova hanno previsto per presentare il progetto di ricerca e di scavo della Villa romana di Mutteron dei frati, avviato nel 2022, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza, grazie al finanziamento della DFG (Deutsche Forschungsgemeinschaft), l’istituzione più importante di promozione scientifica della Germania. Il sito archeologico della Villa romana di Mutteron dei frati è un unicum nel panorama costiero dell’Alto Adriatico, con strutture preservatesi in elevato anche fino a due metri di altezza perché ricoperte nel tempo dalle sabbie (vedi Bibione. Visita guidata con scavo in corso alla villa romana di Mutteron dei Frati. Progetto di indagine e obiettivi da raggiungere dagli archeologi delle università di Ratisbona (Regensburg) e Padova | archeologiavocidalpassato). Le visite in programma sono aperture straordinarie su prenotazione organizzate con Studio D Archeologia e grazie al supporto della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso, dei proprietari e del gestore della Valgrande. L’auspicio degli organizzatori è che le date proposte siano solo le prime di una lunga serie di appuntamenti e attività sul sito.

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Una fase della seconda campagna di scavo (primavera 2023) alla Villa romana al Mutteron dei frati a Bibione (Ve) (foto bibione antica)

Si inizia dunque domenica 18 giugno 2023, con turni alle 9.30, 11, 14.30 e 16. I turni in partenza alle 11 e 16.30 prevedono la spiegazione anche in lingua inglese. Il ritrovo è al parcheggio del ristorante Havana, via Baseleghe 2, Bibione (VE), 15 minuti prima dell’inizio delle visite. I posti sono limitati e si accede solo su prenotazione. Per prenotare rivolgersi allo IAT di Bibione, via Maja 84, Bibione (VE): +39 0431 444846. L’ingresso è libero per i bambini e ragazzi fino ai 15 anni. Per tutte le altre persone è cortesemente richiesto un contributo volontario di 5 euro. Le altre date: giovedì 22 giugno 2023, alle 14.30 e 16; domenica 25 giugno 2023, alle 9.30, 11, 14.30 e 16; giovedì 29 giugno 2023, alle 14.30 e 16; domenica 2 luglio 2023, alle 9.30, 11, 14.30 e 16.

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Una fase dello scavo archeologico della villa romana marittima di Bibione (Ve) al Mutteron dei Frati (foto Universität Regensburg-Institut für Klassische Archäologie / Dirk Steuernagel)

Quanto grande doveva essere questa dimora all’epoca affacciata sul mare? Chi ci viveva e quali attività si svolgevano in questo luogo? Com’era il paesaggio tutt’intorno? Il complesso aveva un ruolo nei traffici commerciali che interessavano il mare Adriatico e le vie fluviali navigabili? Per rispondere a queste e a molte altre domande gli archeologi hanno iniziato le indagini e raccolto già i primi risultati che aggiungono nuovi tasselli al quadro delle conoscenze. Il desiderio dell’equipe italo-tedesca è quello di condividere fin da subito vecchie e nuove scoperte con la collettività, perché possano essere tutti a conoscenza del valore di questo luogo e partecipi delle ricerche in corso. Finora lo scavo ha interessato una superficie di almeno 60 mq, che è stata indagata e documentata da un’equipe internazionale costituita da 20 archeologi, tra responsabili e studenti afferenti alle università di Regensburg (Germania) e Padova, con la supervisione di Alessandro Asta della soprintendenza. Nelle giornate di visita, in Valgrande si accede accompagnati da giovani archeologi preparati a far rivivere la storia del sito in un breve percorso a tappe, che si sviluppa tra pineta e antiche dune costiere. Sono proprio loro a guidare i partecipanti nella lettura dell’antico paesaggio e dei resti archeologi, nonché a fornire gli elementi per scorgere anche quanto non è più così facilmente percepibile. Le archeo-guide sono a completa disposizione anche per rispondere a domande e curiosità che emergeranno durante la passeggiata: un’esperienza da non perdere nella Bibione di oltre 2000 anni fa.

Este (Pd). Il museo nazionale Atestino con la Proloco propone “Poesia al Museo. Quattro voci in dialogo con l’arte”, performance poetica di letture in versi, con visita alle sale e aperitivo panoramico

este_atestino_poesia-al-museo_locandinaRecarsi al museo con l’intenzione di fare un viaggio visivo e materiale nelle tracce del passato per ritrovarsi attratti ed immersi nella forza evocativa della parola. Questo il fascino di un incontro inusitato al museo nazionale Atestino di Este (Pd) dove, sempre alle 18.30, la Proloco propone “Poesia al Museo. Quattro voci in dialogo con l’arte”, una performance poetica di letture in versi dei noti poeti Roberta Dapunt, Tomaso Pieragnolo, Pasquale Di Palmo, Fabrizio Dall’Aglio, accompagnati dalle note di Danilo Memoli. L’esperienza letteraria si completa con l’aperitivo panoramico e visita al museo Atestino. Evento a pagamento (10 euro) a cura della Pro Loco di Este, con prenotazione obbligatoria: info e prenotazioni: 0429.3635 – info@prolocoeste.it. Introduce il presidente della Proloco Este, Lisa Celeghin; interviene la direttrice dell’Atestino Benedetta Prosdocimi; suono e parola con Nadia Santin. Il primo appuntamento sabato 17 giugno 2023, con Roberta Dapunt e Tomaso Pieragnolo, al pianoforte il maestro Danilo Memoli. Il secondo appuntamento sabato 24 giugno 2023, con Pasquale Di Palmo e Fabrizio Dall’Aglio, al pianoforte il maestro Danilo Memoli.