Napoli. Il ministro Sangiuliano: “Il museo Archeologico nazionale sarà museo di prima fascia, ed epicentro di un progetto culturale che dalla Galleria Principe arriva fino all’Albergo dei Poveri in via Foria”

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Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano con il direttore del Mann Paolo Giulierini nella sala del Toro farnese (foto mann)

Il museo Archeologico nazionale di Napoli sarà museo di prima fascia, come lo sono la Galleria Borghese, la Galleria degli Uffizi, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Museo di Capodimonte, la Pinacoteca di Brera, la Reggia di Caserta. E il parco archeologico del Colosseo, il Museo nazionale Romano e l’area archeologica di Roma e il parco archeologico di Pompei. E sarà un “Grande Mann” che si allarga nella città di Napoli con la “gestione- promozione” della galleria Umberto e nuovi spazi espositivi permanenti nell’Albergo dei Poveri in via Foria. Progetti ambiziosi annunciati dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, alla presentazione della grande mostra “Alessandro e l’Oriente” aperta al museo Archeologico di Napoli dal 29 maggio al 28 agosto 2023.

“Il Mann è diventato un grande museo”, esordisce il ministro Sangiuliano, “anche grazie all’opera del direttore Paolo Giulierini a cui va sempre il mio plauso, senza dimenticare il lavoro di regia del direttore generale Luigi La Rocca, una persona che mi insegna molto e che ho assunto come docente su queste questioni. Il Mann diventerà – adesso ci stiamo lavorando – museo di prima fascia. Io mi domando come mai qualcuno non ci avesse pensato prima. Ma è un museo di prima fascia perché la storia della rappresentazione di quello che è qui dentro ne fa un museo di prima fascia. Questo è uno dei più importanti musei archeologici al mondo se non addirittura forse il più importante al mondo. Mi meraviglio che qualcuno non ci avesse pensato.

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L’allestimento della mostra “Fuga dal museo” di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla nella galleria Principe di Napoli (foto Mann)

“E deve essere anche un luogo epicentro”, spiega il ministro. “In che senso? In queste sere ho ripreso un libro, una lettura che mi ha segnalato una delle consigliere più importanti che ho al ministero, Emma Giammattei (critica letteraria italiana, professore emerito di Letteratura italiana presso l’università Suor Orsola Benincasa di Napoli e docente di Storia della critica presso l’Istituto italiano per gli studi storici fondato da Benedetto Croce, ndr), che voi tutti conoscete, una grande studiosa. E lei mi ha detto: rileggiti le pagine di Anna Maria Ortese sul libro L’Infanta sepolta, dove racconta la Grande Via. Qual è la Grande Via? È via Foria, perché tra la fine del XIX secolo e gli inizia del Novecento questa era una delle vie più importanti della città di Napoli. E allora io concepisco l’espansione del Mann innanzitutto pensando il fatto che il Mann possa prendere la cura e il rilancio della Galleria Principe, che è qui di fronte, una bellissima galleria che è oggettivamente in condizioni di degrado oggi, ma che invece può diventare un luogo di incontro, di cultura per i napoletani e per i tanti turisti che vengono nella nostra città.

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Prospetto dell’Albergo dei Poveri, a Napoli, opera dell’architetto Ferdinando Fuga alla metà del Settecento (foto wikipedia)

“E poi come sapete stiamo lavorando al grande progetto dell’Albergo dei Poveri. E ringrazio la presenza del magnifico rettore della Federico II che con entusiasmo ha abbracciato questo progetto. Perché noi adesso abbiano 148 milioni di euro sull’Albergo dei Poveri: quindi già una somma consistente. Secondo me ce ne vogliono 300 come la grande biblioteca di Francia, però possiamo cominciare a fare. E lì noi immaginiamo di dare uno spazio importante al Mann. Lo abbiamo anche un po’ quantificato. Per esporre quelle collezioni che gli esperti – loro non io – riterranno dovranno essere esposte e trovare un posizionamento stabile. Pensiamo di portare l’università di Napoli Federico II con le sue eccellenze in questo ambito di studi, come l’archeologia, il restauro, che appartengono al DNA degli studi della Federico II. E poi – conclude Sangiuliano – portando lì spazi per i giovani, sale di lettura, biblioteche partecipate, sale multimediali, affinché poi ci sia questa condivisione anche umana dello spazio culturale. E questo appunto guardando la prospettiva della Grande Via con in mezzo poi l’Orto Botanico che è un’altra eccellenza alla quale noi dobbiamo guardare”.

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5 risposte a “Napoli. Il ministro Sangiuliano: “Il museo Archeologico nazionale sarà museo di prima fascia, ed epicentro di un progetto culturale che dalla Galleria Principe arriva fino all’Albergo dei Poveri in via Foria””

  1. Avatar di italinabacciga
    italinabacciga dice :

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  2. Avatar di Angelone luciana
    Angelone luciana dice :

    Tutto stupendo e ammirevole ….ma che dire del totale degrado di p. Cavour e dello stato delle aiuole(!!!!!!!) A ridosso della metro esattamente a 50 m.dal museo???? Possibile tanto abbandono .??…ma il ministro perche’ non va un attimino a piedi ….dov’e’
    ASIA??? Ho fatto varie segnalazioni
    Da mesi non si raccolgono i rifiuti abbandonati …

  3. Avatar di Silvana de Luca
    Silvana de Luca dice :

    Un errore fondamentale: la galleria di cui si parla non è e non può essere la Galleria Umberto, ma, necessariamente la Principe di Napoli, deliziosa struttura decò che fronteggia il Mann.

    • Avatar di graz58
      graz58 dice :

      Gentilissima Silvana, grazie per la preziosa segnalazione. Ho provveduto a cambiare il testo. Purtroppo non posso correggere l’intervento video del ministro. Grazie

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